venerdì 4 febbraio 2011

SEDENTARIETÀ E ABITUDINI ALIMENTARI NEMICI
DEI   BAMBINI   VERDURE   RIFIUTATE    A  TAVOLA, 
MA   I   PRODOTTI   MENO   SANI   NON  SFONDANO
Pane, pasta, riso , carne sono gli alimenti preferiti dai bambini e ragazzi del Lazio, che non gradiscono, pero', proprio i cibi piu' raccomandati dagli esperti, ossia pesce, legumi e verdure, queste ultime in assoluto le piu' rifiutate a tavola (29%). Per fortuna, prodotti "meno sani" come bevande zuccherate, caramelle e fritti, non rientrano mai, o quasi, nella dieta delle giovani generazioni. Sono alcune delle conclusioni a cui e' giunta l'indagine sullo stile alimentare dei bambini della Regione Lazio, presentata dal Movimento Difesa del Cittadino Lazio, nell'ambito del "Workshop Bimbi InForma. La prevenzione dell'obesita' in eta' scolare" a cui hanno partecipato esperti e specialisti del settore.
La ricerca, realizzata nell'ambito del progetto Bimbi InForma (www.mdclazio.it/bimbiinforma) grazie al contributo della regione Lazio (Programma Utenti e Consumatori 2009), oltre alle preferenze a tavola dei ragazzi laziali con un'eta' compresa fra i 6 e i 13 anni, ha indagato: le abitudini di spesa alimentare delle famiglie, per le quali emerge positivamente un alto consumo di prodotti freschi da cucinare a scapito di quelli gia' pronti; l'influenza della televisione e la pratica dell'attivita' fisica: il risultato positivo e' che oltre l'80% dei bambini pratica uno sport, ma molto tempo viene anche dedicato al gioco con la playstation, il computer, il game boy e alla televisione, e soprattutto nei fine settimana! Tra i risultati dell'indagine, spicca poi il dato per cui ben il 54% dei bambini ha la televisione in camera, ma anche il fatto che circa il 60% dei genitori vorrebbe il divieto degli spot di alimenti diretti ai bambini, dando quindi un peso importante all'influenza del piccolo schermo sui bambini. Oltre a chiedere meno televisione, i genitori lamentano la mancanza di tempo da dedicare ai propri figli, a causa dei rimi frenetici imposti dalle esigenze lavorative e amplificati nelle grandi citta' come Roma. E anche se i genitori avessero tempo, non saprebbero dove portare i loro figli, visto che sono sempre meno le aree verdi corredate da aria pulita.
"Per prevenire l'obesita', - spiega, infatti, Livia Zollo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino Lazio - non basta soltanto mangiare sano, ma anche muoversi molto e fare tanta attivita' fisica. Si puo' agire su molti fronti per migliorare lo stile di vita dei bambini e delle famiglie: com'e' emerso dai focus group, organizzati nell'ambito di questo progetto con esperti del settore e genitori, l'integrazione di iniziative comuni tra la famiglia e la scuola e' uno dei campi d'azione principali su cui lavorare: la scuola, infatti, riveste uno dei ruoli piu' importanti nell'educazione, dopo quello dei genitori, perche' il bambino ci passa la maggior parte del tempo, socializzando con i coetanei e ispirandosi a modelli di comportamento. Concordiamo, infine, con la posizione dei genitori di limitare la quantita' di spot pubblicitari di alimenti diretti ai bambini durante tutte le fasce orarie tv".
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
BAMBINI NEL LAZIO VOGLIONO PASTA-PANE-
CARNE E... TV IL 54% DEI PICCOLI HA LA TELE
IN   CAMERA,   L'80%   PRATICA   UNO   SPORT
Pane, pasta, riso e carne sono gli alimenti preferiti dai giovani del Lazio secondo quanto indicato dai loro genitori. In particolare, i cereali sono scelti dal 47% del campione, seguiti dalla carne (25%) e legumi (16%). E' quanto emerge dall'indagine sullo stile alimentare dei bambini della regione Lazio, presentata questa mattina dal Movimento Difesa del Cittadino Lazio, nell'ambito del 'Workshop Bimbi InForma'.
Sorprende positivamente il fatto che oltre la meta' del campione (50,8%) consumi legumi 1-3 volte a settimana ma si evidenzia negativamente un consumo nullo per oltre un terzo delle famiglie intervistate. Discorso simile nel caso della frutta: pur essendo al quarto posto a pari merito con i legumi tra i cibi preferiti, ben il 12,8% non la consuma mai e oltre il 18,2% solo 1-3 volte a settimana. Come accennato, purtroppo la verdura e gli ortaggi occupano solo la nona posizione con una preferenza pari al 7%. Valore confermato dai risultati alla domanda 'Vostro figlio/a che cosa rifiuta soprattutto di mangiare?', dove rappresenta il cibo piu' rifiutato.
Anche il pesce non e' gradito sulle tavole delle giovani generazioni, sebbene un 57% afferma di mangiarne 1-3 volte la settimana. Per quanto riguarda i prodotti ad alto contenuto calorico, ricchi di additivi o grassi ma di scarso valore nutrizionale, la situazione appare positiva. Sia per le bevande zuccherate, che per le caramelle o lecca lecca che per i fritti, le percentuali di frequenza di consumo maggiori si riscontrano per la risposta 'mai' o per un uso non giornaliero pari a 1 o 3 volte la settimana.
Accanto alle scorpacciate a tavola non mancano quelle di tv.
