martedì 10 maggio 2011

ORA IL LATTE SI SCAMBIA ON LINE, RISCHIO
DI INFEZIONI L'AGENZIA FRANCESE DELLA
SANITÀ LANCIA L'ALLARME IN EUROPA
Latte materno online. Gia', questa e' la nuova tendenza. Molte donne mettono il loro latte su siti internet e lo scambiano con donne meno fortunate, soprattutto tramite Facebook. La moda sta dominando soprattutto negli Usa ed e' arrivata anche in Europa. In Italia per fortuna non ha ancora riscosso molto successo, ma la preoccupazione e' tanta. Questo il motivo che ha spinto l'Agenzia francese di sicurezza sanitaria (Afssaps) a lanciare, nei giorni scorsi, un'allerta sui rischi di trasmissione di agenti infettivi, come le meningiti, rosolia, epatiti, Hiv.
Il problema di base sta nel fatto che questo latte non e' controllato e di conseguenza potrebbe portare gravi infezioni.
L'ente francese ha deciso di mettere "vivamente in guardia" le persone tentate a seguire questa pratica a causa dei numerosi rischi sanitari per il neonato.
Sono proprio i nostri bambini a essere particolarmente a rischio: purtroppo non viene fatto nessun controllo microbiologico e sierologico se la donazione e' fatta al di fuori di strutture dedicate. Quello quindi che puo' sembrare un valido aiuto e' un pericolo. Non bisogna farsi tentare, ne' affidarsi quindi solo alla rete globale The Human Milk for Human Babies Global Network.
Se si vuole sapere quali sono i centri autorizzati, l'agenzia sanitaria francese ricorda che la lista delle strutture accreditate e' disponibile in tutte le Agenzie regionali di sanita'.
Notiziario Minori, 10 maggio 2011

venerdì 6 maggio 2011

ESSERE MAMMA: LA MAPPA MONDIALE 
DELLE DISUGUAGLIANZE LA NORVEGIA  E'
IN  CIMA ALLA LISTA DEI PAESI MIGLIORI
Se la Norvegia e' il paese in cui le madri vivono nelle migliori condizioni, l'Afghanistan e' invece all'estremo opposto. Lo riferisce l'Indice delle madri, contenuto nel 12esimo "Rapporto sullo stato delle madri nel mondo" di Save the Children, che stila una classifica mondiale e mette nero su bianco le disuguaglianze a livello planetario. La graduatoria e' stata elaborata considerando il livello di benessere materno-infantile in 164 paesi presi Ne e' emerso che la top ten dei peggiori paesi e' composta da Afganistan, Niger, Guinea Bissau, Yemen, Chad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Mali, Sudan, Repubblica Centro Africana. Al contrario, i 10 paesi in cui il benessere di madri e bambini e' massimo sono Norvegia, Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Belgio, Paesi Bassi, Francia. L'Italia scivola da 17esimo al 21esimo posto (vedi lancio successivo). I parametri presi in esame per la classifica sono vari e vanno dagli indici di mortalita' infantile e materna all'accesso delle donne alla contraccezione, dal livello di istruzione femminile e di partecipazione alla vita politica ai tassi di iscrizione dei bambini a scuola.
Confrontando i dati delle performance migliori e peggiori si evidenziano profondi squilibri e disuguaglianze. Alcuni esempi: in Norvegia ogni parto avviene in presenza di personale qualificato, mentre in Afganistan questo accade solo nel 16% dei casi. Ancora: una donna norvegese in media studia per 18 anni e vive fino a 83 anni, mentre una donna afgana studia per meno di 5 anni e vive mediamente fino a 45. Se l'83% delle norvegesi fa uso di contraccettivi e unanie infantile e materna,iori. dei paesi migliori, l' vita.ssivo)dizioni, l' primo mese di vita, 8 milioni zi o per tradizione su 175 perdera' il proprio bambino prima dei 5 anni, in Afghanistan meno del 16% delle donne ricorre alla contraccezione e una ogni 5 vedra' morire il proprio figlio nei suoi primi 5 anni di vita (cosi' come in Chad e Repubblica Democratica del Congo). "Il che significa che ogni donna, in Afganistan, va incontro alla perdita di un figlio nell'arco della sua vita". In Finlandia, Grecia, Islanda, Giappone, Lussemburgo, Norvegia, Singapore, Slovenia e Svezia solo un bambino ogni 333 muore prima dei 5 anni.
Gli squilibri non sono meno evidenti considerando altri paesi:
una donna ogni 14 in Chad e Somalia rischia di morire durante la gravidanza o il parto, mentre in Italia il rapporto e' meno di uno a 15 mila. Non esistono donne in parlamento in Qatar, Arabia Saudita e Isole Solomon, mentre in Svezia quasi il 50% dei posti e' occupato da donne. Infine, in Somalia 2 su 3 non sono iscritti alla scuola primaria, ma in Italia, Francia, Spagna e Svezia la maggioranza dei bambini frequenta tutti gli ordini scolastici.
