martedì 21 dicembre 2010

TRA MUSICA E SPETTACOLI, ECCO ROMA CITTÀ
PER BAMBINI TUTTE LE INIZIATIVE ORGANIZZATE
DA ZETEMA PER I PIÙ PICCOLI
Roma diventa Citta' Natale e si prepara a riempire le sue piazze, le sue chiese e i suoi teatri di iniziative e incontri tutti dedicati alla tradizione natalizia. E Natale, si sa, e' da sempre la festa dei bambini, spettatori privilegiati di concerti e spettacoli organizzati da Zetema Progetto Cultura.
Si parte con la Christmas parade che portera' in piazza Anco Marzio fino al 9 gennaio canti di Natale, poesie in dialetto, folletti e renne magiche, mentre domani andra' in scena all'Auditorium Seraphicum 'Un Natale da favola', il concerto dedicato alle piu' celebri colonne sonore dei film di Walt Disney.
Il 25 dicembre alle 18.30 tutti a Cesano a cantare insieme ai Neri per caso che si esibiranno con un repertorio di canzoni natalizie. Ma l'appuntamento preferito dai bambini sara' il 27 dicembre a piazza di Porta San Giovanni per lo spettacolo 'Aspettando la Befana'. Questa volta i protagonisti saranno proprio i piu' piccoli affiancati da alcuni cantanti del programma televisivo 'Io canto' insieme a Fabio Puglisi e Andrea Bortoloni.
Dal 27 al 29 dicembre ecco una tre giorni a favore dell'ambiente con 'Roma, Natale verde', in programma al Technotown di Villa Torlonia per educare a un Natale ecosostenibile. I bambini dai 4 agli 11 anni potranno imparare a realizzare creazioni natalizie con materiale di riciclo e d'uso comune, mentre per i ragazzi piu' grandi la sera, sempre al Technotown, i Verderame in concerto presenteranno il loro nuovo album. Tra le iniziative organizzate nell'ambito di Roma citta' Natale, anche 'Buon Natale Italia', un concorso artistico natalizio per bambini, e 'Giochi di strada nelle piazze di Roma' previsto oggi, domani, il 23, 29 e 30 dicembre a piazza San Lorenzo in Lucina. Infine, a partire da oggi e fino al 9 gennaio tutta la citta' splendera' di 'Luci di Natale', opere d'arte fatte di luce che saranno esposte in tutte le piu' note piazze della citta' incanteranno grandi e piccoli.
Notiziario Minori, 21 dicembre 2010
REGALI DI NATALE, PEDIATRI: "SOLO 
QUELLI SICURI" 'ATTENTI AI REQUISITI 
DI SICUREZZA: SIGLA 'CE' E FASCIA D'ETÀ'
"Natale e' tempo di regali per i bambini, ma taluni giochi possono costituire un'insidia alla salute dei nostri piccoli. Alcune semplici regole ci aiutano a scegliere meglio i prodotti piu' idonei a garantire la sicurezza dei bimbi e ad evitare rischi". Cosi' Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp). "La scelta di un qualsiasi tipo di giocattolo non puo' innanzitutto prescindere dal requisito della sicurezza: occorre comprare articoli che siano in possesso degli standard previsti dalle normative europee e che rispettino parametri determinati- prosegue Mele- La legge tutela i consumatori e la sigla 'CE', obbligatoria in tutta Europa, indica che un prodotto e' in regola con la normativa vigente. Non solo. Anche altri indicatori, come la fascia di eta' presente nelle confezioni, vanno tenuti nel giusto conto per evitare spiacevoli conseguenze derivanti dal non corretto utilizzo dei giochi da parte dei bimbi".
"E' poi di fondamentale importanza- continua il presidente della Fimp- che i genitori stessi 'imparino' a giocare con i figli. Sia per favorire lo sviluppo cognitivo e relazionale del bambino sia per guidarlo nel corretto svolgimento dell'attivita' ludica".
Ogni anno, secondo quanto segnalato dalla Fimp, i maggiori rischi per la salute dei bambini legati al gioco sono determinati non solo da contusioni e traumi da caduta, ma anche da ferite causate da articoli taglienti o appuntiti, da ingestione di oggetti o parti di essi, da inalazione di sostanze pericolose e anche da reazioni allergiche dovute a materiali non a norma.
"Giocare- conclude Mele- e' un diritto dei bimbi, impegnamoci per evitare che si trasformi in un pericolo per la loro salute".
 Notiziario Minori, 21 dicembre 2010


CON L'ALLATTAMENTO AL SENO PIÙ BRAVI 
A SCUOLA SECONDO I RICERCATORI DELLA
UNIVERSITY OF WESTERN AUSTRALIA
Secondo i ricercatori della University of Western Australia guidati da Wendy Oddy, i bambini che vengono allattati al seno per almeno sei mesi crescono piu' intelligenti manifestano capacita' piu' spiccate in matematica, nella capacita' di leggere e nella scrittura fanno meno errori di ortografia. Una dato sorprendente che rende piu' concreto alcune tesi che hanno gia' trattato l'argomento.
