mercoledì 19 settembre 2012

SE I BIMBI NON APPRENDONO ARRIVA IN 
AIUTO L'ENIGMISTICA STUDIO DEI LOGOPEDISTI 
DELL'IRCCS FONDAZIONE SANTA LUCIA DI ROMA 
 'Un mondo di parole", ovvero un percorso che richiamandosi all'enigmistica permette ai bambini di imparare a comprendere e condividere le potenzialita' della nostra lingua. E' questo l'ultimo tassello di una linea di ricerca che un gruppo di logopedisti guidati dalla professoressa Anna Iudica ha realizzato in vent'anni nell'ambito del Centro Ricerche di Neuropsicologia delll'Irccs Fondazione S.Lucia di Roma. Un pogetto volto a comprendere i meccanismi che determinano l'insorgere di disturbi specifici dell'apprendimento e a cercare di identificare dei percorsi per il trattamento riabilitativo. Risultati sperimentali, ottenuti in questo contesto, hanno permesso una caratterizzazione della dislessia e della disortografia nella lingua italiana e fornito indicazioni sulla impostazione di un piano di intervento mirato, oltre che confluire in pubblicazioni e nella preparazione di materiali diagnostici e riabilitativi ad aiutare bambini con difficolta' di apprendimento, editi dalle Edizioni Erickson di Trento. "Un gioco di p.a.r.o.l.e.", "Parole in corso" (primo e secondo volume), "Un mare di parole" e "Un mare di numeri", pubblicati tra il 2004 e il 2011, e oggi "Un mondo di parole", offrono a logopedisti, insegnanti e genitori, strumenti utili ad affrontare il recupero delle difficolta' di apprendimento. I materiali sono veri e propri giochi: matrici di lettere dove cercare parole nascoste, incroci di parole simili a giochi enigmistici, Memory e tombole per battere i 'grandi', infine storie semplici e brevi da leggere e completare con molte facilitazioni per dimostrare ai bambini che lettura e scrittura non sono compiti impossibili da affrontare. L'obiettivo e' quello di arricchire la competenza comunicativa dei bambini che abbiano bisogno di migliorare i loro rapporto con la lettura e la scrittura. 
Notiziario Minori, 19 settembre 2012
DAGLI STUDENTI AI DOCENTI, ECCO
 NUMERI ANNO SCOLASTICO APPENA
 INIZIATO I DATI RESI NOTI DAL MIUR 
Otto milioni di ragazzi, e poi l'organico dei docenti e il tempo pieno. Dopo le cifre sugli edifici, il Miur ha reso noti i numeri delle persone che nelle scuole italiane lavorano e studiano: studenti, insegnanti, dirigenti scolastici e personale tecnico e amministrativo. Eccole: 
- QUASI 8MILIONI GLI STUDENTI TRA I BANCHI: IN AUMENTO RISPETTO ALLO SCORSO ANNO (+36.238) - Per quanto riguarda gli studenti, rispetto allo scorso anno scolastico 2011/2012 si registra un aumento di 36.238 unita', cosi' distribuiti: +3.146 nella scuola dell'infanzia, +11.097 nella primaria, + 20.891 nella secondaria di II grado, mentre nella secondaria di I grado si assiste ad una diminuzione pari a 4.461 studenti. Complessivamente gli studenti, considerate tutte le scuole di ogni ordine e grado, sono 7.862.470, per 365.255 classi e 625.878 posti in organico. In particolare, per quanto riguarda la scuola dell'infanzia, sono in aumento le sezioni (+351) che passano da 42.770 a 42.922, dando la possibilita' ad oltre 3mila bambini in piu' di frequentare questo grado di scuola. 
- STUDENTI STRANIERI: IL 44,2% È NATO IN ITALIA: IN VENETO E LOMBARDIA LE PERCENTUALI MAGGIORI - Con riferimento all'anno scolastico 2011/2012, sono 755.939 gli studenti con cittadinanza non italiana che frequentano le nostre scuole. Di questi, il 44,2% e' nato in Italia (334.284 in valore assoluto). Da questo punto di vista, le percentuali maggiori si registrano in Lombardia e Veneto dove la meta' degli studenti stranieri iscritti (il 50,9%) e' nata in Italia. 
- ISCRIZIONI ALLA SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO: BENE I LICEI. IN AUMENTO GLI ISCRITTI NEI TECNICI E PROFESSIONALI - Sono i licei ad assorbire la maggior parte degli iscritti alle prime classi della scuola secondaria di II grado per l'anno appena iniziato, con una percentuale del 46,6%. Segue l'istruzione tecnica con il 32% e l'istruzione professionale con il 21,4%. Tuttavia, considerato nel suo complesso, la maggior parte dei nuovi iscritti ha scelto il settore dell'istruzione tecnica e professionale (53,4%), con un aumento rispetto allo scorso anno dell'1,5% nell'istruzione professionale e dello 0,4% nell'istruzione tecnica. Nello specifico, per quanto riguarda l'istruzione tecnica gli indirizzi piu' gettonati sono "Amministrazione finanze e marketing" (31%), "Informatica e telecomunicazioni" (14%), "Elettronica ed elettrotecnica" (10%) e "turismo" (10%). Nell'istruzione professionale la maggior parte delle scelte e' ricaduta sull'indirizzo "Enogastronomia e Ospitalita' alberghiera" (40%). Seguono "Manutenzione e assistenza tecnica" (14%), "Servizi socio-sanitari, odontotecnico, ottico" (12%), "Servizi commerciali" (11%).
 - ORGANICI, LUCI E OMBRE: PER LA PRIMA VOLTA - DOPO 10 ANNI - NESSUN TAGLIO. DIFFICOLTÀ PER CORRISPONDERE A INCREMENTO STUDENTI - In applicazione del piano triennale di assunzioni sono state autorizzate 21.112 immissioni in ruolo. E dopo 10 anni di tagli ai posti in organico, di cui 5 consecutivi, quest'anno vengono interamente confermate le cifre del passato anno scolastico. Pertanto, il totale dei posti normali resta di 625.878. Tuttavia, considerato l'aumento degli studenti, se da un lato si e' arrestato il trend negativo degli ultimi anni, dall'altro non e' stato possibile reperire ulteriori risorse capaci di compensare l'incremento demografico. A fronte di queste cifre, il numero delle classi rimane sostanzialmente stabile passando da 364.904 a 365.255 (+351). Una leggera crescita che consente, comunque, di limitare il fenomeno dell'affollamento delle classi. 
- SOSTEGNO: PREVISTO UN AUMENTO DI 4MILA ALUNNI DISABILI E 2MILA POSTI - Per il sostegno attualmente si confermano i dati dell'anno 2011/2012: 197.639 alunni disabili e 97.636 posti di sostegno. Tuttavia, pur non essendo ancora completo l'inserimento al sistema dei dati di organico di fatto, tenendo conto dell'andamento registrato negli ultimi anni il Ministero prevede un aumento di oltre 4mila alunni disabili e di almeno 2mila posti di sostegno.
 - DIMENSIONAMENTO: LE SEDI ACCORPATE E GLI EFFETTI SUGLI ORGANICI DEI DIRIGENTI SCOLASTICI - A seguito del dimensionamento, cioe' gli accorpamenti tra piu' istituzioni scolastiche, le scuole autonome sono passate da 10.219 a 9.134. Tra queste, 1.154 sono le sedi sottodimensionate, cioe' con meno 600 alunni (o meno di 400 alunni nelle scuole di montagna o nelle piccole isole), alle quali non e' possibile assegnare un Dirigente scolastico titolare, ne' il dsga (direttore dei servizi generali amministrativi). Pertanto, le sedi assegnabili sono 7.980 mentre i dirigenti scolastici in servizio sono 7.962, di cui 859 appena nominati. Questi ultimi, in particolare, sono circa il 10% del totale e rappresentano un segnale dell'impegno dell'Amministrazione per il regolare rinnovamento della dirigenza, a cominciare da quella - piu' importante - a diretto contatto con gli studenti. Le reggenze, assegnate nelle sedi sottodimensionate e in Lombardia (a causa del blocco del concorso) sono pari a 1.584. A subire gli effetti del dimensionamento anche i posti da dsga che presentano una dinamica pressoche' identica a quella dei dirigenti scolastici, diminuendo di 2.237 unita'. Gli organici del restante personale ata (amministrativi, tecnici ed ausiliari), invece, sono invariati rispetto allo scorso anno. 
- AUMENTA IL TEMPO PIENO: +1.284 CLASSI NELLA PRIMARIA - Nella scuola primaria aumentano le classi a tempo pieno che passano dalle 38.386 dell'anno scolastico 2011/2012 a 39.670 dell'anno appena iniziato. L'aumento dunque e' pari a 1.284 classi. Se quindi diminuisce leggermente il totale delle classi della scuola primaria (dalle 132.270 dello scorso anno alle 132.193 di quest'anno), aumentano quelle in cui e' attivato il tempo pieno, per un miglioramento complessivo della qualita' dell'offerta formativa. 
Notiziario Minori, 19 settembre 2012