Notiziario Minori, 6 maggio 2011
LA DURA VITA DELLE 10 MILA 'MAMME 
TEEN' ITALIANE SAVE THE CHILDREN 
PRESENTA LA RICERCA "PICCOLE MAMME"
In Italia ci sono oltre diecimila "mamme teen", cioe' giovani madri di eta' compresa fra i 14 e i 19 anni. Di queste, 2.500 sono minorenni, l'82% italiane e il 71% residenti al Sud. Sulla base di questa fotografia scattata dall'Istat nel 2008, Save the children ha deciso di indagare la situazione italiana attraverso la ricerca "Piccole mamme", realizzata coinvolgendo tre organizzazioni non profit di Milano, Roma e Napoli (rispettivamente Caf onlus, Il Melograno, L'Orsa Maggiore). L'indagine e' stata svolta intervistando 23 mamme giovani (10 italiane e 13 straniere) e 28 operatori.
Entrando nel merito dei dati, a Milano "emerge con particolare evidenza la percentuale, piuttosto alta, di mamme adolescenti di nazionalita' straniera (il 2,62% sul totale delle mamme straniere)". Nel territorio cresce anche l'incidenza delle giovani madri rispetto al totale delle madri: dallo 0,92% del 2005 allo 0,97% del 2008. Non si discosta molto Roma (1,82% di mamme straniere contro lo 0,74% delle madri italiane), mentre a Napoli il rapporto si capovolge: la percentuale di madri italiane e' piu' alta (3,46%) in confronto a quella delle mamme teen non italiane (1,41%). In termini assoluti, i dati partenopei risultano "molto significativi, se si considera che sono stati ben 377 i bambini nati nel 2008 da una mamma con meno di 18 anni e 1.169 i bambini con una mamma che non ha compiuto vent'anni" si legge nello studio.
I problemi e gli ostacoli per una madre teen sono numerosi, a iniziare dall'interruzione degli studi, l'abbandono delle relazioni con i coetanei, le difficolta' nell'inserimento sociale e lavorativo. "La famiglia di origine assume in molti casi un ruolo fondamentale - si legge nella ricerca -. Se da un lato questo legame rappresenta un sostegno indispensabile nel percorso di crescita dei due minori, mamma e bambino, dall'altra parte, come sottolineano gli operatori, esso tende ad assumere talvolta un ruolo dominante e a complicare il percorso di raggiungimento di un'autonomia". Per evitare questo, secondo Save the children e' necessario rafforzare la rete di protezione, con interventi specifici di sostegno.
"Le mamme adolescenti sono ragazze doppiamente vulnerabili - spiega Raffaela Milano, responsabile Programmi Italia-Europa di Save the children -, poiche' al delicato momento dell'adolescenza si aggiunge la maternita'. Il risultato e' spesso un sentirsi impreparate e inadeguate". Capita anche, a volte, che la gravidanza si inserisca in un quadro gia' multiproblematico "per cui e' necessaria una rete di supporto, da parte dei servizi sociali e sanitari, prevedendo anche una formazione ad hoc per gli operatori". A questo proposito Save the children formula precise raccomandazioni, chiedendo l'istituzione di una figura professionale di riferimento, interventi domiciliari, la predisposizione di servizi sanitari a misura delle giovani mamme, sostegno all'autonomia lavorativa e abitativa. Per quanto riguarda le straniere, si sottolinea che "la gravidanza precoce in situazione migratoria assume significati complessi e deve essere presa in carico con modalita' attente al versante transculturale".
Notiziario Minori, 6 maggio 2011
SCUOLA, PIEMONTE PIÙ EFFICIENTE, MA IL SUD RIMONTA
PRESENTATO A ROMA IL RAPPORTO TUTTOSCUOLA
Le scuole migliori di Italia? Carcatele a Biella, Torino e Lodi. Maglia nera del sistema scolastico, invece, le province di Napoli, Catania e Isernia. Sono alcuni dei risultati del secondo rapporto della qualita' nella scuola realizzato dal mensile Tuttoscuola, che ha messo insieme la classifica delle province e delle regioni piu' efficienti in base alla qualita' del sistema di istruzione misurato sulla base di 96 indicatori.
Dall'analisi emerge che la regione piu' efficiente e' il Piemonte: qui studenti e famiglie possono godere di servizi di alta qualita'. Quattro anni fa, in occasione del primo rapporto, la regione migliore era risultata l'Emilia Romagna e ora scivola al quarto posto. Comunque, complessivamente, negli ultimi 4 anni il sud ha fatto meglio del nord e del centro e ha recuperato parte dei suoi storici ritardi. Quanto alla classifica delle province, tra le grandi citta' Milano e' stabile al settimo posto, Bologna sale al 23mo, Venezia e' 40ma, Roma scende al 71mo posto.
Il Nord Ovest si conferma, come nel 2007, l'area territoriale dove la scuola e' piu' efficiente. Segue il Nord Est, poi il Centro. Sud e Isole sono fanalino di coda. Ma le novita' non mancano. Si parte dal primato del Piemonte che scalza l'Emilia Romagna. Mentre il Sud rimonta grazie anche ad una certa stabilita' del corpo docente. Resta forte, in tutta Italia, il divario fra maschi e femmine, problematica anche la dispersione scolastica.
