martedì 8 marzo 2011

ADOLESCENTI, IN GRUPPO PIÙ VULNERABILI E 
'PERICOLOSI' STUDIO DELLA TEMPLE UNIVERSITY
Gli adolescenti non sono piu' bambini, ma non sono neanche adulti. È una fase della vita, quella dai 13 ai 17 anni, molto delicata. Un momento in cui ci si lascia trascinare, si e' vulnerabili e si e' anche inclini a comportamenti azzardati, soprattutto quando si e' in gruppo. A sostenere questa tesi, molto preoccupante per i genitori, e' uno studio della Temple University, pubblicato su 'Developmental Science'. Non e' facile per mamma e papa' proteggere i loro bambini, anzi il compito di genitore forse in questa eta' diventa particolarmente complicato.
La ricerca spiega come mai, fra i teenager, l'unione sia una specie di calamita' verso il pericolo. I ricercatori hanno misurato l'attivita' cerebrale degli adolescenti, da soli e con un gruppo di coetanei, mentre erano impegnati a prendere decisioni pericolose. Finche' sono piccoli, si sta attenti ai loro bisogni primari, a che vivano e giochino in piena sicurezza, ma non c'e' un reale pericolo nel mondo esterno, perche' tanto sono al sicuro con noi. Ma quando sono piu' grandi, le paure aumentano e in modo esponenziale anche i pericoli.
I teeanger sono piu' vulnerabili al fascino del rischio e ai possibili vantaggi di una scelta pericolosa, rispetto a quando sono da soli. I volontari sono stati sottoposti al test mentre giocavano con videogame che simulavano la guida. La presenza dei coetanei rendeva piu' facile l'azzardo in chi stava alla guida.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
SORDITÀ INFANTILE, COLPISCE 0,7 PER MILLE
NUOVI NATI CUDA (SIO): "SERVE SCREENING 
NEONATALE DI MASSA COME IN USA E UE"
La sordita' infantile profonda incide per lo 0.5-0.7 per mille nuovi nati. Accanto a queste vi sono poi altrettante forme di minore gravita'. Perche' e' importante diagnosticare precocemente queste sordita' gravi? "Perche' in assenza di un tempestivo trattamento il linguaggio non si sviluppa come dovrebbe (non sento e pertanto non imparo a parlare)- spiega Domenico Cuda, direttore dell' U.O. di Otorinolaringoiatria presso l'ospedale "G. da Saliceto" di Piacenza ed esponente della Societa' italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico - facciale (Sio)- Se non si esegue alcun trattamento si arriva fatalmente al vecchio sordomutismo. Se si interviene tardivamente si hanno in ogni caso compromissioni piu' o meno severe del linguaggio e della comunicazione. Ecco l'urgenza del problema".
Cosa e' possibile fare oggi? "Fortunatamente- continua Cuda- e' possibile sottoporre a screening tutti i nuovi nati con procedure automatiche molto veloci, economiche e non invasive. Il metodo piu' utilizzato e' quello delle cosiddette emissioni otoacustiche. In pratica, l'orecchio sano risponde ad alcuni stimoli esterni emettendo lievissimi segnali (detti anche "echi" cocleari). Apparecchiature automatiche captano tali segnali e forniscono 'disco verde' all'operatore. In caso contrario danno 'disco rosso'". Ma cosa si fa poi con i bambini "disco rosso"?.
"Va precisato che essi non sono necessariamente sordi- avverte Cuda- in quanto il test dello screening e' molto sensibile ma potrebbero verificarsi casi di falsi positivi. E' pertanto necessario che su di essi vengano eseguiti test piu' accurati detti anche test diagnostici. Questi bambini vengono, quindi, inviati ad una struttura audiologica (in genere aggregata a reparti Orl dei principali ospedali) dove verranno eseguiti i potenziali evocati uditivi (Abr od altri). In alcuni di essi il risultato dei potenziali sara' normale e pertanto il bambino sara' dimesso dal programma di osservazione. In altri, invece, la sordita' sara' confermata. Tutto questo percorso dovra' completarsi nei primi mesi di vita (auspicabilmente entro il terzo)- consiglia l'esperto- A questo punto inizia la fase del trattamento che comprende la protesizzazione acustica e la presa in carico da parte di una logopedista. Se dopo alcuni mesi di trattamento riabilitativo i risultati non sono soddisfacenti il caso viene valutato per eventuale impianto cocleare (od orecchio bionico)".
"L'esperienza del passato- avverte Cuda- insegna che in assenza di programmi di screening neonatale della sordita', lasciata al solo sospetto da parte dei genitori o degli insegnanti, l'eta' di prima diagnosi e' decisamente tardiva (di norma compresa fra uno e due anni di vita) con sequele oggi considerate inaccettabili. Da tutto cio' si desume la capitale importanza dello screening neonatale universale della sordita'".
A questo punto veniamo alle note dolenti. "Mentre in quasi tutti i Paesi europei piu' avanzati, negli Stati Uniti ed in quelli dell'ex blocco sovietico- prosegue l'otorinolaringoiatra- sono stati adottati programmi di massa per lo screening neonatale della sordita' a livello nazionale, nel nostro paese essi sono stati inclusi nei Lea (livelli essenziali di assistenza) solo di recente (il decreto tra le altre non e' ancora stato emanato). Le realta' regionali al contrario sono molto variegate. Infatti, da tempo esistono programmi di screening nelle regioni Liguria, Umbria, Veneto, Lombardia e Campania. La Regione Emilia Romagna sta per emanare un decreto che lo rende obbligatorio in tutti i punti nascita regionali. A livello locale, infine, esistono molti singoli ospedali che praticano lo screening neonatale praticamente in quasi tutte le regioni sebbene esso non possa considerarsi in questi casi universale mancando il pieno coinvolgimento di tutti i punti nascita di un territorio (cliniche pediatriche, piccoli ospedali secondari etc.) e sebbene vada riconosciuto che in questi casi lo screening e' stato attuato su base volontaria da singoli reparti Orl presso i punti nascita locali. Risultare chiaro- sottolinea Cuda- come istituire un programma di questo genere e' cosa molto piu' complessa di quanto non sembra a prima vista. Infatti si deve prima organizzare e rendere obbligatorio lo screening in tutti i punti nascita di una regione prevedendo meccanismi di controllo che ne garantiscano la copertura di almeno il 95% dei nuovi nati nonche' un database centralizzato. Inoltre, bisogna formare il personale dei nidi di questi centri e dotarli delle apparecchiature necessarie (di solito di basso costo)".
