sabato 19 novembre 2011

SCUOLA, PASSAGGIO DI CONSEGNE FRA 
GELMINI E PROFUMO "SARÒ IL 
MINISTRO DELL'ASCOLTO E DEL DIALOGO"
Si e' svolto ufficialmente questa mattina, poco dopo le 8, il passaggio di consegne fra il ministro uscente dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e quello entrante, Francesco Profumo. Il passaggio e' avvenuto a porte chiuse. Profumo e Gelmini si sono confrontati sulle questioni aperte del settore di competenza del dicastero di Viale Trastevere. Temi gia' noti a Profumo che era rettore del Politecnico di Torino e presidente del Cnr.
"Lo ripeto, voglio essere il ministro dell'ascolto e del dialogo. Ma, con la stessa decisione, voglio condannare nella maniera piu' ferma ogni violenza, a persone e cose". Lo afferma il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo nel giorno dei cortei che hanno attraversato l'Italia. Per il ministro "la forza delle proprie idee e proposte non puo' essere offuscata dalla violenza e dalla prevaricazione". Poi spiega: "Per questo governo, e per me, i giovani - quindi in particolar modo gli studenti - rappresentano una grande risorsa di questo Paese, che il Presidente Monti ha giustamente indicato come una delle priorita' dell'azione dell' esecutivo. E' mia intenzione- insiste il ministro- ascoltare con attenzione e interesse tutte le voci del mondo della scuola e dell'universita' che vogliano essere propositive. Per questo mi rendo disponibile ad incontrarle a breve. Da professore sono abituato ad ascoltare gli studenti, le loro aspettative e speranze sono legittime.
Scuola, universita' e ricerca restano presidi strategici per assicurare all'Italia un futuro solido e prospero, per dare certezze ai giovani, per consentire a tutti i cittadini di assecondare il proprio talento e le proprie ambizioni".
Notiziario Minori, 19 novembre 2011
ISTAT: COME CAMBIA LA VITA FAMILIARE
DI BIMBI E RAGAZZI AUMENTANO I 
'SENZA FRATELLI', CRESCE USO DI INTERNET
Aumentano i minori senza fratelli, raddoppiano quelli che vivono con un solo genitori. Ma non solo: sale l'utilizzo di internet come quello dei videogiochi. È la 'fotografia' del rapporto su 'Infanzia e vita quotidiana' riferita al 2011 diffusa oggi dall'Istat.
- Cambia il contesto di vita familiare di bambini e ragazzi: tra il 1998 e il 2011 la quota di minori senza fratelli sale dal 23,8% al 25,7%; i minori con 2 o piu' fratelli diminuiscono dal 23,1% al 21,2%; sostanzialmente stabili al 53,1% coloro che hanno un solo fratello. - Raddoppia il numero di minori che vivono con un solo genitore: dal 6% del 1998 al 12% del 2011.
- Nello stesso arco di tempo diminuisce dal 40,5% al 28,7% la percentuale di minori con padre occupato e madre casalinga. Sono dunque ormai di piu' i minori che hanno ambedue i genitori occupati (41,5%) rispetto a quelli che hanno la madre casalinga.
- Le nuove tecnologie sono il terreno rispetto al quale cambia piu' velocemente il comportamento di bambini e ragazzi. Cresce l'uso del cellulare, che quasi raddoppia tra gli 11-17enni (dal 55,6% del 2000 al 92,7% del 2011), e si trasforma in strumento multimediale: diminuisce dal 20,3% al 3,9% la percentuale di 11-17enni che usano il cellulare solo per telefonare. - Aumenta notevolmente anche l'utilizzo di internet: per la classe di eta' 6-17 anni si passa dal 34,3% nel 2001 al 64,3% nel 2011; per gli 11-17enni si passa addirittura dal 47,0% al 82,7%.
- Cresce la quota di bambini di 3-5 anni che usano videogiochi e computer per giocare: dal 19,6% del 1998 al 24,1% del 2011 per i maschi e dal 6,7% al 15,9% per le femmine.
- In testa alla graduatoria dei giochi preferiti dai bambini di 3-5 anni ci sono i giocattoli piu' tradizionali: le bambole per le femmine (86,4%) e le automobiline, i trenini e simili per i maschi (77,3%). A 6-10 anni la graduatoria vede al primo posto il pallone (74,2%), seguito da videogiochi (65,8%) per i maschi e, per le femmine, il disegno (77,7%) e le bambole (67,6%).
- Rispetto al 1998 cresce la quota di bambini di 3-10 anni che giocano con i genitori, con i nonni e con i coetanei. Nei giorni feriali la quota di bambini che giocano con la madre passa dal 32,4% al 57,8%, con il padre dal 22,5% al 46,2%; nei giorni festivi la quota di chi gioca con la madre passa dal 40,5% al 64,6%, con il padre dal 39,9% al 60,6%.
- Tra il 1998 e il 2011 aumenta la percentuale di ragazzi di 6 17 anni che vanno a teatro (dal 19,9% al 31,6%), al cinema (dal 69,2% all'80,2%), a visitare musei e mostre (dal 38,3% al 43,1%), a concerti di musica classica (dal 5,7% al 7,9%) o a spettacoli sportivi (dal 38,7% al 42,1%), leggono libri (dal 51,6% al 56,9%). Nella fruizione culturale permangono pero' forti differenze geografiche tra Nord e Sud.
- Nel 2011, 314 mila ragazzi da 6 a 17 anni (il 4,6% di questa fascia d'eta') non sono andati al cinema nei 12 mesi precedenti l'intervista, non hanno letto libri, non hanno usato ne' il pc ne' Internet, e non hanno praticato sport. Nel 2001 tale quota era pari al 7,2%.