Notiziario Minori, 6 maggio 2011
I BURATTINI DEL MOIGE CONTRO I BAMBINI FUMATORI
A 15 ANNI LA PRIMA SIGARETTA PER IMITARE GLI AMICI
Arrivano in Emilia-Romagna "Alessio e Sara in tour per la prevenzione al fumo minorile", i burattini del Moige, animati da artisti professionisti, che si esibiranno in spettacoli teatrali per scoraggiare le sigarette tra i giovanissimi. L'iniziativa nazionale itinerante e' promossa dal Movimento Genitori, con il patrocinio scientifico della Sipps, Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale. Saranno coinvolti oltre 18.000 bambini e piu' di 30.000 genitori, che dalla mattina fino al tardo pomeriggio potranno assistere agli spettacoli. Al termine ai ragazzi sara' donato un fumetto in ricordo della campagna, mentre alle famiglie sara' fornito un pamphlet informativo con i suggerimenti degli esperti per favorire il dialogo tra genitori e figli sul tema e promuovere una corretta conoscenza dei rischi derivanti dal fumo attivo e passivo.
I dati sul fumo sono allarmanti. Secondo la rilevazione Doxa del 2010 realizzata per l'Istituto Superiore di Sanita', in Italia fuma il 21,7% delle persone di 15 anni e piu', ovvero 11,1 milioni di cittadini italiani. La prima sigaretta viene accesa a 15 anni, anche se oltre il 34% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di aver iniziato prima. Piu' di 8 giovani su 10 (85,3%) under 24 iniziano a fumare prima del diciottesimo anno di eta'. Sono molte le sigarette consumate: quasi il 13% dei minorenni ne fuma meno di 15 al giorno, mentre il 7,9% si spinge fino a 24 e c'e' un 1,3% che consuma oltre le 25 sigarette giornaliere. Sono allarmanti anche i motivi che spingono i giovanissimi a fumare: 7 intervistati su 10 (73%) hanno dichiarato che lo fanno perche' influenzati dagli amici.
Notiziario Minori, 6 maggio 2011

martedì 3 maggio 2011

CREA LA TUA CANZONE PER 150ESIMO DELL'UNITA' 
D'ITALIA DIREGIOVANI.IT RILANCIA 
L'INIZIATIVA DEL GR1 RAGAZZI-RADIO 1
Diregiovani.it rilancia l'iniziativa del Gr1 Ragazzi 'Crea la tua canzone per i 150° dell'Unita' d'Italia'. I ragazzi appassionati di musica ed impegnati in laboratori musicali scolastici possono candidarsi ed arrangiare a modo loro, parole e partitura di 'L'Italia e' patria, e' liberta'', canzone inedita dedicata alle nuove generazioni, scritta e musicata da Mariella Nava e Franco Migliacci. Gli autori dei migliori arrangiamenti saranno invitati in studio come protagonisti di una puntata del Gr 1 Ragazzi. Per partecipare:
www.diregiovani.it/news/crea-la-tua-canzone-per-i-150-dellunita-di ta.d (Wel/ Dire)
Notiziario Minori, 3 maggio 2011
LAZIO, "DAL TURISMO MIGLIAIA OPPORTUNITÀ 
PER I GIOVANI" ZEZZA: "STANZIATI QUASI 3 MLN 
PER POTENZIARE OFFERTA FORMATIVA"
"Il settore turistico-alberghiero rappresenta una valida e qualificata possibilita' occupazionale per tanti giovani della nostra Regione. Solo lo scorso anno, nonostante le oltre 11 mila nuove assunzioni, un'azienda su tre ha avuto difficolta' nel reperire il personale qualificato di cui aveva bisogno. Per questo la Giunta Polverini sta mettendo in campo numerose iniziative per favorire l'incrocio tra la domanda e l'offerta di lavoro nei settori strategici dell'economia laziale". Lo ha dichiarato l'assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio, Mariella Zezza, partecipando ad un incontro organizzato dall'Associazione direttori d'albergo, per presentare due nuove iniziative per la formazione nel settore alberghiero.
Nello specifico, i due interventi riguardano l'istituzione di borse di studio, con tirocini in Italia e all'estero, per gli studenti piu' meritevoli degli Istituti di Formazione Superiore del Lazio e l'avvio di un corso di laurea triennale in Scienze del Turismo organizzato in collaborazione con la scuola di istruzione a distanza dell'Universita' Tor Vergata.
Notiziario Minori, 3 maggio 2011
3 ORE DI TV AL GIORNO, SPUNTINI E BIMBI 
FUORI FORMA 'A SCUOLA INFORMA', MODAVI 
ONLUS CON IL MINISTERO DELLA GIOVENTÙ
Tre ore di tv al giorno, attivita' fisica prossima allo zero e pienone di spuntini a tutte le ore. Ecco come i bimbi italiani vanno fuori forma. A mettere insieme il quadro e' stata la Modavi Onlus che, con il patrocinio del ministero della Gioventu' e del dipartimento per le Pari Opportunita', ha raccolto una serie di dati sulle abitudini dei nostri bambini nel corso del progetto 'A Scuola InForma', nato per promuovere i corretti stili di vita. Sono stati coinvolti 20 mila bimbi fra 13 e 18 anni insieme ai loro genitori e docenti.
Toccate le cinque regioni (Lazio, Puglia, Calabria, Campania, Sicilia) dove il problema dell'obesita' infantile e' piu' sentito. Un comitato scientifico si riunisce periodicamente per valutare gli esiti del progetto. Ne fanno parte, fra gli altri, Emanuela Rampelli, dirigente del Dipartimento per la Gioventu', e la specialista in Scienze dell'alimentazione Carla Favaro. I dati sono stati presentati oggi a Roma.