L'effetto dell'allattamento al seno, in particolare, funziona nei maschietti piu' che sulle femminucce. Il motivo? Gli esperti sostengono che dipenda da un legame piu' forte che si instaura con la madre durante l'allattamento, a cui i figli maschi sono particolarmente legati. Inoltre, alcune sostanze presenti nel latte materno possono contribuire a sviluppare il cervello.
Per giungere a questo risultato, lo studio ha toccato oltre mille donne dalla 18 esima settimana di gravidanza. Sono state seguite per tutto l'iter della gestazione fino a giungere al decimo anno di vita. Hanno considerato anche elementi culturali della mamma e i relativi risultati scolastici del pupo.
Gli autori hanno spiegato che "l'allattamento al seno per almeno sei mesi e' significativamente associato a un aumento dei punteggi in matematica, lettura, scrittura e ortografia per i ragazzi, mentre nessun effetto e' stato visto sulle ragazze. In media i ragazzi sono meno bravi rispetto alle loro coetanee, ma i loro punteggi migliorano se sono stati allattati per sei mesi o piu'".
Notiziario Minori, 21 dicembre 2010
ADOLESCENTI, IL WEB E LA PERCEZIONE 
DELLA CRISI UNO SU QUATTRO SI RENDE
CONTO DEI PROBLEMI ECONOMICI

Uno su quattro usa il cellulare per oltre quattro ore al giorno, il 17% si innamora su Internet, uno su tre non ama leggere, quasi il 28% dichiara di bere superalcolici e il 17,6% pensa che non c'e' niente di male a ubriacarsi. È l'identikit dell'adolescente italiano secondo l'indagine condotta da Eurispes e Telefono Azzurro attraverso questionari somministrati a ragazzi tra i 12 e i 19 anni.
Dall'indagine emerge una fotografia a tutto campo, che prende in considerazione una molteplicita' di temi: dalla crisi economica ai rapporti in famiglia, passando per media e nuove tecnologie, tempo libero, comportamenti, alimentazione e rapporto con il proprio corpo.
I risultati dell'indagine evidenziano, innanzitutto, che piu' di un adolescente su quattro ritiene che la propria famiglia sia stata colpita dalla crisi economica, mentre una certa percentuale ha dichiarato di aver riscontrato difficolta' della famiglia ad arrivare alla fine del mese. In particolare circa uno su tre afferma che, negli ultimi mesi, in famiglia e' stata fatta piu' attenzione alle spese per cibo e vestiario, mentre sale la percentuale di coloro che indicano una diminuzione delle spese relative al tempo libero. Cio' nonostante la paghetta non risente della crisi e la quasi totalita' degli intervistati dispone settimanalmente di soldi. I maschi spendono soprattutto nelle uscite con gli amici, le femmine nello shopping, ma solo uno su 10 e' attento a risparmiare. In ogni caso il 10,6% del denaro viene speso per le ricariche telefoniche.
Notiziario Minori, 21 dicembre 2010
LA SINDROME DELL'OCCHIO PIGRO? SI CURA CON
L'AGOPUNTURA STUDIO DELL'UNIVERSITÀ DI HONG KONG
Quella dell'occhio pigro, e' una sindrome molto diffusa tra i bambini, che disturba soprattutto quando comincia la scuola. Tecnicamente si chiama ambliopia, ed e' un difettoso coordinamento occhi-cervello, a causa del quale un occhio si sobbarca il lavoro maggiore rispetto all'altro. Si riesce a correggere, ma spesso causando un grosso disagio al bambino, proprio in quanto costretto a tenere coperto l'occhio che ci vede meglio.
Tuttavia, dall'oriente arrivano confortanti notizie a proposito di una nuova tecnica molto efficace per superare questa sindrome.
In realta' si basa di una terapia antichissima: l'agopuntura. I ricercatori dell'Universita' di Hong Kong, coordinati dal dott. Jianhao Zaho, hanno effettuato degli studi su 88 bambini in eta' compresa tra i 7 e i 12 anni, affetti da ambliopia, e divisi in due gruppi.
Una parte del campione e' stata curata tradizionalmente con l'ausilio della benda cerottata e degli occhiali correttivi, e gli altri con sedute settimanali di agopuntura (5 giorni su 7) piu' le lenti correttive. Il tutto per un periodo di 25 settimane. Alla fine della terapia, e' risultato che 17 bambini su 43 che erano stati sottoposti ad agopuntura hanno risolto il loro problema visivo (41,5% del campione), contro i soli 7 pazienti su 45, curati con il cerotto (16,7%).
