venerdì 5 novembre 2010

SCUOLA, GELMINI PREMIA I 34 'SECCHIONI' D'ITALIA
PER LORO PERIODO STUDI IN UNIVERSITA' ITALIANE O STRANIERE

Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha premiato, presso l'Accademia dei Lincei di Roma, i 34 migliori studenti d'Italia, ragazzi e ragazze (poche, erano solo due) che si sono distinti per aver partecipato a olimpiadi nazionali e internazionali di quelle materie come la matematica, l'informatica, le scienze della terra che per molti dei loro compagni restano arabo anche dopo cinque anni filati di scuola.
L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto ministeriale 'Io merito' grazie al quale dal 2007 i migliori studenti del paese, per esempio quelli che prendono 100 e lode alla maturita' e quelli che si distinguono in particolari competizioni, vengono premiati con bonus, benefit per l'accesso ai luoghi di cultura, partecipazione a iniziative formative, ma anche con assegni che lo studente puo' poi utilizzare a suo piacimento. Per esempio per i cento e lode ci sono in palio 650 euro. Quello di stamattina e' stamattina e' stato un ulteriore riconoscimento che il ministero dell'Istruzione, insieme all'Accademia dei Lincei, nell'ambito di un protocollo di collaborazione siglato oggi, hanno voluto attribuire ai ragazzi che si distinguono per l'impegno nello studio. I 34 'secchioni' d'Italia potranno passare un periodo di studi all'interno di una delle realta' universitarie di eccellenza nel paese o all'estero.
"Oggi e' davvero una bella giornata per la scuola italiana- ha sottolineato il ministro parlando ai ragazzi- I risultati che avete saputo raggiungere mettono in evidenza tutte le potenzialita' del nostro sistema di istruzione, che pero' deve imparare a saper accogliere con meno diffidenza il cambiamento.
Speriamo che le celebrazioni dei 150 anni dall'Unita' d'Italia siano non solo un momento di festa ma anche l'occasione per una riscoperta della scuola italiana che ancora oggi e' l'istituzione piu' importante del paese. Tuttavia dobbiamo essere aperti ai cambiamenti e non limitarci a difendere lo status quo".
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
ARRIVA LA "GUIDA AI FILM PER RAGAZZI"
OLTRE 700 SCHEDE E 200 FOTO PER CREARE PERCORSI CINEMATOGRAFICI

Notiziario Minori Roma, 5 nov. - Una guida al cinema che parla il linguaggio dei ragazzi, con competenza, divertimento, precisione e passione e che puo' essere una preziosa alleata nella formazione dello sguardo di futuri spettatori. E' l'idea della 'Guida ai film per ragazzi' (Editrice Il Castoro),compilata da Michele Ravasio, Mattia Mariotti, Francesco Zurlo con Barbata Sorrentini e Orietta Mizzoni, frutto di un intenso lavoro redazionale durato tre anni.
Si tratta di una guida ragionata, ricca di informazioni e curiosita', coloratissima e scritta con un linguaggio adatto ai piu' piccoli. Uno strumento prezioso per orientarsi nell'universo del cinema per ragazzi. La Guida passa in rassegna oltre 700 schede di film disponibili sul mercato, reperibili in DVD, tutti regolarmente passati dalle sale cinematografiche. Uno strumento destinato a bambini e ragazzi (da 0 a 14 anni) - per la semplicita' di lettura e la grafica -, e a quei genitori che hanno bisogno di orientarsi nelle scelte, agli insegnanti che vogliono creare dei percorsi didattici e a tutti gli operatori che cercano una guida nel mare dei film per ragazzi.
La guida e' corredata da oltre 200 fotografie su 520 pagine ed e' uno strumento utile per costruire dei veri e propri percorsi tematici all'interno della cinematografia per ragazzi.
In ogni scheda di un film, infatti, oltre ai dati tecnici, sono indicate le principali categorie tematiche di riferimento, il genere e il suggerimento sull'eta' ideale dello spettatore.
Ogni scheda, inoltre, riporta anche la dicitura: "Se ti piace vedi anche", con cui si consigliano alcuni titoli che potrebbero essere apprezzati da chi ha amato un determinato film. Si tratta, pero', di consigli talvolta anche poco prevedibili, in grado magari di allargare un po' gli orizzonti pur rimanendo in territori contenutistici e/o formali simili.
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
ECCO NUOVO BANDO,
TORNA "MANGIA BENE CRESCI MEGLIO"
GALAN:
FONDAMENTALE ALIMENTAZIONE CORRETTA PER I RAGAZZI

La campagna 'Mangia Bene Cresci Meglio' e' al via anche quest'anno con la pubblicazione del nuovo bando.
"Seguire una sana e corretta alimentazione e' fondamentale, soprattutto per i nostri ragazzi che con questa edizione avranno modo di misurarsi anche con i nuovi temi inseriti nella campagna". Cosi' il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, annuncia la pubblicazione sul sito www.mangiabenecrescimeglio.it del nuovo bando per l'edizione 2011 della campagna.
Due, spiega Galan, i nuovi argomenti che saranno affrontati:
"L'importanza di una informazione trasparente circa l'origine dei prodotti alimentari, esigenza sempre piu' sentita dai consumatori e dai produttori che deve entrare a far parte dell'educazione dei nostri ragazzi; e l'attenzione verso il consumo eccessivo e in particolar modo allo spreco di cibo. E' utile ricordare- prosegue il ministro- che secondo recenti studi (il Libro Nero sullo spreco alimentare dell'Universita' di Bologna) nei 27 Paesi dell'Unione si sprecano 179 kg di cibo pro capite all'anno e solo in Italia il 40% della frutta, della verdura e della carne.
E' importante quindi che i nostri giovani siano consapevoli di questi dati e di quanto sia prezioso questo cibo in un mondo in cui ci sono ancora milioni di persone che soffrono la fame".
'Mangia Bene Cresci Meglio' e' una campagna di sensibilizzazione promossa dal ministero, "rivolta ad alunni e insegnanti delle scuole secondarie di primo grado italiane- dice ancora la nota- nata per proporre ai giovani una maggiore attenzione sulle proprie scelte alimentari. La campagna prevede la produzione di annunci pubblicitari, da realizzarsi in classe attraverso un lavoro di gruppo, sui temi della sana alimentazione e della varieta' e qualita' del nostro patrimonio agroalimentare.
Scopo della campagna e' di attirare l'attenzione dei giovani sull'importanza di essere consapevoli delle proprie scelte alimentari e fornire loro strumenti critici per difendersi da messaggi pubblicitari negativi sull'alimentazione.
Altresi', la campagna si propone di sensibilizzare i giovani sull'importanza della varieta' e qualita' del patrimonio agroalimentare italiano".
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
MILANO: 2500 I VOLONTARI CARITAS, CON TANTI GIOVANI
PAREGGIATE LE RICHIESTE DEGLI ADULTI