PASTI, SI SALTA SOLO LA COLAZIONE - Il 39% dei ragazzi non fa colazione regolarmente. Chi la fa opta per prodotti classici (il 67% mangia latte, il 48% biscotti). Solo il 5% consuma frutta.
Rispettato il pranzo con quasi il 100% dei bambini che consuma pasta o riso. Bassissimo, intorno all'8%, il consumo di pesce.
Irrinunciabile anche la cena dove vincono panini imbottiti (49%), pizza 829%), patatine fritte (14%) a scapito di cibi piu' sani.
SPUNTINI CHE PASSIONE - Merendina a meta' mattinata, spuntino di pomeriggio, sgarro dopo cena. Il fuori pasto e' un must per i piu' piccoli. Il 60% fa merenda la mattina, il 75% di questi mangia panini o pizza. Il 17% preferisce gli snack. Solo il 3% consuma frutta. A meta' pomeriggio il 39% degli intervistati mangia regolarmente di nuovo anche se ha pranzato. Il 47% lo fa saltuariamente. Per il pomeriggio (38%) vincono gli snack, seguiti da merendine e dolci (24%). Dopo cena solo il 9% mangia di nuovo, il 27% lo fa qualche volta. Vincono snack (28%), seguiti da pizza e panini (24%).
POCO SPORT, MA TANTA TV - Oltre un terzo degli intervistati ha ammesso di non fare mai sport. Solo il 15% va a scuola in bici o a piedi. Il 47%, comunque, fa sport regolarmente, il 13% saltuariamente. Vincono le attivita' sedentarie. Nel tempo libero il 34% usa il Pc, il 13% guarda la Tv. Il 64% degli intervistati guarda piu' di tre ore di televisione al giorno. Davanti al Pc si passano in media da una a due ore.
I COMMENTI - Il progetto 'A Scuola InForma' commenta Irma Casula, presidente di Modavi Onlus, "ha il merito di educare i ragazzi ad una corretta alimentazione, incentivandoli a praticare quotidianamente una attivita' sportiva". Sovrappeso e obesita' "sono fattori di rischio per numerose patologie croniche- commenta Carla Favaro, specialista in Scienze dell'alimentazione- Per questo e' importante educare gli adolescenti a corretti stili di vita".
Notiziario Minori, 3 maggio 2011
CHI NASCE IN PRIMAVERA "PORTATO" 
PER L'ANORESSIA BAMBINI PIÙ SOGGETTI
ANCHE ALLE ALLERGIE ALIMENTARI
La primavera e' un amante crudele, almeno quando si parla di anoressia. I bambini nati durante tale stagioni sono infatti piu' soggetti a malattie alimentari, come l'anoressia nervosa.
Cio' e' sostenuto da una ricerca del Wellcome Trust Centre for Human Genetic, (Regno Unito) diretta dal dottor Lahiru Handunnetthi e pubblicata sul "British Journal of Psychiatry".
Gia' studi precedenti avevano indicato nei mesi primaverili un periodo particolarmente delicato per disturbi mentali come depressione maggiore, disturbo bipolare e schizofrenia. Allora la squadra del Welcome Trust ha indagato su una possibile relazione tra disturbi alimentari e periodo dell'anno in questione. A tale scopo sono sono stati selezionati 1.300 malati di anoressia nervosa, esaminando stato di salute e giorno di nascita.
Risultato, e' stato individuato un numero di pazienti nato in primavera significativamente maggiore rispetto a quelli nati in stagioni diverse.
Nonostante i dati siano notevoli, la ricerca e' ancora in corso:
primo obiettivo da raggiungere, capire il perche' di tale relazione tra disagio psichico e momento temporale.
Notiziario Minori, 3 maggio 2011

venerdì 29 aprile 2011

"CARISMATICO E INNOVATORE", IL 75% 
AMMIRA WOJTYLA STUDENTI.IT: MA IL 14% 
NON LO CONSIDERA PERSONAGGIO VICINO
Un personaggio "moderno e vicino ai giovani". Karol Wojtyla e' stato un Papa "carismatico ed innovatore, molto amato dai giovani che ha cercato di avvicinare alla Chiesa cattolica anche attraverso le Giornate Mondiali della Gioventu', eventi che dal 1985 consentono a milioni di persone di riunirsi in tutto il mondo". In occasione della beatificazione del primo maggio Studenti.it ha chiesto ai suoi utenti "un'opinione sul 264esimo Vescovo di Roma. Alla domanda 'Giovanni Paolo II e' una figura vicina ai giovani?' hanno risposto in quasi 1.300 utenti. Per il 75% di questi "Papa Wojtyla e' 'una figura moderna che ammiro molto'.
L'11% lo avrebbe invece voluto piu' innovatore mentre il restante 14% non lo considera un personaggio vicino ai giovani".
