martedì 29 marzo 2011

ANSAS: LIM ED E-BOOK, COSÌ CAMBIA
L'INSEGNAMENTO LAVAGNE ELETTRONICHE
E LIBRI DIGITALI, IL FUTURO È FRA I BANCHI
Lavagne elettroniche e libri digitali. Il futuro e' gia' fra i banchi e sta cambiando rapidamente le modalita' di insegnamento. È la riflessione che compare sul sito dell'Ansas, Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica, principale promotrice, per conto del ministero, delle aule 2.0 e dell'innovazione digitale a scuola.
In un approfondimento che compare sul sito dell'Agenzia si affronta la seguente domanda: Lim (Lavagne interattive multimediali) ed e-book, perche' portarli in classe? Innanzitutto, si spiega nell'articolo di approfondimento, gli ambienti digitali in classe sono qualcosa di piu' semplice rispetto a quanto viene evocato dall'immaginario collettivo quando se ne parla. Niente realta' virtuale o scene da Second life, insomma. L'aula digitale e' costituita da un insieme di strumenti digitali che vengono utilizzati, anziche' in solitudine, da una comunita' di persone. Ma grazie alle tecnologie la scuola si 'dilata', supera i propri confini e tocca il mondo portandolo fra le sue pareti. Tuttavia, perche' la scuola digitale funzioni "e' necessaria un'adeguata cultura dei media, ovvero un approccio che consenta al docente di appropriarsi della tecnologia, dei linguaggi multimediali, per farli propri e individuarne il valore aggiunto".
"Occorre prevedere nuovi modi d'uso- e' l'auspicio dell'Ansas-, consapevoli delle potenzialita' e specificita' del singolo medium per non incorrere nella tentazione di utilizzare, ad esempio, la Lim come la lavagna d'ardesia sprecando tempo e vanificando l'investimento". La Lim (lavagna interattiva multimediale), infatti, "puo' rappresentare oggi una svolta per l'insegnamento. Entra in classe, va al cuore del sistema di apprendimento e della pratica didattica quotidiana, rompe la configurazione tradizionale dell'ambiente".
La classe, estesa e potenziata, puo' accedere a diversi aspetti della realta' esterna, estrapolarne particolari e dettagli, analizzare, scomporre, manipolare informazioni e contenuti, con il supporto di efficaci applicazioni software appositamente progettate e sviluppate. Di fronte alla tecnologia il docente e lo studente possono essere "passivi consumatori" o, a loro volta, produttori. E questa e' la differenza fra un buono e un cattivo uso delle tecnologie in aula. Quanto al libro digitale, Alberto Manzi, storico maestro che negli anni del dopoguerra commosse l'Italia con il suo carisma e la dolcezza con cui insegnava agli adulti analfabeti a scrivere nel famoso programma televisivo 'Non e' mai troppo tardi', sosteneva che "per il ragazzo il libro deve essere qualcosa di piacevole, dove si puo' non solo leggere, ma colorare, trasformare, fare, disfare, ampliare, ridere, inventare, riflettere. Il libro si trasforma cosi' in qualcosa di personale, percio' vivo".
Queste affermazioni sono oggi piu' che mai attuali e potranno forse trovare un alleato nella tecnologia digitale. E se, di fatto, l'e-book non nasce per il target scuola, in essa trova applicazione e naturale collocazione.
Notiziario Minori, 29 marzo 2011
50 ANNI DI FIGURINE PANINI IN MOSTRA A ROMA
ESPOSTI AL PUBBLICO I 50 ALBUM COMPLETI
"Calciatori50. Storia e passione di 50 anni di figurine Panini sul calcio italiano".
Cosi' si intitola la straordinaria mostra organizzata dalla Panini per celebrare il 50° anniversario della "mitica" collezione di figurine "Calciatori". Per la prima volta, nel mezzo secolo di storia della Panini, sono esposti al pubblico dei collezionisti e degli appassionati di calcio tutti i 50 album originali e completi di "Calciatori", dal primo del 1961-62 fino all'ultimo sul Campionato in corso, passando per l'introvabile 1962-63 e lo storico 1972-73, quello che inauguro' l'era del "tutto adesivo". La mostra sara' aperta fino al 7 aprile presso l'Exed Luxury Events (piazza della Repubblica 64-66, ore 10-20, ingresso libero). Nell'esposizione trovano spazio anche due sezioni speciali dedicate alla A.S. Roma e alla S.S. Lazio: i successi e i campioni delle due squadre capitoline vengono raccontati con le figurine e le pagine piu' belle degli album "Calciatori". E' anche possibile effettuare una "visita virtuale" della mostra sul sito ufficiale www.calciatoripanini.it e i visitatori sono invitati a lasciare i propri commenti sulla pagina Facebook di "Calciatori Panini". A "Calciatori50", e' abbinata un'iniziativa della Panini, dedicata ai suoi "collezionisti doc": ogni visitatore che portera' con se' almeno un album "Calciatori" (relativo agli anni dal 1961 al 1990) in buono stato di avanzamento e conservazione, ricevera' uno speciale diploma onorario di "Collezionista Panini" per averlo gelosamente conservato fino ad oggi. In particolare, si trattera' dei diplomi "Collezionista Panini Platinum" (album dal 1961-62 al 1969-70), "Collezionista Panini Gold" (dal 1970-71 al 1979-80) e "Collezionista Panini Silver" (dal 1980-81 al 1989-90).
Notiziario Minori, 29 marzo 2011
TEENAGER A RISCHIO DEPRESSIONE DA
FACEBOOK STUDIO CONDOTTO DALLA 
"AMERICAN ACADEMY OF PEDIATRICS"
Facebook puo' alimentare una competizione che puo' diventare "pericolosa".
Stando ad uno studio condotto dalla "American Academy of Pediatrics", infatti, i teenager che hanno poca autostima possono cadere in depressione convincendosi di non avere amici a sufficienza. In pratica, nel mondo del social network, si accentuerebbero tutte le debolezze. Inoltre, la possibilita' di postare liberamente commenti ironici e discriminanti favorirebbe la diffusione del cyberbullismo.
Ecco perche' ragazzi particolarmente sensibili tenderebbero ad aggiornare costantemente il loro stato, postano foto o video che solitamente mostrano il lato migliore di se' stessi e cercando, al contempo, di nascondere eventuali difetti e caratteristiche a loro stessi sgradite.
