venerdì 4 febbraio 2011

MINISTERO:   SÌ   A   3   NUOVI LICEI MUSICALI   E   A  5 
COREUTICI MA LE SCUOLE NE AVEVANO CHIESTI 34 E 9
Il ministero dell'Istruzione si prepara ad autorizzare 3 nuovi licei musicali e 5 coreutici nell'ambito della prosecuzione dell'applicazione della riforma delle superiori. Attualmente i licei musicali concessi in Italia sono 37, mentre sono 5 i licei coreutici.
Tutti hanno avuto il pienone di iscrizioni. Molti ragazzi sono rimasti fuori a settembre.
Cosi' si procede con l'allargamento. In totale ne verranno concessi rispettivamente 40 e 10 secondo quanto ha comunicato il Miur ai sindacati. Quindi ci saranno ex novo altri 3 licei musicali e 5 licei coreutici. Questo pero' a fronte delle 34 richieste dei primi e 9 per i secondi, gia' pervenute al ministero dalle varie regioni.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011

martedì 1 febbraio 2011

ADOLESCENTI E DISAGIO: PSICOLOGI AL PRONTO 
SOCCORSO PRIMO ESEMPIO ALL'OSPEDALE 
BASSINI   DI   CINISELLO    BALSAMO   (MI)
Il pronto soccorso come luogo privilegiato dove intercettare il disagio psichico adolescenziale. Sulla base di questa idea nasce il "Servizio famiglie/adolescenti in ospedale", aperto al pronto soccorso dell'ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (Milano): il primo in Italia a offrire ai giovani dai 13 ai 23 anni, accanto a normali cure mediche, anche visite psicologiche. "Questo perche' spesso i giovani manifestano i disagi psichici partendo dal proprio corpo, attraverso atti di autolesionismo piu' o meno volontari", spiega Eugenia Pelanda, presidente di Area G, l'associazione di psicoterapeuti promotrice del progetto. Chi si presenta al pronto soccorso per abuso di alcol, ferite dovute ad autolesionismo, tentativi di suicidio, disturbi alimentari, somatizzazioni, puo' avere bisogno di aiuto psicologico, tanto quanto di intervento medico. Ma il piu' delle volte non trova del personale in grado di aiutarlo.
Al Bassini di Cinisello invece, dopo le cure mediche necessarie, al paziente (e ai suoi genitori) viene offerto un colloquio psicologico con un equipe formata da psicologo, psichiatra, educatore e assistente sociale. Se l'equipe valuta che un solo colloquio non e' sufficiente, viene stabilito un certo numero di incontri successivi, che possono durare al massimo per un anno. Il tutto in forma gratuita.
Nel 2010 sono stati oltre 5400 gli adolescenti che si sono rivolti al pronto soccorso dell'ospedale Bassini, il 11% degli accessi totali. "Una percentuale alta, comune a tutti gli ospedali- spiega Pelanda-. Il progetto e' stato avviato proprio a Cinisello perche' qui abbiamo trovato la disponibilita' della dottoressa Rosaria Landoni, dell'unita' di pediatria". Il servizio e' realizzato da Area G, in collaborazione con l'unita' di pediatria dell'ospedale Bassini, la Fondazione Cariplo e l'Asl di Milano, ed e' attivo ufficialmente da tre mesi, dopo una fase di sperimentazione iniziata nel 2004.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
MATERNE, TRA 20 ANNI PIÙ STRANIERI CHE ITALIANI LA
STIMA DI UN ISPETTORE MINISTERIALE A REGGIO EMILIA
Nel giro di 15 o 20 anni nelle scuole materne di Reggio Emilia il numero di studenti stranieri potrebbe sorpassare quello degli italiani. Questa la stima fatta dall'ispettore del ministero dell'Istruzione, Luciano Rondanini, durante la presentazione dell'annuario della scuola reggiana edizione 17, per l'anno scolastico 2010-2011, promosso dalla Provincia. L'ipotesi fatta dal funzionario si basa su una proiezione apparsa sulla stampa nazionale secondo cui il "sorpasso" potrebbe verificarsi a livello nazionale nel 2050.
