sabato 19 marzo 2011

ECCO IL GARANTE PER L'INFANZIA, A TUTELA 
DEI DIRITTI ALLA CAMERA IL PRIMO SÌ 
AL DISEGNO DI LEGGE CHE LO ISTITUISCE
E' in arrivo anche in Italia il Garante nazionale per l'Infanzia, gia' presente in paesi come Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia, Portogallo, Spagna e Svezia. La Camera ha detto il primo si' al disegno di legge che lo istituisce e che parte da un testo base del governo presentato nel 2008. La nascita della figura del Garante da' attuazione all'articolo 31 della Costituzione nonche' ad una serie di convenzioni ed atti internazionali, fra cui la Convenzione sui diritti del fanciullo di New York e quella europea sull'esercizio dei diritti del fanciullo. FUNZIONI - Il Garante puo' proporre l'adozione di iniziative per assicurare la tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza con particolare riferimento al diritto alla famiglia, all'educazione, all'istruzione, alla salute. Ha poi la competenza di esprimere osservazioni sull'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni che riguardano i diritti civili e sociali relativi all'infanzia e all'adolescenza. Vigila sul rispetto dei diritti dell'infanzia. Promuove studi e ricerche sui settori di sua competenza. Inoltre segnala alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni situazioni di disagio di minori, e alla procura della Repubblica competente abusi che abbiano rilevanza penale o per i quali possano essere adottate iniziative di competenza della procura medesima.
LA NOMINA - L'Autorita' garante e' organo monocratico ed e' scelta tra persone "di notoria indipendenza, di indiscussa moralita' e di specifiche e comprovate professionalita', competenza ed esperienza nel campo dei diritti dei minori", con determinazione adottata d'intesa dai presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Il Garante dura in carica 4 anni e il suo mandato e' rinnovabile una sola volta. La sua sede e' a Roma.
LE SEGNALAZIONI - Chiunque puo' rivolgersi all'Autorita' garante per la segnalazione di violazioni ovvero di situazioni di rischio di violazione dei diritti dei minori.
I FONDI - Per l'istituzione degli uffici competenti ci sono 750.000 euro per l'anno 2011 e 1.500.000 a decorrere dall'anno 2012. Il Garante potra' guadagnare al massimo 200mila euro all'anno.
Notiziario Minori, 19 marzo 2011
UNICEF: TONNELLATE DI AIUTI AL CONFINE TUNISIA-LIBIA
INVIATE COPERTE, VACCINI, ACQUA: "FAMIGLIE IN FUGA"
Quarantasette tonnellate di aiuti dell'Unicef sono arrivati nella citta' di Ben Guerdane vicino al confine tra Tunisia e Libia. "Mentre sempre piu' famiglie attraversano il confine per fuggire dalla violenza, l'Unicef e i suoi partner stanno intensificando la risposta per soddisfare le loro esigenze umanitarie", spiega Maria-Luisa Fornara, rappresentante Unicef in Tunisia. L'Unicef si sta anche preparando "per una risposta immediata all'interno di Libia, non appena l'accesso sara' consentito e siano migliorate le condizioni di sicurezza". Gli aiuti attualmente disponibili nei pressi del confine comprendono: "Circa 300 pedane igieniche per latrine, che sono attualmente in fase di installazione per migliorare le condizioni igienico-sanitarie al campo; un totale di 10.000 coperte; circa 5.000 kit igienici, quasi 100 kit di sviluppo della prima infanzia, con giocattoli educativi e materiali per disegnare. Sono in oltre disponibili: vaccini, kit di primo soccorso, contenitori di acqua e kit ricreativi". Il campo Choucha al confine libico-tunisino attualmente ospita circa 300 famiglie e 120 bambini, molti dei quali di eta' inferiore ai due anni. Per evitare qualsiasi focolaio di malattia, "il ministero della Salute, in collaborazione con l'Unicef e altri partner in loco, hanno lanciato una campagna per vaccinare i bambini contro le malattie infantili".
Mentre il numero di famiglie in fuga dalla Libia e' ancora relativamente limitato, l'Unicef "continua ad essere preoccupato per la situazione lungo il confine e l'impatto della violenza sul benessere delle donne e dei bambini".
Notizie di bambini e gli adolescenti che stanno prendendo parte alle ostilita' "sono particolarmente allarmanti. L'Unicef esorta tutte le parti a garantire che i diritti dei bambini siano protetti in ogni momento. Nell'ambito del Regional Flash Appeal delle Nazioni Unite, l'Unicef ha lanciato un appello di raccolta fondi per 8,1 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati di donne e bambini colpiti dalle violenze in Libia. In questa crisi, l'Unicef coordina le attivita' nel settore acqua e servizi igienico-sanitari e collabora nell'ambito della protezione dell'infanzia, della salute e della nutrizione".
L'Unicef comunica che si possono effettuare donazioni tramite: c/c postale 745.000, causale: "Emergenza Nord Africa"; carta di credito online su www.unicef.it, oppure chiamando il numero verde Unicef 800745000; cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051 "Emergenza Nord Africa"; i comitati locali dell'Unicef presenti in tutta Italia (elenco sul sito-web www.unicef.it)".
Notiziario Minori, 19 marzo 2011
IL GIAPPONE DEI BAMBINI: I CONSIGLI DI
TELEFONO AZZURRO PER MEDIARE LE 
DRAMMATICHE NOTIZIE DI QUESTI GIORNI
"Il bilancio della catastrofe naturale che ha travolto il Giappone si aggrava di ora in ora. Non solo. Di giorno in giorno il rischio per le future vittime e la paura dell'emergenza nucleare crescono sempre di piu'. Le notizie sulle ultime esplosioni ed incendi avvenuti nella centrale nucleare di Fukushima, e le immagini di bambini con le mascherine protettive sul viso, risuonano attraverso radio, tv e internet ininterrottamente, turbando profondamente tutti noi. Anche i piu' piccoli, perche' quello che non conoscono crea in loro ansie e paure. Di fronte a queste notizie la paura costituisce una reazione comune: bambini appaiono particolarmente spaventati da notizie riguardanti disastri naturali e guerre, soprattutto qualora la vittima sia rappresentata da un coetaneo". Cosi' Telefono Azzurro, che con i suoi operatori ha deciso di mettersi al servizio della collettivita'.
Afferma Ernesto caffo, presidente di Telefono Azzurro: "Ogni bambino sperimenta durante la sua crescita diverse paure 'fisiologiche' che vengono poi superate col tempo e con l'affetto dei genitori. Oltre a queste ne esistono altre che possono svilupparsi in risposta ad eventi particolarmente drammatici, come quello che sta accadendo in Giappone".
Le manifestazioni piu' evidenti di queste paure sono diverse e possono essere riconosciute. Si tratta di ansia rispetto alla propria incolumita' e a quella dei propri cari, talvolta accompagnata da comportamenti tipici dell'eta' evolutiva, come la richiesta di una maggiore vicinanza e attenzione da parte dei genitori, paura del buio, pipi' a letto e disturbi del sonno. Il bambino puo' reagire anche manifestando ansia da separazione, disturbi della concentrazione, aggressivita', malessere fisico e calo di interesse per le attivita' abituali.
In questi casi, il ruolo dei familiari e' fondamentale. Sulla base dell'esperienza maturata nell'ascolto dei bambini in quasi 24 anni, Telefono Azzurro fornisce alcuni semplici consigli per aiutare gli adulti, in particolare i genitori, a parlare e comprendere i bambini in situazioni come queste.
Tra questi: proteggere il piu' possibile i bambini dall'esposizione a immagini forti e comunque stare accanto a loro quando guardano la televisione o navigano su Internet; trovare il tempo e la tranquillita' necessari per stare insieme, parlare con loro, ascoltare le loro domande su quanto e' successo, anche se ripetitive e insistenti, e rispondere con sincerita'; aiutare i piu' piccoli a capire che cosa e' accaduto, scegliendo parole semplici e utilizzando esempi concreti e comprensibili, vicini al loro mondo; ricordare che i bambini, soprattutto quelli piu' piccoli, hanno bisogno di molte rassicurazioni; evitare di trasmettere loro ansia in relazione ad alcuni pericoli; verificare se abbiano maturato convinzioni errate rispetto a quanto e' accaduto (per esempio, temano un imminente terremoto nella propria citta'), ecca' "Le paure dei bambini non vanno sottovalutate - ricorda Telefono Azzurro -. Possono diventare intense, persistenti e limitare le normali attivita' quotidiane del bambino. Cio' puo' accadere soprattutto se le notizie televisive di questi giorni raggiungono bambini che abbiano vissuto in passato simili esperienze traumatiche (ad esempio un terremoto e rischio nucleare): la notizia televisiva puo' riattivare emozioni e paure." E proprio per aiutare genitori ed insegnanti ad affrontare e gestire queste situazioni, Telefono Azzurro si mette a disposizione di grandi e piccolo attraverso le linee telefoniche 19696 per bambini e adolescenti, 199.151515 per genitori e altri adulti, attive 24 ore su 24 ogni giorno dell'anno.
Per questo, proprio in questi giorni e' in corso la campagna "Alziamo le mani per fermare la violenza sui bambini" , il ricavato servira' per rafforzare il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro 1.96.96, incrementando cosi' il numero di operatori dedicati alla consulenza e all'accoglienza delle chiamate, per rispondere sempre piu' tempestivamente ed efficacemente alle richieste dei piu' piccoli. Alla campagna e' associato il numero 45504 (In collaborazione con TIM, Vodafone, WIND, 3, CoopVoce, Telecom Italia, Fastweb, Tiscali e TeleTu), attraverso il quale e' possibile effettuare una donazione di 2 euro inviando un SMS o chiamando da rete fissa.
Notiziario Minori, 19 marzo 2011

martedì 15 marzo 2011

IL 20% DEGLI ADOLESCENTI HA CARENZE DI FERRO STUDIO
INRAN NELL'AMBITO DEL PROGETTO EUROPEO HELENA
L'INRAN ha condotto, nell'ambito del progetto europeo HELENA (VI programma quadro UE) ed in collaborazione con gli altri partner, una valutazione della carenza in ferro negli adolescenti europei. " Dai dati dallo studio HELENA - afferma Marika Ferrari, ricercatore INRAN che ha condotto lo studio - e' emerso che il 18% degli adolescenti presenta una riduzione delle riserve di ferro, con una prevalenza significativamente piu' elevata tra le ragazze con il 21%, rispetto ai ragazzi con il 13%. Per quanto riguarda l'Italia, in particolare la citta' di Roma, bassi depositi di ferro sono stati osservati nel 21% delle ragazze e nel 17% dei ragazzi, mentre la carenza conclamata di ferro e' risultata piu' elevata tra le ragazze con il 4% rispetto al 2% dei ragazzi e la comparsa di anemia conseguente alla carenza di ferro e' risultata presente solo nel 2% delle ragazze e in nessun ragazzo." Lo studio, pubblicato su "European Journal of Clinical Nutrition", si basa su un campione di 940 ragazzi, 438 maschi e 502 femmine, tra 12 e 17 anni, provenienti da 10 citta' europee (tra cui Roma) ed evidenzia come la prevalenza di carenza di ferro tra gli adolescenti sia un fenomeno trasversale nei diversi paesi europei.
