martedì 16 novembre 2010

100 FILM E UN PAESE', RACCONTARE L'ITALIA NELLE SCUOLE
PROGETTO DELLA PROVINCIA DI ROMA, ZINGARETTI: 
"UN INVESTIMENTO"
Ripercorrere con gli studenti la storia del Novecento italiano, in particolare il periodo del secondo Dopoguerra attraverso il cinema e le sue immagini. E' il progetto '100+1, 100 film e un Paese: l'Italia', promosso dalla Provincia di Roma con il sostegno del ministero per i Beni e le Attivita' culturali. Giunto alla seconda edizione, e rivolto agli istituti superiori di Roma e provincia, il progetto portera' nelle scuole sette film ('I vitelloni', 'Accattone', 'Salvatore Giuliano', 'Il gattopardo', 'Una giornata particolare', 'Padre padrone' e 'Roma citta' aperta') per riscoprire l'Italia attraverso il suo cinema.
"Questo progetto- ha sottolineato il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti- e' un metodo intelligente per fare formazione, poiche' mette insieme la storia del nostro Paese con il meglio del cinema italiano". Non a caso il motto del progetto e' "la nostra identita', la nostra memoria: un patrimonio da salvare". E la scuola, conclude Zingaretti, "deve insegnare non solo dove mettere le h, ma anche a capire il perche' dei grandi eventi. E il cinema e la cultura non sono mai da considerare un costo per le pubbliche amministrazioni. Anzi, sono al contrario dei grandi investimenti".

Notiziario Minori, 16 novembre 2010
BINGE-DRINKING, RAGAZZI A RISCHIO DEPRESSIONE
PROVOCA UN'ALTERAZIONE DEL SISTEMA ORMONALE

Si chiama binge-drinking e significa "bere per ubriacarsi". Una moda che arriva dal Nord Europa in Italia e che mette i giovani a rischio di sviluppare disturbi dell'umore come ansia e depressione. È il risultato di uno studio sul modello animale del Loyola University Health System. Esponendo ratti adolescenti a dosi di alcol tali da riprodurre la condizione di ubriachezza, si e' riusciti a dimostrare infatti il rischio di un'alterazione permanente del sistema che produce ormoni in risposta allo stress, che a sua volta si puo' tradurre in "disturbi del comportamento nell'eta' adulta".
Sebbene gli studi su animali non si possano trasferire direttamente all'essere umano, i risultati suggeriscono l'esistenza di un meccanismo con cui il binge drinking potrebbe causare problemi in eta' successiva.
Lo schema di somministrazione prevedeva tre giorni di alte dosi di alcol tali da alzare la concentrazione ematica fino a un valore compeso tra 0,15 e 0,2 per cento. Nel gruppo di controllo e' stata invece iniettata regolarmente una soluzioe salina.
Un mese dopo, una volta raggiunto lo stato di giovani adulti, gli animali sono stati sottoposti a tre regimi: iniezioni saline, iniezione di alcol una tantum o un ulteriore somministrazione di alte dosi di alcol. Il consumo di alcol e' una forma di stress: per questo i ricercatori non sono stati sorpresi di constatare come gli animali esposti all'alcol, sia una sola volta sia in modo continuativo, avessero piu' alti livelli di corticosteroidi.
Notiziario Minori, 16 novembre 2010
REGOLE E PUNIZIONI ASSENTI, COSÌ COME I GENITORI
CASTELBIANCO: "L'AUTOREVOLEZZA DAL PASSARE PIÙ TEMPO COI FIGLI"

Regole e punizioni? Bambini e adolescenti di oggi sembrano proprio non averne.
Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva e direttore dell'Istituto di Ortofonlogia (Ido) di Roma, spiega: "Regole e punizioni sono rare. Anche se esistono, i genitori sono i primi a trasgredirle. Ma il vero problema- prosegue- e' la mancanza di autorevolezza sui figli, dettata dal senso di colpa per il poco tempo che dedicano loro e quindi, nei momenti passati insieme, scelgono di vedere sorridere il proprio figlio piuttosto che vederlo piangere". Per riuscire a ristabilire l'autorevolezza sui figli, Castelbianco suggerisce di "passare piu' tempo con loro e di condividere piu' cose possibili".
Ma l'aspetto importante, secondo l'esperto, e' quello di "non far si che questi momenti passati insieme siano un modo per 'traghettare' il tempo in attesa della crescita dei propri figli". L'assenza di regole e punizioni e l'incapacita' dei genitori di stabilirne, corre in parallelo con la richiesta di giustizia da parte dei ragazzi, quella che secondo Castelbianco "non vedono negli adulti intorno a loro".

Notiziario Minori, 16 novembre 2010

venerdì 12 novembre 2010

94% DA SOLI SUL WEB,
E UNO SU TRE PARLA CON SCONOSCIUTI
RICERCA A BOLOGNA: 60% GENITORI IGNORA;
24% VITTIME CYBERBULLISMO

