venerdì 11 marzo 2011

SEDENTARI E BEVONO TROPPO, GIOVANI A 
RISCHIO RAPPORTO OSSERVASALUTE 2010
L'Italia e' un paese 'ancora in salute', ma 'e' grassa, vecchia e pigra'. Colpa dei 'cattivi comportamenti' e degli stili di vita sbagliati. È quanto emerge dall'ottava edizione del Rapporto Osservasalute (2010), presentato a Roma all'Universita' Cattolica. Secondo il rapporto mettono a rischio la salute, o comunque ne compromettono la qualita', i cattivi comportamenti (in fatto di alimentazione, sedentarieta' e consumo di alcol in eccesso soprattutto tra i giovani). Queste abitudini sbagliate, oltretutto, sembrano divenute 'normali' (e accettate per tali). 'Difficolta'' anche sulla salute delle donne. Secondo il rapporto, infatti 'ha smesso di crescere l'aspettativa di vita' delle donne: 'negli ultimi 5 anni e' aumentata di appena tre mesi (da 84 anni nel 2006 a 84,1 anni nel 2009, 84,3 nel 2010), mentre per gli uomini e' aumentata di sette mesi nello stesso arco di tempo (da 78,4 anni nel 2006 a 78,9 anni nel 2009, 79,1 nel 2010)'.
Comportamenti a rischio tra le donne, ma anche tra gli uomini, sono legati al consumo di alcol: 'sono infatti aumentate le donne adulte (19-64 anni) con consumi di alcol a rischio (si ritengono a rischio le donne che eccedono il consumo di 20 grammi di alcol al giorno, 1-2 Unita' Alcoliche), la prevalenza e' passata dall'1,6% nel 2006 al 4,9% nel 2008'. 'Ma i problemi di salute degli italiani non dipendono solo dalla loro cattiva volonta' che li porta a essere sedentari e poco inclini a corretti stili di vita- ha spiegato il professor Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene della Facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' Cattolica di Roma- bensi' anche dal deteriorarsi, soprattutto nelle regioni in difficolta' sul piano economico (soprattutto al Sud), di interventi adeguati per mancanza di investimenti nella prevenzione. A cio' si aggiunge il problema della chiusura degli ospedali'.
'In dieci anni di federalismo sanitario, con la sanita' ormai trasferita interamente alle regioni, il problema e' che quelle deboli corrono il rischio di essere travolte, la sanita' rischia cioe' di essere l'elemento dirompente della Regione in toto', ha aggiunto Ricciardi.
Il Rapporto e' frutto del lavoro di 203 esperti di sanita' pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici e economisti distribuiti su tutto il territorio italiano.
Tre regioni da sole (Lazio, Campania e Sicilia) hanno generato il 69% dei disavanzi accumulati dal Servizio sanitario nazionale nel periodo 2001-2009. In termini pro capite, 'disavanzi molto significativi si sono generati anche in Molise, Valle d'Aosta, Abruzzo e Sardegna. Solo nel Centro-Nord le regioni (tranne appunto Valle d'Aosta, nonche' Piemonte, PA di Trento, Liguria e, nel 2009, Veneto) da alcuni anni chiudono i conti in sostanziale equilibrio'.
CRESCE ANCHE LA FECONDITÀ - Il tasso di fecondita' totale (Tft) si attesta, nel 2008, su un valore inferiore al livello di sostituzione (ossia quello, circa 2,1 figli per donna, che garantirebbe il ricambio generazionale) che e' pari a 1,4 figli per donna in eta' feconda. Tale ripresa e' imputabile sia alla crescita (specie nel Centro-Nord) dei livelli di fecondita' delle over 30 anni che all'apporto delle donne straniere. Studi dimostrano che l'aumento del Tft registrato tra il 2001 e il 2006 e' dovuto, in pari misura, alla crescita della fecondita' delle donne con cittadinanza italiana e a quella delle cittadine straniere. Nel 2008 i valori del Tft piu' elevati si registrano nelle Province Autonome del Trentino-Alto Adige e alla Valle d'Aosta, dove tale indicatore raggiunge il valore di circa 1,6 figli per donna. Le regioni dove si registra un Tft particolarmente basso (ossia inferiore a 1,2 figli per donna in eta' feconda) sono Sardegna e Molise.
QUALCHE SPORTIVO IN PIÙ MA CONTINUA A VINCERE LA PIGRIZIA - Rispetto al Rapporto Osservasalute 2009 si registra un leggero incremento della quota di persone che svolgono solo qualche attivita' fisica e una conseguente riduzione nella quota di sedentari. Nel 2008 il 21,6% della popolazione di 3 anni e oltre pratica uno o piu' sport con continuita', poco piu' di un italiano su cinque (era il 20,6% nel precedente Rapporto) mentre il 9,7% lo pratica in modo saltuario. Le persone che dichiarano di svolgere qualche attivita' fisica (come fare passeggiate per almeno 2 chilometri, nuotare o andare in bicicletta), sono il 27,7%. La quota di sedentari e' pari al 40,2%. Come negli anni precedenti si vede che nelle regioni meridionali si fa meno sport in maniera continuativa - in Sicilia lo pratica solo il 13,8%, in Campania il 15,1% e in Puglia il 15,8% - rispetto alle regioni settentrionali (Trentino-Alto Adige 33,5%) e centrali (Lazio 23,2%). Verosimilmente, l'analisi territoriale mostra come la sedentarieta' aumenti man mano che si scende da Nord verso Sud, in particolare in Campania (53,9%), Calabria (54,6%) e Sicilia (61,8%) dove oltre la meta' delle persone dichiara di non praticare nessuno sport.
LA DIETA MEDITERRANEA, UNA TRADIZIONE DA RICONQUISTARE - Aumentano di pochissimo i consumi di frutta e verdura degli italiani, nel 2008 solo il 5,7% delle persone (poco piu' di cinque su 100) mangia le cinque porzioni raccomandate al di', con un +0,1% rispetto al 2007. Si noti che per il 2008, nelle regioni dove e' piu' diffusa l'abitudine di pranzare fuori casa (a mensa e al ristorante, sono soprattutto le regioni del Nord e il Lazio) si registra una percentuale piu' elevata di persone che dichiarano di mangiare 5 e piu' porzioni al giorno di ortaggi, verdura e frutta. L'evoluzione dei consumi alimentari ha messo in evidenza il ruolo della mensa come luogo di consumo dei pasti in relazione all'assunzione giornaliera di verdura, ortaggi e frutta. Le tendenze degli italiani a tavola non sono proprio virtuose, pur con qualche marginale segno di miglioramento: negli anni 2001-2009, i consumi degli italiani risultano molto lontani da una dieta equilibrata, che richiederebbe soprattutto l'incremento del consumo di vegetali e la riduzione del consumo delle fonti di grassi, di zuccheri semplici e delle bevande alcoliche. Si riscontra la diminuzione nei consumi di alcune fonti di grassi (salumi e formaggi), ma anche del consumo di latte e patate. Troppo esiguo inoltre il consumo di cereali (pane, pasta e riso), visto che una dieta equilibrata prevede che i carboidrati ammontino a circa l'84% del fabbisogno medio giornaliero. Inoltre si osserva un aumento delle persone che consumano dolci in quantita' moderata, mentre risulta fortemente crescente il consumo di snack salati. Si osserva anche l'aumento del consumo di bevande gassate.
CONSUMO DI ALCOL - I giovani si imitano anche nelle cattive abitudini, infatti dal Rapporto emerge che le ragazze si stanno accostando alle abitudini meno salutari dei ragazzi loro coetanei: si osserva per le giovani di 18-24 anni la crescita del consumo di alcolici fuori pasto e alcolici diversi da birra e vino e di alimenti proteici. Quanto all'alcol, i non consumatori risultano pari al 29,4% della popolazione (dati 2008), dato rimasto stabile rispetto al 2007 in tutte le regioni ad eccezione di Molise e Campania dove si registra un incremento statisticamente significativo dei non consumatori (Molise +4,5 punti percentuali; Campania +2,9 punti percentuali). La prevalenza di consumatori a rischio raggiunge, nel 2008, il 25,4% per gli uomini e il 7,0% per le donne. Non si evidenziano differenze statisticamente significative rispetto al 2007 tra gli uomini, mentre si registra una riduzione complessiva, a livello nazionale, di 0,8 punti percentuali tra le donne e a livello regionale in Piemonte (-3,2 punti percentuali) e nelle Marche (-3,8 punti percentuali). La prevalenza di consumatori a rischio 11-18enni raggiunge, nel 2008, il 18,0% per il genere maschile e l'11,4% per quello femminile e a livello regionale non si registrano differenze statisticamente significative rispetto al 2007. Il dato piu' elevato, rispetto alla media nazionale, si registra, per entrambi i generi, nella Provincia Autonoma di Bolzano (M = 33,2%; F = 33,2%).
Notiziario Minori, 11 marzo 2011
RAVENNA, ECCO LA PRIMA AULA ECO PENSATA DAI 
BAMBINI 2,4 MLN INVESTITI, IL PAESE SI CHIAMA CLASSE...
E' "bio", cioe' costruita coi metodi ecologici e pure innovativa nella didattica, visto che sara' la prima ad avere aule con gli alunni disposti a cerchio, come bambini e insegnanti hanno voluto e progettato. La scuola di nuova generazione e' a Classe, nel ravennate, e sara' inaugurata sabato prossimo dal sindaco della citta' bizantina, Fabrizio Matteucci. Il Comune, infatti, ha speso 2,4 milioni di euro per rinnovare la vecchia struttura e oggi il nuovo polo dispone di 14 spazi, di cui 10 aule per la didattica e quattro laboratori destinati alle elementari e tre sezioni per la materna che potra' ospitare fino a 84 bambini. La struttura portante e' tutta in legno, l'impiantistica a basso consumo energetico e fornita di pannelli fotovoltaici per l'energia. Altro elemento all'avanguardia e' il fatto che gli arredi e la loro disposizione sono frutto della progettazione elaborata proprio dai bambini e dalle loro insegnanti.
Notiziario Minori, 11 marzo 2011
RADIOTERAPIA, UNA FIABA INVECE 
DELL'ANESTESIA I BAMBINI SI TRANQUILLIZZANO
E   COLLABORANO CON I TECNICI
Leggere una fiaba puo' evitare l'anestesia ai bambini che si sottopongono a radioterapia. Soprattutto se e' scritta apposta per questo tipo di situazione. L'idea e' venuta a Gabriele Carabelli e Sarah Frasca, tecnici di radioterapia pediatrica all'Istituto nazionale dei tumori di Milano, che quotidianamente affrontano le difficolta' di interagire con bambini malati. Cosi' e' nato il libro "Il gatto che aveva perso la coda" scritto da Emanuela Nava per Carthusia, e realizzato grazie alla fondazione Magica Cleme.
"La radioterapia e' di per se' indolore, ma richiede collaborazione da parte dei pazienti -spiega Carabelli- Chi arriva a questo trattamento, in genere e' gia' passato attraverso molti altri interventi. È spaventato e dolorante". Cosi', soprattutto con i piu' piccoli, a volte e' necessario fare l'anestesia "che peggiora ulteriormente la qualita' di vita del bambino e dei genitori" aggiunge il tecnico. La fiaba e' un modo per creare un terreno comune per la comunicazione fra i medici, il paziente e la sua famiglia. Il gatto protagonista della storia parte per un viaggio nello spazio alla ricerca della coda smarrita: nelle illustrazioni, l'astronave e' uguale al macchinario usato per la radioterapia, mentre il gatto indossa un casco, che riproduce la maschera che i bambini indossano durante la cura. Una settimana prima dell'inizio della terapia il libro viene consegnato gratuitamente ai genitori dall'Istituto dei tumori (grazie al finanziamento della fondazione Magica Cleme). "Quando il bambino arriva qui, noi e loro possiamo fare riferimento alla fiaba per spiegargli la situazione, e lui riconosce intorno a se' gli elementi che ha visto nel libro" spiega Carabelli. In questo modo si tranquillizza e collabora con i tecnici, che non sono costretti a ricorrere a farmaci anestetizzanti. La versione per l'ospedale ha all'interno un pieghevole per spiegare ai genitori la storia e l'uso del libro. Da gennaio sono stati consegnati circa 20 volumi: "Sembra che funzioni, ma stiamo raccogliendo dati e valutazioni sulle reazioni dei nostri pazienti, per poter valutare scientificamente l'efficacia di questo strumento terapeutico" conclude Carabelli.