mercoledì 12 settembre 2012

SCUOLA, EURISPES: PER I RAGAZZI QUELLA 
IDEALE PREPARA AL LAVORO I GENITORI  INVECE
VOGLIONO UN MAGGIOR BAGAGLIO CULTURALE 

Il 32,5% dei ragazzi ritiene che la scuola debba fondamentalmente preparare gli alunni nell'ingresso nel mondo del lavoro, un dato che si consolida con il crescere dell'eta': se dai 12 ai 15 anni la preparazione professionale e' l'obiettivo del 31% dei ragazzi, dai 16 ai 18 anni il valore cresce sino al 36,7%. Seguono una seria crescita personale e un solido incremento della cultura, che vengono indicate rispettivamente dal 27,8% e dal 26,6% degli studenti. Sono alcuni dei dati emersi dall'Indagine conoscitiva sulla condizione dell'Infanzia e Adolescenza in Italia, realizzato dall'Eurispes e dal Telefono Azzurro. Sempre secondo il rapporto, funzioni piu' 'educative' raccolgono consensi marginali: solo il 5,9% dei giovani ritiene che l'obiettivo principale della scuola sia quello di trasmettere valori, ed una percentuale ancora piu' bassa, pari al 3,1%, ritiene importante che aiuti a sviluppare il senso critico. Questi due dati crescono sensibilmente tra i ragazzi piu' grandi, quelli con un'eta' compresa tra i 16 ed i 18 anni. Di diverso orientamento i genitori: mentre cresce la domanda culturale e valoriale, diminuisce quella strettamente legata alla formazione professionale dei ragazzi. Infatti, i genitori indicano tra gli obiettivi sovrani della formazione scolastica quello di accrescere il bagaglio culturale personale dei propri figli (28,9%), e quello di contribuire piu' in generale alla loro crescita personale (28,8%), e solo il 17,9% ritiene che la scuola debba concentrarsi prevalentemente sulla preparazione al mondo del lavoro. "I dubbi, le incertezze e i timori che la crisi economica determina sul futuro professionale dei giovani- osserva l'avvocato Andrea Catizone, direttrice dell'Osservatorio permanente sulle Famiglie dell'Eurispes- ha radicato in loro l'idea che il percorso scolastico abbia come unico scopo quello di portare a un'attivita' lavorativa, facendo dimenticare completamente che la scuola e' anche, e soprattutto, il luogo simbolo dell'educazione e della formazione in senso lato". Dall'analisi dei dati raccolti in riferimento all'offerta didattica delle scuole, appare ancora molto forte la domanda di modernizzazione che avanza da tempo tra i ragazzi e i genitori italiani. Se il 16,1% degli studenti chiede alla scuola piu' spazio per le materie sportive (con una forte polarizzazione tra i maschi con il 27,7%, a fronte del 9,4% registrato tra le ragazze), il 15,6% degli intervistati vorrebbe dedicare piu' tempo alle attivita' pratiche, mentre le nuove tecnologie e Internet stanno a cuore al 13% del campione. Inoltre, continua il grande interesse per le lingue straniere che conquistano il 12,5% dei ragazzi, un interesse avvertito piu' dalle ragazze, con il 15,2% del campione, a fronte dell'8,1% registrato tra i ragazzi. Valori significativamente piu' bassi per le tematiche sociali legate alla prevenzione (alcool, fumo, droghe e bullismo) e all'educazione sessuale che interessano solo il 4,7% ed il 4,4% degli studenti. Anche in questo caso dall'analisi dei dati relativi alla domanda dei genitori emerge un interesse maggiore proprio sulla prevenzione: il 20,7% vorrebbe, infatti, una scuola piu' impegnata contro il fumo, l'alcool e le droghe; il 18,5%, vorrebbero una scuola che ascolti di piu' i ragazzi e gli argomenti di loro maggiore interesse; mentre il 17,9% vorrebbe che venisse dedicato piu' tempo alle lingue straniere. La scuola ideale, secondo gli studenti, dovrebbe essere piu' attenta all'ascolto. Si esprime cosi' quasi l'85% dei ragazzi, che dichiara di volere una scuola piu' incline ad accettare le loro proposte e le loro iniziative. Addirittura, il 66% di loro vedrebbe bene gli stessi studenti in cattedra per alcune materie. Una scuola piu' accogliente, ma, allo stesso tempo, piu' severa con i ragazzi violenti, per il 60,8%, e piu' impegnata nel combattere le discriminazioni, per il 58,8%. In pochi, infatti, vorrebbero una scuola senza stranieri o senza simboli religiosi (rispettivamente il 10,7% e il 18,2% degli intervistati). Infine il 59,1% dei ragazzi vorrebbe nella sua scuola ideale professori piu' preparati e competenti, un'esigenza avvertita maggiormente tra gli studenti con un'eta' compresa tra i 16 e i 18 anni (78,6%, a fronte del 49,1% rilevato tra i 12 ai 15 anni) e condivisa anche dai genitori. Infatti, per l'80% di loro, i professori dovrebbero essere piu' aggiornati e competenti, specialmente se insegnano ai ragazzi piu' grandi. Nella scuola ideale inoltre non c'e' spazio per i ragazzi violenti: il 79,1% dei genitori e' unito con i propri figli nel desiderare provvedimenti e interventi piu' severi e nell'auspicare un maggiore impegno della scuola contro le discriminazioni, raccomandato dal 67% dei genitori. 
Notiziario Minori, 12 settembre 2012
L'OCSE: ISTRUZIONE È ARMA CONTRO CRISI, MA FAMIGLIE VANNO SOSTENUTE GURRIA: PREOCCUPANO DISPARITÀ SOCIALI E CRESCITA GIOVANI 'NEET'