"Particolare attenzione, dunque - conclude Catherine Leclercq, coordinatore INRAN del progetto HELENA - va posta all'alimentazione delle ragazze adolescenti, gruppo a maggior rischio di carenza. L'apporto di ferro nella loro dieta quotidiana dovrebbe essere adeguato ai loro fabbisogni, dovuti alla crescita e alle perdite mestruali. Il ferro e' presente in tanti alimenti: nei cereali - specie se integrali - , nelle verdure a foglie, nella carne, nel pesce, nei legumi e nella frutta secca oleosa. Il ferro della carne e del pesce e' piu' facile da assorbire, ma non per questo e' indispensabile consumare questi alimenti. Piccoli accorgimenti permettono di migliorare l'assorbimento del ferro presente negli alimenti di origine vegetale. Poiche' la vitamina C trasforma il ferro in una forma piu' disponibile, la spruzzata di limone sulle verdure e l'arancia consumata come tale o come spremuta sono un valido aiuto. L'importante e' limitare al massimo le calorie vuote nella dieta e cioe' gli alimenti che contengono grassi e/o zuccheri, ma non apportano micronutrienti: bibite alcoliche ed analcoliche, dolci, caramelle, etc. ".
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
150^ ITALIA, ARCHIVIO STORICO ANSAS  AL
VITTORIANO IN MOSTRA LA STORIA DEL 
PAESE ATTRAVERSO LA SUA ISTRUZIONE
L'archivio storico-documentario dell'Ansas, l'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica, approda al Vittoriano, a Roma, dove dopodomani, giovedi' 17 marzo, si aprira' al pubblico la mostra 'Alle radici dell'identita' nazionale', un viaggio nella storia per analizzare e narrare il processo di costruzione dell'identita' culturale italiana.
La mostra vedra' al suo interno un'ampia parte dedicata alla scuola e al ruolo che ha avuto come primo strumento di unificazione nazionale, con un percorso che si articolera' in molteplici tappe che andranno dall'alfabetizzazione di massa agli strumenti didattici utilizzati in classe, dalla manualistica scolastica alla narrativa per l'infanzia, il tutto accompagnato da un gran numero di immagini delle classi scolastiche dell'Ottocento e del Novecento. Molto del materiale in mostra sara' costituito dal patrimonio fotografico-documentario dell'Ansas. L'Agenzia conserva infatti un ricco e particolare patrimonio documentario otto-novecentesco giunto a Firenze da tutte le parti d'Italia in occasione della grande Mostra didattica nazionale del 1925 e poi implementatosi nel corso di quasi un secolo di attivita' dell'istituto fiorentino.
Questa presenza di rilievo alla mostra del Vittoriano rafforza ancora il ruolo dell'Agenzia come centro di documentazione attestandola, insieme all'Archivio per la storia dell'educazione in Italia dell'Universita' Cattolica di Brescia, all'Archivio pedagogico italiano del Novecento di Firenze, al Centro studi Ernesto Codignola e al Centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico dell'Universita' degli studi di Macerata, come uno dei principali luoghi specializzati nella raccolta e nella valorizzazione del materiale documentario e librario di interesse storico-pedagogico.
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
ADOLESCENTI, L'ESIBIZIONISMO IN RETE È UNA
DROGA E STAVOLTA FACEBOOK NON C'ENTRA
Spesso i media tradizionali, soprattutto la televisione, intervengono per evidenziare i grandi pericoli di internet: Facebook sarebbe il "male assoluto", perche' bambini e adolescenti potrebbero conoscere adulti malintenzionati, maniaci sessuali e quant'altro.
Difficilmente si parla invece di quanti tra loro cercano facili guadagni sfruttando i meccanismi della rete. Facebook in questo caso non c'entra affatto perche' giovani e giovanissime hanno altri canali per la comunicazione: Badoo e Netlog sono ad esempio social network popolari, tuttavia non mancano le piattaforme italiane precedenti a Facebook.
Non e' un fenomeno prettamente femminile, sebbene la percentuale di ragazzi sia inferiore. Il metodo e' semplice: si pubblicano degli aggiornamenti in cui ci si propone per "incontri" via webcam in cambio di ricariche telefoniche oppure accrediti su PayPal e carte di credito a consumo. Alcuni propongono persino un'anteprima gratuita. Gli incontri dal vivo sono rari, pochi quelli disposti ad andare oltre la prestazione virtuale. Un'attenuante affatto consolatoria, ne' garante dell'anonimato (di chi si mostra). Tra un compito di scuola e l'altro, uno strip e qualche euro per comprare le sigarette o fare un aperitivo. A un'eta' cui sarebbero vietati entrambi i vizi.
La legge italiana proibisce l'accesso incontrollato ai social network al di sotto dei 13 anni, Badoo richiede la maggiore eta' e Netlog almeno 15 anni. Restrizioni inutili, perche' mentire e' semplice quanto un clic: pochissimi genitori predispongono dei filtri a computer e internet perche' queste attivita' siano inibite ai propri figli. I dati, da questo punto di vista, fanno riflettere: come abbiamo visto ieri sarebbero ben 3,6 milioni i bambini che avrebbero mentito sulla propria eta' per iscriversi a Facebook.
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
SONO OLTRE 3 MILIONI GLI UNDER 13  ISCRITTI
A FACEBOOK MENTONO SULLA LORO ETÀ
PER ISCRIVERSI AL SOCIAL NETWORK
Il Children's Online Privacy Protection Act (COPPA) e' una legge federale USA del 1998 con il quale si stabilisce nei tredici anni d'eta' il limite minimo per l'iscrizione delle persone a siti del genere dei social network. Tale limite e' applicato anche in Italia, com'e' possibile leggere tra le condizioni d'uso di Facebook nella nostra lingua. Secondo quanto riporta ComScore (via NY Times) sarebbero 3,6 milioni gli account creati su Facebook (ovviamente preso come principale esempio di social network) da persone con dodici anni d'eta', o ancora meno.
Danah Boyd di Microsoft riporta inoltre un altro dato significativo, quello secondo il quale tra questi 3,6 milioni ci sarebbe una vasta quantita' di bambini "incoraggiati" dai propri genitori a mentire sulla propria eta' al fine di iscriversi al social network, mentre un'altra buona parte delle persone nemmeno conoscerebbe il limite imposto.
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
NON SOLO CELIACHIA, C'È ANCHE LA "GLUTEN 
SENSITIVITY" IPERSENSIBILITÀ CON GLI STESSI
SINTOMI SENZA REAZIONI AUTOIMMUNI
Fino a pochi anni fa la quasi totalita' del mondo scientifico che si occupava di gastroenterologia era convinta che il glutine avesse effetti negativi solo nella malattia celiaca. Pertanto, accadeva che se una persona lamentava problemi addominali, meteorismo, diarrea, ecc..., ma i valori delle transglutaminasi erano negativi e i villi integri, gli veniva detto che non era celiaca e che poteva continuare ad assumere glutine senza problema. Quindi, al di fuori di un quadro clinico chiaro di Celiachia, il glutine veniva considerato assolutamente sicuro. Ma sembra che le cose non stiano proprio in questi termini. Negli ultimi anni si sta infatti assistendo a numerose ricerche volte a considerare la tossicita' del glutine anche in soggetti non celiaci. In poche parole una vera e propria intolleranza al glutine, diversa dalla Celiachia. In realta', sarebbe piu' corretto chiamarla "ipersensibilita' al glutine" o Gluten Sensitivity (GS), come la chiamano i ricercatori.
Uno studio e' stato effettuato dalla sezione Biotecnologia e Biologia molecolare del Dipartimento di Medicina sperimentale della Seconda Universita' degli Studi di Napoli, in collaborazione con il Center for Vascular and Inflammatory Diseases, University of Maryland School of Medicine, Baltimore, Md., USA, l'Istituto di Scienze Alimentari, CNR di Avellino e la Division of Allergy and Clinical Immunology, Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, Md., USA. Lo studio ha preso in considerazione soggetti sani (gruppo di controllo), celiaci diagnosticati e soggetti con sensibilita' al glutine, cercando di capire quali meccanismi differenziano le condizioni cliniche di questi due ultimi gruppi. I risultati hanno mostrato che la Malattia Celiaca e la Gluten Sensitivity non solo sono diverse per l'eziologia genetica, ma anche per il tipo di risposta immunitaria (aumento della produzione della interleuchina IL-17 nei pazienti celiaci ma non in quelli con alta sensibilita' al glutine). Al di la' dell'innegabile interesse del risultato di questa ricerca, preme sottolineare che si sta facendo strada nel mondo medico la possibilita' di una condizione patologica scatenata dal glutine in soggetti non celiaci. La Gluten Sensitivity, appunto.
Che la gliadina fosse una frazione tossica del glutine era gia' noto. Ma l'idea di base era che lo fosse solo per i celiaci. La direzione che gli studi recenti stanno prendendo e' invece logicamente ribaltata; la gliadina e' tossica per tutti, ma la maggior parte delle persone sviluppa una tolleranza, un meccanismo di protezione che mette al riparo le cellule intestinali (e i villi) dall'azione tossica di questo composto proteico. Altri soggetti, invece, perdono (o non sviluppano) questa tolleranza e in alcuni casi la condizione evolve in Malattia Celiaca, mentre in altri vi sarebbe comunque una reazione, come accadrebbe per i soggetti sensibili al glutine, anche se del tutto diversa da quella celiaca e meno coinvolgente per il sistema immunitario.
Secondo un articolo della dottoressa Anna Sapone, pubblicato su Celiachia Notizie di Luglio 2010(il notiziario in formato cartaceo dell'AIC), i pazienti affetti da GS avrebbero un leggero aumento dei linfociti intraepiteliali (non netto come nel caso dei celiaci) ma con villi assolutamente normali. Inoltre, in alcuni casi, sarebbero positivi ai soli anticorpi IgA/IgG AntiGliadina, ma negativi agli altri markers (EMA e TtG). I sintomi pero' sarebbero quasi sempre legati a gonfiore addominale, diarrea, calo di peso, crampi e dolori articolari.
Spesso sono diagnosticati con la sindrome del colon irritabile.
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
GRAN BRETAGNA, RECORD TRISTISSIMO: ALCOLISTA A 3
ANNI È FINITO IN OSPEDALE PER ESSERE DISINTOSSICATO
Un bambino inglese di appena 3 anni e' entrato nel guinness del piu' triste dei primati: quello di piu' giovane alcolista di sempre. Il piccolo, a cui e' stata diagnosticata una crisi di astinenza da alcol, e' finito in ospedale per essere disintossicato. I medici si sono cosi' trovati davanti ad un paziente con tutti i sintomi dell'alcolismo, e sono stati costretti ad inserirlo nel gruppo di 13 minori al di sotto dei 12 anni, a cui sia stata diagnosticata la dipendenza dall'alcol tra il 2008 e il 2010.
Il fenomeno dell'alcolismo in Gran Bretagna e' vastissimo, e la gravita' del problema e' proprio evidenziata dall'eta', sempre decrescente, degli individui affetti da patologie collegate a questa dipendenza cosi' nefasta.
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
GIAPPONE, SAVE THE CHILDREN: 70MILA BIMBI SFOLLATI
APPELLO PER RACCOGLIERE 5 MILIONI DI DOLLARI
"Siamo estremamente preoccupati per gli almeno 70mila bambini sfollati a causa del terremoto e dello tsunami. Moltissimi hanno perso le loro case e sono stati costretti a rifugiarsi in posti insicuri e disagiati come i centri di evacuazione che potrebbero indurre in loro ulteriore ansia e paura. C'e' poi il rischio che un certo numero di bambini sia rimasto separato dai propri genitori e familiari".
Cosi' in una nota Stephen McDonald, coordinatore dell'intervento di emergenza di Save the Children.
"E' fondamentale provvedere subito a un supporto sia per i bambini che per i genitori, per aiutarli a fare fronte al devastante impatto del terremoto. Save the Children ha gia' inviato un team a Sendai - l'area piu' colpita - stabilendovi una base operativa". Inoltre un altro team dell'ong e' dispiegato lungo la strada da Tokyo a Sendai per organizzare e allestire delle 'aree sicure' per i bambini, degli spazi dove possano giocare e divagarsi, permettendo ai genitori di registrarsi per ottenere gli aiuti e l'assistenza d'emergenza. Save the Children, inoltre, avviera' anche delle attivita' di ricongiungimento dei minori rimasti soli e separati dai genitori. Per supportare l'immediato intervento di emergenza l'organizzazione internazionale lancia un appello per la raccolta di 5 milioni di dollari.
