martedì 7 dicembre 2010

VISITE AI MUSEI? NIENTE SPIEGAZIONI 
DAI DOCENTI E'ACCADUTO AD ASSISI E
DENUNCIATO DA TUTTOSCUOLA.COM
I turisti che dall'Italia si recano in Egitto sanno che le spiegazioni su piramidi, faraoni, mummie e tombe possono essere fornite solamente da guide egiziane autorizzate, tant'e' che, come capita a comitive italiane con guida al seguito, le autorita' locali impediscono l'impiego dell'esperto portato da casa. Si tratta di un monopolio discutibile, frutto probabilmente della politica di controllo e valorizzazione dei beni dell'antico Egitto da parte del famoso plenipotenziario dr. Zahi Hawass, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichita' (SCA).
Ma che l'obbligo di utilizzare solamente guide autorizzate ci fosse anche in Italia e' davvero sorprendente, tanto piu' se il divieto colpisce i docenti accompagnatori di scolaresche.
È capitato nei giorni scorsi ad una classe di una scuola media romana in visita alla Basilica di Assisi. Quando l'insegnante, all'interno della Basilica quasi deserta, ha cominciato ad illustrare ai propri alunni gli affreschi di Giotto e altri aspetti artistici del luogo sacro, e' stata avvicinata dai custodi e invitata a sospendere la sua spiegazioni. Alle proteste dell'insegnante che precisava di parlare ai propri alunni, continuando le informazioni gia' fornite in classe, i custodi sono stati fermi e irremovibili, invitando l'insegnante a sospendere qualsiasi spiegazione non consentita e, se credeva, di avvalersi soltanto delle guide autorizzate oppure delle audio guide fornite, a pagamento, all'ingresso della Basilica.
Ovviamente l'insegnante ha rifiutato.
"Temiamo che l'episodio non sia un caso isolato - scrive tuttoscuola.com sul proprio sito - e che simili immotivati e non accettabili divieti nei confronti di comitive scolastiche, che si avvalgono del proprio insegnante come guida, vengano imposti in altri luoghi di interesse artistico a Roma, Pompei o Firenze.Ci piacerebbe sapere - conclude la nota - cosa ne pensano i ministri dei Beni Culturali e dell'Istruzione, che spesso esortano ad una maggiore attenzione e impegno della scuola e dei docenti per i viaggi di istruzione".
Notiziario Minori, 7 dicembre 2010
INFLUENZA, FIMP: "I BIMBI PIU' COLPITI"
OLTRE H1N1, ARRIVANO ALTRI DUE VIRUS
DI ORIGINE AUSTRALIANA
"Anche quest'anno l'influenza stagionale rischia di mettere a letto molte persone.
Le stime parlano di un numero compreso tra i 2 e i 5 milioni di italiani che verranno colpiti dai virus influenzali. Oltre agli anziani, la fascia d'eta' piu' a rischio e' quella pediatrica, che va da 0 a 14 anni. Vaccini, antipiretici e antinfiammatori sono le 'armi' di cui tradizionalmente disponiamo contro questo male di stagione, ma anche alcune semplici regole di condotta possono aiutarci a combattere nel migliore dei modi l'influenza".
Cosi' Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp). "Sappiamo che quest'anno circoleranno tre virus.
Oltre all'ormai noto virus 'pandemico' H1N1, ce ne saranno due stagionali di origine australiana. Virus che sono comunque coperti dall'attuale vaccino antinfluenzale. Cio' che manca semmai - prosegue Mele - e' un messaggio adeguato circa l'opportunita' della vaccinazione per proteggere anche i nostri bambini. Per ottenere un'efficace protezione contro l'influenza occorrerebbe infatti somministrare il vaccino a tutti i bambini e non solo a quelli che soffrono di malattie croniche, ai quali viene offerto gratuitamente". Quanto ai consigli del pediatra per superare il periodo influenzale, il presidente della Fimp ricorda che "la terapia dell'influenza e' sintomatica e, in particolare, prevede gli antipiretici. L'antibiotico si potra' rendere utile solo in una seconda fase, qualora cioe' si verificassero delle complicazioni, ad esempio alla vie respiratorie del bambino.
Durante il periodo invernale - continua Mele - e' meglio evitare di stare troppo a lungo in luoghi chiusi affollati e occorre arieggiare regolarmente i locali in cui si soggiorna. Anche un semplice gesto quotidiano come il lavarsi spesso le mani puo' risultare efficace per prevenire l'influenza stagionale. In caso di influenza invece - conclude il numero uno della Fimp - e' bene che i bimbi stiano a casa da scuola a riposarsi per recuperare le energie e che seguano una dieta adeguata, cioe' leggera e con molti liquidi che aiutano a riequilibrare la perdita degli stessi causata dall'alta temperatura data dalla febbre".
Notiziario Minori, 7 dicembre 2010
OGGI RACCONTO IO', LE FIABE SCRITTE
DAI BAMBINI UN MODO NUOVO PER IMPARARE
LA STORIA E SVILUPPARE LA CREATIVITA'
Un modo nuovo per imparare la storia e, al tempo stesso, sviluppare la propria creativita' attraverso la scrittura. A proporlo, con un invito rivolto a bambini e ragazzi tra gli 8 e i 14 anni a raccontare delle fiabe sul tema dei simboli di culture antiche e moderne, e' il concorso 'Oggi racconto io. La fantastoria del popolo migrante'. La settima edizione dell'iniziativa,organizzata dall'Associazione Youkali di Bologna in collaborazione con la Provincia, il Dipartimento di discipline storiche dell'universita' e altre realta' e con il contributo della cooperativa Coop Reno, offre a bambini e ragazzi residenti nel capoluogo emiliano o in altri Comuni limitrofi indicati nel bando un'occasione, originale e divertente, per approfondire conoscenze gia' acquisite o apprenderne di nuove, attingendo anche alla propria fantasia. I giovani partecipanti, dunque, dovranno impegnarsi a ricercare il significato di uno o piu' simboli legati a culture antiche o moderne, scoprendo come hanno influenzato o influenzano la vita quotidiana delle persone e raccontandone, poi, con l'invenzione di una trama avventurosa, l'origine e la storia. Il concorso non si rivolge, pero', solo a bambini e ragazzi, ma anche alle loro famiglie. Un aspetto interessante di 'Oggi racconto io. La fantastoria del popolo migrante' e' proprio questo: i genitori potranno fare le ricerche e costruire le fiabe insieme ai figli, offrendo stimoli e idee, ma ricevendone altre in cambio, in una logica di collaborazione e aiuto reciproco. Cinque le sezioni del concorso a cui si puo' scegliere di partecipare: le prime due rivolte ai singoli, rispettivamente dagli 8 ai 10 e dagli 11 ai 14 anni; la terza e la quarta rivolte ai gruppi, rispettivamente dagli 8 ai 10 e dagli 11 ai 14 anni e la quinta, infine, dedicata alle famiglie (in questo caso la fiaba potra' essere composta da almeno un ragazzo sotto i 14 anni e da uno o piu' adulti).
Al concorso, nato con l'intento di promuovere sul territorio la conoscenza delle culture "altre" di cui sono portatrici le famiglie di origine straniera, e' legata una serie di iniziative, fra cui la trasmissione radiofonica 'Il polverone magico', in cui le storie che risultano piu' votate vengono drammatizzate e una maratona di lettura in programma il prossimo 14 maggio alla Casa della conoscenza di Casalecchio di Reno, durante la quale i piccoli scrittori potranno leggere in pubblico il proprio racconto. Le fiabe, che possono essere votate sia per posta sia su Internet, verranno pubblicate sul sito dell'associazione.
Le storie e la scheda di partecipazione firmata da un genitore dovranno essere inviate all'associazione per posta - all'indirizzo Associazione culturale Youkali, via del Pratello 97, 40122 Bologna - o via mail all'indirizzo info@youkali.it, e dovranno pervenire entro il 24 gennaio 2011. Le modalita' di partecipazione sono indicate nel bando pubblicato sul sito dell'associazione.
Notiziario Minori, 7 dicembre 2010
SCUOLA, GELMINI: I RISULTATI OCSE 
CI RENDONO ORGOGLIOSI
"ITALIA FINALMENTE INVERTE IL TREND NEGATIVO"
"È un risultato che ci rende orgogliosi". Cosi' il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini commenta i risultati dell'indagine Pisa (Programme for International student assessment) svolta nell'aprile 2009, resi noti dall'Ocse. Il rapporto segnala un grande successo dell'Italia che risale nelle classifiche europee di sei posizioni nella comprensione dell'italiano rispetto al 2006, di tre nella matematica e di una nelle scienze. L'Italia e' dunque tra i Paesi che migliora maggiormente nella qualita' scolastica a livello mondiale come riconosciuto dall'Ocse. "L'Italia inverte finalmente il trend negativo che durava da dieci anni- continua il ministro- Le classifiche internazionali mettono il nostro Paese tra quelli che hanno avuto tra i piu' significativi miglioramenti. In questi anni si e' investito tanto sulla valutazione degli apprendimenti e ora i risultati ci premiano. Cresciamo nelle materie piu' importanti salendo di sei posizioni nelle classifiche europee per la comprensione della lingua italiana, di tre per la matematica e di una per le scienze. Sono risultati eccezionali che dimostrano come la scuola italiana sia migliorata e non peggiorata".
Notiziario Minori, 7 dicembre 2010
MATEMATICA E SCIENZE, L'OCSE PROMUOVE 
I 15ENNI ITALIANI DAI NUOVI TEST SCOLASTICI
INTERNAZIONALI, ITALIA IN RISALITA
Italia promossa dall'Ocse. Nel 2009 i nostri 15enni si sono cimentati di nuovo con i test internazionali Pisa (Programme for international student assessment, il programma che valuta gli apprendimenti) e stavolta non e' stata un'ecatombe come nel 'girone' del 2006. Si registrano infatti miglioramenti in tutti e tre gli ambiti valutati: matematica, scienze, lettura e comprensione del testo.
È quanto emerge dal Rapporto Ocse-Pisa pubblicato oggi. Per la lettura l'Italia torna ai livelli del 2000, anno d'esordio dei test, dopo un calo dei risultati registrato nelle edizioni 2003 e 2006. Ancora piu' netti i miglioramenti nell'area matematico-scientifica nel confronto con gli anni scorsi.
L'Italia resta sotto la media Ocse in tutti e tre gli ambiti, ma, rispetto al passato, c'e' un minore scostamento. IL POSIZIONAMENTO DELL'ITALIA - Al Pisa 2009 hanno partecipato 30.905 studenti italiani e 1.097 scuole. Nell'ambito della 'reading literacy', la capacita' di comprensione e rielaborazione di testi scritti, lo 'score', il punteggio medio dell'Italia, e' 486 (media Ocse 493). In classifica siamo 29esimi, nel 2006 eravano 33esimi. Al vertice primeggia la regione di Shanghai-Cina (il punteggio e' 556). Seguono Corea e Finlandia. Germania, Francia, Regno Unito fanno meglio di noi. Restano alle nostre spalle Spagna, Grecia, Russia. L'Italia e' sotto la media Ocse, ma meno che in passato. Discorso che vale anche per la matematica dove siamo 35esimi con un punteggio di 483 (media Ocse 496), nel 2006 eravamo 38esimi con 462 punti. In testa sempre Shanghai (600 punti), seguono Singapore e Hong Kong. Il primato e' asiatico.
Gli Usa soffrono e finiscono oltre il 30esimo posto in matematica. Nelle Scienze l'Italia e' 35esima con 489 punti (media Ocse 501). Spagna e Grecia restano alle nostre spalle. Nel 2006 eravamo 36esimi con 475 punti. In questo ambito primeggia ancora Shanghai (575 punti). Seguono Finlandia e Hong Kong. Fra le nazioni della vecchia Europa la miglior performance e' della Germania. Nella lettura solo lo 0,4% dei nostri studenti si piazza al top dei risultati (livello 6), contro una media Ocse dello 0,8%. Per la matematica raggiungono il livello piu' alto l'1,6% dei nostri 15enni, la media e' del 3,1%. Per le scienze i 'best performers' in Italia sono lo 0,5%, la media Ocse e' dell'1,1%.
LETTURA, SI TORNA AI LIVELLI DEL 2000 - Comprensione del testo, l'Italia torna a 'galla' con 486 punti medi ottenuti dagli studenti, vicinissimi ai 487 del 2000, anno del primo test Pisa.
Nel 2003 in punteggio medio era sceso a 476, nel 2006 a 469.
Rispetto all'ultimo test il punteggio medio dei nostri 15enni sale percio' di 7 punti. Nel 2009 il divario nella lettura dalla media Ocse e' di soli 7 punti, mentre era di 13 nel 2000, di 18 nel 2003, di 23 nel 2006. La risalita e' netta.

