venerdì 5 aprile 2013

FUMATORI E DEPRESSI, RISCHIO OSTEOPOROSI:
 LO RILEVA STUDIO USA IL CAMPANELLO
 D'ALLARME SCATTA DURANTE L'ADOLESCENZA
Depressione, ansia e fumo sono associati con una minore densita' minerale delle ossa negli adulti, ma questi fenomeni non erano mai stati studiati nell'adolescenza, quando si realizza piu' del 50% dell'accumulo osseo. Questo studio longitudinale preliminare e' il primo a dimostrare che fumo e sintomi depressivi nelle ragazze adolescenti hanno un impatto negativo sull'accumulo osseo adolescenziale, e possono diventare un campanello d'allarme per un futuro caratterizzato da una bassa densita' ossea o osteoporosi, e maggiori possibilita' di frattura negli anni dopo lat menopausa. Lo studio e' stato pubblicato sul Journal of Adolescent Health edito da Elsevier, la rivista ufficiale della Society for Adolescent Health and Medicine (Sahm). L'osteoporosi e' un problema molto gravoso per la salute. Sebbene si manifesti soprattutto nelle donne dopo la menopausa, le sue radici possono essere rintracciate nel periodo della crescita, inclusa l'adolescenza. La Fondazione nazionale americana per l'osteoporosi stima che 10 milioni di americani ne sono affetti e altri 34 milioni sono a rischio. Nel 2005, ci sono state due milioni di fratture le cui cause potevano essere attribuite all'osteoporosi, per costi medici pari a 19 miliardi di dollari. Le previsioni danno questi numeri in crescita a tre milioni di fratture e 25,3 miliardi di dollari ogni anno entro il 2025, con un peso gravoso sulla sanita' pubblica. Le meta analisi hanno mostrato che la depressione in eta' adulta e' associata all'osteoporosi e alla bassa densita' minerale delle ossa. Anche il fumo ha un impatto negativo sulla salute delle ossa, e infatti gli adulti fumatori hanno una densita' minerale delle ossa inferiore a non fumatori, cosi' come un crescente rischio di fratture nel corso nella vita pari al 31%. Depressione e ansia aumentano nell'adolescenza, in particolare tra le ragazze, e fumo e uso di alcol spesso cominciano proprio a questa eta'. Sia la depressione che l'uso di sostanze spesso diventano cronici dopo l'adolescenza. C'e' in ogni caso una carenza di informazioni sul perche' questi fattori incidano sull'accumulo osseo in adolescenza. I ricercatori del Cincinnati Children's Hospital, University of Cincinnati College of Medicine e Pennsylvania State University hanno preso come campione 262 ragazze sane tra gli 11 e i 19 anni da una clinica per adolescenti in un grande ospedale pediatrico e la sua comunita' circostante per rappresentare lo sviluppo tipico degli adolescenti, e le hanno divise in 4 gruppi di eta' (11, 13, 15, 17 anni). L'obiettivo era che ogni gruppo riflettesse un numero di fumatori proporzionale alle statistiche nazionali. Le ragazze sono state visitate ognuna tre volte nel corso dell'anno. Interviste telefoniche sono poi state condotte a intervalli di tre mesi tra le visite annuali. La tendenza dell'accumulo osseo dagli 11 ai 19 anni e' stato stimato dal contenuto di minerali nelle ossa dell'intero corpo e dalla densita' minerale totale della colonna lombare e dell'anca. I ricercatori hanno scoperto che mentre le fumatrici sono entrate nell'adolescenza con livelli equivalenti di densita' minerale della spina lombare e dell'anca, il contenuto di minerali nelle ossa complessivo era significativamente minore via via che cresceva la frequenza delle sigarette. I sintomi della depressione mostravano uno schema leggermente diverso. Le ragazze con un livello di sintomi piu' elevato avevano una significativa diminuzione della densita' minerale in modo costante durante l'adolescenza. Inoltre non c'e' associazione tra l'uso di alcol, sintomi di ansia o la loro interazione con l'eta' in nessuna misurazione ossea. (DIRE) Roma, 4 apr. - "L'adolescenza e' un periodo cruciale dello sviluppo che mette le basi per la salute delle donne durante tutta la loro vita", spiega la coordinatrice della ricerca Lorah D. Dorn. "Quanto piu' osso e' accumulato nei due anni a ridosso del menarca, tanto viene perso nelle ultime 4 decadi della vita". "Per quanto ne sappiamo, il nostro studio e' il primo a testare e dimostrare che fumo e sintomi depressivi hanno un impatto negativo sull'accumulo osseo durante l'adolescenza. Potrebbe essere prematuro invocare screening e controlli per le ragazze che manifestano sintomi della depressione o fumano, ma il nostro studio dovrebbe essere replicato per determinare quando una maggiore attenzione nel monitorare i livelli dei minerali delle ossa sia necessaria", conclude. In un commento alla ricerca pubblicato sullo stesso numero della rivista, Giovanni Cizza e Kristina I. Rother, dell'Istituto nazionale di diabete e malattie digestive e del fegato, sostengono l'importanza dell'argomento della ricerca e menzionano una serie di potenziali fattori biologici e sociali che potrebbero aver contribuito a questi interessanti risultati, come il ruolo dell'indice di massa corporea, lo status socio economico, la distribuzione dei pasti, e la difficolta' di identificare i sintomi depressione in adolescenza, che "e' un momento di grandi cambiamenti e subbugli psicologici. Cizza e Rother fanno una serie di domande, concludendo che "maggiori ricerche sono necessarie per capire i meccanismi che influenzano l'accumulo osseo. Per esempio, i disturbi del sonno, sia dovuti ai sintomi della depressione sia derivanti da volontarie privazioni del sonno, danneggiano l'accumulo osseo?".
 Notiziario Minori, 5 aprile 2013 
SOLO IL 30% DEI GENITORI PREFERISCE
 LEGGERE AI FIGLI GLI E-BOOK
 Solo il 30% dei genitori italiani utilizza libri digitali con i propri bambini. Piu' del 60% preferisce leggere loro libri cartacei perche' "teme che attraverso il supporto digitale si possa perdere la magia del libro". I libri digitali vengono impiegati quando si e' in viaggio, in auto o quando occorre intrattenere i bambini. I libri di carta rimangono i preferiti per le storie della buonanotte. Il formato piu' utilizzato risulta essere l'app. Sono i dati che emergono da un sondaggio online lanciato da Filastrocche.it, Happi ideas, Mamamo' e Nati per Leggere, in collaborazione con AIB (Associazione Italiana Biblioteche), MLOL (MediaLibraryOnLine) e FattoreMamma. Lo scopo: capire qual e' lo stato dell'arte sui libri digitali per bambini dal punto di vista dei genitori e delle persone che abitualmente hanno a che fare con loro. I risultati del sondaggio sono stati presentati nel corso del TOC e della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. Al questionario hanno risposto in mille tra genitori, insegnanti, educatori e bibliotecari, coinvolti principalmente con bambini dai 3 ai 10 anni. Hanno un livello d'istruzione piuttosto alto (circa il 68% di chi ha risposto e' infatti in possesso di laurea o titolo post laurea) e una propensione tecnologica superiore alla media italiana (anche per le modalita' stesse di raccolta dei dati). Tuttavia, dalla ricerca e' emerso che il 70% degli intervistati non utilizza libri digitali per bambini, percentuale che rimane invariata fra i bibliotecari e gli insegnanti. Segmento in cui si dichiara, rispettivamente nel 44% e nel 33,3% dei casi, di non avere gli strumenti idonei per leggerli, imponendo cosi' una doverosa riflessione sul ritardo del loro ruolo di guida e mediazione verso il contenuto di qualita' anche nel digitale.
  Notiziario Minori, 5 aprile 2013