Notiziario Minori, 29 marzo 2011
A BOLOGNA "FIERI DI LEGGERE", GIOVANI 
LETTORI CRESCONO OSPITE D'ONORE LA
LITUANIA; IL FESTIVAL CHIUDERA' A FINE MAGGIO
Mostre, incontri con gli autori, laboratori e visite guidate. Ma soprattutto molte occasioni per i piu' giovani di scoprire, esplorare e immaginare.
L'edizione 2011 di "Fieri di leggere", che andra' in scena a Bologna e provincia durante la Children's BookFair da fine marzo a tutto maggio, presenta un programma ricco di eventi e dal respiro internazionale: da una mostra su Italo Calvino (Anzola dell'Emilia dal 29 marzo al 30 aprile), con 18 fiabe raccontate da 18 illustratori italiani e francesi, a "Africa Abc Books Children" (in Sala Borsa a Bologna da lunedi' 28 marzo al 15 aprile): 100 libri per parlare di Africa, dai proverbi alle fiabe, dalle figure alle storie. Ma anche una mostra con piu' di 300 opere dedicata all'autore tedesco Nikolaus Heidelbach (dal 29 marzo al 18 aprile a Palazzo D'Accursio a Bologna), e "1, 100, 1.000 giornalini" della stampa periodica per ragazzi di ieri e di oggi (in piazza Re Enzo dal 26 marzo all'1 aprile). "Il mercato librario per ragazzi- spiega Rosaria Campioni, soprintendente per i Beni librari e documentari della'Emilia-Romagna- e' un settore importante. Un'indagine relativa all'ultimo trimestre del 2010, riferisce che le famiglie che comprano piu' libri sono quelle dove ci sono bambini da zero a sette anni. Ad acquistarli sono in maggioranza donne tra i 25 e i 44 anni. Le regioni che leggono di piu' in questo segmento? Emilia-Romagna, Friuli, Trentino e Veneto. E mi piace pensare che Bologna- conclude Campioni- con 'Fieri di leggere' dia un grande contributo". Paese ospite d'onore della Bologna Children's BookFair sara' la Lituania, che proporra' molte iniziative dedicate all'illustrazione, laboratori e proiezioni cinematografiche.

Notiziario Minori, 29 marzo 2011

domenica 27 marzo 2011

LO SPORT FIN DA PICCOLI MIGLIORA I RISULTATI 
A SCUOLA I RISULTATI DI UNO STUDIO AMERICANO
I bambini che cominciano a praticare sport fin da piccoli, avranno risultati migliori a scuola. Ad affermarlo e' uno studio della West Virginia University, che ha preso in esame 1200 alunni di quella che in Italia sarebbe la quinta elementare, e hanno comparato l'andamento scolastico con la frequenza dell'attivita' sportiva per due anni. I bambini che avevano avuto un allenamento sportivo costante, avevano un punteggio migliore nella lettura, comprensione e dettato. I bambini che avevano cominciato ad allenarsi, vedevano crescere il loro punteggio in seguito a lunghi periodi di costanza negli allenamenti. Mentre i bambini che non praticavano nessuno sport, avevano un punteggio piu' basso. La valutazione, aggiungono i ricercatori, era completamente disgiunta da quella sulla forma fisica, che non incideva sul rendimento scolastico.
Notiziario Minori, 27 marzo 2011
13.000 EURO, ECCO QUANTO COSTA PRIMO ANNO
DI UN FIGLIO STIME DI FEDERCONSUMATORI
Quanto costa mantenere un bambino durante il suo primo anno di vita? Sicuramente non e' il primo pensiero di una coppia di futuri genitori, completamente assorbiti dalla gioia del lieto evento.
Ma oggi, purtroppo, l'aspetto economico non e' da tenere sotto gamba, considerando il caro vita che ha colpito anche il settore dell'infanzia.
Secondo il rapporto di Federconsumatori, infatti, la maggior parte dei prodotti necessari per provvedere alle cure di un neonato ha subito aumenti esorbitanti, tanto che la spesa media in un anno si aggira tra i 6.119 e i 13.486 euro, valori molto piu' alti di quelli stimati per il 2010.
Si parla di prodotti di prima necessita', come ad esempio latte artificiale e pappe. Ma al di la dell'alimentazione, un dato abbastanza sconvolgente e' dato dal costo dei pannolini, per l'acquisto dei quali bisogna sborsare dai 600 ai quasi 1000 euro in un anno, e quasi sempre fino al compimento del terzo anno di vita del piccolo.
Le tabelle rese note da Federconsumatori passano in rassegna anche culle e lettini, altrettanto indispensabili nei primi anni di vita del bambino, cosi' come i prodotti necessari per la pulizia e cura del neonato. Partendo dal tradizionale fasciatoio fino alle pratiche salviette usa e getta, infatti, o prezzi hanno subito un incremento considerevole che incide sul bilancio familiare a fine mese.
Parlando di passeggini e carrozzine, invece, e' sempre Federconsumatori a consigliare una tipologia di acquisto particolare che consente di risparmiare un po' di denaro. La maggior parte dei genitori conosce bene la possibilita', gia' in uso da qualche anno, di usare un unico kit di attrezzature finalizzate al trasporto del bambino acquistabile in blocco.
"Per risparmiare consigliamo di acquistare i cosiddetti 'tris', ovvero carrozzine che, a seconda di come vengono regolate, si trasformano in passeggino o ovetto per l'auto. Questa tipologia di accessori puo' costare tra i 329 e i 650 euro".
Si passano poi in rassegna le spese necessarie per effettuare visite mediche da un pediatra privato, sempre piu' indispensabile, fino alle rette richieste dagli asili nido e alle attuali tariffe delle baby sitter (in questo caso, si parla di un costo che varia dagli 8 ai 9 euro l'ora).
I genitori dei bambini nati negli ultimi due anni, infine, non possono piu' contare sul Bonus Bebe', vale a dire un tot di denaro previsto per ogni nuovo nato a fondo perduto. Il governo, invece, per i bimbi nati o adottati tra il 2009 e il 2011, ha messo a disposizione la possibilita' di richiedere una sorta di finanziamento fino a 5mila euro da rimborsare in cinque anni.