LA MATEMATICA FA MENO PAURA - In paesi come la Francia, il Belgio, la Danimarca e l'Australia calano le performance in matematica. In altri, come l'Italia, spiega l'Ocse, il miglioramento che emerge confrontando i test del 2009 con quelli del passato e' "considerevole". Nel 2003 il punteggio medio degli studenti italiani era di 466, nel 2009 c'e' stato un miglioramento di 17 punti, siamo a 483. Nel 2006 il 32% degli studenti aveva performance di basso livello, nel 2009 sono scesi al 25%. Sale, invece, la percentuale dei piu' bravi. Quanto allo scostamento dalla media Ocse, la distanza oggi e' di 13 punti, nel 2006 lo scarto era di 36 punti, nel 2003 di 34.
SCIENZE, BALZO IN AVANTI - In Scienze ben 11 paesi hanno incrementato i risultati. In Italia la percentuale dei meno bravi e' calata di 5 punti, sono cresciuti i best performers. Il punteggio medio ottenuto nel 2009 e' 489, 13 punti sopra i test del 2006. La distanza con il punteggio medio Ocse si e' dimezzata: oggi e' di 12 punti nel 2006 era di 25.
AL NORD I PIU' BRAVI, MA SUD MIGLIORA DI PIÙ - I dati confermano i migliori esiti degli studenti dell'Italia settentrionale. Al contempo pero' sono gli studenti del Sud, in questa edizione dell'indagine, a registrare gli incrementi maggiori. La Lombardia e' nel 2009 la regione italiana con i migliori risultati (lettura: 522, matematica: 516, scienze: 526).
Non meno significativo il dato della Puglia che, unica regione del sud, ottiene risultati migliori rispetto alla media nazionale, segnando un recupero davvero sorprendente che in matematica supera i 50 punti.
Notiziario Minori, 7 dicembre 2010

venerdì 3 dicembre 2010

FUMO, SE NON LO VEDI LO EVITI
ELIMINARE L'ESPOSIZIONE DEI PRODOTTI
AIUTA LE SCELTE DEI GIOVANI
Togliere i prodotti da fumo dalle esposizioni dei negozi puo' cambiare l'atteggiamento dei giovani nei riguardi del fumo senza danneggiare, al contempo, i rivenditori.La scoperta viene dai ricercatori del Centro studi di controllo sul tabacco dell'Universita' di Notthingam, in Gran Bretagna, che hanno analizzato l'effetto della rimozione dei prodotti da fumo dai negozi irlandesi, in seguito a una norma di legge entrata in vigore nel 2009 e prossima ad essere applicata anche in Gran Bretagna. In un primo studio, il team di ricerca ha scoperto che il numero di teenagers che ricordava i prodotti da fumo (dopo averli visti nei negozi) era sceso dall'81% al 22% dopo il 1 luglio, data a partire dalla quale i prodotti da fumo sono stati tolti dalle esposizioni dei negozi irlandesi. Dopo la rimozione, pochi ragazzi credevano che il fumo fosse diffuso tra i loro coetanei (46%) mentre in precedenza la percentuale arrivava al 62%. Il 38% dei giovani intervistati riteneva, inoltre, che l'eliminazione dei prodotti da fumo dalle esposizioni potesse aiutare i ragazzi ad evitare di fumare e il 14% degli adulti pensava che questa legge potesse essere d'ausilio per smettere di fumare. La ricerca ha inoltre evidenziato che il gradimento per il provvedimento e' passato dal 58% al 66% dopo la sua entrata in vigore. In un secondo studio, il team ha mostrato come l'eliminazione dei prodotti da fumo dalle esposizioni non abbia comportato alcun danno economico per i rivenditori, in quanto la decisione non influenza le scelte degli adulti ma ha un impatto sui bambini e giovani. I ricercatori concludono osservando che i dati emersi dallo studio sottolineano come eliminare i prodotti da fumo dalla vista nei negozi aiuti a modificare il modo in cui i giovani pensano al fumo e a far si' che i ragazzi non pensino continuamente al fumo entrando nei negozi.

Notiziario Minori, 3 dicembre 2010
SACCONI ANTI-CRISI: GIOVANI ACCETTINO 
QUALSIASI LAVORO "PURCHÉ REGOLARE"
Oltre 2 milioni di giovani non studiano, non lavorano e non cercano lavoro? La risposta e' "investire in competenze e sollecitare a una scelta responsabile: accettare qualsiasi lavoro purche' regolare, in attesa di realizzare le proprie aspirazioni". Cosi' il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, commenta i dati rilevati dal Censis. Interpellato a margine di un convegno dell'Anmil, Sacconi osserva che in generale dal rapporto emergono "luci e ombre di una societa' ansiosa, impegnata in una transizione difficile e nella quale ci sono segnali di vitalita'". Riguardo i giovani preoccupa il "forte disallineamento tra competenze che si hanno e quelle richieste dal mercato del lavoro" e la "poca disponibilita' a fare lavori diversi da quelli legittimamente desiderati, a partire da quello manuale".

Notiziario Minori, 3 dicembre 2010
NEL MONDO 115 MILIONI SOTTOPOSTI A FORME
PEGGIORI DI LAVORO A ROMA IL CONVEGNO 
DELL'ASSOCIAZIONE 'LEGALE NEL SOCIALE'
Un convegno sul tema del lavoro minorile -dal titolo "I minori nel mondo del lavoro: norme, fenomeno e contesto psico-sociale"-, in programma oggi a Roma, sposta l'attenzione su un tema drammatico. Una iniziativa per tornare a riflettere su una realta' complessa e varia, che secondo le stime 2010 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) coinvolge 215 milioni di bambini in tutto il mondo.
Di questi piccoli lavoratori, 115 milioni sono bambini sottoposti alle "forme peggiori di lavoro", che comprendono lavori pericolosi e prostituzione.
"Con il convegno vogliamo proporre uno stimolo per nuove analisi di un fenomeno complesso e sfuggente, persino difficile da definire a causa delle diverse leggi che nei vari Paesi regolano la materia, cosi' come per esempio cambia l'eta' fissata per la maggiore eta'", osserva l'avvocato Marco Carlizzi, presidente dell'associazione "Legale nel sociale", che ha promosso il convegno.
"Cerchiamo di affrontare con un taglio multidisciplinare l'argomento, confrontando le esperienze in materia di lavoro minorile dal punto di vista giuridico, sociologico e psicologico, dando spazio anche alle varie associazioni e organizzazioni non governative che se ne occupano sul campo", spiega Carlizzi, che puntualizza: "Per non confondere il contributo che i minori possono dare in famiglia e le forme accettabili di attivita' da parte dei minori, si distingue tra child work, quello accettabile, e child labour, che indica le forme di sfruttamento dannose per il minore".
Uno degli aspetti di cui si discutera' e' quello delle differenze giuridiche e culturali in fatto di lavoro minorile, diversita' che va riconosciuta per agire con efficacia, spiega Carlizzi: "Un caso emblematico e' quello dei migranti minori, i cosiddetti minori non accompagnati, che emigrano da soli perche' secondo le loro famiglie sono responsabili e maturi, pronti per lavorare, e spesso nei loro paesi d'origine sono anche maggiorenni. Ma quando arrivano in Italia si ritrovano minorenni, sono considerati bambini mentre loro si sentono gia' adulti, sono stati incoraggiati a esserlo dalla loro famiglia e dalla cultura del loro Paese. L'unica risorsa che l'Italia mette a disposizione per loro sono le strutture di accoglienza, da cui pero' i giovani migranti fuggono", perche' le percepiscono come forme di limitazione o addirittura di reclusione. "Una proposta interessante in questo senso - prosegue Carlizzi - e' arrivata dalla cooperativa sociale Dedalus di Napoli, che cerca di coinvolgere i migranti piu' giovani direttamente nelle strade, dando loro informazioni e proponendo azioni di responsabilizzazione, senza per forza portarli nella struttura di accoglienza, ma cercando di renderli consapevoli".Durante il convegno si discutera' anche del lavoro minorile in Italia, con attenzione ad alcuni casi specifici come i cinesi minori di Prato o la situazione dei rom, cui per cultura viene chiesto fin da bambini di rendersi produttivi e indipendenti.
Notiziario Minori, 3 dicembre 2010
LATTE MATERNO DONATO, BAMBIN GESÙ 
PREMIA MAMME GENEROSE IL PROGETTO
'VIA LATTEA' A SOSTEGNO DEI PICCOLI PAZIENTI
Premiate le neomamme che donano il latte. E' il senso del progetto 'La Via Lattea', un piano di interventi a sostegno della 'Banca del Latte Umano Donato - BLUD' dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesu' di Roma, punto di raccolta del latte donato da neomamme e distribuito tramite l'ospedale ai piccoli pazienti che ne hanno assoluto bisogno, perche' nati fortemente prematuri o a causa di malformazioni e malattie rare che interessano l'assorbimento intestinale. Il presidente del Bambino Gesu', Giuseppe Profiti, l'assessore alle Politiche della sicurezza della Provincia di Roma, Ezio Paluzzi e l'assessore provinciale alle Politiche sociali, Claudio Cecchini, hanno premiato le madri che hanno preso parte al progetto.La Banca del Latte Umano Donato dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu' e' l'unico centro per la raccolta del latte umano nella Regione Lazio, mentre le strutture italiane sono in totale 21. Ogni anno in Italia nascono circa 50.000 bambini prematuri che necessitano di latte naturale.Per la prima volta in Italia una istituzione si e' occupata della raccolta del latte presso il domicilio delle madri donatrici su tutto il territorio della provincia di Roma e del successivo trasporto dello stesso presso la Banca del Latte Umano Donato, grazie all'impiego di agenti della Polizia Provinciale.Il piano 'La Via Lattea' fornisce alle madri donatrici tutto il necessario per la donazione (tiralatte elettrici e contenitori sterili) e mette a loro disposizione seggiolini per il corretto trasporto in auto dei bambini e un corso di sicurezza stradale proprio su questo tema.
Notiziario Minori, 3 dicembre 2010
UNICEF: L'ITALIA NON È UN PAESE
PER BAMBINI ALL'ULTIMO POSTO TRA I PAESI
DELL'OCSE PER IL LORO BENESSERE
L'Italia e' all'ultimo posto della classifica dei Paesi Ocse, insieme a Grecia e Stati Uniti, per quanto riguarda il benessere dei bambini. In particolare per la disuguaglianza che i bambini vivono all'interno dei confini nazionali: alcuni restano sempre indietro rispetto alla qualita' media della vita dei loro coetanei, hanno piu' difficilmente accesso all'istruzione, stanno peggio di salute, vivono in poverta'. Rispetto alla media dei 24 paesi ricchi dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) dunque, messi a confronto, l'Italia e' al penultimo posto davanti all'Ungheria per disuguaglianza di bambini e adolescenti in tema di salute, e' al quartultimo posto (seguono Austria, Francia e Belgio) per benessere nell'istruzione e al quintultimo posto (seguono Polonia, Ungheria, Stati Uniti e Slovacchia) per quanto riguarda il benessere materiale. A fotografare un paese indifferente ai piccoli di eta', che "tollera" piu' degli altri le disuguaglianze e non intraprende azioni efficaci per colmare il divario e' il Centro di ricerca Innocenti dell'Unicef di Firenze, istituito nel 1988 per potenziare le capacita' dell'Unicef nell'attivita' di ricerca e che oggi presenta il rapporto "Bambini e adolescenti ai margini.
Un quadro comparativo sulla disuguaglianza nel benessere dei bambini nei paesi ricchi". Lo studio evidenzia che nei paesi con disuguaglianze piu' elevate, come appunto l'Italia, i bambini svantaggiati sono a rischio di rimanere al margine nella societa' in cui vivono e restare lontani dai livelli di benessere normali per il loro Paese. Sono invece Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svizzera i paesi dove le disparita' sono piu' contenute. "Le politiche economiche e sociali hanno un ruolo importante nel contrastare il rischio di esclusione", sottolinea il rapporto, e questi paesi "suggeriscono il successo delle politiche di equita'". Anche se il rapporto mostra che tutti i paesi hanno aree in cui devono migliorare. Reddito. I dati derivano da inchieste e si riferiscono al periodo 2005-2008. L 'analisi delle disuguaglianze di reddito per i bambini si basa sui dati sul reddito disponibile delle famiglie con bambini da 0 a 17 anni (includendo nel reddito i trasferimenti monetari pubblici agli individui e alle famiglie, deducendo le imposte ed applicando fattori di aggiustamento per tener conto delle economie di scala). Cio' premesso, la disuguaglianza di reddito familiare per i bambini registra il valore piu' basso in Norvegia, con i paesi nordici e i Paesi Bassi che occupano sei delle prime otto posizioni. All'altro estremo Italia, Canada, Spagna, Portogallo e Grecia sono i Paesi con i piu' alti livelli di disuguaglianza nel reddito dei bambini. Condizioni abitative. Insieme a Ungheria e Stati Uniti, in Italia i bambini svantaggiati vivono in condizioni peggiori rispetto agli standard prevalenti nel loro Paese. In Islanda, Germania e Svizzera gli standard sono molto omogenei e la disuguaglianza abitativa, in termini di spazio disponibile, e' molto contenuta.
Risorse di base per l'istruzione: ci si riferisce a studenti di 15 anni e all'accesso a strumenti come dizionari, pc, internet, un luogo silenzioso per studiare. L'Italia si trova in una posizione intermedia, con livelli di disuguaglianza leggermente inferiori alla media Ocse. Danimarca, Svizzera e Paesi Bassi hanno i livelli di disuguaglianza piu' contenuti. Il divario piu' grande e' in Grecia, Slovenia, Messico. Benessere nell'istruzione. Si prende a indicatore la competenza in tre ambiti: lettura, matematica e scienza (dati dai test Pisa del 2006). Per competenze in lettura l'Italia e' al 22° posto su 23 paesi; nella matematica e' 19° su 24 paesi; nelle scienze e' 16° su 24. Emerge il profilo della Finlandia, che - evidenziano i ricercatori - combina livelli di medi di eccellenza con alti livelli di equita' distributiva. Salute. Tre gli indicatori: per i problemi di salute (riferiti dagli adolescenti) l'Italia e' al 20° posto su 24. Paesi Bassi, Austria e Portogallo registrano livelli di disuguaglianze molto contenute, oltre ad avere i livelli mediani di salute migliori.
Anche per la sana alimentazione l'Italia e' tra i paesi con diseguaglianze superiori alla media (18° posto). Per l'attivita' fisica intensa - praticata al di fuori della scuola - l'Italia figura al 22° posto della classifica, seguita da Spagna e Francia.
Notiziario Minori, 3 dicembre 2010

