martedì 7 giugno 2011

LA LAUREA PAGA, SALARIO MIGLIORE COL "PEZZO DI CARTA"
ISFOL: 'INVESTIRE NELLA PROPRIA ISTRUZIONE AIUTA'
"Anche se in misura ridotta rispetto al passato, investire nella propria istruzione continua ad essere una scelta premiante per i giovani italiani: i nostri laureati guadagnano di piu' rispetto ai diplomati e raggiungono tassi di occupazione piu' elevati". Aviana Bulgarelli, Direttore Generale dell'Isfol, commenta i risultati di uno studio che anticipa un progetto di ricerca dell'Istituto sui rendimenti dell'istruzione nel mercato del lavoro. Lo scenario italiano "mostra una elevata variabilita' della spendibilita' sul mercato delle diverse competenze acquisite". La laurea paga, dunque, ma non tutti scelgono il titolo giusto: in Italia si conferma un rendimento maggiore per le competenze tecniche e scientifiche, ma una bassa offerta di laureati in mqueste aterie ed una diminuzione della quota di giovani che seguono percorsi tecnici e professionali nell'istruzione secondaria superiore.
Intanto, comunque, i giovani che decidono di investire su se stessi, scommettendo sull'aumento della propria formazione e acquisendo un titolo di istruzione universitario, ottengono, spiega l'Isfol, risultati migliori rispetto a chi decide di entrare nel mercato del lavoro con un diploma di scuola secondaria: i giovani laureati guadagnano piu' dei diplomati e, in prospettiva, hanno tassi di occupazione piu' elevati. Per fare un esempio, fra i 25-34enni chi ha solo il diploma prende in media 1.108 euro al mese. Chi ha la laurea 1.289.
Il divario retributivo dei laureati rispetto ai diplomatiß-ßriferito ai soli lavoratori dipendentiß-ße' pari ad oltre il 16ß% sia nella classe di eta' compresa tra 15 e 24 anni che, tra 25 e 34 anni, per poi aumentare sistematicamente nel corso della carriera lavorativa.
Quanto al tasso di occupazione, le evidenze suggeriscono uno scenario migliore per i giovani diplomati, che nelle prime due fasce di eta' considerate hanno un tasso di occupazione piu' elevato. Ma va considerato che i diplomati entrano nel mercato del lavoro mediamente un quinquennio prima dei laureati, accumulando un'esperienza che porta progressivamente ad una maggiore occupabilita' e, in generale, ad uno scenario che vede i diplomati in condizioni mediamente migliori nella fascia di eta' fino ai 34 anni. Ma gia' prima dei 30 anni di eta' i laureati recuperano ampiamente le posizioni in termini di tasso di occupazione e di retribuzione media. Il divario osservato e' infatti recuperato interamente intorno ai 28-29 anni, eta' dalla quale il tasso di occupazione dei laureati supera sistematicamente quello dei diplomati. Nella classe di eta' compresa tra 25 e 34 anni il tasso di occupazione dei giovani diplomati e' superiore di oltre un punto percentuale rispetto ai laureati, ma nella fascia di eta' successiva, da 34 a 44 anni, il tasso di occupazione dei laureati sopravanza di quasi 7 punti percentuali quello dei diplomati. L'eta' al primo ingresso al lavoro dei laureati, oltre ad essere mediamente piu' alta di cinque anni rispetto ai diplomati, e' anche assai piu' variabile:
i diplomati generalmente iniziano la ricerca di lavoro subito dopo il conseguimento del titolo, tra i 19 e i 20 anni; i laureati con laurea triennale iniziano la ricerca tra 22 e 23 anni, quelli con laurea specialistica non prima dei 24 anni e coloro che proseguono il percorso formativo post-laurea si affacciano sul mercato del lavoro intorno ai 27-28 anni. Di cio' occorre tenere necessariamente conto nel valutare i livelli di occupazione di giovani con diverso titolo di studio nelle medesime fasce di eta'.
Notiziario Minori, 7 giugno 2011
LE CATTIVE ABITUDINI ALIMENTARI: 38% 
MANGIA CON LA TV UNO SU CINQUE 
COMINCIA LA GIORNATA SENZA COLAZIONE
Poco sport e movimento, ma anche abitudini scorrette a tavola. Secondo i dati dell'Ipsos, che ha realizzato un'indagine sugli stili di vita dei ragazzi italiani per Save the Children e Kraft Foods Italia l'alimentazione dei minori presenta zone d'ombra. Piu' di un ragazzo su 4 mangia la frutta solo un paio di volte la settimana o meno spesso. I bambini inoltre non iniziano correttamente la giornata con la colazione a casa nel 21% dei casi, a volte fanno pranzo (14%) e cena (13%) da soli o con gli amici. Ben il 38% dei bambini dichiara di mangiare sempre davanti alla tv, percentuale che sale al 49 al sud e nelle isole, con un 53% dei genitori che non contesta il fatto o no c'e', mentre il restante 47% borbotta ma accetta la situazione.
L'obesita' o il sovrappeso dei bambini italiani appare per i genitori un problema consueto e che colpisce un cospicuo numero di ragazzi: solo il 14 % dei genitori intervistati, infatti, afferma che il problema riguardi meno del 10% dei minori del nostro paese. Il sovrappeso e' maggiormente presente in famiglie che denunciano qualche problematica o difficolta' relazionale o famiglie mono-reddito, in cui le madri sono casalinghe.
Notiziario Minori,7 giugno 2011
R L'80% "CRISTIANI SÌ, MA SENZA MORALE
SESSUALE" INDAGINE CENSIS: PER I RAGAZZI
È AMMISSIBILE AGGIRARE LE REGOLE
In cinque anni (2004-2009) sono cresciute del 26,5% le lesioni e percosse e del 35,3% le minacce e ingiurie, i reati sessuali sono passati da 4.454 a 5.625 (+26,3%). I dati diffusi oggi dal Censis fotografano un'Italia su cui pesano "la crisi dell'autorita', il declino del desiderio, la riduzione del controllo sulle pulsioni". "È diffuso il sentimento autoreferenziale per cui ognuno e' l'arbitro unico dei propri comportamenti: - spiega il rapporto - e' questa l'opinione dell'85,5% degli italiani.