- Tra il 1998 e il 2011 aumenta la partecipazione ai corsi di formazione extrascolastica (dal 41% al 51% tra i 3 e i 17 anni), piu' per le femmine (dal 39,7% al 50,4%) che per i maschi (dal 42,3% al 51,6%).
- Tra il 1998 e il 2011 diminuisce la quota dei bambini e dei ragazzi tra 6 e 17 anni che riceve regolarmente denaro dai genitori (dal 35,1% al 25,6%): la diminuzione piu' forte si ha tra il 2008 e il 2011. Ad aumentare in modo piu' consistente e' la quota di coloro che non ricevono mai denaro: dal 30,2% del 1998 al 37,4% del 2011.
Notiziario Minori, 19 novembre 2011

venerdì 11 novembre 2011

FAZIO: "IL FUMO FA MALISSIMO, LO VIETEREI"
"IL RISCHIO OBESITÀ È REALE, FARE PIÙ SPORT"
Cattive abitudini alimentari, uso smodato di alcol, soprattutto superalcolici, ma anche la sigaretta facile sono piaghe che colpiscono i giovani e contro le quali bisogna agire con educazione e sane abitudini. Il ministro della Sanità, Ferruccio Fazio, parla di giovani riuniti al 'Festival delle giovani idee' promosso dall'Istituto di Ortofonologia e da Diregiovani.it al palazzo dei congressi e li invita a praticare più sport. "Il rischio obesità e' reale", avverte Fazio che porta a sostegno alcuni dati. "Il 35% dei ragazzi tra i 7 e i 14 anni è sovrappeso o obeso, il 38% dei giovani passa 2 ore al giorno davanti alla televisione o giocando con i videogiochi, questo e' sbagliato". Non solo, "uno su due ha la tv in camera", riferisce.
Di qui l'appello alle famiglie e agli educatori: "Dobbiamo educare i giovani ad avere sane abitudini. Lo sport e' necessario". Il ministro ritiene anche che il fumo tra i giovani andrebbe proibito: "Fa malissimo", sottolinea. E anche l'alcol "non e' la risposta".
Notiziario Minori, 11 novembre 2011
INTERNET, 9 RAGAZZI SU 10 PREFERISCONO 
FACEBOOK "DA DOMANI LA CAMPAGNA 
SULL'USO RESPONSABILE DEL WEB"
Arriva in Lombardia il tour di 'Per un web sicuro', progetto promosso dal Moige, il Movimento italiano genitori, in collaborazione con Trend Micro, Cisco e Polizia postale e delle comunicazioni e con il patrocinio di Anp, l'Associazione nazionale dirigenti e alte professionalita' della scuola, con l'obiettivo di sensibilizzare ragazzi, genitori e insegnanti su un uso corretto e responsabile della rete.
La campagna coinvolgera' 30 scuole medie in 6 regioni italiane (Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Campania, Puglia), incontrando oltre 10.000 studenti e 21.000 adulti fra genitori e docenti. Il progetto prevede la realizzazione, presso le scuole selezionate, di incontri con gli studenti e i docenti in orario scolastico, nel corso dei quali gli operatori volontari discuteranno con i ragazzi le tematiche relative ad internet e al suo corretto utilizzo attraverso l'ausilio di materiale visivo.
Presso le scuole saranno, inoltre, organizzati, in orario pomeridiano/serale, incontri formativi per i genitori, durante i quali gli operatori volontari offriranno aiuto e consigli agli adulti sull'utilizzo della rete e sui passi da compiere per tutelare i ragazzi. Al termine di ogni incontro, minori e adulti riceveranno materiale informativo appositamente creato, scaricabile anche dal sito www.genitori.it dove sara' pubblicata una sezione dedicata al progetto.
Da una ricerca condotta da Swg per il Moige, al fine di comprendere il grado di consapevolezza dei genitori rispetto alla fruizione di media da parte dei minori, e' emerso che 7 minori su 10 (70%) navigano in rete quotidianamente.
La fruizione di internet da parte dei minori, secondo i loro genitori, e' pari mediamente a 52 minuti al giorno, tempo che naturalmente aumenta con il crescere dell'eta', passando da poco piu' di mezz'ora al giorno tra 6 e 7 anni a circa 1 ora e 30 minuti tra 10 e 13 anni. Il divertimento e la conoscenza sono le motivazioni principali che appassionano i ragazzi al web: giocare (44%) e' l'attivita' preferita dai giovani internauti, seguita dalla possibilita' di reperire informazioni utili per lo studio (40%). Per i figli piu' grandi la rete diventa, invece, prevalentemente uno strumento di socializzazione: il 58% dei genitori di bambini dai 12 ai 13 anni sostiene che i figli visitano solitamente i siti dei social network e dei motori di ricerca.
"I giovani oggi hanno molta dimestichezza con la rete- ha dichiarato Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moige- tuttavia, cio' non significa che conoscano bene anche i rischi che possono derivare da un uso non corretto di internet. Per questo e' necessario il ruolo di controllo dei genitori: l'ideale resta sempre l'esperienza condivisa, capace di rinsaldare un rapporto genitori-figli basato essenzialmente sulla fiducia reciproca".
I social network sono, infatti, molto apprezzati, come dimostra anche l'indagine condotta da A&F research con focus group di genitori commissionata dal Moige e Trend Micro: l'82,9% nella fascia tra 15 e 16 anni, e il 74,3% in quella 11-14. Anche un 20% dei piu' piccoli non e' indifferente.
