sabato 12 febbraio 2011

UNICEF: A SAN VALENTINO I "REGALI PER LA VITA"
PER PROGETTI CONTRO MALNUTRIZIONE BAMBINI
A San Valentino, festa degli innamorati, sara' possibile sostituire il classico regalo con un dono davvero importante, che parte dal cuore: l'Unicef propone i suoi 'Regali per la vita', destinati quest'anno a sostenere i progetti contro la malnutrizione.
I 'regali per la vita' sono articoli che possono salvare la vita di un bambino malnutrito: latte terapeutico, biscotti proteici e plumpynut; fare un "regalo per la vita" significa sostenere concretamente la missione dell'Unicef in tutto il mondo. Come si puo' fare? Collegandosi al sito web www.regaliperlavita.it o chiamando il numero verde 800 745 000 e' possibile scegliere il 'regalo per la vita' e ricevere un biglietto o un magnete da consegnare alla persona amata; in alternativa, per i regali dell'ultimo minuto, e' anche possibile optare per una cartolina elettronica, un sms o un regalo virtuale da postare su Facebook.
I regali per la vita non sono semplicemente esempi di cosa e' possibile fare con le donazioni: il latte terapeutico, i biscotti proteici e il plumpynut vengono fisicamente comprati e distribuiti in tutti i paesi in cui l'organizzazione opera. Sara' possibile seguire il percorso di ogni "regalo acquistato", scoprendo in quale paese e' arrivato e quanti bambini sono stati salvati, consultando la mappa degli aiuti sul sito www.regaliperlavita.it.
Qualche dato sulla malnutrizione: circa 200 milioni di bambini 0-5 anni nei Paesi in via di sviluppo/Pvs (quasi 1 su 3) soffrono di qualche forma di malnutrizione; la malnutrizione e' concausa del 35% delle morti e dell'11% delle malattie tra i bambini sotto i 5 anni, rappresenta dunque il principale fattore di rischio di mortalita' e morbilita' per i bambini in questa fascia d'eta'; il 26% dei bambini 0-5 anni dei paesi in via di sviluppo, 1 su 4, e' sottopeso (malnutrizione acuta, dato 2008), e il 10% di loro lo e' in forma grave; i bambini gravemente sottopeso hanno 9 volte piu' probabilita' di morire rispetto a quelli ben nutriti; nell'Africa occidentale e centrale (24 paesi) sono oltre 15,9 milioni i bambini malnutriti - 1 su 4.
Notiziario Minori, 12 febbraio 2011
ALLARME SMOG, SÌ   ALLA   MASCHERINA 
PER I BIMBI AVVERTIMENTO DA CONGRESSO
DI     ESPERTI    MEDICINA    RESPIRATORIA
Bambini in eta' pediatrica, anziani e tutti i pazienti cardiovascolari o quelli gia' indeboliti da altre malattie, devono indossare una mascherina quando camminano per la strada per difendersi dall'assalto delle sostanze inquinanti emesse dagli scarichi delle automobili. L'avvertimento giunge dagli esperti di medicina respiratoria riuniti a Verona per il 14° Congresso internazionale dedicato all'"Asma bronchiale e Bpco: obiettivi, rimedi e strategie", organizzato dalla Uoc di pneumologia dell'Azienda Ulss 22 di Bussolengo col patrocinio di tutte le Societa' italiane di medicina respiratoria, del capitolo italiano dell' American College of Chest Physicians (Accp), della Regione Veneto, del Comune di Verona, dell'Ordine dei medici e Odontoiatri delle Provincia e dell'Ulss22. Durante le tre giornate congressuali, i maggiori esperti nazionali ed internazionali del settore riunitisi a Verona hanno discusso di Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva), oggi quarta causa di morte in Europa e negli Usa, ma destinata a diventare la 3°causa di morte nel mondo nel 2020. Di grande interesse anche i simposi dedicati al management dell'ossigenoterapia prevalentemente per via telematica.
E poi grande spazio alla questione smog nel focus "Inquinamento ambientale e il rischio per la salute", argomento di stretta attualita' dopo i recenti livelli di inquinamento a Milano che hanno comportato la decisione, da parte del sindaco Letizia Moratti, di far spegnere di domenica la maggior parte dei motori. Secondo le rilevazioni dell'Arpa, nell'interland milanese il livello di polveri fini ha raggiunto valori molto elevati, oltre il doppio della soglia di guardia (50 mg/mc). Le centraline hanno registrato negli ultimi giorni valori di Pm10 ben superiori alla soglia tollerabile.
Anche in questo caso sono i bambini in eta' pediatrica e gli anziani ad essere i piu' coinvolti, oltre a tutti i pazienti cardiovascolari e quelli gia' indeboliti da altre malattie, che pagano pegno di fronte a tali livelli di inquinamento.
Notiziario Minori, 12 febbraio 2011
L'OMS:   ALCOL   ASSASSINO,   COLPITI 
SEMPRE PIÙ  I  GIOVANI UCCIDE PIU' DI
2,5 MILIONI  DI  PERSONE  OGNI  ANNO
Una maggiore implementazione di politiche mirate e' necessaria per salvare vite umane e ridurre l'impatto sulla salute del consumo di alcool. E' quanto evidenzia un nuovo rapporto lanciato oggi dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms). Il lancio della relazione odierna coincide con la fine di una riunione di 4 giorni dei funzionari provenienti da oltre 100 paesi che lavorano con l'Oms per ridurre l'uso nocivo di alcol in tutto il mondo. Il primo di questi incontri, ospitato dall'Oms a Ginevra, si e' tenuto per avviare l'iter di attuazione della strategia globale per ridurre l'uso nocivo di alcol.
Secondo l'Oms, il consumo nocivo di alcol provoca la morte di 2,5 milioni di persone ogni anno, nonche' la malattia e il ferimento di molti altri, e colpisce sempre piu' le giovani generazioni e bevitori nei paesi in via di sviluppo. Negative anche le conseguenze sociali. Il Rapporto globale su alcol e salute analizza i dati disponibili sul consumo di alcol, le conseguenze e gli interventi politici a livello globale, regionale e nazionale. "Molti paesi riconoscono i gravi problemi di salute pubblica causati dal consumo nocivo di alcol e hanno preso provvedimenti per evitare gli oneri sanitari e sociali e curare le persone bisognose di cure. Ma c'e' chiaramente bisogno di fare molto di piu' per ridurre la perdita della vita e della sofferenza associata con l'uso nocivo di alcol", ha spiegato Ala Alwan, vice direttore generale per le malattie non trasmissibili e la salute mentale. Secondo il Rapporto, il consumo nocivo di alcol ha molte implicazioni sulla salute pubblica. Tra queste: quasi il 4% di tutti i decessi sono legati all'alcol. La maggior parte dei decessi alcol-correlati sono riguardano ferite, cancro, malattie cardiovascolari e cirrosi epatica; a livello globale, il 6,2% di tutte le morti maschili sono legati all'alcol, contro il 1,1% dei decessi femminili. Nella Federazione russa e dei paesi vicini un uomo su cinque muore per cause alcol-correlate. A livello globale, 320 mila giovani di eta' compresa tra 15-29 anni muoiono ogni anno per cause alcol-correlate, il 9% di tutti i decessi in questa fascia d'eta'. Prevenzione debole. Secondo il rapporto, troppo pochi paesi utilizzano efficaci politiche per prevenire la morte, malattie e delle lesioni da uso di alcol. "Dal 1999, quando l'Oms ha iniziato a riferire sulle politiche di alcol, almeno 34 paesi hanno adottato qualche tipo di politiche formali per ridurre l'uso nocivo di alcol. Restrizioni alla commercializzazione di alcol e su alcol e guida sono aumentati, ma non ci sono tendenze chiare sulla maggior parte delle misure di prevenzione. Molti paesi hanno politiche deboli su alcool e programmi di prevenzione". Non solo. "La Strategia Globale per ridurre l'uso nocivo di alcol, approvato dagli Stati membri dell'Who nel maggio 2010, promuove una serie di misure di provata efficacia per ridurre i danni alcol-correlati. Questi includono tassazione sugli alcolici per ridurne il consumo nocivo; riduzione della disponibilita' attraverso il minor numero di punti vendita; aumento dei limiti di eta' per chi acquista e l'utilizzo di efficaci misure su alcol e guida". La Strategia Globale promuove anche lo screening e brevi interventi delle strutture sanitarie per modificare i modelli di pericolosita' del bere, e il trattamento dei disordini di uso di alcol; di regolazione o di divieto di commercializzazione di bevande alcoliche; e la conduzione di campagne di informazione e formazione a sostegno di misure politiche efficaci. Altri dati. Secondo il Rapporto dell'Oms, il consumo mondiale nel 2005 e' stato pari a 6,13 litri di alcol puro consumato per persona di 15 anni o piu'. Un'analisi degli anni 2001-2005 ha mostrato che paesi nelle Americhe, europei, del Mediterraneo orientale e del Pacifico occidentale avevano livelli di consumo relativamente stabile durante quel periodo, ma durante i 5 anni aumenti marcati sono stati osservati in Africa e Sud-est asiatico. Nonostante il largo consumo, la maggior parte della gente non beve. Quasi la meta' di tutti gli uomini e due terzi delle donne non hanno consumato alcol nel 2005.
Notiziario Minori, 12 febbraio 2011

mercoledì 9 febbraio 2011

ESAME   DI     TERZA    MEDIA,     SI   CAMBIA: 
"MA NON  DA SUBITO" MINISTERO IMPEGNATO
SU  REVISIONE PROVA CONCLUSIVA I CICLO
Esame di terza media si cambia, ma non da subito. Al ministero stanno lavorando da tempo alla revisione della prova che chiude il primo ciclo di istruzione. A dire il vero il regolamento sulla valutazione degli studenti emanato nel 2009 (il dpr 122) aveva indicato quello del 2008/2009 come l'ultimo esame con le vecchie regole. Poi altri temi hanno preso il sopravvento. Ora si torna a parlare di restyling, come conferma anche Max Bruschi, il consigliere del ministro Gelmini che ha seguito la vicenda valutazione e che ha gia' elaborato qualche idea per la revisione dell'esame. "Ma non si partira' quest'anno- specifica, tranquillizzando docenti e presidi- non c'e' il tempo". Intanto un primo progetto c'e': come prova interna rimarrebbe solo il tema di italiano a cui si potrebbe affiancare un test Invalsi 'potenziato' su italiano, matematica e inglese. Via, invece, gli scritti interni di matematica e lingua, che risulterebbero doppioni. "Per italiano- dice Bruschi- il tema va mantenuto perche' e' diverso dall'Invalsi nei contenuti e nel tipo di apprendimenti che consente di misurare". Secondo Bruschi si potrebbe pensare anche ad una terza prova demandata alle scuole. L'importante e' "non accumulare" come invece e' avvenuto in questi anni: le prove scritte (inizialmente italiano, matematica e lingua straniera) da tre sono diventate quattro (la seconda lingua straniera, introdotta in via sperimentale, poi entrata nella prassi). Poi e' arrivata anche, con un'apposita legge, la prova scritta Invalsi (una doppia prova, visto che ce n'e' una di italiano e una di matematica). In questo modo gli alunni di terza media affrontano sei prove scritte: due di italiano, due di matematica e due di lingua straniera. Troppe: non se ne fanno tante nemmeno alla maturita'.