Sebbene una notevole fetta del campione si posizioni sotto le 2 ore di fruizione (ben il 71% nei feriali considerando che il 5% non la guarda affatto), il dato sconcertante e' che circa un terzo dei genitori dichiara che i loro ragazzi passano piu' di 2 ore o piu' di 4 ore (4% nei giorni feriali e 15% nel week-end) davanti al teleschermo. Nel week-end i dati peggiorano:il 48% degli intervistati ha affermato che i propri figli guardano la tv piu' di 2 ore al giorno. D'altra parte oltre la meta' del campione (54%) ha la tv in camera. A questo punto quale l'influenza di 'mamma tv'? Il 16% ha risposto di non chiedere 'mai' i cibi reclamizzati e circa il 70% 'raramente' o 'qualche volta'. Ma anche di fronte alle richieste piu' pressanti i genitori del Lazio sembrano essere giustamente severi: circa il 20% non accontenta 'mai' queste richieste, il 66% 'raramente' o 'qualche volta', il 10% 'spesso' e solo il 2% 'sempre'.
Per quanto riguarda le abitudini di spesa alimentare delle famiglie intervistate, emerge un alto consumo di prodotti freschi da cucinare a scapito di zuppe pronte, succhi preparati o altri piatti pronti. Il biologico stenta invece ad affermarsi: la variabile piu' scelta e' 'qualche volta' (41%) mentre un buon 35% ha risposto 'mai' o 'raramente'.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
BAMBINI   IPERATTIVI,    RELAZIONE    CON ALLERGIE 
ALIMENTARI? I RISULTATI DI UNA RICERCA OLANDESE
I bambini, si sa, hanno tanta energia, ma capita spesso che ne abbiano un po' troppa.
Quando un bambino registra un'eccessiva attivita' muscolare che rischia di trascendere nell'aggressivita' ed impulsivita', con conseguenti difficolta' nel fare i compiti, concentrarsi o avere problemi relazionali, si parla di iperattivita' (o ADHD). Finora, per diagnosticare la causa di questa patologia, sono state fatte tante ipotesi, ma non era mai stato preso in considerazione un legame piuttosto elementare: quello con il cibo.
Hanno tentato questa via dei ricercatori olandesi che hanno pubblicato i risultati del loro studio su Lancet. Hanno provato a mettere a dieta un gruppo di bambini affetti da ADHD dai 4 agli 8 anni. Il tentativo era quello di provare se, partendo con la base dell'alimentazione, cioe' cibi naturali come riso, frutta e verdura, i sintomi venivano ridotti.
Il dubbio infatti si concretizzava sui cibi lavorati o alcuni altri tipi che possono ingenerare delle allergie o intolleranze alimentari come ad esempio le uova o il latte. Eliminando tutti i cibi a rischio, dopo 5 settimane i ricercatori hanno notato che la sindrome cominciava a scemare, i sintomi si riducevano e l'attivita' motoria dei bambini prima problematici si avvicinava molto a quella dei loro coetanei considerati "normali".
Ma siccome non si puo' mettere a dieta ferrea un bambino in crescita, questa e' stata solo la prima fase dello studio. I cibi prima eliminati dovevano essere necessariamente reintrodotti, e cosi' sono stati fatti "provare" ai bambini uno per volta, in modo da notare quale di questi faceva scattare l'iperattivita'.
Grazie a questa sperimentazione, un po' come avviene con le allergie alimentari, si riesce ad individuare l'elemento incriminato ed eliminarlo dalla dieta. La cosa importante e' che, come affermano gli stessi ricercatori, la dieta ferrea non venga protratta per oltre 5 settimane.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
BAMBINI    PLUSDOTATI,    CORSO    BIENNALE 
FORMERÀ    INSEGNANTI     RICONOSCERE    E  
INTERVENIRE PER AIUTARE I TALENTI PARTICOLARI
Prendera' il via entro la fine del 2011 il corso biennale di formazione per specialisti in "gifted education" promosso dalla rete Ulisse e che verra' presentato venerdi' 4 febbraio nel corso del seminario "Tutti differenti/Tutti uguali - Rete Ulisse: nuovi strumenti per lo sviluppo del talento e della plusdotazione nel contesto italiano ed europeo" (vedi lancio precedente, ndr). "Si tratta di un corso molto approfondito che non si vuole limitare a dare agli insegnanti indicazioni sui segnali che possono presentare i bambini piu' dotati di talento", spiega Daniela Meazza, psicologa e specializzata nella formazione degli insegnanti.
Riconoscere e intervenire per aiutare un bambino che, pur avendo un talento particolare, manifesta insofferenza e disagio, che non ha risultati scolastici all'altezza delle sue potenzialita' non e' affatto semplice. "Per questo il corso sara' estremamente qualificante e, allo stesso tempo, molto impegnativo", precisa Daniela Meazza. Gli insegnanti che parteciperanno avranno l'opportunita' di assistere a lezioni teoriche (psicologia, pedagogia, didattica, etc.), seminari, momenti di approfondimento, ma anche di viaggiare all'estero per conoscere direttamente le buone prassi messe in atto in altri Paesi europei. "Vorremmo poi che, al termine dei due anni di formazione, i docenti restassero in contatto. Che si creasse una rete in cui far girare informazioni, esperienze, buone pratiche - aggiunge Daniela Meazza -, ma anche avere feedback e riscontri rispetto alla realta' quotidiana". Agli insegnanti spetta il compito, molto impegnativo, di saper motivare questa categoria di studenti, contrastarne la dispersione "perche' questi ragazzi hanno bisogno di un clima adeguato per dare il meglio -commenta Daniela Meazza- sprecare il loro talento e' un peccato. Per tutta la societa'".
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
BAMBINI PLUSDOTATI: L'8-10% DEGLI STUDENTI
ITALIANI RAGAZZI DOTATI DI PARTICOLARI 
ABILITÀ.      SEMINARIO     ALLA      BOCCONI
I bambini plusdotati (o gifted, come vengono definiti nel resto d'Europa) rappresentano l'8-10% della popolazione studentesca italiana. Sono dotati di particolari abilita', competenze e capacita' superiori rispetto ai coetanei, spesso pero' il loro talento non viene riconosciuto e stimolato dagli insegnanti. "Manifestano difficolta' scolastiche, emotive e relazionali. Con il rischio, paradossale, che nonostante le loro qualita' alcuni finiscano persino con l'abbandonare la scuola", spiega Anna Maria Roncoroni, presidente dell'Associazione italiana per lo sviluppo del talento e della plusdotazione (Aistap) e corrispondente italiana dell'European council for high ability.