Notiziario Minori, 27 marzo 2011
SCUOLA, 150 EURO DI MULTA PER CHI IMBRATTA
I BANCHI LA SINGOLARE IDEA LANCIATA DA
UNA PROFESSORESSA DI PARMA
E' di 150 euro la multa che dovranno sborsare gli studenti della scuola media 'Fra Salimbene' di Parma se lasceranno il proprio banco imbrattato con scritte, disegni o sporcizia. Il provvedimento e' scattato ieri dopo che tutte le classi avevano letto la circolare della preside che ha pure previsto, prima dell'entrata in vigore di oggi, un'ora di lezione dedicata alla pulizia del proprio banco.
La notizia e' riportata dalla Gazzetta di Parma, che racconta anche che i 520 alunni della scuola, eta' compresa fra i 10 ed i 14 anni, hanno passato la prima ora in classe con guanti, spugne e detergenti messi loro a disposizione dai bidelli o portati da casa. Via tutti i segni di bianchetto o pennarello indelebile, e poi basta con le chewing-gum attaccate sotto la sedia.
"Oggi purtroppo il bene comune e' un oggetto misterioso: non si sa mai a chi tocca averne cura. Noi cerchiamo di far capire agli studenti che va tutelato- spiega Donata Donati, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo 'Fra Salimbene-Sanvitale' di Parma- L'attenzione per i beni comuni e' gia' da molti anni in diminuzione, lo vedi non solo a scuola: la mattina davanti ai portoni di ingresso capita di trovare per terra bottigliette o bicchieri. E a lasciarli non sono stati adolescenti, ma adulti".
Una lezione, spiega poi Paola Ghirardi, la professoressa che ha lanciato l'idea, anche per sensibilizzare gli studenti contro gli atti vandalici che a Parma, nelle ultime settimane, hanno colpito i monumenti storici piu' importanti della citta' come il Battistero e il Duomo e che, purtroppo, hanno visto protagonisti proprio studenti di alcuni istituti della provincia.
Notiziario Minori, 27 marzo 2011
GIÀ A 7 ANNI SI DECIDE LA VACANZA CON MAMMA
E PAPÀ A MODENA LA FIERA "CHILDREN'S TOUR"
PRESENTA LE ULTIME TENDENZE
Se il pupo ha meno di tre anni, allora e' la mamma - e non il papa' - a decidere dove la famiglia andra' in vacanza. Le cose cambiano quando il bimbo ha sette anni: a quest'eta' comincia a essere tenuto in considerazione (11,1% dei casi). Ma dagli 11 anni e' proprio lui, il bambino, a decidere la meta in circa una famiglia su tre. Una tendenza che si fa consistente fino ai 16 anni, quando la prima parola spetta generalmente a lui. Sono invece sempre i genitori a decidere la tipologia di struttura (hotel, campeggio, appartamento). E' uno dei dati che emergono dall'ultimo Osservatorio Nazionale sul Turismo Giovanile 2011, presentato a Modena nell'ambito di Children's Tour, la fiera dedicata alle vacanze dei bambini da zero a 14 anni, in corso fino al 20 marzo. L'indagine, effettuata da Iscom Group, in collaborazione con Apt Servizi e Unione regionale di Prodotto Appennino e Verde, ha scattato una fotografia alle famiglie italiane con bambini. Il primo risultato, riferisce un comunicato, non lascia dubbi:
nonostante una lieve flessione (-5%) rispetto all'anno prima, le famiglie hanno continuato anche nel 2010 ad essere un forte mercato di "vacanzieri". Basta vedere i numeri: ben il 76,3% delle famiglie intervistate ha fatto almeno una vacanza di 4 giorni con i figli minorenni nei primi 9 mesi del 2010. Tradotto significa un mercato potenziale stimato di oltre 2 milioni di famiglie che genera presenze medie sui 15 giorni, con nuclei composti in genere da 3 o 4 persone. Lo studio, prosegue la nota diffusa da Apt, ha anche messo a fuoco qual e' il target piu' interessante per gli operatori turistici: una famiglia con due bambini, di eta' compresa tra i 6 e gli 11 anni. A questa tipologia appartiene ben l'86% del campione esaminato che parte per le vacanze. Piu' in generale, si puo' affermare che difficilmente si rinuncia alla vacanza se in casa ci sono bambini. C'e' addirittura una quota consistente, il 30% del campione, che nel 2010 ha fatto due vacanze lunghe o anche piu'. Per quanto riguarda la durata del soggiorno, l'indagine ha evidenziato che le vacanze principali delle famiglie hanno una durata media di 15 giorni l'anno.
Ma dove vanno in vacanza le famiglie con bambini? La destinazione numero uno rimane l'Italia (l'83,5%). E in Italia la meta piu' richiesta e' l'Emilia-Romagna. Tradotto in altri termini, questo significa che 1.781.000 famiglie hanno trascorso la vacanza economicamente piu' rilevante in Italia. Se poi il bimbo e' molto piccolo, la spinta a rimanere in Italia cresce a dismisura: oltre il 90% di famiglie non varca la frontiera.
All'estero e' volato solo il 16% del campione, cioe' 340.000 famiglie (contro il 26% del dato nazionale generico). Per chi ha scelto l'Italia, le regioni piu' gettonate per l'estate 2010 sono state l'Emilia-Romagna, la Puglia e la Toscana. Al primato emiliano-romagnolo hanno contribuito in parte anche gli stessi cittadini di questa regione che passano volentieri le loro vacanze con bambini in loco.
Se poi si vuole stilare una classifica per province (e non per regioni), allora al primo posto sale Venezia, seguita, nell'ordine, da Rimini e Lecce. Per quanto riguarda poi le singole localita', al top della graduatoria c'e' Rimini (scelta dal 2% delle famiglie italiane), poi l'Isola d'Elba (1,5%), Jesolo (1%) e a seguire Gargano e Salento. Da questo si capisce chiaramente che il mare stravince e batte la montagna: 74% a 14%.
Le citta' d'arte rimangono al 5%.