Notiziario Minori, 9 febbraio 2011
CASTEL SANT'ANGELO, CARNEVALE SUL GHIACCIO
PER   BAMBINI  OLTRE 600  METRI QUADRATI 
DI   PISTA     CON    ORARIO   NON   STOP   10-24
"Un anticipo di carnevale, domenica pomeriggio, sulla pista di ghiaccio di Castel Sant'Angelo, nel cuore di Roma. I bambini che si presenteranno mascherati verranno truccati dai truccabimbi mentre gli assistenti di pista distribuiranno caramelle e dolci tipici del Carnevale. A vigilare sulla sicurezza ci saranno gli Ice Angels, mascherati e con i pattini ai piedi". A renderlo noto e' l'ufficio stampa di Ice Angel, un'iniziativa ludica realizzata con il patrocinio dell'Ufficio per la promozione e lo sviluppo dello sport di Roma Capitale e del XVII Municipio.
Gli oltre 600 metri quadrati di pista rimarranno a disposizione degli amanti del ghiaccio fino al 27 febbraio.
Orario non stop 10-24. Dal lunedi' al venerdi' il costo del biglietto intero e' di 7 euro (ridotto 5) mentre sabato, domenica e festivi il prezzo del ticket e' di 8 euro (ridotto 6).
Notiziario Minori, 9 febbraio 2011
L'ALCOL   E   I   GIOVANI,   IL   17%  ALLA  GUIDA  DOPO  AVER 
BEVUTO RISULTATI RICERCA 'OSSERVATORIO PERMANENTE'
Sale l'abuso di alcol tra i giovani, diminuisce il consumo di vino e aumenta quello della birra. Sono i risultati di una nuova ricerca realizzata dall'istituto Doxa e commissionata dall'Osservatorio Permanente sui Giovani e l'Alcool "sui comportamenti, le opinioni, e gli atteggiamenti degli italiani adulti e dei giovani in merito ai consumi di bevande alcoliche". Nel particolare "otto italiani su dieci consumano alcool, e piu' precisamente il 90% dei maschi e il 70% delle femmine. Su 100 italiani di 13 anni e oltre, il 63% sono consumatori regolari, 15,6% sono consumatori occasionali, 21,4% non consumatori. Diminuisce il consumo di vino, tuttora la bevanda alcolica piu' frequentata, e aumenta quello di birra. La percentuale di consumatori fra i giovani (tra i 13 e i 24 anni) e' inferiore alla media nazionale: il 70%, contro l'80 della media nazionale. Cresce pero' fra i giovani il fenomeno dell'abuso di alcool: e' a rischio il 23% dei giovani consumatori". Per quanto riguarda la guida, "il 17% della popolazione e' stata al volante pensando di aver bevuto un po' troppo". L'indagine, la sesta campionaria effettuata a cinque anni di distanza dalla precedente del 2005, e' basata su un campione "superiore di tre volte al numero consuetamente usato per le rilevazioni nazionali di uso corrente: a 2.026 cittadini e' stato somministrato un questionario con apposite interviste a domicilio, registrate con tutte le cautele del caso a difesa sia dell'intervistato che della autenticita' delle risposte. Una particolare attenzione e' stata dedicata alla fascia di eta' considerata giovanile dalla ricerca: dai 13 ai 24 anni".
- COSA SI BEVE - Il vino risulta tuttora la bevanda alcolica di gran lunga piu' consumata degli italiani: nei tre mesi antecedenti all'intervista, il 63% degli intervistati aveva bevuto vino, il 56% birra, il 34% aperitivi, digestivi e altre bevande a media gradazione, il 23% superalcolici.
- QUANDO E DOVE SI BEVE - Chi beve frequentemente, lo fa soprattutto durante i pasti.
Prevalgono i consumi a casa, ai pasti, per il vino (l'84% della popolazione che beve lo fa in questa circostanza) mentre per la birra prevale, con il 51,4%, il consumo sociale al bar/pub/birrerie. In Italia, dunque, l'abitudine al consumo di tipo alimentare e' ancora dominante. "Si tratta - ha dichiarato il Vice Presidente dell'Osservatorio Permanente sui Giovani e l'Alcool, Michele Contel - di un dato che tutto sommato si conosce poco: la maggioranza degli italiani beve lontano dai modelli drammatizzati dello sballo del sabato sera e non si iscrive d'ufficio nel numero degli irresponsabili che abusano prima di mettersi al volante. Il migliore degli anticorpi contro l'abuso e' proprio in famiglia. Cio' non significa chiudere gli occhi di fronte a fasce di abuso giovanile e adulto che preoccupano l'opinione pubblica; si tratta di comportamenti che eludono ogni riferimento al piacere e al gusto delle bevande alcoliche, espressivi casomai di disagi interiori e collettivi che confinano pericolosamente con l'autodistruzione. L'Italia - ha concluso Contel - rimane pero' in una situazione decisamente migliore rispetto ai Paesi del Nord Europa sui fenomeni di abuso, proprio in forza di questa tradizione culturale, anche se essa subisce una progressiva erosione a causa della globalizzazione dei comportamenti giovanili".
- DONNE - Il 30% della popolazione femminile non consuma alcool. Il 53%, invece, consuma alcolici "regolarmente" (almeno una volta alla settimana). Le donne rappresentano il 52% della popolazione e il 41% dei consumatori regolari. Negli ultimi 17 anni, cresce sia la percentuale di consumatrici sia la frequenza di consumo.
- GIOVANI - Il profilo del consumo giovanile si presenta come fortemente ridotto nella fase preadolescenziale (13-15 anni) per poi crescere progressivamente negli anni successivi. In sintesi si puo' affermare che i ragazzi raggiungono gradualmente i livelli medi di consumo della popolazione a partire dai 16 anni per poi stabilizzarsi verso i 19 anni. A quest'eta' i giovani non bevitori sono comunque sempre il 30 %. Solo dopo i 20 anni i giovani consumatori accedono a consumi regolari nell'ordine del 67%.
- I GIOVANI E IL "BINGE DRINKING" - Fra i giovani hanno un peso importante i consumatori occasionali e i non consumatori di alcolici, ma anche i consumatori con esperienze ripetute di comportamenti a rischio. Il 23% dei giovani consumatori (ragazzi tra i 13 e i 24 anni) sono a rischio, e il fenomeno e' in aumento. Il 29% dei (35% dei maschi e 22% delle femmine) ricordano di essersi ubriacati almeno una volta nella vita: e quasi il 15% anche negli ultimi 3 mesi (3% in eta' 13-15 anni, 13% tra 16 e 19 anni, e 21% tra 21 e 24 anni).
Il 14,6% dei sedicenni ha dichiarato di aver fatto l'esperienza del Binge drinking (almeno cinque bicchieri in due ore fuori dai pasti).In questa fascia il binge tocca il 20,4% dei maschi e 8,6% delle femmine. Il Binge drinking in crescita tocca una porzione non trascurabile della popolazione giovanile, l'ubriachezza invece non aumenta ma neppure diminuisce.
- L'ETÀ DELL'INIZIO - Agli intervistati e' stato chiesto di ricordare l'eta' della prima esperienza, cioe' del primo assaggio per i diversi tipi di bevande alcoliche. In media hanno indicato un'eta' fra i 14 e i 15 anni per birra e vino, e di 16 anni per le altre bevande alcoliche.
"Pur senza allarmismi isterici- commenta il presidente del Laboratorio Scientifico dell'Osservatorio, Enrico Tempesta- i dati sui giovani evidenziano un progressivo aumento dell'abuso sistematico, con i relativi rischi: a 13 anni il sistema nervoso centrale non e' ancora completamente sviluppato, una esposizione prolungata e regolare all'alcool puo' portare ad un ritardo della maturazione e dello sviluppo delle funzioni cognitive, a non dire di molti altri danni sociali". Prosegue Tempesta: "È pero' inteso che non si puo' pretendere di tutelare i ragazzi con irrealistici divieti di accesso alle bevande alcoliche: l'esempio positivo conta piu' del divieto; urge caso mai una saggezza educativa che preveda l'avvicinamento agli alcolici sotto la supervisione degli adulti e in connessione con l'educazione al gusto e alla proposta di stili alimentari che educhino al consumo responsabile anche in relazione al principio 'o bevi o guidi'".
"Resta aperta la domanda- concludono Contel e Tempesta- di cosa fare per difendere un modello antropologico di educazione al consumo che l'Italia, Paese mediterraneo per eccellenza, ha saputo maturare nel tempo, creando meccanismi sociali di autoregolazione che hanno saputo assicurare al nostro Paese forme di protezione dalla deriva patologica comune nelle culture asciutte del Nord Europa".
Notiziario Minori, 9 febbraio 2011
OMS: DUE ORE DI SPORT A SETTIMANA CONTRO I TUMORI
RIDUCONO L'INCIDENZA   DI   ALCUNI   TIPI   DI   CANCRO
Che l'attivita' fisica faccia bene alla salute e' noto a molti, ma forse pochi sanno che essa puo' ridurre il rischio di tumori della mammella e del colon. A rivelarlo l'Organizzazione Mondiale della Sanita'. Per poter ridurre l'incidenza di alcuni tipi di cancro, le nuove raccomandazioni consigliano di svolgere almeno 150 minuti a settimana di esercizio fisico di tipo aerobico per le persone dai 18 anni in su; 60 minuti a settimana di attivita' fisica di maggiore intensita', invece, per i ragazzi dai 5 ai 17 anni.
"Il 31% della popolazione nel mondo - spiega Ala Alwan, vice direttore generale per le malattie non trasmissibili e la salute mentale - non e' fisicamente attiva e l'inattivita' fisica e' il quarto fattore di rischio in ordine di importanza tra tutti i decessi a livello mondiale." Basta pensare che essa e' associata ad oltre 3,2 milioni di decessi all'anno (di cui 2,6 milioni in paesi a basso e medio reddito), a piu' di 670 mila morti con eta' inferiore ai 60 anni e a circa il 30% di diabete e malattie ischemiche del cuore.
Il professor Chris Wild, direttore dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), inoltre, pone l'accento su come l'inattivita' fisica sia sempre piu' un problema di salute pubblica e, di conseguenza, su come ci sia bisogno di intervenire a livello sociale, e non solo individuale, per cambiare abitudini personali e consuetudini sociali.
Notiziario Minori, 9 febbraio 2011
MARCHE, CORECOM: BAMBINI DIPENDENTI DAL POKER
ON LINE IL COMITATO REGIONALE LANCIA L'ALLARME
La pubblicita' dei giochi on-line "cattura" sempre piu' minorenni, con messaggi che puntano sulle qualita' di abilita' e astuzia dei giocatori e usano come testimonial i beniamini dei ragazzi, incentivandoli a diventare vittime del gioco sconsiderato. In internet, poi, e' facile mentire sull'eta' e giocare a poker o a altri gioco d'azzardo. A lanciare l'allarme e' il Corecom Marche, il comitato regionale per le comunicazioni, che invita a "non abbassare mai la guardia" e non lasciare che i piu' piccoli navighino da soli in internet. E chiede una maggiore regolamentazione dei messaggi pubblicitari che in televisione promuovono i giochi d'azzardo on-line. Il comitato ha raccolto segnalazioni da parte di scuole marchigiane dove e' emerso che alcuni bambini delle medie hanno perso diverse centinaia di euro giocando d'azzardo in internet.
Da una prima rilevazione del Corecom, in una classe campione delle scuole medie di Ancona emerge che il 50% degli alunni dice di saper giocare a poker ed oltre il 20% lo ha fatto via internet.
"Non c'e' nessuna tutela ne' prevenzione - denuncia marco Moruzzi, presidente del comitato - la pubblicita' dilagante del poker on line e altri giochi d'azzardo, incentiva anche i ragazzi minorenni a cadere vittime, perdendo soldi. È gravissimo che anche lo Stato, beneficiando dei tributi di concessione, legittimi la diffusione del gioco d'azzardo on line, un fenomeno che crea dipendenza e, grazie alle nuove modalita' via web, agevola l'accesso dei minori a cui basta dichiarare di essere maggiorenni per aggirare un divieto di utilizzo poco efficace".