Inoltre, si ritiene che le regole possano essere aggirate in molte situazioni". Tutto divierne relativa: nel divertimento il 44,8% dei giovani ammette la trasgressione. Il 46,4% degli intervistati e' convinto che "per raggiungere i propri fini bisogna accettare i compromessi" e il 63,5% (quasi l'80% tra i piu' giovani) ritiene che "si puo' essere buoni cattolici anche senza tener conto della morale della Chiesa in materia di sessualita'". Inoltre il 48,6% (il 61,3% tra i residenti nelle grandi citta') dichiara che "quando e' necessario, bisogna difendersi da se' anche con le cattive maniere". Boom di antidepressivi. Se la dimensione piu' narcisistica delle pulsioni e' legata al bisogno di apparire (nel 2010 circa 450 mila interventi di chirurgia estetica in Italia), la dimensione piu' distruttiva delle pulsioni si riscontra nel progressivo crescere delle forme di depressione. Il consumo di antidepressivi e' raddoppiato in dieci anni (+114,2%): le dosi giornaliere sono dal 2001 al 2009 sono passate da 16,2 a 34,7 per 1.000 abitanti.
Notiziario Minori, 7 giugno 2011
STUDENTI ITALIANI 'PAZZI PER LA
CHIMICA'ECCO I VINCITORI DEL
CONCORSO NAZIONALE PROMOSSO DAL MIUR
Se la scienza on line fosse gestita da ragazzi di terza media, se Leonardo da Vinci scoprisse il mondo di oggi grazie a guide turistiche di dodicenni e se i giornali fossero scritti anche da scienziati in erba, forse oggi la chimica sarebbe piu' compresa e apprezzata. Lo dimostrano i lavori vincitori del concorso nazionale 'Tutti pazzi per la chimica!', promosso dal ministero dell'Istruzione per l'anno internazionale della chimica, e dedicato alle scuole medie. Tre elaborati molto diversi tra loro, accomunati da una grande creativita' e soprattutto da uno sguardo diverso sulla chimica, scevro da pregiudizi e con la convinzione che anche grazie ad essa si possa costruire un mondo migliore.
Devono pensarla cosi' anche organismi internazionali di prima grandezza, come l'Onu, che ha riconosciuto la chimica come scienza fondamentale per lo sviluppo sostenibile del pianeta proclamando il 2011 'Anno internazionale della chimica'. Per celebrare il 2011 il ministero dell'Istruzione, Federchimica- Federazione nazionale dell'industria chimica e la Societa' chimica italiana, hanno siglato un protocollo di intesa che prevede manifestazioni dedicate soprattutto al mondo della scuola. La prima iniziativa e' stata appunto il concorso nazionale 'Tutti pazzi per la chimica!' per l'anno scolastico 2010-2011 che si e' concluso nei giorni scorsi. Il concorso ha visto la partecipazione di un centinaio di classi di tutta Italia per un totale di oltre 2500 ragazzi coinvolti.
I vincitori, una terza, una seconda e una prima media, rispettivamente di Roma, Ravenna e Catania, hanno vinto tre viaggi presso i principali musei della scienza d'Europa (Monaco, Napoli e Milano) per approfondire ulteriormente il proprio rapporto con la chimica. I progetti vincitori sono disponibili sul sito www.chimica2011.it (Wel/ Dire).
Notiziario Minori, 7 giugno 2011

venerdì 3 giugno 2011

STUDENTI.IT: ITALIA NON È UN PAESE PER GIOVANI
È LA "SENTENZA" DEL 98% DEGLI UTENTI DEL SITO
L'Italia "non e' un paese per giovani". È questo il risultato di un'indagine condotta da Studenti.it che in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno ha chiesto ai suoi utenti "come valutano il paese in cui vivono e se ritengono che questo riservi loro delle opportunita' oppure no". Alla domanda "l'Italia e' un paese per giovani?" solo il 2% ha risposto affermativamente, sostenendo che si vive bene e che ci sono opportunita'. Il 26% invece, "pur riconoscendo che in Italia si vive bene, dichiara che questo non offra opportunita' ai giovani mentre per il 28% la situazione e' negativa da entrambi i punti di vista, ovvero sia per la qualita' della vita sia per le opportunita'". Drastico il restante 42% dei partecipanti al sondaggio che "si definisce 'deluso' e dichiara di voler andare all'estero". All'indagine hanno partecipato in 880.
Notiziario Minori, 3 giugno 2011
MELONI: VORREI MAMELI AL POSTO DEL 'CHE'
SU MAGLIETTE"NON HA NULLA DA INVIDIARE
ALLE ICONE DELLE ALTRE NAZIONI"
Mameli come Che Guevara? Secondo il ministro della Gioventu', Giorgia Meloni, il nostro padre della Patria "non ha nulla da invidiare alle icone delle altre nazioni.
Mi piacerebbe vedere il suo volto stampato sulle magliette indossate dai ragazzi". Il ministro, che insieme al presidente del Comitato dei garanti per il 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia, Giuliano Amato, ha inaugurato al Complesso del Vittoriano il nuovo allestimento del Museo centrale del Risorgimento di Roma, spiega che non si vedono in giro perche' "le persone ancora non li conoscono bene". Per questo 'Gioventu' ribelle', l'applicazione per smartphone promossa dal ministero e dedicata al Risorgimento, mira a "conciliare la storia con strumenti moderni. Perche' i giovani italiani, oggi come 150 anni fa, possono fare la differenza".