"Il primato dell'Emilia Romagna- sottolinea Andrea Babbi, amministratore delegato di Apt Servizi Emilia Romagna- nel complesso mondo del turismo delle famiglie con bambini non ci sorprende. Da sempre la nostra regione e' specializzata nell'accoglienza, che fa parte della nostra cultura e del nostro dna. Non a caso fra i nostri ospiti c'e' un'alta percentuale di 'repeaters', ovvero coloro che ritornano piu' volte nella stessa destinazione (piu' della meta', il 60%). Non offriamo solo belle localita', ma molto di piu': cordialita', professionalita' e specializzazione. Abbiamo le spiagge piu' organizzate d'Europa per i bambini, il mare piu' sicuro, i parchi naturali piu' divertenti, 12 parchi avventura e i parchi divertimento e acquatici fra i piu' belli d'Europa. E moltissime offerte convenienti".
L'indagine conferma quindi come i bambini siano un'ottima risorsa turistica. Gli operatori che si sono specializzati in questo segmento hanno risentito meno della crisi. Dall'altra parte le famiglie si sono fatte piu' esigenti: richiedono sempre piu' servizi, sono spesso a caccia di sconti e promozioni e sono anche bravissime a scovarli.
E ancora: a che eta' i ragazzi cominciano a viaggiare senza genitori? Sotto i diciotto anni almeno il 28% ha gia' trascorso almeno una vacanza senza famiglia o una gita di piu' giorni con la scuola. Il dato corrisponde a circa 770 mila famiglie, per la maggioranza in Lombardia. Il mercato pero' e' ancora di nicchia: solo il 18% di operatori ha ospitato questa tipologia, perlopiu' sono scolaresche o organizzazioni (parrocchie comprese) che propongono campi residenziali. I figli che sono andati in vacanza da soli hanno pero' partecipato, nel 75,5% dei casi, anche alla vacanza con i genitori. Il che significa che mandare via i figli da soli non influisce sulla vacanza principale. Sono dunque ancora pochi i bambini/ragazzi che viaggiano senza genitori.
Pero' quelli che lo fanno iniziano presto. L'eta' media per iniziare a viaggiare da soli cambia in base al tipo di accompagnatore. L'eta' media piu' bassa in assoluto (10 anni) e' quando le vacanze sono con altri adulti, diversi dai genitori.
Bassa anche l'eta' media dei partecipanti ai campi residenziali: 10 anni e mezzo. Le cose cambiano quando si chiede a mamma e papa' di partecipare a gite, vacanze studio e viaggi, soli con i coetanei: prima dei 15 anni (media nazionale), il permesso non arriva.
Notiziario Minori, 26 marzo 2011
EPATITE B, UNA GENERAZIONE DI IMMUNIZZATI
GRAZIE ALL'INTRODUZIONE OBBLIGATORIA
Tutti i giovani italiani sotto i 30 anni sono immunizzati dal virus dell'epatite B, ovvero, non contrarranno mai questa insidiosa malattia che colpisce il fegato e che puo' portare allo sviluppo di neoplasie o cirrosi. In pratica, questi ragazzi hanno una importante chance in piu' di non ammalarsi di cancro epatico. Un risultato eccellente, che dobbiamo alla introduzione obbligatoria del vaccino per tutti i neonati e i bambini al di sotto dei 12 anni.
La Legge divenne operativa nel 1991, e cosi', ad oggi, possiamo legittimamente felicitarci per aver sostanzialmente debellato questa patologia virale, la peggiore delle forme di epatite che possono colpire l'essere umano.
Tra l'altro, da sottolineare che in questa strategia sanitaria vincente l'Italia si e' posta all'avanguardia nel mondo, e ora molti altri Paesi importano l'idea dell'immunizzazione obbligatoria per i minori. "Prima dell'entrata in vigore della legge che ha reso obbligatoria la vaccinazione - spiega con soddisfazione Alessandro Zanetti, Direttore del Dipartimento di Igiene dell'Universita' di Milano - il vaccino veniva somministrato, fin dal 1983, alle persone considerate a rischio per l'infezione sia per gli stili di vita (per esempio, tossicodipendenti), sia per la professione (personale sanitario).

E anche certi pazienti come i dializzati e o i politrasfusi".
Tuttavia, l'Organizzazione mondiale della Sanita' (OMS), sosteneva la necessita' di immunizzare i neonati. "L'Italia e' andata oltre - prosegue il dott. Zanetti - Da noi, infatti, la malattia si trasmette diversamente rispetto ad altri Paesi, soprattutto asiatici e mediorientali, Da quelle parti e' prevalente il contagio materno-fetale e quello fra bambini, mentre in Italia le vie di trasmissione piu' frequenti sono i rapporti sessuali e gli aghi infetti".
Gli individui vaccinati contro l'epatite B, non solo sono immunizzati da questo specifico e pericolosissimo virus, ma evitano anche il rischio di contrarre altre forme virali di epatite che, seppur meno letali, sono comunque in grado di provocare alterazioni croniche. Parliamo delle sovra infezioni del virus Delta: "Il virus Delta, endemico in Italia - specifica Zanetti - e' un virus difettivo: in altre parole ha bisogno del virus B per replicarsi. Si capisce allora perche' il vaccino contro il virus B protegga anche dal Delta".
Notiziario Minori, 27 marzo 2011
I PROBLEMI DEGLI ADOLESCENTI IN CHAT COL
PEDIATRA INIZIATIVA DELLA FIMP DI NAPOLI
Un progetto sperimentale per favorire la comunicazione tra adolescenti e pediatri. Anche le domande piu' "imbarazzanti" troveranno risposte, anche i piu' timidi avranno ascolto. E' un'iniziativa del Settore adolescenza della Federazione Italiana Medici Pediatri di Napoli (FIMP), coordinato dalla dottoressa Maria Giuliano, a dare voce alle difficolta' dei pediatri nell'approccio e nel dialogo con gli adolescenti. Da qui una prima fase, fatta di esplorazione del mondo adolescenziale somministrando nell'ultima classe delle medie e nei primi due anni delle superiori un questionario con domande inerenti il rapporto tra adolescente e medico. Il questionario e' stato distribuito nelle scuole di quattro comuni rappresentativi dell'area di Napoli e provincia (Napoli Vomero, Somma Vesuviana, Sorrento, Pozzuoli) e dalla lettura complessiva e' emerso che solo il 15% dei ragazzi tra i 12 e i 14 anni viene visitato dal pediatra di famiglia.