"Servono interventi urgenti e su piu' fronti: di limitazione della pubblicita' televisiva del poker on line nelle fasce orarie in cui i bambini sono davanti alla tv e di prevenzione e informazione sia degli educatori, insegnanti e genitori, che dei ragazzi stessi - dichiara Moruzzi - la funzione socializzante che ha di solito il gioco, viene in questo modo a cadere. Ad esortare il gioco on line contribuiscono anche in maniera determinante le pressanti strategie pubblicitarie che impropriamente definiscono il poker 'gioco di abilita' e astuzia - skill game' e adottano come testimonial calciatori e sportivi famosi, beniamini dei ragazzi".
Secondo il Corecom, nel 2010 le giocate hanno toccato la cifra record di 61 miliardi, il 30% in piu' rispetto all'anno precedente. E si aggira intorno ai 1.200 euro la cifra che i giocatori maggiorenni spendono a testa ogni anno. A tentare la fortuna, sostiene il comitato regionale, sono i soggetti piu' fragili, e spesso a cadere vittime di questa "net patologia" sono anche i minori. "Non e' difficile aggirare la norma del possesso della maggiore eta' per la registrazione al sito semplicemente dichiarando una data di nascita diversa - scrive il comitato in una nota - Bambini e adolescenti lasciati soli con il proprio pc senza controlli ne' il supporto educativo e di vigilanza degli adulti, possono trovarsi coinvolti in un circolo vizioso e di isolamento che li allontana dai rapporti sociali e familiari e li stimola a scommettere denaro".
Notiziario Minori, 9 febbraio 2011
IL     60%   CONTATTATO   DA   SCONOSCIUTI 
SUI SOCIAL NETWORK RICERCA MICROSOFT 
IN 11 PAESI EUROPEI. MELONI: "ACCORTEZZA"
"Il 60% dei ragazzi italiani tra i 14 e i 18 anni e' stato contattato almeno una volta da sconosciuti" su internet, nei social network. "Il 32% dei genitori italiani non sorveglia in nessun modo i comportamenti dei propri figli sul Web". E proprio i social network stanno alimentando "la sovraesposizione dei minori ai pericoli della Rete", consentendo contatti anche con soggetti sconosciuti e i genitori spesso non sono informati sul comportamento dei propri figli online.
È lo scenario che emerge da una ricerca condotta da Microsoft in 11 paesi europei sul portale Msn, che ogni giorno raggiunge oltre 4 milioni di utenti in Italia, presentata in occasione del 'Safer Internet Day 2011' (www.saferinternet.it), la giornata europea per la sicurezza in Rete in programma oggi, martedi' 8 febbraio, e organizzata da InSafe, la rete europea di cooperazione per la promozione dell'uso sicuro di Internet costituita e cofinanziata dalla Commissione europea. Secondo l'indagine, "il 40% dei teenager italiani sceglie autonomamente quali limiti all'accesso del proprio profilo adottare e il 15% sceglie di non adottarne alcuno". Eppure, in Italia, "il 60% dei minori dichiara di essere stato contattato almeno una volta da utenti sconosciuti. Se e' vero che il 48% ha bloccato la richiesta di contatto, il 37% l'ha accettata per curiosita' e il 7% ha deciso di non informare i propri genitori".
Un dato che viene considerato allarmante e' che "il 66% decide di non rispondere ai messaggi inviati da gente estranea solo per disinteresse e non per prudenza".
Per quanto riguarda le motivazioni che portano i teenager sui social network, "il 43% li utilizza per sfogarsi esprimendo idee e pensieri in maniera a volte anche aggressiva e il 25% dichiara di essere in cerca di amicizie con persone piu' adulte".
C'e' pero' "il 32% dei genitori italiani non controlla in nessun modo il comportamento in Rete dei propri figli, anche se l'88% ha affrontato con loro l'argomento dei potenziali rischi del Web.
Troppo spesso l'attenzione dei genitori e' concentrata nell'impedire l'accesso a contenuti per gli adulti, come fa il 60% degli italiani, delegando invece nel 68% dei casi altre forme di precauzione direttamente ai propri figli".
"Giornate come questa, dedicate alla sicurezza su Internet- ha detto Giorgia Meloni, ministro della Gioventu'- grazie all'alleanza tra imprese leader nel settore e le istituzioni, servono a sensibilizzare ed educare gli utenti, soprattutto i piu' giovani, a un rapporto consapevole con un mezzo che, proprio in funzione delle sue sconfinate potenzialita', richiede accortezza e preparazione. La Rete e' lo strumento attraverso il quale i giovani non solo hanno la possibilita' di conoscere il mondo, ma anche di entrare a farne parte come protagonisti, raggiungendo luoghi, persone e idee dai quali altrimenti le distanze fisiche li separerebbero irrimediabilmente. Non servono nuove regole o censure, serve una maggiore preparazione".
Aggiunge Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia: "Oggi ci troviamo davanti ad un profondo gap tra la generazione dei 'nativi digitali' e quella dei genitori che seppur informati sui potenziali rischi di Internet spesso non sanno come affrontarli per mancanza di conoscenza degli strumenti informatici e del Web stesso. Per questo motivo crediamo fortemente in iniziative come il Safer Internet Day, utili a promuovere cultura e competenza presso tutti gli attori, siano esse istituzioni, insegnanti, famiglie e operatori, cosi' come sosteniamo l'esigenza di condividere il profondo impegno che aziende come Microsoft stanno ponendo nello sviluppo di tecnologie che rivoluzioneranno il nostro modo di interagire con il Web senza mai perdere di vista i temi della sicurezza dei nostri dati e della tutela della nostra privacy".
Notiziario Minori, 9 febbraio 2011
CONCORSO   UE     'GIOVANI TRADUTTORI': 
PREMIATA UN'ITALIANA È UNA STUDENTESSA
DI   UN   LICEO   DI   GROTTAFERRATA
Sono stati resi noti oggi i nomi dei 27 vincitori del concorso "Juvenes translatores" (Giovani traduttori) indetto ogni anno dalla Commissione. Da Kells (Irlanda) a Maratona (Grecia), hanno partecipato al concorso circa 3000 allievi diciassettenni della scuola secondaria. È un nuovo record per questa manifestazione: il numero dei nuovi concorrenti e' stato del 25 per cento circa superiore a quello dell'anno precedente e mai tante scuole hanno chiesto di partecipare: piu' di 1600, rispetto alle precedenti 1430. I vincitori, uno per ciascun stato membro, saranno invitati alla cerimonia di premiazione che si terra' il 7 aprile a Bruxelles.
In particolare, per l'Italia e' stata proclamata vincitrice Anca Maria Matei del liceo scientifico "Bruno Toushek" del comune di Grottaferrata, in provincia di Roma.
Androulla Vassiliou, commissario europeo per l'educazione, la cultura, il multilinguismo e la gioventu', ha evidenziato: "Sono felice di vedere che il concorso 'Giovani Traduttori' continua ad affermarsi. Il record dei partecipanti sottolinea il forte impegno messo nello studio delle lingue. Spero che tale esempio sappia ispirare anche altre scuole. L'apprendimento delle lingue permette e da' impulso allo sviluppo e all'inserimento professionale delle giovani generazioni".
In particolare, il commissario attribuisce buona parte del successo del concorso al modo con cui e' stato promosso dai social networks aggiungendo che "e' indubbio che si deve a facebook e a twitter la vasta diffusione del concorso tra i giovani nonche' gli intensi scambi di esperienze e di punti di vista".
Il concorso ha avuto luogo contemporaneamente il 23 novembre 2010 sotto la sorveglianza delle rispettive scuole. Ogni allievo disponeva di 2 ore per tradurre un testo di una pagina da una lingua di sua scelta in una delle altre 22 lingue ufficiali dell'UE. Traduttori appartenenti alla direzione generale della Traduzione della Commissione europea hanno infine assegnato i voti alle traduzioni ultimate. Ogni traduzione e' stata valutata da un traduttore della rispettiva madrelingua in cui il testo era stato tradotto. Una giuria ha poi scelto le traduzioni migliori di ciascun paese dell'UE. Il premio e' costituito da un viaggio di 3 giorni a Bruxelles per ciascun vincitore e una persona di accompagnamento. I vincitori riceveranno i premi e i certificati da Rytis Martikonis, nuovo direttore generale della Direzione generale Traduzione della Commissione nel corso della cerimonia del 7 aprile 2011. Sara' anche possibile conoscere e incontrare traduttori che lavorano alla Commissione.
'Juvenes translatores' e' l'unico concorso in cui dei diciassettenni possano mettere alla prova il loro talento di traduttori in una qualsiasi lingua ufficiale della UE. La sua prima edizione (2007) era un progetto pilota per dare ai giovani una prima idea di cosa significhi essere un traduttore, per esaltare il profile della professione del traduttore e per diffondere l'apprendimento delle lingue nelle scuole. Le reazioni, sia da parte degli insegnanti e che degli allievi, ne esaltano anche il lato divertente. Il concorso ha anche aiutato alcuni a decidere la propria carriera: alcuni vincitori di edizioni precedenti hanno intrapreso studi linguistici all'universita'.
Notiziario Minori, 9 febbraio 2011

venerdì 4 febbraio 2011

SEDENTARIETÀ E ABITUDINI ALIMENTARI NEMICI
DEI   BAMBINI   VERDURE   RIFIUTATE    A  TAVOLA, 
MA   I   PRODOTTI   MENO   SANI   NON  SFONDANO
Pane, pasta, riso , carne sono gli alimenti preferiti dai bambini e ragazzi del Lazio, che non gradiscono, pero', proprio i cibi piu' raccomandati dagli esperti, ossia pesce, legumi e verdure, queste ultime in assoluto le piu' rifiutate a tavola (29%). Per fortuna, prodotti "meno sani" come bevande zuccherate, caramelle e fritti, non rientrano mai, o quasi, nella dieta delle giovani generazioni. Sono alcune delle conclusioni a cui e' giunta l'indagine sullo stile alimentare dei bambini della Regione Lazio, presentata dal Movimento Difesa del Cittadino Lazio, nell'ambito del "Workshop Bimbi InForma. La prevenzione dell'obesita' in eta' scolare" a cui hanno partecipato esperti e specialisti del settore.
La ricerca, realizzata nell'ambito del progetto Bimbi InForma (www.mdclazio.it/bimbiinforma) grazie al contributo della regione Lazio (Programma Utenti e Consumatori 2009), oltre alle preferenze a tavola dei ragazzi laziali con un'eta' compresa fra i 6 e i 13 anni, ha indagato: le abitudini di spesa alimentare delle famiglie, per le quali emerge positivamente un alto consumo di prodotti freschi da cucinare a scapito di quelli gia' pronti; l'influenza della televisione e la pratica dell'attivita' fisica: il risultato positivo e' che oltre l'80% dei bambini pratica uno sport, ma molto tempo viene anche dedicato al gioco con la playstation, il computer, il game boy e alla televisione, e soprattutto nei fine settimana! Tra i risultati dell'indagine, spicca poi il dato per cui ben il 54% dei bambini ha la televisione in camera, ma anche il fatto che circa il 60% dei genitori vorrebbe il divieto degli spot di alimenti diretti ai bambini, dando quindi un peso importante all'influenza del piccolo schermo sui bambini. Oltre a chiedere meno televisione, i genitori lamentano la mancanza di tempo da dedicare ai propri figli, a causa dei rimi frenetici imposti dalle esigenze lavorative e amplificati nelle grandi citta' come Roma. E anche se i genitori avessero tempo, non saprebbero dove portare i loro figli, visto che sono sempre meno le aree verdi corredate da aria pulita.