Il tema e' al centro di un seminario in programma oggi all'universita' Bocconi di Milano durante il quale viene presentata la rete internazionale "Ulisse" che vede la partecipazione di sei partner internazionali (tra cui l'universita' olandese di Nijmegen, l'universita' spagnola di Laguna, l'Aistap) e che si pone l'obiettivo di sensibilizzare sulle tematiche del talento e della plusdotazione tutti coloro che, a diverso titolo, sono interessati a questo tema. L'obiettivo della rete, spiega Roncoroni, e' mettere in collegamento tra di loro le associazioni, gli enti, le associazioni e le istituzioni che si occupano di plus-dotazioni per formare una piattaforma comune. "Per condividere materiale, esperienze e buone pratiche che da tempo sono state avviate all'estero- aggiunge-. Nel nostro Paese, al di la' di qualche sporadica esperienza, mancano competenze specifiche". Durante la giornata verra' inoltre presentato il corso di formazione biennale sulla plus-dotazione organizzato dall'Aistap che prendera' il via entro fine anno a Milano.
Nonostante il loro talento, questi bambini non riescono a ottenere i risultati normalmente attesi dall'ambiente scolastico in cui sono inseriti. "Non solo le loro doti faticano a emergere
-puntualizza Anna Maria Roncoroni- ma vengono misconosciuti, si crede che siano bambini in difficolta', da aiutare". Chi poi ha alle spalle una situazione di disagio familiare, sociale o economico e' esposto a un rischio piu' elevato di dispersione scolastica: per loro stare a scuola e' frustrante, fanno fatica, non si sentono integrati nel gruppo dei pari. In tanti, quindi, abbandonano.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
BIBERON   AL   BISFENOLO FUORILEGGE DAL
1^ MARZO ADUC: "BATTAGLIA VINTA, DALL'1
GIUGNO   NON   SARANNO  IN COMMERCIO"
"Dall'1 marzo prossimo i biberon al bisfenolo A (Bpa) non potranno piu' essere fabbricati e dall'1 giugno non potranno essere immessi in commercio. Finalmente! E' una battaglia che la nostra associazione ha condotto da tempo e, ora, arrivano i risultati".
Lo annuncia Pietro Mastrantoni, presidente dell'Aduc, l'associazione per i diritti degli utenti e consumatori.
"La decisione della Commissione europea e' stata pubblicata sulla Gazzetta dell'Unione- si legge in un comunicato- Il Bpa e' il maggiore componente delle plastiche di policarbonato usate nei biberon ma anche in altri contenitori per alimenti (bottiglie per bibite con il sistema del vuoto a rendere, piatti e tazze, pellicole e rivestimenti protettivi per lattine e tini, ecc.). Il Bpa puo' migrare nei cibi e nelle bevande conservati in materiali che lo contengono. Gli effetti tossicologici sul sistema endocrino e riproduttivo nonche' sul sistema immunitario e sullo sviluppo neurologico, sono di particolare pertinenza nei bambini.
E' un passo per una maggiore garanzia per la salute dei consumatori".
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
I NUOVI RISPARMIATORI SONO GLI STUDENTI 
DELLE MEDIE PAGHETTA MEDIA MENSILE 
DI  29  EURO,  PIÙ  ALTRI    26    DAI   NONNI
La paghetta non si spende tutta in una volta. Il 45% degli studenti delle scuole medie preferisce invece accantonarne una parte per avere sempre a disposizione una riserva di soldi. È quanto emerge dall'indagine "Educazione finanziaria. Una nuova generazione di risparmiatori", promossa dall'associazione Junior achievement Italia e curata dall'universita' Cattolica di Milano. "Questa propensione al risparmio e' segno che c'e' capacita' di pianificare nel lungo periodo- spiega Emanuela Rinaldi, docente di sociologia e autrice dell'idagine-. Questi ragazzini sentono tanto parlare di crisi, di tagli, dell'esigenza di risparmiare. Ascoltano le storie dei loro cugini o familiari trentenni precari. Ne consegue una maggiore attenzione alla gestione e all'uso del denaro".
Un'attenzione e una propensione al risparmio che andrebbero pero' potenziate ed educate con programmi specifici all'interno della scuola.
La paghetta media mensile dei 13-14enni si aggira intorno ai 29 euro che vengono dati dai genitori. Cui i nonni ne aggiungono, mediamente, altri 26. Ma uno studente su cinque dichiara, invece, di non avere idea dell'ammontare della cifra ricevuta in un mese.
"Dato che suggerisce l'esistenza di una sorta di inconsapevolezza finanziaria in una quota consistente del gruppo", si legge nel testo della ricerca. Il 46,2% chiede soldi quando ne ha bisogno, mentre il 21% riceve una paghetta regolare, spesso integrata da ulteriori "rabbocchi" da parte dei genitori.
Smentito anche il mito che una paghetta piu' alta rende piu' felici i ragazzini. "Sanno benissimo che il denaro non compra l'amicizia. Che il ragazzino piu' ricco non e' necessariamente il piu' benvoluto -puntualizza Emanuela Rinaldi-. E questo, da un punto di vista educativo e valoriale e' molto importante".