Inoltre, i giovani richiedono ai pediatri una maggiore personalizzazione del rapporto e vorrebbero dunque al centro della visita medica ci fosse non solo il corpo che viene adeguatamente "curato" dal pediatra, ma anche le esigenze relative ai problemi ed agli interessi che lo occupano e che lo rendono una persona "originale". Da questi ed altri interessanti dati, e' iniziato un lungo lavoro di riflessione volto ad individuare le strategie giuste per comunicare ed interagire con gli adolescenti e per conoscere quali problematiche si celano intorno al loro universo. Siccome l'adolescente comunica con i coetanei attraverso chat, sms, cellulari, il gruppo di studiosi pediatri ha pensato che il modo piu' consono per entrare in comunicazione era quello di avvicinarsi a loro utilizzando una modalita' piu' congeniale.
È stata costituita cosi' una "chat line", sul portale della Fimp Napoli (www.fimpnapoli.it) e ogni lunedi', dalle 20 alle 22, secondo un turnazione predefinita, un pediatra di famiglia in forma volontaria ed anonima, si rendera' disponibile a 'chattare', con i ragazzi. Gli argomenti trattati saranno: sessualita', alimentazione, stile di vita, fumo di sigaretta e danni correlati, uso di sostanze stupefacenti, problematiche relazionali familiari e scolastiche oltre a problematiche mediche specifiche. I ragazzi, liberamente, potranno parlare, chiedere, confrontarsi, condividere pensieri, ansie e paure con esperti del settore.
Notiziario Minori, 27 marzo 2011

sabato 19 marzo 2011

STRASBURGO: IL CROCEFISSO IN CLASSE NON 
OFFENDE NESSUNO LA CORTE DI STRASBURGO 
ASSOLVE L'ITALIA: PUÒ ESSERE ESPOSTO
La Corte di Strasburgo ha assolto l'Italia dall'accusa di violazione della liberta' religiosa di chi non e' cattolico in merito all'esposizione dei crocefissi nelle scuole, che cosi' potranno continuare ad essere liberamente esposti.
Il caso dei crocefissi in aula approdato alla Corte di Strasburgo va avanti da tempo, dall'anno scolastico 2001/2002, quello in cui i figli di Soila Lautsi, cittadina di origini finlandesi sposata con un italiano, frequentano l'istituto comprensivo "Vittorino da Feltre" ad Abano Terme (Padova). I due bambini hanno 11 e 13 anni. Nella loro scuola tutte le classi hanno il crocefisso. La mamma non e' d'accordo e ne parla con la dirigenza scolastica facendo riferimento peraltro ad una sentenza della Corte di Cassazione del 2000 che aveva stabilito che la presenza di questi simboli nelle aule e' contraria al principio di laicita' dello Stato.
A maggio del 2002 la presidenza della scuola decide comunque di lasciare i crocefissi in classe. Arriva anche una circolare che va in questa direzione del ministero dell'Istruzione guidato all'epoca da Letizia Moratti. Il 23 giugno 2002 la mamma battagliera si rivolge al Tar del Veneto. Il ministero fa ricorso. A gennaio del 2004 il Tar sottomette il caso alla Corte Costituzionale. Intanto il governo (e' in carica Berlusconi) difende i crocefissi definendoli "simboli dello Stato italiano".
Nel 2005 la Consulta spiega di non avere giurisdizione in materia, si torna al Tar, dunque che respinge il ricorso affermando che il crocifisso "e' simbolo della storia e della cultura italiana e di conseguenza dell'identita' del Paese, ed e' il simbolo dei principi di eguaglianza, liberta' e tolleranza e del secolarismo dello Stato". Nel 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa sentenza. Di qui il ricorso alla Corte di Strasburgo a luglio del 2006. La Corte ha invertito le precedenti sentenze italiane e stabilito anche che il governo italiano dovra' versare un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. Ma il governo ha fatto ricorso con relativo rinvio della questione alla Grande Camera. Oggi la sentenza che assolve l'Italia.
Notiziario Minori, 19 marzo 2011
FAMIGLIE AL FAST FOOD, POCA ATTENZIONE
I   RISULTATI   DI   UNO   STUDIO   USA
L'imposizione di tabelle caloriche in bella vista sulle portate nelle catene di fast food a quanto pare non ha alcun effetto dissuasivo ne' sugli adulti ne' su bambini e adolescenti , e quel che e' peggio non influenza minimamente nemmeno le ordinazioni dei genitori che si recano al fast food con i loro figli.
I ricercatori della New York University hanno preso in esame 349 bambini da 1 a 17 anni abituali clienti di catene quali McDonald's, Burger King, KFC, Wendy's. Il 70% del campione visita i fast food accompagnato dai genitori, il 30% da solo. Il tasso calorico medio di ogni singolo pasto consumato e' risultato di 645 calorie, sia prima dell'introduzione dell'obbligo per le catene di fast food di esporre le tabelle caloriche sia dopo, senza sostanziali cambiamenti. Il 60% circa del campione afferma di aver letto le tabelle, ma il 90% afferma che questa informazione non ha avuto alcun peso nella scelta del menu'.
Pero' Brian Elbel, professore di Health Policy alla New York University School of Medicine, avverte: "Questo non significa che le tabelle caloriche pubbliche siano una perdita di tempo, attenzione. Vuol dire solo che vanno inserite in un quadro complessivo di politiche per l'educazione alimentare della popolazione pediatrica e non. Un cartoccio enorme di patatine fritte ha un eccellente sapore, e renderne noto il devastante impatto calorico e nutrizionale non e' abbastanza per scoraggiarne l'acquisto, a quanto pare".
Notiziario Minori, 19 marzo 2011
A BOLOGNA SCUOLA DOCET: MURALES SÌ MA
SUL MURO "GIUSTO" STUDENTI DELLE FARINI 
IMPARANO ARTE WRITERS E RIDIPINGONO PARETE
"Disegni maldestri, tag, semplici sgorbi sono il brutto che avanza nella nostra citta', anche sui muri della nostra scuola, purtroppo". Parte da questa constatazione Filomena Massaro, dirigente scolastica ed esponente di Asabo, per indicare un modo diverso di affrontare il problema.