Notiziario Minori, 11 marzo 2011
AUTISMO E SCUOLA, "NON CI SONO INVESTIMENTI"
"ALIENI NEL CORTILE", CONVEGNO IN CORSO A CREMA
"Se al mondo non ci fossero teste con autismo, i progressi informatici degli ultimi anni non sarebbero stati possibili. Nella Silicon valley, per esempio, lavorano molte persone con sindrome di Asperger. Abbiamo bisogno di tutti i tipi di mente". Secondo Enza Crivelli, responsabile per l'autismo dell'ambulatorio riabilitativo "Il tubero" dell'Anffas di Crema, e' uno dei motivi per cui e' necessario favorire la partecipazione a scuola dei bambini e dei ragazzi affetti da autismo. "In Italia sono circa 16 su mille e spesso hanno capacita' intellettive superiori alla norma. In classe pero' si trovano in difficolta', perche' il tipo di comunicazione tradizionale della scuola, in prevalenza verbale, non e' adatto a loro" continua Enza Crivelli. Il tema e' approfondito a Crema, nel corso del convegno "Alieni nel cortile. L'etica dell'inclusione scolastica e sociale per l'autismo e la sindrome di Asperger", organizzato da Anffas - Crema e dalla casa editrice Uovonero.
Chi dovrebbe favorire in primis questa inclusione e' l'insegnante, adattando la lezione anche a chi a problemi di comunicazione, potenziando per esempio l'aspetto visivo.
Accorgimenti che non vanno a scapito degli altri alunni, e che i docenti dovrebbero imparare attraverso appositi corsi di formazione. "Il problema e' che non si fanno investimenti. Anche solo per venire a questo convegno, molti insegnanti hanno problemi, perche' dovrebbero prendere le ferie" aggiunge Enza Crivelli. Che si occupa anche di spiegare ai bambini nelle classi che cos'e' l'autismo e come si possono aiutare i compagni che hanno questo problema a partecipare ai giochi. Fra gli strumenti di queste lezioni, c'e' il libro "Riccio Lino e le gommolose", che spiega come anche l'amico "spinoso" possa avere delle risorse utili al gruppo. Il volume e' edito da Uovonero, una casa editrice specializzata in libri sull'autismo, che la stessa Enza Crivelli ha contribuito a fondare. Da domani in libreria saranno disponibili due nuovi titoli. Per i bambini, "Giacomino e la pianta di fagioli", una fiaba tradizionale, che affianca al testo e alle classiche illustrazioni i simboli Pcs (Picture communication symbols), usati in ambito terapeutico per chi ha problemi con la lettura. A insegnanti, genitori, e altri professionisti del settore e' rivolto invece "Le percezioni sensoriali nell'autismo", di Olga Bogdashina, che analizza come le percezioni sensoriali degli autistici, diverse rispetto alle nostre, siano alla base di molti dei loro comportamenti che noi giudichiamo incomprensibili.
Notiziario Minori, 11 marzo 2011

martedì 8 marzo 2011

ADOLESCENTI, IN GRUPPO PIÙ VULNERABILI E 
'PERICOLOSI' STUDIO DELLA TEMPLE UNIVERSITY
Gli adolescenti non sono piu' bambini, ma non sono neanche adulti. È una fase della vita, quella dai 13 ai 17 anni, molto delicata. Un momento in cui ci si lascia trascinare, si e' vulnerabili e si e' anche inclini a comportamenti azzardati, soprattutto quando si e' in gruppo. A sostenere questa tesi, molto preoccupante per i genitori, e' uno studio della Temple University, pubblicato su 'Developmental Science'. Non e' facile per mamma e papa' proteggere i loro bambini, anzi il compito di genitore forse in questa eta' diventa particolarmente complicato.
La ricerca spiega come mai, fra i teenager, l'unione sia una specie di calamita' verso il pericolo. I ricercatori hanno misurato l'attivita' cerebrale degli adolescenti, da soli e con un gruppo di coetanei, mentre erano impegnati a prendere decisioni pericolose. Finche' sono piccoli, si sta attenti ai loro bisogni primari, a che vivano e giochino in piena sicurezza, ma non c'e' un reale pericolo nel mondo esterno, perche' tanto sono al sicuro con noi. Ma quando sono piu' grandi, le paure aumentano e in modo esponenziale anche i pericoli.
I teeanger sono piu' vulnerabili al fascino del rischio e ai possibili vantaggi di una scelta pericolosa, rispetto a quando sono da soli. I volontari sono stati sottoposti al test mentre giocavano con videogame che simulavano la guida. La presenza dei coetanei rendeva piu' facile l'azzardo in chi stava alla guida.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
SORDITÀ INFANTILE, COLPISCE 0,7 PER MILLE
NUOVI NATI CUDA (SIO): "SERVE SCREENING 
NEONATALE DI MASSA COME IN USA E UE"
La sordita' infantile profonda incide per lo 0.5-0.7 per mille nuovi nati. Accanto a queste vi sono poi altrettante forme di minore gravita'. Perche' e' importante diagnosticare precocemente queste sordita' gravi? "Perche' in assenza di un tempestivo trattamento il linguaggio non si sviluppa come dovrebbe (non sento e pertanto non imparo a parlare)- spiega Domenico Cuda, direttore dell' U.O. di Otorinolaringoiatria presso l'ospedale "G. da Saliceto" di Piacenza ed esponente della Societa' italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico - facciale (Sio)- Se non si esegue alcun trattamento si arriva fatalmente al vecchio sordomutismo. Se si interviene tardivamente si hanno in ogni caso compromissioni piu' o meno severe del linguaggio e della comunicazione. Ecco l'urgenza del problema".
Cosa e' possibile fare oggi? "Fortunatamente- continua Cuda- e' possibile sottoporre a screening tutti i nuovi nati con procedure automatiche molto veloci, economiche e non invasive. Il metodo piu' utilizzato e' quello delle cosiddette emissioni otoacustiche. In pratica, l'orecchio sano risponde ad alcuni stimoli esterni emettendo lievissimi segnali (detti anche "echi" cocleari). Apparecchiature automatiche captano tali segnali e forniscono 'disco verde' all'operatore. In caso contrario danno 'disco rosso'". Ma cosa si fa poi con i bambini "disco rosso"?.
"Va precisato che essi non sono necessariamente sordi- avverte Cuda- in quanto il test dello screening e' molto sensibile ma potrebbero verificarsi casi di falsi positivi. E' pertanto necessario che su di essi vengano eseguiti test piu' accurati detti anche test diagnostici. Questi bambini vengono, quindi, inviati ad una struttura audiologica (in genere aggregata a reparti Orl dei principali ospedali) dove verranno eseguiti i potenziali evocati uditivi (Abr od altri). In alcuni di essi il risultato dei potenziali sara' normale e pertanto il bambino sara' dimesso dal programma di osservazione. In altri, invece, la sordita' sara' confermata. Tutto questo percorso dovra' completarsi nei primi mesi di vita (auspicabilmente entro il terzo)- consiglia l'esperto- A questo punto inizia la fase del trattamento che comprende la protesizzazione acustica e la presa in carico da parte di una logopedista. Se dopo alcuni mesi di trattamento riabilitativo i risultati non sono soddisfacenti il caso viene valutato per eventuale impianto cocleare (od orecchio bionico)".
"L'esperienza del passato- avverte Cuda- insegna che in assenza di programmi di screening neonatale della sordita', lasciata al solo sospetto da parte dei genitori o degli insegnanti, l'eta' di prima diagnosi e' decisamente tardiva (di norma compresa fra uno e due anni di vita) con sequele oggi considerate inaccettabili. Da tutto cio' si desume la capitale importanza dello screening neonatale universale della sordita'".
A questo punto veniamo alle note dolenti. "Mentre in quasi tutti i Paesi europei piu' avanzati, negli Stati Uniti ed in quelli dell'ex blocco sovietico- prosegue l'otorinolaringoiatra- sono stati adottati programmi di massa per lo screening neonatale della sordita' a livello nazionale, nel nostro paese essi sono stati inclusi nei Lea (livelli essenziali di assistenza) solo di recente (il decreto tra le altre non e' ancora stato emanato). Le realta' regionali al contrario sono molto variegate. Infatti, da tempo esistono programmi di screening nelle regioni Liguria, Umbria, Veneto, Lombardia e Campania. La Regione Emilia Romagna sta per emanare un decreto che lo rende obbligatorio in tutti i punti nascita regionali. A livello locale, infine, esistono molti singoli ospedali che praticano lo screening neonatale praticamente in quasi tutte le regioni sebbene esso non possa considerarsi in questi casi universale mancando il pieno coinvolgimento di tutti i punti nascita di un territorio (cliniche pediatriche, piccoli ospedali secondari etc.) e sebbene vada riconosciuto che in questi casi lo screening e' stato attuato su base volontaria da singoli reparti Orl presso i punti nascita locali. Risultare chiaro- sottolinea Cuda- come istituire un programma di questo genere e' cosa molto piu' complessa di quanto non sembra a prima vista. Infatti si deve prima organizzare e rendere obbligatorio lo screening in tutti i punti nascita di una regione prevedendo meccanismi di controllo che ne garantiscano la copertura di almeno il 95% dei nuovi nati nonche' un database centralizzato. Inoltre, bisogna formare il personale dei nidi di questi centri e dotarli delle apparecchiature necessarie (di solito di basso costo)".
Secondo l'esponente Sio, infine, "Bisogna poi strutturare i percorsi per l'invio automatico dei casi sospetti ad un centro di secondo livello per la conferma diagnostica. Devono esistere automatismi per la presa in carico riabilitativa precoce di questi casi. Infine, bisogna definire i criteri per inviare i casi meritori di impianto cocleare a centri di terzo livello.
Pertanto- conclude- non c'e' alcun bisogno di un megacentro di riferimento, ma un lavoro ben diverso che punti alla strutturazione di una rete capillare che sia capace di intercettare, in maniera efficiente e localmente, tutti i nati con questo problema. A quel punto poi si potranno strutturare i centri di secondo livello ed infine di terzo (magari anche uno unico). Diversamente si procedera' come al solito con il passo del gambero o con la solita' mentalita' top-down, costosa e criticabile".
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
DNA ASSOLTO, L'OBESITÀ COLPA DELLE ABITUDINI
RICERCA AMERICANA: NON C'È UNA TENDENZA GENETICA 
Se il piccolo di casa e' troppo 'rotondo', non si puo' tirare in ballo il Dna e una tendenza genetica al sovrappeso. La colpa piuttosto, sostengono i ricercatori dell'University of Michigan Cardiovascular Center (Usa), e' delle cattive abitudini, a tavola e non. La ricerca, pubblicata sull''American Heart Journal', e' frutto di uno studio condotto su 1.003 bambini. Ebbene, secondo l'indagine i piccoli obesi mangiano peggio dei coetanei magri, passano piu' ore incollati a tv e videogame e fanno meno sport. Insomma, i risultati mostrano che i piccoli extralarge piu' spesso dei coetanei mangiano il pranzo della scuola anziche' quello (piu' salutare) preparato a casa, e passano due ore al giorno tra piccolo schermo e videogame. Certo, "per i bambini estremamente in sovrappeso uno screening genetico puo' essere considerato - precisa Kim Eagle, descrivendo i risultati della ricerca - Per il resto, aumentare l'attivita' fisica, ridurre il tempo passato davanti a videogiochi e tv e migliorare il valore nutrizionale dei pasti a scuola" sono azioni che promettono di "invertire il trend di obesita' infantile". Negli Usa il problema e' tale che recentemente il presidente Barack Obama e' sceso in campo per offrire menu' scolastici piu' salutari a 31 milioni di bambini.