lunedì 1 aprile 2013

SCUOLA, ISCRIZIONI: 1 SU 2 VA AL LICEO, TECNICI
IN  LIEVE  RIPRESA  MA  IL  CLASSICO  ARRETRA,
BALZO  IN  AVANTI   (+1,7%)   PER   SCIENTIFICO
Piu' iscritti nei licei (ma se lo scientifico aumenta i numeri, il classico arretra), piccoli passi avanti per i tecnici e professionali in calo. È la fotografia sulle iscrizioni alle prime classi delle superiori scattata dal ministero dell'Istruzione secondo cui "le scelte degli studenti italiani che hanno presentato domanda di iscrizione alla scuola secondaria di II grado tracciano un quadro significativo delle prospettive e dei percorsi ritenuti piu' adeguati per affrontare, con successo, gli scenari futuri di un mondo del lavoro segnato dalla crisi economica". Il liceo resta in testa alle preferenze con il 49,1% degli iscritti. In testa gli indirizzi scientifici, seguono quelli linguistici. Anche chi sceglie una formazione liceale, dunque, punta sul pratico: matematica e lingue la fanno da padrone.
I NUMERI - Complessivamente, le iscrizioni alle prime classi della scuola secondaria di II grado, svolte per la prima volta attraverso la procedura on line, sono state 515.807. Il confronto con l'anno precedente (2012/2013) fa emergere un aumento delle iscrizioni nei licei (+1,7%), una crescita seppur leggera degli Istituti tecnici (+0,4%) e un calo negli istituti professionali (-2%). Ma per quanto riguarda questi ultimi, specifica il Miur, "il calo deve tener conto dell'aumento che parallelamente si riscontra verso i percorsi di istruzione e formazione professionale organizzati da strutture regionali accreditate, specialmente in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Friuli". La stima degli iscritti alla formazione regionale e' di circa 31mila studenti per un aumento rispetto ai 17mila dello scorso anno del 3,1%.
LICEI, CLASSICO IN DECLINO - Il maggiore incremento si registra (+1,7%) allo scientifico opzione scienze applicate, in calo il classico. Se l'indirizzo tradizionale dello scientifico infatti resta la scelta piu' gettonata tra i licei (il 16,5%, -1,6% rispetto al 2012), e' l'opzione scienze applicate che fa registrare l'aumento piu' significativo, passando dal 4,1% al 6,3%. In ascesa le percentuali di scelta per il linguistico che dal 7,2% dello scorso anno ha raggiunto quota 8,4%. Fanalino di coda il classico, fermo al 6,1%, in discesa rispetto al 6,6% del 2012. In totale, gli studenti iscritti ai diversi indirizzi liceali sono il 49,1%.
TECNICI AVANTI MA PIANO - Gli Istituti tecnici sono stati scelti dal 31,4% dei nuovi iscritti, in leggero aumento rispetto al 18,5% dello scorso anno. Di questi, il 12,8% ha preferito il settore economico e il 18,6% il settore tecnologico. Per quanto riguarda gli indirizzi di studio specifici, in crescita quello del Turismo del settore economico (3,6%), Chimica, materiali e biotecnologie (2,2%) e Informatica - Telecomunicazioni (4,9%) del settore tecnologico.
PROFESSIONALI, BENE ENOGASTRONOMIA - Gli istituti professionali hanno complessivamente raccolto il 19,6% delle preferenze degli studenti. Di questi, il 13,2% ha optato per il settore Industria e Artigianato, mentre il 4,9% i Servizi. Nello specifico, l'indirizzo con la percentuale di scelta piu' alta e' Enogastronomia, ospitalita' alberghiera (9%). Ed e' proprio questo indirizzo a distinguersi nelle scelte effettuate dagli studenti di alcune regioni del Sud, quali Campania, Puglia e Sicilia. In queste, infatti, il dato registrato dagli istituti professionali e' in controtendenza rispetto alla percentuale nazionale, sostenuto proprio dalle scelte verso l'indirizzo "Enogastronomia, ospitalita' alberghiera". In Campania questo indirizzo e' stato scelto dal 12% degli studenti. In Puglia ha raccolto il 9,7% delle preferenze. Bene anche in Sicilia puo' contare su un 12,3% delle scelte.
SCELTA CONDIZIONATA DAL TERRITORIO - Il Miur ha analizzato su base territoriale le percentuali di scelta degli studenti per gli indirizzi di studio coerenti con gli ambiti di specializzazione e dei cluster tecnologici regionali. In questo senso, le percentuali di maggiore coerenza tra scelte e caratteristiche territoriali si ravvisano nelle regioni specializzate in Ict/Tecnologie per Smart Communities: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Calabria. In alcune di queste, le percentuali di scelta per gli indirizzi piu' attinenti al settore di specializzazione superano la media nazionale del 16,6%, con punte del 19,5% in Veneto, del 19,7 in Piemonte e del 19,3% in Emilia Romagna. Percentuali meno consistenti, ma comunque positive, sono quelle del settore Chimica Verde. In questo caso la media nazionale delle iscrizioni agli indirizzi scolastici coerenti con questa specializzazione e' del 4,9%. Una percentuale superata abbondantemente in Umbria (7,5%), Emilia Romagna (7,2), Basilicata e Veneto (6,3%).
Notiziario Minori, 01 aprile 2013


lunedì 25 marzo 2013

TERNI E 'LA FATICA DI CRESCERE', CONVEGNO
SU ADOLESCENZA ORGANIZZATO IN MEMORIA
DELLA SCOMPARSA LOGOPEDISTA LORELLA ROSSI
 La cooperativa sociale ACTL di Terni ha organizzato un Convegno internazionale sulle tematiche dell'adolescenza. Si intitola: "La fatica di crescere. Salute mentale in adolescenza: prevenzione, cura, comunita' e famiglia". L'iniziativa nasce "dalla volonta' di ricordare la nostra socia fondatrice e vicepresidente, pedagogista e logoterapista Lorella Rossi, prematuramente scomparsa- spiegano, in un comunicato-. E' stata istituita a suo nome un'associazione socio culturale che collabora alla realizzazione dell'evento". Il convegno, che vede "la partecipazione di relatori quali il Professor Vittorino Andreoli e il Dr. John Diamond, avra' luogo venerdi' 19 aprile 2013, orario 8,30 - 18,30, presso La Sala Blu di Palazzo Gazzoli (Terni)". Sono previsti crediti professionali ECM per: medici, neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti, educatori professionali, assistenti sociali.
 Notiziario Minori, 25 marzo 2013

sabato 23 marzo 2013

CERCARE LAVORO CON LAUREA IN TASCA? È PIU'
FACILE PARTITA CAMPAGNA DIREGIOVANI-PRESIDENZA
CONSIGLIO SU 'DIRITTO AL FUTURO'
Il settimo rapporto stilato dalla Fondazione per la Sussidiarieta', in collaborazione con il dipartimento di Sociologia dell'Universita' Cattolica e il Consorzio interuniversitario AlmaLaurea, non lascia dubbi: i neolaureati hanno piu' possibilita' occupazionale dei diplomati. A quattro anni dalla laurea, quasi 6mila laureati di tutte le facolta', sono in prevalenza lavoratori dipendenti o atipici. Per questo motivo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con Diregiovani.it, ha dato il via alla campagna 'Diritto al futuro: i tuoi studi non si fermano...', perche' tutti i giovani, a prescindere dalle condizione economiche della famiglia, devono avere eguali opportunita' di formazione. Dall'indagine, il dato piu' rilevante e preoccupante e' quello della riduzione delle iscrizioni all'universita'. Tra le cause ci sono: ridotto interesse, difficolta' economiche delle famiglie e mancanza di politiche per il diritto allo studio. Parallelamente alle immatricolazioni, pero', diminuisce anche il tasso di occupazione giovanile e cresce invece la categoria dei NEET (Not in Education, Employment or Training). Dallo studio e' emerso che una buona dose di 'intraprendenza personale' prima della laurea e' un vantaggio competitivo al termine del percorso di studi. Attivismo universitario, adattabilita' al mercato, utilizzo dei canali di ricerca appaiono fattori in grado di fare la differenza ai fini occupazionali. Sul totale degli intervistati, pero', soltanto il 14,5% appartiene al gruppo delle e'lite intraprendenti, che hanno fatto esperienze di studio all'estero, stage e tirocini, possiedono varie specializzazioni, lavorano a tempo indeterminato nei settori educazione, chimica-petrolchimica e manifatturiero, hanno una ricca dotazione di capitale relazionale e guadagnano in media fino a 200 euro in piu' degli altri laureati. A dispetto dello stereotipo della ricerca del 'posto fisso' emerge una adattabilita' crescente (52,8%), che denota un alto livello di flessibilita' rispetto alle esigenze del mercato: i piu' 'adattabili' sono soprattutto uomini (63%), ingegneri e laureati residenti al centro-sud (60%), laureati in agraria e in lingue (59%), impiegati in lavori occasionali e non standard. A conferma di un'elevata mobilita' territoriale, inoltre, il 30,6% dei rispondenti emigrerebbe anche all'estero nel caso in cui si verificassero opportunita' lavorative rilevanti. Dall'indagine si e' riscontrata la reale efficacia delle reti sociali nell'inserimento professionale dei laureati. Stando ai risultati dell'indagine, agenzie private, autopromozione, risposta e pubblicazione annunci, social network si rivelano piu' utili per trovare lavoro nel 48,4% dei casi. Rispetto a questi canali, quelli personali (parenti, amici, conoscenti) permettono di trovare un'occupazione meno remunerativa, poco legata all'utilizzo delle competenze ed instabile da un punto di vista contrattuale, soltanto nel 24,3% dei casi, con notevoli differenze per sesso e settore di studio. Se le donne si affidano maggiormente ai servizi per l'impiego pubblici e ai concorsi, oltre che ai canali relazionali, gli uomini si avvalgono soprattutto dei servizi di placement universitario, dei social network e dell'autopromozione.
Notiziario Minori Roma, 23 marzo 2013