Notiziario Minori, 3 giugno 2011

martedì 31 maggio 2011

COLDIRETTI: 8 BAMBINI SU 10 MAI ENTRATI 
IN STALLA LA NOVITÀ DELL'ESTATE 2011
SONO I CAMPI SCUOLA IN CAMPAGNA
Hanno visto gli animali dal vivo nei circhi o negli zoo delle citta', ma otto bambini su dieci non sono mai entrati in una stalla per vedere personalmente come si ottiene il latte che viene servito loro a colazione ogni giorno.
E' quanto emerge, come si legge in una nota, da una indagine on line della Coldiretti, divulgata in occasione della presentazione del primo censimento delle fattorie didattiche italiane realizzata grazie all'accordo della Coldiretti con il ministero della Pubblica istruzione e dell'Universita' (Miur). Una guida di riferimento per le gite nelle aziende agricole, ma anche per i campi scuola in campagna o le vacanze verdi per i piu' piccoli durante la prossima estate che rappresentano una vera novita' del 2011.
Nell'occasione e' stata aperta dalla Coldiretti, nel centro di Roma, una vera e propria fattoria con l'orto da coltivare, il miele da raccogliere e il formaggio da preparare a partire dal latte ottenuto da una vera e propria "gara" di mungitura con mucche, capre e pecore che ha coinvolto intere classi di bambini con maestre e mamme al seguito, per festeggiare la giornata mondiale del latte promossa in tutto il mondo dalla Fao.
L'obiettivo e' fare conoscere le molteplici attivita' che si svolgono nelle 1.189 fattorie didattiche italiane, riconosciute dalle diverse regioni, per colmare una lacuna formativa particolarmente preoccupante nelle giovani generazioni. Secondo una indagine Ipr marketing per Coldiretti/Univerde solo il 16 per cento degli italiani conosce le fattorie didattiche ma ben il 93 per cento e' interessato a visitarle.
Ricostruire un rapporto sano con l'alimentazione e' un obiettivo importante per le scuole italiane dove ben il 34 per cento dei piccoli cittadini italiani di 8 e 9 anni e' lontano dal peso forma: oltre un milione e' sovrappeso (22,1 per cento del totale) e 400mila (11,1 per cento) sono obesi, secondo il monitoraggio effettuato dal progetto 'Okkio alla salute', realizzato dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell'Istituto superiore di sanita', continua la nota. Dall'indagine e' emerso che il 9 per cento dei bambini salta la prima colazione, il 30 per cento fa una colazione sbilanciata in termini di carboidrati e proteine, mentre il 23 per cento dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura e che il 48 per cento assume quotidianamente bevande zuccherate e gassate.
Con circolare del ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca e' stata prevista la realizzazione di una unita' didattica di educazione alimentare per le scuole che ne fanno richiesta contattando i referenti del progetto "Educazione alla Campagna amica" promosso dalla Coldiretti. Un via libera di fatto agli agricoltori in cattedra con la formalizzazione di una apposita unita' didattica di educazione alimentare per le scuole, che prevede un momento formativo in aula sui temi dell'alimentazione, dell'ambiente e dell'alleanza con il territorio.
Tra gli obiettivi, aggiunge il comunicato, ci sono quello di far conoscere il lavoro necessario per produrre il cibo, le proprieta' di quello locale e di stagione che non deve percorrere lunghe distanze con mezzi inquinanti, ma anche educare al gusto dei prodotti naturali e insegnare a non sprecare il cibo in una situazione in cui ben il 30 per cento di quello acquistato finisce nella spazzatura con perdita di risorse e inquinamento ambientale.
La possibilita' di trascorrere giornate nelle fattorie didattiche e' stata offerta alle classi vincitrici della prima edizione del concorso promosso dalla collaborazione tra Coldiretti e il ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca "dalla tavola alla cittadinanza" per l'anno scolastico 2009/2010 al quale hanno partecipato 211 scuole di tutta Italia. Al terzo posto si e' classificata la scuola primaria dell'istituto comprensivo di Fiumalbo (Mo), al secondo posto la scuola Gianni Rodari di Agliana (Pt) classe 3B e al primo posto la scuola primaria Pietro Baricco di Torino classe 4C.
Le premiazioni sono state fatte da Guido Viceconte, sottosegretario del ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca, Paolo Russo, presidente commissione Agricoltura della Camera, Adriana Bucco, responsabile Donne Impresa Coldiretti, Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione Univerde, Sergio Marini, presidente della Coldiretti, e Sveva Sagramola, giornalista e conduttrice televisiva che ha presentato il suo libro "Secondo natura impariamo a vivere bio".
Notiziario Minori, 31 maggio 2011
LATTE D'ASINA, PER LA LINEA E PER IL CUORE
È MOLTO RICCO DI OMEGA 3 E DI CALCIO
Era il segreto di bellezza di Cleopatra, oggi gli scienziati rivalutano il latte d'asina e gli attribuiscono nuove doti: ad esempio sembra che faccia miracoli per il girovita e per mantenere il peso forma. A rivelarlo e' uno studio made in Italy, realizzato da un gruppo dell'universita' di Napoli e presentata all'European Congress on Obesity (Eco 2011) a Istanbul (Turchia). I ricercatori sono convinti che il latte d'asina sia un alleato della forma fisica per una serie di qualita' che gli sono proprie: ad esempio e' molto ricco di omega 3 e di calcio, fatto che puo' avere effetti benefici anche per il cuore, e che sembra aiuti a mantenere alti i livelli di energia per tutta la giornata. Gli autori della ricerca lo suggeriscono in effetti come alternativa al latte scremato e alla soia, e invitano a fare una prova chi ha a cuore la propria linea e soprattutto chi farebbe bene a perdere qualche chilo. Quella presentata a Istanbul non e' la prima ricerca che descrive il latte di' asina come un elisir di bellezza e salute.
Studi precedenti avevano gia' suggerito che la bevanda potesse rappresentare una buona alternativa al latte vaccino per i bambini allergici e che potesse diventare il futuro pilastro nelle diete di chi e' attento al proprio peso e alla salute.