Fare volontariato in Caritas piace anche ai giovani. Nel 2009 infatti, lo Sportello del volontariato dell'organismo diocesano ha ricevuto 350 richieste da parte di persone "adulte" (dai 30 e i 67 anni) e quasi altrettante, 345, da giovani di eta' compresa tra i 18 e i 30 anni. A questi poi, bisogna aggiungere i 98 volontari (tra i 18 e i 30 anni) che hanno scelto di trascorrere le loro vacanze in uno degli 11 cantieri della solidarieta' aperti da Caritas in America Latina, Medio Oriente, Europa dell'Est e Asia.
Complessivamente, sono circa 2.500 i volontari di Caritas impegnati nei 300 centri di ascolto diffusi su tutto il territorio della diocesi di Milano. E ai volontari sara' dedicato il convegno diocesano che ogni anno raduna a Milano il "popolo della Caritas". Il prossimo anno, infatti, e' stato proclamato dalla Ue anno europeo del volontariato. È bene pero' sgomberare subito il campo da un equivoco: "A volte abbiamo avuto l'impressione che le istituzioni scaricassero sul terzo settore responsabilita' e compiti che sono loro propri. È bene ricordare che il nostro spirito di collaborazione non puo' diventare pretesto per un disimpegno da parte della politica su alcune questioni sociali". I volontari di Caritas ambrosiana sono, in genere, "persone con grandi energie e risorse, ma che hanno per lo piu' i capelli bianchi", sottolinea don Roberto Davanzo. Si impone quindi (come in generale per tutte le realta' del terzo settore) il problema del ricambio generazionale "e su questo terreno intendiamo proprio concentrare i nostri sforzi", conclude don Davanzo.
Sforzi che stanno iniziando a dare i primi frutti, come testimoniano i 345 nuovi volontari "under 30". Spesso si tratta di studenti che, anche se non frequentano assiduamente l'oratorio, si trovano in sintonia con i valori cristiani . Ha inoltre un interesse specifico per il singolo progetto formativo, per il quale e' disposto a informasi e approfondire.
Unico limite - fanno osservare gli operatori -: e' poco disponibile a impegnarsi nel lungo periodo.
Il convegno diocesano si terra' domani, sabato 6 novembre, a partire dalle ore 9 presso la Casa Cardinal Schuster (via Sant'Antonio, 5). Parteciperanno monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione Migrantes, Alessandro Martini, direttore della Caritas di Firenze, monsignor Giovanni D'Ercole, vescovo ausiliare della diocesi dell'Aquila.
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
DIPENDENZA DA TABACCO: ADOLESCENTI A CONFRONTO
LO STUDIO CANADESE DELLA BRITISH COLUMBIA.

I ricercatori canadesi della British Columbia hanno effettuato uno studio su un campione di oltre 7000 studenti di eta' compresa tra i 12 e i 19 anni, per capire le differenze nel modo in cui, ragazze e ragazzi, percepiscono il proprio comportamento nei confronti del fumo.
L'idea da cui sono partiti e' che esistano modalita' diverse tra donne e uomini di vivere e sentire la propria identita' di fumatore. Agli studenti canadesi selezionati e' stato distribuito un questionario nel quale veniva richiesto il numero medio di sigarette fumate negli ultimi sette giorni, nell'ultimo mese e il livello di dipendenza dal tabacco.
Inoltre, venivano forniti una serie di profili ai quali i ragazzi potevano associarsi: "fumatore", "fumatore occasionale", "non fumatore", "ex fumatore", ecc. I responsi dei ragazzi sono stati divisi in 3 gruppi: coloro che avevano scelto un solo profilo (oltre 6500), coloro che ne avevano indicati 2 (268) oppure tre (23). I ragazzi intervistati avevano in media 15 anni ed erano, per la maggior parte, non fumatori. Dai risultati e' emerso che, nell'ultimo mese, le ragazze avevano fumato piu' dei ragazzi e sembravano mostrare una maggiore propensione nel ricorrere a diversi profili per descrivere il proprio atteggiamento nei confronti del fumo, ad esempio come "ex-fumatrici" oppure "fumatrici occasionali". I ragazzi, dal canto loro, riportavano un maggior numero di sigarette fumate quotidianamente e registravano un punteggio piu' alto nella percezione della propria dipendenza. Non si riscontravano invece particolari differenze nell'eta' media in cui si iniziava a fumare e nei livelli di percezione della dipendenza tra coloro che risultavano essere fumatori. A questo scopo risulterebbe utile, concludono i ricercatori, attivare programmi di prevenzione distinti: uno per prevenire l'inizio del vizio e la sua progressiva stabilizzazione in forma di dipendenza; l'altro, piu' intensivo e differenziato per genere maschile e femminile, dedicato ai fumatori gia' dipendenti.
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
ROMA, CONTROLLI MINICAR: 32 SEQUESTRI E 45 MULTE
TROVATI VEICOLI MODIFICATI E PASSEGGERI CON CONDUCENTI MINORENNI