Alla luce di questi buoni risultati, anche qui in Italia, dove l'agopuntura, antica tecnica orientale che cura stimolando attraverso aghi sottilissimi i punti energetici del corpo, e' assai diffusa, potrebbe sperimentarsi una terapia di questo tipo contro la sindrome dell'occhio pigro. Gli aghi vengono sistemati in zone specifiche in contatto con gli organi interessati, in questo caso il viso, la testa, le mani e le gambe. I risultati dello studio cinese sono stati pubblicati sulla rivista Archives of Ophthalmology.
Notiziario Minori, 21 dicembre 2010
ABITUDINI ALIMENTARI, GENITORI NON INFLUENZANO 
I FIGLI I RISULTATI DI UNO STUDIO AMERICANO
Se i figli hanno cattive abitudini a tavola non sempre e' colpa dei genitori. I comportamenti alimentari di mamma e papa', infatti, influenzano poco quelli dei figli, condizionati piu' da altri fattori. E' quanto sostiene uno studio americano pubblicato sul "Journal Epidemiol Community Health", che ha indagato la formazione del gusto dei ragazzi, con l'obiettivo di individuare misure in grado di orientare a un'alimentazione piu' sana. L'equipe di Youfa Wang, dell'Universita' John Hopkins (Maryland, Usa), ha analizzato tutti gli studi pubblicati su questo tema dal 1980 al 2009, approfondendo il lavoro sulle 39 ricerche considerate piu' complete. I risultati dell'analisi hanno a sorpresa smentito l'idea che la famiglia sia il principale punto di riferimento dei ragazzi. A determinare il loro gusto, invece, contano piu' la scuola, gli amici, i cibi locali e persino le politiche alimentari dei governi e quelle che regolano le scelte delle mense scolastiche.
Notiziario Minori, 21 dicembre 2010
CAFFEINA, INFLUISCE SUL SONNO E COMPORTAMENTO
DIURNO STUDIO AMERICANO PUBBLICATO 
SU JOURNAL OF PEDIATRICS
Troppi bambini consumano caffe' o bevande a base di caffeina. La notizia arriva da una ricerca della University of Nebraska Medical Center e pubblicata su Journal of Pediatrics, che ha anche provato ad individuare le conseguenze per la salute dei piu' piccoli. I dati scientifici sul consumo di caffeina tra i piu' piccoli e gli effetti sulla loro salute sono abbastanza limitati, anche se l'assunzione di caffeina da parte dei bambini e' stata spesso additata come principale causa dei loro disturbi del sonno e della loro abitudine di fare la pipi' a letto. Secondo i ricercatori, circa il 75% dei bambini statunitensi assume caffeina e questa influisce in modo negativo sulla loro qualita' del sonno, in maniera proporzionale alla quantita' assunta.
Nello studio, William Warzak e i suoi colleghi, hanno chiesto ai genitori di 200 bambini di eta' compresa tra i 5 e i 12 anni di riferire quale fosse la quantita' di snack e bibite consumate di media dai bambini nell'arco della giornata. "Alcuni bambini di soli 5 anni consumavano l'equivalente di una bibita in lattina al giorno, talvolta contenente caffeina - spiega il ricercatore - I bambini tra gli 8 e i 12 anni consumavano una media di 109 mg al giorno (di caffeina), l'equivalente di quasi tre lattine di una bibita da 12 once (33 cl)".
Come risultato, piu' caffeina consumavano i bambini e peggiore era il loro sonno notturno. Tuttavia, "contrariamente al credo popolare, non era piu' probabile che i bambini facessero la pipi' a letto se consumavano caffeina, malgrado questa sia un diuretico", ha dichiarato il coautore dello studio Shelby Evans.
Secondo i ricercatori, e' molto importante che i genitori siano a conoscenza del fatto che alcune bevande che i bambini amano sono particolarmente ricche di questa sostanza, che puo' influire negativamente sul loro sonno e sul loro comportamento durante il giorno.
Notiziario Minori, 21 dicembre 2010
PREMATURI, MAMMA CANGURO MEGLIO 
DELL'INCUBATRICE EFFETTI POSITIVI 
DAL CONTATTO PROLUNGATO CON LA MAMMA
Era il 1978 a Bogota' in Colombia quando per far fronte all'esigenza di salvare dei bambini nati prematuri, in assenza delle adeguate apparecchiature - incubatrici - nasce il metodo della mamma canguro. Il contatto per molte ore tra la pelle della mamma e quella del bambino ha salvato e permesso di far crescere molti bambini che altrimenti non sarebbero sopravvissuti.
Se in quel contesto era un'esigenza dettata dall'assenza di attrezzature, oggi questo metodo si sta diffondendo in molti nostri ospedali e a livello internazionale. Le testimonianze a favore di questo metodo riportate su La Repubblica arrivano dall'Ospedale Sant'Anna di Torino, dall'Istituto Neonatologo Burlo Garofalo di Trieste e dal Bambin Gesu' di Roma.