Infatti, "di fronte a questi fenomeni occorre certamente dire dei no e ripristinare il decoro, come sta facendo da tempo anche l'amministrazione comunale. Spesso pero' questo non basta, perche' appena cancellate le scritte riappaiono, in un circolo vizioso che indispettisce ed esaspera". E allora, dice la preside in una nota, "forse occorre anche educare dicendo dei si': si' al bello, si' alla creativita' unita al rispetto, si' all'espressione artistica ma sul muro giusto". Ed e' proprio quello che e' stato proposto a degli studenti: gli alunni delle Farini metteranno in pratica quanto suggerisce Massaro: "Laddove e' possibile e opportuno, forse occorre individuare spazi e superfici adatte ad una decorazione che non sia il prodotto di una mano furtiva e trasgressiva, ma di cittadini capaci di accordarsi e condividere la creativita'".
La parete esterna della palestra che si affaccia sul parco "Vittime della Uno bianca", nel tratto che costeggia viale Lenin sara' ridipinta da un grande murales "che esprima la nostra ricerca del bello e lanci un messaggio educativo per i giovani:
sui muri giusti e' possibile esprimersi con fantasia", afferma Massaro in una nota. In questo percorso, di cui l'Istituto comprensivo 12 e' il promotore, sono coinvolti l'Associazione "Gli anni in tasca", il Centro Antartide, Milena Naldi (esperta di storia dell'arte), writers famosi in citta'. Finanzia l'iniziativa la Fondazione Del Monte, sponsor della scuola nel piu' ampio progetto pluriennale di valorizzazione del parco pubblico che ha preso il nome de "L'isola che non c'era".
Notiziario Minori, 19 marzo 2011
INNO DI MAMELI OBBLIGATORIO A SCUOLA,
"IL DDL PASSERÀ" 'LA LEGA È CONTRO?
GLI ALTRI GRUPPI HANNO FIRMATO...'.
La Lega non vuole l'insegnamento obbligatorio alle elementari dell'inno di Mameli? "Gli altri gruppi hanno firmato la legge, il ddl passera'". Cosi' Paola Frassinetti, prima firmataria del provvedimento che istituisce la novita', commenta le posizioni del Carroccio. "La Lega- spiega all'agenzia Dire- non e' favorevole, ma il ddl passera' c'e' l'appoggio di tutti i gruppi. La prossima settimana chiuderemo il provvedimento in commissione forse in sede deliberante (non si va in aula, ndr). Credo sia importante che i ragazzi alle elementari imparino l'inno, credo che vada loro spiegato. E' anche uno strumento per integrare i tanti stranieri che ormai popolano le nostre classi".
Notiziario Minori, 19 marzo 2011
ECCO IL GARANTE PER L'INFANZIA, A TUTELA 
DEI DIRITTI ALLA CAMERA IL PRIMO SÌ 
AL DISEGNO DI LEGGE CHE LO ISTITUISCE
E' in arrivo anche in Italia il Garante nazionale per l'Infanzia, gia' presente in paesi come Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia, Portogallo, Spagna e Svezia. La Camera ha detto il primo si' al disegno di legge che lo istituisce e che parte da un testo base del governo presentato nel 2008. La nascita della figura del Garante da' attuazione all'articolo 31 della Costituzione nonche' ad una serie di convenzioni ed atti internazionali, fra cui la Convenzione sui diritti del fanciullo di New York e quella europea sull'esercizio dei diritti del fanciullo. FUNZIONI - Il Garante puo' proporre l'adozione di iniziative per assicurare la tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza con particolare riferimento al diritto alla famiglia, all'educazione, all'istruzione, alla salute. Ha poi la competenza di esprimere osservazioni sull'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni che riguardano i diritti civili e sociali relativi all'infanzia e all'adolescenza. Vigila sul rispetto dei diritti dell'infanzia. Promuove studi e ricerche sui settori di sua competenza. Inoltre segnala alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni situazioni di disagio di minori, e alla procura della Repubblica competente abusi che abbiano rilevanza penale o per i quali possano essere adottate iniziative di competenza della procura medesima.
LA NOMINA - L'Autorita' garante e' organo monocratico ed e' scelta tra persone "di notoria indipendenza, di indiscussa moralita' e di specifiche e comprovate professionalita', competenza ed esperienza nel campo dei diritti dei minori", con determinazione adottata d'intesa dai presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Il Garante dura in carica 4 anni e il suo mandato e' rinnovabile una sola volta. La sua sede e' a Roma.
LE SEGNALAZIONI - Chiunque puo' rivolgersi all'Autorita' garante per la segnalazione di violazioni ovvero di situazioni di rischio di violazione dei diritti dei minori.
I FONDI - Per l'istituzione degli uffici competenti ci sono 750.000 euro per l'anno 2011 e 1.500.000 a decorrere dall'anno 2012. Il Garante potra' guadagnare al massimo 200mila euro all'anno.
Notiziario Minori, 19 marzo 2011
UNICEF: TONNELLATE DI AIUTI AL CONFINE TUNISIA-LIBIA
INVIATE COPERTE, VACCINI, ACQUA: "FAMIGLIE IN FUGA"
Quarantasette tonnellate di aiuti dell'Unicef sono arrivati nella citta' di Ben Guerdane vicino al confine tra Tunisia e Libia. "Mentre sempre piu' famiglie attraversano il confine per fuggire dalla violenza, l'Unicef e i suoi partner stanno intensificando la risposta per soddisfare le loro esigenze umanitarie", spiega Maria-Luisa Fornara, rappresentante Unicef in Tunisia. L'Unicef si sta anche preparando "per una risposta immediata all'interno di Libia, non appena l'accesso sara' consentito e siano migliorate le condizioni di sicurezza". Gli aiuti attualmente disponibili nei pressi del confine comprendono: "Circa 300 pedane igieniche per latrine, che sono attualmente in fase di installazione per migliorare le condizioni igienico-sanitarie al campo; un totale di 10.000 coperte; circa 5.000 kit igienici, quasi 100 kit di sviluppo della prima infanzia, con giocattoli educativi e materiali per disegnare. Sono in oltre disponibili: vaccini, kit di primo soccorso, contenitori di acqua e kit ricreativi". Il campo Choucha al confine libico-tunisino attualmente ospita circa 300 famiglie e 120 bambini, molti dei quali di eta' inferiore ai due anni. Per evitare qualsiasi focolaio di malattia, "il ministero della Salute, in collaborazione con l'Unicef e altri partner in loco, hanno lanciato una campagna per vaccinare i bambini contro le malattie infantili".