martedì 30 novembre 2010

SENZA REGOLE (DEI GENITORI): 
BASTA TV, MEGLIO FACEBOOK
INDAGINE DELLA SOCIETÀ ITALIANA
DI PEDIATRIA SUI 12-14ENNI

Internet batte la tv, diminuisce il consumo di alcol e sigarette, ma non quello degli spinelli. E, a sorpresa, i ragazzi lamentano le "troppe poche regole" imposte dalle famiglie. In un poche parole: i genitori sono assenti. Da una indagine della Societa' italiana di pediatria (Sip) viene fuori il ritratto degli adolescenti italiani. A dominare, ovviamente, il web. È "inarrestabile l'ascesa di facebook: il 67% ha un profilo sul social network piu' famoso al mondo, contro il 50% dello scorso anno". Aumentano i comportamenti a rischio nella rete, come dare il numero di cellulare a uno sconosciuto.
Piu' in generale, si riduce il consumo di alcol e sigarette, ma non quello di droghe leggere. Dilagano le 'diete fai da te'. I genitori influiscono sulle scelte dei figli meno di quanto gli stessi figli ritengono giusto e aumenta il numero di adolescenti che reputa "troppo poche" le regole date dalla famiglia. Si riduce la fiducia verso tutte le figure istituzionali (insegnanti, forze dell'ordine, medici, magistrati, preti, politici). L'unica in controtendenza? I giornalisti.
L'indagine -"Abitudini e stili di vita degli adolescenti"- viene effettuata dalla Sip da quattordici anni su un campione nazionale di 1.300 studenti delle scuole medie inferiori, ragazzi di eta' compresa tra i 12 e i 14 anni. Patrocinata dal ministero della Gioventu', sara' presentata al convegno "la societa' degli adolescenti", il 2 dicembre a Salsomaggiore. IL WEB BATTE IL PICCOLO SCHERMO - E' la prima volta. La prima volta che tra gli adolescenti si assiste al "sorpasso", quello di internet sulla televisione. Gli intervistati che passano sul web piu' di 3 ore al giorno (17,2%) superano quelli che passano piu' di 3 ore al giorno davanti al piccolo schermo (15,3%), dato in calo rispetto allo scorso anno quando la percentuale dei ragazzi che guardava la tv piu' di tre ore al giorno era pari al 22%. E' Facebook il protagonista indiscusso del web. Oltre il 67% degli adolescenti ha un profilo sul social network, con un incremento di circa il 35% rispetto allo scorso anno. Ancora una volta le donne cybernaute superano i loro coetanei maschi (68,7 contro 65,8%). Frequentare You Tube e chattare sono di gran lunga le attivita' principali per le quali gli adolescenti si collegano in Internet e perde sempre piu' terreno la "ricerca di informazioni" per studio. Si conferma la tendenza, da parte degli adolescenti, ad un uso sempre piu' "privato" di TV e Internet.
Piu' della meta' ha tv e computer nella propria camera da letto, circa uno su due guarda la tv e oltre il 20% naviga in Internet.
Sempre elevatissima (86%) la cattiva abitudine di guardare la tv durante i pasti.
AUMENTANO COMPORTAMENTI A RISCHIO SUL WEB - Inviare foto, dare informazioni personali, farsi vedere in webcam, accettare incontri con sconosciuti: crescono rispetto allo scorso anno i comportamenti potenzialmente a rischio. Oltre il 16% (contro il 12,8% del 2009) dichiara di aver dato il proprio numero di telefono a uno sconosciuto, ed il 24,6% (contro il 20,7% del 2009) non ha esitato a inviare una sua foto. Ma e' nel sud che il fenomeno assume proporzioni maggiori, dove quasi un adolescente su tre dichiara di aver dato informazioni personali, come il proprio numero e di telefono e l'indirizzo della scuola, a sconosciuti. CALA CONSUMO SIGARETTE E ALCOLICI, SALE L'USO DI 'CANNE'. L'ECSTASY APPARE SEMPRE MENO COME PERICOLOSA - Meno di uno su tre dichiara di fumare sigarette, dato in lieve calo rispetto allo scorso anno (27,7 contro 29,5). In leggera diminuzione anche il consumo di alcolici, che comunque rimane alto (beve birra il 47%, vino il 40%, liquori il 18%). Cresce (dato molto probabilmente anche sottostimato) il consumo di "canne": il 9% del campione dice di aver provato almeno una volta uno "spinello" contro l'8% dello scorso anno. L'1,5% del campione (contro lo 0,3% di un anno fa) ammette di aver provato l'ecstasy che viene percepita sempre di meno come una droga pericolosa. Si riduce, infatti, di 9 punti percentuali, passando dal 77,5% al 66,3%, il numero di coloro che ritengono l'ecstasy "una droga pericolosa", mentre passa dal 5,2 al 9,3% il numero di coloro che la ritengono poco pericolosa.
BULLISMO IN CALO, MA GUAI A FARE LA SPIA - Si conferma l'attenuazione (in termini di frequenza) del fenomeno (in calo dal 2008), ma cresce - seppure relativo ad una minoranza - la percentuale di chi considera "fifone o spia" chi denuncia di essere vittima di atti di bullismo o,peggio, di chi considera il bullo "un tipo in gamba". Se nel 2009 chi va a "raccontare ai genitori o agli insegnanti di subire prepotenze da parte di altri ragazzi" viene considerato una spia secondo il 9%, nel 2010 lo e' per il 10,5%. In calo chi e' convinto che faccia "la cosa giusta": 81,3% nel 2009, 78,4% nel 2010.
DILAGA LA "DIETA FAI DA TE" - Essere piu' belli, piu' alti ma, soprattutto, non avere brufoli, sono i maggiori "desiderata" degli adolescenti rispetto al proprio aspetto fisico. Ma per le femmine anche avere gambe piu' belle (59,1%) e domina il modello "maggiorate": il 45,4% delle ragazze infatti vorrebbe avere piu' seno. Circa un adolescente su due vorrebbe essere piu' magro, percentuale che tra le ragazze arriva al 59,3%. E nel tentativo di perdere peso il 22% del campione ha gia' fatto una dieta dimagrante, ma solo il 32% (era il 36% nel 2009) si e' rivolto ad un medico (26% delle femmine). Dilaga dunque la dieta fai da te: l'ha sperimentata il 35%, degli adolescenti, percentuale che arriva al 43% tra le ragazze. Oltre il 60% ha dovuto ricorrere, almeno una volta, alle cure di un pronto soccorso e raddoppia (passando dal 4,6 al 9) la percentuale di coloro ai quali e' capitato di prendere farmaci per dormire.

Notiziario Minori, 30 novembre 2010
RISCHIO DOPPIO DI ALCOL PER CHI VA MALE A SCUOLA
I RISULTATI DI UNO STUDIO INGLESE

Gli adolescenti che rifiutano la scuola hanno il doppio di probabilita' di consumare bevande alcoliche. A mostrare il legame uno studio pubblicato su Substance Abuse, Treatment, Prevention and Policy che ha investigato abitudini e preferenze di 3.641 teen ager tra gli 11 e i 14 anni. I ricercatori della John Moores University di Liverpool affermano che i ragazzi che vivono con maggiore infelicita' il tempo scolastico hanno non solo una piu' forte attrazione verso gli alcolici ma anche una maggiore predisposizione ad anticipare l'attivita' sessuale, 10 volte piu' che i coetanei. "Questi minori possono allontanarsi dal sostegno di famiglia e scuola e avere un rischio piu' alto di malattie sessualmente trasmissibili", dice Mark Bellis, uno dei ricercatori.