Il metodo sembra portare effetti positivi anche quando sono i papa' ad applicarlo, unica controindicazione gli sbalzi di temperatura che provocano un eccesso di riscaldamento del bambino. Come funziona il metodo della mamma canguro? Alle mamme viene dato un badge per entrare in ospedale per tutto il tempo che desiderano. Stanno sedute su una poltrona reclinata per diverse ore con il loro bambino appoggiato sulla pelle vestito solo di un pannolino e con la schiena coperta con un lenzuolo.
Il contatto con la pelle della mamma ha effetti migliori anche sulla respirazione del prematuro.
Certo il bambino deve avere condizioni stabili per stare fuori dall'incubatrice. Questi bambini continuano comunque ad essere collegati con tutti i loro tubicini.
A testimoniare l'utilita' di questo metodo anche l'associazione Onlus Scricciolo, a Trieste, fondata nel 2007 da un gruppo di genitori che hanno vissuto l'esperienza di figli prematuri e che oggi svolgono un'attivita' di sostegno per quanti si trovano a vivere la stessa esperienza.
Non sono previsti tempi ed orari, le mamme possono decidere di stare con il figlio per quante ore desiderano. Tra gli effetti positivi di questo metodo anche lo stimolo per il bambino a succhiare il seno materno.
Notiziario Minori, 21 dicembre 2010
IN  GERMANIA  LA  PRIMA  SCUOLA
PLURICONFESSIONALE  EBREI, MUSULMANI E 
CRISTIANI CON ATTIVITA' DIDATTICHE CONDIVISE
Apre in Germania la prima scuola pluriconfessionale. Per il prossimo anno scolastico e' prevista, infatti, e nella prima fase solo per gli alunni della scuola primaria, un istituto aperto ad allievi di fede ebraica, musulmana e anche cristiana. L'iniziativa e' delle autorita' scolastiche di Osnabrück, in Bassa Sassonia, e consentira' la frequenza degli alunni secondo accordi comuni dei responsabili delle rispettive comunita' religiose: la diocesi cristiana, la comunita' ebraica e l'associazione locale dei musulmani. I programmi, secondo quanto riportato sul sito tuttoscuola.com, prevedono la reciproca conoscenza delle caratteristiche religiose e culturali delle diverse fedi e attivita' didattiche condivise da tutti gli allievi.
Una commissione interconfessionale e' gia' al lavoro per definire nel dettaglio il progetto operativo.

Notiziario Minori, 21 dicembre 2010

martedì 14 dicembre 2010

MINORI.IN ITALIA TRIPLICATI QUELLI
IMMIGRATI RAPPORTO ISMU: 295 MILA 
NEL 2001, 941 MILA NEL DICEMBRE 2009
Triplicata la presenza di minori stranieri in Italia: da 295 mila unita' nel 2001 a 941mila al 31 dicembre 2009, piu' della meta' (581mila) sono nati in Italia. È quanto emerge dal XVI rapporto Ismu, presentato a Milano. Secondo gli ultimi dati Istat, relativi al 1^ gennaio 2009, il numero complessivo di minori stranieri presenti in Italia erano 862mila (con un aumento di 102mila unita' rispetto al 1° gennaio 2008): quasi i 2/3 di questo incremento sono determinati da bambini nati nel nostro Paese da genitori entrambi stranieri. "Si tratta di un contributo importante alla vitalita' demografica del nostro Paese, ma non risolutivo per invertire la tendenza al calo della natalita' in Italia", commenta il demografo Gian Carlo Blangiardo.
Il tasso di fecondita' delle donne straniere che vivono in Italia, e in modo particolare nelle grandi citta', sta diventando sempre piu' simile a quello delle italiane: si e' passati infatti da 2,5 figli per donna nel 2006 a 2,05 figli per donna nel 2009.
I valori si abbassano ancor di piu' nelle grandi citta' come Milano e Palermo (1,5), Roma (1,3), Napoli (1,2), dove il numero medio di figli per donna non raggiunge neppure tra le straniere il livello di ricambio generazionale. "Paradossalmente, proprio nelle grandi citta' del Sud il tasso di fecondita' delle donne straniere e' piu' basso", conclude Blangiardo.
Nel 2009 in Italia sono nati 74mila bambini stranieri. "Resta comunque alta la quota di minorenni che sono arrivati nel nostro Paese per ricongiungersi con i genitori", puntualizza Blangiardo.
Nel 2009, infatti, sono state presentate 71mila domande di ricongiungimento familiare, per un totale di 190mila persone.
"Per il 60% si tratta dei figli degli immigrati che vivono qui- spiega Bangiardo-. Nel 30% dei casi si tratta del coniuge".
Notiziario Minori, 14 dicembre 2010
ARRIVA LA "GUIDA AI FILM PER RAGAZZI"
OLTRE 700 SCHEDE E 200 FOTO PER 
CREARE PERCORSI CINEMATOGRAFICI
Una guida al cinema che parla il linguaggio dei ragazzi, con competenza, divertimento, precisione e passione e che puo' essere una preziosa alleata nella formazione dello sguardo di futuri spettatori. E' l'idea della 'Guida ai film per ragazzi' (Editrice Il Castoro), compilata da Michele Ravasio, Mattia Mariotti, Francesco Zurlo con Barbata Sorrentini e Orietta Mizzoni, frutto di un intenso lavoro redazionale durato tre anni. Si tratta di una guida ragionata, ricca di informazioni e curiosita', coloratissima e scritta con un linguaggio adatto ai piu' piccoli.