Gli adolescenti bolognesi sono ormai "assuefatti all'uso di internet e del cellulare". Ma il vero problema e' che "non hanno coscienza dei rischi che corrono" con l'utilizzo delle nuove tecnologie, ne' delle "possibilita' di commettere reati".
Insomma, i ragazzi "non hanno la percezione di cio' che puo' correre sulla rete", nonostante molti siano stati vittime di casi di cyber-bullismo. E i genitori sono il piu' delle volte all'oscuro di come i propri figli usino il web o il telefono. E' questo il risultato della ricerca condotta da Provincia di Bologna, Corecom e Difensore civico regionale su 508 studenti di prima e seconda superiore in sei istituti del capoluogo emiliano, presentato oggi a Palazzo Malvezzi. Il 95,6% di loro ha un collegamento internet in casa e il 93,8% naviga da solo, anche se e' il 47,4% dei ragazzi intervistati ad avere la connessione al web direttamente nella propria stanza.
Quasi un terzo usa internet per parlare con sconosciuti e il 48% e' abbastanza smaliziato da aspettarsi di contattare sul web persone che non dicono chi sono. Da questi sconosciuti, gli adolescenti ricevono moltissimi inviti: il piu' diffuso (60%) e' avere una fotografia, seguito dalla richiesta del numero di cellulare (53%), di farsi vedere in webcam (43%) e di avere un incontro diretto (39%). Il piu' delle volte questi inviti vengono accettati: sei ragazzi su dieci mandano foto e numero di telefono, oltre la meta' e' disponibile al contatto diretto.
"Sono soprattutto le ragazze ad avere atteggiamenti piu' disinibiti su internet- spiega Rossella Tirotta, sociologa del Corecom che ha condotto la ricerca- mentre i maschi sono piu' autori di bullismo elettronico, in particolare contro le ex-fidanzate". Per cyberbullismo si intende l'invio ripetuto di insulti, minacce o foto imbarazzanti via sms o web.
Quasi un quarto degli oltre 500 studenti di Bologna intervistati dichiara di aver subito atti di bullismo elettronico, un fenomeno che e' conosciuto dal 64% dei ragazzi.
Il piu' delle volte si tratta di casi accaduti fuori dalla scuola (66%), che colpiscono una singola persona (89,5%). Nel 35% dei casi l'iniziativa parte dagli stessi compagni di classe, il 20% sono vendette dell'ex fidanzato (o fidanzata). Degli studenti intervistati il 36% affronta direttamente il cyber-bullo, il 31% ignora la cosa finche' non sfuma e il 20% cambia numero di cellulare. Nel 12% dei casi si ricorre all'aiuto delle Forze dell'ordine, mentre il 16% fa intervenire i genitori. E proprio mamma e papa' scontano un grosso gap nei confronti dei figli, essendo il piu' delle volte all'oscuro dell'uso che i ragazzi fanno delle nuove tecnologie.
Dalla ricerca emerge infatti che il 62% dei genitori ignora come i propri figli usino internet, limitandosi a rimproverarli per il troppo tempo perso davanti al computer (il 45%). Solo il 15% controlla come internet e cellulari vengono usati. A loro, i sociologi che hanno condotto l'indagine suggeriscono di "diventare amici dei propri ragazzi su Facebook- spiega Raffaele Lelleri del settore Politiche sociali della Provincia- pero' non sotto falso nome". Ma se il web e' molto diffuso tra gli adolescenti, il cellulare e' pur sempre al primo posto. Sui 508 studenti intervistati, solo due non hanno il telefonino: una ragazza italiana e una straniera, di 14 e 16 anni. In media, il primo cellulare si riceve a 11 anni e lo si usa soprattutto per inviare sms (84%) e fare foto (64%): il 40% non lo spegne mai, a scuola solo il 13% non lo tiene acceso. In media i ragazzi spendono 20 euro al mese, con picchi di 60 euro: per il 70% pagano i genitori.
La ricerca condotta da Provincia, Corecom e Difensore civico regionale rientra nell'iniziativa "La Rete siamo noi", per promuovere un uso sicuro di internet e del cellulare tra i minori. "Il 70% dei ragazzi intervistati non sa che per un reato commesso con il cellulare si e' imputabili gia' a 14 anni", sottolinea il difensore civico della Regione, Daniele Lugli. Lo stesso questionario distribuito in sei scuole a Bologna (Paolini, Belluzzi, Cassiano, Fioravanti, Laura Bassi e Righi) e' stato diffuso anche in alcuni istituti di Ferrara, Piacenza e Rimini, per un totale di oltre 2.000 adolescenti coinvolti. "I dati sono piu' o meno gli stessi anche nelle altre province- spiega Lugli- a Bologna ci sono solo piu' casi di bullismo elettronico".
L'obiettivo dell'iniziativa, spiega l'assessore provinciale alle Politiche sociali, Giuliano Barigazzi, e' "dare strumenti a chi educa e tratteggiare l'utilizzo che i ragazzi fanno dei social network e del cellulare: i rischi sono molti, proprio perche' il web offre opportunita' straordinarie". Per i docenti delle scuole e' stato organizzato un corso di aggiornamento di 15 ore (hanno partecipato in 180), mentre per i genitori sono stati organizzati alcuni eventi pubblici: i prossimi sono domani e il 24 novembre, all'istituto Minguzzi, con la presentazione di due libri sul bullismo elettronico e su quello omofobico. Inoltre e' stata stampata una guida per i genitori, con alcuni consigli su come affrontare il problema e seguire piu' da vicino i figli anche mentre navigano su internet.
Notiziario Minori, 12 novembre 2010
GELMINI: "STIAMO PREPARANDO IL LICEO DELLO SPORT"
100 CLASSI PILOTA, PARTENZA FORSE GIA' NEL 2011