"Per prevenire l'obesita', - spiega, infatti, Livia Zollo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino Lazio - non basta soltanto mangiare sano, ma anche muoversi molto e fare tanta attivita' fisica. Si puo' agire su molti fronti per migliorare lo stile di vita dei bambini e delle famiglie: com'e' emerso dai focus group, organizzati nell'ambito di questo progetto con esperti del settore e genitori, l'integrazione di iniziative comuni tra la famiglia e la scuola e' uno dei campi d'azione principali su cui lavorare: la scuola, infatti, riveste uno dei ruoli piu' importanti nell'educazione, dopo quello dei genitori, perche' il bambino ci passa la maggior parte del tempo, socializzando con i coetanei e ispirandosi a modelli di comportamento. Concordiamo, infine, con la posizione dei genitori di limitare la quantita' di spot pubblicitari di alimenti diretti ai bambini durante tutte le fasce orarie tv".
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
BAMBINI NEL LAZIO VOGLIONO PASTA-PANE-
CARNE E... TV IL 54% DEI PICCOLI HA LA TELE
IN   CAMERA,   L'80%   PRATICA   UNO   SPORT
Pane, pasta, riso e carne sono gli alimenti preferiti dai giovani del Lazio secondo quanto indicato dai loro genitori. In particolare, i cereali sono scelti dal 47% del campione, seguiti dalla carne (25%) e legumi (16%). E' quanto emerge dall'indagine sullo stile alimentare dei bambini della regione Lazio, presentata questa mattina dal Movimento Difesa del Cittadino Lazio, nell'ambito del 'Workshop Bimbi InForma'.
Sorprende positivamente il fatto che oltre la meta' del campione (50,8%) consumi legumi 1-3 volte a settimana ma si evidenzia negativamente un consumo nullo per oltre un terzo delle famiglie intervistate. Discorso simile nel caso della frutta: pur essendo al quarto posto a pari merito con i legumi tra i cibi preferiti, ben il 12,8% non la consuma mai e oltre il 18,2% solo 1-3 volte a settimana. Come accennato, purtroppo la verdura e gli ortaggi occupano solo la nona posizione con una preferenza pari al 7%. Valore confermato dai risultati alla domanda 'Vostro figlio/a che cosa rifiuta soprattutto di mangiare?', dove rappresenta il cibo piu' rifiutato.
Anche il pesce non e' gradito sulle tavole delle giovani generazioni, sebbene un 57% afferma di mangiarne 1-3 volte la settimana. Per quanto riguarda i prodotti ad alto contenuto calorico, ricchi di additivi o grassi ma di scarso valore nutrizionale, la situazione appare positiva. Sia per le bevande zuccherate, che per le caramelle o lecca lecca che per i fritti, le percentuali di frequenza di consumo maggiori si riscontrano per la risposta 'mai' o per un uso non giornaliero pari a 1 o 3 volte la settimana.
Accanto alle scorpacciate a tavola non mancano quelle di tv.
Sebbene una notevole fetta del campione si posizioni sotto le 2 ore di fruizione (ben il 71% nei feriali considerando che il 5% non la guarda affatto), il dato sconcertante e' che circa un terzo dei genitori dichiara che i loro ragazzi passano piu' di 2 ore o piu' di 4 ore (4% nei giorni feriali e 15% nel week-end) davanti al teleschermo. Nel week-end i dati peggiorano:il 48% degli intervistati ha affermato che i propri figli guardano la tv piu' di 2 ore al giorno. D'altra parte oltre la meta' del campione (54%) ha la tv in camera. A questo punto quale l'influenza di 'mamma tv'? Il 16% ha risposto di non chiedere 'mai' i cibi reclamizzati e circa il 70% 'raramente' o 'qualche volta'. Ma anche di fronte alle richieste piu' pressanti i genitori del Lazio sembrano essere giustamente severi: circa il 20% non accontenta 'mai' queste richieste, il 66% 'raramente' o 'qualche volta', il 10% 'spesso' e solo il 2% 'sempre'.
Per quanto riguarda le abitudini di spesa alimentare delle famiglie intervistate, emerge un alto consumo di prodotti freschi da cucinare a scapito di zuppe pronte, succhi preparati o altri piatti pronti. Il biologico stenta invece ad affermarsi: la variabile piu' scelta e' 'qualche volta' (41%) mentre un buon 35% ha risposto 'mai' o 'raramente'.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
BAMBINI   IPERATTIVI,    RELAZIONE    CON ALLERGIE 
ALIMENTARI? I RISULTATI DI UNA RICERCA OLANDESE
I bambini, si sa, hanno tanta energia, ma capita spesso che ne abbiano un po' troppa.
Quando un bambino registra un'eccessiva attivita' muscolare che rischia di trascendere nell'aggressivita' ed impulsivita', con conseguenti difficolta' nel fare i compiti, concentrarsi o avere problemi relazionali, si parla di iperattivita' (o ADHD). Finora, per diagnosticare la causa di questa patologia, sono state fatte tante ipotesi, ma non era mai stato preso in considerazione un legame piuttosto elementare: quello con il cibo.
Hanno tentato questa via dei ricercatori olandesi che hanno pubblicato i risultati del loro studio su Lancet. Hanno provato a mettere a dieta un gruppo di bambini affetti da ADHD dai 4 agli 8 anni. Il tentativo era quello di provare se, partendo con la base dell'alimentazione, cioe' cibi naturali come riso, frutta e verdura, i sintomi venivano ridotti.
Il dubbio infatti si concretizzava sui cibi lavorati o alcuni altri tipi che possono ingenerare delle allergie o intolleranze alimentari come ad esempio le uova o il latte. Eliminando tutti i cibi a rischio, dopo 5 settimane i ricercatori hanno notato che la sindrome cominciava a scemare, i sintomi si riducevano e l'attivita' motoria dei bambini prima problematici si avvicinava molto a quella dei loro coetanei considerati "normali".
Ma siccome non si puo' mettere a dieta ferrea un bambino in crescita, questa e' stata solo la prima fase dello studio. I cibi prima eliminati dovevano essere necessariamente reintrodotti, e cosi' sono stati fatti "provare" ai bambini uno per volta, in modo da notare quale di questi faceva scattare l'iperattivita'.
Grazie a questa sperimentazione, un po' come avviene con le allergie alimentari, si riesce ad individuare l'elemento incriminato ed eliminarlo dalla dieta. La cosa importante e' che, come affermano gli stessi ricercatori, la dieta ferrea non venga protratta per oltre 5 settimane.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
BAMBINI    PLUSDOTATI,    CORSO    BIENNALE 
FORMERÀ    INSEGNANTI     RICONOSCERE    E  
INTERVENIRE PER AIUTARE I TALENTI PARTICOLARI
Prendera' il via entro la fine del 2011 il corso biennale di formazione per specialisti in "gifted education" promosso dalla rete Ulisse e che verra' presentato venerdi' 4 febbraio nel corso del seminario "Tutti differenti/Tutti uguali - Rete Ulisse: nuovi strumenti per lo sviluppo del talento e della plusdotazione nel contesto italiano ed europeo" (vedi lancio precedente, ndr). "Si tratta di un corso molto approfondito che non si vuole limitare a dare agli insegnanti indicazioni sui segnali che possono presentare i bambini piu' dotati di talento", spiega Daniela Meazza, psicologa e specializzata nella formazione degli insegnanti.
Riconoscere e intervenire per aiutare un bambino che, pur avendo un talento particolare, manifesta insofferenza e disagio, che non ha risultati scolastici all'altezza delle sue potenzialita' non e' affatto semplice. "Per questo il corso sara' estremamente qualificante e, allo stesso tempo, molto impegnativo", precisa Daniela Meazza. Gli insegnanti che parteciperanno avranno l'opportunita' di assistere a lezioni teoriche (psicologia, pedagogia, didattica, etc.), seminari, momenti di approfondimento, ma anche di viaggiare all'estero per conoscere direttamente le buone prassi messe in atto in altri Paesi europei. "Vorremmo poi che, al termine dei due anni di formazione, i docenti restassero in contatto. Che si creasse una rete in cui far girare informazioni, esperienze, buone pratiche - aggiunge Daniela Meazza -, ma anche avere feedback e riscontri rispetto alla realta' quotidiana". Agli insegnanti spetta il compito, molto impegnativo, di saper motivare questa categoria di studenti, contrastarne la dispersione "perche' questi ragazzi hanno bisogno di un clima adeguato per dare il meglio -commenta Daniela Meazza- sprecare il loro talento e' un peccato. Per tutta la societa'".
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
BAMBINI PLUSDOTATI: L'8-10% DEGLI STUDENTI
ITALIANI RAGAZZI DOTATI DI PARTICOLARI 
ABILITÀ.      SEMINARIO     ALLA      BOCCONI
I bambini plusdotati (o gifted, come vengono definiti nel resto d'Europa) rappresentano l'8-10% della popolazione studentesca italiana. Sono dotati di particolari abilita', competenze e capacita' superiori rispetto ai coetanei, spesso pero' il loro talento non viene riconosciuto e stimolato dagli insegnanti. "Manifestano difficolta' scolastiche, emotive e relazionali. Con il rischio, paradossale, che nonostante le loro qualita' alcuni finiscano persino con l'abbandonare la scuola", spiega Anna Maria Roncoroni, presidente dell'Associazione italiana per lo sviluppo del talento e della plusdotazione (Aistap) e corrispondente italiana dell'European council for high ability.
Il tema e' al centro di un seminario in programma oggi all'universita' Bocconi di Milano durante il quale viene presentata la rete internazionale "Ulisse" che vede la partecipazione di sei partner internazionali (tra cui l'universita' olandese di Nijmegen, l'universita' spagnola di Laguna, l'Aistap) e che si pone l'obiettivo di sensibilizzare sulle tematiche del talento e della plusdotazione tutti coloro che, a diverso titolo, sono interessati a questo tema. L'obiettivo della rete, spiega Roncoroni, e' mettere in collegamento tra di loro le associazioni, gli enti, le associazioni e le istituzioni che si occupano di plus-dotazioni per formare una piattaforma comune. "Per condividere materiale, esperienze e buone pratiche che da tempo sono state avviate all'estero- aggiunge-. Nel nostro Paese, al di la' di qualche sporadica esperienza, mancano competenze specifiche". Durante la giornata verra' inoltre presentato il corso di formazione biennale sulla plus-dotazione organizzato dall'Aistap che prendera' il via entro fine anno a Milano.
Nonostante il loro talento, questi bambini non riescono a ottenere i risultati normalmente attesi dall'ambiente scolastico in cui sono inseriti. "Non solo le loro doti faticano a emergere
-puntualizza Anna Maria Roncoroni- ma vengono misconosciuti, si crede che siano bambini in difficolta', da aiutare". Chi poi ha alle spalle una situazione di disagio familiare, sociale o economico e' esposto a un rischio piu' elevato di dispersione scolastica: per loro stare a scuola e' frustrante, fanno fatica, non si sentono integrati nel gruppo dei pari. In tanti, quindi, abbandonano.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
BIBERON   AL   BISFENOLO FUORILEGGE DAL
1^ MARZO ADUC: "BATTAGLIA VINTA, DALL'1
GIUGNO   NON   SARANNO  IN COMMERCIO"
"Dall'1 marzo prossimo i biberon al bisfenolo A (Bpa) non potranno piu' essere fabbricati e dall'1 giugno non potranno essere immessi in commercio. Finalmente! E' una battaglia che la nostra associazione ha condotto da tempo e, ora, arrivano i risultati".