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
GIAPPONE, UNICEF: PRONTI AD AIUTARE UN POPOLO
GENEROSO "LORO LO HANNO FATTO CON TANTE PERSONE"
"Mentre il mondo si unisce nel sostegno al popolo giapponese, noi dell'Unicef esprimiamo le nostre sentite condoglianze per le tragiche perdite di vita provocate dal terremoto e dallo tsunami". Lo ha dichiarato il direttore generale dell'Unicef Anthony Lake. "Questa doppia catastrofe- continua la nota- ha lasciato il paese ed i suoi amici storditi e in lutto, e le nuove minacce causate dal sisma e le sue conseguenze sono fonte di estrema preoccupazione per tutti noi. Come in tutte le emergenze di portata devastante, i bambini sono i piu' vulnerabili. Lavorando in stretta collaborazione con il Comitato Giappone per l'Unicef, abbiamo offerto il nostro sostegno per proteggere i bambini colpiti da questa catastrofe e per fornire servizi necessari nei giorni a venire".
Il direttore generale ha poi concluso: "I nostri pensieri e le nostre preghiere sono per il popolo del Giappone, uno dei paesi piu' generosi del mondo. Siamo pronti ad aiutare loro, cosi' come loro hanno aiutato tante altre persone, in questi giorni di estremo bisogno".
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
A BOLOGNA "L'ISOLA CHE C'È", SITO 
ABBATTI-BARRIERE DA PROVINCIA E AICS
PORTALE ACCESSIBILE ANCHE AI NON VEDENTI
Provincia di Bologna e Aics insieme per dare un punto di riferimento alle persone con disabilita' fisica o mentale. Con un sito (http://www.isolachece.eu), che si propone come una banca dati online totalmente gratuita e sempre aggiornata. Una bacheca che mette a disposizione degli utenti tutte le informazioni relative a attivita' ricreative, sportive e culturali del territorio. "Con tante associazioni coinvolte- spiega Matilde Mariotto dell'Aics- che insieme possono crescere e farsi conoscere. Entrando in contatto e costruendo qualcosa di importante per i disabili. E' per questo che e' nato il progetto 'L'Isola che c'e''. Un sito che rispetta gli standard di accessibilita' e, in maniera molto semplice, tramite il programma screen reader puo' anche essere utilizzato dai non vedenti". Secondo Elena Costa del Pd, "questo progetto rappresenta un valore aggiunto per tutti. Fare insieme per fare meglio. Ma in futuro occorrera' tirare le somme, fare un bilancio. Ci rivedremo per capire se il servizio risponde alle caratteristiche degli utenti- dice nel corso della commissione di oggi a Palazzo Malvezzi- ma anche per valutare se ci sono cose che possono essere migliorate".
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
ROBOTICA E NUOVE TECNOLOGIE ATTRAGGONO SEMPRE
STUDENTI E I DIPLOMATI TROVANO FACILMENTE LAVORO
Robotica e nuove tecnologie attraggono sempre di piu' gli studenti tanto da far crescere le iscrizioni in alcuni istituti tecnici italiani, ma crollano gli investimenti pubblici e per poter far fronte alle spese gli istituti si autotassano o si rivolgono alle fondazioni bancarie. Dal Piemonte all'Abruzzo, e' il paradosso raccontato da alcune voci dei partecipanti al RomeCup 2011, Trofeo internazionale Citta' di Roma di Robotica, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale e in corso a Roma a cui partecipano diverse scuole italiane, alcune universita' e aziende che lavorano nel settore. Dall'Itis Vallauri di Fossano, in provincia di Cuneo, all'istituto Alessandro Volta di Pescara, presenti alla manifestazione con due stand, la storia e' la stessa. Nell'ultimo anno c'e' stato un incremento delle iscrizioni, oltre il 30% rispetto all'anno precedente, ma al contempo i fondi provenienti dallo Stato sono calati in maniera considerevole. A parlarne, tra soddisfazione per il lavoro fatto e amarezza, sono i docenti che hanno accompagnato i ragazzi alla manifestazione per confrontarsi con le altre esperienze e a presentare i propri progetti di robotica. "Quest'anno abbiamo incrementato le iscrizioni del 36% - spiega Antonio Briatore, insegnante di Meccanica e Macchine all'Itis Vallauri di Fossano -. Questo significa per noi che almeno sul nostro territorio qualche famiglia ha cominciato a reinvestire negli istituti tecnici". L'istituto di Fossano oggi ha 1.200 alunni e 150 insegnanti. Ci sono ben 26 laboratori e i costi da sostenere sono tali da dover andare a cercarli altrove. "Il ministero non manda piu' soldi - spiega Mario Freni, direttore amministrativo dell'istituto - e ci rivolgiamo alle fondazioni bancarie, con bandi a progetto. Andiamo avanti partecipando a tutti i bandi, con buoni risultati. Nel 2010 l'apporto esterno e' pari di 100mila euro, quello del ministero circa 40mila". E le differenze rispetto al passato si sentono. "Nel '92 avevamo 10 milioni di lire a classe, nel 2010 abbiamo mille euro a classe.
Nel '92 a parita' numerica di alunni avevamo 300milioni, nel 2010 48mila euro. Tutto questo mentre negli ultimi due anni sono cresciute le iscrizioni alle prime. L'anno prossimo in prima entreranno 373 allievi su 270 dell'anno precedente".
A diversi chilometri di distanza la situazione non e' poi cosi' diversa. A raccontarla e' Renzo Delle Monache, docente di sistemi e automazione all'Itis Alessandro Volta di Pescara, presente al RomeCup con un proprio progetto di robotica a pochi passi dallo stand dell'istituto di Fossano. Nell'Itis di Pescara, per far partecipare i ragazzi ai concorsi e per rifornire di alcune attrezzature i laboratori, gli stessi professori hanno deciso di autotassarsi. "Noi andiamo avanti con i sacrifici dei docenti - racconta Delle Monache -. Per poter acquisire quattro kit di robot di 300 euro ciascuno abbiamo attinto a fondi d'istituto, significa che i docenti hanno fatto dei piccoli sacrifici e alcune ore di supplenza non verranno pagate". Anche a Pescara scarseggiano i fondi. "Sono diminuiti tantissimo, specialmente nell'ultimo anno. Sono diminuiti addirittura i soldi per pagare le supplenze dovute all'accorpamento delle cattedre. Nel nostro capitolato quest'anno mancano 250mila euro. Non ci arrivano piu' dalla direzione generale, prima invece arrivavano". L'istituto oggi conta 1.100 iscritti, ma anche in questo caso i nuovi studenti stanno aumentando. "Le iscrizioni sono aumentate del 30% - racconta Delle Monache -, gli iscritti alle prime sono passati da 200 a 270 con una netta inversione rispetto ai licei che fino all'anno scorso avevano il predominio".
Eppure, nonostante le difficolta' economiche, i risultati ci sono. L'istituto di Fossano ha vinto gia' diverse edizioni della Gara nazionale di meccanica e elettronica. Nel 2006 ha vinto il primo premio nella categoria meccanica e nel 2010 si e' aggiudicato entrambe le categorie. Anche l'istituto di Pescara e' sulla strada del successo, passando le semifinali a Vicenza e partecipando alle prossime gare nazionali di Catania. Ma tra i risultati non ci sono solo quelli in gara. Quello piu' significativo e' il successo dovuto alla preparazione che l'istituto riesce a dare ai suoi alunni e la possibilita' che le aziende scommettano su di loro. "A Fossano facciamo un'indagine sui nostri diplomati ogni due anni - racconta Briatore - e quindi abbiamo sempre idea di dove sono finiti, quali attivita' svolgono, coerenti o meno con il diploma. Per i corsi di periti meccanici, elettrotecnici e informatici, siamo oltre il 67% di persone che trovano un lavoro coerentemente col suo diploma".
Successo riscontrato anche a Pescara. "Abbiamo un ottimo rapporto con le aziende - spiega Delle Monache -. Riusciamo a far fare stage ad una trentina di ragazzi per specializzazione ogni anno.
Dalla meccanica all'elettrotecnica. Molti ragazzi poi vengono richiamati perche' fanno degli ottimi progetti".
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
ROMA, BIMBO LASCIATO SUL BUS: L'ATAC 
LO FA RITROVARE AUTISTA  HA CONTATTATO
SUBITO CENTRO CONTROLLO
Disavventura a lieto fine per un ragazzino di 11 anni lasciato solo sulla linea 309 che ha potuto riabbracciare il padre grazie alla pronta segnalazione dell'autista del bus. E' accaduto stamani, alle 7.20 quando la madre del bambino e' scesa alla fermata senza rendersi conto di aver lasciato il figlio solo a bordo della vettura. Lo rende noto con un comunicato Roma servizi per la Mobilita'.
Accortosi di essere rimasto senza genitore, il giovane e' sceso alla fermata successiva di via Igino Giordani palesemente impaurito e in lacrime, continua la nota. L'autista, accortosi della situazione, ha immediatamente contattato il centro controllo dell'Atac che ha inviato sul posto due ispettori i quali, grazie alla descrizione fornita dall'autista, hanno rintracciato il ragazzino e hanno chiamato i Carabinieri, che dopo averlo preso in consegna, hanno rintracciato il padre e glielo hanno consegnato.
Anche la madre, accortasi d'aver lasciato il ragazzino sul bus, si era messa in contatto con Atac che le ha confermato d'averlo rintracciato.
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
A BOLOGNA 'YOUNGABOUT', IL CINEMA  FATTO
DAI RAGAZZI TRATTATI TEMI  INQUINAMENTO,
BULLISMO, ESCLUSIONE SOCIALE
Un festival dedicato al cinema contemporaneo per ragazzi. A Bologna, da lunedi' al 19 marzo, va in scena la quinta edizione di 'Youngabout internazional film festival', manifestazione dedicata al cinema contemporaneo per ragazzi e che quest'anno portera' in sala temi come l'inquinamento, il bullismo, l'esclusione sociale e il dialogo interculturale. L'edizione 2011 prevede in concorso tre sezioni: una dedicata ai lungometraggi, con il meglio della produzione internazionale; una ai corti e una ai medio-metraggi.
Il festival e' organizzato dall'associazione culturale 'Gli anni in tasca' in collaborazione con il Comune di Bologna e altri enti del territorio. Per Doriana Bortolini, responsabile ufficio giovani del Comune "il festival, in questo momento di crisi, e' un evento eccezionale che dimostra una grande capacita' di crescita e creativita' dei giovani a fronte di fondi molto bassi.
È importante che anche le istituzioni sostengano questi progetti".
Tra i corti della sezione scolastica, uno in particolare tratta il tema della diversita' culturale. Si chiama 'Nei panni degli altri ed e' realizzato dai ragazzi delle scuole superiori di Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Il video racconta la storia dell'arrivo in classe di un nuovo compagno straniero: inizialmente tutti lo guardano con diffidenza, poi, l'alunno piu' disinvolto della classe si addormenta e sogna di essere circondato da coetanei di altri paesi' La situazione si ribalta nel finale e al risveglio il ragazzo comprende cosa sta provando il compagno straniero.