Nel frattempo il progetto del Michigan era gia' partito in 13 scuole, per 'imbrigliare' colesterolo e pressione dei piccoli e monitorare le loro abitudini. Secondo la ricerca, il problema sta anche nel fatto che pochi bambini con problemi di peso fanno attivita' fisica regolare, seguono lezioni di ginnastica a scuola o fanno parte di un team sportivo. Insomma, secondo i ricercatori lo stile di vita e' legato all'obesita' infantile piu' della genetica.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
DIPENDENZA DA VIDEOGAME, L'OLANDA
CHIEDE INFORMAZIONI GLI STUDIOSI:
"NECESSARIO UN APPROCCIO DUALE"
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato che alcuni individui hanno problemi a controllarsi quando giocano con video giochi online e che un'eccessiva quantita' di tempo trascorsa a giocare con i video game online puo' provocare effetti dirompenti sul profitto scolastico, sul lavoro e sui contatti sociali della vita reale. Sembra dunque che i giochi online, soprattutto quelli di ruolo, possano provocare dipendenza. Recentemente, sulla schermata iniziale di alcuni video giochi sono apparsi messaggi che invitano i giocatori a giocare con moderazione. Date queste premesse, un gruppo di studiosi olandesi ha approfondito la responsabilita' sociale delle industrie produttrici di questi video giochi, dopo aver anche osservato che la dipendenza da questo tipo di giochi e' molto simile a quella dal gioco d'azzardo, soprattutto dalle slot machine. Gli autori dello studio hanno infatti osservato che le industrie produttrici si limitano a inviare messaggi agli utenti, ma non forniscono servizi di rinvio o di assistenza ai clienti a proposito della dipendenza da video giochi. Se i video games sono gli unici giochi per i quali sono necessari dei messaggi di avviso, si chiedono i ricercatori, perche' le aziende si limitano a intervenire sui rischi di dipendenza solo in questo modo senza assumersi una piu' ampia responsabilita' sociale? Secondo gli autori dello studio, sarebbe necessario un approccio duale. In primo luogo, i consumatori dovrebbero essere informati a proposito dei potenziali rischi di sviluppare dipendenza dai video giochi. Secondariamente, gli editori dovrebbero implementare adeguati servizi di sostegno. Se le compagnie dovessero continuare a rifiutarsi di assumersi la responsabilita' sociale, conclude lo studio, potrebbe rendersi necessario il coinvolgimento dei governi.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
NON SAI DOVE FARE SPORT? ECCO DOVEGIOCARE.IT

Per gli amanti dello sport da praticare e' nato DoveGiocare.it, un portale ideato da tre giovani laureati in collaborazione con alcune importanti societa' del mondo dello sport. Avvalendosi delle potenzialita' del web, tutti online possono trovare la struttura e la disciplina sportiva che piu' interessa e vicina alla zona in cui si vuole praticare sport, la ricercare tornei e fare booking online. Il sito offre, infatti, la possibilita' di ricercare e trovare la quasi totalita' degli impianti e corsi sportivi italiani, sia delle discipline piu' conosciute che di quelle meno note. Gli ideatori rimarcano comunque che DoveGiocare.it e' un luogo di aggregazione e incontro tra le amministrazioni pubbliche, i gestori e gli sportivi.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
BAMBINI SENZA TONSILLE A RICHIO OBESITÀ
I RISULTATI DI UNO STUDIO AMERICANO
Senza tonsille? Rischio obesita'. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista 'Otolaryngology Head and Neck Surgery', che si basa sulla revisione di diverse ricerche precedenti in questo campo. In totale sono stati esaminati i dati di 795 pazienti da zero a 18 anni d'eta', alcuni dei quali oltre alla tonsillectomia avevano subito l'asportazione delle adenoidi. In uno degli studi all'operazione ha corrisposto un aumento di peso fino all'8,8 per cento. Altre ricerche hanno trovato che l'aumento di peso interessa una percentuale variabile tra il 46 e il 100 per cento dei pazienti, a seconda della definizione di obesita' e del campione scelto. "Ci sono diversi meccanismi per cui la tonsillectomia potrebbe favorire l'aumento di peso", ha spiegato Anita Jeyakumar, dell'Universita' di Saint Louis, "le tonsilliti frequenti possono portare a disfagia, che provoca difficolta' nel deglutire e quindi diminuisce le calorie introdotte. Inoltre dopo l'operazione i genitori potrebbero tendere a 'ricompensare' i figli con quantita' extra di cibo.
Lo studio suggerisce chiaramente che dopo l'estrazione delle tonsille occorre vigilare sulla dieta dei bambini per non esporli al rischio obesita'.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
UNICEF: EMERGENZE, SERVONO SUBITO 1,4 MLD
DI DOLLARI APPELLO A 32 PAESI: "DONNE 
E BAMBINI INTRAPPOLATI NELLE CRISI"
Un Rapporto sull'azione umanitaria per i bambini (Humanitarian action for children Report 2011): questo il documento presentato dall'Unicef per chiedere 1,4 miliardi di dollari ai suoi donatori per assistere bambini e donne intrappolati nelle crisi. L'appello di quest'anno e' "incentrato su 32 paesi- come spiega l'Unicef- e sottolinea la crescente importanza di rafforzare la resilienza delle comunita'".
Hilde Johnson, vicedirettore generale dell'Unicef, spiega che "investire nei bambini e rafforzare la resilienza dei paesi e delle comunita' che vivono ai margini, non solo riduce la loro strada per il recupero, ma contribuisce anche ad aumentare la capacita' di gestione dei rischi, mettendo in atto misure di prevenzione prima che la crisi dirompa, mitigandone i danni in quest'ultimo caso".
Ogni crisi umanitaria "ha conseguenze disastrose per i bambini- prosegue l'associazione- tra le quali il reclutamento nelle forze armate, la violenza sessuale e la perdita di servizi di base come acqua, sanita' e istruzione. La portata senza precedenti dei disastri di Haiti e del Pakistan ha suscitato una risposta straordinaria a livello mondiale da parte di tutte le organizzazioni umanitarie e partner. Ma ha anche sottolineato la necessita' di potenziare attivita' di prevenzione, all'interno di quelle comunita' che sono piu' spesso colpite da crisi, per poter ridurre la portata dei rischi".
Per questo, "far acquisire alle comunita' vulnerabili le competenze necessarie per affrontare e superare i rischi e' una componente sempre piu' importante dell'azione umanitaria. Nel 2010, ad esempio, l'Unicef ha riesaminato i principali capisaldi della sua azione di intervento umanitario, ponendo al centro i diritti di bambini e donne in crisi. I principali cambiamenti negli interventi dell'Unicef prevedono una maggiore enfasi sulla prevenzione, rafforzando il legame tra azione umanitaria e politiche di sviluppo, e sottolineando l'importanza della riduzione del rischio catastrofi".
Il rapporto presenta crisi che "richiedono un supporto eccezionale. Mostra i luoghi in cui sono indispensabili provvedimenti urgenti per salvare vite, per proteggere i bambini contro le peggiori forme di violenza e abusi e per garantire l'accesso ai servizi di base, come acqua e igiene, salute, nutrizione e istruzione".
Johnson conclude ricordando che "dopo un anno di devastanti calamita' naturali e tragedie umane, non e' mai stato piu' opportuno rafforzare la resilienza dei singoli e delle comunita' che si trovano ripetutamente in pericolo". I 32 paesi a cui si riferisce questo appello sono stati selezionati "sulla base della gravita' della crisi, della gravita' del suo impatto sui bambini e sulle donne, della natura cronica o prolungata della crisi e del loro potenziale per produrre risultati duraturi salva-vita".
Notiziario Minori, 8 marzo 2011

sabato 5 marzo 2011

SMOG, A ROMA PATOLOGIE ANCHE NEI BAMBINI
LEGAMBIENTE: SI POSSONO EVITARE 1.278 MORTI L'ANNO
"I nuovi autorevoli dati sullo smog sono agghiaccianti, il fronte dei medici e degli epidemiologi evidenzia un quadro di morti sempre piu' grave, che richiede da parte del Comune risposte concrete e immediate. Ormai da molti anni si evidenzia che sono a rischio diretto gli adulti, ma gia' nei bambini si dimostrano patologie che nel tempo potranno arrecare danni seri". Lo dice in una nota Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.
"Questo nuovo studio utilizza un approccio innovativo, evidenziando i numeri di coloro che potrebbero essere salvati da morte per smog riducendo l'esposizione alle polveri sottili, con l'intento di stimolare politiche serie in questa direzione- spiega Parlati- A Roma e' chiaro a tutti che l'inquinamento e' direttamente correlato al traffico veicolare, come affermava gia' molti anni fa uno studio dell'Apat, per almeno il 70% del totale delle polveri PM10, fino ad arrivare al 100% per le poveri ultra sottili".
"E nonostante sia tutto cosi' chiaro e noto agli amministratori, le politiche stentano, fanno pochi passi in avanti e molto lenti e spesso fanno anche passi indietro: il numero delle automobili si espande a dismisura, senza controllo, invadendo qualsiasi spazio, le strisce blu sono diminuite, i pullman scorrazzano ovunque, le domeniche a piedi e le targhe alterne sono scomparse- conclude Parlati- E' molto grave, bisogna invertire la rotta immediatamente e puntare sul trasporto collettivo, con un modello nuovo che tuteli la salute, la vivibilita', la socialita'".
Cosi' Legambiente, continua la nota, commenta i dati del progetto Aphekom, presentati a Parigi e coordinato dall'istituto francese per la sorveglianza della salute pubblica (InVS), dopo tre anni di lavoro sull'inquinamento atmosferico e il suo impatto sulla salute, condotto da 60 ricercatori in 25 citta' in tutta Europa, tra le quali Roma per l'Italia, grazie al lavoro del noto Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio. In particolare, nello studio viene evidenziato che a Roma il 23% dei residenti vive a meno di 75 mentri da una strada ad alto traffico e che possano essere attribuiti al forte inquinamento nell'area di residenza l'11% dei casi di aggravamento di asma nei bambini, il 18% di problemi acuti negli anziani affetti da bronco pneumopatia cronico ostruttiva, e il 23% di problemi acuti negli anziani malati di malattie coronariche.
Peraltro, conclude la nota, se a Roma la concentrazione media annuale di polveri sottili PM2.5 si riducesse a 10 microgrammi per metro cubo (il livello raccomandato dalla organizzazione mondiale della sanita') sarebbero evitate 1278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
RITORNO AL LICEO, DOVE S'È FATTA L'ITALIA DIBATTITI,
MOSTRE, VIDEO, CON PROFESSORI E STUDENTI
Una maratona di iniziative, dalle 16 fino a tarda sera, per celebrare i 150 anni dell'Unita' d'Italia. Il liceo Tasso di Roma il prossimo 17 marzo aprira' le porte alla cittadinanza, oltre che a studenti e professori, per onorare la ricorrenza con dibattiti, mostre, proiezioni video che andranno avanti per diverse ore con il contributo di esperti, storici, scrittori, linguisti. Grazie a una idea della casa editrice Laterza, il famoso ginnasio romano svolgera' le celebrazioni dei 150 anni dell'Italia unita in contemporanea con altre nove scuole italiane: i licei Flacco di Bari, Galvani di Bologna, Michelangiolo di Firenze, Cassini di Genova, Carducci di Milano, Umberto I di Napoli, Cannizzaro di Palermo, Avogadro di Torino e Pigafetta di Vicenza.
La scuola e' il luogo dove si e' fatta l'Italia e dove si sono fatti gli italiani, spiegano dalla Laterza, di qui la scelta di usarla come palco per mettere in scena le celebrazioni del 150esimo compleanno del Paese. Idea che i docenti hanno raccolto con entusiasmo elaborando, insieme a studenti e genitori, idee e proposte. A Roma l'appuntamento il prossimo 17 marzo e' alle 16.
Si comincia con un intervento del giurista Stefano Rodota'. Poi ci saranno incontri con lo storico Lucio Villari e il linguista Tullio De Mauro. Ma anche con i giovani scrittori Paolo Di Paolo, Igiaba Scego, Chiara Valerio. Si parlera' di come e' la scuola veramente, non solo di unita' del paese. Professori e studenti potranno aprire il loro mondo spesso rappresentato solo attraverso luoghi comuni. In serata i giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, insieme a Fiorella Mannoia parleranno di musica italiana attraverso immagini e suoni.