Notiziario Minori, 30 novembre 2010
FUMO PASSIVO, SONO I BAMBINI LE PRIME VITTIME
600MILA MORTI ALL'ANNO

Seicentomila persone, pari all'intera popolazione della citta' di Genova, muoiono ogni anno nel mondo a causa delle conseguenze del fumo passivo. Lo ha rivelato uno studio pubblicato sulla rivista Lancet e realizzato da due ricercatori dell'Organizzazione Mondiale della Sanita', Armando Peruga e Annette Pruss-Ustun, che hanno utilizzato i dati del 2004 e quelli piu' recenti disponibili in 196 nazioni.
Secondo quanto elaborato dagli studiosi, le prime vittime del tabagismo passivo risultano essere i bambini: ben oltre centocinquantamila e al di sotto dei cinque anni. Questo perche' i piccoli di quella eta' sono ovviamente incapaci di sottrarsi a quella che nel documento e' citata come la prima fonte di esposizione, ossia i genitori che fumano fra le mura domestiche.
Cio' succede soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito.
Laddove il benessere prende il posto della poverta', il rispetto per la salute dei bambini porta a un calo nella statistica dei decessi. Qui sono infatti gli adulti le vittime principali, sebbene i minorenni siano ancora al primo posto fra coloro che risultano coinvolti loro malgrado con una percentuale pari al quaranta per cento dei casi. Seguono il trentacinque per cento delle femmine non fumatrici e il trentatre' per cento dei non fumatori (dati Oms riferiti al 2004). La stima fatta da Peruga e Pruss-Ustun ha calcolato che tali esposizioni abbiano provocato 379mila morti per ischemia, 165mila per infezioni respiratorie, 36.900 per asma, 21.400 per cancro ai polmoni. Che in totale fanno appunto 603mila morti, tutti attribuibili al fumo passivo e cosi' divisi: quarantasette per cento donne, ventisei uomini, ventotto bambini.
Il tabagismo passivo e' inoltre responsabile della perdita di 10,9 milioni di anni di vita in buona salute, il sessantuno per cento dei quali sottratti a minorenni. Questi dati, gravissimi gia' a una prima lettura, fanno ancora piu' riflettere se si considera che la stima dei decessi rappresenta l'uno per cento di tutti morti globali annui. Lo studio si conclude esaminando anche gli aspetti legislativi del fenomeno: se le leggi che hanno proibito il tabacco all'interno dei locali pubblici hanno fatto molto per arginare i danni del fumo passivo, la strada per una corretta prevenzione appare ancora distante, perche' spesso e' nelle case che il vizio lascia il segno.
Di pochi giorni fa e' la notizia, presentata dagli esperti dell'Universita' del Minnesota all'American Association for Cancer Research, che nelle urine dei neonati di pochi mesi figli di coppie di fumatori e' presente la nitrosammina, una sostanza cancerogene riconducibile alle sigarette, nicotina e cotinina. E nel febbraio scorso un altro studio, pubblicato su Pnas da un gruppo di ricercatori americani del Lawrence Berkeley National Laboratory, aveva evidenziato che il fumo di terza mano, quello residuo in tendaggi, tappeti, parati e arredi vari, nuoce come quello diretto perche' la nicotina si combina con altri inquinanti rimanendo a lungo nei locali. Un guaio che va moltiplicato per 1,2 miliardi, pari cioe' alla stima della popolazione mondiale di fumatori.
Notiziario Minori, 30 novembre 2010
NON ABUSARE DEL SAPONE, PIÙ ESPOSTI ALLE ALLERGIE
UNA RICERCA DELL'UNIVERSITÀ DEL MICHIGAN

Chi l'avrebbe mai detto che la troppa igiene potrebbe essere una nemica della salute? E invece sembra proprio cosi'. I giovani che abusano di saponi antibatterici contenenti triclosan sembrerebbero maggiormente esposti alle allergie. Ad affermarlo una ricerca dell'universita' del Michigan.
Per giungere a questa conclusione gli esperti hanno preso in esame un campione tra bambini, adolescenti e adulti. Di questi hanno confrontato i loro livelli di triclosan e bisfenolo A (bpa) nelle urine con i risultati delle diagnosi di allergia o raffreddore allergico e i livelli di anticorpi citomegalovirus.
Ma ora cerchiamo di capire nel dettaglio cosa siano queste sostanze: il triclosan e' una sostanza chimica molto diffusa, con potente attivita' antibatterica. È utilizzato sia come conservante nei cosmetici, sia come antibatterico. Per il suo uso sono stabiliti attualmente dalla normativa dei limiti precisi, a seconda del prodotto in cui e' contenuto (nei cosmetici e' consentito come conservante fino allo 0,3%). Il bisfenolo A, invece, e' un composto organico con due gruppi fenolo. In particolare il BPA sembra essere imputato in numerose malattie dello sviluppo sessuale maschile nel feto, e nel calo di fertilita' nell'uomo adulto.
Ebbene stando dai risultati della ricerca e' risultato che i soggetti con piu' di 18 anni di eta', che erano entrati a contatto con livelli piu' elevati di bisfenolo A, avevano una concentrazione esagerata di anticorpi citomegalovirus. Mentre i ragazzi con meno di 18 anni, che si erano esposti a maggiori quantita' di triclosan, soffrivano in modo anomalo di allergie e febbre da fieno.
Notiziario Minori, 30 novembre 2010

sabato 27 novembre 2010

STUDIO E LAVORO, SACCONI AI GIOVANI:
'SCELTE RAGIONATE' GUARDARE IL MONDO
DEL LAVORO QUANDO SI SCEGLIE IL CORSO DI STUDI
Guardare con attenzione e concretezza alle esigenze del mondo del lavoro quando si sceglie il corso di studi: e' una pratica poco usata dai giovani italiani, che si trovano spesso con in mano un titolo poco vendibile e con poche garanzie, mentre ci sono posti in alcuni settori che restano vacanti. Per fermare questo circolo vizioso e' necessario promuovere scelte ragionate, mettere in vetrina le opportunita' e favorire l'incontro tra scuola e lavoro. È questo l'obiettivo di Job&Orienta, la mostra-convegno nazionale che si e' aperta in Fiera a Verona e che durera' fino a domani. Ospite d'eccezione, per l'apertura, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, in collegamento video: "In Italia piu' di un terzo dei giovani sceglie il liceo in contrasto col mercato del lavoro che chiede competenze tecniche".
Sacconi registra un "disallineamento tra le richieste e la disponibilita' nel mercato del lavoro, a causa soprattutto delle debolezze dei percorsi educativi e formativi". Il problema e' che "si punta troppo poco a un orientamento serio: sulla scelta dei licei, ad esempio, pesa ancora troppo la convenzione sociale.
Inoltre, i ragazzi e le famiglie hanno scarse conoscenze rispetto alle professionalita' piu' richieste". L'esigenza di maggiore informazione potra' trovare risposta nell'ipotizzato aggiornamento trimestrale (oggi annuale) dei dati del Rapporto Excelsior di Unioncamere, annunciato dal ministro. Domani mattina sara' presentata un'elaborazione dei dati, realizzata appositamente per l'evento veronese, per dar modo al pubblico di conoscere quali siano i titoli di studio (diplomi e lauree) piu' spendibili nel mercato del lavoro a partire dalle figure professionali piu' difficilmente reperibili.
Ma secondo il ministro non basta investire sulla scuola: bisogna incentivare l'incontro con il lavoro "eliminando percorsi inutilmente lunghi che non danno robuste competenze e favorendo un maggior dialogo tra i due sistemi". E per frenare l'abbandono scolastico Sacconi chiede di valorizzare la possibilita' dell'apprendistato "offrendo ai ragazzi gia' dai 15 anni, come dice la recente legge varata dal Parlamento, la possibilita' di un contratto di apprendistato particolare a forte contenuto formativo". Uno strumento, quello dell'apprendistato, spendibile anche nell'alta formazione. Il ricco programma di Job&Oreinta, con dimostrazioni, presentazioni di dati, incontri faccia a faccia tra candidati e aziende e con i seminari a cura di esperti e' reperibile nel sito
Notiziario Minori, 27 novembre 2010
"O BEVI O GUIDI": IN MACCHINA SENZA ALCOL
AL VIA LA SECONDA CAMPAGNA 
DI SENSIBILIZZAZIONE ASSOBIRRA-UNASCA
Nel nostro Paese ogni anno quasi 6.000 incidenti hanno come unica causa l'abuso di alcol e almeno un incidente su 3 avrebbe tra le cause scatenanti proprio l'assunzione di alcolici. In quest'ottica si inseriscono le nuove norme introdotte dal Codice della strada nel 2010, che hanno stabilito l'obbligo di guida "a tasso alcolemico zero" per i conducenti professionali, i neo-patentati con meno di 3 anni di esperienza e i giovani inferiori a 21 anni: un provvedimento che si stima possa interessare oltre 3,5 milioni di italiani.
Le nuove norme sposano appieno la filosofia della campagna "O bevi O guidi", che gia' nel 2009 nasceva con l'intento di sensibilizzare i guidatori - e in particolare i piu' giovani - a rinunciare del tutto all'alcol quando ci si mette alla guida.
In appena 6 mesi sono stati raggiunti e sensibilizzati oltre 200 mila neopatentati: ovvero il 40% di quanti hanno preso la patente in quel periodo. E la speranza e' che anche questa iniziativa abbia contribuito a un incoraggiante risultato documentato dai dati della Polizia stradale: nei primi 10 mesi del 2010, le contravvenzioni per guida sotto l'influenza dell'alcol sono diminuite, del -9,8%.
La campagna "O bevi O guidi", dunque, torna con una seconda edizione, presentata a Roma. Dopo aver contribuito all'inserimento nei quiz d'esame dal 3 gennaio 2011 di alcune domande dedicate al tema alcol e guida, l'iniziativa firmata AssoBirra (Associazione degli industriali della birra e del malto) e Unasca (Unione nazionale autoscuole e studi consulenza automobilistica), quest'anno si svolgera' in 3.000 autoscuole e anche nei piu' rappresentativi atenei italiani.
Il suo messaggio di responsabilita', cosi', si rivolge oggi anche ai giovani che hanno preso la patente da meno di tre anni e che sono interessati dal provvedimento della guida a "tasso alcolemico zero".
Secondo una ricerca Makno-AssoBirra condotta quest'anno su un campione di 1.500 maggiorenni rappresentativi della popolazione italiana, 13 milioni di guidatori, piu' di uno su 3 afferma di stare attento a quanto beve, ma senza rinunciare del tutto all'alcol prima di mettersi alla guida.
"Rimanere al di sotto del limite di legge- dichiara Piero Perron, presidente di AssoBirra- non vuol dire essere esenti da rischi, tanto che gli studi scientifici in materia dimostrano che, anche assumendo un quantitativo di alcol inferiore al limite legale di 0,5 g/l, il rischio di incidente aumenta comunque del 40% rispetto a quando si guida da sobri. Secondo AssoBirra l'unico modo efficace di eliminare il rischio per la propria incolumita' e' quello di non bere prima di mettersi alla guida".
La seconda edizione di "O bevi o guidi", da gennaio a marzo 2011, coinvolgera' 9 tra gli atenei piu' rappresentativi distribuiti dal Nord al Sud Italia (mentre da gennaio a giugno 2011 saranno organizzati nelle autoscuole dei moduli formativi sugli effetti dell'alcol e sulle nuove regole previste dal codice della strada).
Gli atenei coinvolti saranno quelli di di Torino, La Sapienza di Roma, l'Universita' degli studi Perugia, la Federico II di Napoli, l'Universita' degli Studi di Firenze, l'Universita' Aldo Moro di Bari, l'Universita' degli studi di Palermo e quella di Padova, l'Universita' degli studi di Bergamo diventeranno, per qualche giorno, una scuola guida all'aria aperta, con addetti Unasca che spiegheranno ai neo-patentati le novita' del nuovo Codice della strada.
Inoltre, verranno consegnati 10.000 alcol-test per l'auto-misurazione del grado alcolemico nel sangue, uno strumento semplice da usare ma anche indispensabile a garantire la totale assenza di alcol prima della guida e 20.000 leaflet che lanciano il messaggio della campagna.
Notiziario Minori, 27 novembre 2010
REGALI DI NATALE 2010: 
LE TRE "S" PER NON SBAGLIARE
SICURI, SELEZIONATI, SOSTENIBILI:
LE DRITTE DEL BAMBINO GESU'
A un mese dal Natale scatta puntuale la corsa all'acquisto dei regali piu' accattivanti per i piccoli e, a proposito di giochi e giocattoli, le festivita' 2010 portano con se' un dato significativo: nel periodo compreso tra il 15 novembre 2009 e il 7 gennaio 2010 al Pronto Soccorso dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu' di Roma sono stati registrati 6.616 accessi totali con una flessione di ben il 22,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, dato che indica una sensibile diminuzione del numero degli incidenti avvenuti tra le pareti di casa, in larga parte legati a momenti di gioco. Ma se la percentuale da' la misura di una crescente attenzione da parte dei genitori, anche nella scelta dei giochi piu' adatti ai loro bambini e dell'efficacia delle campagne di prevenzione intraprese sul tema, deve tuttavia essere interpretata come un punto di partenza e non di arrivo per una sempre maggiore attenzione sul fronte sicurezza. Secondo il monitoraggio del Dipartimento di emergenza e accettazione del Bambino Gesu' - osservatorio privilegiato dei rischi piu' comuni per la salute dei bambini e degli adolescenti
- gli incidenti domestici rappresentano ancora il 4,2% del totale degli accessi (277 su 6.616). Rientrano in questa casistica le ferite causate da giocattoli ridotti in pezzi, i traumi dovuti a giochi appuntiti o taglienti, le cadute, sovente in casa, da pattini o skate, gli infortuni generati dai trasformatori di trenini e piste elettriche o piu' in generale da congegni elettronici, l'ingestione o l'inalazione (nel naso e nelle vie respiratorie) di piccoli oggetti come gli occhi dei pupazzi o le pile. Piuttosto frequente anche la presenza di corpi estranei nel condotto uditivo.
A questo tipo di insidie sono esposti soprattutto i piu' piccoli, bimbi da 1 a 3 anni che ancora non hanno sviluppato appieno il concetto di pericolo.
Pertanto, tenere alta la guardia nell'individuazione del giocattolo ad hoc resta un imperativo: scelte fatte con leggerezza, cedendo alle richieste dei propri figli tentati dal personaggio del momento o dalle proposte che si moltiplicano durante le festivita' natalizie, possono infatti rappresentare un serio pericolo per l'incolumita' del bambino. Proprio per accompagnare i genitori verso una scelta sicura e consapevole dei giocattoli da mettere sotto l'albero, gli esperti dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesu' hanno raccolto i consigli utili in due vademecum: "tutelare l'incolumita' fisica del bambino" e "doni a misura di bambino", disponibili online sul portale www.ospedalebambinogesu.it. Tra le indicazioni per un acquisto in piena sicurezza: fare attenzione alla presenza dei marchi di qualita' e conformita' alle norme, specie sui prodotti meccanici o elettrici, evitare giocattoli che rompendosi possono creare schegge acuminate o taglienti e oggetti con parti che staccandosi possono essere inalate o ingerite. Inoltre, fare attenzione ai materiali che possono essere colorati con sostanze tossiche. Nel quadro del "regalo-perfetto" che vada incontro all'esigenza di sicurezza del genitore e alle disponibilita' economiche, senza pero' trascurare i desideri del bambino, non potevano mancare anche le indicazioni degli psicologi del Bambino Gesu'.
Considerare l'eta' di chi lo riceve, non lasciarsi condizionare dagli schemi convenzionali della divisione tra bambini e bambine, non lasciarsi sopraffare dai suggerimenti della pubblicita', ma soprattutto tenere sempre a mente che non e' certo il peso economico del dono che fa la felicita', ma la condivisione del gioco che porta il bambino ad imparare a non accumulare giocattoli senza dar loro alcun valore.
Scartare il regalo insieme ai propri figli puo' essere infine, ma non per ordine di importanza, un'occasione di educazione al rispetto dell'ambiente, cominciando - ad esempio - dal corretto smaltimento degli involucri, in genere molto voluminosi, e divertendosi insieme a riconoscere e a separare i diversi materiali per poi gettarli negli appositi contenitori.
Notiziario Minori, 27 novembre 2010
CARENZA DI FERRO, L'ALTERAZIONE 
PIÙ DIFFUSA NEL MONDO INTERESSA
I BAMBINI AL DI SOTTO DEI TRE ANNI
La carenza di ferro e' l'alterazione nutritiva piu' diffusa nel mondo e interessa principalmente i bambini al di sotto di 3 anni di eta', che nel 15% dei casi non assumo abbastanza ferro con la dieta. La rivista 'Pediatrics' ha recentemente pubblicato le raccomandazioni da seguire per contrastare la carenza di ferro nei bambini, che interessa anche i piccoli dei Paesi industrializzati e puo' avere ripercussioni importanti sulla loro salute.
"Conosciamo bene gli effetti irreversibili a lungo termine che tale carenza puo' avere sullo sviluppo cognitivo e comportamentale dei bambini. È di importanza cruciale per la loro salute che si migliorino i livelli di a partire dall'infanzia ", spiega Frank Greer, membro dell'American Academy of Pediatrics.
Nel loro report presentato alla National Conference & Exhibition di San Francisco, Greer e i colleghi sottolineano come sia necessario garantire nei bambini il fabbisogno di ferro con una dieta adeguata che includa carne rossa, legumi, frutta, verdura e cereali fortificati. Oltre al ferro, e' importante che i piccoli assumano anche molta vitamina C, che ne favorisce l'assorbimento da parte dell'organismo.
Ai bambini che non manifestano problemi nel mangiare cibi solidi dai 6 mesi a un anno di eta', i ricercatori raccomandano di far mangiare carne rossa e verdure ricche di ferro, in modo da poter soddisfare il loro fabbisogno giornaliero di 11 mg di ferro.
Questo si riduce a 7 mg al giorno tra 1 e 3 anni di eta', periodo in cui i piccoli devono comunque nutrirsi di alimenti appropriati, con la possibilita' di utilizzare supplementi vitaminici sotto controllo del pediatra. Per le mamme che allattano il piccolo oltre i 4 mesi, il consiglio e' quello di far assumere loro 1 mg di in supplementi al giorno, in modo da compensare l'eventuale carenza fino a che il piccolo non comincia a nutrirsi di alimenti solidi. Fino ai 4 mesi di vita, invece, il latte materno e' sufficiente a garantire al piccolo l'assunzione adeguata di questo minerale.