Notiziario Minori, 15 marzo 2011

venerdì 11 marzo 2011

GARIBALDI, FALCONE... L'ITALIA DEGLI STUDENTI
STRANIERI SONDAGGIO FRA I 16-18ENNI NEL
NOSTRO PAESE CON INTERCULTURA
Il 74% di loro e' a conoscenza delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unita' d'Italia, il 54% conosce 'Fratelli d'Italia' e il 30% identifica per antonomasia Giuseppe Garibaldi con il nostro Risorgimento. E' l'esercito di studenti stranieri, dai 16 ai 18 anni, accolti gratuitamente da una famiglia italiana, che studiano nel nostro Paese grazie ad Intercultura, la onlus che dal 1955 promuove i programmi di studio all'estero in oltre 60 paesi. Quest'anno, ospiti nei 135 Centri locali gestiti dai volontari dell'associazione, sono quasi 800 ragazzi. Un novantina di loro hanno risposto a un questionario sulla loro esperienza di studio e di vita in Italia. Con una serie di quesiti dedicati anche ai festeggiamenti dell'Italia Unita. 17 MARZO, UNA FESTA CONOSCIUTA - Il 74% degli intervistati sa dell'appuntamento del 17 marzo, il 26% lo ignora. I piu' hanno saputo della festa (39% dei casi) dalla famiglia ospitante, il 26% dai mezzi d'informazione (giornali e tv) e il 10% dalla scuola. "Questo dato e' la conferma- spiega Raffaele Pirola, responsabile della comunicazione di Intercultura- del ruolo centrale che la famiglia ospitante riveste nella formazione di questi ragazzi".
L'EROE DEL RISORGIMENTO? GARIBALDI... MA ANCHE FALCONE - Chi e' l'eroe del Risorgimento? Quasi uno studente straniero su 3 indica Giuseppe Garibaldi, perche' e' l'eroe dei due mondi. Il 3,5% dei ragazzi vota invece per Giuseppe Mazzini, mentre il 2,5% ricorda Cavour o Vittorio Emanuele II. C'e' anche chi si confonde con il Rinascimento (e cita Leonardo, Machiavelli, Brunelleschi, Michelangelo) e chi mette fra gli eori dell'Italia Unita, non per errore storico ma per rilievo simbolico, il giudice Falcone.
Infine ben il 54% degli studenti conosce l'inno di Mameli e sa citarne almeno la prima strofa. ITALIANI: UNITI SÌ, MA SEPARATI IN CASA - L'Italia e' si' una sola nazione, ma resta nettamente separata tra Nord e Sud: e' la percezione della stragrande maggioranza (il 76,5%) degli studenti stranieri che stanno trascorrendo un anno nostro paese con Intercultura. La differenza e' talmente marcata che ben 1 su 4 di questi studenti (75%) dice di sentirsi un cittadino del Nord, del Centro o del Sud a seconda di dove risiede. Solo il 24% afferma di considerarsi un cittadino italiano. Le differenze tra settentrione e meridione si cristallizzano nei soliti luoghi comuni: i ritmi frenetici, la freddezza, il lavoro e la ricchezza concentrati al Nord messi in antitesi alla tranquillita' e al calore delle persone del Sud. Ma i ragazzi vanno oltre: interrogati sugli elementi di unione sanno indicare non solo quelli scontati (la passione per il calcio, il patrimonio artistico e culturale, la lingua, l'amore per il cibo), ma anche e soprattutto i buoni sentimenti che scaturiscono dal cuore degli italiani, come il forte senso della famiglia e la solidarieta'.
TRA STEREOTIPI E SCOPERTE, L'ITALIA VISTA CON OCCHI STRANIERI - Credevano di trovare la mafia e invece hanno scoperto Roberto Saviano. Giunti in Italia con una valigia piena di pregiudizi sugli aspetti negativi della nostra nazione che identificavano con la mafia, la criminalita', il rumore, la sporcizia, il razzismo, la disorganizzazione, la superficialita', il maschilismo, gli studenti stranieri si rendono ora conto che l'Italia non e' solo cosi'. Dopo i loro primi 5-6 mesi di permanenza dimostrano di essere in grado di elaborare una propria personale percezione del nostro Paese che viene identificato con l'universo familiare che li ospita in tutta la sua solarita'.
Infine alla domanda sul loro scrittore italiano preferito, la maggior parte risponde Dante (39%), Manzoni (7%) o Boccaccio, ma uno su cinque stupisce citando da Saviano a Umberto Eco, intellettuali di riferimento della societa' civile. Amatissimi sono anche Roberto Benigni e Fabrizio De Andre'.
Notiziario Minori, 11 marzo 2011
LA PRIMA SIGARETTA A 15 ANNI, PER SEGUIRE GLI AMICI
LA CAMPAGNA ITINERANTE MOIGE-'SIPPS': NO AL FUMO
Partira' domani dalla Regione Lazio la seconda edizione di "Alessio e Sara in tour per la prevenzione al fumo minorile!", la campagna itinerante realizzata dal Moige - Movimento genitori con il patrocinio scientifico della Sipps - Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale, che gia' lo scorso anno ha portato in 6 regioni italiane il suo programma di sensibilizzazione e informazione per la lotta al fumo minorile. I dati piu' recenti a disposizione sono quelli dell'indagine condotta dalla Doxa per l'Istituto superiore di sanita', secondo cui in Italia, nel 2010, fuma il 21,7% delle persone di 15 anni e piu', corrispondenti a circa 11,1 milioni di cittadini italiani. Di questi, il 23,9% sono uomini (5,9 milioni) e il 19,7% donne (5,2 milioni).
Secondo il Moige, "l'eta' media in cui i giovanissimi di eta' compresa tra 15 e 24 anni iniziano a fumare e' 15 anni, sebbene oltre il 34 % dei ragazzi intervistati ha dichiarato di aver iniziato prima, mentre il 50 % nella fascia di eta' 15-17 anni".
I dati sono allarmanti, "indicando che piu' di 8 giovani su 10 (85,3 %) under 24 iniziano a fumare prima del diciottesimo anno di eta'". Grave anche la quantita' di sigarette consumate: quasi il 13% dei minorenni ne fuma meno di 15 al giorno, mentre il 7,9% si spinge fino a 24 e c'e' un 1,3% che consuma oltre le 25 sigarette giornaliere.
Interessanti i dati sulle ragioni che spingono i minori ad avvicinarsi al fumo: 7 intervistati su 10 (73%) appartenenti alla classe di eta' 15-24 anni hanno dichiarato che la principale motivazione per cui hanno iniziato a fumare e' stata l'influenza esercitata dagli amici o il fatto che i propri amici gia' fumavano.
Notiziario Minori, 11 marzo 2011
SEDENTARI E BEVONO TROPPO, GIOVANI A 
RISCHIO RAPPORTO OSSERVASALUTE 2010
L'Italia e' un paese 'ancora in salute', ma 'e' grassa, vecchia e pigra'. Colpa dei 'cattivi comportamenti' e degli stili di vita sbagliati. È quanto emerge dall'ottava edizione del Rapporto Osservasalute (2010), presentato a Roma all'Universita' Cattolica. Secondo il rapporto mettono a rischio la salute, o comunque ne compromettono la qualita', i cattivi comportamenti (in fatto di alimentazione, sedentarieta' e consumo di alcol in eccesso soprattutto tra i giovani). Queste abitudini sbagliate, oltretutto, sembrano divenute 'normali' (e accettate per tali). 'Difficolta'' anche sulla salute delle donne. Secondo il rapporto, infatti 'ha smesso di crescere l'aspettativa di vita' delle donne: 'negli ultimi 5 anni e' aumentata di appena tre mesi (da 84 anni nel 2006 a 84,1 anni nel 2009, 84,3 nel 2010), mentre per gli uomini e' aumentata di sette mesi nello stesso arco di tempo (da 78,4 anni nel 2006 a 78,9 anni nel 2009, 79,1 nel 2010)'.
Comportamenti a rischio tra le donne, ma anche tra gli uomini, sono legati al consumo di alcol: 'sono infatti aumentate le donne adulte (19-64 anni) con consumi di alcol a rischio (si ritengono a rischio le donne che eccedono il consumo di 20 grammi di alcol al giorno, 1-2 Unita' Alcoliche), la prevalenza e' passata dall'1,6% nel 2006 al 4,9% nel 2008'. 'Ma i problemi di salute degli italiani non dipendono solo dalla loro cattiva volonta' che li porta a essere sedentari e poco inclini a corretti stili di vita- ha spiegato il professor Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene della Facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' Cattolica di Roma- bensi' anche dal deteriorarsi, soprattutto nelle regioni in difficolta' sul piano economico (soprattutto al Sud), di interventi adeguati per mancanza di investimenti nella prevenzione. A cio' si aggiunge il problema della chiusura degli ospedali'.
'In dieci anni di federalismo sanitario, con la sanita' ormai trasferita interamente alle regioni, il problema e' che quelle deboli corrono il rischio di essere travolte, la sanita' rischia cioe' di essere l'elemento dirompente della Regione in toto', ha aggiunto Ricciardi.
Il Rapporto e' frutto del lavoro di 203 esperti di sanita' pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici e economisti distribuiti su tutto il territorio italiano.
Tre regioni da sole (Lazio, Campania e Sicilia) hanno generato il 69% dei disavanzi accumulati dal Servizio sanitario nazionale nel periodo 2001-2009. In termini pro capite, 'disavanzi molto significativi si sono generati anche in Molise, Valle d'Aosta, Abruzzo e Sardegna. Solo nel Centro-Nord le regioni (tranne appunto Valle d'Aosta, nonche' Piemonte, PA di Trento, Liguria e, nel 2009, Veneto) da alcuni anni chiudono i conti in sostanziale equilibrio'.
CRESCE ANCHE LA FECONDITÀ - Il tasso di fecondita' totale (Tft) si attesta, nel 2008, su un valore inferiore al livello di sostituzione (ossia quello, circa 2,1 figli per donna, che garantirebbe il ricambio generazionale) che e' pari a 1,4 figli per donna in eta' feconda. Tale ripresa e' imputabile sia alla crescita (specie nel Centro-Nord) dei livelli di fecondita' delle over 30 anni che all'apporto delle donne straniere. Studi dimostrano che l'aumento del Tft registrato tra il 2001 e il 2006 e' dovuto, in pari misura, alla crescita della fecondita' delle donne con cittadinanza italiana e a quella delle cittadine straniere. Nel 2008 i valori del Tft piu' elevati si registrano nelle Province Autonome del Trentino-Alto Adige e alla Valle d'Aosta, dove tale indicatore raggiunge il valore di circa 1,6 figli per donna. Le regioni dove si registra un Tft particolarmente basso (ossia inferiore a 1,2 figli per donna in eta' feconda) sono Sardegna e Molise.
QUALCHE SPORTIVO IN PIÙ MA CONTINUA A VINCERE LA PIGRIZIA - Rispetto al Rapporto Osservasalute 2009 si registra un leggero incremento della quota di persone che svolgono solo qualche attivita' fisica e una conseguente riduzione nella quota di sedentari. Nel 2008 il 21,6% della popolazione di 3 anni e oltre pratica uno o piu' sport con continuita', poco piu' di un italiano su cinque (era il 20,6% nel precedente Rapporto) mentre il 9,7% lo pratica in modo saltuario. Le persone che dichiarano di svolgere qualche attivita' fisica (come fare passeggiate per almeno 2 chilometri, nuotare o andare in bicicletta), sono il 27,7%. La quota di sedentari e' pari al 40,2%. Come negli anni precedenti si vede che nelle regioni meridionali si fa meno sport in maniera continuativa - in Sicilia lo pratica solo il 13,8%, in Campania il 15,1% e in Puglia il 15,8% - rispetto alle regioni settentrionali (Trentino-Alto Adige 33,5%) e centrali (Lazio 23,2%). Verosimilmente, l'analisi territoriale mostra come la sedentarieta' aumenti man mano che si scende da Nord verso Sud, in particolare in Campania (53,9%), Calabria (54,6%) e Sicilia (61,8%) dove oltre la meta' delle persone dichiara di non praticare nessuno sport.