Facebook, come prevedibile, la fa da padrone: quasi 9 ragazzi su 10 lo preferiscono. L'utilizzo di questi mezzi, inoltre, non e' accompagnato da una adeguata consapevolezza dei pericoli per la privacy e da una sufficiente conoscenza delle necessarie misure di protezione. Ad esempio, solo 3 adulti (30%) e 4 ragazzi su 10 (40%) sanno come impostare le regole di privacy nei social network. Sembra prevalere un 'controllo ambientale generico' da parte dei genitori, basato su una selezione di tempi e possibilita' di utilizzo della rete e su un generico ricorso al dialogo. Le misure di controllo e prevenzione adottate dai genitori, di fatto, non sembrano tra le piu' severe ed efficaci:
6 genitori su 10 (60%) si limitano a parlare genericamente dell'argomento con i propri figli, 4 su 10 (43%) navigano insieme a loro (ma solo il 28,1% se i figli hanno 15-16 anni) e solo 3 genitori su 10 (33,3%) condividono la scelta dei siti da visitare. Il 40% controlla periodicamente siti visitati e le attivita' online, mentre pochissimi, solo 8 genitori su 100 (7,8%), utilizzano le funzioni di parental control messe a disposizione dai software di sicurezza. Dall'indagine Swg, tuttavia, e' emerso che 6 genitori su 10 (61%), pur consentendo la navigazione su internet, non nascondono tuttavia una forte preoccupazione. La pedofilia (44%), gli incontri pericolosi (39%), la pornografia (35%) e la perdita di contatto con la realta' (35%) sono i principali motivi di preoccupazione. Dai dati forniti dalla Polizia postale e delle comunicazioni, la pedofilia on line si conferma l'emergenza maggiore per cio' che concerne il web: dal 1 gennaio al 30 settembre 2011, sono stati effettuati ben 16.142 monitoraggi e 554 perquisizioni. I denunciati sono stati 685 e gli arrestati 39. Segue la pirateria informatica: nello stesso periodo, vi sono state 264 denunce e 56 perquisizioni, che hanno condotto all'arresto di 2 persone.
"Un numero sempre maggiore di giovani accedono alla rete e attraverso questa comunicano- dichiara Antonio Apruzzese, direttore della Polizia postale e delle comunicazioni- ma internet deve essere utilizzata osservando regole che consentono di evitare i rischi e i pericoli che si possono incontrare durante la navigazione. L'educazione alla prevenzione appare lo strumento piu' efficace per formare i ragazzi e iniziative come queste sono estremamente utili non solo per aiutare i giovani ad utilizzare la rete in sicurezza ma anche a fornire strumenti ai genitori per proteggere i figli dai pericoli del web".
"Come mamma ho sempre rivolto uno sguardo attento al web, controllando la navigazione dei miei figli e soprattutto parlando con loro, affinche' fossero informati con capacita' critica- dichiara Milly Carlucci, madrina dell'iniziativa- È importante, pero', parlare anche ai genitori: sulla rete noi siamo principianti e i nostri figli dei fuoriclasse, pertanto, anche noi dobbiamo imparare per non restare indietro".
Domani il tour della campagna 'Per un web sicuro' partira' dalla Lombardia.
Notiziario Minori, 11 novembre 2011

martedì 8 novembre 2011

PARTE LUDORADIO, LA RADIO DEDICATA AI
 BAMBINI PER LA COLLABORAZIONE TRA 
ANTENNA RADIO ESSE E GIOCOLENUVOLE
Parte da oggi martedì 8 novembre "Ludoradio", la nuova trasmissione radiofonica dedicata ai bambini e nata dalla collaborazione tra Antenna Radio Esse e Giocolenuvole.
L'obiettivo del programma e' diffondere la cultura dell'infanzia e dare vita ai pensieri dei bambini. La trasmissione ha dunque scopi educativi. Infatti attraverso una serie di giochi e intrattenimenti la trasmissione coinvolgerà i bambini per aiutarli a sviluppare la loro fantasia ed abituarli all'ascolto.
Il programma andrà in onda dalle ore 16:10 alle 17:00 e sarà condotto da Silvia Priscilla Bruni, educatrice di Giocolenuvole e speaker di Antenna Radio Esse che intratterrà i piccoli radioascoltatori raccontando favole della letteratura per bambini e invitandoli ad intervenire telefonicamente. Il programma prevede anche un mini corso di inglese tenuto da insegnanti madrelingua.
Nel palinsesto e' presente anche "Bimbox" un programma dedicato ai genitori che andrà in onda tutti i giovedì alle ore 10:30.
Saranno affrontati temi come alimentazione, scuola, sport ed educazione; di volta in volta interverranno esperti del settore ai quali gli ascoltatori potranno rivolgere le proprie domande.
I programmi si potranno ascoltare sulle frequenze di Antenna Radio Esse (Mh 93.200 - 93,500 - 99,100) o collegandosi al sito www.antennaradioesse.it
Notiziario Minori, 8 novembre 2011
BANKITALIA: NÈ LAVORO NÈ STUDIO PER 
2,2  MILIONI  SONO  I  NEET:  NOT  IN 
EDUCATION, EMPLOYMENT OR TRAINING
Per effetto della crisi il numero di giovani che non sono occupati, ne' impegnati in corsi di studio o formazione e' aumentato: nel 2010 erano 2,2 milioni. Lo scrive la Banca d'Italia nel rapporto 'Economie regionali'. I giovani appartenenti a questa categoria sono spesso indicati con l'acronimo Neet: Not in Education, Employment or Training.
Nel periodo 2005-08, si legge, "i Neet tra 15 e 29 anni erano poco meno di 2 milioni, pari al 20 per cento della popolazione nella stessa fascia d'eta'. Nel 2010 erano 2,2 milioni, circa il 23,4 per cento. L'aumento e' stato più marcato nel Nord e al Centro, meno pronunciato nel Mezzogiorno, dove tuttavia l'incidenza di giovani Neet era prossima al 30 per cento già prima della crisi. L'incidenza dei Neet tra le donne supera il 26 per cento, contro il 20 degli uomini.