Notiziario Minori, 27 novembre 2010
BAMBINI: SE PIANGONO MAMMA SI SVEGLIA PIU' DI PAPA'
UNIVERSITA'DEL MICHIGAN STUDIA INTERRUZIONI NOTTURNE DEI BIMBI
Al richiamo del piccolo di casa le mamme si svegliano due volte e mezzo piu' dei papa'. La notizia arriva da uno studio della University of Michigan in attesa di pubblicazione sulla rivista Social Forces.
I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da circa 20.000 genitori sui loro orari lavorativi dal 2003 al 2007: nelle coppie in cui lavorano entrambi i partner con un bambino di eta' inferiore a un anno, il 32% delle donne ha riferito di prendersi cura del bimbo anche di notte rispetto all'11% degli uomini.Le interruzioni notturne diminuiscono con l'eta' del bambino: 10% delle mamme contro 2% dei padri per i bambini da 1a 2 anni, fino ad arrivare al 3% delle madri lavoratrici e all'1% dei padri per i bambini dai 3 ai 5 anni. "Quello che e' davvero sorprendente - dichiarano i ricercatori - e' che questa differenza di genere permane anche dopo l'aggiustamento per livelli di occupazione, status, reddito e istruzione".
Notiziario Minori, 27 novembre 2010
ONE TREE FOR CHILD', UN ALBERO PER OGNI NEONATO
INIZIATIVA FORUM GIOVANI-ANCI
PER RIFORESTAZIONE E SOSTENIBILITÀ

Un albero per ogni bimbo, per salvare il nostro pianeta dalla deforestazione e dal surriscaldamento globale. L'ambiziosa iniziativa 'One tree per child', lanciata nel dicembre dello scorso anno in occasione della Cop15 di Copenhagen, e' una campagna internazionale del Forum internazionale dei giovani che si propone, con la collaborazione dell'Anci ed il patrocinio del ministero dell'Ambiente, di sensibilizzare gli enti locali affinche' applichino una normativa gia' esistente in Italia, la legge 'Rutelli' 113/92, che impone ad ogni Comune la piantumazione di un albero per ogni bambino registrato all'anagrafe, ma che, a parte alcune virtuose realta', raramente viene applicata.
L'idea del Forum, promossa e ribadita in un incontro nella sede dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani, e' quella di riuscire a far applicare la legge nel nostro Paese, per poi esportarla, sotto forma di direttiva, in tutti gli Stati membri dell'Unione europea, tramite l'appello alla raccolta di un milione di firme di cittadini Ue. Dall'inizio del ventesimo secolo e' andato distrutto, a causa dell'edizione del suolo e dello sfruttamento umano, piu' del 50% dell'estensione originale delle foreste pluviali, e ogni anno nel mondo si perdono oltre 13 milioni di ettari di foresta - piu' di 25 ettari al minuto, praticamente un campo di calcio al secondo - con gravi ripercussioni per l'uomo e l'ambiente.
La soluzione proposta dall'associazione e' semplice: per ogni bambino si dovra' piantare un albero che sara' si' demaniale, ma formalmente ed individualmente intitolato ai neonati e di cui sara' garantita la tracciabilita'. Ai genitori, o magari ai nonni, il compito, assieme al proprio pargolo, di prendersene cura.
'One tree one child' partira' da Nettuno, il Comune sopra i 50mila abitanti con il sindaco piu' giovane d'Italia, e il primo albero, su proposta diretta del Forum, sara' piantato in onore di Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica da poco venuto a mancare.
Questa iniziativa, spiega Rafi Korn, portavoce della campagna per conto del Forum, si pone "due obiettivi generali:
sensibilizzare le istituzioni e avviare la campagna. Prevediamo azioni a livello locale, affinche' sposino l'iniziativa, e a livello europeo, in modo che tramite una direttiva si impegnino a fare lo stesso tutti i Paesi membri". Da far suo, evidenzia Andrea Di Sorte, presidente della Consulta nazionale Anci Giovane, "l'Associazione attivera' la propria rete di amministratore per sensibilizzare tutti i Municipi sull'iniziativa. In particolare noi, come Anci Giovane - la struttura Anci che riunisce gli amministratori locali under 35 - non possiamo non esprimere soddisfazione per il fatto che la campagna parta proprio dai giovani, ovvero da coloro che piu' hanno a cuore le tematiche ambientale".
Notiziario Minori, 27 novembre 2010

martedì 23 novembre 2010

ALIMENTAZIONE, 83% GENITORI FA FARE 
5 PASTI AL GIORNO I DATI DEL PROGETTO
NUTRIKID SULL'EDUCAZIONE ALIMENTARE
Da Nutrikid, programma di educazione alimentare nelle scuole primarie voluto da Nestle', emerge il fatto che i genitori ritengono importante l'educazione nutrizionale, ma che serve maggiore attenzione alla qualita', alla varieta' dei pasti, soprattutto degli spuntini, e all'attivita' fisica. Questi i risultati principali che emergono dall'analisi pilota di oltre 1.000 questionari compilati dalle famiglie nell'ambito del progetto di educazione alimentare Nutrikids - I segreti degli Alimenti, giunto alla sua 3^ edizione, con 140.000 bambini coinvolti e oltre 7.000 classi. I questionari, elaborati ed analizzati in collaborazione con la Clinica pediatrica dell'Ospedale San Paolo di Milano e con Spes, Societa' per l'educazione alla salute, hanno evidenziato come la corretta alimentazione passi per due buone abitudini: ben l'83.5% del campione dichiara di far fare ai figli gli ideali 5 pasti al giorno - 3 principali e 2 spuntini - e solo il 12.5% dichiara di prevederne 4 al giorno, testimoniando quindi l'attenzione all'alimentazione quotidiana, sia a casa sia fuori casa. Inoltre, il 71,1% del campione dichiara di far fare massimo un pasto veloce alla settimana, rispetto a solo il 15 % che ne stima fare da 2 a 5 alla settimana: l'elogio della lentezza vale quindi anche per i pasti che devono ritornare ad essere dedicati alla convivialita' e alla conversazione in famiglia. Atteggiamento dunque attento e proattivo, quello di padri, madri e nonni, che sembrano aver accolto il richiamo ad un'alimentazione corretta ed equilibrata fin da bambini, e che nel 77.2% del campione intervistato, ritengono essere il principale punto di riferimento nell'educazione alimentare.
"Dall'Osservatorio - commenta Giuseppe Banderali, vicedirettore della Clinica pediatrica dell'Ospedale San Paolo di Milano - emerge un ruolo attivo della famiglia che richiede il confronto con le figure competenti per evitare una valutazione soggettiva e personale dello stato fisico dei figli e degli interventi nutrizionali necessari". Passando poi dalla teoria alla pratica, ovvero alla tavola di ogni giorno, vi sono ancora passi decisivi da compiere: se infatti l'importanza di una colazione sembra ormai acquisita a livello familiare (circa il 90% del campione dichiara di farla regolarmente) e seppur il latte risulti essere consumato in abbondanza (86% del campione lo cita come alimento centrale della colazione), ancora il 20% dei bambini non consuma una prima colazione completa.Ugualmente, se pur i pasti sono previsti per la maggior parte in cinque momenti della giornata, lo spuntino di meta' mattina e di meta' pomeriggio sembrano ancora non avere dignita' di pasto, ma di consistere in un solo alimento, spesso nutrizionalmente non adeguato.