Uno strumento prezioso per orientarsi nell'universo del cinema per ragazzi. La Guida passa in rassegna oltre 700 schede di film disponibili sul mercato, reperibili in DVD, tutti regolarmente passati dalle sale cinematografiche. Uno strumento destinato a bambini e ragazzi (da 0 a 14 anni) - per la semplicita' di lettura e la grafica -, e a quei genitori che hanno bisogno di orientarsi nelle scelte, agli insegnanti che vogliono creare dei percorsi didattici e a tutti gli operatori che cercano una guida nel mare dei film per ragazzi.
La guida e' corredata da oltre 200 fotografie su 520 pagine ed e' uno strumento utile per costruire dei veri e propri percorsi tematici all'interno della cinematografia per ragazzi.
In ogni scheda di un film, infatti, oltre ai dati tecnici, sono indicate le principali categorie tematiche di riferimento, il genere e il suggerimento sull'eta' ideale dello spettatore.
Ogni scheda, inoltre, riporta anche la dicitura: "Se ti piace vedi anche", con cui si consigliano alcuni titoli che potrebbero essere apprezzati da chi ha amato un determinato film. Si tratta, pero', di consigli talvolta anche poco prevedibili, in grado magari di allargare un po' gli orizzonti pur rimanendo in territori contenutistici e/o formali simili.
Notiziario Minori, 14 dicembre 2010
PARTO NATURALE E I NEONATI SONO
PIU' AGITATI GLI STUDIOSI: "COLPA ALTI 
LIVELLI DELL'ORMONE DELLO STRESS"
I bambini nati con il cesareo sono piu' calmi di quelli nati con il parto naturale. La notizia arriva dallo studio condotto su 4000 bambini, pubblicato dalla rivista BJOG, "An International Journal of Obstetrics and Gynaecology". Gli autori dell ricerca, portato avanti nell'Institute of Reproductive and Child Health di Pechino, sono arrivati a questa conclusione intervistando i genitori di bambini in eta' prescolare, ponendo domande sul comportamento dei figli e incrociando le risposte con il metodo di nascita. E' risultato che i nati con il parto naturale sono bimbi piu' agitati di quelli messi al mondo con il cesareo. Ma gli effetti piu' evidenti sono stati rilevati per i figli avuti tramite parto naturale assistito dal forcipe.
La spiegazione di queste differenze comportamentali potrebbe risiedere nei livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, che sono elevati nei bambini nati naturalmente, e che restano tali per almeno otto settimane, contribuendo a modificare lo sviluppo cerebrale del neonato. Secondo gli esperti, infatti, "un alto livello di cortisolo alla nascita e' anche legato a un maggior rischio di problemi psicologici nell'infanzia".
Notiziario Minori, 14 dicembre 2010
TAPPETTINI E PUZZLE, ANCHE IN FRANCIA 
DIVIETO IN VISTA COLPA DELLA 
FORMAMMIDE PRESENTE NEI PRODOTTI
Anche la Francia potrebbe mettere al bando tappetini e puzzle di gomma usati per far gattonare i bambini. Dopo il Belgio, anche le autorita' d'oltralpe decidono di vederci chiaro sulla possibile presenza, in questi oggetti, di formammide, sostanza tossica e cancerogena.
I tappetini, composti da diverse parti di colori differenti, sono fabbricati con un materiale plastico simile a quello utilizzato nelle palestre. La formammide, presente nella maggioranza di questi prodotti, si utilizza per renderli piu' morbidi. Ma questa sostanza se inalata o ingerita e' irritante per gli occhi e per la pelle, oltre ad essere cancerogena sul lungo periodo. La decisione del Belgio sembra anticipare solo un'indicazione della Ue che, a partire dal 2013, bandira' definitivamente la formammide in tutti i Paesi.
Notiziario Minori, 14 dicembre 2010

sabato 11 dicembre 2010

SCUOLA, L'85% DEI PROF ORGOGLIOSI DI INSEGNARE 
STUDIO CISL: MA IL 75% BOCCIA GELMINI
Lamentano paghe troppo basse, poco riconoscimento sociale e la difficolta' di lavorare in strutture inadeguate con mezzi spesso scarsi. Ma restano orgogliosi della loro professione. Non si rassegnano gli insegnanti italiani: l'85% di loro ama il proprio lavoro ed e' soddisfatto di stare in cattedra. E piu' del 60% e' pronto a farsi mettere i voti, a farsi valutare. Negativo, invece, il giudizio sulla riforma Gelmini, che incassa una sonora bocciatura dal 75% dei docenti. A scattare la fotografia del corpo docenti e' una ricerca che la Swg ha condotto per conto della Cisl Scuola dal titolo, presentata oggi a Roma, dal titolo 'Energie per il domani. La scuola italiana: valori e consapevolezza a servizio dei giovani e del paese'.