Secondo l'esponente Sio, infine, "Bisogna poi strutturare i percorsi per l'invio automatico dei casi sospetti ad un centro di secondo livello per la conferma diagnostica. Devono esistere automatismi per la presa in carico riabilitativa precoce di questi casi. Infine, bisogna definire i criteri per inviare i casi meritori di impianto cocleare a centri di terzo livello.
Pertanto- conclude- non c'e' alcun bisogno di un megacentro di riferimento, ma un lavoro ben diverso che punti alla strutturazione di una rete capillare che sia capace di intercettare, in maniera efficiente e localmente, tutti i nati con questo problema. A quel punto poi si potranno strutturare i centri di secondo livello ed infine di terzo (magari anche uno unico). Diversamente si procedera' come al solito con il passo del gambero o con la solita' mentalita' top-down, costosa e criticabile".
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
DNA ASSOLTO, L'OBESITÀ COLPA DELLE ABITUDINI
RICERCA AMERICANA: NON C'È UNA TENDENZA GENETICA 
Se il piccolo di casa e' troppo 'rotondo', non si puo' tirare in ballo il Dna e una tendenza genetica al sovrappeso. La colpa piuttosto, sostengono i ricercatori dell'University of Michigan Cardiovascular Center (Usa), e' delle cattive abitudini, a tavola e non. La ricerca, pubblicata sull''American Heart Journal', e' frutto di uno studio condotto su 1.003 bambini. Ebbene, secondo l'indagine i piccoli obesi mangiano peggio dei coetanei magri, passano piu' ore incollati a tv e videogame e fanno meno sport. Insomma, i risultati mostrano che i piccoli extralarge piu' spesso dei coetanei mangiano il pranzo della scuola anziche' quello (piu' salutare) preparato a casa, e passano due ore al giorno tra piccolo schermo e videogame. Certo, "per i bambini estremamente in sovrappeso uno screening genetico puo' essere considerato - precisa Kim Eagle, descrivendo i risultati della ricerca - Per il resto, aumentare l'attivita' fisica, ridurre il tempo passato davanti a videogiochi e tv e migliorare il valore nutrizionale dei pasti a scuola" sono azioni che promettono di "invertire il trend di obesita' infantile". Negli Usa il problema e' tale che recentemente il presidente Barack Obama e' sceso in campo per offrire menu' scolastici piu' salutari a 31 milioni di bambini.
Nel frattempo il progetto del Michigan era gia' partito in 13 scuole, per 'imbrigliare' colesterolo e pressione dei piccoli e monitorare le loro abitudini. Secondo la ricerca, il problema sta anche nel fatto che pochi bambini con problemi di peso fanno attivita' fisica regolare, seguono lezioni di ginnastica a scuola o fanno parte di un team sportivo. Insomma, secondo i ricercatori lo stile di vita e' legato all'obesita' infantile piu' della genetica.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
DIPENDENZA DA VIDEOGAME, L'OLANDA
CHIEDE INFORMAZIONI GLI STUDIOSI:
"NECESSARIO UN APPROCCIO DUALE"
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato che alcuni individui hanno problemi a controllarsi quando giocano con video giochi online e che un'eccessiva quantita' di tempo trascorsa a giocare con i video game online puo' provocare effetti dirompenti sul profitto scolastico, sul lavoro e sui contatti sociali della vita reale. Sembra dunque che i giochi online, soprattutto quelli di ruolo, possano provocare dipendenza. Recentemente, sulla schermata iniziale di alcuni video giochi sono apparsi messaggi che invitano i giocatori a giocare con moderazione. Date queste premesse, un gruppo di studiosi olandesi ha approfondito la responsabilita' sociale delle industrie produttrici di questi video giochi, dopo aver anche osservato che la dipendenza da questo tipo di giochi e' molto simile a quella dal gioco d'azzardo, soprattutto dalle slot machine. Gli autori dello studio hanno infatti osservato che le industrie produttrici si limitano a inviare messaggi agli utenti, ma non forniscono servizi di rinvio o di assistenza ai clienti a proposito della dipendenza da video giochi. Se i video games sono gli unici giochi per i quali sono necessari dei messaggi di avviso, si chiedono i ricercatori, perche' le aziende si limitano a intervenire sui rischi di dipendenza solo in questo modo senza assumersi una piu' ampia responsabilita' sociale? Secondo gli autori dello studio, sarebbe necessario un approccio duale. In primo luogo, i consumatori dovrebbero essere informati a proposito dei potenziali rischi di sviluppare dipendenza dai video giochi. Secondariamente, gli editori dovrebbero implementare adeguati servizi di sostegno. Se le compagnie dovessero continuare a rifiutarsi di assumersi la responsabilita' sociale, conclude lo studio, potrebbe rendersi necessario il coinvolgimento dei governi.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
NON SAI DOVE FARE SPORT? ECCO DOVEGIOCARE.IT

Per gli amanti dello sport da praticare e' nato DoveGiocare.it, un portale ideato da tre giovani laureati in collaborazione con alcune importanti societa' del mondo dello sport. Avvalendosi delle potenzialita' del web, tutti online possono trovare la struttura e la disciplina sportiva che piu' interessa e vicina alla zona in cui si vuole praticare sport, la ricercare tornei e fare booking online. Il sito offre, infatti, la possibilita' di ricercare e trovare la quasi totalita' degli impianti e corsi sportivi italiani, sia delle discipline piu' conosciute che di quelle meno note. Gli ideatori rimarcano comunque che DoveGiocare.it e' un luogo di aggregazione e incontro tra le amministrazioni pubbliche, i gestori e gli sportivi.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
BAMBINI SENZA TONSILLE A RICHIO OBESITÀ
I RISULTATI DI UNO STUDIO AMERICANO
Senza tonsille? Rischio obesita'. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista 'Otolaryngology Head and Neck Surgery', che si basa sulla revisione di diverse ricerche precedenti in questo campo. In totale sono stati esaminati i dati di 795 pazienti da zero a 18 anni d'eta', alcuni dei quali oltre alla tonsillectomia avevano subito l'asportazione delle adenoidi. In uno degli studi all'operazione ha corrisposto un aumento di peso fino all'8,8 per cento. Altre ricerche hanno trovato che l'aumento di peso interessa una percentuale variabile tra il 46 e il 100 per cento dei pazienti, a seconda della definizione di obesita' e del campione scelto. "Ci sono diversi meccanismi per cui la tonsillectomia potrebbe favorire l'aumento di peso", ha spiegato Anita Jeyakumar, dell'Universita' di Saint Louis, "le tonsilliti frequenti possono portare a disfagia, che provoca difficolta' nel deglutire e quindi diminuisce le calorie introdotte. Inoltre dopo l'operazione i genitori potrebbero tendere a 'ricompensare' i figli con quantita' extra di cibo.