Notiziario Minori, 29 aprile 2011
COSÌ I NONNI SALVANO LA CARRIERA 
DELLE MAMME RICERCA CONDOTTA
DALL'UNIVERSITA' BOCCONI DI MILANO 
I nonni salvano la carriera delle mamme: quando si prendono cura dei nipoti, per le donne e' piu' facile entrare nel mercato del lavoro o mantenere il proprio posto. Le probabilita', infatti, aumentano del 39% rispetto a chi non ha i nonni disposti a dare una mano nella cura dei piccoli. "C'e' un rapporto causa-effetto: se c'e' un nonno che puo' dare una mano, la donna riesce a restare sul mercato del lavoro o trovare un'occupazione", spiega Chiara Pronzato, ricercatrice presso il centro Dondena dell'Universita' Bocconi di Milano, autrice di varie ricerche sul tema. La scarsita' di asili pubblici (in media, solo il 10-15% dei bambini trovano posto) e le rette molto elevate dei privati rendono piu' che mai centrale il ruolo dei nonni. E ancora una volta, l'Italia si conferma la patria del welfare fai-da-te:
circa i 30% dei nonni italiani si prendono cura tutti i giorni dei propri nipotini. Una percentuale che scende al 15% in Germania e Austria e al 2% per Danimarca e Svezia. "In Italia i nonni diventano un sostituto dell'asilo -spiega Chiara Pronzato-.
E il confronto con il resto d'Europa e' schiacciante". Basti pensare, ad esempio, ai congedi parentali che in Germania permettono alla mamma di assentarsi dal lavoro fino a due anni, in Italia siamo fermi a 5 mesi. La presenza e la disponibilita' dei nonni influisce anche sulla scelta di avere un secondo figlio. Ma in questo caso i neo-genitori devono anche fare i conti con le esigenze dei fratelli e di altri nipotini che possono impegnare eccessivamente i nonni. "Se i tuoi genitori stanno gia' aiutando tuo fratello nella cura di un bambino piccolo aspetti il tuo turno -sintetizza Chiara Pronzato-. Gli anziani non hanno risorse infinite di energia e di tempo per dedicarsi a questi compiti". I nonni rappresentano quindi una risorsa importante, ma evidenziano dei limiti se li si considera come unica o prevalente attivita' di cura. Occorre quindi un investimento negli asili o in altre forme di tutela delle mamme lavoratrici per raggiungere gli obiettivi fissati dal Lisbona target che prevede, entro il 2010, il 60% di occupazione femminile. In Italia, siamo fermi al 45%.
Notiziario Minori, 29 aprile 2011
BING DRINKING, QUANDO L'ALCOL DANNEGGIA I NEURONI
I RISULTATI DI UNO STUDIO USA SULL'ABUSO DI ALCOL
Negli Stati Uniti l'abuso di alcol si verifica soprattutto tra gli studenti dei college, il 44% dei quali denuncia episodi di binge drinking ogni 2 settimane e il 19% anche 3 volte alla settimana. Il cervello di un adolescente risulta particolarmente sensibile agli effetti neurotossici dell'alcol perche' in fase di maturazione strutturale e funzionale. Avanzate ricerche scientifiche dimostrano che gli episodi di binge drinking negli adolescenti provocano danni alle strutture cerebrali in via di sviluppo, e disturbi comportamentali come la dipendenza dall'alcol in eta' adulta. L'universita' del North Carolina ha recentemente pubblicato i risultati ottenuti da uno studio per determinare come questo fenomeno alteri la struttura cerebrale. Sono stati utilizzati alcuni ratti da laboratorio trattati con acqua (gruppo di controllo) o etanolo (gruppo sperimentale, AE) durante l'adolescenza (da 28 a 37 giorni post natali) e controllati fino all'eta' adulta (da 60 a 88 giorni postnatali). L'analisi si e' basata sullo studio genetico di specifici neurotrasmettitori, l'uso di test comportamentali, l'analisi post-mortem con Risonanza Magnetica (RM) delle strutture cerebrali ed l'immunoistochimica. I ratti di 38 giorni, 24 ore dopo un episodio di BE, mostrano una riduzione nella neurotrasmissione del sistema colinergico e dopaminergico (recettori di tipo 4). I ratti sottoposti ad elevate quantita' di alcol durante l'adolescenza (AE) hanno mostrato una riduzione del 73% dell'espressione genica rispetto al gruppo di controllo. Proprio in questi ratti i test comportamentali evidenziano un deficit di apprendimento (reversal learning) correlato ai dati di RM che indicano una riduzione del volume del bulbo olfattivo e una ridotta densita' dei neuroni acetilcolinergici nel cervello anteriore. Queste alterazioni chimiche e strutturali riscontrate a livello delle strutture cerebrali potrebbero essere la causa dei problemi di apprendimento nei ratti adolescenti dopo il binge drinking, danni che potrebbero manifestarsi anche nel cervello dell'uomo, soprattutto se in fase di crescita come nell'adolescente.
Notiziario Minori, 29 aprile 2011
DA NORD A SUD, TUTTI GLI STUDENTI CONTRO LA MAFIA
INDAGINE TRA 2.500 RAGAZZI DI 94 SCUOLE ITALIANE
La condanna della mafia e' unanime tra gli studenti sia del Nord che del Sud Italia: per il 70% di loro, infatti, la criminalita' organizzata incide negativamente sulle condizioni di sviluppo del Paese, oltre l'80% percepisce la mafia come fenomeno molto diffuso e il 63,9% dei giovani dai 16 ai 19 anni vive l'ingerenza mafiosa come un ostacolo al proprio futuro professionale e personale. Sono i risultati dell'indagine sulla percezione mafiosa condotta per il quinto anno consecutivo dal Centro studi Pio La Torre che ha coinvolto 2500 studenti di 94 scuole italiane. I dati della ricerca sono stati presentati alla stampa nella sede del Centro Pio La Torre di Palermo.
La ricerca verra' illustrata ufficialmente al pubblico venerdi' prossimo alle 9 al teatro Biondo nel corso della manifestazione in ricordo del ventinovesimo anniversario dell'uccisione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo.