Molto prima pero' a Reggio, dove gia' oggi gli alunni stranieri nelle scuole di infanzia statali sono il 26,7% del totale. Piu' in generale, come emerge dai numeri dell'annuario, il trend degli studenti non italiani risulta in crescita anche se in misura inferiore rispetto a quanto avvenuto negli scorsi anni. In particolare il totale degli alunni non italiani presenti nelle scuole di ogni ordine e' di 9746 unita', pari al 16,6% del totale, contro i 9389 stranieri dell'anno scolastico 2009-2010 che rappresentavano il 16,4% del totale. Una crescita quindi molto contenuta, se si considera che nel 2008 gli studenti stranieri erano circa 8 mila (15,5% del totale) e nel 2007 erano 7.958, pari al 14,6% del totale. Nel dettaglio dei singoli ordini di scuola, gli stranieri passano dal 18,2 al 18,6% nella scuola elementare, scendono dal 18,2 al 18,1% nelle scuole medie e salgono ancora dal 12,7 al 13% alle superiori. Capitolo a parte per gli alunni nomadi, che in totale frequentano le scuole reggiane in 289. Di questi la maggior parte va alle elementari (156) e alle medie (103). L'istantanea del mondo della scuola scattata dall'annuario registra poi una crescita complessiva della popolazione studentesca che tocca quota 81.658 unita', ovvero 1697 alunni in piu' rispetto all'anno scorso. Il 21,9% degli studenti reggiani, circa 17 mila, e' iscritto alle scuole non statali. Nelle scuole elementari si e' registrato un aumento di 440 alunni e 12 classi, invariato il trend di crescita alle medie, mentre alle superiori si contano 593 studenti in piu' e 17 classi in meno. Tra gli alunni delle superiori non statali si segnalano anche i 636 iscritti alle scuole serali. Gli studenti disabili, infine, sono una realta' significativa con percentuali che vanno dal 2,8% delle superiori, fino al 3% delle elementari e al 3,5% delle medie. Il 70% dei disabili risulta iscritto agli istituti professionali, ma gia' dall'anno scorso la tendenza e' in calo. I disabili aumentano infatti dal 9 al quasi 13% nei licei e dal 15 al 16% negli istituti tecnici. Per fare fronte alle complessita' di una realta' scolastica in costante espansione, la Provincia, segnala l'assessore provinciale all'Istruzione Ilenia Malavasi, ha previsto in bilancio sulla scuola 8,5 milioni di cui 6,7 sulla spesa corrente e 1,5 per le piccole manutenzioni. A questi si aggiungono quasi 16 milioni destinati all'edilizia scolastica. Malavasi esprime inoltre la necessita' "di rilanciare la formazione professionale facendone un tutt'uno con il sistema produttivo del territorio".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
RISCHI SUL WEB, L'ITALIA NON È UN'ISOLA 
FELICE     INDAGINE     EUKIDSONLINE
Se l'Italia risulta tra i paesi europei dove i minori che navigano in rete sono meno esposti a rischi e dove i danni derivanti da certi contenuti sono meno rilevanti, e' dovuto essenzialmente alla loro frequenza d'uso del web e al numero limitato di attivita' che li coinvolgono. Non si deve infatti fare credere che l'Italia sia un'isola felice. Come spiega Giovanna Mascheroni dell'Universita' Cattolica, e punto di contatto per l'Italia dell'indagine EUKidsOnline, "non ci si deve illudere che i nostri figli siano piu' al sicuro".
"I dati affermano che meno del 6% dei giovani italiani tra i 9 e i 16 anni ha provato fastidio o turbamento durante la navigazione sul web: ma cio' va letto alla luce del contesto generale. Vi e' infatti una fortissima relazione tra frequenza d'uso ed esposizione ai rischi". In Italia l'uso di internet e' sensibilmente tardivo rispetto a quello dei paesi del Nord, dove ci si tuffa nella rete a 7/8 anni, rispetto agli oltre 10 anni per i bimbi italiani. Inoltre, anche se la frequenza di utilizzo del web e' piu' o meno la stessa in Italia e in Europa, "da noi si usufruisce di un minor numero di attivita' online,e il web viene usato prevalentemente per scopi didattici legati all'attivita' scolastica".
Un utilizzo tardivo e meno differenziato del web si riflette anche su una minore alfabetizzazione informatica, soprattutto riguardante gli strumenti di difesa disponibili. "Molto spesso i nostri minori non sanno impostare i filtri dei loro profili sui social network, o come segnalare abusi, o bloccare utenti indesiderati", spiega la ricercatrice della Cattolica. Di riflesso, i minorenni italiani si sentono meno sicuri quando navigano rispetto alla media dei loro coetanei europei, e sentono di avere una conoscenza dell'uso di internet piu' limitata rispetto ai genitori.
Se i rischi a cui sono esposti i oggi i giovani italiani sono relativamente bassi, e' molto probabile che presto cessera' di essere cosi': come sottolinea Mascheroni, "in Italia sta crescendo molto di piu' rispetto alla media europea l'uso privato di internet , ovvero in camera propria: lo fa il 62% rispetto alla media del 49% nel gruppo dai 9 ai 16 anni. È un dato che ci serve per comprendere la forte discrepanza tra le esperienze dei ragazzi e la percezione dei genitori". Infatti dalla ricerca emerga che i genitori italiani sono tra quelli meno consapevoli degli incontri o visioni spiacevoli che i figli hanno avuto su internet: "l'uso di questo mezzo non e' un fatto condiviso tra le due generazioni" spiega la ricercatrice.
Questa suggerisce quindi uno spostamento del focus delle campagne di informazione e sensibilizzazione sull'internet sicuro dal contesto scolastico a quello domestico e del gruppo dei pari.