L'ORGOGLIO DI STARE IN CATTEDRA - I prof non mollano, sono consapevoli del loro ruolo sociale. Anche per questo, nonostante i tagli e le paghe basse, l'85% di loro si dice orgoglioso di stare in cattedra. Sono soprattutto i piu' anziani ad avere un forte senso di appartenenza. I piu' giovani soffrono un po' a causa della precarieta'. Davanti al cambiamento e all'innovazione non tutti sono pronti a buttarsi a capofitto: il 23% dei docenti e' 'tenace e virtuoso' e pronto a lanciarsi, il 26% resta 'timoroso', il 30% e' 'conservatore', i 'disincantati', secondo lo studio, sono il 21%. Quanto al rapporto con i giovani, solo il 46% (59% nel Nordest) dei docenti crede nelle capacita' e nella forza delle nuove generazioni. I ragazzi sono percepiti come fragili, disorientati e impacciati. Ma la scuola e' pronta a rimboccarsi le maniche per aiutarli. La nota dolente e', pero', la busta paga: per il 51% e' insufficiente. Manca, poi, il giusto riconoscimento sociale. E, secondo il 27% dei prof, scarseggiano i mezzi e le strutture.
RIFORMA KO, 75% LA BOCCIA - Giudizio nettamente insufficiente per il ministro Gelmini che incassa un voto medio di 3,6. Ben il 75% dei prof intervistati la boccia perche' "mette a repentaglio la qualita' dell'offerta formativa". I motivi della bocciatura? Per il 72% dei docenti le classi sono troppo numerose, il 54% boccia il maestro unico alle elementari, il 31% non ha apprezzato la riforma delle superiori. I tagli sono aspramente criticati.
ANCHE I PROF VOGLIONO LA PAGELLA - Il 66% degli intervistati vuole l'introduzione della valutazione mentre solo il 26% e' contrario. Sei docenti su dieci vedono di buon occhio l'idea di legare la loro carriera a sistemi che consentano a chi fa piu' dell'ordinario di emergere. Il 56% e' d'accordo anche a dare stipendi piu' alti ai meritevoli. Ma non mancano alcune riserve: non convince l'introduzione di meccanismi competitivi fra scuole per migliorare la qualita' del sistema educativo.
Notiziario Minori, 11 dicembre 2010
PARACETAMOLO, CON USO PRECOCE CAUSA 
ALLERGIE E ASMA STUDIO DELL'OTAGO UNIVERSITY 
DI WELLINGTON, IN NUOVA ZELANDA
Il paracetamolo, farmaco analgesico e antipiretico diffusissimo, conosciuto in Italia non tanto per il nome della sostanza ma per i nomi commerciali dei farmaci che lo contengono, circa 120 diversi farmaci, come la Tachipirina, l'Efferalgan, lo Zerinol, il Tachifudec, la Neocibalgina, il Buscopan, l'Actigrip ecc., secondo una ricerca dell'Otago University di Wellington, in Nuova Zelanda, condotta su 1500 bambini e pubblicata sulla rivista Clinical and Experimental Allergy, potrebbe essere causa dell'insorgenza di allergie e asma, soprattutto nei bambini che abbiano assunto la sostanza nei primi 15 mesi di vita.
L'autore dello studio, Julian Crane, ha dichiarato: "I bambini che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto 15 mesi, cioe' il 90% del campione monitorato, hanno il triplo di probabilita' in piu' di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di probabilita' in piu' di sviluppare sintomi come l'asma verso i 6 anni. Le cause che legano il farmaco all'insorgenza di questi effetti collaterali, non sono ancora chiare e serviranno altre ricerche per far luce su questo aspetto. Inoltre, il paracetamolo, presente in molti farmaci per la cura del raffreddore e della tosse, e' stato dato molto liberamente ai bambini piccoli".
Per verificare gli effetti del farmaco sulla salute dei piu' piccoli, l'equipe neozelandese ha preso in esame quasi 1.500 bambini. Per farlo hanno reclutato, tra il 1997 e il 2001, 1.105 donne in gravidanza in due centri della Nuova Zelanda, Christchurch e Wellington. Una volta nati, i loro figli sono stati controllati a tre mesi, a 15 mesi ed a sei anni di eta'. Le mamme, di volta in volta, compilavano questionari in cui rispondevano a domande sul consumo di paracetamolo e sulla prevalenza dei sintomi dell'allergia quali respiro sibilante, febbre da fieno, rinite ed eczemi, asma ed eruzioni cutanee.