Arriva il liceo dello sport. Ci sta lavorando il ministero dell'Istruzione che vorrebbe lanciare la nuova scuola gia' nell'anno scolastico 2011/2012. Nel nuovo indirizzo si fara' molto sport, ma, soprattutto, si studieranno le varie materie declinate anche in ambito sportivo, dalla storia all'economia.
Per creare, in uscita, profili gia' pronti anche per entrare nel mondo dello sport non solo a livello agonistico ma anche dirigenziale.
Lo ha annunciato il ministro Mariastella Gelmini durante una conferenza stampa con il Coni a Palazzo Chigi. La sollecitazione e' partita dalla ex campionessa dello sci Manuela Di Centa, oggi deputata del Pdl. Il ministro ha condiviso in pieno il progetto e ora i tecnici del ministero sono all'opera. "Stiamo lavorando- ha detto Gelmini- a dei regolamenti per dei licei ad indirizzo sportivo se riusciremo a completare questo progetto sara' arricchimento per offerta formativa. E' un'iniziativa che ci convince e ci piace e vorremmo portarla avanti".
Il ministro ha gia' in mente i tempi di realizzazione: "Entro quest'anno ci sara' l'elaborazione del progetto e per settembre prossimo forse riusciremo a farlo partire". Ci saranno delle classi pilota come gia' avvenuto per i nuovi indirizzi coreutici e musicali. "Si dovrebbe partire- ha spiegato alle agenzie Manuela Di Centa- con 40 scuole pilota per un totale di 100 classi divise equamente fra le regioni".
Notiziario Minori, 12 novembre 2010
PIÙ BRAVI I BAMBINI CHE CRESCONO AL NIDO
STUDIO PUBBLICATO SULLA RIVISTA CHILD DEVELOPMENT

Al nido si cresce meglio: si parla meglio e si fa di conti meglio. Lo ha rivelato uno studio pubblicato sulla rivista Child Development. Infatti, i piccoli che vengono coinvolti dalle educatrici, durante la crescita hanno col tempo molti effetti positivi. Risultati che sono evidenti soprattutto nei bambini di basso livello socio-economico. Inoltre secondo un'altra ricerca resa nota dalla rivista Brain Research i bambini che fanno attivita' sportiva hanno un ippocampo piu' grande rispetto ai coetanei. Le dimensioni dell'ippocampo sono legate alla memoria, infatti i bambini piu' sportivi hanno conseguito risultati migliori nel corso dei test.
Il gioco e la socialita' risultano fondamentali per la prevenzione dell'obesita'. Insomma l'esercizio fisico e attivita' tipicamente cerebrali, secondo uno studio di alcuni ricercatori toscani pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, determinano nell'ipotalamo un potenziamento della risposta dei neuroni al segnale di sazieta' veicolato dalla leptina, ormone che agisce sul cervello e sopprime l'appetito.
Notiziario Minori, 12 novembre 2010
BAMBINI SENZA SCUOLA NEL MONDO. 
'SERVE ROBIN HOOD TAX'
"CAMPAGNA GLOBALE PER L'EDUCAZIONE".

Per pagare le insegnanti e le scuole dei paesi piu' poveri c'e' bisogno di una "Robin Hood Tax". La "Campagna globale per l'educazione" (Gce) - sostenuta da 100 organizzazioni internazionali tra cui Oxfam, Education International, ActionAid e Save the Children - propone un'azione concreta affinche' in questo periodo di difficolta' finanziarie, l'istruzione nei paesi in via di sviluppo rimanga una priorita' per le grandi potenze.
Si tratta di una tassa, o piu' comunemente una "Robin Hood Tax", sugli investimenti pubblici dei paesi ricchi, in grado di assicurare a milioni di bambini che vivono nei paesi piu' poveri del mondo un finanziamento costante e duraturo, con l'obiettivo di tutelare i diritti fondamentali dei bambini e di realizzare opere e iniziative contro la poverta' e l'analfabetismo.
L'impatto della crisi economica, nell'ultimo anno, ha ridimensionato enormemente i fondi destinati all'istruzione dei minori nel Terzo mondo. Questa settimana, a Madrid, i rappresentanti dell'Education for All Fast Track Iniziative (Efa-Fti) - l'Ente finanziatore per l'educazione globale -assegnera' gli ultimi 80 milioni di dollari rimanenti nel fondo dell'organizzazione. Si tratta di una cifra sulla quale soltanto una ventina dei paesi piu' poveri del mondo potra' fare ricorso per tenere le scuole aperte l'anno prossimo. "Le cose potranno cambiare - dice la presidente della "Campagna per l'educazione", Kailash Satyarthi - solo se i paesi donatori, che in questi giorni si incontreranno a Madrid, accetteranno dei provvedimenti radicali sui loro investimenti: in caso contrario, milioni di bambini vedranno chiudere i portoni della loro scuola e gli insegnanti saranno senza lavoro". Attraverso l'Ente finanziatore per l'educazione globale (Efa-Fti), i paesi donatori negli ultimi dieci anni hanno sostenuto diverse iniziative e hanno aiutato a costruire migliaia di scuole. Puntando a realizzare uno degli obiettivi delle Nazioni Unite per il 2015, sono riusciti a stabilire l'educazione primaria universale in diverse nazioni. Dal 2008 il Mozambico, infatti, con l'appoggio dei paesi donatori, ha assunto 20 mila insegnanti ed ha costruito 3 mila nuove aule. Il numero dei bambini recentemente iscritti alle scuole del paese e' quasi raddoppiato tra il 2002 e il 2010. Per questo motivo la "Campagna Globale per l'Educazione" sta rivolgendo ai donatori principali della Fti (Francia, Germania, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Paesi Bassi), un appello a compensare le loro promesse sull'educazione e sulla formazione nel Terzo mondo.
Notiziario Minori, 12 novembre 2010
17.000 INCIDENTI "IN CULLA" TRA IL 2005 E 2007
PRESENTATE NUOVE NORME EUROPEE SU SICUREZZA PRODOTTI PER SONNO