Inoltre le autorita' scolastiche dovrebbero definire un percorso di "media education" da inserire nei programmi didattici fin dalla tenera eta'. "Al momento soffriamo della mancanza di un approccio culturale solido rispetto ai rischi dei nuovi media", soprattutto quelli rappresentati dai social network. "In Italia si registra una percentuale maggiore rispetto alla media europea (35% contro 28%) di profili di minorenni che sono 'pubblici', ovvero visionabili da tutti".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
6 MILIONI ABBANDONANO LA SCUOLA,  INTERVIENE
L'UE ENTRO LA FINE DEL DECENNIO DISPERSIONE
VA RIDOTTA A MENO DEL 10%
Sono piu' di 6 milioni i giovani dell'Unione europea che abbandonano gli studi o la formazione dopo aver preso al massimo un diploma di istruzione secondaria inferiore. Si tratta di ragazzi che poi hanno grosse difficolta' a trovare un lavoro e sono piu' spesso disoccupati e dipendenti dall'assistenza sociale. La Commissione europea ha approvato oggi un'iniziativa con la quale si propone di aiutare gli Stati membri a raggiungere uno degli obiettivi della strategia "Europa 2020": ridurre entro la fine del decennio a meno del 10% il tasso di abbandono scolastico, che oggi e' del 14.4%.
"L'Europa non puo' permettersi di fare a meno del contributo che cosi' tanti giovani possono dare alle nostre societa' e alle nostre economie", spiega Jose' Manuel Barroso, presidente della Commissione europea. La nuova iniziativa della Commissione analizza la situazione dell'abbandono scolastico in Europa, le sue principali cause, i rischi che esso comporta per lo sviluppo dell'economia e della societa' e propone modi per affrontare piu' efficacemente il problema.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
DNA   ASSOLTO,  OBESITÀ  COLPA  DELLE 
ABITUDINI C'È UNA TENDENZA GENETICA
Se il piccolo di casa e' troppo 'rotondo', non si puo' tirare in ballo il Dna e una tendenza genetica al sovrappeso. La colpa piuttosto, sostengono i ricercatori dell'University of Michigan Cardiovascular Center (Usa), e' delle cattive abitudini, a tavola e non. La ricerca, pubblicata sull''American Heart Journal', e' frutto di uno studio condotto su 1.003 bambini. Ebbene, secondo l'indagine i piccoli obesi mangiano peggio dei coetanei magri, passano piu' ore incollati a tv e videogame e fanno meno sport. Insomma, i risultati mostrano che i piccoli extralarge piu' spesso dei coetanei mangiano il pranzo della scuola anziche' quello (piu' salutare) preparato a casa, e passano due ore al giorno tra piccolo schermo e videogame. Certo, "per i bambini estremamente in sovrappeso uno screening genetico puo' essere considerato - precisa Kim Eagle, descrivendo i risultati della ricerca - Per il resto, aumentare l'attivita' fisica, ridurre il tempo passato davanti a videogiochi e tv e migliorare il valore nutrizionale dei pasti a scuola" sono azioni che promettono di "invertire il trend di obesita' infantile". Negli Usa il problema e' tale che recentemente il presidente Barack Obama e' sceso in campo per offrire menu' scolastici piu' salutari a 31 milioni di bambini.
Nel frattempo il progetto del Michigan era gia' partito in 13 scuole, per 'imbrigliare' colesterolo e pressione dei piccoli e monitorare le loro abitudini. Secondo la ricerca, il problema sta anche nel fatto che pochi bambini con problemi di peso fanno attivita' fisica regolare, seguono lezioni di ginnastica a scuola o fanno parte di un team sportivo. Insomma, secondo i ricercatori lo stile di vita e' legato all'obesita' infantile piu' della genetica.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
A   FEBBRAIO   NELLE   FARMACIE   AL   VIA   LA 
SETTIMANA BI-ANCA CAMPAGNA EDUCAZIONALE
IDEATA   DA   BE-TOTAL   CON   FOFI   E   SIP 
"Mio figlio e' stanco e inappetente, perche'? Sto prendendo gli antibiotici e mi sento fiacco, cosa posso fare? Ho problemi di concentrazione, c'e' qualcosa che mi possa aiutare?". Rispondere a queste ed altre domande per fare conoscere e dare consigli pratici sulle vitamine del gruppo B e' l'obiettivo della prima campagna educazionale nazionale 'Settimana Bi-anca' che Be-Total ha ideato e sviluppato in collaborazione con la Federazione italiana dei farmacisti (Fofi e Fondazione Cannavo') e con la Societa' italiana di pediatria (Sip).
Materiali educazionali e questionari da compilare saranno a disposizione nelle farmacie coinvolte per testare quanto effettivamente si conoscono le vitamine B, la loro importanza e le modalita' di una corretta assunzione. I farmacisti offriranno consigli mirati, risponderanno a dubbi e domande, saranno veri e propri consulenti sulle vitamine B per l'intera durata della campagna. La prima 'Settimana Bi-anca' si svolgera' nel corso del prossimo mese di febbraio, in 500 farmacie di 11 citta' italiane: Bergamo, Caserta, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino, Varese, Verona. Saranno 7 diversi temi ad animare i 7 giorni della 'Settimana Bi-anca', dallo sport alle attivita' intellettuali passando per l'alimentazione, per scoprire quanto sono importanti le vitamine del gruppo B per garantire molteplici funzionalita' dell'organismo molto diverse tra loro, sia nei bambini che negli adulti: dall'efficienza intellettuale alla stimolazione dell'appetito, dalla formazione degli anticorpi alla capacita' di combattere la fatica fisica e mentale fino alla prevenzione delle malattie del feto.