"Nei giorni in cui la scuola e' sotto attacco vogliamo ribadirne la sua importanza", hanno specificato la preside del Tasso, Maria Letizia Terrinoni, e la docente di Storia, Marina Nezi. La scuola "e' un pezzo di societa', ma cio' non e' sempre evidente", ha aggiunto Giuseppe Laterza. Alla presentazone delle iniziative hanno partecipato anche Stefano Rodota', Lucio Villari e Tullio De Mauro che hanno sottolineato fra l'altro lo scarso interesse che la celebrazione ha riscosso fra i politici: "Sono stupito dall'indifferenza che le forze politiche, fatta eccezione per il capo dello Stato, hanno riservato alle celebrazioni dell'Unita' d'Italia", ha commentato Villari.
"Per i 100 anni dall'Unita' si comincio' a lavorarci su 4-5 anni prima- ha aggiunto De Mauro- stavolta i toni sono decisamente minori". Anche per Rodota' l'occasione e' andata "perduta. Lo spettacolo offerto dalla politica sulle celebrazioni poteva esserci risparmiato". Dovra' pensarci la scuola a invertire la rotta, ancora una volta. E al Tasso, per l'occasione, hanno deciso che fin dalle prime ore del mattino, il 17 marzo, sara' srotolata da una finestra del liceo una lunga bandiera intrecciata opera dell'artista Alfredo Pirri realizzata appositamente per la scuola romana. La bandiera sara' lunga 15 metri. Mentre il 12 marzo la scuola ospitera' una banda di bersaglieri nel proprio atrio. Anche nelle altre citta' illustri ospiti dialogheranno con il mondo della scuola. A Torino ci sara' Gustavo Zagrebelsky che parlera' di Costituzione, a Milano interverra' la storica Eva Cantarella, a Palermo dialoghera' con i ragazzi lo scrittore e giornalista Gaetano Savatteri, a Bari ci sara' lo storico Luciano Canfora, mentre il suo 'collega' Giovanni Sabatucci sara' ospite a Firenze.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
IN ITALIA 100 MILA BAMBINI AFFETTI DA IPOACUSIA
PER I PIU' PICCOLI CONSEGUENZE GRAVI
Sono circa 100 mila in Italia i bambini fra gli 0 e i 14 anni affetti da ipoacusia. La riduzione dell'udito, un problema fisiologico per adulti e anziani, puo' avere per i piu' piccoli conseguenze gravi: "Compromette l'apprendimento del linguaggio e le capacita' relazionali. La diagnosi precoce e' fondamentale perche' la sordita' non diventi causa di una vera disabilita'" spiega Tiziana Rossetto, presidente della Federazione logopedisti italiani (Fli), associazione che ha deciso di dedicare a questo problema la Giornata europea della logopedia, il 6 marzo.
Per i bambini colpiti da sordita' congenita (il 80% degli ipoacusici), "la diagnosi dovrebbe avvenire entro i primi 3 mesi di vita ed entro 6 mesi occorre intervenite, a seconda della gravita' della patologia, con protesi acustiche, operazioni chirurgiche o interventi educativi" spiega Oskar Schindler, professore in Audiologia e Foniatria. Oltre alle cure mediche, e' poi necessario che il bambino sia seguito dal logopedista, che programma un percorso educativo e riabilitativo ad hoc, coinvolgendo anche la famiglia. È importante anche curare i casi di sordita' media, "che troppo spesso vengono sottovalutati, ma che possono aggravarsi, se trascurati" aggiunge Tiziana Rossetti.
In occasione della Giornata europea della logopedia, la Fli mette a disposizione sul sito www.fli.it diversi opuscoli informativi, e dal 7 al 11 marzo, dalle 10 alle 12, sara' possibile parlare direttamente con un logopedista telefonando allo 049-8647936.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
MENO 19 MILA PROF, PRIMARIA E SUPERIORI
PIÙ PENALIZZATE LE REGIONI PIÙ COLPITE: 
SICILIA, LOMBARDIA, CAMPANIA E LAZIO
Meno 19.700 prof: a tanto ammontera' il taglio sull'organico docente per il prossimo anno scolastico, come previsto dalla Finanziaria del 2008. Quella di quest'anno e' la terza e ultima tranche di decurtazioni del personale che colpira', in particolare, quattro regioni: Sicilia, Campania, Lombardia e Lazio. Gli ordini di scuola piu' toccati saranno la primaria e le superiori, dove prosegue la messa a regime delle riforme della Gelmini, fra maestro unico, nuovi licei e istituti tecnico professionali. La ripartizione regionale potra' essere ancora sottoposta a ritocchi, le tabelle non sono definitive, ma le variazioni saranno minime.
Secondo le cifre consegnate ieri ai sindacati in attesa del definitivo decreto sugli organici, dei 19.700 tagli 2.534 colpiranno la Sicilia, seguono Lombardia (2.415), Campania (2.234) e Lazio (1.989). Tagli pesanti toccheranno anche la Puglia (-1.878 prof), il Veneto (-1.398), il Piemonte (-1.179).
La scuola dell'infanzia, fra tagli e incrementi, perdera' 141 insegnanti. Ci sono regioni che guadagnano posti (come la Lombardia o il Piemonte) e altre che li perdono. È il caso della Campania, che avra' un taglio di 151 cattedre. In generale il piu' colpito sulla scuola dell'infanzia e' il Sud: la Puglia perde 87 posti, la Sicilia 81.
Quanto alla scuola primaria, il taglio totale e' altissimo: perde 9.252 posti (-4,46% sull'organico attuale) di cui 1.424 in Lombardia, 969 in Sicilia, 964 in Campania, 930 nel Lazio. Alle ex medie i posti tagliati saranno 1.323 in tutta Italia. Alle superiori saranno 8.984 le cattedre in meno.
Cresce, invece, il sostegno. Secondo fonti sindacali il ministero potrebbe chiedere 30mila assunzioni per compensare i tagli e gli oltre 27mila pensionamenti. Lunedi' prossimo ci sara' un nuovo incontro al ministero con le tabelle definitive. Restano in ballo i contenziosi fra Regioni e scuola sui percorsi triennali professionalizzanti. La' dove si faranno nelle scuole perche' le Regioni non si sono attivate servira' piu' organico.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
"YOUNICEF", FLASH MOB DEDICATO AI BIMBI 
DEL NORD AFRICA IN 25 CITTÀ L'INIZIATIVA 
DEI GIOVANI VOLONTARI DELL'UNICEF
"Mentre sto parlando, 22.000 bambini muoiono nel mondo. 22.000. Come ogni giorno. Sono gli esclusi, i dimenticati, gli ultimissimi tra gli ultimi. Poverta' e discriminazione possono essere sconfitte. Ciascuno di noi puo' fare qualcosa per fermarle. Basta un po' del proprio tempo. Dobbiamo fare di piu', dobbiamo essere di piu'. Dobbiamo tutti insieme 'Essere Unicef'. Unisciti a noi. Diventa volontario. Visita il sito www.unicef.it. Perche' bambini piu' uguali e' giusto e possibile". Questo l'appello di Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia (disponibile su Youtube e come spot radiofonico) per lanciare la campagna di reclutamento dei volontari per il 2011. In occasione del lancio della campagna, Younicef, il movimento dei giovani volontari dell'Unicef Italia "fara' sentire la propria voce in un modo nuovo e sensibilizzare l'opinione pubblica intorno ai temi dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza attraverso un flash mob; dopo l'anteprima di Sanremo (durante i giorni del Festival della canzone), domani, sabato 5 marzo, alle 18, migliaia di ragazzi di Younicef 'invaderanno pacificamente' piazze e strade di 25 citta' (tra cui Roma, Milano, Palermo, Firenze e Sassari) di tutta Italia".Attraverso il flash mob di domani, chiude Spadafora, "i ragazzi di Younicef saranno idealmente vicini ai loro coetanei del Nord Africa, in particolare della Libia, in questo momento drammatico per il loro Paese".
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
TELEFONO AZZURRO, 9.400 HANNO CHIESTO
AIUTO IN 3 ANNI CAMPAGNA "ALZIAMO LE MANI
PER FERMARE LA VIOLENZA SUI BAMBINI".
Negli ultimi tre anni sono stati piu' di 9.400 i bambini che hanno chiesto aiuto a Telefono azzurro: uno su tre e' stato vittima di violenza.
Complessivamente, tra il 1° gennaio 2008 e il 28 febbraio 2011, sono stati 3.591 i bambini che hanno denunciato di aver subito un abuso fisico, psicologico, sessuale, violenza domestica e trascuratezza. Per combattere questa situazione, l'associazione lancia la campagna "Alziamo le mani per fermare la violenza sui bambini" che verra' diffusa dal 6 al 27 marzo.
Solo nel 2010 gli operatori della linea d'ascolto 1.96.96 di Telefono Azzurro hanno ricevuto oltre 800 chiamate al giorno.
Oltre alle violenze e ai maltrattamenti in famiglia, che rappresentano l'aspetto piu' drammatico delle denunce raccolte dagli operatori di Telefono Azzurro, crescono anche i problemi con i genitori e i coetanei, gli episodi di bullismo, ma anche la solitudine dei piu' piccoli Per quanto riguarda i rapporti con i genitori, nel 2010 il 37,7% degli utenti ha denunciato la situazione di conflittualita' o il disagio legato alla separazione di mamma e papa' (nel 2000 era il 27%). Mentre la percentuale di chi denuncia episodi di bullismo e' raddoppiata, passando dall'8% del 2000 al 15,2% del 2010. Il dato parziale del 2011 (al 28 febbraio) e' gia' del 13,4%. E nei piu' piccoli cresce anche il bisogno di parlare con qualcuno, che passa dal 5,3% del 2000 al 37,5% del 2010. "Alziamo le mani per fermare la violenza sui bambini" e' la campagna lanciata da Telefono Azzurro che verra' diffusa tra il 6 marzo e il 27 marzo 2011 sui giornali e sulle principali reti televisive nazionali e locali. Alla campagna e' associato il numero 45504, attraverso il quale e' possibile effettuare una donazione di 2 euro inviando un SMS o chiamando da rete fissa.
Inoltre, i risultati di questa raccolta fondi permetteranno inoltre a Telefono Azzurro di potenziare la consulenza via chat, raggiungibile attraverso il sito www.azzurro.it , estendendo al web, canale di accesso quotidiano e immediato per la maggior parte dei ragazzi, le possibilita' di contatto e di risposta immediata alle loro richieste di aiuto.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
LIBIA,  UN   MILIONE   DI   BAMBINI  A RISCHIO SAVE 
THE CHILDREN: "SETTECENTOMILA SOLO A TRIPOLI"
"Piu' di un milione di bambini nell'ovest della Libia e' in grave pericolo a seguito degli scontri fra le forze governative e gli oppositori, per il controllo di citta' chiave, compresa la capitale Tripoli". Lo denuncia Save the Children.
L'ong ha raccolto le testimonianze di famiglie e bambini a Tripoli e in citta' vicine, che descrivono la loro paura di morire, di essere feriti e arrestati poiche' le forze di sicurezza libiche continuano a reprimere le proteste degli oppositori. Si stima che piu' di 1 milione di bambini vivano in quest'area teatro degli scontri. "Il pericolo posto ai bambini in Libia dalle violenze politiche e dalle loro conseguenze, come la mancanza di beni di prima necessita' e cibo, e' enorme", dice Gareth Owen, direttore delle emergenze di Save the Children.
"La situazione nel paese potrebbe velocemente andare fuori controllo e tradursi in un disastro per centinaia di migliaia di bambini che potrebbero essere obbligati a lasciare le loro case, o peggio, rimanere coinvolti nelle violenze e negli scontri". Un ragazzino di 13 anni di Tripoli intevistato da Save the Children descrive cosi' il clima di paura in citta': "Sono terrorizzato, mi sento insicuro e ho paura di rimanere orfano. Ho saputo che i padri di alcuni miei amici sono stati presi e sono spariti".