Chi ha un livello di istruzione superiore si orienta meglio in un periodo di crisi e continua a guadagnare di piu' rispetto ai lavoratori meno istruiti. E cittadini piu' 'titolati' costituiscono un ritorno economico anche per gli Stati: sono maggiori introiti in termini di tasse. Anche per questo gli Stati membri dell'Ocse devono combattare quei divari sociali che impediscono ai piu' deboli, ancora oggi, di arrivare ai livelli piu' alti dell'istruzione. Ma anche sostenere le famiglie su cui grava gran parte del carico dell'istruzione dei figli. E poi devono fare i conti con quella generazione Neet, quella dei giovani che non studiano e non lavorano, che e' in aumento. Lo ricorda Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse, nella sua nota introduttiva al Rapporto 2012 sull'Educazione (Education at a glance 2012 - Uno sguardo all'Educazione 2012) presentato oggi alla stampa. "E' chiaro- spiega Gurria- che avere una maggiore istruzione ha aiutato i cittadini a mantenere o cambiare posto di lavoro durante la recessione. In tutti i paesi Ocse il tasso di disoccupazione nel 2010 e' stato di circa un terzo in meno per gli uomini con istruzione universitaria rispetto a quelli con un'istruzione secondaria superiore. Per le donne con il piu' alto grado di istruzione, e' stato di due quinti in meno". Resta anche il divario negli stipendi che e' "cresciuto" durante la crisi. "Nel 2008 un uomo con un'istruzione di livello universitario poteva aspettarsi di guadagnare il 58% in piu' di uno con al massimo un'istruzione secondaria superiore, nel 2010 questo divario e' aumentato al 67%. Nel 2008, le donne con un'istruzione superiore guadagnavano il 54% in piu' rispetto a quelle con una istruzione secondaria. Nel 2010 il divario e' cresciuto al 59%". In prospettiva chi ha un'istruzione universitaria puo' mettere in conto, al netto delle spese sostenute, un guadagno di 160mila dollari superiore a quello che avrebbe fermandosi alle scuole superiori. Questo per un uomo. Per una donna si parla di 110mila dollari. L'Italia, inverita', e' un po' in controtedenza. Ma restano ovunque eccessivi divari sociali che impediscono ai piu' deboli di arrivare al grado piu' alto dell'istruzione. Ad esempio il Rapporto rileva che "le prestazioni di lettura degli studenti di origine migrante possono essere influenzate in modo negativo quando si frequentano scuole con un gran numero di alunni provenienti da famiglie con bassi livelli di istruzione. Allo stesso modo i politici farebbero bene a prendere atto dell'aumento del numero dei 15-29enni che non sono ne' occupati ne' studiano, i cosiddetti Neet" che ormai sono in media il 16% e sono in crescita. Un dato che "riflette il disagio particolare" dei giovani in tempo di crisi. Giovani la cui disoccupazione ha raggiunto "livelli allarmanti". Per questo "molti paesi Ocse devono fare di piu' per aumentare il loro accesso all'istruzione superiore" oggi negata ai piu' deboli: chi viene da famiglie disagiate ha la meta' delle possibilita' di arrivare all'universita' di un coetaneo piu' agiato. Infine il capitolo famiglie. Per Gurria vanno sostenute di piu': "I paesi dovrebbero trovare un maggiore equilibrio fra il sostegno pubblico fornito per gli studi e la quota chiesta alle famiglie per coprire una parte dei costi". 
Notiziario Minori, 12 settembre 2012
L'OCSE LANCIA L'ALLARME 'NEET', IN ITALIA SONO IL 23% 
SI TRATTA DEI GIOVANI CHE NON STUDIANO NE' LAVORANO  

Non studiano ne' lavorano. Sono i giovani cosiddetti Neet ("Not in education, employment or training") che in Italia rappresentanto il 23% dei 15-29enni. Un dato che colloca l'Italia al quinto posto fra i paesi Ocse. È quanto emerge dal Rapporto 2012 sull'Educazione dell'organizzazione. Siamo ben al di sopra della media Ocse del 16%. Quello dei Neet da noi e' un fenomeno che ritorna, sottolinea l'Ocse che chiede ai governi di "farsi carico del problema": erano il 26% nel 1998, sono scesi al 19% nel 2003. Poi i Neet in Italia sono cresciuti rapidamente "a causa della recessione globale che ha colpito il paese nel 2008". Oggi sono appunto a quota 23%. (Ami/ Dire).
 Notiziario Minori, 12 settembre 2012
IN ITALIA 44% DEI FIGLI DI NON DIPLOMATI SI FERMA ALLE 
MEDIE LA 'TRAPPOLA' CULTURALE DENUNCIATA DALL'OCSE 
E' un dato inedito che spezza il fiato alla corsa del nostro paese verso gli obiettivi educativi prefissati dall'Europa. In Italia chi nasce in famiglie con meno possibilita' e con genitori con titoli bassi di istruzione ha scarse possibilita' di avere un lungo percorso scolastico. Secondo il Rapporto Ocse sull'Educazione presentato oggi in Italia "nonostante l'aumento dei livelli di istruzione", molti figli di genitori con un titolo restano a loro volta intrappolati nello stesso meccanismo. Ovvero studiano poco. In dettaglio, il 44% di giovani 25-34enni i cui genitori non hanno completato l'istruzione secondaria superiore fa la stessa fine, si ferma alle medie.
 Notiziario Minori, 12 settembre 2012