Quando i bambini hanno compiuto sei anni, i ricercatori li hanno sottoposti a test cutaneo per valutare la loro sensibilita' ad alcuni dei principali allergeni locali: erba di segale, latte di vacca, peli di gatto, cane e crine di cavallo. Hanno raccolto dei campioni di sangue e hanno analizzato la presenza degli anticorpi IgE, quelli che aumentano in presenza di allergia.

Notiziario Minori, 11 dicembre 2010
MAMME AL CELLULARE, BIMBI CON PROBLEMI 
COMPORTAMENTALI STUDIO DELLA UNIVERSITY 
OF CALIFORNIA DI LOS ANGELES
Un gruppo di ricercatori guidato dal Dott. Leeka Kheifets, epidemiologo presso la University of California di Los Angeles, afferma di aver trovato la prova che quando le donne in gravidanza li usano regolarmente, i loro figli hanno piu' probabilita' di avere problemi comportamentali. Lo studio non dimostra che l'uso del cellulare e' causa di questi problemi ma i ricercatori affermano che sarebbe interessante approfondirne i risultati.
Kheifets e il suo team hanno esaminato i dati provenienti da un campione di 28.000 bambini di 7 anni e delle loro madri che hanno preso parte ad uno studio danese che ha monitorato 100.000 donne che erano incinte tra il 1996 e il 2002.
Le madri di circa il 3 per cento dei bambini hanno dichiarato che i loro figli hanno problemi di comportamento cosiddetti "borderline" mentre un altro 3 per cento ha rilevato un comportamento anomalo, quali obbedienza o problemi emozionali.
Notiziario Minori, 11 dicembre 2010
I VIDEOGAMES NON FANNO MALE,
MA SOLO AI MASCHI MENTRE PREDISPONGONO 
LE RAGAZZE AD ATTEGGIAMENTI VIOLENTI
Se i vostri figli adolescenti vi hanno chiesto dei videogiochi come regalo di Natale, e voi siete restii perche' pensate che siano dannosi, ebbene, dovrete ricredervi, ma con delle riserve. I videogiochi non fanno male, non inducono all'abuso di alcool e sigarette, non danno dipendenza, non incitano alla violenzaà i figli maschi.
Ovvero, ritorna l'annosa questione dei giochi di "genere".
Ebbene, stavolta la fonte e', pero', piuttosto autorevole:
nientemeno che la prestigiosa Universita' di Yale, la quale si e' incaricata di monitorare 4018 teenagers, sia maschi che femmine, tra i 14 e i 18 anni, soliti dilettarsi con costanza ai videogiochi.
Il risultato di questa indagine statistica, pubblicato sulla rivista Pediatrics, ha evidenziato come solo il 5% circa dei giovani sia a rischio di sviluppare una forma di dipendenza da videogioco. Il restante 95%, non ne risente in alcun modo e, anzi, giocare alla playstation&co allontanerebbe da ben piu' pericolose abitudini, quali il fumo e la cannabis. L'unico problema in questo quadro confortante, e' che interessa i giocatori maschi.
Per quanto riguarda le ragazze campionate, invece, non solo l'attivita' ludica considerata non avrebbe effetti deterrenti sull'inclinazione al fumo, ma, in piu', predisporrebbe le giovani ad assumere atteggiamenti violenti e prevaricatori. In definitiva, i videogiochi non sono adatti alle bimbe. O meglio, un uso moderato non produce effetti di rilievo (anche se lo studio americano parla di un aumentato consumo di caffe' per entrambi), ma l'abuso, invece, avrebbe appunto una conseguenza sull'aggressivita' femminile.
Notiziario Minori, 11 dicembre 2010

martedì 7 dicembre 2010

LO SBADIGLIO È CONTAGIOSO, MA NON PER I 
NEONATI STUDIO DELLA UNIVERSITÀ DI STIRLING
Lo sbadiglio e' contagioso, ma non per i neonati. Almeno secondo un nuovo studio della Universita' di Stirling. Lo studio e' stato suddiviso in due parti. Nella prima fase e' stato chiesto alle neomamme di registrare quante volte il loro bambino sbadigliava.
Dai dati raccolti si e' potuto stabilire che in media, i neonati di eta' compresa tra i 6 e i 34 mesi, sbadigliavano due volte al giorno. Questo poi accadeva appena dopo il risveglio al mattino o dopo il sonnellino durante la giornata.
Una media sostanzialmente bassa, se paragonata a quella di un adulto, che si attesta a circa sette/nove volte al giorno.
Alla domanda se avevano notato qualche sbadiglio fatto dopo che qualcun altro aveva sbadigliato, le mamme hanno riferito di non aver riscontrato alcun sbadiglio "da contagio".
Nella seconda fase dello studio sono stati reclutati altri bambini di eta' media di due anni e, insieme ai neonati di prima, gli sono stati mostrati dei video in cui vi erano altri bambini.
Di questi alcuni sbadigliavano e altri no.
Alla fine delle proiezioni, solo 3 dei 22 bambini partecipanti al test ha sbadigliato dopo aver visto un altro bambino sbadigliare nel video.