Notiziario Minori, 5 marzo 2011

martedì 1 marzo 2011

PROPOSTA DI LEGGE PER INSEGNARE L'INNO MAMELI IN
CLASSE PRIMA FIRMATARIA È PAOLA FRASSINETTI DEL PDL
Il Pdl ha presentato una proposta di legge (prima firmataria la deputata Paola Frassinetti, gia' relatirce della riforma dell'Universita' alla Camera) per rendere obbligatorio lo studio dell'inno di Mameli a scuola. Il provvedimento e' stato depositato il 24 febbraio scorso e prevede, nel suo unico articolo, che, a partire dal prossimo anno scolastico, "nelle scuole del primo ciclo di istruzione" (ex elementari e medie), nell'ambito della nuova disciplina 'Cittadinanza e Costituzione', si insegnino "l'inno nazionale e i suoi fondamenti storici e ideali, attraverso il supporto degli strumenti didattici necessari".
L'inno di Mameli, si legge nell'introduzione alla proposta di legge, che sara' vagliata dopodomani in commissione Cultura alla Camera, "rappresenta una delle manifestazioni artistiche musicali piu' alte dello spirito patriottico di unita' nazionale ed e' l'opera che ha spronato, unito e sostenuto i nostri Padri a fare l'Italia". Il problema, sottolineano i firmatari della legge, e' che e' "poco conosciuto" anche per "la mancanza di un'idonea opera di insegnamento e diffusione" che dovrebbe partire dalla scuola.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
ANTIBIOTICI, I PEDIATRI: "L'USO SIA PIÙ CORRETTO" I 
CINQUE CONSIGLI DEGLI ESPERTI E RIVOLTI AI GENITORI
La Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), nell'ambito della campagna per il corretto uso degli antibiotici promossa dal ministero della Salute, insieme all'Istituto Superiore di Sanita' (ISS) e all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), invita ad un uso piu' consapevole degli antibiotici nei bambini, attraverso alcuni semplici consigli rivolti ai genitori.
"L'uso indiscriminato di antibiotici conduce allo sviluppo del fenomeno dell'antibioticoresistenza- spiega Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps- vale a dire che, ogni qualvolta viene utilizzato un farmaco antibiotico, puo' accadere che si selezionino dei batteri resistenti al farmaco stesso. Cio' provoca, molto spesso, una probabile ricaduta dell'infezione nel bambino, questa volta piu' difficile da trattare, perche' i batteri sono diventati resistenti all'attacco dell'antibiotico".
L'Italia, secondo una recente indagine ministeriale, e' tra i Paesi dell'Unione Europea a piu' alto consumo di antibiotici e a piu' alto tasso di antibioticoresistenza. L'uso eccessivo di antibiotici, come indicato dalla campagna promossa dalle piu' importanti istituzioni sanitarie, provoca numerosi danni alla salute dei cittadini e comporta un ingente spreco di denaro pubblico.
Per tutelare le prime fasce d'eta', la Sipps esprime alcuni consigli utili per un giusto impiego degli antibiotici.
"Innanzitutto, prima di somministrare qualsiasi farmaco- spiegano gli esperti- bisogna sempre rivolgersi al pediatra, l'unico in grado di porre una precisa diagnosi della patologia presentata dal bambino. Inoltre, gli antibiotici non vanno utilizzati in caso di raffreddore o influenza, ma solo se il bambino presenta infezioni di origine batterica". In particolare, come sottolinea Susanna Esposito, segretaria Sipps, "nelle infezioni virali, quali l'influenza di cui si parla tanto in questo periodo, gli antibiotici non sono utili e possono soltanto favorire il rischio di comparsa di infezioni causate da batteri resistenti all'antibiotico somministrato. Per aiutare il bambino a sentirsi meglio, e' invece opportuno utilizzare farmaci che alleviano i sintomi e lasciare che la malattia faccia il suo corso". Il terzo consiglio della Sipps va a sfatare la convinzione di molti genitori, secondo cui la presenza di muco giallo o verde nelle secrezioni nasali significherebbe la presenza di un'infezione batterica: "anche in questo caso- aggiungono i pediatri- l'antibiotico non va somministrato".
Infine, una volta iniziata la terapia antibiotica, "e' importante somministrare tutte le dosi giornaliere- raccomandano gli esperti- per il periodo di tempo indicato dal pediatra e una volta terminata la terapia, bisogna gettare gli antibiotici scaduti o che sono gia' stati aperti e utilizzati per un'infezione precedente".
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
MALATTIE RARE, IL 75% INTERESSANO I 
BAMBINI : OLTRE 50% E' DI NATURA NEUROLOGICA
Hanno spesso nomi complessi, quasi impronunciabili come corea di Huntington, eredoatassie, dissinergie cerebellari, sclerosi primaria, etca') e si contraddistinguono per essere patologie rare o "orfane" perche' spesso non riconosciute a livello di esenzione e, nella maggior parte dei casi, di difficile diagnosi e senza terapia specifica, anche se in molti casi si stanno aprendo sempre nuove possibilita'. Sono le malattie rare e al mondo si calcola che siano dalle 6.000 alle 8.000 ed il 75% interessano i bambini. In Italia ci sono piu' di 1 milione e mezzo di persone affette da una malattia rara.
L'edizione 2011 della Giornata mondiale dedicata alle malattie rare e' stata incentrata sulle disuguaglianze sanitarie che purtroppo incontrano i pazienti, sia all'interno del proprio Paese sia nel confronto tra Paesi diversi, a causa della rarita' delle loro malattie. "Rari ma uguali" e' lo slogan del 2011, per sostenere un equo accesso da parte dei malati rari all'assistenza sanitaria e ai servizi socio-sanitari, come dichiara l'articolo 35 della Carta europea dei diritti fondamentali: "Chiunque ha il diritto di accedere alla prevenzione e il diritto a beneficiare dei trattamenti medici".
"Il 50% delle malattie rare, inserite nel catalogo mondiale, comporta una compromissione neurologica e, quindi, il medico neurologo ricopre un ruolo chiave nella diagnosi e nel trattamento di patologie del genere". E' quanto ha dichiarato Antonio Federico, presidente della Societa' italiana di neurologia (Sin) in occasione della IV edizione della Giornata mondiale delle malattie rare.
"Diagnosticare una malattia rara non e' affatto facile- ha aggiunto Federico- e in Italia, spesso, la giusta diagnosi arriva con un ritardo di circa 3-6 anni per le forme infantili e di 5-10 anni per le forme adulte, ma cio' che davvero colpisce e' che su un numero di 749 patologie rare, 401 risultino essere di tipo neurologico e 348 di altra natura".
"Le malattie rare- il presidente Sin- sono in realta' un'incredibile opportunita' per la ricerca clinica e di base per comprendere le normali funzioni dei sistemi cellulari, rappresentando, inoltre, un vero e proprio modello di studio per le malattie piu' comuni. Tutti gli operatori sanitari, soprattutto noi neurologi, dovremmo aggiornarci costantemente sulle malattie rare, sui meccanismi biologici che sottostanno alla base di tali malattie, sulle modalita' di diagnosi e di terapie". La Sin, consapevole del peso assistenziale di tale gruppo di patologie, ha programmato di dedicare ampio spazio alla formazione dei futuri neurologi per facilitare la diagnosi e l'assistenza in tale campo. Ha aperto una finestra presso il proprio sito www.neuro.it dedicato alle malattie neurologiche rare ed alla informazione per pazienti e medici. Inoltre, e' in avanzata fase di preparazione un corso residenziale per i neurologi in formazione, che si terra' in maggio a Siena, per formare le nuove generazione al riconoscimento ed alla precoce terapia, dove possibile, ed alla prevenzione di tali malattie.
Presso la U.O. di neurologia e malattie neurometaboliche dell'Universita' di Siena, inoltre, e' attivo un centro di informazione per le malattie neurologiche rare (tel 0577.585763-760).
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
MOVE FOR DREAM, SPORT COME GUIDA AL RISPETTO
REGOLE MOIGE E CNCC, EVENTI SPORTIVI IN 24 CITTÀ
Trasmettere ai giovani il valore dello sport come strumento di crescita e guida al rispetto delle regole, ma anche raccogliere fondi per istituire una borsa di studio a beneficio di ospedali e centri di ricerca.
Con questo duplice obbiettivo parte "Move for Dream", iniziativa promossa da Moige e Consiglio nazionale dei centri commerciali e patrocinata da Senato della Repubblica, Camera dei deputati e ministero della Gioventu'. "Move for Dream" e' un tour che tocchera' 30 centri commerciali in 24 citta' ed offrira' al Paese, anche in occasione del suo 150esimo compleanno, 90 giorni di eventi sportivi che coinvolgeranno soprattutto le giovani generazioni. "Lo sport e' lo strumento piu' semplice e chiaro per far capire ai nostri figli i concetto di regola", ha dichiarato Maria Rita Munizzi, presidente Moige, alla presentazione dell'iniziativa a Palazzo Marini. "Viviamo in una societa' dove si rifuggono le regole- ha continuato Munizzi- i ragazzi le rifiutano e i genitori fanno fatica a spiegarle. Lo sport le trasmette e aiuta i ragazzi a trasporle nella vita di tutti i giorni". Nei centri commerciali che ospiteranno l'iniziativa saranno organizzate delle esibizioni per promuovere le attivita' sportive del territorio, mentre verranno allestiti degli stand dove il personale del Moige si occupera' della raccolta fondi.
Con un offerta di pochi euro si potra' acquistare una delle tazze a tiratura limitata decorate con le opere dell'artista Marco Nereo Rotelli.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
IL 5% ALUNNI ITALIANI AFFETTO DA DISTURBI
APPRENDIMENTO 350-400 MILA STUDENTI CON
DISLESSIA, DISORTOGRAFIA E DISCALCULIA
Il segreto per aiutare i bambini dislessici? Puntare su didattiche innovative create attorno agli studenti. Di questo si e' parlato al primo incontro nazionale delle associazioni che si occupano di dislessia. Il convegno, organizzato dalla onlus Il Laribinto, raccoglie la sfida lanciata dalla recente legge 170/2010 sulla dislessia: 350-400 mila studenti (il 5% della popolazione studentesca, ndr) con disturbi specifici di apprendimento per dislessia, disortografia e discalculia, dovranno poter raggiungere gli stessi obiettivi dei loro compagni.
"Una cosa che si dice spesso e' che i dislessici stanno aumentando: non e' vero, ci sono sempre stati ma ora iniziamo a riconoscerli -dice Maria Dimita Giombini, presidente de il Laribinto, onlus impegnata nell'organizzazione di eventi culturali e raccolte fondi a favore di associazioni che si occupano di dislessia-. Una volta, quando andavano male a scuola smettevano di studiare, oggi la preparazione e' una tappa obbligata altrimenti e' difficile andare avanti nella vita". Va poi precisato che i ragazzi dislessici non hanno la dislessia ma "sono" dislessici: "La dislessia non e' una malattia, ma una caratteristica congenita -continua Giombini-. Come un bambino mancino, che ha difficolta' perche' l'ambiente gliele crea e, a seconda dell'insegnante cambia tipo di risposta". Per questo, al convegno di domani non ci saranno soltanto associazioni di volontariato, ma anche scuole.
"L'incontro e' stato pensato soprattutto per gli insegnanti -prosegue Giombini-: siamo alla ricerca di una didattica pensata per tuti i ragazzi, ma con modalita' tali che gli studenti dislessici, ragazzi intelligenti e in gamba, abbiano maggiore facilitazione nell'apprendimento: se non studiano non e' perche' non vogliano farlo ma perche' la loro fatica e' molto superiore a quella dei loro compagni". Con piu' libri da studiare e continue verifiche scritte, i metodi adottati da alcuni insegnanti, sono molto penalizzanti, con il risultato che i ragazzi dislessici si trovano in crisi.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
PRO BIMBI, INCONTRI PER LA CONSAPEVOLEZZA
GENITORIALE IL PROGETTO 'BENESSERE DEL 
BAMBINO-GENITORIALITA' CONSAPEVOLE'
Con il Patrocinio della segreteria di Stato per l'Istruzione e la Cultura, della segreteria di Stato per la Sanita' e la Sicurezza Sociale, della segreteria di Stato per il Turismo e lo Sport e del Castello di Domagnano, l'associazione Pro Bimbi organizza anche quest'anno il progetto "Benessere del Bambino-Genitorialita' consapevole".