La ricerca, che ha coinvolto 2.300 studenti di tutta italia, e' frutto del progetto "Io e l'economia", programma didattico di formazione economica rivolto agli studenti delle classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado. Un progetto promosso dall'associazione Junior achievement Itali e lanciato nell'anno scolastico 2002/2003 che ha raggiunto piu' di 80mila studenti.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
PEDIATRIA, SIPPS: CAUTELA NELL'USO DI FANS 
NEI   BAMBINI    "IN   AUMENTO LE REAZIONI 
AVVERSE  AD   ALCUNI   ANTI-INFIAMMATORI"
La Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), in linea con la direttiva del Working group pediatrico dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in una nota, "invita ad un uso piu' attento e consapevole dei farmaci anti-infiammatori non steroidei (Fans) nei bambini, in particolare ibuprofene e ketoprofene".
"Negli ultimi cinque anni infatti- spiegano i peidatri di Sipps- a fronte di un aumento esponenziale delle vendite di questi farmaci ad uso pediatrico, si e' assistito ad un considerevole aumento di reazioni avverse a tali principi attivi, che spesso sono venduti nelle stesse formulazioni destinate agli adulti. Tra le reazioni avverse segnalate spiccano fra tutte quelle a carico della cute, seguite da emorragie gastrointestinali e complicanze renali".
"Nei piu' piccoli- raccomanda Leo Venturelli, specialista in pediatria e componente direttivo Sipps- e' possibile ricorrere ai Fans solo nel caso in cui alla febbre si associ un importante malessere generale, somministrando solamente quelli ad elevato indice di sicurezza (paracetamolo o ibuprofene, ma non entrambi a distanza di poche ore uno dall'altro) e calcolandone le dosi in base al peso del bambino e non alla sua eta'. Per questo motivo e' indispensabile rafforzare adeguatamente l'attivita' di informazione per aiutare i genitori ad utilizzare in modo corretto questa classe di farmaci". I Fans sono una classe di molecole la cui attivita' farmacologica consiste nella riduzione dei sintomi di un'infiammazione locale o sistemica. L'uso razionale di questi farmaci prevede, nell'adulto, il trattamento della febbre, di stati infiammatori dolorosi e di malattie croniche, ma in ambito pediatrico l'Aifa raccomanda linee guida piu' restrittive all'utilizzo dei Fans: "la febbre elevata e il dolore, ma solo al bisogno e non continuativamente".
In caso di infezioni respiratorie pediatriche, fa sapere Sipps nella nota, "i Fans devono essere utilizzati solo per le manifestazioni dolorose di tali infezioni (per esempio l'otalgia o la faringodinia), in quanto non esistono studi che testimonino la loro efficacia nel ridurre anche gli altri tipi di sintomi".
In ogni caso la Sipps raccomanda di "valutare attentamente l'esistenza di fattori concomitanti che possano aumentare il profilo di tossicita' del farmaco, quali malattie epatiche e renali, cardiopatia cronica, diabete e malnutrizione".
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011
MINISTERO:   SÌ   A   3   NUOVI LICEI MUSICALI   E   A  5 
COREUTICI MA LE SCUOLE NE AVEVANO CHIESTI 34 E 9
Il ministero dell'Istruzione si prepara ad autorizzare 3 nuovi licei musicali e 5 coreutici nell'ambito della prosecuzione dell'applicazione della riforma delle superiori. Attualmente i licei musicali concessi in Italia sono 37, mentre sono 5 i licei coreutici.
Tutti hanno avuto il pienone di iscrizioni. Molti ragazzi sono rimasti fuori a settembre.
Cosi' si procede con l'allargamento. In totale ne verranno concessi rispettivamente 40 e 10 secondo quanto ha comunicato il Miur ai sindacati. Quindi ci saranno ex novo altri 3 licei musicali e 5 licei coreutici. Questo pero' a fronte delle 34 richieste dei primi e 9 per i secondi, gia' pervenute al ministero dalle varie regioni.
Notiziario Minori, 4 febbraio 2011

martedì 1 febbraio 2011

ADOLESCENTI E DISAGIO: PSICOLOGI AL PRONTO 
SOCCORSO PRIMO ESEMPIO ALL'OSPEDALE 
BASSINI   DI   CINISELLO    BALSAMO   (MI)
Il pronto soccorso come luogo privilegiato dove intercettare il disagio psichico adolescenziale. Sulla base di questa idea nasce il "Servizio famiglie/adolescenti in ospedale", aperto al pronto soccorso dell'ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (Milano): il primo in Italia a offrire ai giovani dai 13 ai 23 anni, accanto a normali cure mediche, anche visite psicologiche. "Questo perche' spesso i giovani manifestano i disagi psichici partendo dal proprio corpo, attraverso atti di autolesionismo piu' o meno volontari", spiega Eugenia Pelanda, presidente di Area G, l'associazione di psicoterapeuti promotrice del progetto. Chi si presenta al pronto soccorso per abuso di alcol, ferite dovute ad autolesionismo, tentativi di suicidio, disturbi alimentari, somatizzazioni, puo' avere bisogno di aiuto psicologico, tanto quanto di intervento medico. Ma il piu' delle volte non trova del personale in grado di aiutarlo.
Al Bassini di Cinisello invece, dopo le cure mediche necessarie, al paziente (e ai suoi genitori) viene offerto un colloquio psicologico con un equipe formata da psicologo, psichiatra, educatore e assistente sociale. Se l'equipe valuta che un solo colloquio non e' sufficiente, viene stabilito un certo numero di incontri successivi, che possono durare al massimo per un anno. Il tutto in forma gratuita.