Lo annuncia Pietro Mastrantoni, presidente dell'Aduc, l'associazione per i diritti degli utenti e consumatori.
"La decisione della Commissione europea e' stata pubblicata sulla Gazzetta dell'Unione- si legge in un comunicato- Il Bpa e' il maggiore componente delle plastiche di policarbonato usate nei biberon ma anche in altri contenitori per alimenti (bottiglie per bibite con il sistema del vuoto a rendere, piatti e tazze, pellicole e rivestimenti protettivi per lattine e tini, ecc.). Il Bpa puo' migrare nei cibi e nelle bevande conservati in materiali che lo contengono. Gli effetti tossicologici sul sistema endocrino e riproduttivo nonche' sul sistema immunitario e sullo sviluppo neurologico, sono di particolare pertinenza nei bambini.
E' un passo per una maggiore garanzia per la salute dei consumatori".
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
I NUOVI RISPARMIATORI SONO GLI STUDENTI 
DELLE MEDIE PAGHETTA MEDIA MENSILE 
DI  29  EURO,  PIÙ  ALTRI    26    DAI   NONNI
La paghetta non si spende tutta in una volta. Il 45% degli studenti delle scuole medie preferisce invece accantonarne una parte per avere sempre a disposizione una riserva di soldi. È quanto emerge dall'indagine "Educazione finanziaria. Una nuova generazione di risparmiatori", promossa dall'associazione Junior achievement Italia e curata dall'universita' Cattolica di Milano. "Questa propensione al risparmio e' segno che c'e' capacita' di pianificare nel lungo periodo- spiega Emanuela Rinaldi, docente di sociologia e autrice dell'idagine-. Questi ragazzini sentono tanto parlare di crisi, di tagli, dell'esigenza di risparmiare. Ascoltano le storie dei loro cugini o familiari trentenni precari. Ne consegue una maggiore attenzione alla gestione e all'uso del denaro".
Un'attenzione e una propensione al risparmio che andrebbero pero' potenziate ed educate con programmi specifici all'interno della scuola.
La paghetta media mensile dei 13-14enni si aggira intorno ai 29 euro che vengono dati dai genitori. Cui i nonni ne aggiungono, mediamente, altri 26. Ma uno studente su cinque dichiara, invece, di non avere idea dell'ammontare della cifra ricevuta in un mese.
"Dato che suggerisce l'esistenza di una sorta di inconsapevolezza finanziaria in una quota consistente del gruppo", si legge nel testo della ricerca. Il 46,2% chiede soldi quando ne ha bisogno, mentre il 21% riceve una paghetta regolare, spesso integrata da ulteriori "rabbocchi" da parte dei genitori.
Smentito anche il mito che una paghetta piu' alta rende piu' felici i ragazzini. "Sanno benissimo che il denaro non compra l'amicizia. Che il ragazzino piu' ricco non e' necessariamente il piu' benvoluto -puntualizza Emanuela Rinaldi-. E questo, da un punto di vista educativo e valoriale e' molto importante".
La ricerca, che ha coinvolto 2.300 studenti di tutta italia, e' frutto del progetto "Io e l'economia", programma didattico di formazione economica rivolto agli studenti delle classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado. Un progetto promosso dall'associazione Junior achievement Itali e lanciato nell'anno scolastico 2002/2003 che ha raggiunto piu' di 80mila studenti.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
PEDIATRIA, SIPPS: CAUTELA NELL'USO DI FANS 
NEI   BAMBINI    "IN   AUMENTO LE REAZIONI 
AVVERSE  AD   ALCUNI   ANTI-INFIAMMATORI"
La Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), in linea con la direttiva del Working group pediatrico dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in una nota, "invita ad un uso piu' attento e consapevole dei farmaci anti-infiammatori non steroidei (Fans) nei bambini, in particolare ibuprofene e ketoprofene".
"Negli ultimi cinque anni infatti- spiegano i peidatri di Sipps- a fronte di un aumento esponenziale delle vendite di questi farmaci ad uso pediatrico, si e' assistito ad un considerevole aumento di reazioni avverse a tali principi attivi, che spesso sono venduti nelle stesse formulazioni destinate agli adulti. Tra le reazioni avverse segnalate spiccano fra tutte quelle a carico della cute, seguite da emorragie gastrointestinali e complicanze renali".
"Nei piu' piccoli- raccomanda Leo Venturelli, specialista in pediatria e componente direttivo Sipps- e' possibile ricorrere ai Fans solo nel caso in cui alla febbre si associ un importante malessere generale, somministrando solamente quelli ad elevato indice di sicurezza (paracetamolo o ibuprofene, ma non entrambi a distanza di poche ore uno dall'altro) e calcolandone le dosi in base al peso del bambino e non alla sua eta'. Per questo motivo e' indispensabile rafforzare adeguatamente l'attivita' di informazione per aiutare i genitori ad utilizzare in modo corretto questa classe di farmaci". I Fans sono una classe di molecole la cui attivita' farmacologica consiste nella riduzione dei sintomi di un'infiammazione locale o sistemica. L'uso razionale di questi farmaci prevede, nell'adulto, il trattamento della febbre, di stati infiammatori dolorosi e di malattie croniche, ma in ambito pediatrico l'Aifa raccomanda linee guida piu' restrittive all'utilizzo dei Fans: "la febbre elevata e il dolore, ma solo al bisogno e non continuativamente".
In caso di infezioni respiratorie pediatriche, fa sapere Sipps nella nota, "i Fans devono essere utilizzati solo per le manifestazioni dolorose di tali infezioni (per esempio l'otalgia o la faringodinia), in quanto non esistono studi che testimonino la loro efficacia nel ridurre anche gli altri tipi di sintomi".
In ogni caso la Sipps raccomanda di "valutare attentamente l'esistenza di fattori concomitanti che possano aumentare il profilo di tossicita' del farmaco, quali malattie epatiche e renali, cardiopatia cronica, diabete e malnutrizione".
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
MINISTERO:   SÌ   A   3   NUOVI LICEI MUSICALI   E   A  5 
COREUTICI MA LE SCUOLE NE AVEVANO CHIESTI 34 E 9
Il ministero dell'Istruzione si prepara ad autorizzare 3 nuovi licei musicali e 5 coreutici nell'ambito della prosecuzione dell'applicazione della riforma delle superiori. Attualmente i licei musicali concessi in Italia sono 37, mentre sono 5 i licei coreutici.
Tutti hanno avuto il pienone di iscrizioni. Molti ragazzi sono rimasti fuori a settembre.
Cosi' si procede con l'allargamento. In totale ne verranno concessi rispettivamente 40 e 10 secondo quanto ha comunicato il Miur ai sindacati. Quindi ci saranno ex novo altri 3 licei musicali e 5 licei coreutici. Questo pero' a fronte delle 34 richieste dei primi e 9 per i secondi, gia' pervenute al ministero dalle varie regioni.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011

martedì 1 febbraio 2011

ADOLESCENTI E DISAGIO: PSICOLOGI AL PRONTO 
SOCCORSO PRIMO ESEMPIO ALL'OSPEDALE 
BASSINI   DI   CINISELLO    BALSAMO   (MI)
Il pronto soccorso come luogo privilegiato dove intercettare il disagio psichico adolescenziale. Sulla base di questa idea nasce il "Servizio famiglie/adolescenti in ospedale", aperto al pronto soccorso dell'ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (Milano): il primo in Italia a offrire ai giovani dai 13 ai 23 anni, accanto a normali cure mediche, anche visite psicologiche. "Questo perche' spesso i giovani manifestano i disagi psichici partendo dal proprio corpo, attraverso atti di autolesionismo piu' o meno volontari", spiega Eugenia Pelanda, presidente di Area G, l'associazione di psicoterapeuti promotrice del progetto. Chi si presenta al pronto soccorso per abuso di alcol, ferite dovute ad autolesionismo, tentativi di suicidio, disturbi alimentari, somatizzazioni, puo' avere bisogno di aiuto psicologico, tanto quanto di intervento medico. Ma il piu' delle volte non trova del personale in grado di aiutarlo.
Al Bassini di Cinisello invece, dopo le cure mediche necessarie, al paziente (e ai suoi genitori) viene offerto un colloquio psicologico con un equipe formata da psicologo, psichiatra, educatore e assistente sociale. Se l'equipe valuta che un solo colloquio non e' sufficiente, viene stabilito un certo numero di incontri successivi, che possono durare al massimo per un anno. Il tutto in forma gratuita.
Nel 2010 sono stati oltre 5400 gli adolescenti che si sono rivolti al pronto soccorso dell'ospedale Bassini, il 11% degli accessi totali. "Una percentuale alta, comune a tutti gli ospedali- spiega Pelanda-. Il progetto e' stato avviato proprio a Cinisello perche' qui abbiamo trovato la disponibilita' della dottoressa Rosaria Landoni, dell'unita' di pediatria". Il servizio e' realizzato da Area G, in collaborazione con l'unita' di pediatria dell'ospedale Bassini, la Fondazione Cariplo e l'Asl di Milano, ed e' attivo ufficialmente da tre mesi, dopo una fase di sperimentazione iniziata nel 2004.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
MATERNE, TRA 20 ANNI PIÙ STRANIERI CHE ITALIANI LA
STIMA DI UN ISPETTORE MINISTERIALE A REGGIO EMILIA
Nel giro di 15 o 20 anni nelle scuole materne di Reggio Emilia il numero di studenti stranieri potrebbe sorpassare quello degli italiani. Questa la stima fatta dall'ispettore del ministero dell'Istruzione, Luciano Rondanini, durante la presentazione dell'annuario della scuola reggiana edizione 17, per l'anno scolastico 2010-2011, promosso dalla Provincia. L'ipotesi fatta dal funzionario si basa su una proiezione apparsa sulla stampa nazionale secondo cui il "sorpasso" potrebbe verificarsi a livello nazionale nel 2050.