Lo studio suggerisce chiaramente che dopo l'estrazione delle tonsille occorre vigilare sulla dieta dei bambini per non esporli al rischio obesita'.
Notiziario Minori, 8 marzo 2011
UNICEF: EMERGENZE, SERVONO SUBITO 1,4 MLD
DI DOLLARI APPELLO A 32 PAESI: "DONNE 
E BAMBINI INTRAPPOLATI NELLE CRISI"
Un Rapporto sull'azione umanitaria per i bambini (Humanitarian action for children Report 2011): questo il documento presentato dall'Unicef per chiedere 1,4 miliardi di dollari ai suoi donatori per assistere bambini e donne intrappolati nelle crisi. L'appello di quest'anno e' "incentrato su 32 paesi- come spiega l'Unicef- e sottolinea la crescente importanza di rafforzare la resilienza delle comunita'".
Hilde Johnson, vicedirettore generale dell'Unicef, spiega che "investire nei bambini e rafforzare la resilienza dei paesi e delle comunita' che vivono ai margini, non solo riduce la loro strada per il recupero, ma contribuisce anche ad aumentare la capacita' di gestione dei rischi, mettendo in atto misure di prevenzione prima che la crisi dirompa, mitigandone i danni in quest'ultimo caso".
Ogni crisi umanitaria "ha conseguenze disastrose per i bambini- prosegue l'associazione- tra le quali il reclutamento nelle forze armate, la violenza sessuale e la perdita di servizi di base come acqua, sanita' e istruzione. La portata senza precedenti dei disastri di Haiti e del Pakistan ha suscitato una risposta straordinaria a livello mondiale da parte di tutte le organizzazioni umanitarie e partner. Ma ha anche sottolineato la necessita' di potenziare attivita' di prevenzione, all'interno di quelle comunita' che sono piu' spesso colpite da crisi, per poter ridurre la portata dei rischi".
Per questo, "far acquisire alle comunita' vulnerabili le competenze necessarie per affrontare e superare i rischi e' una componente sempre piu' importante dell'azione umanitaria. Nel 2010, ad esempio, l'Unicef ha riesaminato i principali capisaldi della sua azione di intervento umanitario, ponendo al centro i diritti di bambini e donne in crisi. I principali cambiamenti negli interventi dell'Unicef prevedono una maggiore enfasi sulla prevenzione, rafforzando il legame tra azione umanitaria e politiche di sviluppo, e sottolineando l'importanza della riduzione del rischio catastrofi".
Il rapporto presenta crisi che "richiedono un supporto eccezionale. Mostra i luoghi in cui sono indispensabili provvedimenti urgenti per salvare vite, per proteggere i bambini contro le peggiori forme di violenza e abusi e per garantire l'accesso ai servizi di base, come acqua e igiene, salute, nutrizione e istruzione".
Johnson conclude ricordando che "dopo un anno di devastanti calamita' naturali e tragedie umane, non e' mai stato piu' opportuno rafforzare la resilienza dei singoli e delle comunita' che si trovano ripetutamente in pericolo". I 32 paesi a cui si riferisce questo appello sono stati selezionati "sulla base della gravita' della crisi, della gravita' del suo impatto sui bambini e sulle donne, della natura cronica o prolungata della crisi e del loro potenziale per produrre risultati duraturi salva-vita".
Notiziario Minori, 8 marzo 2011

sabato 5 marzo 2011

SMOG, A ROMA PATOLOGIE ANCHE NEI BAMBINI
LEGAMBIENTE: SI POSSONO EVITARE 1.278 MORTI L'ANNO
"I nuovi autorevoli dati sullo smog sono agghiaccianti, il fronte dei medici e degli epidemiologi evidenzia un quadro di morti sempre piu' grave, che richiede da parte del Comune risposte concrete e immediate. Ormai da molti anni si evidenzia che sono a rischio diretto gli adulti, ma gia' nei bambini si dimostrano patologie che nel tempo potranno arrecare danni seri". Lo dice in una nota Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.
"Questo nuovo studio utilizza un approccio innovativo, evidenziando i numeri di coloro che potrebbero essere salvati da morte per smog riducendo l'esposizione alle polveri sottili, con l'intento di stimolare politiche serie in questa direzione- spiega Parlati- A Roma e' chiaro a tutti che l'inquinamento e' direttamente correlato al traffico veicolare, come affermava gia' molti anni fa uno studio dell'Apat, per almeno il 70% del totale delle polveri PM10, fino ad arrivare al 100% per le poveri ultra sottili".
"E nonostante sia tutto cosi' chiaro e noto agli amministratori, le politiche stentano, fanno pochi passi in avanti e molto lenti e spesso fanno anche passi indietro: il numero delle automobili si espande a dismisura, senza controllo, invadendo qualsiasi spazio, le strisce blu sono diminuite, i pullman scorrazzano ovunque, le domeniche a piedi e le targhe alterne sono scomparse- conclude Parlati- E' molto grave, bisogna invertire la rotta immediatamente e puntare sul trasporto collettivo, con un modello nuovo che tuteli la salute, la vivibilita', la socialita'".