Notiziario Minori, 8 novembre 2011
L'ASMA? ANCHE LA MAMMA TOGLIE IL FIATO AI
BAMBINI I RISULTATI DI UNO STUDIO GIAPPONESE
L'asma? Può essere anche colpa di mamma. Una ricerca pubblicata su BioPsychoSocial Medicine carica di nuove responsabilità il ruolo della donna di casa nell'evoluzione della malattia; non solo come principale responsabile dell'aderenza alle cure, ai controlli, ai consigli del medico, ma anche nei comportamenti e nella relazione di ogni giorno.
Uno studio giapponese ha seguito per un anno circa 220 madri di bambini dai 2 ai 12 anni di età che soffrivano di asma.
All'inizio del lavoro tutte le mamme sono state invitate a compilare un questionario che comprendeva domande sul loro grado di stress e su come cercavano di gestirlo, sul loro rapporto con i figli e le loro modalità educative, sulla gravità della condizione clinica del piccolo, su quanto ci si attenesse alle prescrizioni dei farmaci e alle raccomandazioni del medico. Dopo un anno, le donne sono state ricontattate, anche per sapere come andava la malattia del figlio, in relazione alla frequenza e all'intensità degli attacchi. Dai risultati e' emerso che i comportamenti e gli stati d'animo piu' deleteri cambiano nettamente a seconda dell'età': i piccoli sotto i sette anni risentono negativamente soprattutto degli stati d'animo di rabbia o irritazione della madre che perdurano nel tempo, indipendentemente dal fatto che essa li esprima apertamente o cerchi di reprimerli o nasconderli; l'asma dei più grandicelli invece tende a peggiorare per lo più in risposta ad atteggiamenti iperprotettivi. Al contrario, se la mamma pensa di più a se stessa, fino al punto da essere classificata come "egoista" nei test psicologici, i ragazzini tirano il fiato, e non solo metaforicamente.
Notiziario Minori, 8 novembre 2011
I BAMBINI HANNO PROBLEMI AGLI OCCHI? COLPA
DELLO SMOG RICERCA PORTATA AVANTI A MILANO
Smog e inquinamento fanno male agli occhi dei bambini. Alcuni dei problemi della vista che colpiscono i bambini, tra i quali prurito, rossore, lacrimazione, dolore diffuso, sono causati dallo smog che ormai e' di casa nelle grandi città, ma non solo. Questa teoria e' portata avanti da uno studio condotto da Paolo Nucci, rinomato oculista pediatrico e primario dell'ospedale San Giuseppe di Milano.
Si tratta di una ricerca molto interessante incentrata sui bambini di età compresa tra uno e dodici anni, monitorati tra il 2009 e il 2011. Il titolo dello studio e' allarmante, "Congiuntiviti urbane: una nuova forma di congiuntiviti da inquinamento?", tanto che per definire questa nuova patologia che colpisce gli occhi dei piccoli e' stato coniato un nuovo neologismo che rende bene il problema: "Urban Eye Allergy".
A soffrire di vari disturbi alla vista, secondo Nucci e il suo team, sarebbe il 42% dei bambini, e a esserne colpiti sono soprattutto coloro che vivono nelle aree altamente urbanizzate.
L'obiettivo e' descrivere una nuova entità clinica, definita Urban Eye Allergy (allergia dell'occhio urbanizzato), in seguito all'evidenza che un certo numero di pazienti presentano sintomi di irritazione congiuntivale non direttamente causati da agenti allergici, infettivi o dalla secchezza oculare. A riprova della nostra ipotesi, i bambini colpiti vivevano in aree urbane ad alto tasso di inquinamento».
Un nuovo tipo di congiuntivite, quindi, del tutto riconducibile allo smog e ormai ricorrente in un bambino su due. Un motivo in più per tenere sotto controllo la vista dei bambini seguendo piccoli accorgimenti ed effettuando visite periodiche da un buon oculista, specialmente dopo i tre anni ma soprattutto prima di frequentare la scuola primaria.
Una buona abitudine per mantenere gli occhi dei piccoli sempre puliti, liberandoli da polveri e residui, e' quella di passare una garza sterile imbevuta di acqua fisiologica, partendo dall'interno verso l'esterno e utilizzando una garza differente per ciascun occhio. Questa semplice pulizia può essere effettuata anche nei neonati.
Notiziario Minori, 8 novembre 2011

venerdì 28 ottobre 2011

ALCOL, IL 75% DEI GIOVANI BEVE 
ABITUALMENTE L'IDENTIKIT DEL BINGE
DRINKER: TRA I 15 E I 24 ANNI, MASCHIO
Negli ultimi 20 anni in Italia e' diminuito il consumo degli alcolici, il nostro si conferma un paese di bevitori moderati rispetto agli altri stati europei, ma suona il campanello d'allarme per gli eccessi diffusi tra i giovani. A destare preoccupazione e' soprattutto la moda del 'binge drinking', cioe' bere almeno 5 bicchieri di alcolici in un tempo breve e lontano dai pasti. L'identikit del binge drinker fra i giovani tra i 15 e i 24 anni e' maschio, vive nell'area nord -ovest dell'Italia e non nel capoluogo, nel 57% dei casi e' studente, nel 35% lavoratore, nel 7% disoccupato.