Molto prima pero' a Reggio, dove gia' oggi gli alunni stranieri nelle scuole di infanzia statali sono il 26,7% del totale. Piu' in generale, come emerge dai numeri dell'annuario, il trend degli studenti non italiani risulta in crescita anche se in misura inferiore rispetto a quanto avvenuto negli scorsi anni. In particolare il totale degli alunni non italiani presenti nelle scuole di ogni ordine e' di 9746 unita', pari al 16,6% del totale, contro i 9389 stranieri dell'anno scolastico 2009-2010 che rappresentavano il 16,4% del totale. Una crescita quindi molto contenuta, se si considera che nel 2008 gli studenti stranieri erano circa 8 mila (15,5% del totale) e nel 2007 erano 7.958, pari al 14,6% del totale. Nel dettaglio dei singoli ordini di scuola, gli stranieri passano dal 18,2 al 18,6% nella scuola elementare, scendono dal 18,2 al 18,1% nelle scuole medie e salgono ancora dal 12,7 al 13% alle superiori. Capitolo a parte per gli alunni nomadi, che in totale frequentano le scuole reggiane in 289. Di questi la maggior parte va alle elementari (156) e alle medie (103). L'istantanea del mondo della scuola scattata dall'annuario registra poi una crescita complessiva della popolazione studentesca che tocca quota 81.658 unita', ovvero 1697 alunni in piu' rispetto all'anno scorso. Il 21,9% degli studenti reggiani, circa 17 mila, e' iscritto alle scuole non statali. Nelle scuole elementari si e' registrato un aumento di 440 alunni e 12 classi, invariato il trend di crescita alle medie, mentre alle superiori si contano 593 studenti in piu' e 17 classi in meno. Tra gli alunni delle superiori non statali si segnalano anche i 636 iscritti alle scuole serali. Gli studenti disabili, infine, sono una realta' significativa con percentuali che vanno dal 2,8% delle superiori, fino al 3% delle elementari e al 3,5% delle medie. Il 70% dei disabili risulta iscritto agli istituti professionali, ma gia' dall'anno scorso la tendenza e' in calo. I disabili aumentano infatti dal 9 al quasi 13% nei licei e dal 15 al 16% negli istituti tecnici. Per fare fronte alle complessita' di una realta' scolastica in costante espansione, la Provincia, segnala l'assessore provinciale all'Istruzione Ilenia Malavasi, ha previsto in bilancio sulla scuola 8,5 milioni di cui 6,7 sulla spesa corrente e 1,5 per le piccole manutenzioni. A questi si aggiungono quasi 16 milioni destinati all'edilizia scolastica. Malavasi esprime inoltre la necessita' "di rilanciare la formazione professionale facendone un tutt'uno con il sistema produttivo del territorio".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
RISCHI SUL WEB, L'ITALIA NON È UN'ISOLA 
FELICE     INDAGINE     EUKIDSONLINE
Se l'Italia risulta tra i paesi europei dove i minori che navigano in rete sono meno esposti a rischi e dove i danni derivanti da certi contenuti sono meno rilevanti, e' dovuto essenzialmente alla loro frequenza d'uso del web e al numero limitato di attivita' che li coinvolgono. Non si deve infatti fare credere che l'Italia sia un'isola felice. Come spiega Giovanna Mascheroni dell'Universita' Cattolica, e punto di contatto per l'Italia dell'indagine EUKidsOnline, "non ci si deve illudere che i nostri figli siano piu' al sicuro".
"I dati affermano che meno del 6% dei giovani italiani tra i 9 e i 16 anni ha provato fastidio o turbamento durante la navigazione sul web: ma cio' va letto alla luce del contesto generale. Vi e' infatti una fortissima relazione tra frequenza d'uso ed esposizione ai rischi". In Italia l'uso di internet e' sensibilmente tardivo rispetto a quello dei paesi del Nord, dove ci si tuffa nella rete a 7/8 anni, rispetto agli oltre 10 anni per i bimbi italiani. Inoltre, anche se la frequenza di utilizzo del web e' piu' o meno la stessa in Italia e in Europa, "da noi si usufruisce di un minor numero di attivita' online,e il web viene usato prevalentemente per scopi didattici legati all'attivita' scolastica".
Un utilizzo tardivo e meno differenziato del web si riflette anche su una minore alfabetizzazione informatica, soprattutto riguardante gli strumenti di difesa disponibili. "Molto spesso i nostri minori non sanno impostare i filtri dei loro profili sui social network, o come segnalare abusi, o bloccare utenti indesiderati", spiega la ricercatrice della Cattolica. Di riflesso, i minorenni italiani si sentono meno sicuri quando navigano rispetto alla media dei loro coetanei europei, e sentono di avere una conoscenza dell'uso di internet piu' limitata rispetto ai genitori.
Se i rischi a cui sono esposti i oggi i giovani italiani sono relativamente bassi, e' molto probabile che presto cessera' di essere cosi': come sottolinea Mascheroni, "in Italia sta crescendo molto di piu' rispetto alla media europea l'uso privato di internet , ovvero in camera propria: lo fa il 62% rispetto alla media del 49% nel gruppo dai 9 ai 16 anni. È un dato che ci serve per comprendere la forte discrepanza tra le esperienze dei ragazzi e la percezione dei genitori". Infatti dalla ricerca emerga che i genitori italiani sono tra quelli meno consapevoli degli incontri o visioni spiacevoli che i figli hanno avuto su internet: "l'uso di questo mezzo non e' un fatto condiviso tra le due generazioni" spiega la ricercatrice.
Questa suggerisce quindi uno spostamento del focus delle campagne di informazione e sensibilizzazione sull'internet sicuro dal contesto scolastico a quello domestico e del gruppo dei pari.
Inoltre le autorita' scolastiche dovrebbero definire un percorso di "media education" da inserire nei programmi didattici fin dalla tenera eta'. "Al momento soffriamo della mancanza di un approccio culturale solido rispetto ai rischi dei nuovi media", soprattutto quelli rappresentati dai social network. "In Italia si registra una percentuale maggiore rispetto alla media europea (35% contro 28%) di profili di minorenni che sono 'pubblici', ovvero visionabili da tutti".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
6 MILIONI ABBANDONANO LA SCUOLA,  INTERVIENE
L'UE ENTRO LA FINE DEL DECENNIO DISPERSIONE
VA RIDOTTA A MENO DEL 10%
Sono piu' di 6 milioni i giovani dell'Unione europea che abbandonano gli studi o la formazione dopo aver preso al massimo un diploma di istruzione secondaria inferiore. Si tratta di ragazzi che poi hanno grosse difficolta' a trovare un lavoro e sono piu' spesso disoccupati e dipendenti dall'assistenza sociale. La Commissione europea ha approvato oggi un'iniziativa con la quale si propone di aiutare gli Stati membri a raggiungere uno degli obiettivi della strategia "Europa 2020": ridurre entro la fine del decennio a meno del 10% il tasso di abbandono scolastico, che oggi e' del 14.4%.
"L'Europa non puo' permettersi di fare a meno del contributo che cosi' tanti giovani possono dare alle nostre societa' e alle nostre economie", spiega Jose' Manuel Barroso, presidente della Commissione europea. La nuova iniziativa della Commissione analizza la situazione dell'abbandono scolastico in Europa, le sue principali cause, i rischi che esso comporta per lo sviluppo dell'economia e della societa' e propone modi per affrontare piu' efficacemente il problema.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
DNA   ASSOLTO,  OBESITÀ  COLPA  DELLE 
ABITUDINI C'È UNA TENDENZA GENETICA
Se il piccolo di casa e' troppo 'rotondo', non si puo' tirare in ballo il Dna e una tendenza genetica al sovrappeso. La colpa piuttosto, sostengono i ricercatori dell'University of Michigan Cardiovascular Center (Usa), e' delle cattive abitudini, a tavola e non. La ricerca, pubblicata sull''American Heart Journal', e' frutto di uno studio condotto su 1.003 bambini. Ebbene, secondo l'indagine i piccoli obesi mangiano peggio dei coetanei magri, passano piu' ore incollati a tv e videogame e fanno meno sport. Insomma, i risultati mostrano che i piccoli extralarge piu' spesso dei coetanei mangiano il pranzo della scuola anziche' quello (piu' salutare) preparato a casa, e passano due ore al giorno tra piccolo schermo e videogame. Certo, "per i bambini estremamente in sovrappeso uno screening genetico puo' essere considerato - precisa Kim Eagle, descrivendo i risultati della ricerca - Per il resto, aumentare l'attivita' fisica, ridurre il tempo passato davanti a videogiochi e tv e migliorare il valore nutrizionale dei pasti a scuola" sono azioni che promettono di "invertire il trend di obesita' infantile". Negli Usa il problema e' tale che recentemente il presidente Barack Obama e' sceso in campo per offrire menu' scolastici piu' salutari a 31 milioni di bambini.
Nel frattempo il progetto del Michigan era gia' partito in 13 scuole, per 'imbrigliare' colesterolo e pressione dei piccoli e monitorare le loro abitudini. Secondo la ricerca, il problema sta anche nel fatto che pochi bambini con problemi di peso fanno attivita' fisica regolare, seguono lezioni di ginnastica a scuola o fanno parte di un team sportivo. Insomma, secondo i ricercatori lo stile di vita e' legato all'obesita' infantile piu' della genetica.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
A   FEBBRAIO   NELLE   FARMACIE   AL   VIA   LA 
SETTIMANA BI-ANCA CAMPAGNA EDUCAZIONALE
IDEATA   DA   BE-TOTAL   CON   FOFI   E   SIP 
"Mio figlio e' stanco e inappetente, perche'? Sto prendendo gli antibiotici e mi sento fiacco, cosa posso fare? Ho problemi di concentrazione, c'e' qualcosa che mi possa aiutare?". Rispondere a queste ed altre domande per fare conoscere e dare consigli pratici sulle vitamine del gruppo B e' l'obiettivo della prima campagna educazionale nazionale 'Settimana Bi-anca' che Be-Total ha ideato e sviluppato in collaborazione con la Federazione italiana dei farmacisti (Fofi e Fondazione Cannavo') e con la Societa' italiana di pediatria (Sip).
Materiali educazionali e questionari da compilare saranno a disposizione nelle farmacie coinvolte per testare quanto effettivamente si conoscono le vitamine B, la loro importanza e le modalita' di una corretta assunzione. I farmacisti offriranno consigli mirati, risponderanno a dubbi e domande, saranno veri e propri consulenti sulle vitamine B per l'intera durata della campagna. La prima 'Settimana Bi-anca' si svolgera' nel corso del prossimo mese di febbraio, in 500 farmacie di 11 citta' italiane: Bergamo, Caserta, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino, Varese, Verona. Saranno 7 diversi temi ad animare i 7 giorni della 'Settimana Bi-anca', dallo sport alle attivita' intellettuali passando per l'alimentazione, per scoprire quanto sono importanti le vitamine del gruppo B per garantire molteplici funzionalita' dell'organismo molto diverse tra loro, sia nei bambini che negli adulti: dall'efficienza intellettuale alla stimolazione dell'appetito, dalla formazione degli anticorpi alla capacita' di combattere la fatica fisica e mentale fino alla prevenzione delle malattie del feto.
"La Fofi aderisce a Settimana Bi-anca, iniziativa che ribadisce il ruolo fondamentale del farmacista quale consulente del paziente per la scelta del prodotto piu' adatto alle diverse esigenze- spiega la Federazione in una nota- Il farmacista mettendo a disposizione del cittadino la propria professionalita', instaura un rapporto di totale fiducia. Per questa ragione riteniamo importanti campagne educazionali e di informazione come Settimana Bi-anca al fine di rafforzare ulteriormente l'attivita' di consulenza di tutti i colleghi sul territorio". "La Sip ha aderito a questa campagna educazionale perche' ritiene che le vitamine del gruppo B siano particolarmente importanti in eta' pediatrica, per supportare il grande dispendio energetico quotidiano dei bambini- affermano i pediatri- Non potendo essere sintetizzate ne' accumulate dall'organismo devono essere assunte quotidianamente con un'alimentazione adeguata e, laddove questa non sia sufficiente, con integrazioni che sono certamente utili per colmare eventuali stati di carenze".
Le vitamine del gruppo B sono micronutrienti indispensabili per l'organismo umano che devono essere assunte quotidianamente.
Quando alimentazione, stili di vita o particolari contingenze come la convalescenza dopo una malattia rendono necessario ricorrere a un'integrazione.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
CONTRO IL DOPING STUDENTI INVIATI SPECIALI IN
PALESTRA 900 ALUNNI COINVOLTI IN TUTTA ITALIA
Un tabloid in ogni citta' realizzato dagli alunni coinvolti e una campagna di informazione e formazione sul tema del doping: e' "Sport pulito / Inviati sul campo", il progetto promosso dalla Uisp (Unione italiana sport per tutti) e sostenuto dal Ministero della Salute - Cvd (Commissione di vigilanza doping ), i cui risultati in ambito nazionale sono stati presentati presso l'Universita' degli studi di Roma "Foro Italico". 900 gli studenti di tutta Italia coinvolti e 19 gli istituti medi inferiori che hanno aderito: da Enna fino a la Spezia. Scopo: dire no alla cultura del doping attraverso una presa di coscienza collettiva ed un'educazione attiva e 'alla pari' che ha coinvolto anche genitori, insegnanti e allenatori. L'iniziativa, avviata a gennaio 2010, ha previsto infatti la realizzazione di un giornale di classe da parte degli studenti: affiancati da insegnanti ed educatori Uisp, si sono pian piano trasformati in veri e propri giornalisti scientifici. Il loro perigrinare nelle palestre, nelle farmacie, nelle societa' sportive e anche nelle erboristerie, intervistando atleti, allenatori, medici e farmacisti, ha permesso non solo ai ragazzi di essere protagonisti attivi nell'informazione sul doping, ma anche di ideare prodotti comunicativi consoni alla promozione del messaggio (video, canzoni, articoli, interviste, spot, vignette).