Secondo lo studio, oltre il 90% del campione ha poca o nessuna fiducia nei politici nazionali e locali, un sentimento che si estende, per il 60% anche ai giornalisti, ritenuti "al soldo di chi detiene il potere" e i sindacalisti considerati "emanazione di qualche schieramento politico". In Sicilia, in particolare, il 49,5% del campione non avverte la presenza della mafia sul territorio, percepita invece concretamente dal 40,44% degli studenti. Tra le attivita' legali percepite trasversalmente da Nord a Sud Italia spiccano lo spaccio di droga, il pizzo, il lavoro nero e le discariche. Il luogo di informazione primaria rimane la televisione, mentre e' ancora la scuola la sede dove se ne discute maggiormente.
Quanto alle ragioni che rendono la criminalita' organizzata cosi' pervasiva, per l'83% dei ragazzi la mafia e' forte perche' "si infiltra nello Stato", perche' "fa paura" (73,74%), e per quasi il 40%, Stato e mafia "coincidono". Alla domanda se sia piu' forte lo Stato o la mafia solo il 12,78% ha risposto lo Stato, il 25,32% le ritiene ugualmente forti, il 53,74% la mafia. Secondo gli studenti, tra le iniziative che lo Stato dovrebbe prendere per sconfiggere la criminalita' organizzata, occorre colpire la mafia nell'economia (24,19%), educare alla legalita' (20, 42%), combattere la corruzione (20,15%). Solo il 4,66% ritiene un'arma utile incrementare l'occupazione e lo 0,59% agevolare il pentitismo.
Notiziario Minori, 29 aprile 2011
LETTERE BIMBI IN 'CIAO KAROL', LIBRO
DEI PAPABOYS PRESENTATO IN PIAZZA SAN
PIETRO, IN VISTA DELLA BEATIFICAZIONE
Nati in quella piazza e in quella piazza tornati. Non poteva svolgersi in nessun altro luogo se non a piazza San Pietro la presentazione di 'Edizioni Papaboys international', la neonata casa editrice dell'associazione nazionale Papaboys, i giovani del Papa. Piazza San Pietro ha vissuto quindi un doppio appuntamento, anzi triplo.
Dopo l'udienza generale del Santo Padre, Benedetto XVI, l'associazione nazionale Papaboys, con un evento molto piu' simile ad un flash-mob che ad una classica conferenza stampa, ha voluto presentare due eventi importanti: la nascita delle 'Edizioni Papaboys international' e l'uscita del libro 'Ciao Karol - 1.500 lettere di bambini e non alla morte di Giovanni Paolo II'.
Cinquanta ragazzi, che indossavano magliette e cappellini con l'immagine di Giovanni Paolo II, si sono radunati alle 12.45 innanzi la sala stampa della Santa Sede, per una 'flash-conference'. Hanno recitato delle preghiere, gridando poi il loro amore per il Papa polacco: "Ciao, Karol". Il tutto davanti a una folla di telecamere, turisti e passanti sbalorditi dall'insolito evento.
I responsabili dell'associazione si sono poi intrattenuti con i numerosi giornalisti presenti, per rispondere alle loro domande e curiosita' sulla casa editrice, come pure sul volume 'Ciao, Karol', la realta' dei Papaboys ed i loro programmi per l'imminente beatificazione.
Notiziario Minori, 29 aprile 2011

martedì 26 aprile 2011

ADOLESCENTI INQUIETI? MANDATELI A 
LETTO PRESTO RICERCA GIAPPONESE
Teenager troppo impulsivi e impazienti? Mandarli a letto presto potrebbe risultare una cura efficace: e' quanto emerge dallo studio pubblicato su Journal of Adolescence dai ricercatori della Kyushu University Graduate School of Medicine di Fukuoka, in Giappone, da cui emerge che per crescere figli giudiziosi e riflessivi e per insegnare loro a contare fino a 10 prima di rispondere, basta abituarli ad andare a letto presto.La ricerca e' stata condotta su 1.934 studenti ai quali e' stato chiesto a che ora fossero soliti andare a dormire e dei quali e' stato misurato il livello di impulsivita'. Al termine dell'esperimento e' emerso che gli adolescenti abituati a fare tardi la notte tendevano a mettere in atto comportamenti piu' imprudenti, a trascorrere piu' tempo davanti alla tv, a saltare la scuola, a prendere voti bassi e a non partecipare alle attivita' extra-scolastiche. Secondo gli studiosi i risultati della ricerca evidenziano l'esistenza di un'associazione tra il fare tardi la sera e un aumento dell'impulsivita' in eta' adolescenziale, elemento che in diversi casi puo' condurre all'adozione di comportamenti delinquenziali.
Cio' avviene perche' ritardare l'ora di andare a dormire altera il ritmo circadiano, comportando un peggioramento della qualita' del riposo e la tendenza a comportarsi in modo avventato.