Sono i risultati dell'analisi fatta dal Censis su una serie di sei indagini realizzate dall' Osservatorio Permanente Giovani e Alcool/Doxa dal 1991 al 2010 su un campione di circa duemila persone. In questo lasso di tempo si e' mantenuta stabile (intorno al 75%) la platea dei giovani consumatori.Cresce la moda del bere fuori pasto, con il boom di aperitivi ed happy hours che fino a pochi anni fa costituivano un consumo marginale. Si affacciano sulla scena nuove categorie di bevitori a rischio in passato meno visibili: i giovani tra i quali sembrano essersi indeboliti i meccanismi di autocontrollo. In venti anni e' diminuito il consumo di vino, mentre la birra e' stabile. In entrambi i casiaumenta la platea dei consumatori moderati e calano i "consumatori eccessivi". Trend opposto per le bevande alcoliche 'fuori pasto'. Il consumo di aperitivi e di superalcolici segnano rispettivamente, un incremento del 10% e del 20%. Per gli aperitivi aumenta sia la platea dei consumatori sia quella dei consumatori che eccedono.
La moda del "fuori pasto" porta i giovani a consumare sempre piu' spesso gli aperitivi soprattutto nei fine settimana e sempre in compagnia. Per i superalcolici, la quota di bevitori regolari e' bassa ed al di sotto della media europea, ma dal 2000 al 2010 si registra un aumento della quota relativa a fenomeni di eccessi che coinvolgono entrambi i sessi. Per il binge drinking, l'83% del campione non l'ha mai fatto, ma il 13,5 % l'ha provato uno o due volte. Nel disagio collegato allo sballo del sabato sera, alcuni tra i fattori piu' importanti sono la mancanza di valori, l'isolamento sociale, la precarizzazione, la migrazione e la mobilita'. Le preoccupazioni per i danni causati dall'eccesso di alcol sono aumentate non solo per l'attenzione agli stili di vita sani ma anche per l'aumento dello 'sballo' del sabato sera, per gli incidenti stradali e sul lavoro.
Notiziario Minori, 28 ottobre 2011
BAMBINI ABBANDONATI IN AUTO, 
VOLANTINI PER  PREVENZIONE
INIZIATIVA DELL'OSPEDALE MEYER DI FIRENZE
Cinquemila volantini in tutta Firenze per prevenire l'abbandono del bambino in auto.
E' l'originale iniziativa che intende promuovere ilTrauma Center Pediatrico dell'Ospedale Meyerattraverso la distribuzione di materiale informativo negli ospedali, nelle scuole, negli asili e nelle grandi aziende per combattere un drammatico fenomeno che ha recentemente coinvolto alcune famiglie italiane.
"Sembra impossibile che un genitore possa dimenticare involontariamente il proprio piccolo in macchina - ha spiegato Leonardo Bussolin, responsabile del Trauma Center del Meyer- ma lo stress della vita di oggi, unito ad un'abitudine meccanica quotidiana nel fare le cose, puo' portare a una tale circostanza". Un fenomeno molto raro in Italia, ma che negli Stati Uniti provoca una media di 38 decessi all'anno,con picchi di 49.
Nel volantino, oltre a presentare la gravita' del fenomeno, si spiega come fare per prevenirlo. Tra gli accorgimenti suggeriti, quello di mettere sullo screen saver del pc dove si lavora la scritta "Hai accompagnato il tuo bambino a scuola?", oppure posare sul sedile accanto al nostro in auto un oggetto che ricordi il figlio, fino ad arrivare a degli allarmi sul sedile dove sta seduto il bambino che suonano se si chiude la portiera dell'auto con il bambino ancora seduto.
La diffusione di volantini, che partira' non appena arriveranno delle sponsorizzazioni all'ospedale Meyer, si estendera' probabilmente ad altre province della Toscana e, fondi permettendo, alle altre regioni italiane.
Notiziario Minori, 28 ottobre 2011
WEB, SOLO 8 GENITORI SU 100 USANO IL PARENTAL
 CONTROL PARTE CAMPAGNA INTERNET 
SICURA DI MOIGE E POLIZIA POSTALE
Solo 8 genitori su 100 utilizzano i sistemi di parental control per rendere i loro computer a prova di minore. E solo 3 adulti su 10 sanno come impostare le regole di privacy sui social network. Una percentuale che sale di poco (40% fra i ragazzi). Tutti navigano, soprattutto i piu' giovani, ma in pochi sanno come proteggersi dalle insidie della Rete.
Rischi che vanno dall'adescamento nel caso dei minori, alla violazione dei propri dati personali, problema trasversale che riguarda anche gli adulti.
Sono i dati forniti dal Moige, il Movimento italiano genitori, che, insieme alla Polizia postale, a Trend Micro, Cisco e con il patrocinio dell'Anp, l'Associazione nazionale dei presidi, ha lanciato una iniziativa, 'Per un web sicuro', tesa proprio ad educare grandi e piccoli ad un uso corretto di Internet. Saranno coinvolte 30 scuole medie in 5 regioni italiane (Lazio, Lombardia, Piemonte, Campania, Puglia. Oltre 10mila studenti e 21mila adulti parteciperanno agli incontri. Il tour parte domani da Roma. Secondo i dati presentati dal Moige, il 70% dei minori naviga ogni giorno, mediamente per 52 minuti, con oscillazioni che vanno dalla mezz'ora tra i 6 e i 7 anni e 1 ora e mezza fra i 10 e i 13. Il 58% dei genitori di bambinbi fra i 12 e i 13 anni sostengono che i loro figli vanno sui social network e sui motori di ricerca. Ma in pochi sanno difendere la loro privacy (30% di adulti e 40% di minori).
Le famiglie si limitano spesso al 'controllo ambientale': il 60% parla solo con i figli della navigazione, il 43% ci naviga insieme, solo il 33,3% sceglie quali siti possono visitare i figli. Il 40% dei genitori controlla periodicamente i siti visti dai figli ma solo 8 su 100, pochissimi, usano il parental control per bloccare quelli proibiti. Eppure il 61% dei genitori e' preoccupato da possibili brutti incontri dei figli durante la navigazione.