LA DIETA MEDITERRANEA, UNA TRADIZIONE DA RICONQUISTARE - Aumentano di pochissimo i consumi di frutta e verdura degli italiani, nel 2008 solo il 5,7% delle persone (poco piu' di cinque su 100) mangia le cinque porzioni raccomandate al di', con un +0,1% rispetto al 2007. Si noti che per il 2008, nelle regioni dove e' piu' diffusa l'abitudine di pranzare fuori casa (a mensa e al ristorante, sono soprattutto le regioni del Nord e il Lazio) si registra una percentuale piu' elevata di persone che dichiarano di mangiare 5 e piu' porzioni al giorno di ortaggi, verdura e frutta. L'evoluzione dei consumi alimentari ha messo in evidenza il ruolo della mensa come luogo di consumo dei pasti in relazione all'assunzione giornaliera di verdura, ortaggi e frutta. Le tendenze degli italiani a tavola non sono proprio virtuose, pur con qualche marginale segno di miglioramento: negli anni 2001-2009, i consumi degli italiani risultano molto lontani da una dieta equilibrata, che richiederebbe soprattutto l'incremento del consumo di vegetali e la riduzione del consumo delle fonti di grassi, di zuccheri semplici e delle bevande alcoliche. Si riscontra la diminuzione nei consumi di alcune fonti di grassi (salumi e formaggi), ma anche del consumo di latte e patate. Troppo esiguo inoltre il consumo di cereali (pane, pasta e riso), visto che una dieta equilibrata prevede che i carboidrati ammontino a circa l'84% del fabbisogno medio giornaliero. Inoltre si osserva un aumento delle persone che consumano dolci in quantita' moderata, mentre risulta fortemente crescente il consumo di snack salati. Si osserva anche l'aumento del consumo di bevande gassate.
CONSUMO DI ALCOL - I giovani si imitano anche nelle cattive abitudini, infatti dal Rapporto emerge che le ragazze si stanno accostando alle abitudini meno salutari dei ragazzi loro coetanei: si osserva per le giovani di 18-24 anni la crescita del consumo di alcolici fuori pasto e alcolici diversi da birra e vino e di alimenti proteici. Quanto all'alcol, i non consumatori risultano pari al 29,4% della popolazione (dati 2008), dato rimasto stabile rispetto al 2007 in tutte le regioni ad eccezione di Molise e Campania dove si registra un incremento statisticamente significativo dei non consumatori (Molise +4,5 punti percentuali; Campania +2,9 punti percentuali). La prevalenza di consumatori a rischio raggiunge, nel 2008, il 25,4% per gli uomini e il 7,0% per le donne. Non si evidenziano differenze statisticamente significative rispetto al 2007 tra gli uomini, mentre si registra una riduzione complessiva, a livello nazionale, di 0,8 punti percentuali tra le donne e a livello regionale in Piemonte (-3,2 punti percentuali) e nelle Marche (-3,8 punti percentuali). La prevalenza di consumatori a rischio 11-18enni raggiunge, nel 2008, il 18,0% per il genere maschile e l'11,4% per quello femminile e a livello regionale non si registrano differenze statisticamente significative rispetto al 2007. Il dato piu' elevato, rispetto alla media nazionale, si registra, per entrambi i generi, nella Provincia Autonoma di Bolzano (M = 33,2%; F = 33,2%).
Notiziario Minori, 11 marzo 2011
RAVENNA, ECCO LA PRIMA AULA ECO PENSATA DAI 
BAMBINI 2,4 MLN INVESTITI, IL PAESE SI CHIAMA CLASSE...
E' "bio", cioe' costruita coi metodi ecologici e pure innovativa nella didattica, visto che sara' la prima ad avere aule con gli alunni disposti a cerchio, come bambini e insegnanti hanno voluto e progettato. La scuola di nuova generazione e' a Classe, nel ravennate, e sara' inaugurata sabato prossimo dal sindaco della citta' bizantina, Fabrizio Matteucci. Il Comune, infatti, ha speso 2,4 milioni di euro per rinnovare la vecchia struttura e oggi il nuovo polo dispone di 14 spazi, di cui 10 aule per la didattica e quattro laboratori destinati alle elementari e tre sezioni per la materna che potra' ospitare fino a 84 bambini. La struttura portante e' tutta in legno, l'impiantistica a basso consumo energetico e fornita di pannelli fotovoltaici per l'energia. Altro elemento all'avanguardia e' il fatto che gli arredi e la loro disposizione sono frutto della progettazione elaborata proprio dai bambini e dalle loro insegnanti.
Notiziario Minori, 11 marzo 2011
RADIOTERAPIA, UNA FIABA INVECE 
DELL'ANESTESIA I BAMBINI SI TRANQUILLIZZANO
E   COLLABORANO CON I TECNICI
Leggere una fiaba puo' evitare l'anestesia ai bambini che si sottopongono a radioterapia. Soprattutto se e' scritta apposta per questo tipo di situazione. L'idea e' venuta a Gabriele Carabelli e Sarah Frasca, tecnici di radioterapia pediatrica all'Istituto nazionale dei tumori di Milano, che quotidianamente affrontano le difficolta' di interagire con bambini malati. Cosi' e' nato il libro "Il gatto che aveva perso la coda" scritto da Emanuela Nava per Carthusia, e realizzato grazie alla fondazione Magica Cleme.
"La radioterapia e' di per se' indolore, ma richiede collaborazione da parte dei pazienti -spiega Carabelli- Chi arriva a questo trattamento, in genere e' gia' passato attraverso molti altri interventi. È spaventato e dolorante". Cosi', soprattutto con i piu' piccoli, a volte e' necessario fare l'anestesia "che peggiora ulteriormente la qualita' di vita del bambino e dei genitori" aggiunge il tecnico. La fiaba e' un modo per creare un terreno comune per la comunicazione fra i medici, il paziente e la sua famiglia. Il gatto protagonista della storia parte per un viaggio nello spazio alla ricerca della coda smarrita: nelle illustrazioni, l'astronave e' uguale al macchinario usato per la radioterapia, mentre il gatto indossa un casco, che riproduce la maschera che i bambini indossano durante la cura. Una settimana prima dell'inizio della terapia il libro viene consegnato gratuitamente ai genitori dall'Istituto dei tumori (grazie al finanziamento della fondazione Magica Cleme). "Quando il bambino arriva qui, noi e loro possiamo fare riferimento alla fiaba per spiegargli la situazione, e lui riconosce intorno a se' gli elementi che ha visto nel libro" spiega Carabelli. In questo modo si tranquillizza e collabora con i tecnici, che non sono costretti a ricorrere a farmaci anestetizzanti. La versione per l'ospedale ha all'interno un pieghevole per spiegare ai genitori la storia e l'uso del libro. Da gennaio sono stati consegnati circa 20 volumi: "Sembra che funzioni, ma stiamo raccogliendo dati e valutazioni sulle reazioni dei nostri pazienti, per poter valutare scientificamente l'efficacia di questo strumento terapeutico" conclude Carabelli.
Notiziario Minori, 11 marzo 2011
AUTISMO E SCUOLA, "NON CI SONO INVESTIMENTI"
"ALIENI NEL CORTILE", CONVEGNO IN CORSO A CREMA
"Se al mondo non ci fossero teste con autismo, i progressi informatici degli ultimi anni non sarebbero stati possibili. Nella Silicon valley, per esempio, lavorano molte persone con sindrome di Asperger. Abbiamo bisogno di tutti i tipi di mente". Secondo Enza Crivelli, responsabile per l'autismo dell'ambulatorio riabilitativo "Il tubero" dell'Anffas di Crema, e' uno dei motivi per cui e' necessario favorire la partecipazione a scuola dei bambini e dei ragazzi affetti da autismo. "In Italia sono circa 16 su mille e spesso hanno capacita' intellettive superiori alla norma. In classe pero' si trovano in difficolta', perche' il tipo di comunicazione tradizionale della scuola, in prevalenza verbale, non e' adatto a loro" continua Enza Crivelli. Il tema e' approfondito a Crema, nel corso del convegno "Alieni nel cortile. L'etica dell'inclusione scolastica e sociale per l'autismo e la sindrome di Asperger", organizzato da Anffas - Crema e dalla casa editrice Uovonero.
Chi dovrebbe favorire in primis questa inclusione e' l'insegnante, adattando la lezione anche a chi a problemi di comunicazione, potenziando per esempio l'aspetto visivo.
Accorgimenti che non vanno a scapito degli altri alunni, e che i docenti dovrebbero imparare attraverso appositi corsi di formazione. "Il problema e' che non si fanno investimenti. Anche solo per venire a questo convegno, molti insegnanti hanno problemi, perche' dovrebbero prendere le ferie" aggiunge Enza Crivelli. Che si occupa anche di spiegare ai bambini nelle classi che cos'e' l'autismo e come si possono aiutare i compagni che hanno questo problema a partecipare ai giochi. Fra gli strumenti di queste lezioni, c'e' il libro "Riccio Lino e le gommolose", che spiega come anche l'amico "spinoso" possa avere delle risorse utili al gruppo. Il volume e' edito da Uovonero, una casa editrice specializzata in libri sull'autismo, che la stessa Enza Crivelli ha contribuito a fondare. Da domani in libreria saranno disponibili due nuovi titoli. Per i bambini, "Giacomino e la pianta di fagioli", una fiaba tradizionale, che affianca al testo e alle classiche illustrazioni i simboli Pcs (Picture communication symbols), usati in ambito terapeutico per chi ha problemi con la lettura. A insegnanti, genitori, e altri professionisti del settore e' rivolto invece "Le percezioni sensoriali nell'autismo", di Olga Bogdashina, che analizza come le percezioni sensoriali degli autistici, diverse rispetto alle nostre, siano alla base di molti dei loro comportamenti che noi giudichiamo incomprensibili.
Notiziario Minori, 11 marzo 2011

martedì 8 marzo 2011

ADOLESCENTI, IN GRUPPO PIÙ VULNERABILI E 
'PERICOLOSI' STUDIO DELLA TEMPLE UNIVERSITY
Gli adolescenti non sono piu' bambini, ma non sono neanche adulti. È una fase della vita, quella dai 13 ai 17 anni, molto delicata. Un momento in cui ci si lascia trascinare, si e' vulnerabili e si e' anche inclini a comportamenti azzardati, soprattutto quando si e' in gruppo. A sostenere questa tesi, molto preoccupante per i genitori, e' uno studio della Temple University, pubblicato su 'Developmental Science'. Non e' facile per mamma e papa' proteggere i loro bambini, anzi il compito di genitore forse in questa eta' diventa particolarmente complicato.
La ricerca spiega come mai, fra i teenager, l'unione sia una specie di calamita' verso il pericolo. I ricercatori hanno misurato l'attivita' cerebrale degli adolescenti, da soli e con un gruppo di coetanei, mentre erano impegnati a prendere decisioni pericolose. Finche' sono piccoli, si sta attenti ai loro bisogni primari, a che vivano e giochino in piena sicurezza, ma non c'e' un reale pericolo nel mondo esterno, perche' tanto sono al sicuro con noi. Ma quando sono piu' grandi, le paure aumentano e in modo esponenziale anche i pericoli.
I teeanger sono piu' vulnerabili al fascino del rischio e ai possibili vantaggi di una scelta pericolosa, rispetto a quando sono da soli. I volontari sono stati sottoposti al test mentre giocavano con videogame che simulavano la guida. La presenza dei coetanei rendeva piu' facile l'azzardo in chi stava alla guida.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
SORDITÀ INFANTILE, COLPISCE 0,7 PER MILLE
NUOVI NATI CUDA (SIO): "SERVE SCREENING 
NEONATALE DI MASSA COME IN USA E UE"
La sordita' infantile profonda incide per lo 0.5-0.7 per mille nuovi nati. Accanto a queste vi sono poi altrettante forme di minore gravita'. Perche' e' importante diagnosticare precocemente queste sordita' gravi? "Perche' in assenza di un tempestivo trattamento il linguaggio non si sviluppa come dovrebbe (non sento e pertanto non imparo a parlare)- spiega Domenico Cuda, direttore dell' U.O. di Otorinolaringoiatria presso l'ospedale "G. da Saliceto" di Piacenza ed esponente della Societa' italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico - facciale (Sio)- Se non si esegue alcun trattamento si arriva fatalmente al vecchio sordomutismo. Se si interviene tardivamente si hanno in ogni caso compromissioni piu' o meno severe del linguaggio e della comunicazione. Ecco l'urgenza del problema".