Notiziario Minori, 7 dicembre 2010
VISITE AI MUSEI? NIENTE SPIEGAZIONI 
DAI DOCENTI E'ACCADUTO AD ASSISI E
DENUNCIATO DA TUTTOSCUOLA.COM
I turisti che dall'Italia si recano in Egitto sanno che le spiegazioni su piramidi, faraoni, mummie e tombe possono essere fornite solamente da guide egiziane autorizzate, tant'e' che, come capita a comitive italiane con guida al seguito, le autorita' locali impediscono l'impiego dell'esperto portato da casa. Si tratta di un monopolio discutibile, frutto probabilmente della politica di controllo e valorizzazione dei beni dell'antico Egitto da parte del famoso plenipotenziario dr. Zahi Hawass, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichita' (SCA).
Ma che l'obbligo di utilizzare solamente guide autorizzate ci fosse anche in Italia e' davvero sorprendente, tanto piu' se il divieto colpisce i docenti accompagnatori di scolaresche.
È capitato nei giorni scorsi ad una classe di una scuola media romana in visita alla Basilica di Assisi. Quando l'insegnante, all'interno della Basilica quasi deserta, ha cominciato ad illustrare ai propri alunni gli affreschi di Giotto e altri aspetti artistici del luogo sacro, e' stata avvicinata dai custodi e invitata a sospendere la sua spiegazioni. Alle proteste dell'insegnante che precisava di parlare ai propri alunni, continuando le informazioni gia' fornite in classe, i custodi sono stati fermi e irremovibili, invitando l'insegnante a sospendere qualsiasi spiegazione non consentita e, se credeva, di avvalersi soltanto delle guide autorizzate oppure delle audio guide fornite, a pagamento, all'ingresso della Basilica.
Ovviamente l'insegnante ha rifiutato.
"Temiamo che l'episodio non sia un caso isolato - scrive tuttoscuola.com sul proprio sito - e che simili immotivati e non accettabili divieti nei confronti di comitive scolastiche, che si avvalgono del proprio insegnante come guida, vengano imposti in altri luoghi di interesse artistico a Roma, Pompei o Firenze.Ci piacerebbe sapere - conclude la nota - cosa ne pensano i ministri dei Beni Culturali e dell'Istruzione, che spesso esortano ad una maggiore attenzione e impegno della scuola e dei docenti per i viaggi di istruzione".
Notiziario Minori, 7 dicembre 2010
INFLUENZA, FIMP: "I BIMBI PIU' COLPITI"
OLTRE H1N1, ARRIVANO ALTRI DUE VIRUS
DI ORIGINE AUSTRALIANA
"Anche quest'anno l'influenza stagionale rischia di mettere a letto molte persone.
Le stime parlano di un numero compreso tra i 2 e i 5 milioni di italiani che verranno colpiti dai virus influenzali. Oltre agli anziani, la fascia d'eta' piu' a rischio e' quella pediatrica, che va da 0 a 14 anni. Vaccini, antipiretici e antinfiammatori sono le 'armi' di cui tradizionalmente disponiamo contro questo male di stagione, ma anche alcune semplici regole di condotta possono aiutarci a combattere nel migliore dei modi l'influenza".
Cosi' Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp). "Sappiamo che quest'anno circoleranno tre virus.
Oltre all'ormai noto virus 'pandemico' H1N1, ce ne saranno due stagionali di origine australiana. Virus che sono comunque coperti dall'attuale vaccino antinfluenzale. Cio' che manca semmai - prosegue Mele - e' un messaggio adeguato circa l'opportunita' della vaccinazione per proteggere anche i nostri bambini. Per ottenere un'efficace protezione contro l'influenza occorrerebbe infatti somministrare il vaccino a tutti i bambini e non solo a quelli che soffrono di malattie croniche, ai quali viene offerto gratuitamente". Quanto ai consigli del pediatra per superare il periodo influenzale, il presidente della Fimp ricorda che "la terapia dell'influenza e' sintomatica e, in particolare, prevede gli antipiretici. L'antibiotico si potra' rendere utile solo in una seconda fase, qualora cioe' si verificassero delle complicazioni, ad esempio alla vie respiratorie del bambino.
Durante il periodo invernale - continua Mele - e' meglio evitare di stare troppo a lungo in luoghi chiusi affollati e occorre arieggiare regolarmente i locali in cui si soggiorna. Anche un semplice gesto quotidiano come il lavarsi spesso le mani puo' risultare efficace per prevenire l'influenza stagionale. In caso di influenza invece - conclude il numero uno della Fimp - e' bene che i bimbi stiano a casa da scuola a riposarsi per recuperare le energie e che seguano una dieta adeguata, cioe' leggera e con molti liquidi che aiutano a riequilibrare la perdita degli stessi causata dall'alta temperatura data dalla febbre".
Notiziario Minori, 7 dicembre 2010