Nel 2010 sono stati oltre 5400 gli adolescenti che si sono rivolti al pronto soccorso dell'ospedale Bassini, il 11% degli accessi totali. "Una percentuale alta, comune a tutti gli ospedali- spiega Pelanda-. Il progetto e' stato avviato proprio a Cinisello perche' qui abbiamo trovato la disponibilita' della dottoressa Rosaria Landoni, dell'unita' di pediatria". Il servizio e' realizzato da Area G, in collaborazione con l'unita' di pediatria dell'ospedale Bassini, la Fondazione Cariplo e l'Asl di Milano, ed e' attivo ufficialmente da tre mesi, dopo una fase di sperimentazione iniziata nel 2004.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
MATERNE, TRA 20 ANNI PIÙ STRANIERI CHE ITALIANI LA
STIMA DI UN ISPETTORE MINISTERIALE A REGGIO EMILIA
Nel giro di 15 o 20 anni nelle scuole materne di Reggio Emilia il numero di studenti stranieri potrebbe sorpassare quello degli italiani. Questa la stima fatta dall'ispettore del ministero dell'Istruzione, Luciano Rondanini, durante la presentazione dell'annuario della scuola reggiana edizione 17, per l'anno scolastico 2010-2011, promosso dalla Provincia. L'ipotesi fatta dal funzionario si basa su una proiezione apparsa sulla stampa nazionale secondo cui il "sorpasso" potrebbe verificarsi a livello nazionale nel 2050.
Molto prima pero' a Reggio, dove gia' oggi gli alunni stranieri nelle scuole di infanzia statali sono il 26,7% del totale. Piu' in generale, come emerge dai numeri dell'annuario, il trend degli studenti non italiani risulta in crescita anche se in misura inferiore rispetto a quanto avvenuto negli scorsi anni. In particolare il totale degli alunni non italiani presenti nelle scuole di ogni ordine e' di 9746 unita', pari al 16,6% del totale, contro i 9389 stranieri dell'anno scolastico 2009-2010 che rappresentavano il 16,4% del totale. Una crescita quindi molto contenuta, se si considera che nel 2008 gli studenti stranieri erano circa 8 mila (15,5% del totale) e nel 2007 erano 7.958, pari al 14,6% del totale. Nel dettaglio dei singoli ordini di scuola, gli stranieri passano dal 18,2 al 18,6% nella scuola elementare, scendono dal 18,2 al 18,1% nelle scuole medie e salgono ancora dal 12,7 al 13% alle superiori. Capitolo a parte per gli alunni nomadi, che in totale frequentano le scuole reggiane in 289. Di questi la maggior parte va alle elementari (156) e alle medie (103). L'istantanea del mondo della scuola scattata dall'annuario registra poi una crescita complessiva della popolazione studentesca che tocca quota 81.658 unita', ovvero 1697 alunni in piu' rispetto all'anno scorso. Il 21,9% degli studenti reggiani, circa 17 mila, e' iscritto alle scuole non statali. Nelle scuole elementari si e' registrato un aumento di 440 alunni e 12 classi, invariato il trend di crescita alle medie, mentre alle superiori si contano 593 studenti in piu' e 17 classi in meno. Tra gli alunni delle superiori non statali si segnalano anche i 636 iscritti alle scuole serali. Gli studenti disabili, infine, sono una realta' significativa con percentuali che vanno dal 2,8% delle superiori, fino al 3% delle elementari e al 3,5% delle medie. Il 70% dei disabili risulta iscritto agli istituti professionali, ma gia' dall'anno scorso la tendenza e' in calo. I disabili aumentano infatti dal 9 al quasi 13% nei licei e dal 15 al 16% negli istituti tecnici. Per fare fronte alle complessita' di una realta' scolastica in costante espansione, la Provincia, segnala l'assessore provinciale all'Istruzione Ilenia Malavasi, ha previsto in bilancio sulla scuola 8,5 milioni di cui 6,7 sulla spesa corrente e 1,5 per le piccole manutenzioni. A questi si aggiungono quasi 16 milioni destinati all'edilizia scolastica. Malavasi esprime inoltre la necessita' "di rilanciare la formazione professionale facendone un tutt'uno con il sistema produttivo del territorio".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
RISCHI SUL WEB, L'ITALIA NON È UN'ISOLA 
FELICE     INDAGINE     EUKIDSONLINE
Se l'Italia risulta tra i paesi europei dove i minori che navigano in rete sono meno esposti a rischi e dove i danni derivanti da certi contenuti sono meno rilevanti, e' dovuto essenzialmente alla loro frequenza d'uso del web e al numero limitato di attivita' che li coinvolgono. Non si deve infatti fare credere che l'Italia sia un'isola felice. Come spiega Giovanna Mascheroni dell'Universita' Cattolica, e punto di contatto per l'Italia dell'indagine EUKidsOnline, "non ci si deve illudere che i nostri figli siano piu' al sicuro".
"I dati affermano che meno del 6% dei giovani italiani tra i 9 e i 16 anni ha provato fastidio o turbamento durante la navigazione sul web: ma cio' va letto alla luce del contesto generale. Vi e' infatti una fortissima relazione tra frequenza d'uso ed esposizione ai rischi". In Italia l'uso di internet e' sensibilmente tardivo rispetto a quello dei paesi del Nord, dove ci si tuffa nella rete a 7/8 anni, rispetto agli oltre 10 anni per i bimbi italiani. Inoltre, anche se la frequenza di utilizzo del web e' piu' o meno la stessa in Italia e in Europa, "da noi si usufruisce di un minor numero di attivita' online,e il web viene usato prevalentemente per scopi didattici legati all'attivita' scolastica".
Un utilizzo tardivo e meno differenziato del web si riflette anche su una minore alfabetizzazione informatica, soprattutto riguardante gli strumenti di difesa disponibili. "Molto spesso i nostri minori non sanno impostare i filtri dei loro profili sui social network, o come segnalare abusi, o bloccare utenti indesiderati", spiega la ricercatrice della Cattolica. Di riflesso, i minorenni italiani si sentono meno sicuri quando navigano rispetto alla media dei loro coetanei europei, e sentono di avere una conoscenza dell'uso di internet piu' limitata rispetto ai genitori.