Notiziario Minori, 23 novembre 2010
MENO SALE DA ADOLESCENTI, RIDUCE
RISCHIO IPERTENSIONE
I RISULTATI DI UNO STUDIO USA

Gli adolescenti che riescono a dare un taglio al consumo di sale diminuiscono il proprio rischio di diventare adulti ipertesi. Secondo uno studio americano una riduzione di 3 grammi dell'introito giornaliero potrebbe portare a un calo di persone ipertese variabile tra il 44 e il 63%. Per gli studiosi questo provvedimento potrebbe favorire una riduzione compresa tra il 7 e il 12 % del rischio di malattia coronarica, tra l'8 e il 14 % per quello d'infarto, tra il 5 e l'8 % di ictus e tra il 5 e il 9 % della mortalita' per qualunque altra causa.
"Ridurre la quantita' di sale utilizzato nella preparazione dei cibi, potrebbe tenere alla larga piu' a lungo i giovani dal rischio di sviluppare l'ipertensione - osserva Kirsten Bibbins-Domingo, professore all'Universita' della California - inoltre, un'educazione precoce potrebbe modificare le attese su quello che dovrebbe essere il sapore dei cibi, modificando il gusto dei ragazzi verso qualcosa di meno salato".
Notiziario Minori,  23 novembre 2010
PARTO NATURALE E I NEONATI SONO PIÙ AGITATI
GLI STUDIOSI: "COLPA ALTI LIVELLI 
DELL'ORMONE DELLO STRESS"
I bambini nati con il cesareo sono piu' calmi di quelli nati con il parto naturale. La notizia arriva dallo studio condotto su 4000 bambini, pubblicato dalla rivista BJOG, "An International Journal of Obstetrics and Gynaecology". Gli autori dell ricerca, portato avanti nell'Institute of Reproductive and Child Health di Pechino, sono arrivati a questa conclusione intervistando i genitori di bambini in eta' prescolare, ponendo domande sul comportamento dei figli e incrociando le risposte con il metodo di nascita. E' risultato che i nati con il parto naturale sono bimbi piu' agitati di quelli messi al mondo con il cesareo. Ma gli effetti piu' evidenti sono stati rilevati per i figli avuti tramite parto naturale assistito dal forcipe.
La spiegazione di queste differenze comportamentali potrebbe risiedere nei livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, che sono elevati nei bambini nati naturalmente, e che restano tali per almeno otto settimane, contribuendo a modificare lo sviluppo cerebrale del neonato. Secondo gli esperti, infatti, "un alto livello di cortisolo alla nascita e' anche legato a un maggior rischio di problemi psicologici nell'infanzia".
Notiziario Minori,  23 novembre 2010
ALCOLISMO TRA LE MURA DOMESTICHE: 
ADOLESCENTI A RISCHIO
PUÒ MODIFICARE IL PERCORSO 
DI MATURAZIONE DEL CERVELLO
Il Brain imaging center del McLean Hospital e il Dipartimento di pschiatria della Harvard Medical School nel Massachusetts in collaborazione con The Brain Institute di Salt Lake City (Utah), hanno recentemente scoperto una significativa vulnerabilita' neurobiologica nei ragazzi con una storia familiare d'alcolismo, fenomeno che include una ridotta efficienza neuronale e il reclutamento di risorse cerebrali addizionali. I ricercatori hanno analizzato con risonanza magnetica funzionale (1.5 Tesla) il funzionamento cerebrale di 32 adolescenti (eta' media 13.4 anni) durante l'esecuzione di un compito cognitivo (Stroop Color-Word Interference task), indicato per la valutazione della capacita' di controllo inibitorio. La storia famigliare d'abuso d'alcol e' stata investigata con un'intervista strutturata (Family History-Epidemiologic structured interview) alle madri che accompagnavano i rispettivi figli. I ragazzi sono stati suddivisi in 2 gruppi, con alta (FH+) o bassa (FH-) familiarita' per l'alcolismo (genitori e/o nonni alcolisti). Il gruppo FH+ mostra, rispetto al gruppo FH-, una piu' estesa attivazione del circuito fronto-limbico, della corteccia cingolata anteriore e del giro frontale medio, durante il compito d'inteferenza.
La scoperta che la familiarita' per l'alcolismo puo' avere un significativo impatto neurobiologico sul cervello in via di sviluppo di un ragazzo e' molto importante perche',durante l'adolescenza vi e' una maggiore propensione a non controllarsi.L'abuso di alcol, durante questa eta', puo' modificare il percorso di maturazione del cervello.

Notiziario Minori, 23 novembre 2010

martedì 16 novembre 2010

GIOCATTOLI SICURI A NATALE, ECCO 
LA GUIDA MINISTERIALE ENTRO GENNAIO 2011 
LA NUOVA DIRETTIVA COMUNITARIA

"Sono oltre 2 milioni i giocattoli importati contraffatti che non rispondevano alle norme di sicurezza sequestrati dalla Guardia di Finanza, per impedire che le prossime vetrine di Natale siano riempite di prodotti privi del necessario certificato di conformita' alla normativa comunitaria in materia di sicurezza prodotti e, quindi, potenzialmente pericolosi per i bambini". E' quanto si legge sul sito del Governo che elenca i prodotti piu' a rischio tra quelli maggiormente diffusi sul mercato ufficiale: robot, bambole, peluche, bolle di sapone, palloni. Tutta merce prodotta in Paesi asiatici, prevalentemente in Cina, ed introdotta in Italia attraverso societa' di esportazione cinesi.
Ma come si riconosce un giocattolo contraffatto? Sul sito e' presenta anche una breve guida per imparare a identificarli. Il prezzo, in genere inferiore a quello del gioco venduto nei negozi; il confezionamento, i giocattoli contraffatti sono privi della confezione rigida di cartone in quanto inseriti in buste di cellophane; il marchio, simile all'originale ma non identico, modificato onde evitare di incorrere in accuse di usurpazione del marchio; la qualita', i giocattoli contraffatti infatti sono prodotti con plastica pessima e con materiali considerati tossici ai fini della nostra normativa.
Si tratta in sostanza di una falsa riproduzione del giocattolo originale, realizzata copiando il design ed utilizzando un marchio ed un nome identificativi del prodotto simile, ma non uguale, all'originale.
La prima cosa da fare, secondo le indicazioni riportate dal sito, e' scegliere giocattoli sui quali sia stato apposto il marchio CE, in quanto sottoposti ai necessari controlli di sicurezza previsti dalla Comunita' Europea.
Il marchio CE e' stato introdotto dalla direttiva 88/378/CEE, recepita in Italia con il decreto legislativo 1991/313, la quale ha stabilito i requisiti di sicurezza per i giocattoli, destinati ai ragazzi di eta' inferiore ai 14 anni, e le misure di sicurezza per la loro fabbricazione e vendita.
Allo scopo di tenere conto dell'inevitabile evoluzione tecnologica, si e' reso opportuno rivedere la legislazione comunitaria in materia sostituendo la vecchia direttiva con un nuovo testo, aggiornato e conforme alle mutate condizioni. Entro il 20 gennaio 2011, infatti, gli Stati membri dovranno adottare la nuova direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli e sulla loro libera circolazione nella Comunita' che va a sostituire la precedente ed applicarla entro il 20 luglio 2011.
Notiziario Minori, 16 novembre 2010
GUSTI E ABITUDINI ALIMENTARI? 
INFLUENZATI DALLE MAMME
DURANTE LA GRAVIDANZA SI GETTANO 
LE BASI DELLO STILE FUTURO

I gusti e le abitudini alimentari, le emozioni, la qualita' delle relazioni, l'attivita' fisica: tutto cio' che tesse la trama della vita quotidiana della mamma entra a far parte dell'orizzonte del nascituro e pone le basi per quello che, nel futuro, sara' il suo stile.
L'intima unione del feto con la mamma e la profonda influenza che la donna incinta ha sul figlio che porta in grembo, trovano un saldo fondamento scientifico in una serie di studi raccolti nel libro di Annie Murphy Paul "How The Nine Months Before Birth Shape The Rest Of Our Lives" (Come i nove mesi prima della nascita possono formare il resto della tua vita). Gli studi si sono concentrati in modo particolare sulle influenze ed i condizionamenti in campo alimentare. Un esempio e' stato offerto da un esperimento condotto su alcuni topi e pubblicato sul 'British Journal of Nutrition'.Stephanie Bayol ed altri ricercatori del Royal Veterinary College di Londra hanno evidenziato che, nutrendo le madri durante la gravidanza con il cosiddetto junk food - cibo spazzatura -, i figli avrebbero avuto il 95% in piu' di possibilita' di mangiare in modo eccessivo e decisamente oltre le reali necessita', assumendo ben un quinto di calorie in piu', ogni giorno, rispetto ai figli di madri che erano state alimentate in modo sano e regolare.
Le abitudini alimentari delle mamme, inoltre, incidono anche sulle preferenze, sui gusti dei nascituri. Lo prova un esperimento, condotto nel Monell Chemical Senses Center di Philadelphia. Questa volta lo studio e' stato condotto su donne al terzo trimestre di gravidanza. Ad alcune e' stato offerto frequentemente succo di carota, mentre ad altre soltanto acqua.
Ebbene, i piccoli nati dal primo gruppo di donne, raggiunti i sei mesi di vita, sembravano gradire in modo particolare il succo di carota mescolato con i cereali, apprezzandolo molto di piu' dei bimbi nati da donne che avevano bevuto solo acqua. La perfetta simbiosi si manifesta anche per cio' che riguarda la difesa dalle malattie. A provarlo, questa volta, e' uno studio condotto alla Oregon State University. I ricercatori hanno dimostrato che i topolini nati da mamme che durante la gravidanza avevano assunto composti anticancro come quelli contenuti ad esempio in broccoli e cavoli, avevano una piu' forte resistenza nei confronti del cancro, anche se esposti ad agenti cancerogeni.