I Carabinieri del Comando provinciale di Roma nelle ultime 48 ore hanno avviato controlli mirati alle minicar. Agili e scattanti come motorini, ma auto a tutti gli effetti, anche per quanto riguarda il loro coinvolgimento, sempre piu' frequente, negli incidenti stradali.
Queste 'vetturine' sono sempre piu' in voga tra i minori che di frequente le utilizzano per il tragitto casa scuola, e viceversa, nelle ore di punta del traffico capitolino. I controlli sono stati svolti durante i servizi di prevenzione eseguiti lungo le strade della Capitale e provincia. I militari sono stati impegnati in specifiche attivita' di verifica alle minicar riscontrando numerose infrazioni al Codice della strada.
Su 383 quadricicli controllati, 32 sono stati sequestrati per trasporto di passeggeri da parte di conducenti minori.
Quarantacinque sono stati sanzionati per infrazioni al Codice della strada. Le principali infrazioni contestate vanno dal trasporto del secondo passeggero da parte di conducente minorenne, alle modifiche tecnico-costruttive come gli allestimenti da 'Fast&furious': aggiunta di serbatoi, modifiche all'avvisatore acustico, modifiche allo sterzo, modifiche alle targhe e ai loro supporti, sostituzione delle ruote con pneumatici maggiorati, sostituzione degli scarichi con altri non omologati per guadagnare potenza e quindi velocita', le luci, non conformi, e vetri oscurati. Tali modifiche aggravano ulteriormente i gia' poco elevati standard di sicurezza.
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 2010
I BAMBINI NON VEDONO COME GLI ADULTI
LA SPIEGAZIONE DA UNO STUDIO PUBBLICATO SU 'PERCEPTION'

I bambini non vedono gli oggetti nello stesso modo in cui li vedono gli adulti almeno fino all'eta' di 13 anni.A rivelarlo e' uno studio pubblicato dalla rivista specializzata Perception, secondo il quale i piu' piccoli non sarebbero in grado di interpretare correttamente le ombreggiature che ci dicono se un oggetto tridimensionale e' concavo o convesso.
Per scoprirlo Jim Stone dell'University of Sheffield ha preso in esame 171 bambini tra i 4 e gli 11 anni sottoponendo loro 10 immagini che potevano essere percepite come concave o come convesse: 5 immagini riproducevano oggetti 'naturali' (per esempio l'impronta di un piede nella sabbia), 5 invece delle figure geometriche. E' emerso che soprattutto gli stimoli visivi 'naturali' vengono percepiti dai bambini come se la illuminazione venga dall'alto, e che questa propensione (per ogni tipo di immagine) aumenta nettamente con l'eta'. Questo suggerisce che l'abilita' di interpretare l'ombreggiatura intorno ai profili degli oggetti tridimensionali si affini appunto man mano che passano gli anni. "La percezione dell'ombreggiatura intorno ai profili degli oggetti tridimensionali e' essenziale per la vista umana - spiegano gli esperti - finche' la direzione dell'illuminazione non e' nota infatti non si riesce a definire la forma esatta di un oggetto e la sua posizione nello spazio. In assenza di informazioni sull'illuminazione, il cervello degli adulti da' per scontato che la luce venga dall'alto e in base a questo interpreta un oggetto." Assumendo che il tasso di crescita di questa abilita' proceda allo stesso ritmo sin dalla nascita, e' ragionevole supporre, secondo i ricercatori, che la capacita' di dare per scontato che la luce venga dall'alto e in base a questo interpretare un oggetto insorga a circa 21 mesi di eta', ma che la visione non raggiunga una piena maturazione fino ai 13 anni di eta'.
"I bambini vedono il mondo diversamente dagli adulti - conclude Stone - Non stupisce che non riescano a guardare una nuvola senza vedere un cane o un orsacchiotto".
Notiziario Minori Roma, 5 novembre 201

martedì 2 novembre 2010

SCUOLA, LO STATO GUADAGNA SULLE PARITARIE
TUTTOSCUOLA.COM SVELA IL BUSINESS DELLO STATO
DIETRO LE SCUOLE NON STATALI

Tra le scuole paritarie quelle dell'infanzia sono qualcosa di piu' di una scelta alternativa alla scuola statale. Accolgono il 40% dei bambini iscritti in strutture pubbliche e private e sono presenti in quasi tutto il territorio nazionale, soprattutto nei piccoli centri e nei paesi. Assicurano in via esclusiva il servizio educativo a circa 650mila bambini della fascia 3-5 anni (e anche piu' piccoli) laddove lo Stato non e' arrivato a istituire proprie scuole dell'infanzia. Ma se non vi fossero quelle strutture non statali, lo Stato dovrebbe istituire proprie scuole per un numero complessivo di circa 26mila nuove sezioni, a cui dovrebbe assegnare 52 mila insegnanti, senza considerare le migliaia di collaboratori scolastici necessari per l'assistenza nei servizi. L'aumento di organici avrebbe ripercussioni anche sul dimensionamento degli istituti comprensivi e dei circoli didattici con sicuro effetto di incremento degli organici del personale amministrativo. A sostenerlo e' il portale Tuttoscuola.com, secondo il quale per ogni bambino iscritto a una scuola dell'infanzia statale lo Stato spende annualmente 6.116 euro, mentre per un bambino iscritto alla scuola dell'infanzia paritaria lo Stato versa un contributo pari a 584 euro, risparmiando cosi' 5.532 euro. In tutto annualmente il risparmio dello Stato per la scuola dell'infanzia e' di 3 miliardi e 436 milioni. Insomma, dall'esistenza delle scuole dell'infanzia non statali lo Stato ci guadagna. Con lo stesso criterio, sempre secondo i dati pubblicati da Tuttoscuola, si puo' stimare in un altro miliardo e 202 milioni il risparmio dello Stato per gli alunni iscritti in scuole primarie paritarie (uno studente in scuola statale costa 7.366 euro, contro gli 866 di contributo pro capite in scuola paritaria). Per la scuola secondaria di I grado il risparmio sfiora i 500 milioni, mentre per le superiori e' di un miliardo e 110 milioni.Se le scuole paritarie non esistessero, insomma, lo Stato dovrebbe spendere 6 miliardi e 245 milioni all'anno per accogliere il milione e 60 mila studenti attualmente iscritti a scuole non statali.
Notiziario Minori Roma, 2 novembre 2010
L'ASMA? ANCHE LA MAMMA TOGLIE IL FIATO AI BAMBINI
I RISULTATI DI UNO STIDIO GIAPPONESE.