Gli incidenti che si verificano in culla, a danno di bambini in tenera eta', causano annualmente un numero maggiore di decessi infantili di quanti ne siano provocati da tutti gli altri prodotti per l'infanzia. I dati della ricerca condotta dalla European Injury database, e presentati questa mattina a Roma, hanno rilevato, tra il 2005 e il 2007, 17.000 incidenti a danno dei bambini da 0 a 4 anni che si trovano nel lettino. Proprio durante il sonno, bambini e neonati, che nei primi cinque anni di vita trascorrono almeno la meta' della giornata o anche piu' a contatto con prodotti per il sonno, sono spesso lasciati soli senza sorveglianza per periodi prolungati. La commissione Europea, previa consultazione degli Stati Membri, ha condotto uno studio che ha identificato i prodotti per l'infanzia piu' pericolosi in relazione ai quali non vi sono norme di sicurezza o, se ve ne fossero, non coprono tutti i rischi. I cinque prodotti selezionati dalla Commissione sono: materassi per lettino, paracolpi per lettino, amache per bambini piccoli, piumini da letto per bambini e sacchi-nanna che comportano rischi per la vita dei piccoli che vanno dall'intrappolamento, all'infiammabilita' e soffocamento. Le nuove norme decise dalla Commissione europea il 2 luglio 2010 a cura del vice presidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, hanno l'obiettivo di ridurre il rischio di incidenti dovuti, ad esempio, al soffocamento causato da parti che si staccano, all'intrappolamento di un bambino dovuto a una concezione carente del materasso o all'asfissia causata da cordini o asole. Sono stati, inoltre, introdotti altri requisiti necessari come quelli in materia di stabilita' e di design al fine di ridurre il rischio di caduta e di lesioni dalle amache per bambini.
Notiziario Minori, 12 novembre 2010

martedì 9 novembre 2010

I PEDIATRI: "I BAMBINI DORMONO TROPPO POCO"
NEI PRIMI 2 ANNI BEN IL 20-30% DEI NEONATI SOFFRE DI INSONNIA

Un bimbo che dorma male, o troppo poco, che soffra di insonnia piu' o meno frequentemente, avra' delle ripercussioni sulla salute, sull'equilibrio psico-fisico, sulla capacita' di concentrazione e disturbi dell'attenzione. E'l'allarme lanciato dai pediatri. Le ore di sonno dovrebbero essere 8-10, per un bambino in eta' pre-scolare e nei primi anni delle elementari. Ma non solo sulla quantita' i genitori dovrebbero vigilare, anche la qualita' e' essenziale. Una buona dormita, profonda, rilassata, dara' al piccolo la possibilita' di "ricaricare le pile" e di rielaborare - attraverso l'attivita' onirica - le informazioni apprese durante il giorno. Sappiamo, infatti, quanto sia importante il sogno per il nostro equilibrio psichico, a maggior ragione lo sara' per i nostri figli, il cui cervello e' in pieno sviluppo. Eppure, secondo le ultime indagini, il 30% dei bambini non dorme a sufficienza o dorme un sonno di cattiva qualita'.
Nello specifico: nei primi 2 anni di vita ben il 20-30% dei neonati soffre di insonnia, percentuale che scende al 10-15% fino ai 3 anni d'eta' (ma e' comunque alta), mentre problemi di respirazione con conseguenti apnee notturne e russamento affliggono il 27% dei bimbi fino ai 6 anni. Ci sono poi fenomeni come il sonnambulismo e il parlare nel sonno, gli incubi e i tremori che svegliano i piccoli nel cuore della notte.
Notiziario Minori Roma, 9 novembre 2010
OBESITÀ INFANTILE, IN ITALIA È ANCORA ALLARME
"I GENITORI IGNORANO IL PROBLEMA"

Secondo un'indagine svolta da Okkio alla Salute, il sistema di sorveglianza su alimentazione e attivita' fisica nei bambini della scuola primaria promosso dal ministero della Salute in collaborazione con il ministero della Pubblica Istruzione e coordinato dall'Istituto Superiore di Sanita', che ha analizzato oltre 42.000 alunni delle terze classi delle scuole primarie, e' ancora alta la prevalenza del sovrappeso (23%) e dell'obesita' (11%).
Nel 9% dei casi, infatti, i bambini italiani non fanno colazione e nel 30% non la fanno adeguatamente, mentre 1 bambino su 4 non mangia quotidianamente frutta e verdura e circa il 50% consuma bevande zuccherate o gassate nell'arco della giornata. I dati sono stati resi noti in occasione di un incontro organizzato a Roma per discutere il bilancio dell'iniziativa 'Scuola e Salute', avviata nel 2007 dal ministero della Salute e da quello dell'Istruzione che mira a inculcare la cultura della prevenzione e della salute fin dalle scuole elementari. Secondo i dati diffusi 1 bambino su 2 oggi ha la televisione in camera, uno su 5 pratica sport per non piu' di un'ora a settimana. Inoltre, i genitori non sempre hanno un quadro corretto dello stato ponderale del proprio figlio: tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 36% non ritiene che il proprio figlio abbia chili di troppo.
Notiziario Minori Roma, 9 novembre 2010
LA SOCIALITÀ? PER I GEMELLI SI SVILUPPA GIÀ NELL'UTERO
STUDIO ITALIANO PUBBLICATO SU "PLOS ONE"