sabato 8 settembre 2012

MOIGE: 
BENE BALDUZZI SU FUMO 
MINORI, MALE SU ALCOL 
 "Bene ed auspicato da tempo il provvedimento del divieto di vendita del fumo ai minorenni, che da anni l'Organizzazione mondiale della Sanita' raccomanda di normare. È un'occasione per metterci finalmente al pari degli altri Paesi europei rispetto ai quali siamo in grave ritardo". Queste le parole di Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, Movimento Italiano Genitori, in merito al decreto presentato dal Ministro della Salute Renato Balduzzi. "Riteniamo positiva la proposta di inasprimento delle sanzioni per chi vende fumo ai minori, mentre suscita perplessita' e preoccupazione la dimenticanza sul divieto di vendita di alcol ai minori: In italia, non esiste alcuna normativa che disciplini la vendita, ma solo una vecchia legge, spesso disattesa, che ne vieta la sola somministrazione ai minori di 16 anni- continua la nota-. Auspichiamo vivamente per il bene dei nostri figli un adeguamento della normativa sull'alcool con l'innalzamento del divieto all'accesso per i minori ai 18 anni. Non bisogna poi dimenticare la necessita' di migliorare il sistema dei controlli nei punti vendita di tutti questi prodotti. Noi genitori, chiediamo di non essere lasciati soli nella complessa sfida educativa: solo con gli sforzi di tutti possiamo impedire l'accesso a questi prodotti dannosi per la salute e il benessere dei nostri figli".  
                                                                 Notiziario Minori, 8 settembre 2012
LENTI A CONTATTO PER BAMBINI? 
BISOGNA PENSARCI BENE 
Lenti a contatto per i bambini. Puo' essere una scelta che i genitori devono valutare attentamente e, come in molte scelte, ci sono aspetti negativi e positivi. Le lenti a contatto offrono una migliore visualita' in caso di attivita' sportiva e per la guida, non si rompono come i tradizionali occhiali e possono migliorare la qualita' della visione in caso di miopia accentuata. Ci sono anche considerazioni estetiche da tener presente, alle quali tengono soprattutto le bambine. Gli aspetti negativi comprendono le abrasioni e le infezioni, soprattutto per scarsa igiene. Secondo una indagine americana, riportata dalla rivista Pediatrics, circa un quarto dei soggetti analizzati e' dovuto ricorrere al pronto soccorso. 
Ecco alcuni consigli per evitare guai: 
- Lavarsi sempre le mani prima di pulire o di applicare le lenti e asciugare con cura le mani con un panno pulito, privo di lanugine. 
- Lavare e disinfettare le lenti a contatto solo con i prodotti e le soluzioni consigliate dal proprio specialista di fiducia.
- Evitare di tenere le lenti troppo a lungo. 
- Non mettere mai una lente a contatto in un occhio che e' rosso. 
- Non indossare le lenti di qualcun altro.
 - Non ignorare prurito, bruciore, irritazione o rossore agli occhi che potrebbero segnalare una infezione. In tal caso rimuovere le lenti e rivolgersi al proprio specialista di fiducia.
- Applicare cosmetici dopo aver inserito le lenti, e rimuovere le lenti prima di togliere il trucco. 
Notiziario Minori, 8 settembre 2012

martedì 10 aprile 2012

INNO MAMELI, VICINO OK ALEGGE CHE LO 
RENDE OBBLIGATORIO A SCUOLA DOMANI 
SE NE DISCUTE IN COMMISSIONE ALLA CAMERA
La commissione Cultura della Camera dei deputati domani tornera' a discutere della proposta della deputata Pdl Paola Frassinetti per rendere obbligatorio l'insegnamento dell'Inno di Mameli a scuola. Ci sono gia' i pareri delle altre commissioni competenti. Ora si va dunque verso la chiusura del provvedimento che consta di un articolo secondo cui nelle scuole del primo ciclo sara' "previsto l'insegnamento dell'inno nazionale e dei suoi fondamenti storici e ideali, attraverso il supporto degli strumenti didattici necessari" nell'ambito della materia trasversale 'Cittadinanza e Costituzione'.
Notiziario Minori, 10 aprile 2012

domenica 25 marzo 2012

'AMICA': CRESCERE UN FIGLIO COSTA 
300 MILA EURO NEL 1965 20 MLN DI LIRE
Per crescere un figlio dalla nascita all'universita' in Italia nel 1965 servivano 20 milioni di lire, oggi 300 mila euro. Questo quanto emerge dall'inchiesta condotta dal mensile "Amica", in edicola da domani. Un confronto che parte da un articolo pubblicato da Amica nel 1965 con un risultato sorprendente per quei tempi: 20 milioni di lire, l'equivalente, si scriveva: "di una villa in campagna, una ventina di automobili, uno yacht". Erano gli anni del boom economico, quando un corredino da neonato costava circa 40 mila lire, equivalente a 396 euro odierni. Secondo la stima di Francesco Daveri (docente dell'Universita' degli Studi di Parma e dell'Universita' Bocconi) infatti "1.000 lire di allora corrispondono a 9,90 euro di oggi, con una perdita del potere di acquisto di quasi il 50%". Oggi invece crescere un figlio in Italia costa in media 300 mila euro (piu' o meno quanto un piccolo appartamento in una grande citta') e incide per il 35% sulla spesa familiare, lievitando ulteriormente nel caso di genitori separati (Fonte Cisf - Centro Internazionale Studi Famiglia). La societa', poi, non aiuta, come si legge nel rapporto Cisf: "Possiamo dire che un Paese e' tanto piu' arretrato quanto piu' gli interventi pubblici e privati si concentrano sui costi di tipo 1 (minimo vitale). L'Italia e' tra questi Paesi. Una seria politica sociale per le nuove generazioni dovrebbe soprattutto espandersi nella direzione di sostenere i costi del capitale umano e del capitale sociale dei figli".
Dall'inchiesta di 'Amica' emerge che sulla contabilita' familiare pesano soprattutto i costi di istruzione - oggi "l'universita' e' un lusso ormai", afferma un'insegnante di scuola superiore - e sono in aumento le spese per le nuove tecnologie, dal cellulare al computer, mentre per abbigliamento e giochi si cerca di supplire con i regali e il riciclo. In alcuni casi il bilancio obbliga a rinunciare alla baby-sitter o all'asilo nido, considerando anche che, secondo i dati Istat, solo nel 30% dei comuni italiani sono presenti strutture pubbliche. Inevitabile quindi risparmiare con non poche rinunce per i genitori, dagli svaghi alle vacanze, fino alle opportunita' professionali e di studio all'estero. Si cerca poi di educare i ragazzi al senso di responsabilita' e a uno stile di vita meno consumistico, anche se "non e' facile". Tutte le mamme intervistate pero' concordano nel dire che quando si tratta di un figlio "non sono rinunce che pesano".
Notiziario Minori, 25 marzo 2012
REGIONE FRIULI VIETA TATUAGGI E PIERCING
 A UNDER 14 OBIETTIVO ELIMINARE 
TRASMISSIONE VIRUS CON STRUMENTI USATI
Tatuaggi e piercing vietati ai minori di 14 anni in Friuli Venezia Giulia. È quanto ha deciso il Consiglio regionale, che ha chiuso la pratica dopo l'approvazione della Commissione. L'Aula ha approvato a maggioranza, con voto trasversale: 33 i voti favorevoli, 1 contrario e 4 astensioni. Il provvedimento inserisce una serie di divieti: prima di tutto l'eta', fino ai diciotto anni sara' necessario il consenso dei genitori. E poi basta 'fai da te': chi vuole aprire una attivita' deve essere maggiorenne e deve aver frequentato la scuola dell'obbligo dimostrando il superamento di specifici corsi finalizzati all'apprendimento ½di adeguate conoscenze tecnico-professionali in relazione ai rischi per la salute.
Obiettivo della normativa ridurre, se non eliminare, i pericoli derivanti da strumenti contaminati che, penetrando nella pelle, possono trasmettere virus come l'epatite C, B o addirittura l'Hiv. O batteri come lo stafilococco. Scrive il Piccolo che "altri inconvenienti possono essere legati alla scarsa pulizia ambientale e alla carenza di tecniche asettiche". 
Notiziario Minori, 25 marzo 2012
PREVENZIONE VACCINI 2012-2014, ECCO
 IL NUOVO PIANO PUBBLICATO SU 
GAZZETTA UFFICIALE, TRE LE NOVITÀ
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo "Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014" con allegato un nuovo calendario nazionale delle vaccinazioni offerte a tutta la popolazione. Lo fa sapere la Sip, la societa' italiana pediatri. Questo documento vuole costituire uno strumento tecnico di supporto operativo all'accordo tra Stato e Regioni in tema di diritto alla prevenzione di malattie per le quali esistono vaccini efficaci e sicuri, diritto che deve essere garantito a tutti i cittadini del Paese, indipendentemente dalla regione di residenza, ai sensi dell'articolo 32 della Costituzione. Tre le novita' contenute nel Piano. La prima riguarda il vaccino contro l'Hpv (papillomavirus) che entra nel piano grazie ad un stanziamento ad hoc e sara' quindi gratuito per tutte le dodicenni. La seconda riguarda altri due vaccini gia' offerti in molte regioni, l'antimeningococco e l'antipneumococco, la cui offerta viene calendarizzata. L'ultima novita' riguarda invece il vaccino contro la varicella: se ne posticipa l'introduzione universale in tutte le Regioni al 2015 (attualmente fa parte dei programmi vaccinali pilota di Basilicata, Calabria, P.A. Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto). Ma la vera novita' e' che i vaccini entrano nei Lea e cio' fa si' che finalmente anche in Italia tutti i bambini avranno diritto alle stesse vaccinazioni, superando le disparita' da Regione a Regione. Il testo non e' esaustivo e deve esser considerato continuamente aggiornabile alla luce delle conoscenze di volta in volta disponibili. Tuttavia, esso rappresenta una base di riferimento perche' le Regioni possano garantire in modo uniforme il diritto alla prevenzione vaccinale. Il documento non entra nel merito delle modalita' organizzative dell'offerta vaccinale, di competenza delle Regioni, ma delinea gli schemi ottimali per un'offerta di servizi vaccinali sicuri, efficaci ed efficienti. 
Notiziario Minori, 25 marzo 2012