Nello studio italiano, condotto sui topini di laboratorio, gli scienziati hanno diviso le cavie in due gruppi, nutriti rispettivamente con latte d'asina e latte di mucca, in aggiunga alla loro consueta alimentazione. Alla fine dell'esperimento, gli scienziati hanno notato che gli animali nutriti con latte di mucca sono arrivati a pesare piu' dei ratti normali, mentre quelli a cui era toccato il latte d'asina sono risultati piu' magri della media. In piu', questo secondo gruppo ha presentato livelli inferiori di grasso nel sangue e minor presenza di altri grassi dannosi per arterie e cuore Infine i mitocondri, le 'microbatterie' che alimentano le cellule, risultavano ultra-ricaricati e riuscivano a convertire il cibo in energia a un ritmo piu' veloce. La conclusione a cui arrivano gli scienziati e' che "bisognerebbe incoraggiare il consumo di latte d'asina". Purtroppo, sulla strada di chi desidera consumarlo c'e' qualche difficolta'. La bevanda ha conosciuto molta fortuna in passato, ma oggi non e' piu' di moda ed e' quasi impossibile acquistarla in supermercato.
Notiziario Minori, 31 maggio 2011
GIORNATA SENZA TABACCO, DA RAGAZZI INVITO 
A NON FUMARE ALL'OSPEDALE FORLI' MOSTRA
REALIZZATA DA STUDENTI SCUOLE MEDIE
Parte dai ragazzi l'invito a non fumare. In occasione della XXIV° Giornata mondiale senza tabacco, indetta dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) e che si celebra oggi, nell'atrio del padiglione 'Morgagni' dell'ospedale 'Morgagni-Pierantoni' di Forli', e' visitabile, da oggi sino alla fine della settimana, una mostra con i disegni realizzati dagli studenti delle scuole medie forlivesi nell'ambito del progetto 'Liberi di scegliere', promosso dalla pediatria di comunita' dell'Ausl di Forli' per sensibilizzare sull'importanza di dire no alla sigaretta. Il percorso educativo, che dal 1992 coinvolge alunni e insegnanti, quest'anno ha visto la partecipazione delle scuole medie Marco Palmezzano, Benedetto Croce e Pietro Zangheri. Sempre all'interno dell'ospedale, saranno disponibili anche i volantini preparati dall'U.O. di pneumologia dell'Ausl di Forli' e dall'Ammp (Associazione Morgagni malattie polmonari), nei quali si sottolineano i vantaggi di rinunciare per sempre al fumo. Tale materiale verra' distribuito, inoltre, in tutti i bar e locali pubblici della Romagna.
Notiziario Minori, 31 maggio 2011
DORMIRE POCO PUÒ RENDERE I BAMBINI
OBESI UNA RICERCA NEOZELANDESE
I bambini piccoli che non dormono abbastanza hanno piu' probabilita' di essere in sovrappeso, secondo un nuovo studio neozelandese. I ricercatori dell'Universita' di Otago a Dunedin, Nuova Zelanda, hanno trovato che i bambini tra i tre e i cinque anni che dormivano meno rispetto alla media di 11 ore per notte, avevano maggiori probabilita' di avere un piu' alto indice di massa corporea dall'eta' di sette anni.
Per ogni ora di sonno perso nell'eta' compresa tra i tre e i cinque anni, dal settimo compleanno si avranno 0.7kg di grasso in piu', secondo questo studio.
I ricercatori per giungere a tali conclusioni hanno monitorato circa 250 bambini di eta' compresa tra tre e sette anni, studiandone il peso, la dieta, la composizione corporea, l'attivita' fisica e il sonno.
Hanno considerato oltre allo stile di vita anche altri fattori che possono influire sul peso, quali il peso alla nascita, il livello di istruzione dei genitori, il reddito e l'etnia.
Il professor Barry Taylor, dell'Universita' di Otago, ha detto che il sonno ridotto potrebbe aumentare l'apporto dietetico e potrebbe anche influenzare la spesa energetica, riducendo l'esercizio fisico.
La ridotta quantita' di sonno altera gli ormoni che controllano il metabolismo e l'appetito e, quindi, quanto si mangia, ha dichiarato il professor Taylor.
Altri specialisti del settore ritengono che non dormire le giuste ore possa contribuire a lungo termine a far insorgere problemi di salute sia negli adulti che nei bambini.
Notiziario Minori, 31 maggio 2011
MEDIAZIONI FAMILIARI, UNICEF PREMIA 
ASSOCIAZIONE GEA SPADAFORA: SEPARAZIONI
E DIVORZI AUMENTANO PERICOLI PER BIMBI
Un premio, un attestato, per oltre venti anni di attivita' di una associazione come la GeA, 'Genitori ancora', che e' a sostegno di genitori e figli che ha introdotto in Italia la conoscenza e la pratica "della mediazione familiare per prevenire il maltrattamento all'infanzia da cattiva separazione". Il presidente del Comitato italiano Vincenzo Spadafora ha fatto gli onori di casa a Fulvio Scaparro, socio fondatore e direttore scientifico della GeA, a Cesare Rimini, avvocato del Foro di Milano, a Gloria Servetti, presidente della sezione IX civile Tribunale ordinario di Milano. Il presidente Spadafora ha ricordato che se "la nostra attivita'" e' soprattutto "nei paesi in via di sviluppo", e' anche vero che "il ruolo dell'Unicef e' quello di occuparsi di tutti i bambini del mondo, non solo quelli che vivono in aree svantaggiate. Quando si da la possibilita' all'Unicef di porre l'accento per quello che riguardano i bambini italiani per noi e' molto importante". Spadafora ha evidenziato l'aumento di "minacce che a volte stentiamo a riconoscere. Sono in aumento il numero dei divorzi, delle separazioni, in generale di situazioni che possono mettere a rischio e in crisi l'armonia familiare e in modo particolare la crescita e il sano sviluppo dei minori e dei bambini nelle famiglie. Minacce sono dietro l'angolo e in ambienti e situazioni familiari insospettabili".