Cosi' Legambiente, continua la nota, commenta i dati del progetto Aphekom, presentati a Parigi e coordinato dall'istituto francese per la sorveglianza della salute pubblica (InVS), dopo tre anni di lavoro sull'inquinamento atmosferico e il suo impatto sulla salute, condotto da 60 ricercatori in 25 citta' in tutta Europa, tra le quali Roma per l'Italia, grazie al lavoro del noto Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio. In particolare, nello studio viene evidenziato che a Roma il 23% dei residenti vive a meno di 75 mentri da una strada ad alto traffico e che possano essere attribuiti al forte inquinamento nell'area di residenza l'11% dei casi di aggravamento di asma nei bambini, il 18% di problemi acuti negli anziani affetti da bronco pneumopatia cronico ostruttiva, e il 23% di problemi acuti negli anziani malati di malattie coronariche.
Peraltro, conclude la nota, se a Roma la concentrazione media annuale di polveri sottili PM2.5 si riducesse a 10 microgrammi per metro cubo (il livello raccomandato dalla organizzazione mondiale della sanita') sarebbero evitate 1278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
RITORNO AL LICEO, DOVE S'È FATTA L'ITALIA DIBATTITI,
MOSTRE, VIDEO, CON PROFESSORI E STUDENTI
Una maratona di iniziative, dalle 16 fino a tarda sera, per celebrare i 150 anni dell'Unita' d'Italia. Il liceo Tasso di Roma il prossimo 17 marzo aprira' le porte alla cittadinanza, oltre che a studenti e professori, per onorare la ricorrenza con dibattiti, mostre, proiezioni video che andranno avanti per diverse ore con il contributo di esperti, storici, scrittori, linguisti. Grazie a una idea della casa editrice Laterza, il famoso ginnasio romano svolgera' le celebrazioni dei 150 anni dell'Italia unita in contemporanea con altre nove scuole italiane: i licei Flacco di Bari, Galvani di Bologna, Michelangiolo di Firenze, Cassini di Genova, Carducci di Milano, Umberto I di Napoli, Cannizzaro di Palermo, Avogadro di Torino e Pigafetta di Vicenza.
La scuola e' il luogo dove si e' fatta l'Italia e dove si sono fatti gli italiani, spiegano dalla Laterza, di qui la scelta di usarla come palco per mettere in scena le celebrazioni del 150esimo compleanno del Paese. Idea che i docenti hanno raccolto con entusiasmo elaborando, insieme a studenti e genitori, idee e proposte. A Roma l'appuntamento il prossimo 17 marzo e' alle 16.
Si comincia con un intervento del giurista Stefano Rodota'. Poi ci saranno incontri con lo storico Lucio Villari e il linguista Tullio De Mauro. Ma anche con i giovani scrittori Paolo Di Paolo, Igiaba Scego, Chiara Valerio. Si parlera' di come e' la scuola veramente, non solo di unita' del paese. Professori e studenti potranno aprire il loro mondo spesso rappresentato solo attraverso luoghi comuni. In serata i giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, insieme a Fiorella Mannoia parleranno di musica italiana attraverso immagini e suoni.
"Nei giorni in cui la scuola e' sotto attacco vogliamo ribadirne la sua importanza", hanno specificato la preside del Tasso, Maria Letizia Terrinoni, e la docente di Storia, Marina Nezi. La scuola "e' un pezzo di societa', ma cio' non e' sempre evidente", ha aggiunto Giuseppe Laterza. Alla presentazone delle iniziative hanno partecipato anche Stefano Rodota', Lucio Villari e Tullio De Mauro che hanno sottolineato fra l'altro lo scarso interesse che la celebrazione ha riscosso fra i politici: "Sono stupito dall'indifferenza che le forze politiche, fatta eccezione per il capo dello Stato, hanno riservato alle celebrazioni dell'Unita' d'Italia", ha commentato Villari.
"Per i 100 anni dall'Unita' si comincio' a lavorarci su 4-5 anni prima- ha aggiunto De Mauro- stavolta i toni sono decisamente minori". Anche per Rodota' l'occasione e' andata "perduta. Lo spettacolo offerto dalla politica sulle celebrazioni poteva esserci risparmiato". Dovra' pensarci la scuola a invertire la rotta, ancora una volta. E al Tasso, per l'occasione, hanno deciso che fin dalle prime ore del mattino, il 17 marzo, sara' srotolata da una finestra del liceo una lunga bandiera intrecciata opera dell'artista Alfredo Pirri realizzata appositamente per la scuola romana. La bandiera sara' lunga 15 metri. Mentre il 12 marzo la scuola ospitera' una banda di bersaglieri nel proprio atrio. Anche nelle altre citta' illustri ospiti dialogheranno con il mondo della scuola. A Torino ci sara' Gustavo Zagrebelsky che parlera' di Costituzione, a Milano interverra' la storica Eva Cantarella, a Palermo dialoghera' con i ragazzi lo scrittore e giornalista Gaetano Savatteri, a Bari ci sara' lo storico Luciano Canfora, mentre il suo 'collega' Giovanni Sabatucci sara' ospite a Firenze.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
IN ITALIA 100 MILA BAMBINI AFFETTI DA IPOACUSIA
PER I PIU' PICCOLI CONSEGUENZE GRAVI
Sono circa 100 mila in Italia i bambini fra gli 0 e i 14 anni affetti da ipoacusia. La riduzione dell'udito, un problema fisiologico per adulti e anziani, puo' avere per i piu' piccoli conseguenze gravi: "Compromette l'apprendimento del linguaggio e le capacita' relazionali. La diagnosi precoce e' fondamentale perche' la sordita' non diventi causa di una vera disabilita'" spiega Tiziana Rossetto, presidente della Federazione logopedisti italiani (Fli), associazione che ha deciso di dedicare a questo problema la Giornata europea della logopedia, il 6 marzo.