martedì 6 novembre 2012

'NASO RIBELLE', GIOVEDI VISITA GRATUITA IN 50
 CENTRI SECONDO LA SIDRIA FENOMENO IN 
AUMENTO TRA I SOGGETTI CON MENO DI 14 ANNI 
 Avete una rinite cronica e le prove allergiche sono sempre negative? Starnutite continuamente e non sapete il perche'? Giovedi' potreste scoprirlo grazie alla Giornata nazionale su 'Il mio naso ribelle' promossa in tutta Italia dall'Accademia nazionale di citologia nasale (Aicna), che per l'occasione aprira' le porte di 50 centri a chiunque voglia effettuare un esame citologico, quale strumento diagnostico semplice, economico e indolore, ma soprattutto l'unico capace di riconoscere la presenza nel naso di cellule eosinofile e mastocita rie, cellule 'buone', responsabili delle riniti non allergiche. Per la prenotazione e' stato attivato il numero verde 800.858.404, mentre sul sito www.aicna.it e' possibile trovare tutto l'elenco dei centri dove effettuare gratuitamente l'esame. Il naso e' la cenerentola tra tutti gli organi, viene sempre trascurato. Almeno una persona su 12 soffre di rinite non allergica che viene definita 'aspecifica', quando invece ha una malattia cronica che solo la citologia puo' riconoscere. "Molte persone si adattano al malessere e imparano a convivere con questi problemi. Le conseguenze di una 'cura fai da te' sono gravi, come l'asma o la poliposi nasale", ha sottolineato il presidente dell'Aicna, Matteo Gelardi. Quest'ultimo problema "coinvolge il 4-5% della popolazione e comporta un intervento chirurgico che costerebbe al Sistema sanitario nazionale 2.500 euro. Soluzione- ha chiarito- non sempre definitiva perche' si tratta di pazienti che possono essere recidivi e, se non trattati subito, rischiano di ritornare in sala operatoria". Questa giornata nazionale serve quindi "per sensibilizzare il mondo scientifico e far prendere coscienza che esiste un esame economico e preciso per diagnosticare queste patologie nasali. Bisogna pero' iniziare anche una battaglia di informazione- ha concluso Gelardi- affinche' il ministero della Salute, che molto probabilmente non sa che esistono le riniti croniche, renda gratuite le cure per chi ne soffre. Si tratta sostanzialmente di terapie a base di corticosteroidi topici e antistaminici". Pazienti "arrabbiati" dunque, perche' economicamente non assistiti e spesso mal diagnosticati, ma le loro difficolta' non finiscono qui. La psicoterapeuta e docente in Psicoanalisi a Bari, Stella Daniele, ha spiegato che "la qualita' di vita delle persone che soffrono di riniti croniche e' compromessa. L'ostruzione nasale e' responsabile dei disturbi del sonno, da cui possono derivare stati d'ansia, depressione, difficolta' nel lavoro e nella sessualita' per gli adulti, mentre per i bambini aumentano le fobie e le ricadute negative nelle capacita' attentive e di apprendimento. Tutti- ha precisato - vivono un calo della stima e, essendo generalmente percepiti come soggetti affetti da influenza, appaiono piu' timidi e imbarazzati nelle relazioni sociali". Diventa quindi centrale anche per i pediatri "prevenire e spingere la comunita' scientifica ad aumentare le ricerche in questo settore- ha sottolineato Massimo Landi, medico di famiglia di Torino- se dati piu' certi ci sono per le riniti allergiche non c'e' invece nulla di definito per quelle non allergiche". L'ultimo studio sui minori in questo settore "e' della Sidria (Studi italiani sui disturbi respiratori dell'infanzia e l'ambiente) ed e' stato condotto su un campione di circa 40.000 soggetti fino a 14 anni di eta', sia nel 1994 che nel 2002. Questa ricerca ha dimostrato che il fenomeno delle allergie e' in forte aumento - ha ricordato il pediatra - passando dal 18% nel 1994 al 30% nel 2002". A concludere oggi la conferenza stampa di presentazione della Giornata nazionale sulle malattie nasali, e' stato Cristiano Caruso, medico specialista in allergologia presso il 'Complesso Integrato Columbus' di Roma, secondo cui anche gli allergologi "hanno adesso uno strumento in piu' per chiamare con il proprio nome una patologia che prima lavorava sotto la cenere. La citologia nasale e' una metodica accurata, che puo' prevenire lo sviluppo di asma e poliposi e aiutare medico e paziente a definire la cura piu' idonea per chi soffre di malattie nasali in modo da migliorare radicalmente la qualita' della vita". 
Notiziario Minori, 6 novembre 2012
TECNOLOGIA E BAMBINI, BINOMIO DA
REGOLARE OSPEDALE BAMBINO GESÙ: 
REGOLE, CONSIGLI E SUGGERIMENTI 
Regole, consigli, suggerimenti per conoscere, spiegare e regolamentare il rapporto tra bambini e tecnologia secondo l'ospedale Bambino Gesu'. Televisione, computer, internet, smartphone... la tecnologia negli ultimi anni ha invaso le nostre case e ha cambiato il modo di comunicare e di relazionarsi con il prossimo soprattutto da parte di bambini e adolescenti. Il mezzo televisivo e' un supporto per i genitori, negli anni e' passato da strumento d'informazione e intrattenimento nel tempo libero, a vero e proprio educatore al punto da rappresentare spesso una "compagnia virtuale", talvolta preferita in parte o in tutto a quella reale. La televisione propone messaggi educativi, culturali e sociali e grazie al digitale terrestre ci consente di avere una finestra sul mondo. Ma puo' anche presentare insidie che interferiscono sui processi emotivi e di crescita del bambino. Una di queste insidie e' quella di trasformare il bambino in un soggetto passivo rispetto alla realta' che e' proposta in tv. La visione solitaria del programma aumenta l'isolamento intrafamiliare, l'incomunicabilita' e di conseguenza il bambino subisce il messaggio senza possibilita' di confronto con l'adulto e senza poter distinguere fra cio' che e' bene e cio' che e' male. Questa insidia ha all'origine l'assenza di tutela da parte dell'adulto, il quale spesso non provvede a regolamentare ne' le ore, ne' a scegliere i programmi adatti al bambino. Cosa fare per evitare la dipendenza da TV e le sue conseguenze? Garantire la presenza di un adulto accanto al bambino ed aiutarlo a scegliere il programma; cogliere lo stato d'animo del bambino che apprende le notizie in televisione e se e' necessario, commentarle insieme a lui; regolamentare gli orari di visione della Tv in particolari quelli serali, per facilitare l'addormentamento e il sonno; favorire il movimento, i rapporti sociali e la creativita' del minore. Anche l'uso del PC e dei prodotti mobili quali lo smartphone sono delle vere e proprie calamite per bambini e adolescenti. Essi trascorrono molte ore davanti al PC, dimenticano a volte di mangiare e, quando si riesce a spegnere lo schermo, passano allo smartphone, per connettersi ai social network. Lo smartphone per esempio e' diventato un fenomeno di massa e non e' un caso che ad oggi il 65% dei tredicenni ne possiede uno. Ma perche' la Rete esercita un potere cosi' forte su bambini e adolescenti? I ragazzi attraverso i social network ed videogiochi online, allargano la propria cerchia di contatti, cercano interazioni e confronti con i propri amici. Tentano di rafforzare l'immagine ideale che hanno di se stessi, caricando foto, video e post, ma a volte finiscono per isolarsi, perdendo la cognizione del tempo, quasi in uno stato di estraneazione da tutto. Ma quali sono i segnali di allarme a cui i genitori devono prestare attenzione perche' indicano un utilizzo smodato e anomalo della Rete da parte dei ragazzi? Eccone alcuni: sembra incapace di staccarsi da Internet. Se costretto a smettere si innervosisce o mostra forti reazioni di sofferenza e insofferenza. Quando non puo' collegarsi manifesta apatia, depressione, irritabilita', stanchezza, malessere psicologico generale. Nega di passare troppo tempo su Internet, anzi si lamenta di non passarne abbastanza. Ma, si legge, non tutto e' da demonizzare: La tecnologia e le novita' che porta con se' sono in sintonia con i bisogni di cambiamento e di innovazione degli adolescenti e ci sono molti ragazzi che si avvicinano al mondo del software con spirito critico e capacita' innovative. I genitori pertanto non devono vietare l'uso del PC e/o prodotti mobili ma incentivarne l'uso finalizzato alla conoscenza. È invece consigliabile: un attento sistema di controllo da parte dei genitori condiviso con i ragazzi che consentirebbe l'uso della rete senza che questi ultimi vengano risucchiati dal vortice a volte inquietante di internet. 