martedì 13 marzo 2012

SCUOLA, ISCRIZIONI SUPERIORI: AUMENTANO ISTITUTI 
TECNICI E PROFESSIONALI IN CALO LICEI SCIENTIFICI,
IN SALITA INVECE QUELLI LINGUISTICI
Aumentano le preferenze per gli Istituti Tecnici e Professionali, calano i Licei scientifici, crescono i Licei linguistici. I primi dati sulle iscrizioni al primo anno delle scuole secondarie di II grado statali e paritarie per l'anno scolastico 2012/2013 rilevano un aumento per gli Istituti Tecnici e Professionali e una diminuzione per i Licei. Il dato, non ancora definitivo e in attesa della chiusura dei termini di iscrizione prorogati al 14 marzo, riguarda 494.379 alunni su circa 570.000 frequentanti l'ultimo anno della scuola secondaria di I grado. Il 31,50% degli studenti ha scelto gli Istituti Tecnici (l'anno scorso fu il 30,39%), il 20,60% gli Istituti Professionali (l'anno scorso fu il 19,73%), mentre i Licei scendono al 47,90% rispetto al 49,88% dell'anno precedente. Tra gli Istituti Tecnici aumentano le preferenze per il settore tecnologico: per l' indirizzo di Meccanica, meccatronica ed energia gli iscritti salgono da 2,18% dell'anno scorso al 2,57%, cosi' come per l'indirizzo Informatica e telecomunicazione (4,59%) e Chimica, materiali e biotecnologie (1,98%). Tra gli Istituti Professionali registra un aumento degli iscritti soprattutto il settore servizi. In particolare l'indirizzo Alberghiero sale al 9,51% di preferenze rispetto all'8,52% dell'anno scolastico 2011/2012. Aumentano, tra i Licei, le iscrizioni ai linguistici: 7,25% rispetto al 6,86% dell'anno precedente. Calano i licei scientifici: 22,38%, rispetto al 23,95%. In calo invece i licei classici, dal 7,52% scendono al 6,66%.
Notiziario Minori, 13 marzo 2012

martedì 6 marzo 2012

LICEO SPORTIVO, MENO LATINO E PIÙ ECONOMIA
DELLO SPORT LANCIATO DALLA GELMINI, 
PROFUMO VUOLE CONDURLO IN PORTO
Il liceo ad indirizzo sportivo sara' una costola dello scientifico. Al biennio si faranno 27 ore al triennio 30. Non ci saranno latino e storia dell'arte, ma si studieranno Diritto ed economia dello sport, Scienze motorie e sportive (ovvero l'educazione fisica, che sara' potenziata), Discipline sportive (lo studente approfondira', anche in base alle strutture disponibili nella scuola, uno sport).
In base a quanto previsto dal ministero dell'Istruzione potra' essere attivata (con l'accordo delle Regioni) fino ad una sezione per provincia, per un totale di oltre 100 sezioni a partire da settembre 2012. Il via libera sara' legato alla disponibilita' di organico. In tutto dovrebbero essere coinvolte una quarantina di scuole, secondo i primi calcoli, un paio per regione. L'idea del liceo sportivo e' stata lanciata dall'onorevole Manuela Di Centa, deputata del Pdl, che aveva sottoposto il progetto all'ex ministro Mariastella Gelmini. L'otto settembre scorso, prima della sua caduta, il governo Berlusconi ha approvato in Consiglio dei ministri, proprio su proposta della Gelmini, uno schema di regolamento per l'istituzione dei licei sportivi. Ovvero di sezioni in cui sia centrale "lo studio delle scienze motorie e sportive, l'applicazione dei metodi della pratica sportiva in diversi ambiti, l'elaborazione dell'analisi critica dei fenomeni sportivi, la riflessione metodologica sullo sport e sulle procedure sperimentali ad esso inerenti". Ora il ministro Francesco Profumo vuole condurre in porto l'operazione.
Notiziario Minori, 6 marzo 2012