Per i bambini colpiti da sordita' congenita (il 80% degli ipoacusici), "la diagnosi dovrebbe avvenire entro i primi 3 mesi di vita ed entro 6 mesi occorre intervenite, a seconda della gravita' della patologia, con protesi acustiche, operazioni chirurgiche o interventi educativi" spiega Oskar Schindler, professore in Audiologia e Foniatria. Oltre alle cure mediche, e' poi necessario che il bambino sia seguito dal logopedista, che programma un percorso educativo e riabilitativo ad hoc, coinvolgendo anche la famiglia. È importante anche curare i casi di sordita' media, "che troppo spesso vengono sottovalutati, ma che possono aggravarsi, se trascurati" aggiunge Tiziana Rossetti.
In occasione della Giornata europea della logopedia, la Fli mette a disposizione sul sito www.fli.it diversi opuscoli informativi, e dal 7 al 11 marzo, dalle 10 alle 12, sara' possibile parlare direttamente con un logopedista telefonando allo 049-8647936.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
MENO 19 MILA PROF, PRIMARIA E SUPERIORI
PIÙ PENALIZZATE LE REGIONI PIÙ COLPITE: 
SICILIA, LOMBARDIA, CAMPANIA E LAZIO
Meno 19.700 prof: a tanto ammontera' il taglio sull'organico docente per il prossimo anno scolastico, come previsto dalla Finanziaria del 2008. Quella di quest'anno e' la terza e ultima tranche di decurtazioni del personale che colpira', in particolare, quattro regioni: Sicilia, Campania, Lombardia e Lazio. Gli ordini di scuola piu' toccati saranno la primaria e le superiori, dove prosegue la messa a regime delle riforme della Gelmini, fra maestro unico, nuovi licei e istituti tecnico professionali. La ripartizione regionale potra' essere ancora sottoposta a ritocchi, le tabelle non sono definitive, ma le variazioni saranno minime.
Secondo le cifre consegnate ieri ai sindacati in attesa del definitivo decreto sugli organici, dei 19.700 tagli 2.534 colpiranno la Sicilia, seguono Lombardia (2.415), Campania (2.234) e Lazio (1.989). Tagli pesanti toccheranno anche la Puglia (-1.878 prof), il Veneto (-1.398), il Piemonte (-1.179).
La scuola dell'infanzia, fra tagli e incrementi, perdera' 141 insegnanti. Ci sono regioni che guadagnano posti (come la Lombardia o il Piemonte) e altre che li perdono. È il caso della Campania, che avra' un taglio di 151 cattedre. In generale il piu' colpito sulla scuola dell'infanzia e' il Sud: la Puglia perde 87 posti, la Sicilia 81.
Quanto alla scuola primaria, il taglio totale e' altissimo: perde 9.252 posti (-4,46% sull'organico attuale) di cui 1.424 in Lombardia, 969 in Sicilia, 964 in Campania, 930 nel Lazio. Alle ex medie i posti tagliati saranno 1.323 in tutta Italia. Alle superiori saranno 8.984 le cattedre in meno.
Cresce, invece, il sostegno. Secondo fonti sindacali il ministero potrebbe chiedere 30mila assunzioni per compensare i tagli e gli oltre 27mila pensionamenti. Lunedi' prossimo ci sara' un nuovo incontro al ministero con le tabelle definitive. Restano in ballo i contenziosi fra Regioni e scuola sui percorsi triennali professionalizzanti. La' dove si faranno nelle scuole perche' le Regioni non si sono attivate servira' piu' organico.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
"YOUNICEF", FLASH MOB DEDICATO AI BIMBI 
DEL NORD AFRICA IN 25 CITTÀ L'INIZIATIVA 
DEI GIOVANI VOLONTARI DELL'UNICEF
"Mentre sto parlando, 22.000 bambini muoiono nel mondo. 22.000. Come ogni giorno. Sono gli esclusi, i dimenticati, gli ultimissimi tra gli ultimi. Poverta' e discriminazione possono essere sconfitte. Ciascuno di noi puo' fare qualcosa per fermarle. Basta un po' del proprio tempo. Dobbiamo fare di piu', dobbiamo essere di piu'. Dobbiamo tutti insieme 'Essere Unicef'. Unisciti a noi. Diventa volontario. Visita il sito www.unicef.it. Perche' bambini piu' uguali e' giusto e possibile". Questo l'appello di Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia (disponibile su Youtube e come spot radiofonico) per lanciare la campagna di reclutamento dei volontari per il 2011. In occasione del lancio della campagna, Younicef, il movimento dei giovani volontari dell'Unicef Italia "fara' sentire la propria voce in un modo nuovo e sensibilizzare l'opinione pubblica intorno ai temi dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza attraverso un flash mob; dopo l'anteprima di Sanremo (durante i giorni del Festival della canzone), domani, sabato 5 marzo, alle 18, migliaia di ragazzi di Younicef 'invaderanno pacificamente' piazze e strade di 25 citta' (tra cui Roma, Milano, Palermo, Firenze e Sassari) di tutta Italia".Attraverso il flash mob di domani, chiude Spadafora, "i ragazzi di Younicef saranno idealmente vicini ai loro coetanei del Nord Africa, in particolare della Libia, in questo momento drammatico per il loro Paese".
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
TELEFONO AZZURRO, 9.400 HANNO CHIESTO
AIUTO IN 3 ANNI CAMPAGNA "ALZIAMO LE MANI
PER FERMARE LA VIOLENZA SUI BAMBINI".
Negli ultimi tre anni sono stati piu' di 9.400 i bambini che hanno chiesto aiuto a Telefono azzurro: uno su tre e' stato vittima di violenza.
Complessivamente, tra il 1° gennaio 2008 e il 28 febbraio 2011, sono stati 3.591 i bambini che hanno denunciato di aver subito un abuso fisico, psicologico, sessuale, violenza domestica e trascuratezza. Per combattere questa situazione, l'associazione lancia la campagna "Alziamo le mani per fermare la violenza sui bambini" che verra' diffusa dal 6 al 27 marzo.