Notiziario Minori, 16 novembre 2010
FARMACI AI BIMBI, ATTENTI ALLE DOSI "A CUCCHIAIO"
SI RISCHIA DI SOVRADOSARE

Quando si da' lo sciroppo ai bambini, non farlo con cucchiai e cucchiaini.
Sbagliare la dose e' troppo facile. Meglio usare il misurino apposito. I rischi legati alla somministrazione di dosi sbagliate di farmaco ai bambini esistono e sono stati documentato da piu' studi di recente pubblicazione. Nonostante questo, si sottovaluta il problema. Sono i genitori stessi a farlo, pensando erroneamente che i farmaci acquistabili senza ricetta siano sicuri e non possono causare problemi. Sbagliato. Possono essere rischiosi.
Alcuni ricercatori hanno misurato l'imprecisione delle somministrazioni fatte usando un cucchiaio. Hanno visitato 25 case, trovando complessivamente 71 cucchiai da te' (diversi per forma e dimensione) e 49 cucchiaini da tavola (diversi per forma e dimensione). Ne hanno quindi misurato la capacita' in millilitri, riempiendoli con acqua. La capacita' dei 71 cucchiai da te' variava da 2.5 a ben 7.3 ml: insomma alcuni cucchiai contenevano fino al triplo di altri. La capacita' dei 49 cucchiai da tavola andava da 6.7 a 13.4 ml, cioe' variava fino a raggiungere il doppio. In pratica, utilizzando come unita' di misura i cucchiai, si puo' arrivare a somministrare una dose notevolmente piu' bassa o piu' alta di quella desiderata o prescritta dal medico.
Notiziario Minori, 16 novembre 2010
DAGLI USA ARRIVA IN ITALIA LA PRIMA PALESTRA 
PER BIMBI CON FORMAT DI FITNESS E ACTIVE GAMING 
PER BIMBI TRA 3 E 14 ANNI

Arriva a Milano direttamente dagli Stati Uniti il primo centro pilota in Italia di XRKADE, format di fitness e active gaming dedicato ai bambini tra i 3 e i 14 anni. L'obiettivo e' quello di abituare i bambini ad uno stile di vita piu' dinamico e salutare e di aiutarli a ridurre eventuali problemi di sovrappeso, prevenendo e combattendo l'obesita' infantile. Grazie ad una serie di innovativi programmi di attivita' motoria cardiovascolare che utilizzano nuove attrezzature basate sull'interattivita' con i videogiochi, i bambini possono combattere la sedentarieta' e svolgere un'attivita' fisica stimolante, divertente e mirata, in compagnia dei loro amici. La palestra diventa cosi' luogo di incontro e punto di riferimento per i tutti bambini, che qui troveranno macchinari innovativi e attrezzature avveniristiche giocose e colorate, studiate, per dimensioni e materiali, rigorosamente su misura e in funzione delle loro esigenze.
Pareti bianche che "vivono ed interagiscono" attraverso proiezioni in 3D di luoghi e sport giocabili, pareti di arrampicata che ruotano e si muovono in verticale, raggi laser per allenamenti di tennis ed arti marziali indoor e materassini per aerobica che comunicano attraverso una rete wireless sono solo alcuni dei numerosi attrezzi XRKADE per coniugare l'esercizio fisico e la voglia di divertimento e creativita' dei piu' piccoli.
In America (tra Canada e Stati Uniti) ci sono gia' circa 300 centri di active gaming XRKADE e all'inizio dell'anno Michelle Obama, attiva sostenitrice della lotta contro il sovrappeso e l'obesita' infantile, dopo aver visitato il centro di ricerca XRKADE nell'Universita' della Florida ed esserne rimasta molto colpita, ha voluto attivare una collaborazione tra XRKADE e l'organizzazione Let's Move da lei creata.

Notiziario Minori, 16 novembre 2010
TROPPO RUMORE RALLENTA L'APPRENDIMENTO 
DEL LINGUAGGIO INDAGINE DEL SERVIZIO ISPETTIVO 
SCOLASTICO BRITANNICO

Un ambiente rumoroso rallenta l'apprendimento del linguaggio. La notizia, pubblicata da tuttoscuola.com, arriva dalla Gran Bretagna. Una recentissima indagine del servizio ispettivo scolastico britannico Ofsted ha rivelato che molti bambini, all'ingresso nella scuola dell'infanzia, hanno spesso scarse capacita' di parlare e di ascoltare a causa della rumorosita' degli ambienti di vita da cui provengono. L'inchiesta ha messo in luce come la continua e pervasiva presenza della tv, l'abitudine degli adulti a parlare con un tono di voce eccessivo e la presenza di fratelli rumorosi impediscono ai piccoli di concentrarsi sui suoni e non consentono loro di distinguere, ed apprendere, dettagli e sfumature del linguaggio. Molti di loro sono poco coinvolti nella conversazione in famiglia e hanno scarsa esperienza del mondo fuori di casa.
Percio', i bambini presentano difficolta' ad articolare frasi complesse, a comprendere adeguatamente quanto viene loro detto, con conseguenti difficolta' nell'apprendimento.La ricerca, partita per osservare i metodi di insegnamento della lettura applicati nelle dodici migliori scuole nelle graduatorie nazionali, ha portato alla scoperta di elementi inaspettati, compresa la scarsa autonomia di molti piccoli nell'attendere alle proprie necessita' fisiologiche o il protrarsi dell'uso del succhiotto. Le statistiche mostrano come un ragazzino su cinque che esce dalla scuola primaria non ha raggiunto a sufficienza le competenze attese per la lettura e la scrittura. Le pratiche messe in atto dalle scuole esaminate sono ora all'attenzione del dipartimento per l'istruzione inglese perche' possano essere esportate in tutte le scuole. La sfida e' infatti per aperta a tutti: l'obiettivo e' uscire dal circolo vizioso di risultati che, nonostante gli sforzi e le opportunita' offerte dalle scuole, producono ancora insoddisfacenti risultati.
Notiziario Minori, 16 novembre 2010
100 FILM E UN PAESE', RACCONTARE L'ITALIA NELLE SCUOLE
PROGETTO DELLA PROVINCIA DI ROMA, ZINGARETTI: 
"UN INVESTIMENTO"
Ripercorrere con gli studenti la storia del Novecento italiano, in particolare il periodo del secondo Dopoguerra attraverso il cinema e le sue immagini. E' il progetto '100+1, 100 film e un Paese: l'Italia', promosso dalla Provincia di Roma con il sostegno del ministero per i Beni e le Attivita' culturali. Giunto alla seconda edizione, e rivolto agli istituti superiori di Roma e provincia, il progetto portera' nelle scuole sette film ('I vitelloni', 'Accattone', 'Salvatore Giuliano', 'Il gattopardo', 'Una giornata particolare', 'Padre padrone' e 'Roma citta' aperta') per riscoprire l'Italia attraverso il suo cinema.
"Questo progetto- ha sottolineato il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti- e' un metodo intelligente per fare formazione, poiche' mette insieme la storia del nostro Paese con il meglio del cinema italiano". Non a caso il motto del progetto e' "la nostra identita', la nostra memoria: un patrimonio da salvare". E la scuola, conclude Zingaretti, "deve insegnare non solo dove mettere le h, ma anche a capire il perche' dei grandi eventi. E il cinema e la cultura non sono mai da considerare un costo per le pubbliche amministrazioni. Anzi, sono al contrario dei grandi investimenti".

Notiziario Minori, 16 novembre 2010
BINGE-DRINKING, RAGAZZI A RISCHIO DEPRESSIONE
PROVOCA UN'ALTERAZIONE DEL SISTEMA ORMONALE

Si chiama binge-drinking e significa "bere per ubriacarsi". Una moda che arriva dal Nord Europa in Italia e che mette i giovani a rischio di sviluppare disturbi dell'umore come ansia e depressione. È il risultato di uno studio sul modello animale del Loyola University Health System. Esponendo ratti adolescenti a dosi di alcol tali da riprodurre la condizione di ubriachezza, si e' riusciti a dimostrare infatti il rischio di un'alterazione permanente del sistema che produce ormoni in risposta allo stress, che a sua volta si puo' tradurre in "disturbi del comportamento nell'eta' adulta".
Sebbene gli studi su animali non si possano trasferire direttamente all'essere umano, i risultati suggeriscono l'esistenza di un meccanismo con cui il binge drinking potrebbe causare problemi in eta' successiva.
Lo schema di somministrazione prevedeva tre giorni di alte dosi di alcol tali da alzare la concentrazione ematica fino a un valore compeso tra 0,15 e 0,2 per cento. Nel gruppo di controllo e' stata invece iniettata regolarmente una soluzioe salina.
Un mese dopo, una volta raggiunto lo stato di giovani adulti, gli animali sono stati sottoposti a tre regimi: iniezioni saline, iniezione di alcol una tantum o un ulteriore somministrazione di alte dosi di alcol. Il consumo di alcol e' una forma di stress: per questo i ricercatori non sono stati sorpresi di constatare come gli animali esposti all'alcol, sia una sola volta sia in modo continuativo, avessero piu' alti livelli di corticosteroidi.
Notiziario Minori, 16 novembre 2010
REGOLE E PUNIZIONI ASSENTI, COSÌ COME I GENITORI
CASTELBIANCO: "L'AUTOREVOLEZZA DAL PASSARE PIÙ TEMPO COI FIGLI"

Regole e punizioni? Bambini e adolescenti di oggi sembrano proprio non averne.
Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva e direttore dell'Istituto di Ortofonlogia (Ido) di Roma, spiega: "Regole e punizioni sono rare. Anche se esistono, i genitori sono i primi a trasgredirle. Ma il vero problema- prosegue- e' la mancanza di autorevolezza sui figli, dettata dal senso di colpa per il poco tempo che dedicano loro e quindi, nei momenti passati insieme, scelgono di vedere sorridere il proprio figlio piuttosto che vederlo piangere". Per riuscire a ristabilire l'autorevolezza sui figli, Castelbianco suggerisce di "passare piu' tempo con loro e di condividere piu' cose possibili".
Ma l'aspetto importante, secondo l'esperto, e' quello di "non far si che questi momenti passati insieme siano un modo per 'traghettare' il tempo in attesa della crescita dei propri figli". L'assenza di regole e punizioni e l'incapacita' dei genitori di stabilirne, corre in parallelo con la richiesta di giustizia da parte dei ragazzi, quella che secondo Castelbianco "non vedono negli adulti intorno a loro".

Notiziario Minori, 16 novembre 2010

venerdì 12 novembre 2010

94% DA SOLI SUL WEB,
E UNO SU TRE PARLA CON SCONOSCIUTI
RICERCA A BOLOGNA: 60% GENITORI IGNORA;
24% VITTIME CYBERBULLISMO