Notiziario Minori, 6 novembre 2012
FEDERALIMENTARE E MIUR, TORNA 
L'EDUCAZIONE AL MANGIARE QUINTA EDIZIONE,
 50 IMPRESE APERTE A 10MILA STUDENTI
Cinquanta tra le imprese piu' importanti del comparto alimentare apriranno a circa 10mila studenti delle scuola italiane, distribuite sull'intero territorio nazionale. Torna 'Apertamente - Il Gusto fa scuola'. Giunta alla sua 5a edizione, e' declinata quest'anno nel concept 'Il gusto fa scuola' e vedra' coinvolte, dal 17 al 26 novembre 2012, oltre 50 tra le piu' importanti imprese del comparto alimentare distribuite sull'intero territorio nazionale, che apriranno i loro stabilimenti a circa 10mila studenti delle scuole italiane, con l'intento di sottolineare il contributo e l'impegno quotidiano dell'industria alimentare per garantire sulle nostre tavole alimenti sani, buoni e sicuri, all'insegna della qualita' e della responsabilita'. L'iniziativa e' promossa da Federalimentare e dalle associazioni di categoria ad essa aderenti in collaborazione con il Miur ed e' patrocinata dal ministero dello Sviluppo Economico e dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Apertamente si inserisce in un percorso didattico gia' intrapreso da tempo dall'industria alimentare con le scuole. Uno studio Format Research/Federalimentare rivela che circa un terzo delle aziende alimentari italiane (32,0%) e' stato coinvolto in attivita' didattiche di educazione alimentare e quasi la meta' di queste, il 45,5%, - ha comunque accolto studenti all'interno delle proprie aziende per le stesse finalita'. Gli studenti accolti nelle aziende alimentari sono compresi in prevalenza nella fascia di eta' tra gli 11 e i 13 anni (40,0% dei casi) e fra i 14 e i 18 anni (44,3%), ma le iniziative didattiche hanno coinvolto anche bambini piu' piccoli dai 6 ai 10 anni (15,7%). "Con Apertamente- afferma Filippo Ferrua Magliani, presidente di Federalimentare- vogliamo far toccare con mano a bambini e ragazzi delle scuole italiane il nostro impegno quotidiano per trovare una sintesi sempre piu' avanzata tra il gusto, la sicurezza e la qualita' nutrizionale. Raccontare ai giovani come nasce il cibo che portiamo in tavola, le sue materie prime e la lettura dell'etichetta nutrizionale permettera' loro di compiere scelte consapevoli e salutari". 
IL PROTOCOLLO FEDERALIMENTARE-MIUR: L'iniziativa e' uno dei punti qualificanti del protocollo siglato tra Federalimentare e Miur lo scorso 25 luglio e rientra tra le azioni di educazione alimentare previste dall'accordo. Miur e Federalimentare sono infatti fermamente convinti che l'unica via per combattere il sovrappeso e l'obesita', fenomeni presenti in Italia che hanno un impatto negativo sulla salute e sulla qualita' della vita, risieda nell'educazione alimentare, abbinata ad un'adeguata attivita' fisica, da realizzare attraverso la diffusione di una corretta cultura dell'alimentazione e dello sport a partire dai docenti fino ad arrivare alle famiglie tramite i ragazzi stessi. L'industria alimentare italiana ha finanziato per oltre un milione di euro due cicli di corsi rivolti ai referenti regionali e provinciali e ai docenti delle scuole secondarie di primo grado tenuto da storici dell'alimentazione, dirigenti scolastici, dietologi, tecnologi, esperti di diritto alimentare - coinvolgendo circa 900 docenti nel primo ciclo svoltosi lo scorso gennaio e altrettanti in quello che si terra' il prossimo gennaio - l'implementazione di strumenti digitali e tecnologici a supporto della didattica - in primis il sito www.ilgustofascuola.it - e la partecipazione di migliaia di studenti alla quinta edizione di Apertamente - il gusto fa scuola. 
MIUR E FEDERALIMENTARE INSIEME PER LA RICERCA: Il protocollo prevede infine una forte interazione tra industria e mondo della ricerca, con una serie di attivita' a carico del sistema associativo e delle aziende, che ha gia' portato a un primo importante risultato nella ricerca tecnologica in campo agroalimentare. Federalimentare ha coordinato insieme a Aster (Consorzio tra Regione Emilia Romagna, Universita', Enti di ricerca, e Associazioni Imprenditoriali) la partecipazione del sistema italiano delle imprese alimentari al cofinanziamento per circa 24 milioni di euro dei 4 progetti su nutrizione, sicurezza, sostenibilita' e produzione del bando del Miur Cluster Agrifood Nazionale. Sono 77 i soggetti, tra imprese, distretti tecnologici, Universita' ed enti di ricerca, parchi scientifici e tecnologici che partecipano al Cluster attivamente. Il valore complessivo dei progetti presentati e' pari a 47,5 milioni di euro. 
 L'ERA RATATOUILLE: PICCOLI CHEF CRESCONO...QUANDO I FIGLI CUCINANO PER I GENITORI: L'iniziativa targata Miur-Federalimentare arriva al momento giusto: una ricerca di 10 anni fa rivelava che erano piu' numerosi i bambini capaci di usare un videoregistratore di quanti fossero in grado di cuocere un uovo o preparare da soli una sana merenda. Ma nell'era di smartphone e touch screen le cose sono cambiate. Dalla meta' degli anni 2000 si sta affermando, in Europa ma non solo, la tendenza a rivolgere direttamente ai bambini iniziative di cultura nutrizionale o corsi, libri e videogiochi con al centro la cucina e la gastronomia. Insomma, la Ratatuille-mania sta dando i suoi frutti e i bambini sono sempre piu' interessati a tutto cio' che ruota intorno alla cucina e alle pentole. E se il governo inglese ha coinvolto, gia' nel 2004, lo chef Jamie Olivier per promuovere la campagna "Feed me better" e l'Unione Europea ha lanciato con l'associazione di chef stellati Euro-toques il progetto EU Mini-chefs, anche in Italia, complice il moltiplicarsi di corsi di cucina per i piu' piccoli, riviste dedicate e programmi tv con protagonisti bambini tra i fornelli, ormai i ragazzi che cucinano non sono piu' una rarita'. Moda, divertimento o abitudine dettata da una societa' che cambia, secondo elaborazioni del Centro Studi Federalimentare su dati ISTAT-Gpf, 1 teenager italiano su 2 esprime il desiderio di preparare pranzo e cena. E, il piu' delle volte, lo fa. Addirittura, 1 adolescente su 10 prepara un pasto per la mamma che, complice il lavoro, non ha piu' il tempo di cucinare. 
DUE RAGAZZI SU 10 SALTANO LA PRIMA COLAZIONE: Eppure, diversi indizi mostrano che questa rivoluzione culturale e' lontana dall'essere consolidata e che serve un passaggio Secondo uno studio pan-europeo deteniamo un triste primato nell'Europa a 25: in Italia almeno 2 ragazzi su 10 (19%) tra i 6 e i 17 anni non consuma la prima colazione, il pasto piu' importante della giornata. Dato confermato da un'indagine dell'Universita' degli Studi Milano-Bicocca, condotta in Lombardia su 3000 giovani tra i 14 e i 17 anni. Che aggiunge elementi tutt'altro che incoraggianti: 1 ragazzo su 4 non consuma mai o saltuariamente frutta e verdura, salta almeno un pasto a settimana, la meta' mangia 2 o 5 volte a settimana davanti alla tv o al pc e quasi l'80% dichiara di mangiare pesce molto raramente o mai. C'e' addirittura un 30% che disconosce la dieta mediterranea, reputandola, erroneamente, una cura ricca di grassi animali o - nel 21% dei casi - una dieta "che si fa al mare, a base di pesce"... 
Notiziario Minori, 6 novembre 2012