Il progetto e' il frutto della collaborazione con il consultorio 'Salute della Donna e della Famiglia' di San Marino, con l'U.O.C. di pediatria dell'ospedale di Stato di San Marino e l'associazione sammarinese Dislessia. Una serie di incontri, gratuiti e aperti alla cittadinanza, su temi riguardanti la salute, il benessere psico-fisico e l'educazione dei bambini in cui Pro Bimbi desidera "offrire un piccolo, ma interessante contributo all'acquisizione di una maggiore consapevolezza rispetto al ruolo genitoriale. Un momento di incontro per crescere insieme- si legge in una nota dell'associazione- e insieme contribuire ad arricchire quella consapevolezza necessaria per aiutare i nostri bimbi e le nostre bimbe ad affrontare un percorso all'insegna del benessere, a tutto campo!".
"Ci piace definire queste serate "incontri"- conclude Pro Bimbi- perche' come gia' accaduto lo scorso anno, la forza e la ricchezza di tali momenti nasce proprio dalla condivisione, dalla crescita reciproca che il confronto con gli altri puo' offrire. I Relatori dopo un primo momento di approfondimento della tematica in oggetto, saranno a disposizione degli intervenuti per un dibattito aperto per chiarire dubbi e problematiche".
Questo il calendario delle serate che si svolgeranno presso la Sala del Castello (Sala Montelupo) di Domagnano: mercoledi' 9 marzo ore 20.45 - Il primo anno del bambino e della mamma; mercoledi' 13 Aprile ore 20.45 - L'educazione dei bambini; martedi' 3 maggio ore 20,45 - Medicina tradizionale e medicina naturale; martedi' 24 maggio ore 20.45 - Allergie alimentari e respiratorie; mercoledi' 28 settembre ore 20.45 - Attivita' sportiva non agonistica; mercoledi' 26 ottobre ore 20.45 - Disturbi dell'apprendimento; mercoledi' 23 novembre ore 20.45 - Separazioni: come tutelare i figli. Per ulteriori informazioni: tel. 333.8663888 oppure inviare una mail all'indirizzo info@associazioneprobimbi.org.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
ADHD, IN ITALIA 2 MILA BIMBI TRATTATI CON 
PSICOFARMACI DURATA MEDIA DEI TRATTAMENTI
CON RITALIN O STRATTERA È DI 15 MESI
Sono poco piu' di 2 milai bambini e gli adolescenti tra i 6 e i 18 anni trattati in Italia con Ritalin e Strattera, i due psicofarmaci commercializzati nel nostro paese per il trattamento dell'Adhd, la sindrome da deficit di attenzione e iperattivita'. I dati sono stati raccolti in tre anni di attivita' del Registro italiano dell'Adhd dell'Istituto superiore di sanita', lo strumento di farmacovigilanza che ha monitorato le prescrizioni due farmaci. Secondo i dati raccolti dal registro - che domani saranno presentati a Roma nell'ambito del convegno "Le molte facce dell'Adhd", organizzato da Aifa onlus in collaborazione con Adhd Europe, in media i trattamenti farmacologici hanno avuto la durata di 15 mesi, e dalle rilevazioni risulta che la terapia farmacologica e' stata prescritta in seconda battuta, quando cioe' e' risultato evidente che la psicoterapia da sola non era sufficiente. Dopo un primo periodo in cui e' stato prescritto di piu' lo Strattera, in seguito i due farmaci sono stati prescritti indicativamente nella stessa quantita'.
Un punto di criticita' e' stato individuato nella mancanza di formulazioni a rilascio prolungato dei farmaci in questione, utili per diminuire il numero delle somministrazioni durante il giorno. Altro aspetto critico e' l'uso 'off-label' dei due psicofarmaci quando i soggetti trattati superano i 18 anni d'eta': "I due farmaci, al contrario di quanto avviene in altri paesi, sono prescrivibili sono fino ai 18 anni - spiega Pietro Panei, dell'Istituto superiore di sanita' - ma in alcuni casi in cui sarebbe stato utile prolungare l'assunzione, si e' visto il ricorso ad escamotage". Un altro problema evidenziato e' che i trattamenti non farmacologici non sono ovunque accessibili: a livello geografico ci sono grandi differenze nell'offerta di servizi di assistenza psicologica. Inoltre il registro ha rilevato alcune segnalazioni di effetti collaterali causati dai due psicofarmaci, "ma non in quantita' tali da costituire motivo di allarme", precisa Panei. Inoltre dall'analisi risulta che "le diagnosi sono state effettuate accuratamente e percio' le terapie farmacologiche somministrate sono state ritenute appropriate". Confrontando invece il numero di bambini e adolescenti trattati con altri paesi, risulta che il dato italiano non e' particolarmente elevato "non solo se ci paragoniamo a paesi come gli Stati Uniti, dove in pratica si puo' parlare di prescrizione selvaggia, ma nemmeno se pensiamo ad altri stati europei che applicano controlli stretti, come la Francia, in cui invece le prescrizioni risultano circa 11-12mila". Panei inoltre sottolinea che i circa 2000 casi trattati farmacologicamente, risultano i casi piu' gravi, "quelli per cui non si poteva fare a meno di ricorrere al farmaco".
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
A MODENA RAGAZZI DISABILI GESTISCONO OSTERIA
E FATTORIA "NON VOGLIAMO FARE LAVORI PER FINTA"
"Non vogliamo fare lavori per finta". "Vogliamo fare i lavori che ci piacciono e che sappiamo fare". "Vogliamo stare insieme per aiutarci". "Non vogliamo essere trattati come bambocci". In queste parole di Nicola, Gregorio, Simona, Christian e altri ragazzi che hanno condiviso l'esperienza educativa e terapeutica del Centro di terapia integrata per l'infanzia "La Lucciola" c'e' tutta l'insoddisfazione dei giovani che si trovano alle prese con le problematiche del mondo del lavoro. E che, a causa di disabilita' di vario tipo (che vanno dalla Sindrome di Down alla psicosi alla paralisi cerebrale), si sono ritrovati a fare lavori al di sopra delle loro possibilita' o troppo al di sotto (lavori per finta).
È dalla loro voglia di poter fare un lavoro vero in un clima umano che nasce la cooperativa La lanterna di Diogene. "Ho avuto la fortuna di crescere con questi ragazzi- racconta Giovanni Cuocci, oste- e ho visto la loro insoddisfazione quando hanno dovuto affrontare l'ingresso nel mondo del lavoro".
Nasce cosi' la cooperativa sociale La Lanterna di Diogene, che gestisce una fattoria a Solara di Bomporto e un'osteria. "Abbiamo dato vita alle cose che ci piaceva fare- racconta Cuocci- in un ambiente sano". I ragazzi coltivano la terra, allevano gli animali e lavorano nell'osteria, aiutando i cuochi o servendo ai tavoli. Un modo per guadagnare denaro e soddisfazioni in un ambiente in un cui ognuno puo' crescere lavorando e, continua Cuocci, "per fare cio' che sappiamo fare". Alla Lanterna di Diogene ognuno partecipa al progetto svolgendo il lavoro che e' capace di fare, con l'ausilio di tecnici esperti: cosi' c'e' chi segue le galline, chi aiuta in cucina, chi coltiva l'orto e chi cura il frutteto.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
LAZIO, DESTRA: "MOZIONE PER POLO TERAPIA
AUDIOLOGICA" 1.100 BAMBINI NASCONO NEL
NOSTRO PAESE CONUNA SORDITA' PROFONDA
Istituire un Polo scientifico di ricerca biomedica per la diagnosi e la terapia audiologica nel campo della sordita', la formazione di una banca dati per la sordita', in grado di fornire informazioni aggiornate sulla malattia, sulle tecniche di diagnosi genetica prenatale, sui centri che effettuano lo screening uditivo neonatale in Italia. Lo chiedono Francesco Storace e Roberto Buonasorte (La Destra) in una mozione presentata alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Ogni anno, circa 1.100 bambini nascono nel nostro Paese con una sordita' profonda permanente. Se non diagnosticata entro i primi sei mesi di vita, la sordita' infantile produce grave ritardo nell'apprendimento del linguaggio e nello sviluppo linguistico e cognitivo del bambino. Il progetto presentato nella mozione Storace-Buonasorte, inoltre, prevede l'organizzazione di programmi di formazione a distanza per pediatri e personale sanitario. Il 'Polo scientifico', inoltre, con la collaborazione degli organi sanitari regionali, raccogliera' dati epidemiologici sulla sordita', promuovendo protocolli di diagnosi e terapia, in un rapporto di compartecipazione con l'Asl RmA all'interno del 'Polo Integrato della Salute e delle Relazioni Interpersonali' attivato dall'Istituto Statale per Sordi di Roma con l'Asl RmA, l'assessorato alla Politiche sociali e alla Famiglia della Provincia di Roma e il Municipio Roma III.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011

sabato 26 febbraio 2011

ALCOOL E TABACCO, SI INIZIA A 13 ANNI
A RISCHIO CHI HA LA PAGHETTA RICCA
Alcool e tabacco, si inizia a 13 anni. E chi ha una paghetta "ricca" e' piu' portato all'uso di sostanze. Lo rivela uno studio dell'Osservatorio sulle dipendenze di Bologna condotto fra 1.300 ragazzi dai 13 ai 16 anni di eta' e presentato nell'ambito del convegno "Adolescenti e sostanze psicoattive".
Secondo l'indagine chi dispone di di piu' di 50 euro al mese ha il 67% di probabilita' di usare sostanze, mentre per chi puo' contare su una paghetta mensile inferiore agli 11 euro la percentuale scende al 32%. "Il denaro sembra giocare un ruolo nel consumo di sostanze - spiega il direttore dell'Osservatorio Raimondo Maria Pavarin -. Del resto oggi assistiamo a una mercificazione delle sostanze, che vengono considerate alla stregua di qualsiasi altra merce".
L'indagine dell'Osservatorio, infatti, si concentra soprattutto sulle sostanze legali come alcol e tabacco, ovvero le piu' consumate dagli adolescenti. Fra i 1.300 intervistati il 31% (403 ragazzi) ha fumato sigarette almeno una volta nel corso dell'ultimo anno, il 26% (332) ha bevuto alcolici, mentre solo il 7% ha usato sostanze illecite: si tratta di 90 ragazzi, 85 dei quali hanno usato cannabis. L'indagine spiega anche quando si comincia a bere o a fumare: e' a 13 anni che si beve il primo bicchiere e si accende la prima sigaretta, mentre la cannabis si prova per la prima volta a 14 anni. "Tabacco e sostanze illegali pero' sono strettamente collegati - spiega Pavarin -. Chi ha usato sostanze illecite ha iniziato prima a fumare tabacco".
Notiziario Minori, 26 febbraio 2011
CONTRO LA DROGA: 'NON TI FARE. 
FATTI LA TUA VITA' NUOVA CAMPAGNA
VOLUTA DAL GOVERNO. NEK TESTIMONIAL
"Rovesciare l'immagine della droga come scorciatoia per il piacere e la felicita' e affermare che, oltre ad essere distruttiva, porta anche ad un peggioramento della qualita' della vita della stima di se' e della considerazione da parte degli altri". Questo l'obiettivo della nuova campagna contro la droga lanciata dal Dipartimento per le politiche antidroga durante una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi alla presenza di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, il direttore del dipartimento, Giovanni Serpelloni, il sottosegretario, Paolo Bonaiuti, e il cantautore Nek, testimonial della campagna.
"Non ti fare. Fatti la tua vita". Questo lo slogan scelto per la campagna che sara' presente su tutti i media italiani, dai piu' tradizionali mezzi d'informazione, ai social network. Per la campagna e' stato realizzato anche uno spot televisivo di 40 secondi con la colonna sonora cantata da Nek. "Sara' una campagna mediatica molto diffusa- ha assicurato Serpelloni-. Abbiamo puntato molto sulle tv nazionali e le emittenti locali dove andra' lo spot di 40 secondi. Anche la parte web e' stata particolarmente curata cosi' come sui social network. Tantissime anche le radio, da quelle piu' ascoltate dai giovani e quelle locali. Lo spot, inoltre, verra' anche proiettato nelle sale cinematografiche. Particolare attenzione a internet. I social network presidiati sono Youtube, Facebook e Myspace".