L'asma? Puo' essere anche colpa di mamma. Una ricerca pubblicata su BioPsychoSocial Medicine carica di nuove responsabilita' il ruolo della donna di casa nell'evoluzione della malattia; non solo come principale responsabile dell'aderenza alle cure, ai controlli, ai consigli del medico, ma anche nei comportamenti e nella relazione di ogni giorno.
Uno studio giapponese ha seguito per un anno circa 220 madri di bambini dai 2 ai 12 anni di eta' che soffrivano di asma.
All'inizio del lavoro tutte le mamme sono state invitate a compilare un questionario che comprendeva domande sul loro grado di stress e su come cercavano di gestirlo, sul loro rapporto con i figli e le loro modalita' educative, sulla gravita' della condizione clinica del piccolo, su quanto ci si attenesse alle prescrizioni dei farmaci e alle raccomandazioni del medico. Dopo un anno, le donne sono state ricontattate, anche per sapere come andava la malattia del figlio, in relazione alla frequenza e all'intensita' degli attacchi. Dai risultati e' emerso che i comportamenti e gli stati d'animo piu' deleteri cambiano nettamente a seconda dell'eta': i piccoli sotto i sette anni risentono negativamente soprattutto degli stati d'animo di rabbia o irritazione della madre che perdurano nel tempo, indipendentemente dal fatto che essa li esprima apertamente o cerchi di reprimerli o nasconderli; l'asma dei piu' grandicelli invece tende a peggiorare per lo piu' in risposta ad atteggiamenti iperprotettivi. Al contrario, se la mamma pensa di piu' a se stessa, fino al punto da essere classificata come "egoista" nei test psicologici, i ragazzini tirano il fiato, e non solo metaforicamente.
Notiziario Minori Roma, 2 novembre 2010
TROPPO FLUORO? BAMBINI A RISCHIO FLUOROSI
ESPERTI: "EFFETTO FLUOROSI LIEVE POTREBBE ESSERE ANCHE POSITIVO"

Anche se i bambini assumono elevate qualita' di fluoro, che potrebbero provocare una fluorosi mite, questa non e' negativa e potrebbe avere anche effetti positivi. E' la conclusione a cui e' giunta una ricerca diretta da David G. Pendrys e pubblicata su "The Journal of the American Dental Association". Gli studiosi hanno iniziato il lavoro in conseguenza dei numerosi casi di fuorosi segnalti soprattutto dai media e che hanno suscitato sgomento e preoccupazione nell'opinione pubblica.
La fluorosi mite e' un problema caratterizzato da striature bianche o linee appena percettibili sullo smalto dei denti dei bambini. Alla sua origine, vi e' l'assunzione di elevate quantita' di fluoro, tramite cibi, bevande e supplementi, da parte di soggetti sensibili, cioe' bambini di eta' compresa tra i 3 ed i 36 mesi.Ma secondo Pendrys, autore della ricerca, "l'allarmismo e' fuori luogo". Quasi tutti i casi di fluorosi nei partecipanti allo studio, infatti, erano miti. "Una recente analisi degli effetti della fluorosi dentale lieve sulla salute orale - aggiunge lo studioso - e la correlata qualita' della vita, e' arrivata alla conclusione che l'effetto della fluorosi lieve non e' stato negativo e potrebbe anche essere favorevole".
Sulla base delle evidenze, i ricercatori concludono che, pesando vantaggi e svantaggi, "i bambini dovrebbero usare prodotti a base di fluoro, poiche' possono prevenire la carie e non influiscono negativamente sulla qualita' della vita".
Notiziario Minori Roma, 2 novembre 2010
AUMENTANO I CASI DI MUTISMO SELETTIVO
E FOBIA SCOLARE
CASTELBIANCO (IDO):
"ANSIA E STRESS ANCHE ALLE MEDIE E SUPERIORI"