"I genitori, comunque, ancor prima che inseguire tutte le tecnologie- spiega Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale- devono dare una solida educazione di base ai figli, dargli le chiavi della formazione. Educare alla prevenzione e' molto efficace". "I giovani hanno molta dimestichezza con il web- continua Maria Rita Munizzi, presidente Moige- ma non sempre si sanno proteggere dai suoi rischi perche' spesso non li conoscono". 
Notiziario Minori, 28 ottobre 2011

martedì 21 giugno 2011

ANCHE LE NEWS VANNO IN VACANZA.....
Con la chiusura dell'anno scolastico terminano anche le nostre notizie news. Riprenderemo il nostro servizio all'apertura del nuovo anno, metà settembre circa. Ringraziamo  i lettori e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo spazio.
La Comunità Scolastica augura a tutti buone vacanze ed un meritato riposo...
PASTICCIO INVALSI, ERRORI NELLE 
GRIGLIE DI CORREZIONE MOLTE SCUOLE
COSTRETTE A RIMETTERE MANO AI VOTI
Dopo la correzione, la ri-correzione.
Molte scuole stanno rimettendo mano ai voti presi dai loro studenti alle prove Invalsi. 'Anomalia funzionamento maschera': e' l'oggetto della mail che ieri sera ha seminato l'ansia in molte commissioni che avevano terminato tardi di valutare tutte le prove secondo le indicazioni fornite dall'Istituto di Valutazione. Solo che nelle griglie di correzione c'era un errore informatico che generava errori nel calcolo del voto finale. La mail di scuse dell'Invalsi e' firmata dal responsabile del servizio di valutazione Roberto Ricci che comunica che i ragazzi che hanno preso 20 o meno punti in italiano vanno ricontrollati.
In particolare, bisogna guardare le risposte del gruppo A (quello piu' facile). Se le risposte corrette sono 16 allora va ricalcolato tutto. Problemi anche per matematica per le domande D2 e D9: qui il cervellone dei voti dava il massimo dei punti se le risposte a crocetta erano tutte giuste. Invece l'Invalsi aveva stabilito che bastavano 3 risposte corrette su 4. Nessun problema, invece, per le prove corrette manualmente. Ma molti istituti, con gli orali in corso, stanno procedendo al ri-controllo delle prove. Oggi peraltro solo all'ora di pranzo l'Invalsi ha fornito l'indicazione dell'arrivo di una nuova maschera di correzione che avrebbe facilitato la revisione dei compiti.
Notiziario Minori, 21 giugno 2011
LA METÀ DEI GIOVANI ITALIANI SOGNA DI EMIGRARE
IN DUE MILIONI NON STUDIANO E NON LAVORANO
Oggi l'Italia e' tra i paesi piu' ricchi del mondo, ma crescono i problemi per mantenere i livelli raggiunti e sono molti quelli desiderosi di andare all'estero per avere piu' opportunita'. Lo rivela il VI Rapporto Italiani nel mondo di Caritas-Migrantes presentato oggi a Roma. Il rapporto prende in esame alcuni dati, partendo dall'Eurispes, secondo cui i giovani di 15-29 anni, da qualificare come "ne'/ne'" (ne' allo studio, ne' al lavoro), sono oltre due milioni, un quinto del totale di questa fascia di eta'. Ma e' lo stesso rapporto ad attestare che il "sogno estero" affascina ben piu' persone di quelle che emigrano: il 40,6% tra tutte le fasce d'eta' e ben il 50,9% tra i piu' giovani (tra i 25 e i 34 anni).
Una propensione confermata anche da altre indagini.
Gli intervistati piu' disposti a trasferirsi vivono al Centro (49,4%). Il 40% ha dichiarato che non cambierebbe mai Paese.
Guardando alle fasce di eta', i piu' bendisposti ad andarsene hanno tra i 25 e i 34 anni (50,9%).Ma dove si trasferirebbero gli aspiranti emigranti? In Francia (16,5%), Stati Uniti (16,1%), Spagna (14,3%), Inghilterra (11,9%) e Germania (10,1%). Seguono Svizzera, Austria, Svezia, Canada, Olanda, Brasile, Danimarca e Norvegia In Italia a mettere in movimento i loro sogni sono migliaia di laureati che ogni anno si spostano all'estero, ponendo fine all'attesa di un improbabile posto adatto alla loro preparazione, spesso neppure cancellandosi dalle anagrafi comunali. Sono stati 17.754 gli studenti universitari che, nell'anno accademico 2008/2009, si sono recati all'estero inserendosi nel Programma Europeo Erasmus e 1.628 quelli che hanno compiuto un tirocinio presso imprese di altri paesi, su un totale europeo, rispettivamente, di 168.153 e 30.300 studenti.
A venire in Italia sotto la copertura di questo programma sono stati, invece, in 15.530. Dal 1987 al 2009 gli studenti europei protagonisti di queste "migrazioni per studio", spesso funzionali anche alle migrazioni per lavoro, sono stati 2 milioni (l'1% della popolazione universitaria), non scoraggiati dal modesto sussidio comunitario (272 euro al mese), che in pratica finisce per favorire i figli di famiglie benestanti. La Spagna e' al primo posto, sia come paese che invia gli studenti che come paese che accoglie, essendo identificata come un luogo di ottima permanenza, motivo per cui, nonostante i suoi problemi, attira anche diversi italoamericani provenienti dal Sud America. In Spagna, secondo fonti locali, gli italiani sono passati da 59.743 nel 2003 a 170.051 nel 2010. A Madrid, inoltre, dal 16 al 21 agosto 2011 e' previsto l'arrivo 40 mila italiani per unirsi al mezzo milione di giovani partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventu' e anche questo grande evento influira' sui flussi migratori. Nel 2008, secondo l'Ocse, gli universitari che hanno studiato in altri Stati sono stati 3.342.092 tra i quali, per quanto riguarda l'Italia, 42.433 in uscita e 68.273 in entrata: questi ultimi sono quasi il doppio rispetto al 2000, ma ancora pochi rispetto al livello di studenti stranieri che si riscontra negli altri grandi paesi europei.