martedì 28 febbraio 2012

UNICEF: OLTRE UN MILIARDO NELLE CITTÀ, 
SEMPRE DI PIÙ IN SLUM GUERRIERA: 
URBANIZZAZIONE È UNA REALTÀ DELLA VITA
"Oggi il 50% di tutta la popolazione mondiale vive in aree urbane ed entro la meta' di questo secolo arrivera' a oltre due terzi. Questo rapporto e' dedicato a bambini e ragazzi che vivono negli ambienti urbani di tutto il mondo; sono piu' di un miliardo e il loro numero continua ad aumentare". E' quanto ha dichiarato il presidente dell'Unicef Giacomo Guerriera durante la presentazione di "Figli delle citta'", il rapporto sulla condizione dell'infanzia nel mondo 2012, in contemporanea in tutto il mondo e in Italia a Roma, alla presenza del presidente del Senato Renato Schifani e del Goodwill Ambassador Alberto Angela.
L'urbanizzazione, spiega il rapporto, lascia centinaia di milioni di bambini che vivono nelle citta' senza accesso ai servizi di base. Ogni anno la popolazione urbana aumenta di circa 60 milioni di persone. L'Asia ospita la meta' della popolazione urbana mondiale, nonche' 66 delle 100 zone urbane che crescono piu' rapidamente. Eppure, circa un terzo della popolazione urbana mondiale gia' oggi vive negli slum - e in Africa questa percentuale sale al 60% - dove si concentrano poverta', emarginazione e discriminazione. Entro il 2020 quasi 1,4 miliardi di persone vivranno in insediamenti non ufficiali e negli slum".
Quando pensiamo alla poverta' "le immagini che tradizionalmente ci vengono in mente sono quelle dei bambini nei villaggi rurali", ha detto il direttore generale dell'Unicef Anthony Lake (nella presentazione da Citta' del Messico). "Oggi, sempre piu' bambini vivono negli slum e nelle baraccopoli e sono tra i piu' svantaggiati e vulnerabili al mondo, privati della maggior parte dei servizi di base e del diritto di crescere bene. Escludendo questi bambini che vivono negli slum non solo li priviamo della possibilita' di sviluppare il proprio potenziale, ma priviamo anche le loro societa' di benefici economici che derivano da una popolazione urbana in buona salute e ben istruita". Le citta' offrono a molti bambini scuole, ospedali e parchi gioco. Le stesse citta', in tutto il mondo, presentano anche una serie di disparita' in termini di salute, istruzione e opportunita' per i bambini. In molte regioni, le infrastrutture e i servizi non tengono il passo della crescita urbana, cosi' i bisogni di base dei bambini non vengono soddisfatti. Le famiglie che vivono in poverta' spesso pagano molto di piu' per dei servizi scadenti.
Per esempio l'acqua nei quartieri piu' poveri, dove i residenti devono acquistarla da venditori privati, puo' costare 50 volte di piu' che nei quartieri ricchi, dove le case ricevono l'acqua direttamente tramite le condutture. Per l'Unicef e' essenziale concentrarsi sull'equita', raggiungendo i bambini piu' poveri dovunque essi vivano. L'Unicef chiede con forza ai governi di mettere i bambini al centro dei piani urbanistici e di ampliare e aumentare i servizi per tutti, cominciando con l'avere a disposizione dati piu' accurati e piu' specifici per identificare e colmare le disparita' tra i bambini nelle aree urbane. Nell'ambito delle buone pratiche, il Rapporto da' grande spazio all'iniziativa internazionale "Citta' amiche dei bambini", lanciata dall'Unicef e da Un-Habitat, che rappresenta la prima partnership tra tutte le parti interessate e mette i bambini al centro dell'agenda urbana. "Oggi, ci sono piu' di 300 sindaci italiani nominati 'Difensori dell'Infanzia' dai Comitati Provinciali per l'Unicef, , con l'impegno di realizzare i '9 passi per costruire una citta' amica dei bambini', il quadro di riferimento dell'Unicef Internazionale per tutte le amministrazioni comunali del mondo", ha ricordato il presidente dell'Unicef Italia Giacomo Guerrera. "L'urbanizzazione e' una realta' della vita e noi dobbiamo investire di piu' nelle citta', focalizzando maggiormente l'attenzione nel fornire servizi ai bambini che piu' hanno bisogno", ha concluso Lake, direttore generale dell'Unicef.
Notiziario Minori, 28 febbraio 2012

martedì 21 febbraio 2012

'CHE MI COMBINI TOMMASO', ARRIVA 
GIOCO PER SCORAGGIARE (AB)USO ALCOL
PROGETTO DELL'ASSOCIAZIONE LILT
L'associazione Lilt lancia un nuovo progetto per contrastare l'abuso di alcol e sensibilizzare i bambini. "Che mi combini Tommaso..." e' un gioco-racconto che sara' portato in 29 scuole del basso Polesine nel nuovo anno scolastico, per un totale di 6mila alunni raggiunti in 11 comuni. Il gioco - che prevede un tabellone di gioco, una coppia di dadi, un circuito con delle tappe lungo cui muovere la propria pedina, evitando ostacoli e inconvenienti - ha l'obiettivo di far divertire i bambini insegnando pero' allo stesso tempo che con l'alcool non si scherza. Come nel piu' classico Monopoli, "Che mi combini Tommaso..." prevede la sfida tra quattro squadre, che hanno a disposizione una quantita' di denaro e una pedina che riporta l'immagine di un nonnetto, coprotagonista del racconto. Ogni squadra deve percorrere le 44 caselle del tabellone il prima possibile, la vittoria, infatti, va a chi arriva prima alla meta. Non sara' facile, perche' lungo il percorso si dovranno affrontare diversi inconvenienti, causati proprio dal tasso alcolico del proprio personaggio, un ragazzino annoiato, che non sapendo cosa fare, decide insieme ai suoi amici di prendere una lattina di birra. Secondo l'ideatrice del gioco Marina Zaoli, psicoterapeuta riminese e consigliera della Lilt, l'utilizzo della fiaba e della favola nel percorso educativo influenza l'immaginario simbolico del bambino nel resto della sua vita, mettendolo in guardia da comportamenti gravi sia socialmente sia per la salute. Non solo: l'apprendimento attraverso momenti ludici, emotivamente coinvolgenti a livello personale, rimane piu' impresso nella memoria. In piu', il dover sottostare al risultato ottenuto lanciando i dadi, senza poter interagire in prima persona, fa sperimentare al bambino l'impotenza collegata al consumo di alcol, su cui si concentra il racconto. Un modo per sottolineare come la dipendenza da sostanze impedisca il totale controllo sul proprio corpo.
Notiziario Minori, 21 febbraio 2012