Fra i minori, e in particolare nel mondo della scuola, aumentano i casi di mutismo selettivo e fobia scolare. A lanciare l'allarme e' Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva e direttore dell'Istituto di Ortofonologia (Ido) di Roma, commentando l'esito di una ricerca svolta proprio dall'istituto capitolino. "Il primo disturbo- spiega l'esperto- indica un bambino, intelligente, che si relaziona e parla solo con i familiari e che a scuola non dice una parola. Questa patologia, sebbene in aumento, presenta una possibilita' di recupero". Per quello che riguarda la fobia scolare, invece, Castelbianco evidenzia la differenza che si e' venuta a realizzare negli anni.
Mentre in passato, infatti, rappresentava una situazione rara e sporadica, ora e' diventata una tematica frequente. "In passato solo i bambini di prima, seconda e terza elementare- sottolinea lo psicoterapeuta- accusavano stress, vomito, ansia e comportamenti esagerati che impedivano l'accesso del bambino a scuola, con conseguenti lacune nell'apprendimento. Ora, in aggiunta ai bambini di questa eta', le fobie scolari si manifestano nella scuola media e superiore con conseguenze disastrose sul rendimento scolastico e quindi sul futuro lavorativo e di inserimento".
Dietro queste situazioni di ansia, stress, angoscia, forme di disturbi da attaccamento e depressione, secondo l'esperto c'e' un'insicurezza sociale. "E' questo l'aspetto piu' grave- avverte- perche' invece di passare da un'eta' immatura ad una piu' matura, conquistando equilibrio, nei giovani che crescono aumenta il disequilibrio nei rapporti personali e nella vita di societa'".
Notiziario Minori Roma, 2 novembre 2010
IL WEB È UNDER 10: IL 40% DEI BIMBI NAVIGA GIÀ
I RISULTATI DELLA RICERCA "BAMBINI E NUOVI MEDIA"

Anche i piu' piccoli navigano. Il 40% dei bambini ha cominciato a navigare a meno di dieci anni, il 30% sa gia' utilizzare il cellulare e il 16% e' iscritto a un social network anche se al di sotto dell'eta' minima richiesta. Sono alcuni dei dati rilevati da "Bambini e nuovi media", una ricerca svolta da People, societa' di ricerche di mercato di Milano, per Terre des Hommes con il contributo di Google, Vodafone Italia e Fondazione Ugo Bordoni.
La percentuale di bambini che utilizza i nuovi media cresce poi con l'andare dell'eta', anche se cambiano gli interessi.
Televisione e videogiochi sono inizialmente tra i preferiti dei giovanissimi, ma vengono poi successivamente sostituiti dal web e dagli aspetti sociali di Internet. L'accesso al mondo online normalmente viene piuttosto controllato dai genitori, molto piu' rispetto a quanto non avvenga ad esempio con televisione e videogiochi, ma non sempre mamma e papa' si ritengono in grado di poter proteggere i propri figli in una realta' a tutti gli effetti nuova anche per loro. Non mancano infine i piu' ottimisti che manifestano una certa ammirazione per le capacita' dei loro piccoli di destreggiarsi con le nuove tecnologie con una facilita' superiore a quella dei genitori.
Notiziario Minori Roma, 2 novembre 2010

sabato 30 ottobre 2010

BIMBI NORMOPESO?
PIU' FRUTTA E VERDURA IN GRAVIDANZA
I RISULTATI DI UNO STUDIO NEOZELANDESE

Gli alimenti a base vegetale fanno bene in tutte le fasi della vita, e possono migliorarla ancor prima che questa sia nata. Un recente studio, condotto in Nuova Zelanda da un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Auckland, ha infatti messo in luce un'altra virtu' di frutta e verdura (quest'ultima, se a foglia verde) ovvero la capacita', se consumate dalla futura mamma nel periodo che precede il concepimento, di prevenire il rischio di basso peso alla nascita.
Per i "nati piccoli per eta' gestazionale", cioe' i neonati il cui peso non raggiunge il decimo centile, la condizione e' solitamente causata da un ritardo di crescita intrauterino (IUGR), che puo' condurre a difficolta' d'alimentazione e di crescita di recupero, tanto piu' gravi quanto piu' precoce lo IUGR nel corso della gestazione.
L'equipe neozelandese, coordinata da Lesley McCowan, ha valutato i fattori di rischio e di protezione verso tale "piccolezza", comparando gli stili di vita pre-concezionali di un gruppo di mamme, fra cui 376 avevano dato alla luce bebe' troppo piccoli.
Dal confronto fra queste mamme e quelle che avevano partorito bimbi normopeso, e' emerso che l'abitudine ad uno scarso consumo di frutta (meno di una volta a settimana) nel periodo preconcezionale accresceva del doppio il rischio di nascite con basso peso per eta' gestazionale. Al contrario, per le consumatrici quotidiane di almeno tre porzioni di frutta o vegetali a foglia verde il rischio era ridotto del 50%.
Notiziario Minori Roma 30 ottobre 2010
ALUNNI STRANIERI:
RAGAZZE HANNO PIÙ SUCCESSO DEI MASCHI
RICERCA DELL'ISMU ALLE SCUOLE SECONDARIE.

Che le donne siano piu' brave nel lavoro e tra i banchi gia' si sa. E ora arriva un'ulteriore conferma dalle scuole lombarde, dove tra gli alunni stranieri le ragazze hanno piu' successo dei loro colleghi maschi. Alle scuole secondarie di II grado, infatti, il 71,2% delle studentesse viene promossa, i maschi si fermano al 60,6%.
Una ragazza su cinque, pero', avrebbe voluto iscriversi ad un'altra scuola, ma non l'ha fatto perche' non si sentiva all'altezza e per timore di incontrare problemi di lingua. È quanto emerge dalla ricerca "Alunni stranieri nella realta' lombarda" condotta da Ismu, Comitato Equilatero e Fondazione Cariplo, che viene presentata lunedi' 25 ottobre alle ore 15 in piazza Belgioioso 1 a Milano. "Alle superiori gli anni piu' difficili sono i primi - sottolinea Giorgia Papavero, ricercatrice dell'Ismu-, solo poco meno della meta' degli scrutinati maschi e 64 alunne su 100 vengono ammessi all'anno successivo". I dati sono riferiti all'anno scolastico 2007/2008. "Sono quelli piu' recenti forniti dal Ministero dell'Istruzione e da noi rielaborati", spiega Giorgia Papavero.
Gli stranieri che sedevano tra i banchi (dalla scuola di infanzia fino alle superiori) allora erano 137.485, di cui il 47% femmine.
Le piu' brave sono nei licei con un tasso di promozione del 79,7%, che scende al 71,6% negli istituti tecnici e al 67,1% nelle scuole professionali. Stesso trend per i ragazzi, ma con percentuali piu' basse: ai licei scientifici 77,1%, agli istituti tecnici 65,1% e alle scuole professionali 62,6%.
Molti studenti stranieri hanno navigato a vista nella scelta della scuola superiore. Il 40% di loro infatti ha ricevuto pochi o nessun aiuto da parte dei genitori o degli insegnanti. Quando cio' e' avvenuto, gli insegnanti hanno suggerito per oltre due terzi dei casi un istituto professionale o tecnico. Alle ragazze viene consigliato il liceo (29%) piu' spesso che ai maschi (16%).
Alle scuole medie la situazione e' migliore, ci sono piu' promossi (circa il 90%), ma comunque le ragazzine battono i maschietti. Nei tre anni di scuola secondaria di primo grado, le alunne promosse non scendono mai sotto il 93%, i maschi si aggirano invece intorno all'88%.
Notiziario Minori Roma 30 ottobre 2010
VIDEOGAMES, I RAGAZZI S'IDENTIFICANO NEI PERSONAGGI
RICERCA: LI VOGLIONO SEMPRE PIÙ "DA ADULTI".