Notiziario Minori, 21 giugno 2011
IL 38% DEI RAGAZZI SALTA LA COLAZIONE DURANTE 
LO STUDIO E IL 40% NON PORTERÀ CIBO ALL'ESAME
Un buon esame di maturita' passa anche per una corretta alimentazione. Ma non tutti gli studenti sembrano esserne al corrente. Almeno stando ai dati di una ricerca condotta sui maturandi da Skuola.net e che ha coinvolto 783 intervistati. Il 38% dei maturandi in questo periodo sta saltando la colazione ed eventualmente si limita ad assumere semplicemente dei liquidi (caffe' o succo di frutta).
Quelli che non assumono ne' liquidi ne' cibi solidi sono complessivamente uno su quattro.
Anche durante le prove scritte della maturita', che possono durare fino a 6 ore, molti studenti andranno impreparati. Infatti il 40% degli studenti non portera' nessun cibo solido per alimentarsi durante la prova, mentre gli altri si rivolgeranno agli snack industriali o al classico panino, scartando quasi del tutto la frutta. Va meglio sul fronte idratazione: solo uno studente su dieci rinuncera' ad idratarsi, mentre la stragrande maggioranza si orientera' sull'acqua alla quale verranno associati soprattutto the' freddo e caffe'/energy drink.
Notiziario Minori, 21 giugno 2011
INVALSI, STUDENTI: TEST FACILE MA LA MATEMATICA...
PROMOSSA L'INVERSIONE DELL'ORDINE DELLE MATERIE
Matematica resta l'"incubo" comune, ma il test Invalsi era "piu' facile del previsto". All'uscita di scuola gli alunni delle medie che stanno sostenendo l'esame di terza commentano i contenuti della prova nazionale di Italiano e Matematica. "I professori- racconta Aurora, 13 anni, studentessa dell'istituto comprensivo Regina Elena di Roma- ci hanno detto che stavolta il test era piu' facile rispetto a quello dello scorso anno. Comunque c'erano diverse risposte simili fra loro e non sempre era facile trovare quella piu' corretta. Italiano era la parte piu' semplice". Anche per Agnese e Maritza, stessa scuola, "matematica era piu' tosta, soprattutto la parte di geometria. È stato meglio, proprio per questo, cominciare da matematica, non da italiano". Gli studenti, insomma, promuovono l'inversione delle materie decisa dall'Istituto di valutazione, l'Invalsi. Bene anche i tempi piu' lunghi per rispondere. "La prova era piu' semplice del previsto- commenta Alice, III A dello stesso istituto- era meno difficile delle simulazioni fatte durante l'anno". Per Delia e Sofia, pero', "abbassera' la media. Come fai a prendere il massimo?". Elena, III I della media Settembrini di Roma, parla di "qualche difficolta' sulla grammatica ho fatto tutto, ma sicuramente avro' sbagliato qualcosa. Bene l'inversione fra le materie, meglio togliersi subito matematica cbe ci stressa di piu'". Sara, III H dello stesso istituto, critica ancora grammatica: "C'erano domande anche sui programmi di prima". Fernanda, III L, arrivata dall'Ecuador tre anni fa, ha avuto problemi anche lei con la grammatica per via delle sue origini, ma, assicura "anche per me che non sono bravissima il test non era difficilissimo, si poteva fare". Secondo un sondaggio di Skuola.net 8 studenti su 10 temono lo scritto Invelsi all'esame. Ma per i ragazzi lo scoglio maggiore resta sempre l'orale, raccontano, "perche' li' sei solo davanti ai professori, ti possono fare qualunque domanda e nessuno ti puo' suggerire".

Notiziario Minori, 21 giugno 2011

martedì 14 giugno 2011

ANSIA, PAURA E SOGNI NEL CASSETTO: ARRIVANO GLI ESAMI
TERZA MEDIA E POI LA MATURITÀ, SI ENTRA NEL VIVO
Ogni volta sembrano cambiare soltanto i nomi dei protagonisti: "Ho paura", "Non ho studiato, tanto so che mi va male comunque", "Ho studiato, ma non ricordo piu' nulla!". E cosi' via, all'infinito: chi non ricorda commenti simili detti a voce o letti, oggi, sui vari social network dagli esaminandi delle medie e delle superiori? Pochi giorni fa in molte scuole sono partiti gli esami di terza media, leggero ritardo per chi invece la scuola l'ha vista occupata per i referendum. Il tempo dello spoglio e poi le classi torneranno a disposizione per gli esami. Paura, ansia ma, per qualcuno, anche un sogno nel cassetto mai chiuso del tutto. "Era rimasto nel cassetto senza riuscire a terminarlo". E si' perche' Alessio e' uno dei tanti studenti pronti a farsi esaminare per il diploma di scuola media. Peccato non sia giovanissimo: "Oggi a quasi 50 anni ho aperto il cassetto e il mio sogno si sta avverando- si legge su uno dei tanti portali sul mondo della scuola- Non riesco a crederci, ma sono troppo felice ragazzi... Non sempre ricominciare a studiare dopo molti anni crea difficolta', non a me, e l'apprendimento puo' essere piu' facile. Ovviamente non siamo tutti uguali ed e' comprensibile. "
Notiziario Minori, 14 giugno 2011
IL 23% DEI MATURANDI STUDIA MENO  DI 
UN'ORA AL GIORNO STUDENTI.IT: NEL 2010 
ERA IL 14%,  FORSE ESAME FA MENO PAURA?