"La Fofi aderisce a Settimana Bi-anca, iniziativa che ribadisce il ruolo fondamentale del farmacista quale consulente del paziente per la scelta del prodotto piu' adatto alle diverse esigenze- spiega la Federazione in una nota- Il farmacista mettendo a disposizione del cittadino la propria professionalita', instaura un rapporto di totale fiducia. Per questa ragione riteniamo importanti campagne educazionali e di informazione come Settimana Bi-anca al fine di rafforzare ulteriormente l'attivita' di consulenza di tutti i colleghi sul territorio". "La Sip ha aderito a questa campagna educazionale perche' ritiene che le vitamine del gruppo B siano particolarmente importanti in eta' pediatrica, per supportare il grande dispendio energetico quotidiano dei bambini- affermano i pediatri- Non potendo essere sintetizzate ne' accumulate dall'organismo devono essere assunte quotidianamente con un'alimentazione adeguata e, laddove questa non sia sufficiente, con integrazioni che sono certamente utili per colmare eventuali stati di carenze".
Le vitamine del gruppo B sono micronutrienti indispensabili per l'organismo umano che devono essere assunte quotidianamente.
Quando alimentazione, stili di vita o particolari contingenze come la convalescenza dopo una malattia rendono necessario ricorrere a un'integrazione.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
CONTRO IL DOPING STUDENTI INVIATI SPECIALI IN
PALESTRA 900 ALUNNI COINVOLTI IN TUTTA ITALIA
Un tabloid in ogni citta' realizzato dagli alunni coinvolti e una campagna di informazione e formazione sul tema del doping: e' "Sport pulito / Inviati sul campo", il progetto promosso dalla Uisp (Unione italiana sport per tutti) e sostenuto dal Ministero della Salute - Cvd (Commissione di vigilanza doping ), i cui risultati in ambito nazionale sono stati presentati presso l'Universita' degli studi di Roma "Foro Italico". 900 gli studenti di tutta Italia coinvolti e 19 gli istituti medi inferiori che hanno aderito: da Enna fino a la Spezia. Scopo: dire no alla cultura del doping attraverso una presa di coscienza collettiva ed un'educazione attiva e 'alla pari' che ha coinvolto anche genitori, insegnanti e allenatori. L'iniziativa, avviata a gennaio 2010, ha previsto infatti la realizzazione di un giornale di classe da parte degli studenti: affiancati da insegnanti ed educatori Uisp, si sono pian piano trasformati in veri e propri giornalisti scientifici. Il loro perigrinare nelle palestre, nelle farmacie, nelle societa' sportive e anche nelle erboristerie, intervistando atleti, allenatori, medici e farmacisti, ha permesso non solo ai ragazzi di essere protagonisti attivi nell'informazione sul doping, ma anche di ideare prodotti comunicativi consoni alla promozione del messaggio (video, canzoni, articoli, interviste, spot, vignette).
Il progetto ha infatti concentrato l'attenzione sull'uso e l'abuso di integratori e additivi farmacologici anche se non compresi tra le sostanze vietate, ovvero 'i presupposti culturali del doping'. La valutazione e l'efficacia dell'intervento sui ragazzi e' stata poi realizzata attraverso questionari all'inizio e alla fine del progetto: le domande hanno spaziano dagli stili di vita alla conoscenza delle sostanze e alla percezione di esse.
Il risultato finale e' una diminuzione del 10% di giovani che crede nell'utilita' degli integratori e un aumento del 16% di coloro che sanno di cosa stanno parlando quando parlano di integratori proteici e farmaci. "Sono contento di averci messo la faccia - ha fatto sapere in un comunicato Gianni Mura, giornalista sportivo che ha collaborato al progetto - e qualche piccolo consiglio. Consigli tecnici in gran parte: sulle lunghezze, sulla necessita' di spezzare il testo con tabelle e disegni, su come si esegue un'intervista".
"Il fatto che i ragazzi inviati sul campo, giornalisti e redattori, - ha poi aggiunto Caterina Pesce, coordinatrice della ricerca - svela il carattere fortemente interattivo della campagna, che non e' stata solamente informativa, ma anche e soprattutto educativo-promozionale, centrata sulle strategie di educazione tra pari, ovvero peer education, che connotano peraltro tutti i progetti di prevenzione Uisp".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
BAMBINI SENZA TONSILLE A RISCHIO OBESITÀ
I   RISULTATI  DI  UNO  STUDIO  AMERICANO
Senza tonsille? Rischio obesita'. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista 'Otolaryngology Head and Neck Surgery', che si basa sulla revisione di diverse ricerche precedenti in questo campo. In totale sono stati esaminati i dati di 795 pazienti da zero a 18 anni d'eta', alcuni dei quali oltre alla tonsillectomia avevano subito l'asportazione delle adenoidi. In uno degli studi all'operazione ha corrisposto un aumento di peso fino all'8,8 per cento. Altre ricerche hanno trovato che l'aumento di peso interessa una percentuale variabile tra il 46 e il 100 per cento dei pazienti, a seconda della definizione di obesita' e del campione scelto. "Ci sono diversi meccanismi per cui la tonsillectomia potrebbe favorire l'aumento di peso", ha spiegato Anita Jeyakumar, dell'Universita' di Saint Louis, "le tonsilliti frequenti possono portare a disfagia, che provoca difficolta' nel deglutire e quindi diminuisce le calorie introdotte. Inoltre dopo l'operazione i genitori potrebbero tendere a 'ricompensare' i figli con quantita' extra di cibo.