 Passano circa un`ora al giorno in compagnia del videogioco che "troppo spesso" ha contenuti violenti. E sognano di diventare come il loro personaggio virtuale. E` quanto emerge da una ricerca realizzata da Adiconsum in collaborazione con l'Universita' `La Sapienza` e Save the Children, cofinanziato dalla Commissione Europea. Il questionario e' stato proposto a un migliaio di ragazzi, equamente divisi tra maschi e femmine, con un`eta' media tra i dieci e i dodici anni dal Nord al Sud del Paese. Dai risultati ottenuti emerge un profilo diverso dallo stereotipo del ragazzino solo davanti a uno schermo completamente estraniata dal mondo circostante. Si gioca in compagnia degli amici e se ne parla poi a scuola o con i membri del proprio gruppetto. Nella maggior parte dei casi, infatti, i ragazzi si fermano davanti al Pc o alla console per un'ora al giorno, solo un terzo dalle due alle quattro ore, ma tutti preferiscono i giochi di avventura o d`azione. A preoccupare sono pero' i contenuti troppo spesso violenti. La maggior parte dei ragazzi, circa il 42%, dichiara di ammirare i personaggi dei loro videogames, per il coraggio, la forza, per le abilita'. Inoltre il 46,70% confessa di voler essere come loro. Mentre solo il 26,40% ammette di usare frasi o gesti dei propri personaggi preferiti. Analizzando i contenuti presenti nei videogiochi piu' utilizzati dai preadolescenti e' emerso un quadro particolare: la maggior parte di loro utilizza videogiochi con contenuti "troppo spesso violenti" e quindi non adatti alla loro eta'. Questo aspetto puo' non essere preoccupante se si gioca insieme a un adulto. Diverso e', si legge nella ricerca, se i ragazzi fruiscono autonomamente di contenuti non adeguati alla loro eta'.
Entra in gioco quindi l'importanza del monitoraggio dei genitori.
Papa' e mamma nella maggior parte dei casi, circa il 62%, da' dei limiti di tempo per giocare e alcuni genitori (27,1%) guidano il figlio nell`acquisto del videogioco. Per quanto riguarda l`utilizzo delle diverse piattaforme, dai dati emerge che il 46% gioca con i videogiochi del PC, mentre il 27,4% usa la play-station e X-box. Solo l'11,2% gioca con il game-boy e la PSP. Alla console e alla televisione i ragazzini di oggi preferiscono pero' l`attivita' fisica. Oltre il 54% trascorrono il proprio tempo libero, dedicandosi allo sport, poco piu' del 13% ai videogame e nell`11% dei casi davanti al piccolo schermo.
Notiziario Minori Roma 30 ottobre 2010
FIGLI E MEDIA:
PER 72% GENITORI UN RAPPORTO DIFFICILE
CELLULARI E INTERNET CONSIDERATI UN SUPPORTO,
MA NON NE CAPISCONO

Il 72% dei genitori italiani fatica a gestire la relazione dei figli con i media anche se ormai cellulari e internet vengono considerati dalla maggioranza un valido supporto per tenersi in contatto e facilitare l'apprendimento dei bambini.
È quanto emerge dalla ricerca commissionata da Terres des hommes e presentata a Milano in occasione del "Child guardian award". La ricerca sottolinea che solo una minoranza di genitori (il 18%, gli "esperti") conosce le nuove tecnologie ed e' disposto a svolgere fino infondo il proprio ruolo educativo, attraverso regole chiare e semplici, con il dialogo e con la capacita' di affiancarsi ai propri figli. All'interno del restante 72% di genitori "non esperti" e' possibile riconoscere diverse tipologie di mamme e papa' alle prese con la tecnologia. Ci sono gli "ansiosi" (35%), coscienti di essere impreparati di fronte alla continua evoluzione tecnologica e che si rifugiano in divieti che pero', spesso, non riescono a motivare ne' a imporre. Poi ci sono i "compiaciuti" (26%) che si dimostrano orgogliosi del fatto che i figli sappiano utilizzare bene i nuovi media e considerano l'esposizione massiccia agli stimoli dei diversi apparecchi elettronici semplicemente come segno di intelligenza e autonomia. E non appare intenzionato a mettere freni alla dieta mediatica dei figli. Chiudono la classifica i "permissivi" (21%) che lasciano ai media il compito di balia.
Per quanto riguarda l'utilizzo dei nuovi media, i bambini sono sempre piu' precoci. Il 40% inizia a navigare su internet prima dei 10 anni e l'utilizzo dei social network (Facebook in testa) e' sempre piu' precoce: il 16% si e' iscritto addirittura prima dei 10 anni (l'eta' minima per farlo e' 13 anni). Sempre importante l'utilizzo del cellulare: il 78% ne ha uno di proprieta' e, fino ai 10 anni, spende fino a 5 euro al mese.
La relazione con i media pero' dipende dall'eta'. I bambini della fascia 8-10 anni prediligono mezzi "individuali" come videogiochi e la tv (il 72% dei figli tende a decidere in autonomia cosa guardare) mentre nella fascia 11-13 anni amano i mezzi che favoriscono la socializzazione. Come cellulari e social network.
La terza edizione del "Child guardian award" ha premiato le campagne tv di Banca Intesa - San Paolo e Moby, le campagne stampa e di affissione Nikon e Lufthansa e quelle di Dove, Mellin- Milupa e Nestle' nella categoria "web/altri mezzi". Sono state premiate per aver saputo offrire l'immagine piu' corretta dei bambini, coniugando il rispetto dei diritti dell'infanzia con un linguaggio comunicativo efficace.
Notiziario Minori Roma 30 ottobre 2010