La socialita' si sviluppa gia' nel grembo materno. E' quanto emerge da una ricerca italiana pubblicata sulla rivista PLos One, condotta dai ricercatori delle Universita' di Parma, Padova e Torino.
Lo studio, condotto in collaborazione con l'Istituto pediatrico Burlo Garolfo di Trieste, ha indagato i movimenti fetali in cinque coppie di feti gemelli a 14 e 18 settimane, utilizzando l'ecografia quadridimensionale, una tecnica che permette di visualizzare i movimenti dei feti nel tempo. I ricercatori hanno scoperto che gia' dall'undicesima settimana di gestazione vi erano dei contatti tra i feti, ma volevano capire se fossero movimenti involontari o meno.
Per farlo hanno preso come riferimento la decelerazione dei movimenti, indice di un atto controllato, e scoperto che nell'utero materno gia' a 14 settimane i movimenti verso il gemello erano piu' accurati e controllati di quelli verso se stesso o le pareti dell'utero. Col passare delle settimane questi contatti controllati aumentano di numero verso il gemello e sono sempre piu' delicati di quelli rivolti verso se stesso, indice di movimenti non casuali.
"Per i feti singoli l'utero materno e' un luogo solitario, in cui non esistono le condizioni per un'azione sociale - spiega Cristina Becchio dell'Universita' di Torino - Per capire se una predisposizione all'azione sociale fosse presente anche prima della nascita, ci siamo quindi rivolti allo studio dei feti gemelli".Utilizzando un software speciale sono, quindi, stati ricostruiti ed analizzati i paramenti di movimento, arrivando a concludere che siamo in qualche modo programmati per la socialita' e che il modo in cui interagiremo col mondo esterno potrebbe iniziare a svilupparsi gia' diversi mesi prima della nascita.Cia' che ha stupito gli studiosi e' che tali movimenti non sono dei riflessi casuali o movimenti stereotipati, bensi' sono veri e propri gesti volontari e intenzionali analoghi a quelli dell'adulto, frutto di una precisa pianificazione motoria.Si era gia' visto che sin dalla undicesima settimana di gestazione i gemelli stabiliscono contatti fra di loro, sottolineano gli scienziati nella ricerca, ma questo e' il primo studio che affronta l'aspetto piu' critico, se, cioe', questa interazione sia casuale, dovuta alla prossimita' spaziale, o invece pianificata.Con questa scoperta si aggiunge al mondo della ricerca un indicatore in piu' per valutare il buon sviluppo del sistema nervoso centrale, la presenza o meno di un istinto precoce alla socialita' nello stadio fetale e' un indizio che puo' aiutarci a una diagnosi precoce di certe patologie o disturbi comportamentali.
Notiziario Minori Roma, 9 novembre 2010
PROSEGUIRE GLI STUDI ALL'ESTERO, LA FUGA DEI MIGLIORI
TUTTOSCUOLA: "PORTARE A 1500 EURO AL MESE LE BORSE DI STUDIO"

Il 95% dei diplomati della 'Scuola Galileiana di Studi Superiori del Bo' (settore scientifico) - il centro d'eccellenza collegato all'Universita' di Padova riservato alle migliori 24 matricole - e' intenzionato a proseguire gli studi all'estero.
Secondo quanto pubblicato dal sito tuttoscuola.com, "la notizia ha impressionato, anche se purtroppo non sorpreso, chi da tempo denuncia l'emorragia di intelligenze che caratterizza il nostro Paese, incapace di trattenere e valorizzare i propri migliori laureati". Tante le motivazioni. Tra queste, una e' spiegata bene da alcuni neodiplomati: "le borse di studio per frequentare un dottorato di ricerca sono all'estero assai piu' consistenti di quelle offerte in Italia: in alcune Universita' di Parigi, per esempio, ammontano a 1.400 euro al mese, contro i 1.000 offerti dall'Universita' di Padova". Per gli studenti, che in molti casi non risiedono nella citta' in cui frequentano l'universita', la differenza e' rilevante.
Sull'argomento e' tornato indirettamente anche il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che nella lectio magistralis tenuta lo scorso venerdi' 5 novembre all'Universita' di Ancona in occasione del convegno in ricordo dell'economista Giorgio Fua', ha messo l'accento sulla necessita' di far ripartire sviluppo, ricerca e investimenti puntando sui giovani. "Pena la stagnazione, che c'e' gia' da una decina d'anni - dice - e poi il regresso, che colpira' le generazioni future".
Tuttoscuola avanza una proposta-tampone per bloccare l'emorragia: "portare a 1.500 euro al mese le borse di studio dei migliori laureati che si iscrivono ai dottorati di ricerca italiani, nella certezza che i ricavi per il sistema-Paese saranno di gran lunga superiori ai costi.Almeno si potrebbe cercare di fermare la grande fuga (non proprio di tipo beethoveniano) delle migliori intelligenze".
Notiziario Minori Roma, 9 novembre 2010
UE: PERICOLO DROGHE INIZIA NEI LUOGHI DI SVAGO
SECONDO L'AGENZIA EUROPEA PER LE DROGHE