Lo studio suggerisce chiaramente che dopo l'estrazione delle tonsille occorre vigilare sulla dieta dei bambini per non esporli al rischio obesita'".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
ADOLESCENTI, MENO PAURE QUANDO SONO TRA 
DI  LORO  STUDIO   DELLA TEMPLE UNIVERSITY
Gli adolescenti non sono piu' bambini, ma non sono neanche adulti. È una fase della vita, quella dai 13 ai 17 anni, molto delicata. Un momento in cui ci si lascia trascinare, si e' vulnerabili e si e' anche inclini a comportamenti azzardati, soprattutto quando si e' in gruppo. A sostenere questa tesi, molto preoccupante per i genitori, e' uno studio della Temple University, pubblicato su 'Developmental Science'. Non e' facile per mamma e papa' proteggere i loro bambini, anzi il compito di genitore forse in questa eta' diventa particolarmente complicato.
È molto interessante questa ricerca perche' spiega come mai, fra i teenager, l'unione sia una specie di calamita' verso il pericolo. I ricercatori hanno misurato l'attivita' cerebrale degli adolescenti, da soli e con un gruppo di coetanei, mentre erano impegnati a prendere decisioni pericolose.
Finche' sono piccoli, si sta attenti ai loro bisogni primari, a che vivano e giochino in piena sicurezza, ma non c'e' un reale pericolo nel mondo esterno, perche' tanto sono al sicuro con noi.
Ma quando sono piu' grandi, le paure aumentano e in modo esponenziale anche i pericoli.
I teeanger sono piu' vulnerabili al fascino del rischio e ai possibili vantaggi di una scelta pericolosa, rispetto a quando sono da soli. I volontari sono stati sottoposti al test mentre giocavano con videogame che simulavano la guida. La presenza dei coetanei rendeva piu' facile l'azzardo in chi stava alla guida.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
TUMORI, AL VIA IL CONCORSO 'SE LA SEGNI, 
TI ACCENDI' PER I GIOVANI IL PREMIO PER IL
MIGLIOR  VIDEO  PER  LA  LOTTA  AL  FUMO
"Se la spegni, ti accendi". E' il concorso lanciato dalla sezione provinciale di Milano della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), volto a premiare la migliore produzione video che rielabori e racconti, in maniera creativa e utilizzando i new media, il tema della lotta al fumo. L'obiettivo del concorso, che chiama in causa le nuove generazioni di videomaker da tutta Italia, e' di coinvolgere attivamente i giovani stimolandoli a diventare in prima persona ambasciatori sul territorio del messaggio promosso dalla Lilt: "Prevenire e' vivere".
"Tra i comportamenti a rischio- spiega Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lilt- il fumo e', ancora oggi, uno tra i piu' diffusi, soprattutto tra le fasce piu' giovani della popolazione. Secondo recenti dati Istat (2009), la percentuale di fumatori e' in crescita e l'incremento maggiore si registra proprio tra i piu' giovani (15-34 anni)". Il concorso "Se la spegni ti accendi" ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Pubblicita' Progresso. "Pubblicita' Progresso da sempre sostiene con convinzione i progetti che coinvolgono attivamente i giovani attraverso la sperimentazione.
Perche' crede che proprio i giovani possano essere i veri autori del cambiamento sociale e che la comunicazione sociale possa essere uno strumento per raggiungere questo obiettivo- commenta Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicita' Progresso- Sensibilizzare i giovani sull'importanza di prendersi cura della propria salute e', oggi piu' che mai, un fronte sul quale le istituzioni, l'associazionismo e il mondo della comunicazione possono e devono fare la differenza, collaborando insieme. In quest'ottica, e' importante individuare strumenti moderni ed innovativi, che aprano un dialogo con le nuove generazioni, rendendole protagoniste di quella cultura della prevenzione che Gianni Ravasi e Lilt hanno sostenuto per anni e che oggi puo' essere attualizzata e trasmessa grazie a nuovi ambasciatori e linguaggi".
A giudicare le proposte dei giovani videomaker sara' una giuria composta da autorevoli esponenti del mondo della comunicazione e del giornalismo, oltre che da rappresentanti della comunita' scientifica e della Lilt. Il regolamento completo del concorso sara' consultabile sul sito della sezione milanese della Lilt (www.legatumori.mi.it). Sempre sul sito, verranno pubblicati i contributi video che supereranno la prima selezione.