Lo spot andra' in onda dal 1^ marzo. "È una campagna che daremo sugli appositi spazi della Rai- ha affermato Bonaiuti- e secondo me molto bello perche' per la prima volta vede il debutto in veste di ideatore il sottosegretario Giovanardi. È uno spot brillante con un bel ritmo e una musica stupenda. L'ideale per combattere questo fenomeno con le armi stesse dei giovani che purtroppo cadono in questa trappola". Presente alla conferenza stampa anche il cantautore italiano Nek che ha concesso gratuitamente l'utilizzo della sua canzone "E da qui" per la colonna sonora dello spot. "Sono padre di famiglia - ha detto Nek-. Ho una figlia di 15 anni e rientra in quel momento critico in cui puo' esserci un rapporto con certe sostanze e che per questo richiede una maggiore vigilanza dei genitori. Anche per questo ho risposto a quest'invito. Bisogna continuare a denunciare, a parlarne e a combattere. Mai abbassare la guardia".
Sul tema dell'uso di sostanze stupefacenti, infine, Giovanardi ha dato appuntamento ai giornalisti alla conferenza stampa dell'Osservatorio sulle dipendenze della Regione Lombardia che si terra' domani a Milano. "È un appuntamento molto importante - ha affermato Giovanardi -. Col Rapporto presentato al Parlamento lo scorso anno abbiamo certificato che per la prima volta dopo vent'anni in Italia c'e' stato un calo sull'uso delle sostanze.
Questo ha suscitato discussioni e qualche polemica. Per questo siamo un po' in apprensione perche' domani in questa conferenza stampa l'osservatorio della Lombardia presentera' i dati su Milano e sulla regione lombarda. Vedremo se quelle cose che abbiamo detto avranno o no una verifica".
Notiziario Minori, 26 febbraio 2011
UNICEF: IN 70 MILIONI NON FREQUENTANO LA
SCUOLA MEDIA A LIVELLO GLOBALE 
FEMMINE PIÙ INDIETRO RISPETTO AI MASCHI
Gli adolescenti segnano il passo in ambito scolastico: ad oggi, nel mondo, oltre 70 milioni di ragazzi "in eta' di scuola media non la frequentano e, a livello globale, le femmine sono ancora indietro rispetto ai maschi in termini di partecipazione alla scuola secondaria". Senza istruzione, "non possono sviluppare le conoscenze e le capacita' di cui hanno bisogno per affrontare i rischi di sfruttamento, di abuso e di violenza, che risultano piu' alti proprio nel secondo decennio di vita". Quindi soltanto investendo sul futuro degli 1,2 miliardi di adolescenti tra i 10 e i 19 anni che vivono nel pianeta - l'88% dei quali in Paesi in via di sviluppo - "si possono interrompere cicli radicati di poverta' e disuguaglianza". Lo evidenzia l'Unicef nel suo Rapporto 2011 sulla condizione dell'infanzia nel mondo, intitolato "Adolescenza: il tempo delle opportunita'". Nel nostro Paese la ricerca viene consegnata ufficialmente stamane alle 11,30 da Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia, al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, presso l'Aula Magna della Cei, che proprio quest'anno ha inaugurato un decennio focalizzato sull'emergenza educativa. Urgenza posta dalla Chiesa all'attenzione dei vescovi e dei sacerdoti, dei religiosi e delle famiglie, dei laici e degli educatori, degli insegnanti e di coloro che sono impegnati nel servizio pastorale alle nuove generazioni. E per raggiungere ulteriormente gli adolescenti di tutto il mondo, oggi l'Unicef rilancia "Voices of Youth" (Voy), sito web fatto dai giovani per i giovani che si occupa di temi di portata globale (http://www.voicesofyouth.org/).
"Negli ultimi due decenni, forti investimenti hanno prodotto dei miglioramenti enormi per i bambini fino a 10 anni. Il calo del 33% nel tasso globale di mortalita' sotto i 5 anni dimostra che si sono salvate molte piu' giovani vite, che nella maggior parte delle regioni le bambine hanno quasi le stesse probabilita' di frequentare la scuola primaria rispetto ai loro coetanei di sesso maschile, e che adesso milioni di bambini beneficiano di un migliore accesso all'acqua potabile e a cure essenziali come le vaccinazioni di routine", ha rilevato Vincenzo Spadafora, presidente dell'Unicef Italia, che ha aggiunto: "In Brasile, per esempio, tra il 1998 e il 2008 si e' salvata la vita a 26 mila bambini di meno di un anno, determinando una netta diminuzione della mortalita' infantile. Nello stesso decennio, pero', 81 mila adolescenti brasiliani tra i 15 e i 19 anni sono stati uccisi".
"L'adolescenza rappresenta un punto di svolta, un'opportunita' per consolidare i progressi compiuti nell'ambito della prima infanzia, che altrimenti si rischierebbe di vedere cancellati", ha dichiarato Anthony Lake, direttore generale dell'Unicef, auspicando una maggiore attenzione "su come raggiungere gli adolescenti, e soprattutto le adolescenti, investendo nell'istruzione, nella salute e in altre misure volte a coinvolgerli nel processo di miglioramento delle loro condizioni di vita". I rischi, numerosi, sono dietro l'angolo: interruzione del ciclo scolastico, disoccupazione (nel 2009 ne soffrivano 81 milioni di giovani), infortuni, cattiva alimentazione, uso di droghe, disagio mentale o comportamentale (si stima che ne soffra un adolescente su 5), sfruttamento, abusi sessuali, piu' alta incidenza di Hiv, violenze come il lavoro domestico e il matrimonio precoce, soprattutto per le ragazze: infatti nei Paesi in via di sviluppo (Cina esclusa), "le adolescenti povere hanno circa il triplo di probabilita' di sposarsi prima dei 18 anni rispetto alle loro coetanee appartenenti al quintile delle famiglie piu' ricche. Le ragazze che si sposano troppo presto rischiano maggiormente di cadere in un ciclo negativo di gravidanza precoce, di tassi elevati di mortalita' materna e di malnutrizione infantile", evidenzia il Rapporto.
Notiziario Minori, 26 febbraio 2011
'GRUPPI DI PAROLA' PER FIGLI DI 
SEPARATI LIBRO RACCONTA PROGETTO 
DI MEDIAZIONE FAMILIARE PER 200 BAMBINI
Per far stare meglio i bambini dei genitori separati senza un grosso dispendio di energie, tempo e denaro, basta parlare. Lo dimostra l'esperienza dei Gruppi di parola, un progetto partito in alcune citta' italiane nel 2006 a cura di un'equipe di mediatrici familiari formate all'universita' Cattolica di Milano, che hanno importato questa esperienza dalla Francia. "La separazione viene affrontata da genitori e insegnanti ancora come un tabu': e' difficile che se ne parli con i bambini, che invece esprimono un grande bisogno di essere informati su quello che accade intorno a loro" spiega Paola Farinacci, mediatrice familiare e co-curatrice del libro "Figli di genitori separati: come dar loro parola". Un volume in cui Costanza Marzotto, psicologa e mediatrice familiare, insieme alle colleghe che hanno partecipato al progetto, analizza i risultati prodotti da una ventina di gruppi, organizzati tra il 2006 e il 2009 a Milano, Assago, Trento e Treviso.
I Gruppi di parola hanno coinvolto fino a oggi circa 200 bambini: "Non e' una pratica molto conosciuta, ma chi la prova la diffonde con il passaparola, e allora riceviamo molte richieste" continua la mediatrice. Richieste che avvengono soprattutto entro i 5 anni dalla separazione, nella fase piu' acuta del cambiamento.
Attraverso quattro incontri settimanali di due ore, i bambini (in genere 4-5 per gruppo, fra i 6 e i 12 anni), vengono invitati a considerare insieme il loro vissuto, attraverso la discussione, la scrittura, ma anche il disegno, la drammatizzazione, il gioco.
Inoltre le mediatrici che conducono l'incontro rispondo alle loro domande: "I bambini dei genitori separati si sentono in colpa e si vergognano. Qui creiamo un luogo sicuro, in cui si sentono fra pari, e si sentono autorizzati a parlare" spiega Farinacci.
Il percorso ha anche la funzione di riattivare la comunicazione con i genitori, che all'ultimo incontro sono invitati ad essere presenti insieme ai figli e alle mediatrici, in un simbolico passaggio di consegne. A seconda di chi lo eroga, il servizio puo' essere gratuito o richiedere un contributo. La prossima edizione del laboratorio si svolgera' a Milano a partire dal 9 marzo presso il Servizio di psicologia clinica per la coppia e la famiglia dell'universita' Cattolica, in via Nirone 15 (costo 80 euro per un bambino, 120 euro per chi ha due figli).
Notiziario Minori, 26 febbraio 2011
UNIVERSITÀ A NUMERO CHIUSO, 
SI CAMBIA TEST VALIDO PER PIÙ SEDI, 
GRADUATORIE REGIONALI PER CANDIDATI
Numero chiuso, si cambia. Il ministro Mariastella Gelmini ha dato mandato al tavolo tecnico ministeriale che si sta occupando di rivedere i test di accesso alle facolta' con i posti blindati di pensare ad un sistema di 'graduatorie' per i candidati che partecipano ai quiz.
Questo perche' spesso chi concorre viene escluso su una sede, ma con lo stesso punteggio sarebbe potuto entrare in un altro ateneo.
"Ciascun candidato concorre per una sola sede- ha spiegato il ministro Gelmini durante il Question time alla Camera- e puo' essere escluso dal sistema anche se, magari, con quel punteggio sarebbe entrato in un altro ateneo. Ho chiesto al tavolo tecnico di valutare con urgenza la fattibilita', a partire da quest'anno, di graduatorie che comprendano su base regionale almeno due o tre sedi per dare piu' opportunita' ai giovani e quindi per accorciare il percorso universitario e il loro ingresso nel mondo del lavoro".
Quanto ai contenuti dei test, "c'e' la necessita' di modificare criteri e modalita' della loro stesura: occorre fare in modo che i test misurino in modo oggettivo la preparazione degli studenti, ma anche l'idoneita' dei giovani per un determinato corso di laurea".
Notiziario Minori, 26 febbraio 2011
PALERMO, STUDENTI SI SFIDANO SU
RACCOLTA DIFFERENZIATA PROGETTO 
DELL'AMIA CHE COINVOLGE 28 SCUOLE
Il rispetto dell'ambiente attraverso la cultura e la formazione dei giovani.
Su questi aspetti puntano le tre gare a cui parteciperanno 28 scuole (elementari e medie) nell'ambito della nuova campagna di educazione ambientale di Palermo "Meglio soli che male accompagnati" organizzata da Amia con il contributo di Corepla, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica, e alla collaborazione degli assessorati comunali all'Ambiente e alla pubblica istruzione. I ragazzi delle scuole gareggeranno, infatti, su chi raccogliera' piu' plastica, inventera' l'oggetto domestico piu' utile attraverso materiali plastici recuperati e infine realizzera' il migliore video.
I mille studenti coinvolto potranno avvalersi del tutoraggio degli studenti dell'Istituto tecnico industriale statale "Volta".
Tre i premi in palio messi a disposizione da Corepla: uno alla scuola che avra' raccolto la maggiore quantita' di imballaggi plastici; uno alla scuola elementare che avra' ideato il migliore e piu' utile prototipo di oggetto per la casa realizzato con materiali plastici recuperati, manufatto che, attraverso Corepla, sara' esposto a livello nazionale e che potra' anche essere proposto per la produzione industriale; uno alla scuola media che, avvalendosi dei laboratori dell'Itis "Volta", realizzera' un spot video da utilizzare per una campagna di sensibilizzazione in citta'. Inoltre tra le altre iniziative ci saranno le prove pratiche nel "Castello del riciclo" all'interno di due centri commerciali e visite presso gli impianti di recupero. Intanto il prossimo 8 marzo il servizio di raccolta differenziata "porta a porta" sara' esteso al quinto step del progetto "Palermo differenzia" finanziato dal ministero dell'Ambiente, che riguardera' altri 24.208 residenti e 1.080 utenze commerciali.