Cosa e' possibile fare oggi? "Fortunatamente- continua Cuda- e' possibile sottoporre a screening tutti i nuovi nati con procedure automatiche molto veloci, economiche e non invasive. Il metodo piu' utilizzato e' quello delle cosiddette emissioni otoacustiche. In pratica, l'orecchio sano risponde ad alcuni stimoli esterni emettendo lievissimi segnali (detti anche "echi" cocleari). Apparecchiature automatiche captano tali segnali e forniscono 'disco verde' all'operatore. In caso contrario danno 'disco rosso'". Ma cosa si fa poi con i bambini "disco rosso"?.
"Va precisato che essi non sono necessariamente sordi- avverte Cuda- in quanto il test dello screening e' molto sensibile ma potrebbero verificarsi casi di falsi positivi. E' pertanto necessario che su di essi vengano eseguiti test piu' accurati detti anche test diagnostici. Questi bambini vengono, quindi, inviati ad una struttura audiologica (in genere aggregata a reparti Orl dei principali ospedali) dove verranno eseguiti i potenziali evocati uditivi (Abr od altri). In alcuni di essi il risultato dei potenziali sara' normale e pertanto il bambino sara' dimesso dal programma di osservazione. In altri, invece, la sordita' sara' confermata. Tutto questo percorso dovra' completarsi nei primi mesi di vita (auspicabilmente entro il terzo)- consiglia l'esperto- A questo punto inizia la fase del trattamento che comprende la protesizzazione acustica e la presa in carico da parte di una logopedista. Se dopo alcuni mesi di trattamento riabilitativo i risultati non sono soddisfacenti il caso viene valutato per eventuale impianto cocleare (od orecchio bionico)".
"L'esperienza del passato- avverte Cuda- insegna che in assenza di programmi di screening neonatale della sordita', lasciata al solo sospetto da parte dei genitori o degli insegnanti, l'eta' di prima diagnosi e' decisamente tardiva (di norma compresa fra uno e due anni di vita) con sequele oggi considerate inaccettabili. Da tutto cio' si desume la capitale importanza dello screening neonatale universale della sordita'".
A questo punto veniamo alle note dolenti. "Mentre in quasi tutti i Paesi europei piu' avanzati, negli Stati Uniti ed in quelli dell'ex blocco sovietico- prosegue l'otorinolaringoiatra- sono stati adottati programmi di massa per lo screening neonatale della sordita' a livello nazionale, nel nostro paese essi sono stati inclusi nei Lea (livelli essenziali di assistenza) solo di recente (il decreto tra le altre non e' ancora stato emanato). Le realta' regionali al contrario sono molto variegate. Infatti, da tempo esistono programmi di screening nelle regioni Liguria, Umbria, Veneto, Lombardia e Campania. La Regione Emilia Romagna sta per emanare un decreto che lo rende obbligatorio in tutti i punti nascita regionali. A livello locale, infine, esistono molti singoli ospedali che praticano lo screening neonatale praticamente in quasi tutte le regioni sebbene esso non possa considerarsi in questi casi universale mancando il pieno coinvolgimento di tutti i punti nascita di un territorio (cliniche pediatriche, piccoli ospedali secondari etc.) e sebbene vada riconosciuto che in questi casi lo screening e' stato attuato su base volontaria da singoli reparti Orl presso i punti nascita locali. Risultare chiaro- sottolinea Cuda- come istituire un programma di questo genere e' cosa molto piu' complessa di quanto non sembra a prima vista. Infatti si deve prima organizzare e rendere obbligatorio lo screening in tutti i punti nascita di una regione prevedendo meccanismi di controllo che ne garantiscano la copertura di almeno il 95% dei nuovi nati nonche' un database centralizzato. Inoltre, bisogna formare il personale dei nidi di questi centri e dotarli delle apparecchiature necessarie (di solito di basso costo)".
Secondo l'esponente Sio, infine, "Bisogna poi strutturare i percorsi per l'invio automatico dei casi sospetti ad un centro di secondo livello per la conferma diagnostica. Devono esistere automatismi per la presa in carico riabilitativa precoce di questi casi. Infine, bisogna definire i criteri per inviare i casi meritori di impianto cocleare a centri di terzo livello.
Pertanto- conclude- non c'e' alcun bisogno di un megacentro di riferimento, ma un lavoro ben diverso che punti alla strutturazione di una rete capillare che sia capace di intercettare, in maniera efficiente e localmente, tutti i nati con questo problema. A quel punto poi si potranno strutturare i centri di secondo livello ed infine di terzo (magari anche uno unico). Diversamente si procedera' come al solito con il passo del gambero o con la solita' mentalita' top-down, costosa e criticabile".
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
DNA ASSOLTO, L'OBESITÀ COLPA DELLE ABITUDINI
RICERCA AMERICANA: NON C'È UNA TENDENZA GENETICA 
Se il piccolo di casa e' troppo 'rotondo', non si puo' tirare in ballo il Dna e una tendenza genetica al sovrappeso. La colpa piuttosto, sostengono i ricercatori dell'University of Michigan Cardiovascular Center (Usa), e' delle cattive abitudini, a tavola e non. La ricerca, pubblicata sull''American Heart Journal', e' frutto di uno studio condotto su 1.003 bambini. Ebbene, secondo l'indagine i piccoli obesi mangiano peggio dei coetanei magri, passano piu' ore incollati a tv e videogame e fanno meno sport. Insomma, i risultati mostrano che i piccoli extralarge piu' spesso dei coetanei mangiano il pranzo della scuola anziche' quello (piu' salutare) preparato a casa, e passano due ore al giorno tra piccolo schermo e videogame. Certo, "per i bambini estremamente in sovrappeso uno screening genetico puo' essere considerato - precisa Kim Eagle, descrivendo i risultati della ricerca - Per il resto, aumentare l'attivita' fisica, ridurre il tempo passato davanti a videogiochi e tv e migliorare il valore nutrizionale dei pasti a scuola" sono azioni che promettono di "invertire il trend di obesita' infantile". Negli Usa il problema e' tale che recentemente il presidente Barack Obama e' sceso in campo per offrire menu' scolastici piu' salutari a 31 milioni di bambini.
Nel frattempo il progetto del Michigan era gia' partito in 13 scuole, per 'imbrigliare' colesterolo e pressione dei piccoli e monitorare le loro abitudini. Secondo la ricerca, il problema sta anche nel fatto che pochi bambini con problemi di peso fanno attivita' fisica regolare, seguono lezioni di ginnastica a scuola o fanno parte di un team sportivo. Insomma, secondo i ricercatori lo stile di vita e' legato all'obesita' infantile piu' della genetica.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
DIPENDENZA DA VIDEOGAME, L'OLANDA
CHIEDE INFORMAZIONI GLI STUDIOSI:
"NECESSARIO UN APPROCCIO DUALE"
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato che alcuni individui hanno problemi a controllarsi quando giocano con video giochi online e che un'eccessiva quantita' di tempo trascorsa a giocare con i video game online puo' provocare effetti dirompenti sul profitto scolastico, sul lavoro e sui contatti sociali della vita reale. Sembra dunque che i giochi online, soprattutto quelli di ruolo, possano provocare dipendenza. Recentemente, sulla schermata iniziale di alcuni video giochi sono apparsi messaggi che invitano i giocatori a giocare con moderazione. Date queste premesse, un gruppo di studiosi olandesi ha approfondito la responsabilita' sociale delle industrie produttrici di questi video giochi, dopo aver anche osservato che la dipendenza da questo tipo di giochi e' molto simile a quella dal gioco d'azzardo, soprattutto dalle slot machine. Gli autori dello studio hanno infatti osservato che le industrie produttrici si limitano a inviare messaggi agli utenti, ma non forniscono servizi di rinvio o di assistenza ai clienti a proposito della dipendenza da video giochi. Se i video games sono gli unici giochi per i quali sono necessari dei messaggi di avviso, si chiedono i ricercatori, perche' le aziende si limitano a intervenire sui rischi di dipendenza solo in questo modo senza assumersi una piu' ampia responsabilita' sociale? Secondo gli autori dello studio, sarebbe necessario un approccio duale. In primo luogo, i consumatori dovrebbero essere informati a proposito dei potenziali rischi di sviluppare dipendenza dai video giochi. Secondariamente, gli editori dovrebbero implementare adeguati servizi di sostegno. Se le compagnie dovessero continuare a rifiutarsi di assumersi la responsabilita' sociale, conclude lo studio, potrebbe rendersi necessario il coinvolgimento dei governi.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
NON SAI DOVE FARE SPORT? ECCO DOVEGIOCARE.IT

Per gli amanti dello sport da praticare e' nato DoveGiocare.it, un portale ideato da tre giovani laureati in collaborazione con alcune importanti societa' del mondo dello sport. Avvalendosi delle potenzialita' del web, tutti online possono trovare la struttura e la disciplina sportiva che piu' interessa e vicina alla zona in cui si vuole praticare sport, la ricercare tornei e fare booking online. Il sito offre, infatti, la possibilita' di ricercare e trovare la quasi totalita' degli impianti e corsi sportivi italiani, sia delle discipline piu' conosciute che di quelle meno note. Gli ideatori rimarcano comunque che DoveGiocare.it e' un luogo di aggregazione e incontro tra le amministrazioni pubbliche, i gestori e gli sportivi.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
BAMBINI SENZA TONSILLE A RICHIO OBESITÀ
I RISULTATI DI UNO STUDIO AMERICANO
Senza tonsille? Rischio obesita'. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista 'Otolaryngology Head and Neck Surgery', che si basa sulla revisione di diverse ricerche precedenti in questo campo. In totale sono stati esaminati i dati di 795 pazienti da zero a 18 anni d'eta', alcuni dei quali oltre alla tonsillectomia avevano subito l'asportazione delle adenoidi. In uno degli studi all'operazione ha corrisposto un aumento di peso fino all'8,8 per cento. Altre ricerche hanno trovato che l'aumento di peso interessa una percentuale variabile tra il 46 e il 100 per cento dei pazienti, a seconda della definizione di obesita' e del campione scelto. "Ci sono diversi meccanismi per cui la tonsillectomia potrebbe favorire l'aumento di peso", ha spiegato Anita Jeyakumar, dell'Universita' di Saint Louis, "le tonsilliti frequenti possono portare a disfagia, che provoca difficolta' nel deglutire e quindi diminuisce le calorie introdotte. Inoltre dopo l'operazione i genitori potrebbero tendere a 'ricompensare' i figli con quantita' extra di cibo.
Lo studio suggerisce chiaramente che dopo l'estrazione delle tonsille occorre vigilare sulla dieta dei bambini per non esporli al rischio obesita'.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
UNICEF: EMERGENZE, SERVONO SUBITO 1,4 MLD
DI DOLLARI APPELLO A 32 PAESI: "DONNE 
E BAMBINI INTRAPPOLATI NELLE CRISI"
Un Rapporto sull'azione umanitaria per i bambini (Humanitarian action for children Report 2011): questo il documento presentato dall'Unicef per chiedere 1,4 miliardi di dollari ai suoi donatori per assistere bambini e donne intrappolati nelle crisi. L'appello di quest'anno e' "incentrato su 32 paesi- come spiega l'Unicef- e sottolinea la crescente importanza di rafforzare la resilienza delle comunita'".