Se i rischi a cui sono esposti i oggi i giovani italiani sono relativamente bassi, e' molto probabile che presto cessera' di essere cosi': come sottolinea Mascheroni, "in Italia sta crescendo molto di piu' rispetto alla media europea l'uso privato di internet , ovvero in camera propria: lo fa il 62% rispetto alla media del 49% nel gruppo dai 9 ai 16 anni. È un dato che ci serve per comprendere la forte discrepanza tra le esperienze dei ragazzi e la percezione dei genitori". Infatti dalla ricerca emerga che i genitori italiani sono tra quelli meno consapevoli degli incontri o visioni spiacevoli che i figli hanno avuto su internet: "l'uso di questo mezzo non e' un fatto condiviso tra le due generazioni" spiega la ricercatrice.
Questa suggerisce quindi uno spostamento del focus delle campagne di informazione e sensibilizzazione sull'internet sicuro dal contesto scolastico a quello domestico e del gruppo dei pari.
Inoltre le autorita' scolastiche dovrebbero definire un percorso di "media education" da inserire nei programmi didattici fin dalla tenera eta'. "Al momento soffriamo della mancanza di un approccio culturale solido rispetto ai rischi dei nuovi media", soprattutto quelli rappresentati dai social network. "In Italia si registra una percentuale maggiore rispetto alla media europea (35% contro 28%) di profili di minorenni che sono 'pubblici', ovvero visionabili da tutti".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
6 MILIONI ABBANDONANO LA SCUOLA,  INTERVIENE
L'UE ENTRO LA FINE DEL DECENNIO DISPERSIONE
VA RIDOTTA A MENO DEL 10%
Sono piu' di 6 milioni i giovani dell'Unione europea che abbandonano gli studi o la formazione dopo aver preso al massimo un diploma di istruzione secondaria inferiore. Si tratta di ragazzi che poi hanno grosse difficolta' a trovare un lavoro e sono piu' spesso disoccupati e dipendenti dall'assistenza sociale. La Commissione europea ha approvato oggi un'iniziativa con la quale si propone di aiutare gli Stati membri a raggiungere uno degli obiettivi della strategia "Europa 2020": ridurre entro la fine del decennio a meno del 10% il tasso di abbandono scolastico, che oggi e' del 14.4%.
"L'Europa non puo' permettersi di fare a meno del contributo che cosi' tanti giovani possono dare alle nostre societa' e alle nostre economie", spiega Jose' Manuel Barroso, presidente della Commissione europea. La nuova iniziativa della Commissione analizza la situazione dell'abbandono scolastico in Europa, le sue principali cause, i rischi che esso comporta per lo sviluppo dell'economia e della societa' e propone modi per affrontare piu' efficacemente il problema.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
DNA   ASSOLTO,  OBESITÀ  COLPA  DELLE 
ABITUDINI C'È UNA TENDENZA GENETICA
Se il piccolo di casa e' troppo 'rotondo', non si puo' tirare in ballo il Dna e una tendenza genetica al sovrappeso. La colpa piuttosto, sostengono i ricercatori dell'University of Michigan Cardiovascular Center (Usa), e' delle cattive abitudini, a tavola e non. La ricerca, pubblicata sull''American Heart Journal', e' frutto di uno studio condotto su 1.003 bambini. Ebbene, secondo l'indagine i piccoli obesi mangiano peggio dei coetanei magri, passano piu' ore incollati a tv e videogame e fanno meno sport. Insomma, i risultati mostrano che i piccoli extralarge piu' spesso dei coetanei mangiano il pranzo della scuola anziche' quello (piu' salutare) preparato a casa, e passano due ore al giorno tra piccolo schermo e videogame. Certo, "per i bambini estremamente in sovrappeso uno screening genetico puo' essere considerato - precisa Kim Eagle, descrivendo i risultati della ricerca - Per il resto, aumentare l'attivita' fisica, ridurre il tempo passato davanti a videogiochi e tv e migliorare il valore nutrizionale dei pasti a scuola" sono azioni che promettono di "invertire il trend di obesita' infantile". Negli Usa il problema e' tale che recentemente il presidente Barack Obama e' sceso in campo per offrire menu' scolastici piu' salutari a 31 milioni di bambini.
Nel frattempo il progetto del Michigan era gia' partito in 13 scuole, per 'imbrigliare' colesterolo e pressione dei piccoli e monitorare le loro abitudini. Secondo la ricerca, il problema sta anche nel fatto che pochi bambini con problemi di peso fanno attivita' fisica regolare, seguono lezioni di ginnastica a scuola o fanno parte di un team sportivo. Insomma, secondo i ricercatori lo stile di vita e' legato all'obesita' infantile piu' della genetica.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
A   FEBBRAIO   NELLE   FARMACIE   AL   VIA   LA 
SETTIMANA BI-ANCA CAMPAGNA EDUCAZIONALE
IDEATA   DA   BE-TOTAL   CON   FOFI   E   SIP 
"Mio figlio e' stanco e inappetente, perche'? Sto prendendo gli antibiotici e mi sento fiacco, cosa posso fare? Ho problemi di concentrazione, c'e' qualcosa che mi possa aiutare?". Rispondere a queste ed altre domande per fare conoscere e dare consigli pratici sulle vitamine del gruppo B e' l'obiettivo della prima campagna educazionale nazionale 'Settimana Bi-anca' che Be-Total ha ideato e sviluppato in collaborazione con la Federazione italiana dei farmacisti (Fofi e Fondazione Cannavo') e con la Societa' italiana di pediatria (Sip).
Materiali educazionali e questionari da compilare saranno a disposizione nelle farmacie coinvolte per testare quanto effettivamente si conoscono le vitamine B, la loro importanza e le modalita' di una corretta assunzione. I farmacisti offriranno consigli mirati, risponderanno a dubbi e domande, saranno veri e propri consulenti sulle vitamine B per l'intera durata della campagna. La prima 'Settimana Bi-anca' si svolgera' nel corso del prossimo mese di febbraio, in 500 farmacie di 11 citta' italiane: Bergamo, Caserta, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino, Varese, Verona. Saranno 7 diversi temi ad animare i 7 giorni della 'Settimana Bi-anca', dallo sport alle attivita' intellettuali passando per l'alimentazione, per scoprire quanto sono importanti le vitamine del gruppo B per garantire molteplici funzionalita' dell'organismo molto diverse tra loro, sia nei bambini che negli adulti: dall'efficienza intellettuale alla stimolazione dell'appetito, dalla formazione degli anticorpi alla capacita' di combattere la fatica fisica e mentale fino alla prevenzione delle malattie del feto.