La premiazione e' prevista nell'ultima parte dell'anno.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
INFLUENZA, SI' AI    FARMACI   GENERICI  PER I 
PICCOLI MA C'È UN CALO DELLE VACCINAZIONI
A fine gennaio sei bambini su 10 erano gia' a letto con l'influenza: e' quindi stato raggiunto il picco di contagi, secondo le stime della Federazione medici pediatri (Fimp). E mentre registrano un calo delle vaccinazioni, complice l'allarme dell'anno scorso sul rischio pandemico dell'influenza A, i pediatri ricordano che nella cura di questa malattia un'arma spesso sottovalutata ma molto utile alle famiglie e' costituita dai farmaci equivalenti (o generici). Medicinali che, come ricorda Giuseppe Mele, presidente della Fimp, "hanno lo stesso principio attivo nella medesima dose, la stessa forma farmaceutica, la stessa via di somministrazione e le stesse indicazioni terapeutiche del farmaco originale. In sintesi, forniscono le medesime garanzie di sicurezza, efficacia e qualita' dei farmaci originali. Eppure costano meno, per motivi indipendenti dalla qualita' del prodotto, legati alla commercializzazione e allo sviluppo. Un bel vantaggio per le famiglie, ma anche per il Servizio sanitario nazionale, che cosi' puo' destinare piu' risorse alla ricerca sui farmaci".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011

venerdì 28 gennaio 2011

LE    PAURE    DEI     FIGLI? COLPA   DEI   GENITORI
L'ARACNOFOBIA SI TRASMETTE COME UNA MALATTIA
Le paure dei figli? Sono quelle dei genitori. Parliamo principalmente di aracnofobia, paura degli insetti e dei serpenti, che affligge una considerevole percentuale di adulti e bambini. E' l'esito dall'esito di alcune ricerche compiute da studiosi americani della Rutgers University, l'Universita' statale del New Jersey con sede a Newark, e pubblicato dalla rivista bimensile Current Directions in Psychological Science.
I ricercatori hanno osservato le reazioni di bambini di sette mesi, messi di fronte ad immagini di animali pericolosi, prevalentemente serpenti e rettili di vario genere, affiancate a quelle di animali innocui. I bambini si sono mostrati totalmente indifferenti alle diverse tipologie di immagini e di animali.
Successivamente e' stata introdotta una voce con tono minaccioso ed i bambini, per affinita', hanno immediatamente focalizzato la loro attenzione sulle immagini degli animali pericolosi, pur non mostrando, in alcun caso, di averne paura. Al contrario nel momento in cui i neonati ascoltavano una voce docile e rassicurante la loro attenzione si concentrava sull'immagine dell'animale innocuo.
Secondo la coordinatrice della ricerca, la psicologa Vanessa Lo Bue, i bambini sono perfettamente in grado di riconoscere la potenziale minaccia del serpente e, tuttavia, cio' non provoca in loro il minimo timore; dal momento in cui ai piccoli viene insegnato che devono aver paura dei serpenti, dei rettili o quant'altro, essi apprendono molto rapidamente cos'e' la fobia per tali animali potenzialmente pericolosi ed imitano gli atteggiamenti di paura degli adulti.
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
DIPENDENZA DA INTERNET, AUMENTANO GIOVANI 
SEMPRE   ONLINE    AL   GEMELLI   DI  ROMA   IL
CENTRO   PER   LE    PSICOPATOLOGIE   DA   WEB
La dipendenza da internet e' un problema sempre piu' diffuso tra i cittadini italiani, soprattutto tra i piu' giovani. Le crisi di astinenza si manifestano attraverso gesti di aggressivita', depressione e dissociazione dalla societa'.
Non stupisce quindi che, da circa un anno, sia stato costituito, presso il Policlinico Gemelli di Roma, il Centro per le psicopatologie da Web, guidato dal dottor Federico Tonioni.
Dall'apertura sino ad oggi, sono stati curati piu' di 170 pazienti, i quali non riuscivano a staccarsi da videopoker online, social network, pornografia sul web, browser game. Ci sono stati anche casi di persone dipendenti da "servizi di spionaggio" della vita del proprio partner.
La maggior parte dei cittadini che si sono rivolti presso il centro di disintossicazione sono adolescenti dai 13 ai 20 anni e uomini a partire dai 30 anni in su. Da sottolineare che nessuna coppia si e' rivolta a tale centro.
Secondo gli psicologi capire quando si varca la soglia della dipendenza da web e' relativamente semplice: nel momento in cui, a causa dell'assidua presenza su Internet, non si riesce piu' a svolgere correttamente ed in maniera ottimale il proprio lavoro oppure i propri compiti, allora si manifesta la dipendenza.
Le conseguenze sono visibili anche quando gli "intossicati" non si trovano di fronte al pc; infatti i malati di Internet sembrano perennemente assorti nei propri pensieri, non partecipano attivamente alle discussioni oppure, nel caso degli studenti, alle lezioni scolastiche.