venerdì 2 novembre 2012

INCIDENTI STRADALI, MOIGE: PREOCCUPANTI
 TRA I GIOVANI SI INTRODUCANO SISTEMI PIÙ
 AVANZATI PER LA LORO SICUREZZA  
"I dati del Rapporto Aci-Istat presentati sono allarmanti, come genitori non possiamo che esprimere la nostra preoccupazione per la sicurezza dei nostri figli: nonostante il calo riscontrato, infatti, sono ancora troppi i giovani che muoiono sulla strada". Queste le parole di Maria Rita Munizzi presidente nazionale del Moige, Movimento italiano genitori. "A destare maggior preoccupazione sono i dati sui motocicli, con un indice di mortalita' doppio rispetto alle auto- continua la nota- Occorre trovare soluzioni adeguate per contrastare il fenomeno; una soluzione potrebbe essere l'introduzione di sistemi avanzati, come l'Abs, che possono ridurre il numero di incidenti con feriti e morti fino al 53%". Le azioni da compiere "per la sicurezza dei giovani sono evidentemente molteplici- conclude la presidente- e il lavoro che va fatto per arginare il fenomeno e' grande e riguarda molti soggetti, dalle istituzioni ai produttori, dalla scuola alle famiglie, che devono essere le prime a fornire ai ragazzi il buon esempio per cio' che riguarda i corretti comportamenti da tenere quando si e' alla guida di ogni tipo di veicolo. Il Moige si batte da anni con campagne di sensibilizzazione per diffondere una vera e propria cultura della sicurezza". 
Notiziario Minori, 2 novembre 2012

martedì 23 ottobre 2012

PARTE IL FESTIVAL DELLA FAMIGLIA, DA 
GIOVEDÌ 3 GIORNI A RIVA DEL GARDA IN 
APERTURA I SALUTI DEL MINISTRO RICCARDI
 Sta per aprire i battenti la prima edizione del Festival della famiglia, tre giorni densi di incontri, laboratori e altri eventi, per riflettere sul ruolo svolto dalla famiglia all'interno della societa' e sulle strategie a sostegno delle politiche familiari, in un periodo di forte crisi come quello attuale. L'appuntamento e' a Riva del Garda dal 25 al 27 ottobre. Il festival, organizzato dal Dipartimento per le politiche della famiglia e dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Comune di Riva del Garda, offre uno spazio di confronto e approfondimento sul tema, cercando di analizzare vari aspetti. Rappresentanti istituzionali, studiosi ed esperti discuteranno di politiche per la famiglia e crisi economica, invecchiamento attivo e solidarieta' tra generazioni, smart cities e digital divide e altri temi che riguardano da vicino la famiglia, intesa come risorsa vitale non solo per i suoi componenti, ma per l'intera collettivita'. È proprio questa l'idea alla base dell'iniziativa: valorizzare e promuovere il benessere delle famiglie, motore di crescita e sviluppo di tutta la societa'. La tre giorni si aprira' con i saluti di Andrea Riccardi, ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione e di altri rappresentanti istituzionali. A seguire, una conferenza sul tema delle politiche familiari nel contesto della crisi economica, a cui interverranno, fra gli altri: Pierpaolo Donati, sociologo e presidente dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia; Linda Laura Sabbadini, dell'Istat e Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Inps. La prima giornata sara' l'occasione per approfondire un altro tema centrale nel dibattito sulle politiche familiari, le Alleanze locali per la famiglia. Ne sono un esempio i Distretti famiglia realizzati in Trentino, "forme di organizzazione economica e culturale a base locale, in cui soggetti diversi per natura e funzioni (istituzioni pubbliche, enti, operatori economici, terzo settore e famiglie) interagiscono al fine di promuovere, sostenere e valorizzare il benessere delle famiglie che vivono sul territorio". Le conferenze del 26, invece, si soffermeranno sui processi educativi, l'invecchiamento attivo e la solidarieta' tra generazioni (tema dell'Anno europeo 2012), le smart cities e il digital divide. Di processi educativi parlera', insieme ad altri esperti, Marco Rossi Doria, sottosegretario del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. Comunicare e informare l'argomento dell'ultimo incontro del 26, che vedra' la partecipazione, fra gli altri, di Gianfranco Noferi, direttore di RaiSat Ragazzi, e Roberto Farne', docente dell'Universita' di Bologna. La giornata del 27, infine, prevede approfondimenti sulla programmazione delle politiche familiari e il Family audit. Standard adottato dalla Provincia autonoma di Trento nel 2010, il Family audit e' "uno strumento gestionale che promuove un cambiamento culturale e organizzativo all'interno delle realta' lavorative sia pubbliche che private e consente di adottare e certificare politiche del personale orientate al benessere dei propri dipendenti e delle loro famiglie". Grazie a un accordo di collaborazione tra il Dipartimento per le politiche della famiglia e la Provincia autonoma di Trento, ne e' stata avviata la sperimentazione su scala nazionale con il coinvolgimento di cinquanta organizzazioni. Le conclusioni della tre giorni sono affidate al presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti, al ministro Andrea Riccardi e al presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai. Oltre agli incontri e ai dibattiti, il festival propone anche una serie di attivita' culturali e ricreative, che si terranno in vari luoghi del centro storico: momenti di animazione per i bambini, proiezioni di film, spazi dedicati alla lettura e laboratori, giochi e occasioni di confronto sul tema della media education, pensate per sensibilizzare grandi e piccoli sull'uso sicuro e consapevole delle nuove tecnologie. Il programma completo e' disponibile sul sito dedicato all'evento. 
Notiziario Minori, 23 ottobre 2012
RINITI, AICNA: 1 BAMBINO SU 10 NASCE CON 
QUELLA NON ALLERGICA 6/11 A ROMA CONFERENZA 
SU GIORNATA NAZIONALE 'NASO RIBELLE' 
Le malattie nasali colpiscono in Italia una persona su due, circa il 55% della popolazione. Curarle e' possibile ma solo dopo un'attenta diagnosi, e la citologia nasale e' l'unica pratica medica, semplice e non cara, capace di farla. Per informare tutti i cittadini sull'esistenza di questo nuovo strumento diagnostico e sensibilizzare la comunita' scientifica a riconoscere una patologia ancora oggi troppo sottostimata, l'Accademia nazionale di citologia nasale (Aicna), con il supporto non condizionante dell'azienda farmaceutica Msd Italia, ha organizzato una giornata nazionale su 'Il mio naso ribelle' in programma giovedi' 8 novembre in tutto il Paese. In occasione di questa iniziativa i cittadini con disturbi nasali, interessati ad effettuare gratuitamente il test per diagnosticare alcune forme di rinite vasomotoria, potranno rivolgersi in uno dei 50 centri rinologici presenti in Italia. Per ottenere ulteriori informazioni e' possibile chiamare il numero verde 800858404 o andare sul sito www.aicna.it. Il presidente dell'Aicna, Matteo Gelardi, presentera' l'iniziativa il 6 novembre in una conferenza stampa a Roma, presso l'hotel Nazionale in piazza Montecitorio 131 alle ore 11, durante la quale cerchera' di far luce sulla reale dimensione del problema fornendo studi epidemiologici e dati concreti. Le riniti cellulari, quali infiammazioni croniche della mucosa nasale, prendono il nome dalle cellule presenti nel naso. Possono essere Nares (rinite non allergica eosinofila), Narma (rinite non allergica mastocitaria), oppure Naresma (rinite non allergica eosinofila e mastocitaria). "Si tratta di cellule buone che sono nel sangue, ma se raggiungono la cavita' nasale sono responsabili della sintomatologia del naso ribelle. Il vero problema- ha precisato Gelardi- e' che queste patologie, in particolar modo quelle non allergiche, disturbano il sonno e la qualita' di vita soprattutto dei giovanissimi, basti pensare solo che piu' di 1 bambino su 10 (13%) nasce con una rinite non allergica su base 'cellulare' (Nares, Naresma, ecc...)". Per partecipare alla conferenza stampa e' necessario accreditarsi entro il 2 novembre, scrivendo all'indirizzo email ufficiostampa@comesrl.eu o chiamando il numero 3346534308. 
Notiziario Minori, 23 ottobre 2012
CINA, LA DIPENDENZA DA INTERNET METTE IN 
PERICOLO LA SALUTE DEGLI ADOLESCENTI QUASI 
11MILA QUESTIONARI,I MASCHI SOGGETTI PIÙ A RISCHIO
Uno studio di ricercatori della Repubblica Popolare Cinese ha focalizzato l'attenzione sulla dipendenza da internet e la sua associazione con il benessere tra gli adolescenti cinesi. Gli studiosi hanno somministrato 10.988 questionari cartacei scegliendo 40 classi per ogni citta', per un totale di 360 classi. All'interno del campione, 9.532 questionari erano stati interamente compilati determinando una copertura pari all'86,7%. Il campione, inoltre, era costituito da 50,5% di soggetti di genere maschile (4.814) e 49,5% di genere femminile (4.718) con un'eta' media pari a 17,2 anni e una deviazione standard pari a 2,72 anni. Dei 9.532 studenti intervistati il 29,2% proveniva da scuole medie inferiori (2.783), mentre il 41,6% erano studenti delle scuole medie superiori (3.965) ed, infine il 29,2% provenivano da universita' (2.784). Tramite questi questionari, gli studiosi hanno analizzato le associazioni di dipendenza da internet focalizzando l'attenzione su variabili demografiche, variabili di criterio come il tempo passato on-line e il rendimento scolastico ed infine la soddisfazione della vita. Si evince che il 7,5% dei soggetti esaminati e' dipendente da internet e che l'adolescente cinese piu' a rischio da dipendenza da internet, risulta essere di genere maschile (9,8%), di essere uno studente delle scuole medie superiori (8,3%), di possedere un computer a casa (8,2%), di avere un computer proprio (9,1%), di passare molto tempo on-line (12,35), di avere un rendimento scolastico basso (9,9%), di possedere poca stima di se stessi (5,214), di soffrire di depressione (11,048) e di avere una vita privata non soddisfacente (0,517). Dallo studio risulta che la dipendenza da internet e' correlata alla diminuzione del benessere, tra cui bassa autostima, meno soddisfazione con la vita e maggiore depressione. 
Notiziario Minori, 23 ottobre 2012