"La Fofi aderisce a Settimana Bi-anca, iniziativa che ribadisce il ruolo fondamentale del farmacista quale consulente del paziente per la scelta del prodotto piu' adatto alle diverse esigenze- spiega la Federazione in una nota- Il farmacista mettendo a disposizione del cittadino la propria professionalita', instaura un rapporto di totale fiducia. Per questa ragione riteniamo importanti campagne educazionali e di informazione come Settimana Bi-anca al fine di rafforzare ulteriormente l'attivita' di consulenza di tutti i colleghi sul territorio". "La Sip ha aderito a questa campagna educazionale perche' ritiene che le vitamine del gruppo B siano particolarmente importanti in eta' pediatrica, per supportare il grande dispendio energetico quotidiano dei bambini- affermano i pediatri- Non potendo essere sintetizzate ne' accumulate dall'organismo devono essere assunte quotidianamente con un'alimentazione adeguata e, laddove questa non sia sufficiente, con integrazioni che sono certamente utili per colmare eventuali stati di carenze".
Le vitamine del gruppo B sono micronutrienti indispensabili per l'organismo umano che devono essere assunte quotidianamente.
Quando alimentazione, stili di vita o particolari contingenze come la convalescenza dopo una malattia rendono necessario ricorrere a un'integrazione.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
CONTRO IL DOPING STUDENTI INVIATI SPECIALI IN
PALESTRA 900 ALUNNI COINVOLTI IN TUTTA ITALIA
Un tabloid in ogni citta' realizzato dagli alunni coinvolti e una campagna di informazione e formazione sul tema del doping: e' "Sport pulito / Inviati sul campo", il progetto promosso dalla Uisp (Unione italiana sport per tutti) e sostenuto dal Ministero della Salute - Cvd (Commissione di vigilanza doping ), i cui risultati in ambito nazionale sono stati presentati presso l'Universita' degli studi di Roma "Foro Italico". 900 gli studenti di tutta Italia coinvolti e 19 gli istituti medi inferiori che hanno aderito: da Enna fino a la Spezia. Scopo: dire no alla cultura del doping attraverso una presa di coscienza collettiva ed un'educazione attiva e 'alla pari' che ha coinvolto anche genitori, insegnanti e allenatori. L'iniziativa, avviata a gennaio 2010, ha previsto infatti la realizzazione di un giornale di classe da parte degli studenti: affiancati da insegnanti ed educatori Uisp, si sono pian piano trasformati in veri e propri giornalisti scientifici. Il loro perigrinare nelle palestre, nelle farmacie, nelle societa' sportive e anche nelle erboristerie, intervistando atleti, allenatori, medici e farmacisti, ha permesso non solo ai ragazzi di essere protagonisti attivi nell'informazione sul doping, ma anche di ideare prodotti comunicativi consoni alla promozione del messaggio (video, canzoni, articoli, interviste, spot, vignette).
Il progetto ha infatti concentrato l'attenzione sull'uso e l'abuso di integratori e additivi farmacologici anche se non compresi tra le sostanze vietate, ovvero 'i presupposti culturali del doping'. La valutazione e l'efficacia dell'intervento sui ragazzi e' stata poi realizzata attraverso questionari all'inizio e alla fine del progetto: le domande hanno spaziano dagli stili di vita alla conoscenza delle sostanze e alla percezione di esse.
Il risultato finale e' una diminuzione del 10% di giovani che crede nell'utilita' degli integratori e un aumento del 16% di coloro che sanno di cosa stanno parlando quando parlano di integratori proteici e farmaci. "Sono contento di averci messo la faccia - ha fatto sapere in un comunicato Gianni Mura, giornalista sportivo che ha collaborato al progetto - e qualche piccolo consiglio. Consigli tecnici in gran parte: sulle lunghezze, sulla necessita' di spezzare il testo con tabelle e disegni, su come si esegue un'intervista".
"Il fatto che i ragazzi inviati sul campo, giornalisti e redattori, - ha poi aggiunto Caterina Pesce, coordinatrice della ricerca - svela il carattere fortemente interattivo della campagna, che non e' stata solamente informativa, ma anche e soprattutto educativo-promozionale, centrata sulle strategie di educazione tra pari, ovvero peer education, che connotano peraltro tutti i progetti di prevenzione Uisp".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
BAMBINI SENZA TONSILLE A RISCHIO OBESITÀ
I   RISULTATI  DI  UNO  STUDIO  AMERICANO
Senza tonsille? Rischio obesita'. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista 'Otolaryngology Head and Neck Surgery', che si basa sulla revisione di diverse ricerche precedenti in questo campo. In totale sono stati esaminati i dati di 795 pazienti da zero a 18 anni d'eta', alcuni dei quali oltre alla tonsillectomia avevano subito l'asportazione delle adenoidi. In uno degli studi all'operazione ha corrisposto un aumento di peso fino all'8,8 per cento. Altre ricerche hanno trovato che l'aumento di peso interessa una percentuale variabile tra il 46 e il 100 per cento dei pazienti, a seconda della definizione di obesita' e del campione scelto. "Ci sono diversi meccanismi per cui la tonsillectomia potrebbe favorire l'aumento di peso", ha spiegato Anita Jeyakumar, dell'Universita' di Saint Louis, "le tonsilliti frequenti possono portare a disfagia, che provoca difficolta' nel deglutire e quindi diminuisce le calorie introdotte. Inoltre dopo l'operazione i genitori potrebbero tendere a 'ricompensare' i figli con quantita' extra di cibo.