Hilde Johnson, vicedirettore generale dell'Unicef, spiega che "investire nei bambini e rafforzare la resilienza dei paesi e delle comunita' che vivono ai margini, non solo riduce la loro strada per il recupero, ma contribuisce anche ad aumentare la capacita' di gestione dei rischi, mettendo in atto misure di prevenzione prima che la crisi dirompa, mitigandone i danni in quest'ultimo caso".
Ogni crisi umanitaria "ha conseguenze disastrose per i bambini- prosegue l'associazione- tra le quali il reclutamento nelle forze armate, la violenza sessuale e la perdita di servizi di base come acqua, sanita' e istruzione. La portata senza precedenti dei disastri di Haiti e del Pakistan ha suscitato una risposta straordinaria a livello mondiale da parte di tutte le organizzazioni umanitarie e partner. Ma ha anche sottolineato la necessita' di potenziare attivita' di prevenzione, all'interno di quelle comunita' che sono piu' spesso colpite da crisi, per poter ridurre la portata dei rischi".
Per questo, "far acquisire alle comunita' vulnerabili le competenze necessarie per affrontare e superare i rischi e' una componente sempre piu' importante dell'azione umanitaria. Nel 2010, ad esempio, l'Unicef ha riesaminato i principali capisaldi della sua azione di intervento umanitario, ponendo al centro i diritti di bambini e donne in crisi. I principali cambiamenti negli interventi dell'Unicef prevedono una maggiore enfasi sulla prevenzione, rafforzando il legame tra azione umanitaria e politiche di sviluppo, e sottolineando l'importanza della riduzione del rischio catastrofi".
Il rapporto presenta crisi che "richiedono un supporto eccezionale. Mostra i luoghi in cui sono indispensabili provvedimenti urgenti per salvare vite, per proteggere i bambini contro le peggiori forme di violenza e abusi e per garantire l'accesso ai servizi di base, come acqua e igiene, salute, nutrizione e istruzione".
Johnson conclude ricordando che "dopo un anno di devastanti calamita' naturali e tragedie umane, non e' mai stato piu' opportuno rafforzare la resilienza dei singoli e delle comunita' che si trovano ripetutamente in pericolo". I 32 paesi a cui si riferisce questo appello sono stati selezionati "sulla base della gravita' della crisi, della gravita' del suo impatto sui bambini e sulle donne, della natura cronica o prolungata della crisi e del loro potenziale per produrre risultati duraturi salva-vita".
Notiziario Minori, 8 marzo 2011

sabato 5 marzo 2011

SMOG, A ROMA PATOLOGIE ANCHE NEI BAMBINI
LEGAMBIENTE: SI POSSONO EVITARE 1.278 MORTI L'ANNO
"I nuovi autorevoli dati sullo smog sono agghiaccianti, il fronte dei medici e degli epidemiologi evidenzia un quadro di morti sempre piu' grave, che richiede da parte del Comune risposte concrete e immediate. Ormai da molti anni si evidenzia che sono a rischio diretto gli adulti, ma gia' nei bambini si dimostrano patologie che nel tempo potranno arrecare danni seri". Lo dice in una nota Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.
"Questo nuovo studio utilizza un approccio innovativo, evidenziando i numeri di coloro che potrebbero essere salvati da morte per smog riducendo l'esposizione alle polveri sottili, con l'intento di stimolare politiche serie in questa direzione- spiega Parlati- A Roma e' chiaro a tutti che l'inquinamento e' direttamente correlato al traffico veicolare, come affermava gia' molti anni fa uno studio dell'Apat, per almeno il 70% del totale delle polveri PM10, fino ad arrivare al 100% per le poveri ultra sottili".
"E nonostante sia tutto cosi' chiaro e noto agli amministratori, le politiche stentano, fanno pochi passi in avanti e molto lenti e spesso fanno anche passi indietro: il numero delle automobili si espande a dismisura, senza controllo, invadendo qualsiasi spazio, le strisce blu sono diminuite, i pullman scorrazzano ovunque, le domeniche a piedi e le targhe alterne sono scomparse- conclude Parlati- E' molto grave, bisogna invertire la rotta immediatamente e puntare sul trasporto collettivo, con un modello nuovo che tuteli la salute, la vivibilita', la socialita'".
Cosi' Legambiente, continua la nota, commenta i dati del progetto Aphekom, presentati a Parigi e coordinato dall'istituto francese per la sorveglianza della salute pubblica (InVS), dopo tre anni di lavoro sull'inquinamento atmosferico e il suo impatto sulla salute, condotto da 60 ricercatori in 25 citta' in tutta Europa, tra le quali Roma per l'Italia, grazie al lavoro del noto Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio. In particolare, nello studio viene evidenziato che a Roma il 23% dei residenti vive a meno di 75 mentri da una strada ad alto traffico e che possano essere attribuiti al forte inquinamento nell'area di residenza l'11% dei casi di aggravamento di asma nei bambini, il 18% di problemi acuti negli anziani affetti da bronco pneumopatia cronico ostruttiva, e il 23% di problemi acuti negli anziani malati di malattie coronariche.
Peraltro, conclude la nota, se a Roma la concentrazione media annuale di polveri sottili PM2.5 si riducesse a 10 microgrammi per metro cubo (il livello raccomandato dalla organizzazione mondiale della sanita') sarebbero evitate 1278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
RITORNO AL LICEO, DOVE S'È FATTA L'ITALIA DIBATTITI,
MOSTRE, VIDEO, CON PROFESSORI E STUDENTI
Una maratona di iniziative, dalle 16 fino a tarda sera, per celebrare i 150 anni dell'Unita' d'Italia. Il liceo Tasso di Roma il prossimo 17 marzo aprira' le porte alla cittadinanza, oltre che a studenti e professori, per onorare la ricorrenza con dibattiti, mostre, proiezioni video che andranno avanti per diverse ore con il contributo di esperti, storici, scrittori, linguisti. Grazie a una idea della casa editrice Laterza, il famoso ginnasio romano svolgera' le celebrazioni dei 150 anni dell'Italia unita in contemporanea con altre nove scuole italiane: i licei Flacco di Bari, Galvani di Bologna, Michelangiolo di Firenze, Cassini di Genova, Carducci di Milano, Umberto I di Napoli, Cannizzaro di Palermo, Avogadro di Torino e Pigafetta di Vicenza.
La scuola e' il luogo dove si e' fatta l'Italia e dove si sono fatti gli italiani, spiegano dalla Laterza, di qui la scelta di usarla come palco per mettere in scena le celebrazioni del 150esimo compleanno del Paese. Idea che i docenti hanno raccolto con entusiasmo elaborando, insieme a studenti e genitori, idee e proposte. A Roma l'appuntamento il prossimo 17 marzo e' alle 16.
Si comincia con un intervento del giurista Stefano Rodota'. Poi ci saranno incontri con lo storico Lucio Villari e il linguista Tullio De Mauro. Ma anche con i giovani scrittori Paolo Di Paolo, Igiaba Scego, Chiara Valerio. Si parlera' di come e' la scuola veramente, non solo di unita' del paese. Professori e studenti potranno aprire il loro mondo spesso rappresentato solo attraverso luoghi comuni. In serata i giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, insieme a Fiorella Mannoia parleranno di musica italiana attraverso immagini e suoni.
"Nei giorni in cui la scuola e' sotto attacco vogliamo ribadirne la sua importanza", hanno specificato la preside del Tasso, Maria Letizia Terrinoni, e la docente di Storia, Marina Nezi. La scuola "e' un pezzo di societa', ma cio' non e' sempre evidente", ha aggiunto Giuseppe Laterza. Alla presentazone delle iniziative hanno partecipato anche Stefano Rodota', Lucio Villari e Tullio De Mauro che hanno sottolineato fra l'altro lo scarso interesse che la celebrazione ha riscosso fra i politici: "Sono stupito dall'indifferenza che le forze politiche, fatta eccezione per il capo dello Stato, hanno riservato alle celebrazioni dell'Unita' d'Italia", ha commentato Villari.
"Per i 100 anni dall'Unita' si comincio' a lavorarci su 4-5 anni prima- ha aggiunto De Mauro- stavolta i toni sono decisamente minori". Anche per Rodota' l'occasione e' andata "perduta. Lo spettacolo offerto dalla politica sulle celebrazioni poteva esserci risparmiato". Dovra' pensarci la scuola a invertire la rotta, ancora una volta. E al Tasso, per l'occasione, hanno deciso che fin dalle prime ore del mattino, il 17 marzo, sara' srotolata da una finestra del liceo una lunga bandiera intrecciata opera dell'artista Alfredo Pirri realizzata appositamente per la scuola romana. La bandiera sara' lunga 15 metri. Mentre il 12 marzo la scuola ospitera' una banda di bersaglieri nel proprio atrio. Anche nelle altre citta' illustri ospiti dialogheranno con il mondo della scuola. A Torino ci sara' Gustavo Zagrebelsky che parlera' di Costituzione, a Milano interverra' la storica Eva Cantarella, a Palermo dialoghera' con i ragazzi lo scrittore e giornalista Gaetano Savatteri, a Bari ci sara' lo storico Luciano Canfora, mentre il suo 'collega' Giovanni Sabatucci sara' ospite a Firenze.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
IN ITALIA 100 MILA BAMBINI AFFETTI DA IPOACUSIA
PER I PIU' PICCOLI CONSEGUENZE GRAVI
Sono circa 100 mila in Italia i bambini fra gli 0 e i 14 anni affetti da ipoacusia. La riduzione dell'udito, un problema fisiologico per adulti e anziani, puo' avere per i piu' piccoli conseguenze gravi: "Compromette l'apprendimento del linguaggio e le capacita' relazionali. La diagnosi precoce e' fondamentale perche' la sordita' non diventi causa di una vera disabilita'" spiega Tiziana Rossetto, presidente della Federazione logopedisti italiani (Fli), associazione che ha deciso di dedicare a questo problema la Giornata europea della logopedia, il 6 marzo.
Per i bambini colpiti da sordita' congenita (il 80% degli ipoacusici), "la diagnosi dovrebbe avvenire entro i primi 3 mesi di vita ed entro 6 mesi occorre intervenite, a seconda della gravita' della patologia, con protesi acustiche, operazioni chirurgiche o interventi educativi" spiega Oskar Schindler, professore in Audiologia e Foniatria. Oltre alle cure mediche, e' poi necessario che il bambino sia seguito dal logopedista, che programma un percorso educativo e riabilitativo ad hoc, coinvolgendo anche la famiglia. È importante anche curare i casi di sordita' media, "che troppo spesso vengono sottovalutati, ma che possono aggravarsi, se trascurati" aggiunge Tiziana Rossetti.
In occasione della Giornata europea della logopedia, la Fli mette a disposizione sul sito www.fli.it diversi opuscoli informativi, e dal 7 al 11 marzo, dalle 10 alle 12, sara' possibile parlare direttamente con un logopedista telefonando allo 049-8647936.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
MENO 19 MILA PROF, PRIMARIA E SUPERIORI
PIÙ PENALIZZATE LE REGIONI PIÙ COLPITE: 
SICILIA, LOMBARDIA, CAMPANIA E LAZIO
Meno 19.700 prof: a tanto ammontera' il taglio sull'organico docente per il prossimo anno scolastico, come previsto dalla Finanziaria del 2008. Quella di quest'anno e' la terza e ultima tranche di decurtazioni del personale che colpira', in particolare, quattro regioni: Sicilia, Campania, Lombardia e Lazio. Gli ordini di scuola piu' toccati saranno la primaria e le superiori, dove prosegue la messa a regime delle riforme della Gelmini, fra maestro unico, nuovi licei e istituti tecnico professionali. La ripartizione regionale potra' essere ancora sottoposta a ritocchi, le tabelle non sono definitive, ma le variazioni saranno minime.