L'associazione GeA, che fino allo scorso anno ha soltanto formato mediatori familiari, ma che da quest'anno effettua direttamente mediazione, e' nata nel 1987. Si tratta di una associazione privata senza fini di lucro e, tra le cose piu' importanti fatte, c'e' la realizzazione "del primo servizio pubblico italiano di mediazione familiare, il Centro civico di mediazione familiare, realizzato per il Comune di Milano nel 1989". E ancora: "la prima scuola di formazione alla mediazione familiare per operatori pubblici e privati", anche questa nel 1989. "Quello di cui si discute- spiega Scaparro- non e' la separazione, che e' un passo della nostra vita che puo' esserci.
Ma e' come avviene". Per il socio fondatore e' infatti importante "non trasformare il conflitto in guerra".
Notiziario Minori, 31 maggio 2011
IMPIANTI COCLEARI, ANCHE DA PICCOLI: 
E L'UDITO È SALVO CHONG SUN KIM A 
UDINE PER IL CONGRESSO NAZIONALE SIO
L'udito e' il senso che ci da' la consapevolezza di essere immersi nel cosiddetto "bagno sonoro" che ci circonda in ogni istante della nostra vita e che ne e' espressione. E il "bagno" e' il punto di arrivo, il traguardo, se non un vero e proprio sogno della ricerca nel campo degli impianti cocleari. Per ora il presente piu' avanzato si chiama impianto cocleare bilaterale. Perche' sentire con un solo orecchio non solo riduce la capacita' di localizzare la provenienza di un suono, ma ostacola anche la capacita' di seguire una conversazione sia nel silenzio che in un ambiente rumoroso. E durante l'infanzia e l'adolescenza la perdita dell'udito da un orecchio puo' influire negativamente sullo sviluppo. Inoltre, la maturazione delle aree del cervello dedicate all'udito rimane, nelle sordita' di questo tipo, parzialmente deficitaria. Dunque, in attesa che la tecnologia ibrida diventi realta', il presidente della Societa' mondiale di otorinolaringoiatria, Chong Sun Kim ha colto l'occasione del 98^ congresso nazionale Sio, Societa' italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale per fare il punto sulla situazione: "Negli ultimi decenni c'e' stata una serie di proteste, anche su vasta scala, contro gli impianti cocleari, ma oggi e' una delle metodiche piu' consolidate sia per gli adulti che per i bambini.
Anzi, si puo' dire che l'impianto precoce e' ormai la regola.
L'efficacia negli impianti dopo i 12 mesi d'eta' da' esito favorevole nella maggioranza dei casi, e non c'e' stato un aumento di complicanze chirurgico-anestesiologiche. Certo, abbiamo bisogno di un follow up maggiore per un'evidenza ancor piu' solida di questi risultati, ma abbiamo il futuro dalla nostra parte".
Oggi, nella valutazione di un potenziale candidato all'impianto cocleare, si pone grande attenzione a migliorare le capacita' uditive di entrambe le orecchie. Ai pazienti viene proposta sia la stimolazione "bimodale", ossia con impianto cocleare da un lato e protesi acustica dall'altro, sia la stimolazione bilaterale, con un impianto cocleare per lato.
La scelta di uno dei due metodi non ha generalmente grande importanza se non nel bambino; difatti in questo caso, affinche' il sistema nervoso si sviluppi omogeneamente ed il piccolo possa avere un udito binaurale a tutti gli effetti, e' preferibile utilizzare la stimolazione bilaterale.
Diverse obiezioni in passato ed ancora oggi vengono mosse a questo tipo di impianto. Una di esse si basa sul fatto che il posizionamento dell'impianto in entrambe le orecchie preclude definitivamente l'accesso ad eventuali nuove possibilita' terapeutiche, in particolare alle cellule staminali. Questo e' sicuramente uno svantaggio. Ma lo stesso Chong Sun Kim ci tiene a sottolineare che "sono molto i vantaggi anche negli impianti bilaterali, soprattutto in eta' pediatrica. E' ormai una procedura sicura a tutti gli effetti. Le complicanze principali, poco sotto il 50% del totale, sono dovute solo al malfunzionamento del dispositivo. E in totale solo l'1,7% ha dato problemi. Da molti anni si parla di impianti ibridi, e dobbiamo essere pronti anche a quelli. Ma per ora ci proponiamo sicuramente di aumentare la quota di impianti bilaterali, e cominciare anche prima dei 12 mesi".
Notiziario Minori, 31 maggio 2011

venerdì 27 maggio 2011

TRIESTE, PRESIDE LASCIA FUORI STUDENTI IN BERMUDA
SUCCEDE A UN ISTITUTO NAUTICO: INTERVENUTA LA POLIZIA
Lo scorso anno in un istituto di Vicenza, e probabilmente non solo. Quest'anno a Trieste, e non sara' l'ultimo caso. Una trentina di studenti, con l'avvicinarsi dell'estate e, di conseguenza con il salire delle temperature, hanno pensato bene di presentarsi a scuola indossando dei pinocchietti, i calzoni a 'mezza gamba'.
All'arrivo a scuola, l'istituto tecnico Nautico di piazza Hortis, la brutta sorpresa: il bidello, su indicazione del preside Raffaele Marchione, non li ha fatti entrare proprio a causa del loro abbigliamento. Secondo quanto scrive il Piccolo di Trieste, il fatto e' successo due giorni fa. L'intervento e' stato preceduto da una circolare fatta passare di classe in classe il 16 maggio scorso:
"Con l'approssimarsi della bella stagione- si leggeva nella nota- si invitano allieve ed allievi dell'istituto ad indossare un abbigliamento adeguato durante le lezioni. Non saranno accolti studenti con abbigliamento da spiaggia (spalle scoperte, pantaloni corti o a mezza gamba)".