Il progetto ha infatti concentrato l'attenzione sull'uso e l'abuso di integratori e additivi farmacologici anche se non compresi tra le sostanze vietate, ovvero 'i presupposti culturali del doping'. La valutazione e l'efficacia dell'intervento sui ragazzi e' stata poi realizzata attraverso questionari all'inizio e alla fine del progetto: le domande hanno spaziano dagli stili di vita alla conoscenza delle sostanze e alla percezione di esse.
Il risultato finale e' una diminuzione del 10% di giovani che crede nell'utilita' degli integratori e un aumento del 16% di coloro che sanno di cosa stanno parlando quando parlano di integratori proteici e farmaci. "Sono contento di averci messo la faccia - ha fatto sapere in un comunicato Gianni Mura, giornalista sportivo che ha collaborato al progetto - e qualche piccolo consiglio. Consigli tecnici in gran parte: sulle lunghezze, sulla necessita' di spezzare il testo con tabelle e disegni, su come si esegue un'intervista".
"Il fatto che i ragazzi inviati sul campo, giornalisti e redattori, - ha poi aggiunto Caterina Pesce, coordinatrice della ricerca - svela il carattere fortemente interattivo della campagna, che non e' stata solamente informativa, ma anche e soprattutto educativo-promozionale, centrata sulle strategie di educazione tra pari, ovvero peer education, che connotano peraltro tutti i progetti di prevenzione Uisp".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
BAMBINI SENZA TONSILLE A RISCHIO OBESITÀ
I   RISULTATI  DI  UNO  STUDIO  AMERICANO
Senza tonsille? Rischio obesita'. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista 'Otolaryngology Head and Neck Surgery', che si basa sulla revisione di diverse ricerche precedenti in questo campo. In totale sono stati esaminati i dati di 795 pazienti da zero a 18 anni d'eta', alcuni dei quali oltre alla tonsillectomia avevano subito l'asportazione delle adenoidi. In uno degli studi all'operazione ha corrisposto un aumento di peso fino all'8,8 per cento. Altre ricerche hanno trovato che l'aumento di peso interessa una percentuale variabile tra il 46 e il 100 per cento dei pazienti, a seconda della definizione di obesita' e del campione scelto. "Ci sono diversi meccanismi per cui la tonsillectomia potrebbe favorire l'aumento di peso", ha spiegato Anita Jeyakumar, dell'Universita' di Saint Louis, "le tonsilliti frequenti possono portare a disfagia, che provoca difficolta' nel deglutire e quindi diminuisce le calorie introdotte. Inoltre dopo l'operazione i genitori potrebbero tendere a 'ricompensare' i figli con quantita' extra di cibo.
Lo studio suggerisce chiaramente che dopo l'estrazione delle tonsille occorre vigilare sulla dieta dei bambini per non esporli al rischio obesita'".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
ADOLESCENTI, MENO PAURE QUANDO SONO TRA 
DI  LORO  STUDIO   DELLA TEMPLE UNIVERSITY
Gli adolescenti non sono piu' bambini, ma non sono neanche adulti. È una fase della vita, quella dai 13 ai 17 anni, molto delicata. Un momento in cui ci si lascia trascinare, si e' vulnerabili e si e' anche inclini a comportamenti azzardati, soprattutto quando si e' in gruppo. A sostenere questa tesi, molto preoccupante per i genitori, e' uno studio della Temple University, pubblicato su 'Developmental Science'. Non e' facile per mamma e papa' proteggere i loro bambini, anzi il compito di genitore forse in questa eta' diventa particolarmente complicato.
È molto interessante questa ricerca perche' spiega come mai, fra i teenager, l'unione sia una specie di calamita' verso il pericolo. I ricercatori hanno misurato l'attivita' cerebrale degli adolescenti, da soli e con un gruppo di coetanei, mentre erano impegnati a prendere decisioni pericolose.
Finche' sono piccoli, si sta attenti ai loro bisogni primari, a che vivano e giochino in piena sicurezza, ma non c'e' un reale pericolo nel mondo esterno, perche' tanto sono al sicuro con noi.
Ma quando sono piu' grandi, le paure aumentano e in modo esponenziale anche i pericoli.
I teeanger sono piu' vulnerabili al fascino del rischio e ai possibili vantaggi di una scelta pericolosa, rispetto a quando sono da soli. I volontari sono stati sottoposti al test mentre giocavano con videogame che simulavano la guida. La presenza dei coetanei rendeva piu' facile l'azzardo in chi stava alla guida.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
TUMORI, AL VIA IL CONCORSO 'SE LA SEGNI, 
TI ACCENDI' PER I GIOVANI IL PREMIO PER IL
MIGLIOR  VIDEO  PER  LA  LOTTA  AL  FUMO
"Se la spegni, ti accendi". E' il concorso lanciato dalla sezione provinciale di Milano della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), volto a premiare la migliore produzione video che rielabori e racconti, in maniera creativa e utilizzando i new media, il tema della lotta al fumo. L'obiettivo del concorso, che chiama in causa le nuove generazioni di videomaker da tutta Italia, e' di coinvolgere attivamente i giovani stimolandoli a diventare in prima persona ambasciatori sul territorio del messaggio promosso dalla Lilt: "Prevenire e' vivere".
"Tra i comportamenti a rischio- spiega Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lilt- il fumo e', ancora oggi, uno tra i piu' diffusi, soprattutto tra le fasce piu' giovani della popolazione. Secondo recenti dati Istat (2009), la percentuale di fumatori e' in crescita e l'incremento maggiore si registra proprio tra i piu' giovani (15-34 anni)". Il concorso "Se la spegni ti accendi" ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Pubblicita' Progresso. "Pubblicita' Progresso da sempre sostiene con convinzione i progetti che coinvolgono attivamente i giovani attraverso la sperimentazione.
Perche' crede che proprio i giovani possano essere i veri autori del cambiamento sociale e che la comunicazione sociale possa essere uno strumento per raggiungere questo obiettivo- commenta Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicita' Progresso- Sensibilizzare i giovani sull'importanza di prendersi cura della propria salute e', oggi piu' che mai, un fronte sul quale le istituzioni, l'associazionismo e il mondo della comunicazione possono e devono fare la differenza, collaborando insieme. In quest'ottica, e' importante individuare strumenti moderni ed innovativi, che aprano un dialogo con le nuove generazioni, rendendole protagoniste di quella cultura della prevenzione che Gianni Ravasi e Lilt hanno sostenuto per anni e che oggi puo' essere attualizzata e trasmessa grazie a nuovi ambasciatori e linguaggi".
A giudicare le proposte dei giovani videomaker sara' una giuria composta da autorevoli esponenti del mondo della comunicazione e del giornalismo, oltre che da rappresentanti della comunita' scientifica e della Lilt. Il regolamento completo del concorso sara' consultabile sul sito della sezione milanese della Lilt (www.legatumori.mi.it). Sempre sul sito, verranno pubblicati i contributi video che supereranno la prima selezione.
La premiazione e' prevista nell'ultima parte dell'anno.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
INFLUENZA, SI' AI    FARMACI   GENERICI  PER I 
PICCOLI MA C'È UN CALO DELLE VACCINAZIONI
A fine gennaio sei bambini su 10 erano gia' a letto con l'influenza: e' quindi stato raggiunto il picco di contagi, secondo le stime della Federazione medici pediatri (Fimp). E mentre registrano un calo delle vaccinazioni, complice l'allarme dell'anno scorso sul rischio pandemico dell'influenza A, i pediatri ricordano che nella cura di questa malattia un'arma spesso sottovalutata ma molto utile alle famiglie e' costituita dai farmaci equivalenti (o generici). Medicinali che, come ricorda Giuseppe Mele, presidente della Fimp, "hanno lo stesso principio attivo nella medesima dose, la stessa forma farmaceutica, la stessa via di somministrazione e le stesse indicazioni terapeutiche del farmaco originale. In sintesi, forniscono le medesime garanzie di sicurezza, efficacia e qualita' dei farmaci originali. Eppure costano meno, per motivi indipendenti dalla qualita' del prodotto, legati alla commercializzazione e allo sviluppo. Un bel vantaggio per le famiglie, ma anche per il Servizio sanitario nazionale, che cosi' puo' destinare piu' risorse alla ricerca sui farmaci".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011

venerdì 28 gennaio 2011

LE    PAURE    DEI     FIGLI? COLPA   DEI   GENITORI
L'ARACNOFOBIA SI TRASMETTE COME UNA MALATTIA
Le paure dei figli? Sono quelle dei genitori. Parliamo principalmente di aracnofobia, paura degli insetti e dei serpenti, che affligge una considerevole percentuale di adulti e bambini. E' l'esito dall'esito di alcune ricerche compiute da studiosi americani della Rutgers University, l'Universita' statale del New Jersey con sede a Newark, e pubblicato dalla rivista bimensile Current Directions in Psychological Science.
I ricercatori hanno osservato le reazioni di bambini di sette mesi, messi di fronte ad immagini di animali pericolosi, prevalentemente serpenti e rettili di vario genere, affiancate a quelle di animali innocui. I bambini si sono mostrati totalmente indifferenti alle diverse tipologie di immagini e di animali.
Successivamente e' stata introdotta una voce con tono minaccioso ed i bambini, per affinita', hanno immediatamente focalizzato la loro attenzione sulle immagini degli animali pericolosi, pur non mostrando, in alcun caso, di averne paura. Al contrario nel momento in cui i neonati ascoltavano una voce docile e rassicurante la loro attenzione si concentrava sull'immagine dell'animale innocuo.
Secondo la coordinatrice della ricerca, la psicologa Vanessa Lo Bue, i bambini sono perfettamente in grado di riconoscere la potenziale minaccia del serpente e, tuttavia, cio' non provoca in loro il minimo timore; dal momento in cui ai piccoli viene insegnato che devono aver paura dei serpenti, dei rettili o quant'altro, essi apprendono molto rapidamente cos'e' la fobia per tali animali potenzialmente pericolosi ed imitano gli atteggiamenti di paura degli adulti.
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
DIPENDENZA DA INTERNET, AUMENTANO GIOVANI 
SEMPRE   ONLINE    AL   GEMELLI   DI  ROMA   IL
CENTRO   PER   LE    PSICOPATOLOGIE   DA   WEB
La dipendenza da internet e' un problema sempre piu' diffuso tra i cittadini italiani, soprattutto tra i piu' giovani. Le crisi di astinenza si manifestano attraverso gesti di aggressivita', depressione e dissociazione dalla societa'.
Non stupisce quindi che, da circa un anno, sia stato costituito, presso il Policlinico Gemelli di Roma, il Centro per le psicopatologie da Web, guidato dal dottor Federico Tonioni.
Dall'apertura sino ad oggi, sono stati curati piu' di 170 pazienti, i quali non riuscivano a staccarsi da videopoker online, social network, pornografia sul web, browser game. Ci sono stati anche casi di persone dipendenti da "servizi di spionaggio" della vita del proprio partner.