Secondo le cifre consegnate ieri ai sindacati in attesa del definitivo decreto sugli organici, dei 19.700 tagli 2.534 colpiranno la Sicilia, seguono Lombardia (2.415), Campania (2.234) e Lazio (1.989). Tagli pesanti toccheranno anche la Puglia (-1.878 prof), il Veneto (-1.398), il Piemonte (-1.179).
La scuola dell'infanzia, fra tagli e incrementi, perdera' 141 insegnanti. Ci sono regioni che guadagnano posti (come la Lombardia o il Piemonte) e altre che li perdono. È il caso della Campania, che avra' un taglio di 151 cattedre. In generale il piu' colpito sulla scuola dell'infanzia e' il Sud: la Puglia perde 87 posti, la Sicilia 81.
Quanto alla scuola primaria, il taglio totale e' altissimo: perde 9.252 posti (-4,46% sull'organico attuale) di cui 1.424 in Lombardia, 969 in Sicilia, 964 in Campania, 930 nel Lazio. Alle ex medie i posti tagliati saranno 1.323 in tutta Italia. Alle superiori saranno 8.984 le cattedre in meno.
Cresce, invece, il sostegno. Secondo fonti sindacali il ministero potrebbe chiedere 30mila assunzioni per compensare i tagli e gli oltre 27mila pensionamenti. Lunedi' prossimo ci sara' un nuovo incontro al ministero con le tabelle definitive. Restano in ballo i contenziosi fra Regioni e scuola sui percorsi triennali professionalizzanti. La' dove si faranno nelle scuole perche' le Regioni non si sono attivate servira' piu' organico.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
"YOUNICEF", FLASH MOB DEDICATO AI BIMBI 
DEL NORD AFRICA IN 25 CITTÀ L'INIZIATIVA 
DEI GIOVANI VOLONTARI DELL'UNICEF
"Mentre sto parlando, 22.000 bambini muoiono nel mondo. 22.000. Come ogni giorno. Sono gli esclusi, i dimenticati, gli ultimissimi tra gli ultimi. Poverta' e discriminazione possono essere sconfitte. Ciascuno di noi puo' fare qualcosa per fermarle. Basta un po' del proprio tempo. Dobbiamo fare di piu', dobbiamo essere di piu'. Dobbiamo tutti insieme 'Essere Unicef'. Unisciti a noi. Diventa volontario. Visita il sito www.unicef.it. Perche' bambini piu' uguali e' giusto e possibile". Questo l'appello di Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia (disponibile su Youtube e come spot radiofonico) per lanciare la campagna di reclutamento dei volontari per il 2011. In occasione del lancio della campagna, Younicef, il movimento dei giovani volontari dell'Unicef Italia "fara' sentire la propria voce in un modo nuovo e sensibilizzare l'opinione pubblica intorno ai temi dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza attraverso un flash mob; dopo l'anteprima di Sanremo (durante i giorni del Festival della canzone), domani, sabato 5 marzo, alle 18, migliaia di ragazzi di Younicef 'invaderanno pacificamente' piazze e strade di 25 citta' (tra cui Roma, Milano, Palermo, Firenze e Sassari) di tutta Italia".Attraverso il flash mob di domani, chiude Spadafora, "i ragazzi di Younicef saranno idealmente vicini ai loro coetanei del Nord Africa, in particolare della Libia, in questo momento drammatico per il loro Paese".
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
TELEFONO AZZURRO, 9.400 HANNO CHIESTO
AIUTO IN 3 ANNI CAMPAGNA "ALZIAMO LE MANI
PER FERMARE LA VIOLENZA SUI BAMBINI".
Negli ultimi tre anni sono stati piu' di 9.400 i bambini che hanno chiesto aiuto a Telefono azzurro: uno su tre e' stato vittima di violenza.
Complessivamente, tra il 1° gennaio 2008 e il 28 febbraio 2011, sono stati 3.591 i bambini che hanno denunciato di aver subito un abuso fisico, psicologico, sessuale, violenza domestica e trascuratezza. Per combattere questa situazione, l'associazione lancia la campagna "Alziamo le mani per fermare la violenza sui bambini" che verra' diffusa dal 6 al 27 marzo.
Solo nel 2010 gli operatori della linea d'ascolto 1.96.96 di Telefono Azzurro hanno ricevuto oltre 800 chiamate al giorno.
Oltre alle violenze e ai maltrattamenti in famiglia, che rappresentano l'aspetto piu' drammatico delle denunce raccolte dagli operatori di Telefono Azzurro, crescono anche i problemi con i genitori e i coetanei, gli episodi di bullismo, ma anche la solitudine dei piu' piccoli Per quanto riguarda i rapporti con i genitori, nel 2010 il 37,7% degli utenti ha denunciato la situazione di conflittualita' o il disagio legato alla separazione di mamma e papa' (nel 2000 era il 27%). Mentre la percentuale di chi denuncia episodi di bullismo e' raddoppiata, passando dall'8% del 2000 al 15,2% del 2010. Il dato parziale del 2011 (al 28 febbraio) e' gia' del 13,4%. E nei piu' piccoli cresce anche il bisogno di parlare con qualcuno, che passa dal 5,3% del 2000 al 37,5% del 2010. "Alziamo le mani per fermare la violenza sui bambini" e' la campagna lanciata da Telefono Azzurro che verra' diffusa tra il 6 marzo e il 27 marzo 2011 sui giornali e sulle principali reti televisive nazionali e locali. Alla campagna e' associato il numero 45504, attraverso il quale e' possibile effettuare una donazione di 2 euro inviando un SMS o chiamando da rete fissa.
Inoltre, i risultati di questa raccolta fondi permetteranno inoltre a Telefono Azzurro di potenziare la consulenza via chat, raggiungibile attraverso il sito www.azzurro.it , estendendo al web, canale di accesso quotidiano e immediato per la maggior parte dei ragazzi, le possibilita' di contatto e di risposta immediata alle loro richieste di aiuto.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
LIBIA,  UN   MILIONE   DI   BAMBINI  A RISCHIO SAVE 
THE CHILDREN: "SETTECENTOMILA SOLO A TRIPOLI"
"Piu' di un milione di bambini nell'ovest della Libia e' in grave pericolo a seguito degli scontri fra le forze governative e gli oppositori, per il controllo di citta' chiave, compresa la capitale Tripoli". Lo denuncia Save the Children.
L'ong ha raccolto le testimonianze di famiglie e bambini a Tripoli e in citta' vicine, che descrivono la loro paura di morire, di essere feriti e arrestati poiche' le forze di sicurezza libiche continuano a reprimere le proteste degli oppositori. Si stima che piu' di 1 milione di bambini vivano in quest'area teatro degli scontri. "Il pericolo posto ai bambini in Libia dalle violenze politiche e dalle loro conseguenze, come la mancanza di beni di prima necessita' e cibo, e' enorme", dice Gareth Owen, direttore delle emergenze di Save the Children.
"La situazione nel paese potrebbe velocemente andare fuori controllo e tradursi in un disastro per centinaia di migliaia di bambini che potrebbero essere obbligati a lasciare le loro case, o peggio, rimanere coinvolti nelle violenze e negli scontri". Un ragazzino di 13 anni di Tripoli intevistato da Save the Children descrive cosi' il clima di paura in citta': "Sono terrorizzato, mi sento insicuro e ho paura di rimanere orfano. Ho saputo che i padri di alcuni miei amici sono stati presi e sono spariti".
Notiziario Minori, 5 marzo 2011

martedì 1 marzo 2011

PROPOSTA DI LEGGE PER INSEGNARE L'INNO MAMELI IN
CLASSE PRIMA FIRMATARIA È PAOLA FRASSINETTI DEL PDL
Il Pdl ha presentato una proposta di legge (prima firmataria la deputata Paola Frassinetti, gia' relatirce della riforma dell'Universita' alla Camera) per rendere obbligatorio lo studio dell'inno di Mameli a scuola. Il provvedimento e' stato depositato il 24 febbraio scorso e prevede, nel suo unico articolo, che, a partire dal prossimo anno scolastico, "nelle scuole del primo ciclo di istruzione" (ex elementari e medie), nell'ambito della nuova disciplina 'Cittadinanza e Costituzione', si insegnino "l'inno nazionale e i suoi fondamenti storici e ideali, attraverso il supporto degli strumenti didattici necessari".
L'inno di Mameli, si legge nell'introduzione alla proposta di legge, che sara' vagliata dopodomani in commissione Cultura alla Camera, "rappresenta una delle manifestazioni artistiche musicali piu' alte dello spirito patriottico di unita' nazionale ed e' l'opera che ha spronato, unito e sostenuto i nostri Padri a fare l'Italia". Il problema, sottolineano i firmatari della legge, e' che e' "poco conosciuto" anche per "la mancanza di un'idonea opera di insegnamento e diffusione" che dovrebbe partire dalla scuola.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
ANTIBIOTICI, I PEDIATRI: "L'USO SIA PIÙ CORRETTO" I 
CINQUE CONSIGLI DEGLI ESPERTI E RIVOLTI AI GENITORI
La Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), nell'ambito della campagna per il corretto uso degli antibiotici promossa dal ministero della Salute, insieme all'Istituto Superiore di Sanita' (ISS) e all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), invita ad un uso piu' consapevole degli antibiotici nei bambini, attraverso alcuni semplici consigli rivolti ai genitori.
"L'uso indiscriminato di antibiotici conduce allo sviluppo del fenomeno dell'antibioticoresistenza- spiega Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps- vale a dire che, ogni qualvolta viene utilizzato un farmaco antibiotico, puo' accadere che si selezionino dei batteri resistenti al farmaco stesso. Cio' provoca, molto spesso, una probabile ricaduta dell'infezione nel bambino, questa volta piu' difficile da trattare, perche' i batteri sono diventati resistenti all'attacco dell'antibiotico".
L'Italia, secondo una recente indagine ministeriale, e' tra i Paesi dell'Unione Europea a piu' alto consumo di antibiotici e a piu' alto tasso di antibioticoresistenza. L'uso eccessivo di antibiotici, come indicato dalla campagna promossa dalle piu' importanti istituzioni sanitarie, provoca numerosi danni alla salute dei cittadini e comporta un ingente spreco di denaro pubblico.
Per tutelare le prime fasce d'eta', la Sipps esprime alcuni consigli utili per un giusto impiego degli antibiotici.
"Innanzitutto, prima di somministrare qualsiasi farmaco- spiegano gli esperti- bisogna sempre rivolgersi al pediatra, l'unico in grado di porre una precisa diagnosi della patologia presentata dal bambino. Inoltre, gli antibiotici non vanno utilizzati in caso di raffreddore o influenza, ma solo se il bambino presenta infezioni di origine batterica". In particolare, come sottolinea Susanna Esposito, segretaria Sipps, "nelle infezioni virali, quali l'influenza di cui si parla tanto in questo periodo, gli antibiotici non sono utili e possono soltanto favorire il rischio di comparsa di infezioni causate da batteri resistenti all'antibiotico somministrato. Per aiutare il bambino a sentirsi meglio, e' invece opportuno utilizzare farmaci che alleviano i sintomi e lasciare che la malattia faccia il suo corso". Il terzo consiglio della Sipps va a sfatare la convinzione di molti genitori, secondo cui la presenza di muco giallo o verde nelle secrezioni nasali significherebbe la presenza di un'infezione batterica: "anche in questo caso- aggiungono i pediatri- l'antibiotico non va somministrato".
Infine, una volta iniziata la terapia antibiotica, "e' importante somministrare tutte le dosi giornaliere- raccomandano gli esperti- per il periodo di tempo indicato dal pediatra e una volta terminata la terapia, bisogna gettare gli antibiotici scaduti o che sono gia' stati aperti e utilizzati per un'infezione precedente".
Notiziario Minori, 1 marzo 2011