Arriva cosi' a 100 mila abitanti e 4.200 utenze commerciali il servizio di raccolta differenziata, che finora si era attestato ad una percentuale di oltre il 60% nell'area del "porta a porta" e del 9% in tutta la citta'. La previsione e' di completare il progetto con l'avvio del sesto step entro i primi di aprile, toccando quota 130 mila abitanti.
L'iniziativa e' stata illustrata questa mattina l'assessorato comunale all'Ambiente dal commissario straordinario di Amia, Sebastiano Sorbello e dagli assessori comunali all'Ambiente e alla pubblica istruzione, Marianna Caronia e Francesca Grisafi.
"La raccolta differenziata, fra sistema 'porta a porta' e 'ecopunti integrati di prossimita'' - sottolinea il commissario straordinario di Amia, Sebastiano Sorbello -, sara' estesa a tutta la citta' puntando, entro tre anni, ad una percentuale del 35%. Solo con la differenziata e la raccolta di prossimita' potremo raggiungere i livelli piu' alti di produttivita' ed efficienza del servizio tutelando l'ambiente".
Il vicesindaco e assessore all'Ambiente, Marianna Caronia, ha comunicato che, d'intesa con l'assessore regionale all'Energia e ai Rifiuti, Giosue' Marino, sara' a breve convocato un incontro finalizzato a verificare la possibilita' di un contributo finanziario della Regione a sostegno dell'estensione del "porta a porta" nella citta' di Palermo. E l'assessore comunale alla Pubblica istruzione, Francesca Grisafi, ha riferito ad Amia l'intenzione di fare partecipare anche le scuole materne alla campagna di educazione ambientale "Meglio soli che male accompagnati". "La qualita' del materiale conferito da Amia e' migliorata - riferisce Gianluca Bertazzoli, responsabile Comunicazione di Corepla -. La sperimentazione del servizio 'porta a porta' ha dato esiti confortanti, tanto che c'e' la volonta' da parte di tutti di estenderlo gradualmente a tutta la citta'. Questo programma di iniziative che vede il Comune di Palermo, Amia e Corepla affiancati in un forte impegno di educazione ambientale e di promozione della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica testimonia la volonta' condivisa di allineare velocemente la citta' di Palermo al trend nazionale".
Notiziario Minori, 26 febbraio 2011

martedì 22 febbraio 2011

DIETA VEGETARIANA FIN DA PICCOLI? 
PROMOSSA CON RISERVA MA BISOGNA ESSERE
SEGUITI E CONTROLLATI DAL PEDIATRA
Niente carne, fin da subito. Si puo' ma bisogna stare attenti. La dieta vegetariana fin da piccolissimi puo' andar bene: secondo una ricerca italiana questo regime alimentare, adottato nella prima infanzia, non altera l'andamento della crescita. Pero' il menu' deve essere attentamente seguito e pianificato dal pediatra, per assicurare un buono sviluppo dei piccoli. E' il risultato di uno studio italiano, condotto su 95 bambini di 1-2 anni da Leonardo Pinelli, presidente della Societa' scientifica nutrizionale italiana.
Notiziario Minori, 22 febbraio 2011
IL SAPORE DELLATTE MATERNO INFLUENZA IL GUSTO
DEL BIMBO I RISULTATI DI UNO STUDIO AMERICANO
I sapori che i bambini sentono nei primi 2-5 mesi di vita influenzano le loro preferenze in fatto di gusto per la vita futura. E' quanto sostiene un gruppo di ricercatori guidato da Gary Beauchamp, del Monell Chemical Senses Center, a Philadelphia, secondo cui i primi sapori che vengono assorbiti dai neonati attraverso il latte sono decisivi per orientare le scelte alimentari negli anni successivi. Ad esempio, i ricercatori hanno notato, come si legge su telegraph.co.uk, che i bambini alimentati con del latte dal gusto un po' amaro e acido nei primi mesi di vita, crescendo hanno continuato a gradire questo sapore, mentre quelli che hanno assaggiato questo latte dopo i sei mesi non lo hanno gradito.
Questo significa, ad esempio, che se le mamme che allattano assumessero piu' frutta e verdura potrebbero orientare verso questo tipo di alimenti e quindi verso un'alimentazione piu' sana i gusti dei loro figli. La ricerca, pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition, e' stata presentata all'American Association for the Advancement of Science a Washington. I ricercatori hanno anche considerato che i bambini allattati con il latte artificiale potrebbero essere esposti ad una minore varieta' di sapori poiche' questo tipo di latte, rispetto a quello materno, ha una formulazione sicuramente piu' povera dal punto di vista del sapore.
Notiziario Minori, 22 febbraio 2011
ALIMENTAZIONE, LA VERDURA NON PIACE AI PIU' GIOVANI
SOLO IL 47% DEI 15ENNI LA CONSUMA ABITUALMENTE
Si e' svolta il 18 e il 19 febbraio a Parma la quinta edizione delle 'Giornate pediatriche A. Laurinsich', organizzata dalla Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) e dalla clinica pediatrica dell'Universita' degli studi di Parma. Tra i temi centrali dell'incontro: l'importanza dei vegetali nell'alimentazione, i gusti e le abitudini alimentari dei bambini ed i vantaggi-rischi dell'alimentazione vegetariana nell'infanzia.
"Una corretta alimentazione, iniziata fin dai primi anni di vita- sostiene Sergio Bernasconi, direttore della clinica pediatrica dell'Universita' degli studi di Parma- costituisce la migliore modalita' per prevenire le piu' importanti cause di morbilita' e mortalita' delle malattie cardiovascolari e di alcuni tumori della popolazione adulta".
Un recente studio, eseguito in tutta Italia su ragazzi di 15 anni, ha dimostrato pero' che solo il 43% dei maschi e il 47% delle femmine assume quotidianamente frutta e verdura, alimenti fondamentali per la cura e il mantenimento della salute.
Eppure, secondo un'indagine condotta da Italo Farnetani, pediatra dell'Universita' Milano-Bicocca, e presentata nell'ambito delle giornate di Parma, c'e' sempre almeno un tipo di verdura o di frutta che piace ai bambini ed e' compito dei genitori scoprire il gusto e le preferenze dei propri figli.
Stando alla ricerca eseguita, tra la frutta piu' amata vincono le banane e le spremute d'arance nei bimbi da 0 a 6 anni, le fragole e le ciliegie nei bambini dai 7 ai 12 anni e le sole spremute d'arancia negli adolescenti (13-18 anni). La pizza e le patatine fritte diventano cibi appetitosi dopo i 2 anni, con una preferenza per la pizza margherita (57,8%) e per quella ai wurstel (31,5%) fino ai 6 anni, poi i gusti cambiano e dai 7 ai 12 anni la classifica si trasforma in pizza ai wurstel (58,82%), margherita (20%) e al prosciutto (15%), mentre dai 13 ai 18 anni al top del gradimento figurano la pizza ai wurstel (40%) e la capricciosa (40%).
"Il gradimento e l'accettazione di frutta e verdura nei bambini e' legato principalmente a 3 fattori- spiegano gli esperti- forma, sicurezza ed ambiente. Frutta e verdura cucinata devono mantenere il piu' possibile la forma iniziale. I bambini, infatti, vogliono sempre riconoscere cio' che mangiano, non essendo ancora in grado di eseguire operazioni mentali complesse per poter immaginare ed individuare verdura o frutta tagliuzzata e mischiata; sono guardinghi e attenti alla comodita' nel mangiare un cibo e per questo preferiscono tutto cio' che sia facilmente masticabile. Infine- suggeriscono i pediatri- e' di estrema importanza l'ambiente in cui i bambini consumano il pasto: quando sono insieme ai genitori, e' importante che mangino gli stessi tipi di frutta e verdura, poiche' avere lo stesso cibo dei grandi e' uno stimolo irresistibile".
Durante il convegno, inoltre, Leonardo Pinelli, presidente della Societa' scientifica nutrizionale italiana (Ssnv), ha illustrato uno studio condotto su bambini, tra il 1° e il 2° anno di vita, nutriti con un regime alimentare esclusivamente vegetariano. Tutti i bambini osservati non erano controllati o seguiti nell'alimentazione dal pediatra, il cui parere era perlopiu' contrario alla scelta vegetariana; i genitori, da parte loro, si affidavano principalmente alla loro esperienza o ricorrevano a libri o siti internet, presentando cosi' errori fondamentali di impostazione. Nonostante gli errori "dietetici" di base, tutti i bambini "vegetariani" osservati, presentano una crescita normale e nei 21 bambini sottoposti ad analisi di laboratorio, i valori dei micronutrienti sono risultati regolari.
Solo in pochi casi si sono riscontrate alterazioni del ferro e della vitamina B12, in linea, comunque, col tipo di alimentazione comune in Italia. I bambini, che hanno preso parte allo studio, provenivano dal Centro e dal Nord Italia e la scelta di un'alimentazione prettamente vegetariana era legata nel 60% dei casi ad un orientamento etico dei genitori, nel 32% a motivi di salute, nel 4% a motivi religiosi ed infine, per un altro 4%, a motivazioni legate all'ambiente.
"Questo studio- concludono i ricercatori- ha dimostrato come, anche in eta' pediatrica, una dieta alimentare di tipo vegetariano non risulta dannosa per i bambini, anche se dovrebbe essere ben pianificata da pediatri esperti, affinche' possa essere sicura e valida per una buona crescita e un buon sviluppo dei piccoli".
Notiziario Minori, 22 febbraio 2011
60MILA ALCOL-TEST DOPO LA DISCOTECA, IL 
44% BEVE TROPPO OPERAZIONE "NASO ROSSO": 
 IL 35%  OLTRE LA SOGLIA GIA' ALL'INGRESSO
Il "piu' grande campione sulla strada mai avuto" che sta dando "grandi risultati". Il ministro della Gioventu' presenta 'Naso Rosso', iniziativa promossa in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanita' e la Fondazione Ania contro l'abuso di alcool tra i giovani.
L'operazione, su cui Meloni stila un bilancio a palazzo Chigi dopo i primi sei mesi dell'attivita' di sensibilizzazione e informazione, ha coinvolto un campione di 11 regioni e 1.200 serate, 200 operatori impegnati in ogni serata, 60 mila gli alcol test realizzati all'ingresso e all'uscita dei locali, 44 mila ragazzi intervistati (contro un'ipotesi iniziale di progetto pari a 35 mila nell'arco dell'interno anno).
Il ministro e' quindi soddisfatto per la quantita' di giovani coinvolti con 'Naso rosso' che termina a luglio di quest'anno, anche se non si nasconde che i dati emersi sono "preoccupanti".
Basti dire che il 44% dei ragazzi che lasciano i locali hanno un tasso alcolemico superiore allo 0,5 g/l, la soglia prevista dalla precedente norma, che ora e' ancora piu' stringente per i neo patentati. La 'colpa' non puo' essere pero' data tutta alla discoteca, se uno su tre (il 34,6%) e' gia' sopra la soglia all'ingresso. I ragazzi brilli in uscita costituiscono comunque il 44,06%, il 55,94 e' sotto la soglia, i giovani del tutto sobri scendono dal 33% al 16% dopo il ballo.
Lo "spiraglio positivo" riguarda la responsabilita' dei ragazzi intervistati: "il guidatore designato effettivamente tende a non bere quasi nella totalita' dei casi". In sei mesi i guidatori, a parte uno sforamento registrato a giugno, sono sempre risultati sotto il valore dello 0,5.
Sono infine 58 i casi di riaccompagno a casa nei sei mesi da parte dei volontari di 'Naso rosso', una modalita' di intervento che, sottolinea Meloni, vuole essere "l'estrema ratio, perche' non passi l'idea che posso bere, tanto poi qualcuno mi riaccompagna a casa". I dati riferiscono infine che le donne sono sempre piu' responsabili degli uomini e che i comportamenti responsabili crescono con l'eta'.
Notiziario Minori, 22 febbraio 2011