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
GENITORI ISTRUITI DA MEDICI PER L'ALIMENTAZIONE
FIGLI  ANORESSIA  NERVOSA, SI  CURA  IN  FAMIGLIA
- Una terapia familiare- in cui i genitori sono istruiti da medici su come controllare il comportamento alimentari dei figli - sembra essere molto piu' efficace di una psicoterapia nel favorire la completa remissione dei sintomi dell'anoressia nervosa nei giovani . A dimostrarlo e' una ricerca pubblicata sulla rivista Archives of General Psychiatry. L'anoressia nervosa, un disturbo che colpisce circa una ragazza adolescente su 200, ora sembra essere in aumento anche nella popolazione maschile . I giovani che ne soffrono si rifiutano di mantenere il peso corporeo al di sopra del minimo normale per la loro eta' e la statura in quanto convinti di essere grassi. In un caso su dieci, l'anoressia nervosa puo' portare al decesso. James Locke, docente di psichiatria alla Stanford University, assieme a un gruppo di ricerca dell'Universita' di Chicago ha messo a confronto l'efficacia di una terapia familiare con quella di una psicoterapia individuale su un campione di 121 ragazzi e ragazze di eta' compresa tra i 12 e i 18 anni con una diagnosi di proprio di anoressia nervosa. Nel primo caso, i genitori dei ragazzi erano istruiti dai medici su come assicurarsi che i figli si nutrissero abbastanza e non ricorressero a esercizi fisici estenuanti, mentre la psicoterapia individua aveva come obiettivo quello di risolvere i disturbi d'ansia e i problemi emozionali dei ragazzi, con un coinvolgimento limitato da parte delle famiglie. Analizzando la condizione dei giovani fino a un anno di distanza dal termine dalla terapia, Locke e i colleghi hanno verificato che il 49,3% dei pazienti sottoposti alla terapia familiare raggiungeva il 95% del proprio peso corporeo ritenuto normale mostrando una completa remissione dei sintomi, rispetto al 23,2% dei ragazzi sottoposti alla psicoterapia individuale. I due trattamenti, tuttavia, erano entrambi efficaci a garantire una parziale remissione dei sintomi del disturbo, caratterizzati dal raggiungimento dell'85% del peso normale. "Benche' entrambi i trattamenti sono d'aiuto in una percentuale di pazienti, questo studio suggerisce che, in generale, gli interventi basati sulla famiglia sono superiori", spiega James Locke. Addirittura efficaci piu' del doppio rispetto a una psicoterapia individuale, a patto che i genitori seguano i consigli di uno specialista esperto.
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
SEQUESTRATE 20.000 CONFEZIONI DI BEVANDA
'ANTI-SBORNIA' I RAGAZZI PENSAVANO AIUTASSE 
A    ELUDERE     CONTROLLI        ETILOMETRI
I Carabinieri del Nas di tutta Italia, nell'ambito di attivita' finalizzata alla ricerca di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute, di concerto con il ministero, hanno sequestrato circa 20.000 confezioni di una bevanda "anti sbornia" non conforme per l'utilizzo di nuovi ingredienti non notificati al Dicastero.
Il prodotto "anti sbornia" era presentato come disintossicante e digestivo istantaneo, con la presunta peculiarita' di eliminare gli effetti del "sabato sera" inducendo in errore i giovani che ritenevano, pertanto, di poter eludere i controlli degli etilometri. Questo anche se nei siti che pubblicizzano il prodotto si afferma che la sua consumazione non permette la guida in stato di ebbrezza.
Il drink conterrebbe acqua osmotizzata che faciliterebbe il processo digestivo e polvere a base di estratti di piante e frutti, da miscelare all'atto dell'assunzione. Le verifiche eseguite dai Nas hanno consentito di accertare che tale prodotto, venduto anche via internet, e' stato importato dalla Francia e dalla Svizzera da ditte operanti in Catanzaro e Torino.
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
SULL'IPHONE ECCO "I-SCUOLA", L'APPLICAZIONE-
-REGISTRO     AIUTA   AD    ORGANIZZARSI
PER    RENDERE   MEGLIO   TRA   I   BANCHI
iScuola e' un'ottima app iPhone dedicata agli studenti, i quali potranno trovare in questa applicazione mobile un valido aiuto per gestire al meglio le attivita' scolastiche e i voti ottenuti nel corso del tempo nelle interrogazioni e nei compiti in classe delle varie materie.
Grazie a questa interessante applicazione per iPhone infatti ogni studente potra' registrare valutazioni, visualizzare statistiche e medie dei voti, seguendo criteri personalizzabili a seconda delle esigenze personali. L'applicazione mobile per iPhone ha ricevuto recentemente un aggiornamento con delle novita'.
Le funzionalita' dell'app su iPhone sono davvero utili per chi segue un percorso scolastico di vario tipo, dal liceo all'universita'. Ogni studente ha la possibilita' di inserire nel database di questa applicazione portatile diverse materie, suddividendo poi i voti per prove orali, scritte e pratiche.
Queste ultime sono utili ad esempio nel caso si svolgano delle attivita' di laboratorio valutate.
In ogni materia possiamo specificare uno dei metodi di valutazione che preferiamo, per effettuare dei calcoli molto precisi in base alla situazione reale. Ogni volta che inseriremo nell'app mobile compatibile con iPhone, iPod Touch e iPad una nuova valutazione, la media dei voti si aggiornera' di conseguenza e saremo quindi in grado di vedere immediatamente le nuove medie, tutte le sufficienze e le insufficienze da recuperare.
Per quanto riguarda il miglioramento dei voti personali, la funzionalita' di previsione dei voti, presente in questa applicazione per i dispositivi tecnologici mobili di Apple, sicuramente una delle migliori applicazioni per iPhone di Apple del momento, ci permette di conoscere con precisione quali voti dobbiamo prendere nelle verifiche successive per raggiungere la sufficienza piena o un altro voto che servira' a migliorare la media generale. L'app costa 1,59 euro ed e' disponibile per il download su App Store. 