La maggior parte dei cittadini che si sono rivolti presso il centro di disintossicazione sono adolescenti dai 13 ai 20 anni e uomini a partire dai 30 anni in su. Da sottolineare che nessuna coppia si e' rivolta a tale centro.
Secondo gli psicologi capire quando si varca la soglia della dipendenza da web e' relativamente semplice: nel momento in cui, a causa dell'assidua presenza su Internet, non si riesce piu' a svolgere correttamente ed in maniera ottimale il proprio lavoro oppure i propri compiti, allora si manifesta la dipendenza.
Le conseguenze sono visibili anche quando gli "intossicati" non si trovano di fronte al pc; infatti i malati di Internet sembrano perennemente assorti nei propri pensieri, non partecipano attivamente alle discussioni oppure, nel caso degli studenti, alle lezioni scolastiche.
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
GENITORI ISTRUITI DA MEDICI PER L'ALIMENTAZIONE
FIGLI  ANORESSIA  NERVOSA, SI  CURA  IN  FAMIGLIA
- Una terapia familiare- in cui i genitori sono istruiti da medici su come controllare il comportamento alimentari dei figli - sembra essere molto piu' efficace di una psicoterapia nel favorire la completa remissione dei sintomi dell'anoressia nervosa nei giovani . A dimostrarlo e' una ricerca pubblicata sulla rivista Archives of General Psychiatry. L'anoressia nervosa, un disturbo che colpisce circa una ragazza adolescente su 200, ora sembra essere in aumento anche nella popolazione maschile . I giovani che ne soffrono si rifiutano di mantenere il peso corporeo al di sopra del minimo normale per la loro eta' e la statura in quanto convinti di essere grassi. In un caso su dieci, l'anoressia nervosa puo' portare al decesso. James Locke, docente di psichiatria alla Stanford University, assieme a un gruppo di ricerca dell'Universita' di Chicago ha messo a confronto l'efficacia di una terapia familiare con quella di una psicoterapia individuale su un campione di 121 ragazzi e ragazze di eta' compresa tra i 12 e i 18 anni con una diagnosi di proprio di anoressia nervosa. Nel primo caso, i genitori dei ragazzi erano istruiti dai medici su come assicurarsi che i figli si nutrissero abbastanza e non ricorressero a esercizi fisici estenuanti, mentre la psicoterapia individua aveva come obiettivo quello di risolvere i disturbi d'ansia e i problemi emozionali dei ragazzi, con un coinvolgimento limitato da parte delle famiglie. Analizzando la condizione dei giovani fino a un anno di distanza dal termine dalla terapia, Locke e i colleghi hanno verificato che il 49,3% dei pazienti sottoposti alla terapia familiare raggiungeva il 95% del proprio peso corporeo ritenuto normale mostrando una completa remissione dei sintomi, rispetto al 23,2% dei ragazzi sottoposti alla psicoterapia individuale. I due trattamenti, tuttavia, erano entrambi efficaci a garantire una parziale remissione dei sintomi del disturbo, caratterizzati dal raggiungimento dell'85% del peso normale. "Benche' entrambi i trattamenti sono d'aiuto in una percentuale di pazienti, questo studio suggerisce che, in generale, gli interventi basati sulla famiglia sono superiori", spiega James Locke. Addirittura efficaci piu' del doppio rispetto a una psicoterapia individuale, a patto che i genitori seguano i consigli di uno specialista esperto.
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
SEQUESTRATE 20.000 CONFEZIONI DI BEVANDA
'ANTI-SBORNIA' I RAGAZZI PENSAVANO AIUTASSE 
A    ELUDERE     CONTROLLI        ETILOMETRI
I Carabinieri del Nas di tutta Italia, nell'ambito di attivita' finalizzata alla ricerca di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute, di concerto con il ministero, hanno sequestrato circa 20.000 confezioni di una bevanda "anti sbornia" non conforme per l'utilizzo di nuovi ingredienti non notificati al Dicastero.
Il prodotto "anti sbornia" era presentato come disintossicante e digestivo istantaneo, con la presunta peculiarita' di eliminare gli effetti del "sabato sera" inducendo in errore i giovani che ritenevano, pertanto, di poter eludere i controlli degli etilometri. Questo anche se nei siti che pubblicizzano il prodotto si afferma che la sua consumazione non permette la guida in stato di ebbrezza.
Il drink conterrebbe acqua osmotizzata che faciliterebbe il processo digestivo e polvere a base di estratti di piante e frutti, da miscelare all'atto dell'assunzione. Le verifiche eseguite dai Nas hanno consentito di accertare che tale prodotto, venduto anche via internet, e' stato importato dalla Francia e dalla Svizzera da ditte operanti in Catanzaro e Torino.
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
SULL'IPHONE ECCO "I-SCUOLA", L'APPLICAZIONE-
-REGISTRO     AIUTA   AD    ORGANIZZARSI
PER    RENDERE   MEGLIO   TRA   I   BANCHI
iScuola e' un'ottima app iPhone dedicata agli studenti, i quali potranno trovare in questa applicazione mobile un valido aiuto per gestire al meglio le attivita' scolastiche e i voti ottenuti nel corso del tempo nelle interrogazioni e nei compiti in classe delle varie materie.
Grazie a questa interessante applicazione per iPhone infatti ogni studente potra' registrare valutazioni, visualizzare statistiche e medie dei voti, seguendo criteri personalizzabili a seconda delle esigenze personali. L'applicazione mobile per iPhone ha ricevuto recentemente un aggiornamento con delle novita'.
Le funzionalita' dell'app su iPhone sono davvero utili per chi segue un percorso scolastico di vario tipo, dal liceo all'universita'. Ogni studente ha la possibilita' di inserire nel database di questa applicazione portatile diverse materie, suddividendo poi i voti per prove orali, scritte e pratiche.
Queste ultime sono utili ad esempio nel caso si svolgano delle attivita' di laboratorio valutate.
In ogni materia possiamo specificare uno dei metodi di valutazione che preferiamo, per effettuare dei calcoli molto precisi in base alla situazione reale. Ogni volta che inseriremo nell'app mobile compatibile con iPhone, iPod Touch e iPad una nuova valutazione, la media dei voti si aggiornera' di conseguenza e saremo quindi in grado di vedere immediatamente le nuove medie, tutte le sufficienze e le insufficienze da recuperare.
Per quanto riguarda il miglioramento dei voti personali, la funzionalita' di previsione dei voti, presente in questa applicazione per i dispositivi tecnologici mobili di Apple, sicuramente una delle migliori applicazioni per iPhone di Apple del momento, ci permette di conoscere con precisione quali voti dobbiamo prendere nelle verifiche successive per raggiungere la sufficienza piena o un altro voto che servira' a migliorare la media generale. L'app costa 1,59 euro ed e' disponibile per il download su App Store. 
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
WOJTYLA BEATO, POLVERINI: DUE CAMPUS 
PER  I GIOVANI  "DA MARTEDÌ INIZIEREMO 
CONSULTAZIONI CON PROVINCE E COMUNI"
Proseguono i lavori della Cabina di regia sui grandi eventi istituita dalla Regione Lazio in vista della beatificazione di Papa Wojtyla, il primo maggio. E' quanto si legge in una nota della Regione Lazio.
Nella seduta di ieri, presieduta dalla presidente Renata Polverini, e' stata avviata la definizione di una serie di interventi per accogliere le migliaia di pellegrini che affluiranno a Roma, spiega il comunicato, non solo per agevolarne la permanenza ma per consentire loro di poter conoscere meglio il Lazio, investendo anche nelle altre province del territorio.
"Ci stiamo gia' attivando- spiega Polverini- affinche' la Regione allestisca due campus per ospitare i giovani che verranno da tutto il mondo per assistere all'evento. Da martedi' prossimo, 1 febbraio, inizieremo le consultazioni con le Province, i Comuni e le associazioni per condividere tutti insieme questo grande avvenimento religioso. Inoltre, stiamo predisponendo un piano di rilancio dei percorsi religiosi relativi alla via Francigena".
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
MEMORIA,   STUDENTI   AL    QUIRINALE   CON 
NAPOLITANO E GELMINI INTERVIENE UNA BIMBA
ROM:   DELLE   NOSTRE   VITTIME   PERSI  I  NOMI
Studenti protagonisti del Giorno della memoria al Quirinale. È a loro che tocchera' il compito di trasmettere il ricordo della Shoah e a loro il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aperto la sala dei Corazzieri del Quirinale nel giorno in cui si riflette sull'orrore dello sterminio ebraico. Non solo istituzioni, dunque, la celebrazione di oggi al Quirinale ha dato la possibilita' di intervenire anche alle nuove generazioni di cui fa parte Hava Alimanovic, studentessa rom dell'istituto professionale Europa di Roma che ha ricordato lo sterminio "spesso dimenticato", della sua gente.
"Intere famiglie rom e sinti- ha spiegato- non sono tornate indietro, ma di quei nomi non c'e' memoria". Le sue parole e quelle dei 'big' sono state tradotte in simultanea, nel linguaggio dei segni, da uno studente dell'istituto per sordi di Roma Magarotto.
Insieme al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, il capo dello Stato ha premiato i ragazzi che hanno partecipato al concorso nazionale 'I giovani ricordano la Shoah', giunto alla sua nona edizione. "Siamo tutti spiritualmente ebrei", ha detto il ministro citando le parole usate da Pio XI per condannare le leggi razziali del 1938. Gelmini, rivolgendosi ai ragazzi e agli insegnanti, ha ribadito l'importanza di ricordare nelle scuole "l'abominio delle leggi razziali e quell'antisemitismo che risorge in forme sempre nuove, ma che banalmente e' sempre lo stesso".
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
UNIVERSITÀ: MENO MATRICOLE, I MIGLIORI SCELGONO
PRIVATE  XI   RAPPORTO  SUL   SISTEMA   ACCADEMICO
Calano gli immatricolati e gli studenti migliori, quelli che hanno preso piu' di 90 alla maturita', vanno soprattutto negli atenei privati dopo il diploma. E' quanto emerge dall'XI Rapporto sullo stato del Sistema universitario presentato a Roma dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario.
Dopo il picco del 2002/2003 (74,5%) la percentuale di maturi che decide di proseguire gli studi ha subito una progressiva diminuzione: sono scesi al 66% nel 2008/2009 e al 65,7% nel 2009/2010. Nel dettaglio, diminuisce la percentuale di diciannovenni che si iscrivono all'universita': nel 2003/2006 erano il 56% oggi sono il 47,7%. Dove c'e' occupazione i ragazzi preferiscono lavorare, spiega il Rapporto. Oggi gli immatricolati totali sono a quota 293mila, nel 2003/2004 erano 338mila. E i piu' bravi scelgono gli atenei privati. Alla Luiss il 68,1% delle matricole ha preso piu' di 90 alla maturita'. Seguono la Bocconi (58%), il Campus Biomedico (52,6%), il San Raffaele (52,5%).
Gli abbandoni fra il primo e il secondo anno cala al 16,7% (erano il 17,5). Ogni 10 iscritti, pero', 4 sono fuori corso.
"Diminuisce la regolarita'", spiega il Rapporto. Le facolta' dove gli studenti sono piu' regolari sono quelle a numero chiuso. Corsi di studio attivi sono 5 mila 493, gli insegnamento 159mila.
"Ma- spiega Luigi Biggeri, presidente Cnvsu- i corsi sono diminuiti in assenza di una reale e appropriata programmazione capace di tenere conto del reale fabbisogno informativo e di ricerca. Non si tiene conto dell'efficacia dei corsi ma delle risorse disponibili". 
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011