Agire nei luoghi di svago per prevenire i danni causati dall'abuso di droghe: questo secondo il Consiglio dell'Unione europea, che riunisce i ventisette governi, uno degli approcci che meglio possono garantire risultati in materia di riduzione del danno. Secondo i dati recentemente diffusi dall'Agenzia europea per le droghe (Emcdda), che domani presentera' a Lisbona il suo ultimo rapporto, e' nei luoghi ricreativi che - durante i periodi di vacanza o nei fine settimana - i piu' giovani corrono i maggiori rischi di cadere nell'uso di varie droghe, spesso assunte contemporaneamente, con l'alcol a fungere da base a un mix a volte letale.
Secondo l'opinione del Consiglio, riunito ieri per l'occasione nella formazione dei ministri degli Interni (assente pero' Roberto Maroni), si puo' ridurre il rischio di abusi provvedendo a mettere in pratica misure di salute pubblica che promuovano comportamenti sani tra i giovani, anche tramite una stretta collaborazione con l'industria del divertimento anche per quanto riguarda la distribuzione delle sostanze illecite presso bar e discoteche. Ma come il Consiglio stesso riconosce, al momento non esiste una base di dati e statistiche abbastanza ampia per poter stabilire un approccio che sia scientificamente valido, col rischio pertanto di intraprendere campagne di prevenzione che possono avere risultati contrari alle aspettative.
Per questo il Consiglio invita i suoi componenti a intraprendere interventi basati su prove scientifiche della loro efficacia.
Viene poi suggerito di prendere in considerazione l'adozione di misure concrete per i luoghi di intrattenimento, quali l'accesso illimitato e gratuito all'acqua, la disponibilita' di sale di 'decompressione' (chill-out), la presenza di mezzi di trasporto sicuri e alternativi alla vettura privata, fino a restrizioni sull'accesso per i minorenni. Viene inoltre incoraggiato un approccio trasversale che includa la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, dai gestori di discoteche alle autorita' sanitarie, dalla polizia ai servizi sociali. Gli Stati dovrebbero anche prendere in considerazione strumenti per far fronte ai problemi collaterali derivanti dall'abuso di droghe, come l'uso pericoloso della macchina quando si e' sotto effetto, i rapporti sessuali non consenzienti e le gravidanze indesiderate, o ancora problemi generali di ordine pubblico. Andrebbe anche fornito agli addetti sanitari e di sicurezza un addestramento adeguato per far fronte a situazioni a rischio. L'Emcdda e la Commissione sono invece invitate a promuovere la raccolta di dati, buone pratiche e in generale la cooperazione a livello europeo, di modo da poter fornire al Consiglio e ai governi delle basi scientifiche solide per ridurre il danno negli ambienti ricreativi.
Notiziario Minori Roma, 9 novembre 2010
UNIVERSITÀ,
ITALIANI POPOLO DI DIPLOMATICI ED ENOLOGI
FOTO DI UNA GENERAZIONE
SCATTATA DA INTERCULTURA

Un futuro di medici, infermieri per associazioni umanitarie, diplomatici e ingegneri ambientali per chi ha studiato all'estero. Altro che "eterni Peter Pan, tronisti, veline, perennemente connessi a Facebook, chiusi in casa sognando di entrare nella casa del Grande Fratello". Sono 1.500 gli studenti tornati da un periodo di scuola all'estero con Intercultura, l'associazione Onlus fondata nel 1955 che promuove e organizza scambi ed esperienze interculturali. A fornire questa immagine sono gli studenti che si sono appena iscritti al primo anno di universita' e che due anni fa hanno trascorso la quarta superiore in uno dei 50 Paesi in cui Intercultura propone programmi scolastici internazionali, una scelta che sempre piu' adolescenti italiani compiono, anche grazie alle numerose borse di studio esistenti (il 10 Novembre scade il bando Intercultura per tutti i ragazzi interessati a partire l'anno prossimo, www.intercultura.it/bando-di-concorso-2010-11/). Diverse le domande poste: quali sono le scelte universitarie di chi ha studiato all'estero durante le superiori? Come ha inciso un anno di vita in un altro Paese nelle loro decisioni? Medici (3% del campione analizzato) e infermieri (d'elicottero, o d'urgenza, magari per Medecins sans frontieres, 3%), ma non solo.
Il 20%, ambiziosamente, vorrebbe abbracciare la carriera diplomatica o lavorare nelle associazioni non governative, specialmente all'estero, l'11% ingegnere (il 15% del campione sta frequentando un corso d'ingegneria di cui ben il 32% quella aereo-spaziale), il 10% manager (ad esempio, rappresentante di imprese all'estero, in Cina o Paesi Orientali), il 7% interprete o traduttore, meglio se al Parlamento europeo o all'Onu, il 5% psicologo, il 4% ricercatore in Italia o all'estero (il Cern e' sempre il piu' ambito).
Particolarmente interessanti sono alcune scelte 'naturalistiche': il 2% vorrebbe diventare enologo e il 4% svolgere professioni in tutela della natura, come guardia forestale o per un'Ong ambientalista.
Notiziario Minori Roma, 9 novembre 2010

venerdì 5 novembre 2010

SCUOLA, GELMINI PREMIA I 34 'SECCHIONI' D'ITALIA
PER LORO PERIODO STUDI IN UNIVERSITA' ITALIANE O STRANIERE

Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha premiato, presso l'Accademia dei Lincei di Roma, i 34 migliori studenti d'Italia, ragazzi e ragazze (poche, erano solo due) che si sono distinti per aver partecipato a olimpiadi nazionali e internazionali di quelle materie come la matematica, l'informatica, le scienze della terra che per molti dei loro compagni restano arabo anche dopo cinque anni filati di scuola.
L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto ministeriale 'Io merito' grazie al quale dal 2007 i migliori studenti del paese, per esempio quelli che prendono 100 e lode alla maturita' e quelli che si distinguono in particolari competizioni, vengono premiati con bonus, benefit per l'accesso ai luoghi di cultura, partecipazione a iniziative formative, ma anche con assegni che lo studente puo' poi utilizzare a suo piacimento. Per esempio per i cento e lode ci sono in palio 650 euro. Quello di stamattina e' stamattina e' stato un ulteriore riconoscimento che il ministero dell'Istruzione, insieme all'Accademia dei Lincei, nell'ambito di un protocollo di collaborazione siglato oggi, hanno voluto attribuire ai ragazzi che si distinguono per l'impegno nello studio. I 34 'secchioni' d'Italia potranno passare un periodo di studi all'interno di una delle realta' universitarie di eccellenza nel paese o all'estero.
"Oggi e' davvero una bella giornata per la scuola italiana- ha sottolineato il ministro parlando ai ragazzi- I risultati che avete saputo raggiungere mettono in evidenza tutte le potenzialita' del nostro sistema di istruzione, che pero' deve imparare a saper accogliere con meno diffidenza il cambiamento.
Speriamo che le celebrazioni dei 150 anni dall'Unita' d'Italia siano non solo un momento di festa ma anche l'occasione per una riscoperta della scuola italiana che ancora oggi e' l'istituzione piu' importante del paese. Tuttavia dobbiamo essere aperti ai cambiamenti e non limitarci a difendere lo status quo".
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
ARRIVA LA "GUIDA AI FILM PER RAGAZZI"
OLTRE 700 SCHEDE E 200 FOTO PER CREARE PERCORSI CINEMATOGRAFICI