L'esame di maturita' fa meno paura. O almeno questo e' quanto sembra emergere dal sondaggio di studenti.it, dal quale risulta che il 23% degli esaminandi passa sui libri meno di un'ora al giorno. Lo scorso anno erano il 14%. "Se il timore dell'esame di maturita' si dovesse misurare dalle ore passate sui libri- sottolinea il portale- potremmo dire che i maturandi 2011 temono la prova meno dei maturandi 2010.
Secondo un'indagine condotta, in collaborazione con Swg, da Studenti.it, portale di Banzai leader sul target giovani con 2.604.000 utenti unici mese (Dati Audiweb - Aprile 2011), tra piu' di 800 maturandi, il 23% di loro in questi ultimi giorni di ripasso studia meno di 1 un'ora al giorno, il 29% passa sui libri tra le 2 e le 3 ore al giorno mentre il 20% tra le 4 e le 5 ore al giorno. Il 12% studia 6-7 ore, il 5% 8-9 ore circa, il 2% dichiara di studiarne 10 mentre il 6% ne studia piu' di 10".
Se quest'anno "le percentuali maggiori sono tra chi studia meno di un'ora al giorno e tra le fasce 2-3 ore e 4-5 ore, l'anno scorso, nello stesso periodo, le percentuali maggiori erano tra chi studiava 2-3 ore (24%), 4-5 (21%) e 6-7 ore (18%). Gli studenti sembrano temere sempre meno l'esame di maturita', complice anche una crescente offerta del web di materiale per studiare, di forum in cui chiedere consigli ad altri maturandi e prof, ad app gratuite che consentono di avere appunti, versioni di latino e consigli anche in mobilita'".
Notiziario Minori, 14 giugno 2011
MATURITÀ, GLI STUDENTI: "SI STUDIA MEGLIO
DA SOLI" LO DICONO 9 INTERVISTATI SU 10 
Per gli esami di maturita' quasi 9 studenti su 10 studieranno da soli. È quanto emerge dal sondaggio condotto da skuola.net. In barba al cooperative learning, i maturandi preferiscono prepararsi in modo individuale alle prove che li aspettano tra una settimana. L'87% degli studenti ha dichiarato che studiera' prevalentemente da solo in vista della maturita'. Il sondaggio proposto da Skuola.net 'Per prepararti alla maturita' studierai prevalentemente...' mette in evidenza come i ragazzi preferiscano lo studio individuale anche perche' e' la prima e fondamentale tappa per arrivare ad assimilare nozioni e concetti.
Notiziario Minori, 14 giugno 2011
PEDIATRI: ESCHERICHIA COLI, NESSUN
ALLARMISMO NEL DECALOGO: LAVARSI 
LE MANI, PROTEGGERE GLI ALIMENTI
"Attenzione, ma nessun allarmismo per l'Italia rispetto all'epidemia di Escherichia Coli 0104:H4". Questa la posizione di Giuseppe Di Mauro, presidente della Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), che ribadisce come nessun caso sia stato ancora segnalato in Italia.
La Sipps rassicura tutti i genitori, precisando che il ceppo batterico che sta preoccupando l'Europa ha finora colpito, nel 90% dei casi, adulti in eta' superiore ai 20 anni. La terribile complicanza rappresentata dalla Sindrome Uremico-Emolitica ha coinvolto soltanto eccezionalmente soggetti in eta' infantile, contrariamente a tutta la casistica riportata nella letteratura, dove si dimostra come i piu' colpiti da patologie analoghe siano generalmente i bambini di eta' inferiori ai 5 anni. "Per gli adulti colpiti da Sindrome uremico-emolitica, a livello ospedaliero- dichiara Angelo Milazzo, pediatra direttivo regionale Sipps- gia' da tempo sono stati adottati trattamenti appropriati, sebbene in molti casi la causa della malattia fosse sconosciuta; in questo modo e' stato possibile contenere la mortalita' al di sotto dell'1% e fronteggiare adeguatamente questa terribile patologia". La mancata identificazione del focolaio di infezione impone, pero', il rispetto stretto di alcune importanti misure di sicurezza e di corretta igiene, precauzioni comuni per la prevenzione di tutte le forme di contagio batterico derivate da alimenti e da trasmissioni oro-fecali. La Sipps, poi, elenca le principali accortezze da adottare:
- lavarsi bene le mani con detergenti idonei prima di toccare i cibi;
- prestare attenzione all'acquisto degli alimenti, preferendo quelli con etichettatura e soggetti ai controlli sanitari;
- proteggere i cibi da mosche o da altri insetti, coprendo gli alimenti o chiudendoli in contenitori;
- consumare latte pastorizzato o trattato ad alte temperature e cibi ben cotti, soprattutto nel caso di pesce, carne, latte e uova;
- lavare molto bene la verdura e sbucciare la frutta;
- bere solo acqua sicuramente potabile.
Inoltre, di assoluta importanza, e' eliminare subito pannolini sporchi di feci e lavare a temperature superiori a 65° gli indumenti e la biancheria contaminata con le feci, usando anche disinfettanti quali ipoclorito di sodio o equivalenti. La Sipps ribadisce e raccomanda, infine, a tutte le famiglie di non fare uso di antibiotici senza una precisa prescrizione del pediatra, poiche' in caso di enteriti emorragiche si aumenterebbe di ben 17 volte il rischio di Sindrome uremico-emolitico.
Notiziario Minori, 14 giugno 2011