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
WOJTYLA BEATO, POLVERINI: DUE CAMPUS 
PER  I GIOVANI  "DA MARTEDÌ INIZIEREMO 
CONSULTAZIONI CON PROVINCE E COMUNI"
Proseguono i lavori della Cabina di regia sui grandi eventi istituita dalla Regione Lazio in vista della beatificazione di Papa Wojtyla, il primo maggio. E' quanto si legge in una nota della Regione Lazio.
Nella seduta di ieri, presieduta dalla presidente Renata Polverini, e' stata avviata la definizione di una serie di interventi per accogliere le migliaia di pellegrini che affluiranno a Roma, spiega il comunicato, non solo per agevolarne la permanenza ma per consentire loro di poter conoscere meglio il Lazio, investendo anche nelle altre province del territorio.
"Ci stiamo gia' attivando- spiega Polverini- affinche' la Regione allestisca due campus per ospitare i giovani che verranno da tutto il mondo per assistere all'evento. Da martedi' prossimo, 1 febbraio, inizieremo le consultazioni con le Province, i Comuni e le associazioni per condividere tutti insieme questo grande avvenimento religioso. Inoltre, stiamo predisponendo un piano di rilancio dei percorsi religiosi relativi alla via Francigena".
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
MEMORIA,   STUDENTI   AL    QUIRINALE   CON 
NAPOLITANO E GELMINI INTERVIENE UNA BIMBA
ROM:   DELLE   NOSTRE   VITTIME   PERSI  I  NOMI
Studenti protagonisti del Giorno della memoria al Quirinale. È a loro che tocchera' il compito di trasmettere il ricordo della Shoah e a loro il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aperto la sala dei Corazzieri del Quirinale nel giorno in cui si riflette sull'orrore dello sterminio ebraico. Non solo istituzioni, dunque, la celebrazione di oggi al Quirinale ha dato la possibilita' di intervenire anche alle nuove generazioni di cui fa parte Hava Alimanovic, studentessa rom dell'istituto professionale Europa di Roma che ha ricordato lo sterminio "spesso dimenticato", della sua gente.
"Intere famiglie rom e sinti- ha spiegato- non sono tornate indietro, ma di quei nomi non c'e' memoria". Le sue parole e quelle dei 'big' sono state tradotte in simultanea, nel linguaggio dei segni, da uno studente dell'istituto per sordi di Roma Magarotto.
Insieme al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, il capo dello Stato ha premiato i ragazzi che hanno partecipato al concorso nazionale 'I giovani ricordano la Shoah', giunto alla sua nona edizione. "Siamo tutti spiritualmente ebrei", ha detto il ministro citando le parole usate da Pio XI per condannare le leggi razziali del 1938. Gelmini, rivolgendosi ai ragazzi e agli insegnanti, ha ribadito l'importanza di ricordare nelle scuole "l'abominio delle leggi razziali e quell'antisemitismo che risorge in forme sempre nuove, ma che banalmente e' sempre lo stesso".
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011
UNIVERSITÀ: MENO MATRICOLE, I MIGLIORI SCELGONO
PRIVATE  XI   RAPPORTO  SUL   SISTEMA   ACCADEMICO
Calano gli immatricolati e gli studenti migliori, quelli che hanno preso piu' di 90 alla maturita', vanno soprattutto negli atenei privati dopo il diploma. E' quanto emerge dall'XI Rapporto sullo stato del Sistema universitario presentato a Roma dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario.
Dopo il picco del 2002/2003 (74,5%) la percentuale di maturi che decide di proseguire gli studi ha subito una progressiva diminuzione: sono scesi al 66% nel 2008/2009 e al 65,7% nel 2009/2010. Nel dettaglio, diminuisce la percentuale di diciannovenni che si iscrivono all'universita': nel 2003/2006 erano il 56% oggi sono il 47,7%. Dove c'e' occupazione i ragazzi preferiscono lavorare, spiega il Rapporto. Oggi gli immatricolati totali sono a quota 293mila, nel 2003/2004 erano 338mila. E i piu' bravi scelgono gli atenei privati. Alla Luiss il 68,1% delle matricole ha preso piu' di 90 alla maturita'. Seguono la Bocconi (58%), il Campus Biomedico (52,6%), il San Raffaele (52,5%).
Gli abbandoni fra il primo e il secondo anno cala al 16,7% (erano il 17,5). Ogni 10 iscritti, pero', 4 sono fuori corso.
"Diminuisce la regolarita'", spiega il Rapporto. Le facolta' dove gli studenti sono piu' regolari sono quelle a numero chiuso. Corsi di studio attivi sono 5 mila 493, gli insegnamento 159mila.
"Ma- spiega Luigi Biggeri, presidente Cnvsu- i corsi sono diminuiti in assenza di una reale e appropriata programmazione capace di tenere conto del reale fabbisogno informativo e di ricerca. Non si tiene conto dell'efficacia dei corsi ma delle risorse disponibili". 
Notiziario Minori, 28 gennaio 2011