martedì 16 ottobre 2012

OBESITÀ, COINVOLTI 22 MLN BAMBINI:SIMPOSIO
A BRUXELLES STRADE NUOVE PER COINVOLGERE 
ISTITUZIONI FIN DA GRAVIDANZA 
'The Childhood Obesity Pandemic' e' il titolo del convegno internazionale che si svolgera' a Bruxelles il prossimo 18 ottobre, a cura di Public Policy Exchange in collaborazione con Centre for Parliamentary Studies. Secondo recenti dati diffusi dalla commissione Europea l'obesita' infantile coinvolge circa 22 milioni di bambini nell'Ue e la cifra e' destinata a crescere di oltre quattrocentomila casi all'anno. Il convegno vuole essere un'occasione per riflettere ai massimi livelli accademici e politici sul parziale fallimento delle politiche finora adottate per contrastare il fenomeno. Infatti, la maggior parte delle iniziative intraprese a livello europeo, tra le quali campagne di sensibilizzazione, strategie per spingere bambini e adolescenti a modificare i comportamenti alimentari, non hanno del tutto raggiunto l'obiettivo di ridurre il numero degli obesi e dei soggetti a rischio in quanto sovrappeso. La sfida che coinvolge tutti i Paesi europei e' trovare strade nuove che permettano in tempi brevi di agire sulla patologia. La via da seguire sembra essere quella della prevenzione di primo livello attraverso un approccio globale che coinvolga tutte le istituzioni interessate e che inizi sin dalla gravidanza. Durante il convegno si affrontera' anche il tema da un punto di vista normativo, avanzando la necessita' di adottare un quadro europeo che regolamenti tutti gli aspetti legati all'obesita': pubblicita' di prodotti alimentari, programmi scolastici, programmi sanitari. Per maggiori informazioni sul programma il link al quale collegarsi e': http://www.minori.it/sites/default/files/programma_94.pdf. 
 Notiziario Minori, 16 ottobre 2012
GLI ADOLESCENTI E LE DIPENDENZE: 
ECCO I NUMERI DI UNO STUDIO IL 58%
 DEI MASCHI HA QUELLA PER IL GIOCO 
 Negli Stati Uniti ed in altri paesi e' emerso che un'elevata percentuale di adolescenti ha dipendenza da alcol, droghe e gambling. Nel 2004, ad un campione di 515 adolescenti reclutati tramite uno studio di prevenzione randomizzato, sono stati somministrati alcuni questionari al fine di esplorare varie tematiche: eventi avversi affrontati dai ragazzi o da persone a loro vicine, presenza di sintomi depressivi, residenza in quartieri "difficili", caratteristiche demografiche, uso/non uso di sostanze stupefacenti e gambling. L'analisi dei dati e' stata effettuata tramite un modello di regressione logistico multinomiale con l'obiettivo di indagare l'associazione tra atteggiamenti dipendenti, eventi avversi e genere. L'80% del campione ha dichiarato di aver affrontato nell'ultimo anno eventi di vita avversi e di aver avuto almeno un atteggiamento di dipendenza, mentre il 43,5% delle femmine (24% dei maschi) e' risultato avere sintomi depressivi. Focalizzando l'analisi sui maschi, e' emerso che il 58% ha avuto dipendenza da gioco d'azzardo, il 75% consumava alcol, il 54% tabacco ed il 47% altre droghe. Tendenza analoga e' stata riscontrata nelle femmine per quanto riguarda il consumo di alcol, tabacco e altre droghe (79%, 49% e 42%), a fronte, pero', di una percentuale notevolmente inferiore di giocatrici (37%). Il confronto tra i vari gruppi di consumatori/non consumatori porta alla luce una sostanziale differenza tra maschi e femmine: i primi presentano una percentuale maggiore di soggetti dipendenti dal gioco d'azzardo e di quelli che sono giocatori ed anche consumatori, rispetto alle femmine che, invece, presentano valori maggiori di non consumatrici e di non giocatrici d'azzardo. Considerando anche gli eventi avversi come violenza, relazioni o instabilita', si e' notato che, rispetto a coloro che non sono consumatori e giocatori d'azzardo patologici, sia gli adolescenti consumatori di sole sostanze che quelli dipendenti dal gioco e dalle droghe hanno una probabilita' maggiore di incorrere in eventi violenti (probabilita' significativa sia nei maschi che nelle femmine del secondo gruppo), relazioni (probabilita' significativa solo nelle femmine) o instabili (probabilita' significativa nelle femmine del primo gruppo e nei maschi del secondo). Tali risultati mostrano quindi un'effettiva relazione tra atteggiamenti di dipendenza ed eventi avversi che suggeriscono la realizzazione di programmi che insegnino strategie per difendersi e lottare contro le violenze a cui si e' esposti, con una particolare attenzione verso le donne. 
Notiziario Minori, 16 ottobre 2012
GIORNATA MONDIALE PULIZIA DELLE MANI 
CONTRO MORTALITÀ INFANTILE PUÒ RIDURRE
 INCIDENZA DELLA DIARREA INFANTILE FINO AL 50% 
Per il quinto anno consecutivo, il 15 ottobre e' stata la Giornata Internazionale per la pulizia delle mani, il cui fine e' di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sull'importanza di lavarsi le mani con il sapone come misura efficace e a bassissimo costo per la prevenzione di malattie spesso letali per la prima infanzia. Centinaia di milioni di persone in tutto il mondo hanno celebrato il "Global Handwashing Day" (Ghd). Istituita nel 2008 come una giornata di celebrazione in poche citta', la Ghd e' oggi divenuta un movimento realmente globale, che mobilita ovunque investimenti, visibilita' mediatica e consenso politico intorno a questa semplice pratica igienica. ACQUA E SAPONE CONTRO LA MORTALITÀ INFANTILE: I dati sulla mortalita' infantile presentati a settembre dall'Unicef mostrano che nonostante i grandi successi registrati negli ultimi 20 anni, ancora oggi circa 2.000 bambini sotto i 5 anni muoiono ogni giorno a causa di malattie diarroiche. Di questi, la stragrande maggioranza - circa 1.800 bambini al giorno - muoiono per malattie diarroiche dovute alla mancanza di acqua potabile e ai servizi igienici di base. Lavarsi le mani con il sapone ha molto a che vedere con la mortalita' infantile. Da sola, questa basilare misura di profilassi igienica puo' ridurre l'incidenza della diarrea infantile fino al 50%, e quella delle infezioni dell'apparato respiratorio di circa il 25%. "Il Global Handwashing Day e' molto piu' di una semplice giornata", ha affermato Therese Dooley, Responsabile dell'Unicef per i programmi di Igiene. "Vogliamo che il messaggio si diffonda dai bambini alle famiglie, alle comunita' e alle nazioni. Arrestare la diffusione delle malattie diarroiche non e' complicato o costoso, ma e' estremamente importante che il lavaggio delle mani con il sapone diventi un'abitudine per tutti". I dati sul ricorso a questa semplice pratica variano da paese a paese. Per esempio, in Swaziland nel 2010, il 50% delle famiglie urbane avevano l'abitudine di lavarsi le mani, rispetto al 26% delle zone rurali. In Ruanda appena il 2% della popolazione si lava regolarmente le mani con il sapone. In Mongolia, il 96% delle famiglie piu' abbienti ha questa abitudine, rispetto al 10% che si registra tra i piu' poveri. "Non c'e' bisogno di inventare una qualche formula da premio Nobel per salvare milioni di bambini. La soluzione esiste gia': acqua e sapone!",conclude Therese Dooley. 
 Notiziario Minori, 16 ottobre 2012