venerdì 17 febbraio 2012

LA DIFFERENZIATA? UNA FAMIGLIA SU TRE LA FA
 SOLO 'QUALCHE VOLTA' SOLO 1 GENITORE  SU 4 
NE PARLA SPESSO CON I FIGLI, I DATI DEL MOIGE
È partita mercoledi' la seconda edizione del progetto 'Non rifiutiamoci' promosso da Moige - Movimento genitori e Corepla - Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio, il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica, con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri - dipartimento per le Politiche della famiglia e del ministero dell'Ambiente, per sensibilizzare le famiglie italiane sul tema della raccolta differenziata e del riciclo della plastica.
L'attenzione verso le tematiche ambientali e' sicuramente in costante crescita, "tuttavia i dati dimostrano che le famiglie non sono ancora abbastanza informate e sensibili sulla raccolta differenziata e il riciclo della plastica". Questo quanto emerge da una ricerca recentemente condotta da Swg per Moige e Corepla.
Sebbene il 71% dei genitori dichiari di fare la raccolta differenziata in famiglia, 1 genitore su 3 (29%) dichiara di farla solo qualche volta o di non farla affatto. Per il 33% degli intervistati, infatti, la raccolta differenziata risulta essere una faticosa necessita' o un inutile spreco, mentre il 67% la considera una cosa comunque positiva. Carta, plastica e vetro sono i materiali per i quali la raccolta differenziata e' maggiormente effettuata (oltre l'80%). In realta', per cio' che concerne la plastica i genitori appaiono spesso un po' confusi. La plastica rappresenta un materiale prezioso, una risorsa di cui non si puo' fare a meno, che va comunque gestita con attenzione per circa la meta' degli italiani (47%). I risultati evidenziano pero' che 7 famiglie su 10 (70%) raccolgono indistintamente tutti gli oggetti in plastica, mentre appena un quarto solo gli imballaggi, come invece dovrebbe essere. Dalla ricerca Swg per Moige e Corepla, emerge inoltre forte la richiesta di indicazioni piu' chiare soprattutto sulla destinazione degli imballaggi raccolti (63%): 3 italiani su 4, infatti, dichiarano di avere un'idea molto vaga (45%) o di non averla assolutamente (28%). La possibilita' di produrre calore ed energia attraverso il recupero energetico degli imballaggi di plastica e' un'informazione nota a 1 genitore su 2 (54%) e che registra percentuali leggermente superiori alla media tra gli uomini e tra quanti risiedono nelle regioni del Nord (55% nel Nord Ovest, 57% nel Nord Est; 51% nelle Isole), mentre il 41% del campione ritiene di non avere sufficienti informazioni per esprimere un'opinione circa l'utilizzo dei rifiuti di imballaggi in plastica per recupero energetico, ovvero se debba considerarsi un'opportunita' o un rischio. Nonostante i genitori interpellati attribuiscano una certa importanza all'educazione ambientale da dare ai figli (4 e' il valore medio su una scala da 0 a 5), gli atteggiamenti emersi nel corso dell'indagine segnalano alcune criticita' che probabilmente trovano riscontro nei comportamenti dei figli. Nel fare la spesa solo 1 genitore su 5 (20%) presta una seria e costante attenzione al tipo di imballaggio e alla sua riciclabilita', la maggioranza lo fa saltuariamente (59%) o non lo fa affatto (21%). Solo 1 genitore su 5 dichiara, inoltre, di fornire spesso spiegazioni ai figli sulla natura e il riutilizzo degli imballaggi mentre fanno la spesa e solo in 1 famiglia su 4 (27%) si parla spesso di raccolta differenziata e riciclaggio.
Sul tema "raccolta differenziata" e "riciclo" le donne sembrano piu' preparate degli uomini, e sono loro che in casa si occupano maggiormente di raccolta differenziata. In realta', osservando i dati disaggregati per genere, ogni segmento attribuisce a se stesso la maggior competenza ed efficienza; i figli comunque a giudizio dei loro stessi genitori ne sanno piuttosto poco e ancor meno se ne occupano. Da segnalare, infine, le diversita' territoriali sulla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica: l'Italia risulta praticamente spaccata in due, con il Nord che primeggia sul Meridione. Ai primi posti per raccolta pro-capite/anno, nel 2011 troviamo infatti, la Valle d'Aosta, la piu' virtuosa in assoluto, seguita da Veneto, Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli e Lombardia. Maglia nera alla Calabria, preceduta da Sicilia, Basilicata e Molise. Hanno fatto registrare valori di raccolta pro-capite superiori alla media nazionale di 11 Kg le regioni Marche, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana. "I problemi ecologici e quelli relativi alla tutela del nostro ambiente sono tematiche che toccano ciascuno di noi genitori e che la societa' e' chiamata a risolvere, al fine di salvaguardare l'ambiente circostante soprattutto per le generazioni future. Da questa premessa e' nata la collaborazione con Corepla e l'idea della campagna- dice Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige- e' importante che genitori e ragazzi imparino ad essere soggetti attivi del processo di raccolta differenziata e riciclo della plastica. Questo e' l'obiettivo che 'Non Rifiutiamoci' si pone, cercando di diffondere quanto piu' possibile le 'buone pratiche' per creare un'azione di sistema orientata alla salvaguardia dell'ambiente".
La plastica, aggiunge Giuseppe Rossi, presidente di Corepla, "e' stata ed e' tuttora un grande fattore di miglioramento della qualita' della vita e rappresenta una ricchezza continuamente rigenerabile. Se correttamente gestita attraverso la raccolta differenziata, infatti, torna ad essere materia viva e, quando non e' piu' riciclabile, puo' restituire tutto il potere energetico che racchiude in se' riducendo le emissioni di CO2 e facendo risparmiare fonti energetiche fossili non rinnovabili".
Notiziario Minori, 17 febbraio 2012
ISCRIZIONI A SCUOLA, INDECISO SOLO 
UNO STUDENTE SU CINQUE L'INDAGINE 
DEL PORTALE SKUOLA.NET
Lunedi' scade il tempo per le iscrizioni alle scuole superiori e gli studenti italiani sembrano avere ormai le idee chiare. Secondo quanto spiega il portale www.skuola.net, infatti, la maggior parte degli studenti di terza media ha deciso grazie alle attivita' di orientamento svolte dalle scuole. Ormai il tempo per decidere e' scaduto, tuttavia la stragrande maggioranza degli studenti di terza media ha gia' deciso quale percorso formativo intraprendere. E le attivita' di orientamento, spesso contestate, sembrano aver contribuito in maniera positiva. Questo e' quanto emerge da un sondaggio on line, realizzato da Skuola.net, che ha coinvolto 589 studenti di terza media con eta' compresa tra i 13 e 14 anni frequentanti la terza media nella seconda settimana di febbraio.
Stando ai risultati del sondaggio, la maggior parte degli intervistati (circa il 90%) ha avuto la possibilita' di partecipare alle attivita' di orientamento organizzate dalle scuole e oltre la meta' le ha giudicate molto utili. Questo ha molto probabilmente ha contribuito a ridurre le incertezze, nonostante la difficolta' della scelta: la rilevazione, svolta la settimana passata, ha evidenziato che nello stesso periodo solo 1 studente su 5 si e' dichiarato ancora indeciso sulla tipologia di istruzione superiore da intraprendere. Una scelta impegnativa perche' molto spesso determina quello che sara' anche il futuro professionale dello studente. Per questo motivo gli indecisi, nel dubbio, decidono di non decidere e di non specializzarsi, optando per un liceo: il 58% degli indecisi infatti predilige comunque un liceo. Come anticipato precedentemente, all'inizio del mese gran parte degli intervistati (circa l'80%) aveva ben chiara la scelta della scuola superiore: per il 60% di loro hanno influito positivamente le attivita' di orientamento organizzate dalla scuola. "Purtroppo la scelta della scuola superiore a 14 anni non e' facile, percio' non bisogna stupirsi se, a 10 giorni dalla chiusura delle iscrizioni, uno studente su cinque fosse ancora indeciso- dichiara Daniele Grassucci, responsabile dei Contenuti e della Comunicazione del portale- Considero tuttavia allarmante che fra gli indecisi, quasi il 60% e' orientato verso un liceo piuttosto che verso un tecnico o un professionale, quando il mercato del lavoro oggi cerca maggiormente proprio tecnici e artigiani. Insomma, nel dubbio gli studenti scelgono di non specializzarsi, rimandando la decisione sul futuro professionale al futuro. Tuttavia non bisogna dare la colpa alla scuola, infatti le attivita' di orientamento sono state svolte nella stragrande maggioranza dei casi e oltre la meta' degli intervistati le ha trovate utili".
Notiziario Minori, 17 febbraio 2012