Mentre il numero di famiglie in fuga dalla Libia e' ancora relativamente limitato, l'Unicef "continua ad essere preoccupato per la situazione lungo il confine e l'impatto della violenza sul benessere delle donne e dei bambini".
Notizie di bambini e gli adolescenti che stanno prendendo parte alle ostilita' "sono particolarmente allarmanti. L'Unicef esorta tutte le parti a garantire che i diritti dei bambini siano protetti in ogni momento. Nell'ambito del Regional Flash Appeal delle Nazioni Unite, l'Unicef ha lanciato un appello di raccolta fondi per 8,1 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati di donne e bambini colpiti dalle violenze in Libia. In questa crisi, l'Unicef coordina le attivita' nel settore acqua e servizi igienico-sanitari e collabora nell'ambito della protezione dell'infanzia, della salute e della nutrizione".
L'Unicef comunica che si possono effettuare donazioni tramite: c/c postale 745.000, causale: "Emergenza Nord Africa"; carta di credito online su www.unicef.it, oppure chiamando il numero verde Unicef 800745000; cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051 "Emergenza Nord Africa"; i comitati locali dell'Unicef presenti in tutta Italia (elenco sul sito-web www.unicef.it)".
Notiziario Minori, 19 marzo 2011
IL GIAPPONE DEI BAMBINI: I CONSIGLI DI
TELEFONO AZZURRO PER MEDIARE LE 
DRAMMATICHE NOTIZIE DI QUESTI GIORNI
"Il bilancio della catastrofe naturale che ha travolto il Giappone si aggrava di ora in ora. Non solo. Di giorno in giorno il rischio per le future vittime e la paura dell'emergenza nucleare crescono sempre di piu'. Le notizie sulle ultime esplosioni ed incendi avvenuti nella centrale nucleare di Fukushima, e le immagini di bambini con le mascherine protettive sul viso, risuonano attraverso radio, tv e internet ininterrottamente, turbando profondamente tutti noi. Anche i piu' piccoli, perche' quello che non conoscono crea in loro ansie e paure. Di fronte a queste notizie la paura costituisce una reazione comune: bambini appaiono particolarmente spaventati da notizie riguardanti disastri naturali e guerre, soprattutto qualora la vittima sia rappresentata da un coetaneo". Cosi' Telefono Azzurro, che con i suoi operatori ha deciso di mettersi al servizio della collettivita'.
Afferma Ernesto caffo, presidente di Telefono Azzurro: "Ogni bambino sperimenta durante la sua crescita diverse paure 'fisiologiche' che vengono poi superate col tempo e con l'affetto dei genitori. Oltre a queste ne esistono altre che possono svilupparsi in risposta ad eventi particolarmente drammatici, come quello che sta accadendo in Giappone".
Le manifestazioni piu' evidenti di queste paure sono diverse e possono essere riconosciute. Si tratta di ansia rispetto alla propria incolumita' e a quella dei propri cari, talvolta accompagnata da comportamenti tipici dell'eta' evolutiva, come la richiesta di una maggiore vicinanza e attenzione da parte dei genitori, paura del buio, pipi' a letto e disturbi del sonno. Il bambino puo' reagire anche manifestando ansia da separazione, disturbi della concentrazione, aggressivita', malessere fisico e calo di interesse per le attivita' abituali.
In questi casi, il ruolo dei familiari e' fondamentale. Sulla base dell'esperienza maturata nell'ascolto dei bambini in quasi 24 anni, Telefono Azzurro fornisce alcuni semplici consigli per aiutare gli adulti, in particolare i genitori, a parlare e comprendere i bambini in situazioni come queste.
Tra questi: proteggere il piu' possibile i bambini dall'esposizione a immagini forti e comunque stare accanto a loro quando guardano la televisione o navigano su Internet; trovare il tempo e la tranquillita' necessari per stare insieme, parlare con loro, ascoltare le loro domande su quanto e' successo, anche se ripetitive e insistenti, e rispondere con sincerita'; aiutare i piu' piccoli a capire che cosa e' accaduto, scegliendo parole semplici e utilizzando esempi concreti e comprensibili, vicini al loro mondo; ricordare che i bambini, soprattutto quelli piu' piccoli, hanno bisogno di molte rassicurazioni; evitare di trasmettere loro ansia in relazione ad alcuni pericoli; verificare se abbiano maturato convinzioni errate rispetto a quanto e' accaduto (per esempio, temano un imminente terremoto nella propria citta'), ecca' "Le paure dei bambini non vanno sottovalutate - ricorda Telefono Azzurro -. Possono diventare intense, persistenti e limitare le normali attivita' quotidiane del bambino. Cio' puo' accadere soprattutto se le notizie televisive di questi giorni raggiungono bambini che abbiano vissuto in passato simili esperienze traumatiche (ad esempio un terremoto e rischio nucleare): la notizia televisiva puo' riattivare emozioni e paure." E proprio per aiutare genitori ed insegnanti ad affrontare e gestire queste situazioni, Telefono Azzurro si mette a disposizione di grandi e piccolo attraverso le linee telefoniche 19696 per bambini e adolescenti, 199.151515 per genitori e altri adulti, attive 24 ore su 24 ogni giorno dell'anno.
Per questo, proprio in questi giorni e' in corso la campagna "Alziamo le mani per fermare la violenza sui bambini" , il ricavato servira' per rafforzare il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro 1.96.96, incrementando cosi' il numero di operatori dedicati alla consulenza e all'accoglienza delle chiamate, per rispondere sempre piu' tempestivamente ed efficacemente alle richieste dei piu' piccoli. Alla campagna e' associato il numero 45504 (In collaborazione con TIM, Vodafone, WIND, 3, CoopVoce, Telecom Italia, Fastweb, Tiscali e TeleTu), attraverso il quale e' possibile effettuare una donazione di 2 euro inviando un SMS o chiamando da rete fissa.