venerdì 12 ottobre 2012

DSA, IL 10 NOVEMBRE A ROMA XV CONVEGNO 
IDO SU 'DISLESSIE' UN DISTURBO DALLE 
MOLTEPLICI FORME, LE CUI CAUSE SONO DIVERSE 
 La dislessia e' un disturbo dalle molteplici forme, sono tante e diverse le cause che possono scatenarla. Per questo motivo al XV convegno nazionale dell'Istituto di Ortofonologia (IdO) si parlera' di 'Dislessie' e del 'Ruolo della scuola nella complessita' degli apprendimenti'. L'iniziativa avra' luogo a Roma il 10 novembre, dalle ore 9 alle 18, presso l'Istituto Regina Elena in via Puglie 4. "Troppi sono i bambini che per cause diverse presentano Disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa) e il loro numero e' sempre in aumento. Forse, bisognerebbe sciogliere la differenza che esiste tra difficolta' scolastica, Dsa e le cause che hanno determinato questi disturbi di apprendimento". Ad affermarlo e' Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell'IdO, in merito all'aumento esponenziale di tali comportamenti problematici. "Il paradosso- ha proseguito lo psicoterapeuta- e' che se trent'anni fa avevamo bambini che si presentavano in prima elementare senza mai essere stati alle scuole materne, oggi tutti fanno per lo meno i 3 anni di scuola d'infanzia e un 50% di questi ha fatto anche il nido. È possibile che in questi 30 anni le insegnanti non sono state in grado di riconoscere i Dsa? Ma soprattutto, non ci rendiamo conto che il solo porci questo quesito rappresenta un insulto alla classe docente? Il problema e' sempre stato posto-ha chiarito- quello che manca invece e' un nuovo progetto pedagogico che restituisca alla scuola il ruolo di competenze e di intervento e non lo stato attuale, che e' una delega totale all'ambito sanitario". E proprio per avvalorare questa tesi a difesa dei professori, Castelbianco ha ricordato che nel 1978-79 l'IdO "coinvolse le insegnanti delle scuole dei Castelli Romani, con tutto il servizio di medicina scolastica, in una ricerca biennale su 2.000 bambini relativa ai Dsa. Allora la percentuale di soggetti con dislessia riscontrata dal corpo docente non supero' il 2%. Oggi- ha sottolineato il direttore- la percentuale si e' triplicata, anzi in alcuni casi si e' arrivati a indicare un erroneo 15-16%. Ma in realta' ci troviamo di fronte ad un'altra problematica: sono aumentate le difficolta' scolastiche, e di conseguenza quelle di apprendimento, sono cambiate le modalita' di insegnamento, le dinamiche sociali e della famiglia". Al convegno promosso dall'IdO ci si domandera', quindi, come e' possibile che negli ultimi trent'anni non siano stati richiesti alle maestre nuovi progetti pedagogici per superare il grande disagio scolastico? "Alla scuola- ha concluso Castelbianco- va ridato il ruolo preminente nell'insegnamento pedagogico, nel supporto e nella prevenzione di queste situazioni di difficolta'". Per partecipare al convegno e' necessario accreditarsi scrivendo all'indirizzo email convegno@ortofonologia.it o inviando un fax al numero 06.45.499.549.
 Notiziario Minori, 12 ottobre 2012

martedì 9 ottobre 2012

WWW.LATTEMATERNO.IT, L'ALLATTAMENTO È A 
PORTATA DI CLIC PRESENTATO SITO WEB AD HOC A ROMA 
Un sito che si rivolge direttamente alle mamme e fornisce informazioni utili sull'importanza che un gesto cosi' naturale come l'allattamento al seno ricopre per la salute tanto dei neonati quanto delle donne. Il portale, www.lattematerno.it, e' stato realizzato da Laziosanita'-Asp per la Regione Lazio ed e' stato presentato nel corso di un convegno che si e' svolto a Roma all'Auditorium del Comitato italiano per l'Unicef. Sul sito sono disponibili materiali divulgativi che spiegano le qualita' alimentari del latte materno e guide all'allattamento e all'alimentazione del bambino nel suo primo anno di vita. Sono presenti informazioni sulle strutture che svolgono attivita' di sostegno alle donne nell'avvicinamento al parto e che offrono la loro disponibilita' ed esperienza alle neomamme (ospedali, consultori, associazioni di mamme). Non mancano suggerimenti e indicazioni anche per quelle donne che non possono allattare al seno i loro figli. Il progetto punta sulla divulgazione dei materiali informativi di cui 42.000 copie sono state gia' distribuite alle ASL del Lazio e su un piano di formazione mirata per gli operatori. Tra ottobre e dicembre prossimi sono previste 10 edizioni di corsi accreditati di 20 ore dedicati agli operatori del settore. La promozione dell'allattamento al seno e' una delle azioni contenute nel Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012 ed e' un progetto finanziato dal Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) del Ministero della Salute attuato in collaborazione con l'Unicef, le regioni Sicilia, Lazio, Marche, Veneto e Asl di Milano. La promozione dell'allattamento al seno e' basata su numerosi studi scientifici che hanno dimostrato come rafforzi il legame madre bambino e favorisca l'accudimento, aiuti la digestione del bambino, rinforzi il suo sistema immunitario, lo protegga dalle infezioni delle vie urinarie, da otiti, stitichezza, sovrappeso, obesita' e diabete di tipo 2. L'allattamento al seno fa bene anche alla mamma: le donne che allattano al seno sono maggiormente protette dal tumore al seno e alle ovaie e dall'indebolimento delle ossa in eta' avanzata (osteoporosi). 
 Notiziario minori, 9 ottobre 2012