Solo nel 2010 gli operatori della linea d'ascolto 1.96.96 di Telefono Azzurro hanno ricevuto oltre 800 chiamate al giorno.
Oltre alle violenze e ai maltrattamenti in famiglia, che rappresentano l'aspetto piu' drammatico delle denunce raccolte dagli operatori di Telefono Azzurro, crescono anche i problemi con i genitori e i coetanei, gli episodi di bullismo, ma anche la solitudine dei piu' piccoli Per quanto riguarda i rapporti con i genitori, nel 2010 il 37,7% degli utenti ha denunciato la situazione di conflittualita' o il disagio legato alla separazione di mamma e papa' (nel 2000 era il 27%). Mentre la percentuale di chi denuncia episodi di bullismo e' raddoppiata, passando dall'8% del 2000 al 15,2% del 2010. Il dato parziale del 2011 (al 28 febbraio) e' gia' del 13,4%. E nei piu' piccoli cresce anche il bisogno di parlare con qualcuno, che passa dal 5,3% del 2000 al 37,5% del 2010. "Alziamo le mani per fermare la violenza sui bambini" e' la campagna lanciata da Telefono Azzurro che verra' diffusa tra il 6 marzo e il 27 marzo 2011 sui giornali e sulle principali reti televisive nazionali e locali. Alla campagna e' associato il numero 45504, attraverso il quale e' possibile effettuare una donazione di 2 euro inviando un SMS o chiamando da rete fissa.
Inoltre, i risultati di questa raccolta fondi permetteranno inoltre a Telefono Azzurro di potenziare la consulenza via chat, raggiungibile attraverso il sito www.azzurro.it , estendendo al web, canale di accesso quotidiano e immediato per la maggior parte dei ragazzi, le possibilita' di contatto e di risposta immediata alle loro richieste di aiuto.
Notiziario Minori, 5 marzo 2011
LIBIA,  UN   MILIONE   DI   BAMBINI  A RISCHIO SAVE 
THE CHILDREN: "SETTECENTOMILA SOLO A TRIPOLI"
"Piu' di un milione di bambini nell'ovest della Libia e' in grave pericolo a seguito degli scontri fra le forze governative e gli oppositori, per il controllo di citta' chiave, compresa la capitale Tripoli". Lo denuncia Save the Children.
L'ong ha raccolto le testimonianze di famiglie e bambini a Tripoli e in citta' vicine, che descrivono la loro paura di morire, di essere feriti e arrestati poiche' le forze di sicurezza libiche continuano a reprimere le proteste degli oppositori. Si stima che piu' di 1 milione di bambini vivano in quest'area teatro degli scontri. "Il pericolo posto ai bambini in Libia dalle violenze politiche e dalle loro conseguenze, come la mancanza di beni di prima necessita' e cibo, e' enorme", dice Gareth Owen, direttore delle emergenze di Save the Children.
"La situazione nel paese potrebbe velocemente andare fuori controllo e tradursi in un disastro per centinaia di migliaia di bambini che potrebbero essere obbligati a lasciare le loro case, o peggio, rimanere coinvolti nelle violenze e negli scontri". Un ragazzino di 13 anni di Tripoli intevistato da Save the Children descrive cosi' il clima di paura in citta': "Sono terrorizzato, mi sento insicuro e ho paura di rimanere orfano. Ho saputo che i padri di alcuni miei amici sono stati presi e sono spariti".
Notiziario Minori, 5 marzo 2011

martedì 1 marzo 2011

PROPOSTA DI LEGGE PER INSEGNARE L'INNO MAMELI IN
CLASSE PRIMA FIRMATARIA È PAOLA FRASSINETTI DEL PDL
Il Pdl ha presentato una proposta di legge (prima firmataria la deputata Paola Frassinetti, gia' relatirce della riforma dell'Universita' alla Camera) per rendere obbligatorio lo studio dell'inno di Mameli a scuola. Il provvedimento e' stato depositato il 24 febbraio scorso e prevede, nel suo unico articolo, che, a partire dal prossimo anno scolastico, "nelle scuole del primo ciclo di istruzione" (ex elementari e medie), nell'ambito della nuova disciplina 'Cittadinanza e Costituzione', si insegnino "l'inno nazionale e i suoi fondamenti storici e ideali, attraverso il supporto degli strumenti didattici necessari".
L'inno di Mameli, si legge nell'introduzione alla proposta di legge, che sara' vagliata dopodomani in commissione Cultura alla Camera, "rappresenta una delle manifestazioni artistiche musicali piu' alte dello spirito patriottico di unita' nazionale ed e' l'opera che ha spronato, unito e sostenuto i nostri Padri a fare l'Italia". Il problema, sottolineano i firmatari della legge, e' che e' "poco conosciuto" anche per "la mancanza di un'idonea opera di insegnamento e diffusione" che dovrebbe partire dalla scuola.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
ANTIBIOTICI, I PEDIATRI: "L'USO SIA PIÙ CORRETTO" I 
CINQUE CONSIGLI DEGLI ESPERTI E RIVOLTI AI GENITORI
La Societa' italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), nell'ambito della campagna per il corretto uso degli antibiotici promossa dal ministero della Salute, insieme all'Istituto Superiore di Sanita' (ISS) e all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), invita ad un uso piu' consapevole degli antibiotici nei bambini, attraverso alcuni semplici consigli rivolti ai genitori.
"L'uso indiscriminato di antibiotici conduce allo sviluppo del fenomeno dell'antibioticoresistenza- spiega Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps- vale a dire che, ogni qualvolta viene utilizzato un farmaco antibiotico, puo' accadere che si selezionino dei batteri resistenti al farmaco stesso. Cio' provoca, molto spesso, una probabile ricaduta dell'infezione nel bambino, questa volta piu' difficile da trattare, perche' i batteri sono diventati resistenti all'attacco dell'antibiotico".