Gli adolescenti bolognesi sono ormai "assuefatti all'uso di internet e del cellulare". Ma il vero problema e' che "non hanno coscienza dei rischi che corrono" con l'utilizzo delle nuove tecnologie, ne' delle "possibilita' di commettere reati".
Insomma, i ragazzi "non hanno la percezione di cio' che puo' correre sulla rete", nonostante molti siano stati vittime di casi di cyber-bullismo. E i genitori sono il piu' delle volte all'oscuro di come i propri figli usino il web o il telefono. E' questo il risultato della ricerca condotta da Provincia di Bologna, Corecom e Difensore civico regionale su 508 studenti di prima e seconda superiore in sei istituti del capoluogo emiliano, presentato oggi a Palazzo Malvezzi. Il 95,6% di loro ha un collegamento internet in casa e il 93,8% naviga da solo, anche se e' il 47,4% dei ragazzi intervistati ad avere la connessione al web direttamente nella propria stanza.
Quasi un terzo usa internet per parlare con sconosciuti e il 48% e' abbastanza smaliziato da aspettarsi di contattare sul web persone che non dicono chi sono. Da questi sconosciuti, gli adolescenti ricevono moltissimi inviti: il piu' diffuso (60%) e' avere una fotografia, seguito dalla richiesta del numero di cellulare (53%), di farsi vedere in webcam (43%) e di avere un incontro diretto (39%). Il piu' delle volte questi inviti vengono accettati: sei ragazzi su dieci mandano foto e numero di telefono, oltre la meta' e' disponibile al contatto diretto.
"Sono soprattutto le ragazze ad avere atteggiamenti piu' disinibiti su internet- spiega Rossella Tirotta, sociologa del Corecom che ha condotto la ricerca- mentre i maschi sono piu' autori di bullismo elettronico, in particolare contro le ex-fidanzate". Per cyberbullismo si intende l'invio ripetuto di insulti, minacce o foto imbarazzanti via sms o web.
Quasi un quarto degli oltre 500 studenti di Bologna intervistati dichiara di aver subito atti di bullismo elettronico, un fenomeno che e' conosciuto dal 64% dei ragazzi.
Il piu' delle volte si tratta di casi accaduti fuori dalla scuola (66%), che colpiscono una singola persona (89,5%). Nel 35% dei casi l'iniziativa parte dagli stessi compagni di classe, il 20% sono vendette dell'ex fidanzato (o fidanzata). Degli studenti intervistati il 36% affronta direttamente il cyber-bullo, il 31% ignora la cosa finche' non sfuma e il 20% cambia numero di cellulare. Nel 12% dei casi si ricorre all'aiuto delle Forze dell'ordine, mentre il 16% fa intervenire i genitori. E proprio mamma e papa' scontano un grosso gap nei confronti dei figli, essendo il piu' delle volte all'oscuro dell'uso che i ragazzi fanno delle nuove tecnologie.
Dalla ricerca emerge infatti che il 62% dei genitori ignora come i propri figli usino internet, limitandosi a rimproverarli per il troppo tempo perso davanti al computer (il 45%). Solo il 15% controlla come internet e cellulari vengono usati. A loro, i sociologi che hanno condotto l'indagine suggeriscono di "diventare amici dei propri ragazzi su Facebook- spiega Raffaele Lelleri del settore Politiche sociali della Provincia- pero' non sotto falso nome". Ma se il web e' molto diffuso tra gli adolescenti, il cellulare e' pur sempre al primo posto. Sui 508 studenti intervistati, solo due non hanno il telefonino: una ragazza italiana e una straniera, di 14 e 16 anni. In media, il primo cellulare si riceve a 11 anni e lo si usa soprattutto per inviare sms (84%) e fare foto (64%): il 40% non lo spegne mai, a scuola solo il 13% non lo tiene acceso. In media i ragazzi spendono 20 euro al mese, con picchi di 60 euro: per il 70% pagano i genitori.
La ricerca condotta da Provincia, Corecom e Difensore civico regionale rientra nell'iniziativa "La Rete siamo noi", per promuovere un uso sicuro di internet e del cellulare tra i minori. "Il 70% dei ragazzi intervistati non sa che per un reato commesso con il cellulare si e' imputabili gia' a 14 anni", sottolinea il difensore civico della Regione, Daniele Lugli. Lo stesso questionario distribuito in sei scuole a Bologna (Paolini, Belluzzi, Cassiano, Fioravanti, Laura Bassi e Righi) e' stato diffuso anche in alcuni istituti di Ferrara, Piacenza e Rimini, per un totale di oltre 2.000 adolescenti coinvolti. "I dati sono piu' o meno gli stessi anche nelle altre province- spiega Lugli- a Bologna ci sono solo piu' casi di bullismo elettronico".
L'obiettivo dell'iniziativa, spiega l'assessore provinciale alle Politiche sociali, Giuliano Barigazzi, e' "dare strumenti a chi educa e tratteggiare l'utilizzo che i ragazzi fanno dei social network e del cellulare: i rischi sono molti, proprio perche' il web offre opportunita' straordinarie". Per i docenti delle scuole e' stato organizzato un corso di aggiornamento di 15 ore (hanno partecipato in 180), mentre per i genitori sono stati organizzati alcuni eventi pubblici: i prossimi sono domani e il 24 novembre, all'istituto Minguzzi, con la presentazione di due libri sul bullismo elettronico e su quello omofobico. Inoltre e' stata stampata una guida per i genitori, con alcuni consigli su come affrontare il problema e seguire piu' da vicino i figli anche mentre navigano su internet.
Notiziario Minori, 12 novembre 2010
GELMINI: "STIAMO PREPARANDO IL LICEO DELLO SPORT"
100 CLASSI PILOTA, PARTENZA FORSE GIA' NEL 2011

Arriva il liceo dello sport. Ci sta lavorando il ministero dell'Istruzione che vorrebbe lanciare la nuova scuola gia' nell'anno scolastico 2011/2012. Nel nuovo indirizzo si fara' molto sport, ma, soprattutto, si studieranno le varie materie declinate anche in ambito sportivo, dalla storia all'economia.
Per creare, in uscita, profili gia' pronti anche per entrare nel mondo dello sport non solo a livello agonistico ma anche dirigenziale.
Lo ha annunciato il ministro Mariastella Gelmini durante una conferenza stampa con il Coni a Palazzo Chigi. La sollecitazione e' partita dalla ex campionessa dello sci Manuela Di Centa, oggi deputata del Pdl. Il ministro ha condiviso in pieno il progetto e ora i tecnici del ministero sono all'opera. "Stiamo lavorando- ha detto Gelmini- a dei regolamenti per dei licei ad indirizzo sportivo se riusciremo a completare questo progetto sara' arricchimento per offerta formativa. E' un'iniziativa che ci convince e ci piace e vorremmo portarla avanti".
Il ministro ha gia' in mente i tempi di realizzazione: "Entro quest'anno ci sara' l'elaborazione del progetto e per settembre prossimo forse riusciremo a farlo partire". Ci saranno delle classi pilota come gia' avvenuto per i nuovi indirizzi coreutici e musicali. "Si dovrebbe partire- ha spiegato alle agenzie Manuela Di Centa- con 40 scuole pilota per un totale di 100 classi divise equamente fra le regioni".
Notiziario Minori, 12 novembre 2010
PIÙ BRAVI I BAMBINI CHE CRESCONO AL NIDO
STUDIO PUBBLICATO SULLA RIVISTA CHILD DEVELOPMENT

Al nido si cresce meglio: si parla meglio e si fa di conti meglio. Lo ha rivelato uno studio pubblicato sulla rivista Child Development. Infatti, i piccoli che vengono coinvolti dalle educatrici, durante la crescita hanno col tempo molti effetti positivi. Risultati che sono evidenti soprattutto nei bambini di basso livello socio-economico. Inoltre secondo un'altra ricerca resa nota dalla rivista Brain Research i bambini che fanno attivita' sportiva hanno un ippocampo piu' grande rispetto ai coetanei. Le dimensioni dell'ippocampo sono legate alla memoria, infatti i bambini piu' sportivi hanno conseguito risultati migliori nel corso dei test.
Il gioco e la socialita' risultano fondamentali per la prevenzione dell'obesita'. Insomma l'esercizio fisico e attivita' tipicamente cerebrali, secondo uno studio di alcuni ricercatori toscani pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, determinano nell'ipotalamo un potenziamento della risposta dei neuroni al segnale di sazieta' veicolato dalla leptina, ormone che agisce sul cervello e sopprime l'appetito.
Notiziario Minori, 12 novembre 2010
BAMBINI SENZA SCUOLA NEL MONDO. 
'SERVE ROBIN HOOD TAX'
"CAMPAGNA GLOBALE PER L'EDUCAZIONE".

Per pagare le insegnanti e le scuole dei paesi piu' poveri c'e' bisogno di una "Robin Hood Tax". La "Campagna globale per l'educazione" (Gce) - sostenuta da 100 organizzazioni internazionali tra cui Oxfam, Education International, ActionAid e Save the Children - propone un'azione concreta affinche' in questo periodo di difficolta' finanziarie, l'istruzione nei paesi in via di sviluppo rimanga una priorita' per le grandi potenze.
Si tratta di una tassa, o piu' comunemente una "Robin Hood Tax", sugli investimenti pubblici dei paesi ricchi, in grado di assicurare a milioni di bambini che vivono nei paesi piu' poveri del mondo un finanziamento costante e duraturo, con l'obiettivo di tutelare i diritti fondamentali dei bambini e di realizzare opere e iniziative contro la poverta' e l'analfabetismo.
L'impatto della crisi economica, nell'ultimo anno, ha ridimensionato enormemente i fondi destinati all'istruzione dei minori nel Terzo mondo. Questa settimana, a Madrid, i rappresentanti dell'Education for All Fast Track Iniziative (Efa-Fti) - l'Ente finanziatore per l'educazione globale -assegnera' gli ultimi 80 milioni di dollari rimanenti nel fondo dell'organizzazione. Si tratta di una cifra sulla quale soltanto una ventina dei paesi piu' poveri del mondo potra' fare ricorso per tenere le scuole aperte l'anno prossimo. "Le cose potranno cambiare - dice la presidente della "Campagna per l'educazione", Kailash Satyarthi - solo se i paesi donatori, che in questi giorni si incontreranno a Madrid, accetteranno dei provvedimenti radicali sui loro investimenti: in caso contrario, milioni di bambini vedranno chiudere i portoni della loro scuola e gli insegnanti saranno senza lavoro". Attraverso l'Ente finanziatore per l'educazione globale (Efa-Fti), i paesi donatori negli ultimi dieci anni hanno sostenuto diverse iniziative e hanno aiutato a costruire migliaia di scuole. Puntando a realizzare uno degli obiettivi delle Nazioni Unite per il 2015, sono riusciti a stabilire l'educazione primaria universale in diverse nazioni. Dal 2008 il Mozambico, infatti, con l'appoggio dei paesi donatori, ha assunto 20 mila insegnanti ed ha costruito 3 mila nuove aule. Il numero dei bambini recentemente iscritti alle scuole del paese e' quasi raddoppiato tra il 2002 e il 2010. Per questo motivo la "Campagna Globale per l'Educazione" sta rivolgendo ai donatori principali della Fti (Francia, Germania, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Paesi Bassi), un appello a compensare le loro promesse sull'educazione e sulla formazione nel Terzo mondo.
Notiziario Minori, 12 novembre 2010
17.000 INCIDENTI "IN CULLA" TRA IL 2005 E 2007
PRESENTATE NUOVE NORME EUROPEE SU SICUREZZA PRODOTTI PER SONNO

Gli incidenti che si verificano in culla, a danno di bambini in tenera eta', causano annualmente un numero maggiore di decessi infantili di quanti ne siano provocati da tutti gli altri prodotti per l'infanzia. I dati della ricerca condotta dalla European Injury database, e presentati questa mattina a Roma, hanno rilevato, tra il 2005 e il 2007, 17.000 incidenti a danno dei bambini da 0 a 4 anni che si trovano nel lettino. Proprio durante il sonno, bambini e neonati, che nei primi cinque anni di vita trascorrono almeno la meta' della giornata o anche piu' a contatto con prodotti per il sonno, sono spesso lasciati soli senza sorveglianza per periodi prolungati. La commissione Europea, previa consultazione degli Stati Membri, ha condotto uno studio che ha identificato i prodotti per l'infanzia piu' pericolosi in relazione ai quali non vi sono norme di sicurezza o, se ve ne fossero, non coprono tutti i rischi. I cinque prodotti selezionati dalla Commissione sono: materassi per lettino, paracolpi per lettino, amache per bambini piccoli, piumini da letto per bambini e sacchi-nanna che comportano rischi per la vita dei piccoli che vanno dall'intrappolamento, all'infiammabilita' e soffocamento. Le nuove norme decise dalla Commissione europea il 2 luglio 2010 a cura del vice presidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, hanno l'obiettivo di ridurre il rischio di incidenti dovuti, ad esempio, al soffocamento causato da parti che si staccano, all'intrappolamento di un bambino dovuto a una concezione carente del materasso o all'asfissia causata da cordini o asole. Sono stati, inoltre, introdotti altri requisiti necessari come quelli in materia di stabilita' e di design al fine di ridurre il rischio di caduta e di lesioni dalle amache per bambini.
Notiziario Minori, 12 novembre 2010