"Nessuno di noi portava infradito o pantaloncini corti- dichiarano al Piccolo i ragazzi- il provvedimento ci e' sembrato esagerato e abbiamo deciso di chiamare la Polizia. Abbiamo informato la Digos e segnalato il fatto anche al Provveditorato agli studi".
Gli agenti di Polizia, una volta parlato con la dirigenza dell'istituto, hanno poi riferito ai ragazzi l'esito di un compromesso raggiunto: "Sono andati a parlare con il vicepreside e poi ci hanno riferito che per entrare avemmo dovuto lasciare le nostre generalita' al bidello- riferiscono ancora i ragazzi secondo il Piccolo- rassicurandoci del fatto che non avremmo subito ripercussioni. Perche' allora dovevamo lasciare il nostro nome e cognome?". Infatti non tutti hanno accettato: gli unici sono stati otto studenti che dovevano affrontare la prova pre-esame per la qualifica della terza classe iniziata, con parecchio ritardo visto l'inconveniente.
"La riforma della scuola prevede che il voto in condotta faccia media con le altre materie- precisano gli studenti- e temiamo che chi ha lasciato il nome all'entrata pur di entrare venga penalizzato. Per molti di noi mancano 20 giorni all'esame di maturita'".
E non e' tutto: nel corso della mattinata una decina di alunni ai quali era stato vietato l'accesso si sono intrattenuti con un insegnante con libri e quaderni aperti in piazza Hortis. "Non rilascio dichiarazioni- ha riferito il professore- stiamo chiacchierando e io non sto facendo lezione...".
Notiziario Minori, 27 maggio 2011
LA SCUOLA COSTRUITA DAI RAGAZZI, TUTTA 
ECO-SOSTENIBILE  AULA AUTOCOSTRUITA
ALL'ISIS DI LADISPOLI. IL SINDACO: UN ESEMPIO
Un'aula didattica a impatto zero all'Isis di via Ivon de Begnac a Ladispoli, in provincia di Roma. E' stata realizzata attraverso un cantiere di autocostruzione e costruita interamente dagli studenti e dagli insegnanti dell'istituto tecnico per geometri grazie a un finanziamento comunale di 21 mila euro.
L'Isis di Ladispoli, ha spiegato il sindaco Crescenzo Paliotta, "forma i ragazzi nella complessa e difficile professione di geometra ed e' fondamentale che proprio in questa fase venga garantita un'informazione corretta e sensibile alle tematiche della crisi energetica e dello sviluppo sostenibile.
L'aula didattica, realizzata con materiali totalmente ecocompatibili, e' dotata di tutte le piu' moderne tecnologie seguendo i principi dell'edilizia ecologica. L'illuminazione e' stata realizzata con un pannello fotovoltaico, le pareti a vetrate sono poste tutte a sud mentre quelle a nord sono in legno con uno strato isolante in paglia. Per le pareti, inoltre, e' stato utilizzato un materiale in terracotta che mantiene all'interno dell'aula didattica una temperatura costante sia d'inverno che d'estate senza l'ausilio del condizionamento artificiale".
All'inaugurazione erano presenti, oltre al sindaco, l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Paola Rita Stella, e la preside dell'istituto, Vincenza La Rosa.
L'esperimento realizzato a Ladispoli sara' inserito sul sito della Provincia come prototipo per future realizzazioni in altre scuole del comprensorio. L'opera, iniziata nel 2009, era inserita nel progetto "Cantieri animati" ed e' stata realizzata sotto la direzione dell'insegnanti dell'Isis di via De Begnac.
Notiziario Minori, 27 maggio 2011

martedì 24 maggio 2011

LA CRISI, I BAMBINI E IL RUOLO DELLE 
NONNE RAPPORTO ISTAT: DI GRANDE 
AIUTO AI GENITORI LAVORATORI
Cambiano profondamente anche le direttrici dei flussi di aiuto: crescono quelli rivolti alle famiglie con almeno un minore di 14 anni e madre occupata, le quali dal quinto posto nella graduatoria delle famiglie aiutate nel 1983, guadagnano la prima posizione (37,5%); diminuiscono, invece, gli aiuti informali rivolti alle famiglie con ultraottantenni. Al contempo, diminuisce il peso delle ore dedicate dalla rete informale all'assistenza di adulti e alle prestazioni sanitarie, mentre aumentano quelle rivolte alla cura dei bambini, che rappresentano ora il 40% del totale.
Afferma l'Istat: "Dopo il forte calo registrato tra 1983 e 1998, la quota di famiglie che riceve sostegno dalle reti informali registra una sostanziale stabilita'. Crescono pero' le famiglie che si avvalgono di servizi di assistenza o di aiuti economici da parte di enti pubblici (dal 2,8 del 1998 al 6,9%) e di servizi a pagamento (dall'8,9 al 9,6%)". Se il Nord-est spicca per una rete di aiuto informale piu' diffusa e attiva, il Mezzogiorno appare particolarmente penalizzato da una rete piu' esigua (con meno care giver e meno famiglie aiutate) pur a fronte di bisogni derivanti da una poverta' materiale piu' diffusa e da peggiori condizioni di salute della popolazione anziana.
Sempre l'Istat: "Nel corso del tempo e' poi aumentata in misura considerevole la quota di popolazione anziana, anche grazie alle migliori condizioni di vita; cio' ha incrementato la percentuale di chi, pur anziano, si attiva all'interno delle reti di aiuto informale. Nel contempo, e' cresciuta anche quella degli ultraottantenni (i cosiddetti "grandi anziani") con nuovi bisogni di assistenza. Si e' ridotto, inoltre, il numero di componenti della famiglia a causa della diminuzione delle nascite, dell'aumento della speranza di vita nelle eta' anziane e dell'instabilita' coniugale". Se, quindi, si tiene conto della maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e dell'aumento della speranza di vita, risulta evidente come la rete di parentela sia diventata sempre piu' "stretta e lunga": ogni potenziale care giver ha, cioe', meno persone con cui condividere l'aiuto nella rete di parentela, meno tempo da dedicare agli altri e un maggior numero di persone bisognose di aiuto per un periodo piu' lungo dell'esistenza.