Notiziario Minori Roma, 5 nov. - Una guida al cinema che parla il linguaggio dei ragazzi, con competenza, divertimento, precisione e passione e che puo' essere una preziosa alleata nella formazione dello sguardo di futuri spettatori. E' l'idea della 'Guida ai film per ragazzi' (Editrice Il Castoro),compilata da Michele Ravasio, Mattia Mariotti, Francesco Zurlo con Barbata Sorrentini e Orietta Mizzoni, frutto di un intenso lavoro redazionale durato tre anni.
Si tratta di una guida ragionata, ricca di informazioni e curiosita', coloratissima e scritta con un linguaggio adatto ai piu' piccoli. Uno strumento prezioso per orientarsi nell'universo del cinema per ragazzi. La Guida passa in rassegna oltre 700 schede di film disponibili sul mercato, reperibili in DVD, tutti regolarmente passati dalle sale cinematografiche. Uno strumento destinato a bambini e ragazzi (da 0 a 14 anni) - per la semplicita' di lettura e la grafica -, e a quei genitori che hanno bisogno di orientarsi nelle scelte, agli insegnanti che vogliono creare dei percorsi didattici e a tutti gli operatori che cercano una guida nel mare dei film per ragazzi.
La guida e' corredata da oltre 200 fotografie su 520 pagine ed e' uno strumento utile per costruire dei veri e propri percorsi tematici all'interno della cinematografia per ragazzi.
In ogni scheda di un film, infatti, oltre ai dati tecnici, sono indicate le principali categorie tematiche di riferimento, il genere e il suggerimento sull'eta' ideale dello spettatore.
Ogni scheda, inoltre, riporta anche la dicitura: "Se ti piace vedi anche", con cui si consigliano alcuni titoli che potrebbero essere apprezzati da chi ha amato un determinato film. Si tratta, pero', di consigli talvolta anche poco prevedibili, in grado magari di allargare un po' gli orizzonti pur rimanendo in territori contenutistici e/o formali simili.
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
ECCO NUOVO BANDO,
TORNA "MANGIA BENE CRESCI MEGLIO"
GALAN:
FONDAMENTALE ALIMENTAZIONE CORRETTA PER I RAGAZZI

La campagna 'Mangia Bene Cresci Meglio' e' al via anche quest'anno con la pubblicazione del nuovo bando.
"Seguire una sana e corretta alimentazione e' fondamentale, soprattutto per i nostri ragazzi che con questa edizione avranno modo di misurarsi anche con i nuovi temi inseriti nella campagna". Cosi' il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, annuncia la pubblicazione sul sito www.mangiabenecrescimeglio.it del nuovo bando per l'edizione 2011 della campagna.
Due, spiega Galan, i nuovi argomenti che saranno affrontati:
"L'importanza di una informazione trasparente circa l'origine dei prodotti alimentari, esigenza sempre piu' sentita dai consumatori e dai produttori che deve entrare a far parte dell'educazione dei nostri ragazzi; e l'attenzione verso il consumo eccessivo e in particolar modo allo spreco di cibo. E' utile ricordare- prosegue il ministro- che secondo recenti studi (il Libro Nero sullo spreco alimentare dell'Universita' di Bologna) nei 27 Paesi dell'Unione si sprecano 179 kg di cibo pro capite all'anno e solo in Italia il 40% della frutta, della verdura e della carne.
E' importante quindi che i nostri giovani siano consapevoli di questi dati e di quanto sia prezioso questo cibo in un mondo in cui ci sono ancora milioni di persone che soffrono la fame".
'Mangia Bene Cresci Meglio' e' una campagna di sensibilizzazione promossa dal ministero, "rivolta ad alunni e insegnanti delle scuole secondarie di primo grado italiane- dice ancora la nota- nata per proporre ai giovani una maggiore attenzione sulle proprie scelte alimentari. La campagna prevede la produzione di annunci pubblicitari, da realizzarsi in classe attraverso un lavoro di gruppo, sui temi della sana alimentazione e della varieta' e qualita' del nostro patrimonio agroalimentare.
Scopo della campagna e' di attirare l'attenzione dei giovani sull'importanza di essere consapevoli delle proprie scelte alimentari e fornire loro strumenti critici per difendersi da messaggi pubblicitari negativi sull'alimentazione.
Altresi', la campagna si propone di sensibilizzare i giovani sull'importanza della varieta' e qualita' del patrimonio agroalimentare italiano".
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
MILANO: 2500 I VOLONTARI CARITAS, CON TANTI GIOVANI
PAREGGIATE LE RICHIESTE DEGLI ADULTI