martedì 14 febbraio 2012

INGHILTERRA, BIMBI CHE MANGIANO CON
MANI PIU' IN SALUTE SCELGONO AUTONOMAMENTE:
E SI ORIENTANO VERSO CIBI MIGLIORI
La scuola di Psicologia dell'universita' di Nottingham, in Inghilterra, ha condotto una ricerca su un campione di 155 bambini di eta' compresa tra i 20 mesi e i sei anni e mezzo per sondare le abitudini acquisite nel modo di mangiare. I ricercatori hanno scoperto che 92 bambini si portavano il cibo alla bocca con le mani, scegliendo il cibo presente a tavola e mangiandolo a pezzetti. Gli altri 63, invece, usavano il cucchiaino e mangiavano cibi frullati. Il risultato sorprendente e' che le due differenti modalita' corrispondono a scelte alimentari collegate alla salute. Infatti, i bambini autonomi nel mangiare sceglievano pane e pasta, gli altri preferivano i dolci. Inoltre, in questo secondo gruppo sono stati individuati 8 bambini obesi contro uno solo nell'altro gruppo.
La ricerca e' stata pubblicata sul British Medical Journal e ha spinto i ricercatori a esprimere alcune interessanti conclusioni in merito ai vantaggi di un rapporto del bambino con il cibo che passa dall'uso delle mani. Infatti, cio' permetterebbe loro di familiarizzare con la consistenza solida dei cibi e di imparare a scegliere gli alimenti che sono alla base di un'alimentazione corretta, quali pane e pasta.
Notiziario Minori, 14 febbraio 2012
VENERDÌ VII GIORNATA DEL BAMBINO
 ALLERGICO A ROMA UN CONVEGNO 
PER PROMUOVERNE LA SALUTE
"Il crescente aumento delle allergopatie in eta' pediatrica impone ai pediatri una maggiore attenzione nei confronti di queste patologie". E' con queste parole che Giuseppe Di Mauro, Presidente della Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale patrocina la settima edizione della 'Giornata del bambino allergico', il Convegno organizzato da Federasma Onlus (Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno dei Malati Asmatici e Allergici) e Alama (Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche) ad essa aderente, in collaborazione con Siaip (Societa' Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica) e l'Ospedale Nuovo Regina Margherita.
"Per questo- prosegue Di Mauro- la Societa' Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha ritenuto opportuno dare il sostegno ad iniziative, come la VII Giornata del bambino allergico, che discutano i bisogni dei pazienti e delle famiglie e che siano in grado di fornire ad insegnanti e specialisti gli strumenti basilari per affrontare questa necessita'". A partire dalle 9.30, presso il Salone di Rappresentanza del Presidio Nuova Regina Margherita, medici, specialisti e associazioni di pazienti dibatteranno con amministratori Locali e Referenti dei ministeri della Salute, dell'Istruzione, dell'Ambiente e dell'Ispra - Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale i tanti aspetti - non solo strettamente clinici, ma anche ambientali e assistenziali - di quella che sta assumendo i contorni di una vera e propria malattia sociale. Durante l'incontro verra' proposta una guida dettagliata, al tempo stesso essenziale, per affrontare la tutela del bambino allergico a scuola e negli altri contesti della vita quotidiana, con gli strumenti adeguati. Saranno inoltre esaminati i piu' recenti programmi socio-sanitari relativi a malattie allergiche, sottolineando gli aspetti relativi alla gestione dell'emergenza-urgenza che queste malattie croniche sollevano in ambito familiare, sportivo e scolastico. "Nel nostro Paese dal 1950 ad oggi, si e' passati da un 10% della popolazione colpita da una manifestazione allergica, ad un allarmante 30%, che include bambini ed adolescenti in eta' scolare" sottolinea il Professor Giovanni Cavagni, membro del Comitato Medico Scientifico di Federasma Onlus e dell'associazione Alama (Coordinatore del Gruppo di Lavoro Federasma-Siaip). Il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffrire di asma bronchiale, nell'80% dei casi provocata da allergie; il 18-20% soffrire di rinite allergica, mentre il 10 % puo' presentare dermatite atopica, malattie che riconoscono nell'inquinamento indoor/outdoor e nel fumo di sigaretta due importanti fattori di rischio e causa di esacerbazione della malattia. Nel corso del Convegno saranno trattati i contenuti di due importanti documenti, il documento congiunto Federasma-Siaip "Raccomandazioni sulla gestione del bambino allergico a scuola", riconosciuto dalla Gard Italia e l'accordo Stato Regioni del 18 novembre 2010 concernente "Linee di indirizzo per la realizzazione nelle scuole di un programma di prevenzione dei fattori di rischio indoor per allergie e asma. Federasma, che ha collaborato alla stesura del documento ministeriale, si impegna a diffonderne i contenuti portandoli all'attenzione di tutte le istituzioni che, a vario titolo, sono preposte alla gestione dell'edilizia scolastica e a coloro che nella scuola sono deputati a garantire ambienti scolastici che rispondano ai requisiti di sicurezza e comfort ambientale, chiedendone l'attuazione e auspicando lo stanziamento dei fondi necessari alle opere di risanamento dell'edilizia scolastica. Esperti della Formazione dell'Ares118 Regione Lazio presenteranno il protocollo operativo per la "presa in carico del paziente asmatico e allergico nella rete pre-ospedaliera della regione Lazio e Monitoraggio delle chiamate giunte all'Ares118 regione Lazio dalle scuole" ed effettueranno esercitazioni pratiche di intervento per la gestione delle emergenze-urgenze per asma acuto e grave reazione allergica-anafilassi. Atleti del Centro Sportivo Bracelli Club di Roma - affiliato Csen, presenteranno invece tecniche di respirazione, mutuate dalle arti marziali, utili a favorire nel bambino asmatico la preparazione alla pratica sportiva. Oltre alla Sipps, il Convegno ha ricevuto i patrocini delle Istituzioni nazionali, della Gard Italia - Alleanza globale contro le malattie respiratorie croniche della Societa' italiana di pediatria (Sip), Societa' Italiana Malattie Respiratorie Infantili (Simri), della Societa' italiana di pediatria Ospedaliera (Sipo) e dell'Ares118 Regione Lazio. Interverranno tra gli altri Giovanni Cavagni, Allergologo e i Presidenti della Siaip, Luciana Indinnimeo e delle Associazioni dei pazienti Federasma Onlus ed Alama.

Notiziario Minori, 14 febbraio 2012