In questo quadro assume particolare rilevanza il ruolo delle nonne che, tuttavia, secondo l'Istat, "considerato anche l'innalzamento dell'eta' pensionabile, avranno sempre maggiori difficolta' ad assolvere ai compiti che sono loro assegnati, schiacciate tra la cura dei nipoti, quella dei genitori anziani, spesso non autosufficienti, e, a volte, dei figli grandi ancora presenti in casa. L'auspicata crescita dell'occupazione femminile e il presumibile prolungamento dell'attivita' lavorativa fara' si' che le nuove nonne avranno meno tempo da dedicare all'assistenza e alla cura degli altri membri della famiglia, cosicche' il mutuo sostegno tra le generazioni di madri e di figlie diventera' sempre meno agevole".
Notiziario Minori, 24 maggio 2011
PER GLI STRANIERI LA FAMIGLIA CONTA PIÙ DEGLI AMICI
PERO' PERCEPISCONO MENO IL PERICOLO DELLO 'SBALLO'
Per i ragazzi stranieri la famiglia, e in particolare i fratelli, sono le persone con cui si puo' parlare meglio. Anche rispetto ai compagni di scuola e agli amici. Cosa che invece non vale per i giovani bolognesi, quelli del capoluogo in primis, per i quali la 'company' vale piu' di mamma e papa', fratelli e sorelle. Fuori citta', invece, e' ancora la famiglia il luogo dove ci si confida. Per tutti, italiani o stranieri che siano, internet e in particolare i social network sono la maniera preferita per comunicare, mentre la tv sta scivolando nell'oblio. In compenso, per le femmine la comunicazione verbale e' ancora fondamentale.
E' quanto emerge da uno studio presentato al liceo Sabin di Bologna dall'associazione Nuovamente, che ha concluso, con la collaborazione della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, un lavoro su 'Disagio giovanile, comunicazione e partecipazione".
A 1.806 studenti di dieci scuole superiori di Bologna e provincia e' stato proposto un questionario di 33 domande di vario genere: dal rapporto con gli amici e la famiglia, al disagio, al bullismo, al rapporto con il proprio corpo, le tecnologie, la scuola, le istituzioni. Tra le domande ce n'erano anche alcune che chiedevano gli studenti quali misure si potrebbero adottare per accorciare le distanze col mondo degli adulti e molti non hanno dato risposta.
Un probabile segnale di indifferenza alla questione. Del totale degli intervistati, tra i 15 e i 19 anni, la maggioranza (981) e' di Bologna, 158 sono nati all'estero, il resto in varie zone d'Italia anche se prevalentemente nella provincia di Bologna. Il 40% vive in una famiglia formata da quattro persone e il 43%, in casa, si trova meglio con la mamma, il 23% col padre, il 19% con fratelli e sorelle, il 6% coi nonni.
Notiziario Minori, 24 maggio 2011
2010, FUGA DALLA SCUOLA: GLI ABBANDONI SFIORANO 
IL 19% IN SICILIA OLTRE UN QUARTO CON LICENZA MEDIA
Nel 2010 gli abbandoni della scuola sfiorano il 19%. È quanto emerge dal Rapporto annuale sulla situazione del Paese nel 2010 diffuso dall'Istat.
Ad abbandonare gli studi senza il diploma di scuola superiore sono stati esattamente il 18,8%, contro una media europea del 14,4%.
In Italia sono occupati la meta' dei giovani che hanno lasciato gli studi. È occupato il 31,9% delle giovani donne che hanno abbandonato gli studi contro tassi di abbandono e di occupazione tra i maschi rispettivamente del 22% e 56,8%. Le differenze territoriali sono marcate: particolarmente grave la situazione della Sicilia, dove piu' di un quarto dei giovani lascia la scuola con al piu' la licenza media. Percentuali superiori al 23% si registrano anche in Sardegna, Puglia e Campania. Piu' in linea con il traguardo europeo del 2020 (soglia del 10% indicata nella Strategia Europa 2020) appare il Nord-est, con un tasso di abbandono scolastico intorno al 12 per cento nella provincia autonoma di Trento e in Friuli-Venezia Giulia. Dai dati dell'indagine Excelsior nel periodo compreso fra l'anno scolastico 2004/05 e quello 2007/08 il numero di diplomati degli istituti tecnici italiani e' sceso da 181.099 a 163.915, con un gap rispetto alla domanda potenziale da un minimo di circa 24 mila unita' (nel 2005) a un massimo di oltre 127 mila diplomati tecnici (nel 2007).
Notiziario Minori, 24 maggio 2011
I PEDIATRI: SI AMMALANO? EVITARE LA CORSA 
AI FARMACI I CONSIGLI DELLA SIPPS PER 
LE INFEZIONI CHE COLPISCONO I BAMBINI
Il bambino si ammala spesso nel periodo dell'inizio della scuola d'infanzia o nei primi mesi di frequenza al nido? Non e' poi cosi' negativo, almeno secondo i pediatri della Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps). "Il piccolo bambino- spiegano- deve costruirsi pian piano un corredo anticorpale che nel tempo lo difenda poi dalle infezioni". Le infezioni che colpiscono i bambini creano una risposta immunitaria persistente e duratura, per cui, dopo queste fasi della vita in cui si ammalano spesso, in seguito i bambini risultano immuni e possono affrontare indenni le stagioni a rischio (autunno-inverno-primavera), frequentando senza problemi la scuola dell'obbligo.