venerdì 22 ottobre 2010

ALLARME IN AUTO: 6 SU 10 VIAGGIANO SENZA SICUREZZA
CAMPAGNA 'BIMBISICURAMENTE': SEGGIOLINO DIMENTICATO. MALE NAPOLI

In Italia, oltre 6 bambini su 10 viaggiano in auto senza alcun sistema di sicurezza. E' quanto emerge grazie a BimbiSicuramente, la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza dei bambini in auto promossa da Fiat e Acif (Associazione concessionari Fiat), con il patrocinio del ministero della Gioventu', giunta al suo terzo anno, che ha condotto un'indagine esplorativa sul territorio nazionale sull'uso del seggiolino in automobile. I dati sono allarmanti.
Attraverso centinaia di rilevazioni, viene fuori una situazione davvero inammissibile. Il 62,6% dei bambini viaggia in auto senza alcun sistema di sicurezza. Questo significa che solo il 37,4% dei genitori protegge i propri bambini mediante l'uso degli appositi seggiolini, i restanti non hanno a bordo il seggiolino o usa erroneamente la cintura di sicurezza dell'auto anche per i bambini sotto i 150 cm di altezza.Inoltre, e' stato osservato che il 32% circa dei conducenti non indossa la cintura di sicurezza. E circa il 50% dei conducenti che indossa la cintura non pensa alla sicurezza dei bimbi. Un dato che la dice lunga sulla consapevolezza che le famiglie hanno dei rischi a cui espongo i loro bambini durante il trasporto in auto. I dati sono stati rilevati in citta' 7 citta' campione (Bologna, Mestre, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino, per un totale di oltre 600 osservazioni) dagli osservatori di BimbiSicuramente che si sono posizionati davanti a scuole primarie e dell'infanzia per monitorare il comportamento dei genitori nei confronti dei figli trasportati in auto. Napoli in testa a questa classifica negativa, facendo registrare un 82,8% di bambini a rischio. I dati raccolti sono comunque incoraggianti, visto che il risultato e' migliore rispetto alla stessa rilevazione fatta nel 2009 (le citta' coinvolte erano 4), e questo, spiegano i responsabili della campagna, "grazie anche a BimbiSicuramente, che attraverso la campagna stampa ed il coinvolgimento fondamentale dei media, cerca di far parlare di questa tematica, in modo consapevole e responsabile". Allarmanti, o meglio disarmanti, le risposte raccolte dai "trasgressori" sul perche' non allacciano in propri figli agli appositi seggiolini: "Sono solo pochi minuti di viaggio"; "Non ho ancora acquistato il seggiolino"; "Ci vuole molto tempo per mettere il bambino nel seggiolino e non lo sopporta"; "Uso la cintura dell'auto perche' e' piu' comoda"; "In auto preferisco portare mio figlio in braccio". Tutte queste risposta fanno comprendere quanto ancora ci sia da lavorare in termini di sensibilizzazione e coinvolgimento delle famiglie stesse sul corretto utilizzo dell'automobile. Dati allarmanti che confermano le statistiche nazionali, secondo le quali gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i bambini dai 5 ai 14 anni. Gli ultimi dati (Aci-Istat 2009) dimostrano che la situazione e' drammatica: oltre 10.000 bambini all'anno sono coinvolti in incidenti stradali, praticamente 30 al giorno, e ogni tre giorni muore un bambino in auto.
Notiziario Minori 22 ottobre 2010
VIVERE IN COMUNITA': LA PAROLA AI RAGAZZI
A PADOVA I RISULTATI DEL PROGETTO CHE HA COINVOLTO 150 GIOVANI