Notiziario Minori, 19 marzo 2011

martedì 15 marzo 2011

IL 20% DEGLI ADOLESCENTI HA CARENZE DI FERRO STUDIO
INRAN NELL'AMBITO DEL PROGETTO EUROPEO HELENA
L'INRAN ha condotto, nell'ambito del progetto europeo HELENA (VI programma quadro UE) ed in collaborazione con gli altri partner, una valutazione della carenza in ferro negli adolescenti europei. " Dai dati dallo studio HELENA - afferma Marika Ferrari, ricercatore INRAN che ha condotto lo studio - e' emerso che il 18% degli adolescenti presenta una riduzione delle riserve di ferro, con una prevalenza significativamente piu' elevata tra le ragazze con il 21%, rispetto ai ragazzi con il 13%. Per quanto riguarda l'Italia, in particolare la citta' di Roma, bassi depositi di ferro sono stati osservati nel 21% delle ragazze e nel 17% dei ragazzi, mentre la carenza conclamata di ferro e' risultata piu' elevata tra le ragazze con il 4% rispetto al 2% dei ragazzi e la comparsa di anemia conseguente alla carenza di ferro e' risultata presente solo nel 2% delle ragazze e in nessun ragazzo." Lo studio, pubblicato su "European Journal of Clinical Nutrition", si basa su un campione di 940 ragazzi, 438 maschi e 502 femmine, tra 12 e 17 anni, provenienti da 10 citta' europee (tra cui Roma) ed evidenzia come la prevalenza di carenza di ferro tra gli adolescenti sia un fenomeno trasversale nei diversi paesi europei.
"Particolare attenzione, dunque - conclude Catherine Leclercq, coordinatore INRAN del progetto HELENA - va posta all'alimentazione delle ragazze adolescenti, gruppo a maggior rischio di carenza. L'apporto di ferro nella loro dieta quotidiana dovrebbe essere adeguato ai loro fabbisogni, dovuti alla crescita e alle perdite mestruali. Il ferro e' presente in tanti alimenti: nei cereali - specie se integrali - , nelle verdure a foglie, nella carne, nel pesce, nei legumi e nella frutta secca oleosa. Il ferro della carne e del pesce e' piu' facile da assorbire, ma non per questo e' indispensabile consumare questi alimenti. Piccoli accorgimenti permettono di migliorare l'assorbimento del ferro presente negli alimenti di origine vegetale. Poiche' la vitamina C trasforma il ferro in una forma piu' disponibile, la spruzzata di limone sulle verdure e l'arancia consumata come tale o come spremuta sono un valido aiuto. L'importante e' limitare al massimo le calorie vuote nella dieta e cioe' gli alimenti che contengono grassi e/o zuccheri, ma non apportano micronutrienti: bibite alcoliche ed analcoliche, dolci, caramelle, etc. ".
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
150^ ITALIA, ARCHIVIO STORICO ANSAS  AL
VITTORIANO IN MOSTRA LA STORIA DEL 
PAESE ATTRAVERSO LA SUA ISTRUZIONE
L'archivio storico-documentario dell'Ansas, l'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica, approda al Vittoriano, a Roma, dove dopodomani, giovedi' 17 marzo, si aprira' al pubblico la mostra 'Alle radici dell'identita' nazionale', un viaggio nella storia per analizzare e narrare il processo di costruzione dell'identita' culturale italiana.
La mostra vedra' al suo interno un'ampia parte dedicata alla scuola e al ruolo che ha avuto come primo strumento di unificazione nazionale, con un percorso che si articolera' in molteplici tappe che andranno dall'alfabetizzazione di massa agli strumenti didattici utilizzati in classe, dalla manualistica scolastica alla narrativa per l'infanzia, il tutto accompagnato da un gran numero di immagini delle classi scolastiche dell'Ottocento e del Novecento. Molto del materiale in mostra sara' costituito dal patrimonio fotografico-documentario dell'Ansas. L'Agenzia conserva infatti un ricco e particolare patrimonio documentario otto-novecentesco giunto a Firenze da tutte le parti d'Italia in occasione della grande Mostra didattica nazionale del 1925 e poi implementatosi nel corso di quasi un secolo di attivita' dell'istituto fiorentino.
Questa presenza di rilievo alla mostra del Vittoriano rafforza ancora il ruolo dell'Agenzia come centro di documentazione attestandola, insieme all'Archivio per la storia dell'educazione in Italia dell'Universita' Cattolica di Brescia, all'Archivio pedagogico italiano del Novecento di Firenze, al Centro studi Ernesto Codignola e al Centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico dell'Universita' degli studi di Macerata, come uno dei principali luoghi specializzati nella raccolta e nella valorizzazione del materiale documentario e librario di interesse storico-pedagogico.
Notiziario Minori, 15 marzo 2011
ADOLESCENTI, L'ESIBIZIONISMO IN RETE È UNA
DROGA E STAVOLTA FACEBOOK NON C'ENTRA
Spesso i media tradizionali, soprattutto la televisione, intervengono per evidenziare i grandi pericoli di internet: Facebook sarebbe il "male assoluto", perche' bambini e adolescenti potrebbero conoscere adulti malintenzionati, maniaci sessuali e quant'altro.
Difficilmente si parla invece di quanti tra loro cercano facili guadagni sfruttando i meccanismi della rete. Facebook in questo caso non c'entra affatto perche' giovani e giovanissime hanno altri canali per la comunicazione: Badoo e Netlog sono ad esempio social network popolari, tuttavia non mancano le piattaforme italiane precedenti a Facebook.
Non e' un fenomeno prettamente femminile, sebbene la percentuale di ragazzi sia inferiore. Il metodo e' semplice: si pubblicano degli aggiornamenti in cui ci si propone per "incontri" via webcam in cambio di ricariche telefoniche oppure accrediti su PayPal e carte di credito a consumo. Alcuni propongono persino un'anteprima gratuita. Gli incontri dal vivo sono rari, pochi quelli disposti ad andare oltre la prestazione virtuale. Un'attenuante affatto consolatoria, ne' garante dell'anonimato (di chi si mostra). Tra un compito di scuola e l'altro, uno strip e qualche euro per comprare le sigarette o fare un aperitivo. A un'eta' cui sarebbero vietati entrambi i vizi.
La legge italiana proibisce l'accesso incontrollato ai social network al di sotto dei 13 anni, Badoo richiede la maggiore eta' e Netlog almeno 15 anni. Restrizioni inutili, perche' mentire e' semplice quanto un clic: pochissimi genitori predispongono dei filtri a computer e internet perche' queste attivita' siano inibite ai propri figli. I dati, da questo punto di vista, fanno riflettere: come abbiamo visto ieri sarebbero ben 3,6 milioni i bambini che avrebbero mentito sulla propria eta' per iscriversi a Facebook.
Notiziario Minori, 15 marzo 2011