Lo studio suggerisce chiaramente che dopo l'estrazione delle tonsille occorre vigilare sulla dieta dei bambini per non esporli al rischio obesita'".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
ADOLESCENTI, MENO PAURE QUANDO SONO TRA 
DI  LORO  STUDIO   DELLA TEMPLE UNIVERSITY
Gli adolescenti non sono piu' bambini, ma non sono neanche adulti. È una fase della vita, quella dai 13 ai 17 anni, molto delicata. Un momento in cui ci si lascia trascinare, si e' vulnerabili e si e' anche inclini a comportamenti azzardati, soprattutto quando si e' in gruppo. A sostenere questa tesi, molto preoccupante per i genitori, e' uno studio della Temple University, pubblicato su 'Developmental Science'. Non e' facile per mamma e papa' proteggere i loro bambini, anzi il compito di genitore forse in questa eta' diventa particolarmente complicato.
È molto interessante questa ricerca perche' spiega come mai, fra i teenager, l'unione sia una specie di calamita' verso il pericolo. I ricercatori hanno misurato l'attivita' cerebrale degli adolescenti, da soli e con un gruppo di coetanei, mentre erano impegnati a prendere decisioni pericolose.
Finche' sono piccoli, si sta attenti ai loro bisogni primari, a che vivano e giochino in piena sicurezza, ma non c'e' un reale pericolo nel mondo esterno, perche' tanto sono al sicuro con noi.
Ma quando sono piu' grandi, le paure aumentano e in modo esponenziale anche i pericoli.
I teeanger sono piu' vulnerabili al fascino del rischio e ai possibili vantaggi di una scelta pericolosa, rispetto a quando sono da soli. I volontari sono stati sottoposti al test mentre giocavano con videogame che simulavano la guida. La presenza dei coetanei rendeva piu' facile l'azzardo in chi stava alla guida.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
TUMORI, AL VIA IL CONCORSO 'SE LA SEGNI, 
TI ACCENDI' PER I GIOVANI IL PREMIO PER IL
MIGLIOR  VIDEO  PER  LA  LOTTA  AL  FUMO
"Se la spegni, ti accendi". E' il concorso lanciato dalla sezione provinciale di Milano della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), volto a premiare la migliore produzione video che rielabori e racconti, in maniera creativa e utilizzando i new media, il tema della lotta al fumo. L'obiettivo del concorso, che chiama in causa le nuove generazioni di videomaker da tutta Italia, e' di coinvolgere attivamente i giovani stimolandoli a diventare in prima persona ambasciatori sul territorio del messaggio promosso dalla Lilt: "Prevenire e' vivere".
"Tra i comportamenti a rischio- spiega Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lilt- il fumo e', ancora oggi, uno tra i piu' diffusi, soprattutto tra le fasce piu' giovani della popolazione. Secondo recenti dati Istat (2009), la percentuale di fumatori e' in crescita e l'incremento maggiore si registra proprio tra i piu' giovani (15-34 anni)". Il concorso "Se la spegni ti accendi" ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Pubblicita' Progresso. "Pubblicita' Progresso da sempre sostiene con convinzione i progetti che coinvolgono attivamente i giovani attraverso la sperimentazione.
Perche' crede che proprio i giovani possano essere i veri autori del cambiamento sociale e che la comunicazione sociale possa essere uno strumento per raggiungere questo obiettivo- commenta Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicita' Progresso- Sensibilizzare i giovani sull'importanza di prendersi cura della propria salute e', oggi piu' che mai, un fronte sul quale le istituzioni, l'associazionismo e il mondo della comunicazione possono e devono fare la differenza, collaborando insieme. In quest'ottica, e' importante individuare strumenti moderni ed innovativi, che aprano un dialogo con le nuove generazioni, rendendole protagoniste di quella cultura della prevenzione che Gianni Ravasi e Lilt hanno sostenuto per anni e che oggi puo' essere attualizzata e trasmessa grazie a nuovi ambasciatori e linguaggi".
A giudicare le proposte dei giovani videomaker sara' una giuria composta da autorevoli esponenti del mondo della comunicazione e del giornalismo, oltre che da rappresentanti della comunita' scientifica e della Lilt. Il regolamento completo del concorso sara' consultabile sul sito della sezione milanese della Lilt (www.legatumori.mi.it). Sempre sul sito, verranno pubblicati i contributi video che supereranno la prima selezione.
La premiazione e' prevista nell'ultima parte dell'anno.
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011
INFLUENZA, SI' AI    FARMACI   GENERICI  PER I 
PICCOLI MA C'È UN CALO DELLE VACCINAZIONI
A fine gennaio sei bambini su 10 erano gia' a letto con l'influenza: e' quindi stato raggiunto il picco di contagi, secondo le stime della Federazione medici pediatri (Fimp). E mentre registrano un calo delle vaccinazioni, complice l'allarme dell'anno scorso sul rischio pandemico dell'influenza A, i pediatri ricordano che nella cura di questa malattia un'arma spesso sottovalutata ma molto utile alle famiglie e' costituita dai farmaci equivalenti (o generici). Medicinali che, come ricorda Giuseppe Mele, presidente della Fimp, "hanno lo stesso principio attivo nella medesima dose, la stessa forma farmaceutica, la stessa via di somministrazione e le stesse indicazioni terapeutiche del farmaco originale. In sintesi, forniscono le medesime garanzie di sicurezza, efficacia e qualita' dei farmaci originali. Eppure costano meno, per motivi indipendenti dalla qualita' del prodotto, legati alla commercializzazione e allo sviluppo. Un bel vantaggio per le famiglie, ma anche per il Servizio sanitario nazionale, che cosi' puo' destinare piu' risorse alla ricerca sui farmaci".
Notiziario Minori, 1 febbraio 2011