Notiziario Minori, 26 aprile 2011
TROPPA TV PUÒ FAR MALE AL CUORE
I PICCOLI TENDONO AD AVERE ARTERIE
PIÙ STRETTE DIETRO GLI OCCHI
Troppa televisione ai bambini fa male. Ora pero' sappiamo anche che guardare troppa tv puo' esporre i piccoli a rischi cardiaci, perche' i piccoli tendono ad avere arterie piu' strette dietro gli occhi, che puo' portare ad avere piu' malattie di cuore, pressione alta e diabete. Lo ha scoperto uno studio dell'Universita' di Sydney, che ha osservato le arterie dietro gli occhi di circa 1500 bambini di 6 anni di 34 scuole elementari. Attenzione dunque: questo e' un altro buon motivo per sorvegliare attentamente i vostri piccoli, soprattutto quando sono davanti alla televisione per evitare che passino troppo tempo cosi'.
Pensate che ogni ora di televisione guardata puo' essere associata ad un restringimento di 1,53 millesimi di millimetro nel diametro arteriale della retina che e' lo stesso rischio alla salute di un aumento di 10 mm Hg di pressione arteriosa sistolica, come sottolinea il responsabile dello studio, Bamini Gopinath, sulla rivista Thrombosis and Vascular Biology dell'American Heart Association.
E' ancora da capire se il restringimento sia possa essere reversibile. E' pero' stato notato che il problema e' meno grave per i piccoli che trascorrono pari tempo con i videogiochi o al computer.
Anche l'attivita' fisica e' importantissima perche' i piccoli che trascorrono almeno un'ora al giorno in attivita' fisica hanno arterie retiniche molto piu' larghe rispetto a quelli che fanno meno di un'ora al giorno di movimento.
"Questi sono segnali sub-clinici ed e' possibile prevenire danni alle arterie e quindi minimizzare il rischio che contraggano malattie cardiovascolari nel futuro", sottolineano gli esperti.
Notiziario Minori, 26 aprile 2011
ECCO LA GUIDA ANTI-PANICO PER I GENITORI
"AIUTO, MIO FIGLIO HA INGOIATO UN BOTTONE"
Il titolo di questo manuale e' piu' che significativo: "Aiuto, mio figlio ha ingoiato un bottone". E riproduce bene lo stato d'animo di quasi tutti i genitori di fronte a un imprevisto, un incidente o altro che possa aver coinvolto il proprio bambino. In questi frangenti avere sottomano un "consigliere" che tiri fuori dalle sabbie mobili in cui si sprofonda quando si tratta di un problema che riguarda nostro figlio, e' proprio cio' che farebbe al caso nostro.
I bambini, si sa, hanno un fiuto particolare per stare male o combinarne qualcuna nei momenti "meno opportuni": il mal di pancia in piena notte, la caduta proprio poco prima che si debba uscire per quell'appuntamento, la febbre improvvisa il giorno di Nataleà In tutti questi casi, sapere se si debba chiamare il medico, correre in ospedale o soltanto prestare le necessarie cure con tranquillita', e' vitale per ogni genitore.
In soccorso dei neogenitori, ma anche di nonne e tate, ecco arrivare la dottoressa Lara Zibners, specializzata in pediatria d'urgenza, che ne ha viste di tutti i colori. E che, stando alla sua esperienza, la maggior parte delle volte i genitori si rivolgono al medico inutilmente. Passando in rassegna i timori e le angosce piu' comuni, il libro della Zibners e' una guida pratica, divertente e ricca di informazioni, che aiuta i genitori a non andare nel panico e a capire come comportarsi di fronte alle situazioni di pericolo in cui si puo' trovare il proprio bambino.
Dalla A di abrasione alla Z di zoppicamento, in questo manuale si trovano centinaia di risposte ai problemi piu' comuni cui ci si puo' trovare di fronte quando si ha a che fare con un bambino.
Il tutto spiegato in modo chiaro e semplice. "Questo libro non e' un vademecum sulla cura dei bambini, su come lavarli, cambiarli e nutrirli. Questo libro e' una specie di rigurgito di tutte le conversazioni notturne che ho avuto con genitori in preda all'ansia", scrive Lara Zibners.
Notiziario Minori, 26 aprile 2011
"IMPARARE A DIRE NO!", UN KIT CONTRO LA VIOLENZA
IL MESSAGGIO LANCIATO DALLA ONG TERRES DES HOMMES
Un kit contro la violenza sui bimbi, perche' prevenirla e' possibile con strumenti su misura per "Imparare a dire no!". È il messaggio lanciato dalla ong Terres des Hommes, che a Milano ha dato il via alla campagna 'Io proteggo i bambini'. Un'iniziativa nata dall'½urgenza di affrontare in termini preventivi il drammatico fenomeno degli abusi sui piccoli, in linea con le raccomandazioni contenute nel Rapporto Onu sulla violenza sui minori», spiega l'organizzazione che ha invitato in un confronto sul tema psicologi, giuristi, pedagoghi e istituzioni. Il kit proposto da Terres des Hommes e' composto dal manuale 'La prevenzione e' la chiave', ricco di suggerimenti e proposte per genitori, insegnanti, cittadini, amministrazioni locali, bambini e adolescenti; dal libro 'Mimi' Fiore di Cactus e il suo porcospino', per la prevenzione degli abusi a sfondo sessuale dei bambini; da 5 spot in animazione realizzati con il patrocinio di Pubblicita' progresso e destinati a un pubblico di bambini, dove sono affrontati, tra gli altri, temi come il 'grooming' (adescamento online) e il bullismo; dal sito www.ioproteggoibambini.it, che oltre a raccogliere suggerimenti, consigli, video e contenuti speciali sulla prevenzione della violenza in famiglia, a scuola, in comunita' e di fronte ai media si prefigge di diventare anche la prima banca dati online delle iniziative promosse in Italia sulla prevenzione della violenza e sulla 'media education'. Terre des Hommes evidenzia in questa prima tappa di 'Io proteggo i bambini' 2011 la ½necessita' di intervenire prima che la violenza si manifesti, attraverso azioni di prevenzione a casa, in famiglia, a scuola e piu' in generale in tutti quegli spazi comunitari, reali o virtuali in cui il bambino cresce e che troppo spesso si traducono in luoghi di sopraffazione e abuso».