venerdì 5 ottobre 2012

MASCHI PIÙ SFACCENDATI, A SCUOLA SI IMPEGNANO
MENO: AL 21,3% BASTA IL 6 PIÙ CRESCONO E MENO 
SI SFORZANO, RISULTATI FEMMINE PIÙ ALTI 
Sei e sto. È il motto di uno studente maschio su cinque. Secondo un report odierno dell'Istat sulla scuola, dati alla mano, i ragazzi si impegnano meno delle femmine fra i banchi. Il 38,3% delle studentesse, spiega l'Istat, si impegna molto nello studio conseguendo ottimi risultati, mentre tra i maschi tale quota scende 24,9%. Tra i maschi e' piu' diffuso l'impegno mirato a ottenere la sufficienza (il 21,3% rispetto al 14,1% delle femmine) e uno studio selettivo delle sole materie che piacciono (il 13,1% rispetto al 9,4%). L'impegno nei confronti dello studio diminuisce al crescere dell'eta' e quindi all'ordine della scuola che si frequenta. In tutti gli ordini, sono circa l'11% coloro che studiano solo le materie che gli piacciono e tra i ragazzi della scuola secondaria di secondo grado si manifesta la maggiore insofferenza nei confronti dello studio: il 27,6% dichiara di impegnarsi solo per avere la sufficienza. Frequenta corsi di recupero il 14,7% dei bambini e ragazzi fino a 17 anni iscritti a scuola. Il 9,2% frequenta corsi organizzati dalla scuola e il 5,5% si rivolge ad insegnanti privati. Piu' alta tra i maschi la necessita' di seguire corsi di recupero e tra gli studenti del Centro-Nord, in particolare nel Nord-est (17,4%), piuttosto che al Sud (11,7%). 
RISULTATI BRILLANTI IN ROSA - Il 35,4% dei ragazzi di 13-17 anni ha conseguito la licenza media con "sufficiente" come giudizio finale, il 27,5% hanno ottenuto il giudizio "buono", il 19,7% ha riportato il giudizio "distinto" e solo il 17,3% dei ragazzi ha conseguito la licenza media con il giudizio "ottimo". Ma esistono differenziali di rendimento per ragazzi e ragazze: solo il 27,2% delle ragazze tra 13 e 17 anni dichiara di avere concluso il percorso della scuola dell'obbligo con il giudizio "sufficiente" contro il 43,7% dei loro coetanei. Considerando poi che il giudizio "buono" e' stato conseguito da entrambi i generi piu' o meno nella stessa misura (27%), e' elevata la quota delle ragazze che hanno ottenuto le valutazioni migliori: il 25,2% ottiene "distinto" e il 20% "ottimo".
  Notiziario minori, 5 ottobre 2012
IL 44,3% DEGLI STUDENTI VA A SCUOLA IN AUTO, SOLO
IL 29,9% A PIEDI NEL MEZZOGIORNO SI CAMMINA DI PIÙ
 Spostamenti casa-scuola all'insegna della pigrizia. Secondo quanto si legge in un Report odierno dell'Istat gli spostamenti quotidiani per andare in classe coinvolgono circa 8 milioni 400 mila bambini dell'asilo nido o della scuola dell'infanzia e studenti. La maggior parte degli studenti utilizza un mezzo di trasporto (69,8%), soprattutto l'automobile (il 44,3% degli studenti), e i mezzi pubblici o collettivi (27,1%). Si sposta a piedi il 29,9% degli studenti. A livello territoriale si riscontra un uso maggiore dei mezzi di trasporto nel Centro (78,7%) e nel Nord-est (78,1%), mentre nel Mezzogiorno tale quota scende sotto il 63% a vantaggio degli spostamenti a piedi. L'utilizzo dell'automobile e' elevato in tutte le ripartizioni, ma il Nord-est si caratterizza in particolare per un maggior utilizzo della bicicletta che riguarda il 6,9% degli studenti, una modalita' di spostamento diffusa soprattutto a Bolzano (17%). Il mezzo collettivo e' usato soprattutto nel Centro-nord, in particolare a Bolzano (41,4% degli studenti) e nelle Marche (40,6%). Nel Mezzogiorno si riscontra una maggiore propensione ad andare a piedi (il 39,3% nel Sud e il 36,4% nelle Isole). Per quanto riguarda i tempi di percorrenza per giungere sul luogo di studio, nel 73,3% dei casi gli studenti impiegano fino a 15 minuti. È elevata la quota di bambini iscritti alla scuola dell'infanzia, alla primaria e alla secondaria di primo grado che raggiungono la scuola a piedi (rispettivamente 31,1%, 35% e 38,3%). La quota di studenti che raggiungono la scuola a piedi si dimezza, rispetto alla media nazionale, per i ragazzi della scuola secondaria di secondo grado (15%). Tra questi sono anche piu' numerosi coloro che impiegano piu' di 30 minuti per andare a scuola (26,3%). 
Notiziario minori, 5 ottobre 2012
SCUOLA, ISTAT: I COMPITI A CASA? 
CI VOGLIONO IN MEDIA DUE ORE 
Compiti a casa, ci passano un po' tutti. Secondo i numeri diffusi negli scorsi giorni dall'Istat la quasi totalita' degli alunni ha sempre o spesso compiti da svolgere a casa: il 97,4% nella scuola primaria, il 98,6% nella secondaria di primo grado e il 97,6% nella secondaria di secondo grado. La situazione in cui i bambini hanno solo alcune volte i compiti da svolgere a casa e' piu' diffusa nella scuola primaria (28,7%) rispetto alla scuola secondaria di primo grado (10,3%). Il numero medio di ore giornaliere passate a studiare e' di 2 ore e 9 minuti. Gli studenti della scuola secondaria di secondo grado dedicano in media 2 ore e 28 minuti ai compiti rispetto a 1 ora e 46 minuti degli studenti della scuola primaria. Se si esclude la scuola primaria dove non emergono differenze di genere (in media 1 ora e 46 minuti per bambini e bambine), al crescere dell'eta' le ragazze mostrano un impegno maggiore nello studio. Gia' alla scuola secondaria di primo grado i ragazzi dedicano in media allo svolgimento dei compiti 2 ore e 17 minuti, mentre le ragazze circa 15 minuti in piu' al giorno (2 ore e 32 minuti). In particolare, nella scuola secondaria chi frequenta il liceo dedica allo studio circa 40 minuti in piu' al giorno (2 ore e 49 minuti) rispetto a chi frequenta un istituto tecnico o professionale (circa 2 ore). Tra chi frequenta il liceo, le ragazze studiano circa 36 minuti in piu' dei loro coetanei maschi (da 2 ore e 45 minuti a 2 ore e 9 minuti). La differenza di genere scende a 26 minuti negli istituti tecnici (2 ore e 26 per le ragazze contro 2 ore dei maschi ) e praticamente si annulla negli istituti professionali (circa 2 ore). Le differenze sono ancora maggiori nella scuola secondaria di secondo grado: 2 ore e 9 minuti i maschi e 2 ore e 45 minuti le femmine. Inoltre, mentre il passaggio dalla scuola secondaria di primo grado alla scuola secondaria di secondo grado implica una diminuzione di 8 minuti per i maschi (da 2 ore e 17 minuti a 2 ore e 9 minuti), nel caso delle femmine il tempo dedicato allo studio aumenta di 13 minuti: da 2 ore e 32 minuti a 2 ore e 45 minuti. Il 76,4% degli alunni della primaria svolge i compiti con l'aiuto della madre e il 26,2% e' aiutato dal padre. Nella scuola secondaria di primo grado il 37,3% dei bambini svolge i compiti con le madri, mentre solo il 13% fa i compiti con il padre. La quota di ragazzi che frequenta la scuola secondaria di secondo grado e svolge i compiti insieme ai genitori e' decisamente ridotta (il 10,6% svolge i compiti con la madre e il 4,3% con il padre). 
Notiziario minori, 5 ottobre 2012