"I genitori devono farsi una ragione del perche' i bambini si ammalano cosi' frequentemente nei primi tempi di frequenza in una collettivita' infantile: l'immunita' che i bambini acquisiscono li proteggera' dalle malattie nelle epoche successive- dichiara il presidente nazionale della Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale, Giuseppe Di Mauro- E' come se l'organismo dovesse pagare un pegno all'inizio per poi costruirsi un corredo immunitario importante e necessario per il futuro. I pediatri queste cose le conoscono e non si stancano di dirle ai genitori dei loro assistiti, ma serve ribadirle piu' volte, anche attraverso i media e la stampa, per far si' che la consapevolezza aumenti e risulti piu' accettata da tutti".
Correlato al tema delle malattie in comunita' infantile, esiste poi il discorso della cura di queste forme morbose, che per almeno l'80% sono di origine virale e quindi non necessitano di cure antibiotiche specifiche. La Sipps ribadisce l'importanza di evitare la corsa ai farmaci come sistema di difesa del bambino. "Se e' vero che le malattie infantili guariscono da sole, senza particolari cure, e' nostro compito tranquillizzare i genitori nel non pretendere medicine per guarigioni veloci e immediate dei loro figli. Un comportamento di attesa, responsabile, legato ai consigli che inevitabilmente il pediatra dara' loro, mette al riparo da un eccessivo ricorso ai farmaci, ma anche da mantenere l'attenzione giusta ai problemi di salute del bambino- precisa Leo Venturelli, pediatra e componente del direttivo Sipps- In questo modo si ribadisce l'importanza di lasciare all'organismo del bambino e alla natura la risposta migliore alla malattia, garantendo una alimentazione giusta, ricca in frutta e verdura, uno stile di vita attivo, prevalentemente all'aria aperta e non in ambienti chiusi anche al bambino convalescente, con l'obbligo di evitare la riammissione rapida in collettivita' dei nostri figli. Per questo servirebbe anche una tutela maggiore della famiglia, in particolare della madre, nell'ambito della previdenza sociale". Secondo la Sipps, dunque, "i nostri bambini devono essere certamente curati, ma solo quando serve veramente, devono poi aver diritto a maggiori attenzioni da parte delle istituzioni sociali, che garantiscano loro spazi e tempi idonei ad una vita in salute", conclude Giuseppe Di Mauro, presidente della Sipps.
Notiziario Minori, 24 maggio 2011

martedì 17 maggio 2011

SE LA COLAZIONE ACCENDE L'INTELLETTO L'IMPORTANZA 
DEL PRIMO PASTO DELLA GIORNATA PER I BAMBINI
In occasione del 23° congresso nazionale di Andid (Associazione Dietisti Italiani), e' stato presentato un recente studio sugli effetti della colazione, coordinato dal Prof. Claudio Maffeis, pediatra dell'Universita' di Verona, condotto su un gruppo di bambini obesi con l'obiettivo di esaminare le correlazioni tra performance cognitive e variazioni ormonali e metaboliche post-colazione e a digiuno.
"L'importanza del primo pasto della giornata nell'ambito di un'alimentazione equilibrata e' stato finora confermato da numerose osservazioni scientifiche - commenta il Professor Maffeis - che suggeriscono benefici sullo stato di salute sia a breve che a lungo termine." Ed in effetti una corretta colazione porta vantaggi sul controllo del metabolismo, stimolando la sazieta' e difendendo nel lungo termine da malattie cardiovascolari e da diabete. Ma nel caso dei ragazzi agisce anche come attivatore di attenzione e di memoria. Commentando i risultati dello studio, il Professor Maffeis ha affermato: "Una prima colazione a base di alimenti ricchi in carboidrati mantiene il rifornimento di glucosio al sistema nervoso centrale migliorando quindi la performance neurofunzionale e scolastica nei bambini e negli adolescenti. Poiche' e' importante che gli zuccheri vengano assorbiti lentamente, quello con fibra si rivela il prodotto migliore da inserire in una buona colazione, che non puo' essere priva di carboidrati, meglio se a lento assorbimento". Una corretta alimentazione impone il consumo a colazione del 15-20% delle calorie giornaliere ma da un recente sondaggio emerge che in Italia sarebbero 1 milione e 300 mila i bambini in eccesso ponderale di cui quasi 400 mila obesi. In particolare, e' emerso che il 9% dei bambini salta la prima colazione, il 30% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine) e il 68% fa una merenda di meta' mattina troppo abbondante.
Notiziario Minori, 17 maggio 2011
GIOVANI AGRICOLTORI A ROMA: IL FUTURO È NEI CAMPI
DUEMILA IMPRENDITORI 'UNDER 30' OGGI ALL'AUDITORIUM
Duemila imprenditori agricoli under 30 provenienti da tutte le regioni italiane, "per affermare la necessita' di puntare sul ricambio generazionale per rinnovare e rilanciare il Paese". E' la "prima grande assise dei giovani agricoltori", l'Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa dal titolo 'Italia 150: il Paese che si rinnova- La filiera agricola tutta italiana per il ricambio generazionale' in corso all'Auditorium Parco della Musica di Roma, in sala Sinopoli. Un evento che "per dimensioni ed eta' dei partecipanti e' un appuntamento storico per l'agricoltura italiana". La riscossa dell'economia "vera", segnala l'associazione agricola, capace di attrarre giovani imprenditori che "alla guida delle imprese agricole producono reddito e nuova occupazione".
All'appuntamento c'erano, tra gli altri, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il vice segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, il sottosegretario alle Politiche Agricole, Roberto Rosso, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, insieme al presidente della Coldiretti, Sergio Marini, e al delegato Coldiretti Giovani Impresa, Vittorio Sangiorgio.
Chi sono, perche' hanno scelto di lavorare in campagna, quale sara' il cibo del futuro ma anche come oggi si diventa agricoltori sono alcune delle risposte dei giovani dell'Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa, da cui arrivano racconti di esperienze concrete di innovazioni imprenditoriali. 
Notiziario Minori, 17 maggio 2011