Fare volontariato in Caritas piace anche ai giovani. Nel 2009 infatti, lo Sportello del volontariato dell'organismo diocesano ha ricevuto 350 richieste da parte di persone "adulte" (dai 30 e i 67 anni) e quasi altrettante, 345, da giovani di eta' compresa tra i 18 e i 30 anni. A questi poi, bisogna aggiungere i 98 volontari (tra i 18 e i 30 anni) che hanno scelto di trascorrere le loro vacanze in uno degli 11 cantieri della solidarieta' aperti da Caritas in America Latina, Medio Oriente, Europa dell'Est e Asia.
Complessivamente, sono circa 2.500 i volontari di Caritas impegnati nei 300 centri di ascolto diffusi su tutto il territorio della diocesi di Milano. E ai volontari sara' dedicato il convegno diocesano che ogni anno raduna a Milano il "popolo della Caritas". Il prossimo anno, infatti, e' stato proclamato dalla Ue anno europeo del volontariato. È bene pero' sgomberare subito il campo da un equivoco: "A volte abbiamo avuto l'impressione che le istituzioni scaricassero sul terzo settore responsabilita' e compiti che sono loro propri. È bene ricordare che il nostro spirito di collaborazione non puo' diventare pretesto per un disimpegno da parte della politica su alcune questioni sociali". I volontari di Caritas ambrosiana sono, in genere, "persone con grandi energie e risorse, ma che hanno per lo piu' i capelli bianchi", sottolinea don Roberto Davanzo. Si impone quindi (come in generale per tutte le realta' del terzo settore) il problema del ricambio generazionale "e su questo terreno intendiamo proprio concentrare i nostri sforzi", conclude don Davanzo.
Sforzi che stanno iniziando a dare i primi frutti, come testimoniano i 345 nuovi volontari "under 30". Spesso si tratta di studenti che, anche se non frequentano assiduamente l'oratorio, si trovano in sintonia con i valori cristiani . Ha inoltre un interesse specifico per il singolo progetto formativo, per il quale e' disposto a informasi e approfondire.
Unico limite - fanno osservare gli operatori -: e' poco disponibile a impegnarsi nel lungo periodo.
Il convegno diocesano si terra' domani, sabato 6 novembre, a partire dalle ore 9 presso la Casa Cardinal Schuster (via Sant'Antonio, 5). Parteciperanno monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione Migrantes, Alessandro Martini, direttore della Caritas di Firenze, monsignor Giovanni D'Ercole, vescovo ausiliare della diocesi dell'Aquila.
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
DIPENDENZA DA TABACCO: ADOLESCENTI A CONFRONTO
LO STUDIO CANADESE DELLA BRITISH COLUMBIA.

I ricercatori canadesi della British Columbia hanno effettuato uno studio su un campione di oltre 7000 studenti di eta' compresa tra i 12 e i 19 anni, per capire le differenze nel modo in cui, ragazze e ragazzi, percepiscono il proprio comportamento nei confronti del fumo.
L'idea da cui sono partiti e' che esistano modalita' diverse tra donne e uomini di vivere e sentire la propria identita' di fumatore. Agli studenti canadesi selezionati e' stato distribuito un questionario nel quale veniva richiesto il numero medio di sigarette fumate negli ultimi sette giorni, nell'ultimo mese e il livello di dipendenza dal tabacco.
Inoltre, venivano forniti una serie di profili ai quali i ragazzi potevano associarsi: "fumatore", "fumatore occasionale", "non fumatore", "ex fumatore", ecc. I responsi dei ragazzi sono stati divisi in 3 gruppi: coloro che avevano scelto un solo profilo (oltre 6500), coloro che ne avevano indicati 2 (268) oppure tre (23). I ragazzi intervistati avevano in media 15 anni ed erano, per la maggior parte, non fumatori. Dai risultati e' emerso che, nell'ultimo mese, le ragazze avevano fumato piu' dei ragazzi e sembravano mostrare una maggiore propensione nel ricorrere a diversi profili per descrivere il proprio atteggiamento nei confronti del fumo, ad esempio come "ex-fumatrici" oppure "fumatrici occasionali". I ragazzi, dal canto loro, riportavano un maggior numero di sigarette fumate quotidianamente e registravano un punteggio piu' alto nella percezione della propria dipendenza. Non si riscontravano invece particolari differenze nell'eta' media in cui si iniziava a fumare e nei livelli di percezione della dipendenza tra coloro che risultavano essere fumatori. A questo scopo risulterebbe utile, concludono i ricercatori, attivare programmi di prevenzione distinti: uno per prevenire l'inizio del vizio e la sua progressiva stabilizzazione in forma di dipendenza; l'altro, piu' intensivo e differenziato per genere maschile e femminile, dedicato ai fumatori gia' dipendenti.
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
ROMA, CONTROLLI MINICAR: 32 SEQUESTRI E 45 MULTE
TROVATI VEICOLI MODIFICATI E PASSEGGERI CON CONDUCENTI MINORENNI

I Carabinieri del Comando provinciale di Roma nelle ultime 48 ore hanno avviato controlli mirati alle minicar. Agili e scattanti come motorini, ma auto a tutti gli effetti, anche per quanto riguarda il loro coinvolgimento, sempre piu' frequente, negli incidenti stradali.
Queste 'vetturine' sono sempre piu' in voga tra i minori che di frequente le utilizzano per il tragitto casa scuola, e viceversa, nelle ore di punta del traffico capitolino. I controlli sono stati svolti durante i servizi di prevenzione eseguiti lungo le strade della Capitale e provincia. I militari sono stati impegnati in specifiche attivita' di verifica alle minicar riscontrando numerose infrazioni al Codice della strada.
Su 383 quadricicli controllati, 32 sono stati sequestrati per trasporto di passeggeri da parte di conducenti minori.
Quarantacinque sono stati sanzionati per infrazioni al Codice della strada. Le principali infrazioni contestate vanno dal trasporto del secondo passeggero da parte di conducente minorenne, alle modifiche tecnico-costruttive come gli allestimenti da 'Fast&furious': aggiunta di serbatoi, modifiche all'avvisatore acustico, modifiche allo sterzo, modifiche alle targhe e ai loro supporti, sostituzione delle ruote con pneumatici maggiorati, sostituzione degli scarichi con altri non omologati per guadagnare potenza e quindi velocita', le luci, non conformi, e vetri oscurati. Tali modifiche aggravano ulteriormente i gia' poco elevati standard di sicurezza.
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010