Notiziario Minori, 26 aprile 2011
LA PISCINA NON È NEMICA DEL RESPIRO
IL CLORO NON AUMENTA IL RISCHIO DI ASMA
Molti genitori hanno deciso di non far praticare nuoto al proprio piccolo per paura che il cloro possa causare attacchi d'asma. Secondo un recente studio, si tratta di una motivazione esagerata. Sono stati seguiti da un gruppo di esperti 6mila bambini dalla nascita ai 10 anni: i dati hanno dimostrato che frequentare regolarmente piscine clorate non aumenta il rischio di sviluppare asma o di presentare sintomi allergici. Un'ottima cosa perche', come sappiamo, il nuoto e' uno sport molto importante per la crescita del piccolino. Questo risultato e' davvero importante perche' va a smentire cio' che in molti sostenevano nell'ultimo periodo. Eugenio Baraldi, professore associato di pediatria all'Universita' di Padova, ha spiegato: "Studi precedenti avevano suggerito la possibilita' che nuotare nelle piscine disinfettate con cloro aumentasse il rischio di asma in bambini e ragazzi perche' il cloro utilizzato per disinfettare l'acqua delle piscine in presenza di ammoniaca e liquidi organici (urine e sudore) puo' dare origine a sostanze capaci di attaccare lo stato di protezione degli alveoli polmonari causando iperreattivita' bronchiale, una delle componenti dell'asma".
Per fortuna, secondo la spiegazione del dottore, queste controindicazioni dipendono soprattutto da come e' tenuta la piscina e poi dall'esposizione: un piccolo che pratica agonismo ovviamente e' piu' esposto al rischio. Quindi il consiglio non per i genitori, tanto per i gestori degli impianti: curate di piu' la manutenzione delle piscine.
Notiziario Minori, 26 aprile 2011
POCHE COCCOLE DA PICCOLI? A RISCHIO OBESITÀ
RICERCA CONDOTTA DALL'UNIVERSITÀ DELL'OHIO 
Mamme riempite di coccole i vostri bambini. Magari correrete il rischio di farli crescere un po' mammoni ma sicuramente non avranno problemi alimentari. Questo almeno secondo il risultato di una ricerca condotta dall'Universita' dell'Ohio dalla dottoressa Sarah Anderson e pubblicata su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine.
I bambini che nei loro primi 24 mesi di mesi ricevono poche attenzioni da parte dei propri genitori, in particolare dalla mamma, hanno un 30% di possibilita' in piu' di sviluppare problemi di obesita' a partire dai quattro anni di vita.
Proseguendo poi con questa inclinazione anche durante l'adolescenze e l'eta' adulta.
Sarebbe tutta colpa della risposta allo stress da mancato attaccamento. Poche coccole e lontananza da parte dei genitori porterebbero il piccolo a maturare ansia, paura e rabbia che lo renderebbero particolarmente diffidente nel rapporto con gli estranei.
Secondo lo studio americano la mancanza di affetto nei primi anni di vita attiva le stesse aree del cervello predisposte a controllare le fasi di fame e sazieta'. Mandando in tilt il meccanismo che bilancia gli stimoli dell'appetito. Come spiega la dottoressa Anderson: "Le risposte del bambino agli stimoli stressanti si formano nella prima infanzia nel contesto delle interazioni con i genitori e un attaccamento sicuro e' un indicatore del fatto che il bambino ha sviluppato emozioni e risposte allo stress sane".
Insomma bastera' eccedere nelle coccole per essere sicuri di fare crescere il proprio bambino in armonia. Un motivo in piu' per abbracciare e baciare il piccolo. Sicuramente una delle fonti di maggiore gioia sia per i genitori che per i figli. Almeno in tenera eta'. Perche' quando si parla di adolescenza diventa difficile continuare a distribuire baci e carezze.
Il rapporto mancanza di affetto e ingordigia era gia' stato affrontato piu' volte in psicologia. Secondo molti psicologi, infatti, molto spesso si mangia troppo per compensare un digiuno affettivo che non sempre si riesce a saziare. Ovviamente non sempre e cosi' e comunque non per tutti.
La ricerca e' stata condotta su oltre 6.600 bambini nati negli Stati Uniti nel 2001. Sono stati monitorati in diversi momenti.
Una prima volta a 2 anni, poi a 4 anni e mezzo e infine a 7 anni.
In particolare sono state prese in esame le reazioni dei bambini nel rapporto con i genitori. Valutando il comportamento scaturito dagli abbracci con la madre. Si sono riscontrati tre atteggiamenti distinti: il piccolo continuava a piangere, mostrava soddisfazione oppure si tranquillizzava.
Incrociando questi risultati con l'indice di massa corporea i ricercatori hanno concluso che esiste un legame molto stretto tra attaccamento affettivo e peso corporeo.
Notiziario Minori, 26 aprile 2011