Smettere di parlare dei ragazzi, facendo parlare loro per se' stessi: questo l'obiettivo del progetto "Vivere in comunita'" che ha favorito, nell'ultimo anno, il confronto tra 150 giovani temporaneamente ospitati in 41 comunita' venete, consentendo loro di prendere la parola e diventare protagonisti. Il risultato e' una pubblicazione, presentata questa mattina a Padova, nella quale sono raccolti i primi esiti di un lavoro pilota di riflessione che ha visto un team di facilitatori lavorare al fianco dei ragazzi, tutti di eta' compresa tra gli 11 e i 18 anni.
L'iniziativa, durata un anno, si proponeva di incentivare la narrazione di alcune esperienze, il racconto di aneddoti, emozioni, paure dei ragazzi e delle ragazze, dando loro, in generale, la possibilita' di esprimere il loro punto di vista sulle accoglienze e sulla loro esperienza di adolescenti. La prima fase del progetto si e' svolta nelle singole comunita' coinvolte: al racconto si e' affiancato un "gioco post-it", attraverso il quale i partecipanti hanno scritto o disegnato su un biglietto alcune parole chiave connesse alla propria esperienza. La fase 2 ha coinvolto due "portavoce" di ogni comunita' che hanno rappresentato i coetanei in eventi interprovinciali. Infine, il progetto e' culminato con la giornata del 23 gennaio scorso, nella prestigiosa sede del Palazzo del Bo all'Universita' di Padova.
"Con questo progetto - spiega il pubblico tutore dei minori del Veneto, Lucio Strumendo - abbiamo voluto interpellare direttamente i giovani per avviare una riflessione su come costruire processi reali, e non solo retorici, di partecipazione.
Ci interessava, in particolare, capire le opinioni dei ragazzi anche sul contesto in cui vivono". Soddisfatto anche Valerio Belotti, coordinatore del progetto e docente di Sociologia all'Universita' di Padova: "Si e' raccolto via via nei diversi incontri un interesse e un entusiasmo inaspettati da parte dei giovani. Questo soprattutto perche' si sono sentiti partecipanti costruttivi di un progetto universitario e della regione".
Ora che il progetto pilota e' arrivato alla fine, i promotori insistono sulla necessita' che gli venga data continuita', ma su questo aspetto non sono poche le preoccupazioni. Come spiega Belotti, "nonostante le rassicurazioni pubbliche delle autorita' regionali, il cambiamento di legislatura non ha permesso di dare continuita' a questa azione e attualmente si stanno cercando risorse anche in altre direzioni per proseguire il cammino intrapreso e onorare gli impegni presi con i partecipanti". E Strumendo conclude: "Ovviamente le difficolta' economiche di questo periodo rendono difficile continuare a promuovere iniziative di questo tipo". Il progetto e' stato realizzato dall'Ufficio del Pubblico Tutore dei minori, dalla direzione regionale Servizi Sociali, dall'Osservatorio regionale per le Nuove generazioni e la famiglia e dai coordinamenti degli enti gestori di comunita' della regione (Cnca, Cncm, Papa Giovanni XXIII).
Notiziario Minori 22 ottobre 2010
L'ALLERGIA NASCE IN CAMERA DA LETTO?
STUDIO SVEDESE PUBBLICATO SU 'PLOS ONE'

Alcuni composti chimici presenti nelle pareti o nei mobili delle camere da letto potrebbero favorire asma e riniti allergiche nei bambini. A rivelarlo e' una ricerca pubblicata sulla rivista medica 'PLoS One', secondo cui queste sostanze accrescerebbero il rischio di disturbi allergici nei piccoli fino al 180%.
Le sostanze chimiche sotto accusa sono i cosiddetti PEG (acronimo di polietilenglicoli), che includono il glicole polietilenico e il glicole etilenico. Si tratta di composti chimici usati come solventi nelle vernici e presenti anche in alcuni detergenti per la casa. "Lo studio ha dimostrato per la prima volta che la concentrazione di PEG nell'aria della camera da letto era legata a un incremento del rischio di asma, rinite ed eczema nei bambini", spiega l'autore dello studio Carl-Gustaf Bornehag della Karlstad University, in Svezia.
Nella ricerca, 198 bambini in eta' prescolare affetti da asma allergico o altre forme di allergia sono stati messi a confronto con 202 bambini perfettamente sani. I ricercatori hanno prelevato dei campioni di aria dalle camere da letto dei piccoli, analizzando l'eventuale presenza e la concentrazione di 8 diversi composti volatili, tra cui i PEG.
" L'incremento del rischio (di allergie) variava tra il 50 e il 180% - sostiene Bornehag. - E' risultato inoltre che una concentrazione piu' elevata di PEG nell'ambiente interno era associata alla presenza di anticorpi IgE contro gli allergeni del gatto, del cane e della polvere nei bambini". Questi composti nell'aria, quindi, potrebbero favorire diverse forme di reazione allergica nei bambini, non esclusivamente nei confronti di queste sostanze.
Il consiglio dei ricercatori e' quello di prestare attenzione ai detergenti che si usano nelle camere da letto, nonche' al tipo di vernice usato nell'imbiancatura: "Le nostre analisi -spiegano - hanno rivelato che l'uso di vernici idrosolubili nelle abitazioni, cosi' come i detergenti, e' associato a una concentrazione piu' elevata di PEG nell'aria."
Notiziario Minori 22 ottobre 2010
CITTÀ SENZA SPAZI, E I BAMBINI STANNO DAVANTI ALLA TV
SIP: "L'80% NON GIOCA PIÙ FUORI DI CASA"

Le citta' sono sempre meno a misura di bambino. Ne e' convinta la Sip, la Societa' italiana pediatri, in questi giorni in congresso nazionale a Roma (fino a sabato).
Secondo la Sip, infatti, "l'80% non gioca piu' fuori, scompare il tempo libero".
"Le citta' italiane- emerge ancora dal congresso- e specialmente le buone citta', fanno molto per i bambini: dedicano all'infanzia notevoli risorse economiche e umane, ma non rispondono alle esigenze delle bambine e dei bambini. La citta' prepara per i bambini spazi separati e specializzati come giardinetti, ludoteche, parchi tematici e tutte le proposte educative. Sempre spazi protetti e vigilati da adulti. La scuola occupa buona parte del tempo quotidiano con le ore di classe e con i compiti per casa. La famiglia impegna il tempo rimanente 'regalando' ai figli le scuole pomeridiane di sport, di lingua o di attivita' creative (ma sempre scuole). Il tempo che rimane viene trascorso davanti ad uno schermo". In altre parole nelle nostre citta' sta scomparendo il tempo libero e il gioco spontaneo, i bambini non si vedono piu' per strada. L'80% di essi non gioca piu' all'aria aperta. Ecco perche' occorre ripensare la politica delle citta', restituire ai bambini l.uso della citta' come spazio pubblico".
Notiziario Minori 22 ottobre 2010