L'Italia, secondo una recente indagine ministeriale, e' tra i Paesi dell'Unione Europea a piu' alto consumo di antibiotici e a piu' alto tasso di antibioticoresistenza. L'uso eccessivo di antibiotici, come indicato dalla campagna promossa dalle piu' importanti istituzioni sanitarie, provoca numerosi danni alla salute dei cittadini e comporta un ingente spreco di denaro pubblico.
Per tutelare le prime fasce d'eta', la Sipps esprime alcuni consigli utili per un giusto impiego degli antibiotici.
"Innanzitutto, prima di somministrare qualsiasi farmaco- spiegano gli esperti- bisogna sempre rivolgersi al pediatra, l'unico in grado di porre una precisa diagnosi della patologia presentata dal bambino. Inoltre, gli antibiotici non vanno utilizzati in caso di raffreddore o influenza, ma solo se il bambino presenta infezioni di origine batterica". In particolare, come sottolinea Susanna Esposito, segretaria Sipps, "nelle infezioni virali, quali l'influenza di cui si parla tanto in questo periodo, gli antibiotici non sono utili e possono soltanto favorire il rischio di comparsa di infezioni causate da batteri resistenti all'antibiotico somministrato. Per aiutare il bambino a sentirsi meglio, e' invece opportuno utilizzare farmaci che alleviano i sintomi e lasciare che la malattia faccia il suo corso". Il terzo consiglio della Sipps va a sfatare la convinzione di molti genitori, secondo cui la presenza di muco giallo o verde nelle secrezioni nasali significherebbe la presenza di un'infezione batterica: "anche in questo caso- aggiungono i pediatri- l'antibiotico non va somministrato".
Infine, una volta iniziata la terapia antibiotica, "e' importante somministrare tutte le dosi giornaliere- raccomandano gli esperti- per il periodo di tempo indicato dal pediatra e una volta terminata la terapia, bisogna gettare gli antibiotici scaduti o che sono gia' stati aperti e utilizzati per un'infezione precedente".
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
MALATTIE RARE, IL 75% INTERESSANO I 
BAMBINI : OLTRE 50% E' DI NATURA NEUROLOGICA
Hanno spesso nomi complessi, quasi impronunciabili come corea di Huntington, eredoatassie, dissinergie cerebellari, sclerosi primaria, etca') e si contraddistinguono per essere patologie rare o "orfane" perche' spesso non riconosciute a livello di esenzione e, nella maggior parte dei casi, di difficile diagnosi e senza terapia specifica, anche se in molti casi si stanno aprendo sempre nuove possibilita'. Sono le malattie rare e al mondo si calcola che siano dalle 6.000 alle 8.000 ed il 75% interessano i bambini. In Italia ci sono piu' di 1 milione e mezzo di persone affette da una malattia rara.
L'edizione 2011 della Giornata mondiale dedicata alle malattie rare e' stata incentrata sulle disuguaglianze sanitarie che purtroppo incontrano i pazienti, sia all'interno del proprio Paese sia nel confronto tra Paesi diversi, a causa della rarita' delle loro malattie. "Rari ma uguali" e' lo slogan del 2011, per sostenere un equo accesso da parte dei malati rari all'assistenza sanitaria e ai servizi socio-sanitari, come dichiara l'articolo 35 della Carta europea dei diritti fondamentali: "Chiunque ha il diritto di accedere alla prevenzione e il diritto a beneficiare dei trattamenti medici".
"Il 50% delle malattie rare, inserite nel catalogo mondiale, comporta una compromissione neurologica e, quindi, il medico neurologo ricopre un ruolo chiave nella diagnosi e nel trattamento di patologie del genere". E' quanto ha dichiarato Antonio Federico, presidente della Societa' italiana di neurologia (Sin) in occasione della IV edizione della Giornata mondiale delle malattie rare.
"Diagnosticare una malattia rara non e' affatto facile- ha aggiunto Federico- e in Italia, spesso, la giusta diagnosi arriva con un ritardo di circa 3-6 anni per le forme infantili e di 5-10 anni per le forme adulte, ma cio' che davvero colpisce e' che su un numero di 749 patologie rare, 401 risultino essere di tipo neurologico e 348 di altra natura".
"Le malattie rare- il presidente Sin- sono in realta' un'incredibile opportunita' per la ricerca clinica e di base per comprendere le normali funzioni dei sistemi cellulari, rappresentando, inoltre, un vero e proprio modello di studio per le malattie piu' comuni. Tutti gli operatori sanitari, soprattutto noi neurologi, dovremmo aggiornarci costantemente sulle malattie rare, sui meccanismi biologici che sottostanno alla base di tali malattie, sulle modalita' di diagnosi e di terapie". La Sin, consapevole del peso assistenziale di tale gruppo di patologie, ha programmato di dedicare ampio spazio alla formazione dei futuri neurologi per facilitare la diagnosi e l'assistenza in tale campo. Ha aperto una finestra presso il proprio sito www.neuro.it dedicato alle malattie neurologiche rare ed alla informazione per pazienti e medici. Inoltre, e' in avanzata fase di preparazione un corso residenziale per i neurologi in formazione, che si terra' in maggio a Siena, per formare le nuove generazione al riconoscimento ed alla precoce terapia, dove possibile, ed alla prevenzione di tali malattie.
Presso la U.O. di neurologia e malattie neurometaboliche dell'Universita' di Siena, inoltre, e' attivo un centro di informazione per le malattie neurologiche rare (tel 0577.585763-760).
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
MOVE FOR DREAM, SPORT COME GUIDA AL RISPETTO
REGOLE MOIGE E CNCC, EVENTI SPORTIVI IN 24 CITTÀ
Trasmettere ai giovani il valore dello sport come strumento di crescita e guida al rispetto delle regole, ma anche raccogliere fondi per istituire una borsa di studio a beneficio di ospedali e centri di ricerca.
Con questo duplice obbiettivo parte "Move for Dream", iniziativa promossa da Moige e Consiglio nazionale dei centri commerciali e patrocinata da Senato della Repubblica, Camera dei deputati e ministero della Gioventu'. "Move for Dream" e' un tour che tocchera' 30 centri commerciali in 24 citta' ed offrira' al Paese, anche in occasione del suo 150esimo compleanno, 90 giorni di eventi sportivi che coinvolgeranno soprattutto le giovani generazioni. "Lo sport e' lo strumento piu' semplice e chiaro per far capire ai nostri figli i concetto di regola", ha dichiarato Maria Rita Munizzi, presidente Moige, alla presentazione dell'iniziativa a Palazzo Marini. "Viviamo in una societa' dove si rifuggono le regole- ha continuato Munizzi- i ragazzi le rifiutano e i genitori fanno fatica a spiegarle. Lo sport le trasmette e aiuta i ragazzi a trasporle nella vita di tutti i giorni". Nei centri commerciali che ospiteranno l'iniziativa saranno organizzate delle esibizioni per promuovere le attivita' sportive del territorio, mentre verranno allestiti degli stand dove il personale del Moige si occupera' della raccolta fondi.
Con un offerta di pochi euro si potra' acquistare una delle tazze a tiratura limitata decorate con le opere dell'artista Marco Nereo Rotelli.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
IL 5% ALUNNI ITALIANI AFFETTO DA DISTURBI
APPRENDIMENTO 350-400 MILA STUDENTI CON
DISLESSIA, DISORTOGRAFIA E DISCALCULIA
Il segreto per aiutare i bambini dislessici? Puntare su didattiche innovative create attorno agli studenti. Di questo si e' parlato al primo incontro nazionale delle associazioni che si occupano di dislessia. Il convegno, organizzato dalla onlus Il Laribinto, raccoglie la sfida lanciata dalla recente legge 170/2010 sulla dislessia: 350-400 mila studenti (il 5% della popolazione studentesca, ndr) con disturbi specifici di apprendimento per dislessia, disortografia e discalculia, dovranno poter raggiungere gli stessi obiettivi dei loro compagni.
"Una cosa che si dice spesso e' che i dislessici stanno aumentando: non e' vero, ci sono sempre stati ma ora iniziamo a riconoscerli -dice Maria Dimita Giombini, presidente de il Laribinto, onlus impegnata nell'organizzazione di eventi culturali e raccolte fondi a favore di associazioni che si occupano di dislessia-. Una volta, quando andavano male a scuola smettevano di studiare, oggi la preparazione e' una tappa obbligata altrimenti e' difficile andare avanti nella vita". Va poi precisato che i ragazzi dislessici non hanno la dislessia ma "sono" dislessici: "La dislessia non e' una malattia, ma una caratteristica congenita -continua Giombini-. Come un bambino mancino, che ha difficolta' perche' l'ambiente gliele crea e, a seconda dell'insegnante cambia tipo di risposta". Per questo, al convegno di domani non ci saranno soltanto associazioni di volontariato, ma anche scuole.
"L'incontro e' stato pensato soprattutto per gli insegnanti -prosegue Giombini-: siamo alla ricerca di una didattica pensata per tuti i ragazzi, ma con modalita' tali che gli studenti dislessici, ragazzi intelligenti e in gamba, abbiano maggiore facilitazione nell'apprendimento: se non studiano non e' perche' non vogliano farlo ma perche' la loro fatica e' molto superiore a quella dei loro compagni". Con piu' libri da studiare e continue verifiche scritte, i metodi adottati da alcuni insegnanti, sono molto penalizzanti, con il risultato che i ragazzi dislessici si trovano in crisi.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011
PRO BIMBI, INCONTRI PER LA CONSAPEVOLEZZA
GENITORIALE IL PROGETTO 'BENESSERE DEL 
BAMBINO-GENITORIALITA' CONSAPEVOLE'
Con il Patrocinio della segreteria di Stato per l'Istruzione e la Cultura, della segreteria di Stato per la Sanita' e la Sicurezza Sociale, della segreteria di Stato per il Turismo e lo Sport e del Castello di Domagnano, l'associazione Pro Bimbi organizza anche quest'anno il progetto "Benessere del Bambino-Genitorialita' consapevole".
Il progetto e' il frutto della collaborazione con il consultorio 'Salute della Donna e della Famiglia' di San Marino, con l'U.O.C. di pediatria dell'ospedale di Stato di San Marino e l'associazione sammarinese Dislessia. Una serie di incontri, gratuiti e aperti alla cittadinanza, su temi riguardanti la salute, il benessere psico-fisico e l'educazione dei bambini in cui Pro Bimbi desidera "offrire un piccolo, ma interessante contributo all'acquisizione di una maggiore consapevolezza rispetto al ruolo genitoriale. Un momento di incontro per crescere insieme- si legge in una nota dell'associazione- e insieme contribuire ad arricchire quella consapevolezza necessaria per aiutare i nostri bimbi e le nostre bimbe ad affrontare un percorso all'insegna del benessere, a tutto campo!".
"Ci piace definire queste serate "incontri"- conclude Pro Bimbi- perche' come gia' accaduto lo scorso anno, la forza e la ricchezza di tali momenti nasce proprio dalla condivisione, dalla crescita reciproca che il confronto con gli altri puo' offrire. I Relatori dopo un primo momento di approfondimento della tematica in oggetto, saranno a disposizione degli intervenuti per un dibattito aperto per chiarire dubbi e problematiche".
Questo il calendario delle serate che si svolgeranno presso la Sala del Castello (Sala Montelupo) di Domagnano: mercoledi' 9 marzo ore 20.45 - Il primo anno del bambino e della mamma; mercoledi' 13 Aprile ore 20.45 - L'educazione dei bambini; martedi' 3 maggio ore 20,45 - Medicina tradizionale e medicina naturale; martedi' 24 maggio ore 20.45 - Allergie alimentari e respiratorie; mercoledi' 28 settembre ore 20.45 - Attivita' sportiva non agonistica; mercoledi' 26 ottobre ore 20.45 - Disturbi dell'apprendimento; mercoledi' 23 novembre ore 20.45 - Separazioni: come tutelare i figli. Per ulteriori informazioni: tel. 333.8663888 oppure inviare una mail all'indirizzo info@associazioneprobimbi.org.
Notiziario Minori, 1 marzo 2011